"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

mercoledì 22 marzo 2017

Val del Lago sul web: Alesso in verde-arancio

Dal sito “Forum Julii project” un articolo, con belle immagini, specificatamente dedicate ad Alesso:

ALESSO IN VERDE ARANCIO

La Val del Lago è un compendio della magnificenza paesaggistica del Friuli in cui in ogni stagione si è ammaliati dall’intensità della natura e in cui ci si compiace del fatto che le attività umane in buona parte abbiano ancora rispetto per l’ambiente. Ci sono poi anche quei fazzoletti di terra in cui la contaminazione dell’uomo è ridotta ai minimi termini, tanto da sembrare nulla. In inverno la Valle è come un immenso affresco tridimensionale in cui si alternano preponderanti l’arancio, da quello bello acceso delle foglie secche a quello più sbiadito dell’erba e delle canne palustri, e il verde acqua dei rivi vivaci e dello stesso lago assopito ma anche quello più acuto del muschio umido e delle pinete che si arrampicano su per i pendii. Dietro tutto ciò l’instancabile corsa delle stagioni, che la vita influenzano in un eterno gioco di colori e movimenti.
Enrico Rossi
DSC_0019
Il tocco che spiazza, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

DSC_0034
Panta rei, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

DSC_0053
Scrutare, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

DSC_0020
Una finestra sempre aperta, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

DSC_0039
Resistere allo scorrere della storia, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

DSC_0074
Silenzio violato, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

DSC_0059
Frontiera prima del vuoto, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)


NB: i titoli sono stati scelti da Enrico Rossi

martedì 21 marzo 2017

Bordano, domenica riapre la Casa delle Farfalle

Casa delle Farfalle di Bordano 2017: la nuova stagione va da domenica 26 marzo a sabato 30 settembre


I gestori della "Casa delle Farfalle" di Bordano hanno diffuso un comunicato nel quale informano la prossima apertura, da domenica prossima, della nuova stagione:

Casa delle Farfalle di Bordano 2017: da domenica 26 marzo a sabato 30 settembre
"Quest’anno apriremo la CASA DELLE FARFALLE il giorno in cui sposterete gli orologi avanti (26 MARZO), che non so cosa ne pensiate voi, ma per me ha sempre significato l’arrivo della bella stagione; ti svegli quella mattina e non sai se è un viaggio che ti fai nella testa, ma sempre c’è più caldo, più luce, e accidenti è già arrivata la primavera e non me n’ero accorto. È una buona data per dare inizio al volo delle farfalle no? Quest’anno saremo aperti ogni giorno, come al solito, ma proprio ogni ogni. Chiuderemo infine il 30 di settembre (andate più sotto che vi dico qualcosa di più)
Prima di allora però potete lo stesso venire a trovare noi e le piante e gli animali, se sentite la nostra mancanza. Per chi se lo fosse perso infatti, qualche mese fa abbiamo raddoppiato. Abbiamo costruito e poi inaugurato un nuovo centro naturalistico, NATURAMA, vicino a Udine, dentro al centro commerciale Città Fiera di Martignacco. Va bene, non ditelo perché lo so già. Vi sembra strano, vi sembra un film di zombie, le farfalle e la natura dentro al centro commerciale (sembrava anche a noi, prima di farlo, e certi giorni ci sembra ancora; ve lo racconto sotto qua). Dentro Naturama ci trovate piante e animali tropicali (non solo farfalle, non solo insetti) e mostre che raccontano cose di natura. Naturama è aperto sempre, estate e inverno e sempre.
Continuiamo ad aprire porte e finestre sulla meraviglia del nostro pianeta! E anzi, prendete pala e piccone insieme con noi e aprite nuove porte e nuove finestre, ogni volta che potete! Vi aspettiamo alla CASA DELLE FARFALLE e a NATURAMA".
(Comunicato "Casa delle Farfalle"

Da domenica 26 marzo
a sabato 30 settembre
aperto ogni giorno dalle 10 alle 18

lunedì 20 marzo 2017

Ancora fiamme sul Brancot. Non è certo autocombustione!

Fiamme nei boschi di Trasaghis e Savogna

Le fiamme si sono sviluppate in zone molto impervie. Oltre ai vigili del fuoco al lavoro anche gli uomini della Forestale e i volontari della Protezione civile. All'opera pure un elicottero. Le fiamme sotto controllo
Due incendi di bosco di vaste proporzioni sono divampati nella notte tra sabato 18 e domenica 19 marzo sul monte Brancot, nella zona di Trasaghis, alla periferia della frazione di Braulins e sul monte Matajur, in Comune Savogna, non lontano dalla località di Monte Maggiore.
Fortunatamente il fuoco non ha raggiunto zone abitate. È stato però notato sia dai cittadini residenti nelle due aree, sia da automobilisti di passaggio. Le telefonate di segnalazione giunte alla caserma dei vigili del fuoco, infatti, sono state numerose.
In entrambi i casi le fiamme si sono sviluppate in zone molto impervie. Oltre ai vigili del fuoco friulani sono al lavoro anche gli uomini della Forestale e i volontari della Protezione civile. All'opera pure un elicottero.
Le due emergenze sono scattate intorno alle tre, prima a Trasaghis e poco dopo sul Matajur. Sono in corso accertamenti per individuare le cause dei roghi.
Sul Brancot si sta operando su un fronte di circa settecento metri per duecento e il contributo dell'elicottero è decisivo visto che, come accennato, si tratta di un punto difficile da raggiungere via terra con i mezzi.
Sia a Trasaghis, sia a Savogna gli incendi sono in questo momento sotto controllo. Di certo in tutte le zone boschive l'attenzione rimane alta, considerata la scarsità di precipitazioni di questi giorni. Per quanto riguarda le possibili cause all'origine di questi incendi, comunque, per il momento non si possono nemmeno escludere altre ipotesi.
E sulla preoccupante ripetività degli incendi, il sindaco di Trasaghis Augusto Picco ha dichiarato: 
"Ancora un incendio sopra Braulins! Grazie di cuore alla nostra squadra di protezione civile, a quelle dei comuni limitrofi, al Corpo Forestale ed ai Vigili del fuoco per il tempestivo intervento.
È grazie a persone come loro che sono in piedi dalle 3 di mattina che il pericolo è stato rapidamente circoscritto.  A chi invece si diverte a danneggiare, prima o poi presenteremo il conto!"

                            

domenica 19 marzo 2017

Venerdì a Trasaghis "Assetto di volo"

Dopo la prima presentazione a Gemona e una recentissima presentazione a Bordano, arriva nel Comune di Trasaghis "Assetto di volo", il docu-film girato nei nostri paesi e sui nostri cieli per ragionare sul superamento delle disabilità.
L'appuntamento è per venerdì 24 marzo alle 20.45 nella sala consiliare di Trasaghis.

ASSETTO DI VOLO
è un film prodotto da UPONADREAM in collaborazione con PROSPETTIVA T, SERVIZIO SIRIO, CSRE DI GEMONA, COOP. ITACA, ANFFAS ALTO FRIULI, VOLO LIBERO FRIULI
Realizzato con il contributo della Regione F.V.G. - GiovaniFVG - Comune di Gemona del Friuli

"Ci sono luoghi in cui non esistono disabilità, se non intese come qualcosa che tutte le persone vivono sotto forma di paure e blocchi che limitano la vita. 
Le speranze, le aspirazioni e i sogni dei ragazzi coinvolti in questo documentario potrebbero ben rappresentare il desiderio di riscatto e realizzazione che è proprio di ogni essere umano desideroso di vivere pienamente la propria esistenza".

L’obiettivo è stato dare visibilità a un tema delicato e importante che è quello relativo alla qualità della vita e alla reale inclusione sociale delle persone con disabilità e di chi, con qualche supporto, sta intraprendendo un percorso verso la massima autonomia possibile. Per questo progetto sono state coinvolte le persone che partecipano a Sirio, un servizio dell’Aas3 finalizzato a permettere a chi è portatore di disabilità di vivere autonomamente la propria vita, e del centro diurno Csre di Campolessi. «Dopo qualche dubbio iniziale - spiega il regista Giulio Venier di Upon a Dream  al "Messaggero Veneto"- 8 dei 10 ragazzi coinvolti hanno accettato la sfida di volare, con il via libera delle loro famiglie ovviamente. Farli volare è un modo per dimostrare che in certi casi tutti quanti abbiamo dei limiti e delle paure che ci bloccano, indipendentemente dalle disabilità. Dopo che hanno deciso, non hanno avuto alcuna esitazione: ci hanno perfino stupito per la loro determinazione». È andata proprio così: insieme ad alcuni piloti di Volo Libero Friuli,  i ragazzi disabili si sono lanciati in parapendio dal monte San Simeone. Tutto è andato perfetto, nessuna disabilità ha impedito quel volo: certo, si tratta di persone, come quelle del servizio Sirio, che non hanno disabilità tali da impedirgli totalmente una vita normale, ma tra loro c’era anche chi solitamente si muove in carrozzella. Da quel volo sono state effettuate delle riprese con le quali è stato poi realizzato il docufilm

Per vedere il trailer del film: https://vimeo.com/191763176

sabato 18 marzo 2017

Grande Guerra, apprezzata iniziativa degli studenti del Comprensivo di Trasaghis

La stampa veneta ha riportato con risalto la notizia che gli studenti delle terza media del Comprensivo di Trasaghis hanno fatto una ricerca sul fenomeno della profuganza nella Prima Guerra mondiale, analizzando l'insediamento in Friuli di profughi provenienti da Valdobbiadene. La classe in questione è quella di Venzone, che fa parte dell'Istituto Comprensivo di Trasaghis.
Complimenti per l'iniziativa, che potrebbe avere ulteriori sviluppi, visto che nella zona del Comune di Trasaghis erano ospitati profughi provenienti, oltre che da Valdobbiadene, anche da altri Comuni quali Mosnigo, Susegana e Sernaglia.
------------------

La scorsa settimana, mentre fervevano i preparativi dell’Antica Fiera di San Gregorio, il Comune di Valdobbiadene ha ricevuto una lettera davvero particolare da una classe terza della scuola media di Trasaghis, in provincia di Udine. Una lettera molto apprezzata che, proprio in occasione del centenario della Grande Guerra e a due mesi dalla tanto attesa Adunata del Piave, ha riavvolto il nastro della storia nazionale, interregionale e locale: la memoria del profugato nelle “terre invase dal nemico” austro-ungarico e le notevoli sofferenze vissute da molte famiglie valdobbiadenesi, e non solo, durante il mai dimenticato “An de la fan” 1917-1918.

La lettera ,  infatti, riporta queste ammirevoli parole: "Egregio signor sindaco Luciano Fregonese, siamo studenti dell’istituto comprensivo di Trasaghis, frequentiamo la classe terza della scuola secondaria di primo grado della sede associata di Venzone, un paese di 2010 abitanti in provincia di Udine. Siamo venuti a conoscenza di alcuni tristi episodi che riguardano anche la sua provincia. Nel 1918 il nostro paese ospitò alcuni profughi di guerra che hanno cercato riparo e protezione presso Venzone; erano adulti e bambini provenienti da Valdobbiadene. Le scriviamo per ricordare questa triste verità che ha afflitto molti cuori e pensiamo che Le possa far piacere sapere che, a distanza di tanti anni, noi ragazzi ricordiamo con affetto i vostri cari, riuscendo ad immaginare la tristezza e lo sconforto provocati dal conflitto. Siamo consapevoli che le brutture delle guerre di ieri sono le stesse di quelle di oggi, ma speriamo che il nostro impegno a non dimenticare possa, un giorno, cambiare le cose".

Valdobbiadene profughi


L’amministrazione comunale di Valdobbiadene ha molto apprezzato questo pregevole gesto dei 18 studenti della scuola media di Trasaghis: città medaglia d’argento al merito civile della Resistenza e medaglia d’oro al merito civile per la grande determinazione con cui “risorse” dal disastroso terremoto friulano del 1976. Questa lettera, infatti, vuole essere una duratura testimonianza del legame tra questi due Comuni: i profughi di Valdobbiadene patirono l’an de la fan  nel Vittoriese e nel Friuli, conseguenza della disfatta italiana a Caporetto e dello spostamento del fronte sul Piave; Trasaghis di Udine vide ricambiata la grande ospitalità donata cent’anni fa ai profughi del Quartier del Piave attraverso il prezioso aiuto di numerosi volontari veneti dopo il catastrofico sisma del 1976.

Alla luce di ciò, il sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese ha affermato che, prima della conclusione dell’anno scolastico, si recherà alla scuola media di Trasaghis per ringraziare personalmente questi ragazzi e per donare loro la rara testimonianza della profuga valdobbiadenese Caterina Arrigoni  e di prossima ristampa), con l’obiettivo di rafforzare il legame di amicizia che unisce, ormai da un secolo, Valdobbiadene, Trasaghis e molti altri Comuni friulani che diedero ospitalità ai profughi trevigiani nel lontano 1918.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).

(http://www.qdpnews.it/index.php/valdobbiadene)

venerdì 17 marzo 2017

Domenica in TV alla Rai regionale "I custodi dell'acqua"

Dopo svariate proiezioni in Friuli, nel resto d'Italia e all'estero (ed il conseguimento della vittoria nel premio internazionale "Acqua bene di tutti" e quale miglior film di antropologia ambientale), dopo la proiezione di martedì 8 marzo 2016 a Cavazzo e sabato 12 novembre nel Centro Servizi di Alesso (in una serata proposta dai Comitati per la difesa e valorizzazione del Lago e la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento) Domenica 19 Marzo alle ore 10 su RAI3 verrà trasmesso I Custodi dell'Acqua.


“I Custodi dell‘Acqua, la Carnia si ribella” nasce dalla voglia di valorizzare ed evidenziare l‘Acqua come bene collettivo comune.
Con il film si vuole promuovere la filosofia genuina della vita in montagna e il rapporto che le comunità hanno con l‘acqua che scorre libera in tutte le sue forme in Carnia – luogo dove l’acqua è un elemento di unione per molti aspetti, è uno degli elementi centrali dell’amministrazione comunitaria, però, è anche occasione di confitto, legato al controllo e allo sfruttamento della risorsa da cui dipende la vita stessa. Il documentario vuole tenere viva la discussione sull'Acqua, dei suoi problemi locali e globali, focalizzando l’attenzione sulla simbiosi tra uomo e ambiente, sulla difesa del territorio che sfocia in partecipazione sociale.


giovedì 16 marzo 2017

Bordano piange il suo primo farmacista, sostenitore delle "pavees"

Si è spento Moreno Ferigo


di Gino Grillo

È morto lunedì dopo lunga malattia, al’ospedale di Tolmezzo il farmacista Moreno Ferigo di 65 anni. Ferigo, originario di Forni di Sopra, in gioventù si trasferì in Svizzera, dove la famiglia era emigrata per questioni di lavoro.
Negli anni Settanta, grazie alle mutate condizioni economiche dell’Italia la famiglia originaria, papà Diego, mamma Angelina e la sorella Tania, decise il rientro in Italia, permettendo a Moreno di proseguire i suoi studi. Ferigo scelse di frequentare la facoltà di farmacia all’università di Trieste.
Dopo aver conseguito la laurea Ferigo ha iniziato a lavorare nelle farmacie nella Bassa friulana, fino a quando gli si prospettò l’opportunità di assumere il ruolo di direttore di una farmacia a Cividale. Intendeva subentrare al farmacista titolare, quando la Regione indisse un bando per nuove farmacie. Così Moreno partecipò e vinse al concorso regionale che prevedeva l’apertura di una farmacia a Bordano.
Qui trovò una sponda favorevole nell’amministrazione comunale che ben vedeva la possibilità di dare ai propri cittadini un servizio di farmacia continuo. A Bordano, assieme all’allora sindaco Enore Picco, Moreno si distinse per la sua attività in campo sociale per il rilancio del Comune della pedemontana. «Abbiamo ben accolto Moreno e la sua famiglia. Erano anni – ricorda l’allora primo cittadino Enore Picco – in cui le amministrazioni comunali si contendevano medici e farmacisti.
Così ci premurammo di ricercargli pure un alloggio accanto alla farmacia». Con queste premesse Ferigo, perfettamente integrato nel nuovo ambiente, si attivò per il rilancio di Bordano. «Dopo aver aderito alla locale Pro loco, è stato uno dei propugnatori – ha ricordato ancora Picco – del progetto delle farfalle. Dapprima nella fase dei murales e, successivamente, nel progetto che portò poi alla Casa delle Farfalle. È stato sempre propositivo e tenace nel contribuire al successo del suo nuovo paese».
(Estratto dal Messaggero Veneto del 15-03-17)


mercoledì 15 marzo 2017

Anche Cavazzo protesta contro le ultime servitù militari

Brillamento bombe con protesta in Carnia

In centinaia hanno partecipato al sit-in sopra Betania per dire stop allo sfruttamento del territorio per operazioni ed esercitazioni militari


No allo sfruttamento del territorio e no alle esercitazioni militari, tanto meno all'inertizzazione di ordigni bellici. La Carnia dice no al brillamento delle bombe della Seconda Guerra mondiale e lo fa con un'azione di protesta che, sebbene organizzata dall'oggi al domani, ha visto l'adesione di centinaia di persone.

Motivo della discordia il provvedimento che vede l'esercito impegnato per quattro giorni, a Illegio, nelle operazioni di inertizzazione di alcuni ordigni ritrovati in Friuli. Quattro giorni che sono apparsi fin troppi per tacere il disagio e soprassedere su una questione che alla Carnia intera sta molto a cuore.

Centinaia di persone hanno aderito alla protesta pacifica ma irremovibile. I manifestanti, guidati dai sindaci, hanno scortato a passo d'uomo i mezzi militari fino alla zona demaniale, rallentando così le operazioni di brillamento che dovevano partire alle 9.30. Le operazioni di brillamento sono state regolarmente effettuate, ma in ritardo sulla tabella di marcia. Sul posto, oltre a cittadini comuni e sindaci, erano presenti anche rappresentanti di altre associazioni e del Cai di Tolmezzo.
A controllare lo svolgimento pacifico della manifestazione Digos, Carabinieri e Polizia.

"Non vogliamo che il nostro territorio diventi una discarica. Ora che anche l'ultimo alpino della caserma Cantore di Tolmezzo se n'è andato - spiega il sindaco Brollo - vogliamo puntare sul turismo e sul rilancio di un territorio che non vuole più le bombe, nè le esercitazioni militari".

A tal proposito Brollo ha ricordato come "tra maggio e giugno la zona del poligono militare sarà nuovamente interessata da esercitazioni, per una durata complessiva di 26 giorni. Noi vogliamo salvaguardare l'ambiente e rilanciare il turismo nelle nostre zone".

Oltre al sindaco di Tolmezzo, Francesco Brollo, erano presenti anche i primi cittadini di Amaro, Ampezzo, Cavazzo, Cercivento, Socchieve e Verzegnis.

Da: http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Brillamento_bombe_con_protesta_in_Carnia/2/164316
Sulla pagina una galleria fotografica della manifestazione



Altri servizi. con filmati e foto, su:
http://www.studionord.news/tolmezzo-monito-tutta-la-carnia-basta-servitu-militari/

martedì 14 marzo 2017

Fuoco sul Brancot

Trasaghis: fiamme sul monte Brancot, incendio domato con l'elicottero

Trasaghis, rogo nel bosco sopra Braulins

Si tratta del terzo rogo in due settimane nel comune di Trasaghis. Possibile che ad agire sia stato un piromane

di Giancarlo Virgilio



Trasaghis: fiamme sul monte Brancot, incendio domato con l'elicottero
Alcune fiamme sono divampate domenica pomeriggio sul monte Brancot, poco sopra il caseggiato di Braulins, piccola frazione di Trasaghis. Erano circa le 14.30 quando, avvistato il rogo e lanciato l'allarme, nel giro di pochi minuti sono giunti sul posto i vigili del fuoco di Gemona, le guardie forestali e gli uomini della Protezione Civile. A essere determinante nelle celeri operazioni di spegnimento, il tempestivo intervento dell'elicottero della Protezione Civile; rifornendosi nel vicino Tagliamento, con le sue “secchiate” d'acqua a pioggia, ha domato un incendio che avrebbe potuto allargarsi fino all'abitato di Braulins. 

Potrebbe interessarti: http://www.udinetoday.it/cronaca/spegnimento-rogo-bosco-brancot-braulins-trasaghis-12-marzo-2017.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/UdineToday/131006693676317
 
Trasaghis: fiamme sul monte Brancot, incendio domato con l'elicottero
“Da lontano – ci racconta Alessandro Sicur, l'autore delle immagini e del video che accompagnano l'articolo sembrava esagerata per essere una grigliata. Invece siamo stati testimoni oculari di questo intervento nei pressi di Braulins. Ringrazio – tiene a precisare Alessandro - chi vigila su di noi”.
Le operazioni sono durate un'ora circa, ma l'incendio è stato circoscritto e domato in pochi minuti. La cosa che insospettisce di più, ora, è il fatto che sia il terzo rogo nel giro di una quindicina di giorni nella zona di Trasaghis. Al momento sono al vaglio tutte l'ipotesi, dal mozzicone di sigaretta lanciato a terra, al gesto insensato di  un piromane. 


Potrebbe interessarti: http://www.udinetoday.it/cronaca/spegnimento-rogo-bosco-brancot-braulins-trasaghis-12-marzo-2017.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/UdineToday/131006693676317
da "Udine today": visitando il sito potrete vedere ulteriori immagini ed un video relativo all'incendio sul Brancot.
http://www.udinetoday.it/cronaca/spegnimento-rogo-bosco-brancot-braulins-trasaghis-12-marzo-2017.html
Trasaghis: fiamme sul monte Brancot, incendio domato con l'elicottero



Potrebbe interessarti: http://www.udinetoday.it/cronaca/spegnimento-rogo-bosco-brancot-braulins-trasaghis-12-marzo-2017.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/UdineToday/131006693676317

lunedì 13 marzo 2017

Monts di cjaras. L'allevamento delle capre nel Comune di Trasaghis

L'ultimo numero di "Tiere furlane" (il 26) ospita una serie di articoli (a cura di Sandro Menegon, Enos Costantini e Tiziana Di Giusto) sull'allevamento caprino in Friuli. Una sezione è dedicata anche al Comune di Trasaghis con una sintesi storica dell'importanza che la capra aveva nella società contadina locale fino ai primi decenni del Novecento.

NEL COMUNE DI TRASAGHIS 
In epoca napoleonica l’attuale comune di Trasaghis era formato dal comune di Peonis (cantone di Gemona) e dal comune di Alesso (cantone di Tolmezzo). Il primo comprendeva Peonis con 140 capre e Avasinis con 260 capre, mentre Trasaghis abbinata a Braulìns ne aveva ben 300. Si può affermare che il numero dei caprini era legato al territorio, essendo quello di Trasaghis-Braulìns assai più magro, ripido, roccioso e brullo rispetto a quello di Peonis. Non per nulla Peonis poteva permettersi di mantenere 248 vacche (e 555 abitanti), mentre a Trasaghis-Braulìns ve ne erano soltanto 145 (per 436 abitanti). Alesso, che aveva 696 abitanti, allevava 982 capre, decisamente un bel numero, con 258 pecore e 403 vacche. Non è un caso se le bestie allevate sono tutte dei ruminanti: soltanto essi possono trasformare l’erba, accanto ai boschi unica ricchezza locale, in alimenti e in vestiti per l’uomo. Il numero delle bestie e la loro tipologia è lo specchio del territorio in una determinata epoca storica: un eventuale aumento quantitativo o qualitativo del foraggio avrebbe comportato un aumento delle bovine che sono più produttive, ma anche più esigenti, rispetto ai ruminanti di minor taglia (i cosiddetti “minuti”). Come si può vedere in Tab. 1 il numero delle capre scende man mano che quello delle vacche sale. Va tenuto conto della persecuzione subita dalle capre da parte della Forestale, ma tutti i centri abitati sopra menzionati potevano contare su una latteria sociale agli inizi del Novecento, un chiaro indice dello sviluppo che aveva preso l’allevamento bovino. Le 1.579 bovine registrate nel 1908 rappresentano un bel numero per un ambiente così povero, ed è il probabile risultato di miglioramenti fondiari, di igiene dell’allevamento e dei ricoveri, senza escludere qualche integrazione alimentare (sale pastorizio, cruscami). Negli anni Cinquanta e Sessanta, a fronte di un migliaio di bovine le capre si erano ridotte a qualche decina: era solo l’inizio di una fine che nel decennio successivo avrebbe travolto anche il patrimonio bovino e (ri)consegnato l’ambiente ai suoi originari abitatori: gli alberi, i caprioli e i cinghiali.


L'intera rivista può essere scaricata gratuitamente cliccando su questo link:
http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/economia-imprese/agricoltura-foreste/tiere-furlane/allegati/TF26.pdf

domenica 12 marzo 2017

Val del Lago: solo a Cavazzo la popolazione aumenta un po'

E' stata diffusa la rielaborazione dei dati Istat curata dalla Cisl Alto Friuli relativamente agli aspetti demografici dell'Alto Friuli. Per qunato riguarda la Val del Lago, Cavazzo si segnala, in un generale processo di diminuzione degli abitanti, per un leggero aumento (+ 0,7%); a Trasaghis si registra invece uno dei maggiori incrementi in percentuale per quanto riguarda la presenza di stranieri residenti  (+ 18,9%). L'analisi non fornisce dati numerici ma solo percentuali. Trasaghis, per esempio, dovrebbe aver chiuso il 2016 con un lieve saldo positivo, ma qui non viene citato. 
------------------------ 

CONTINUA LO SPOPOLAMENTO DELLA MONTAGNA

Alto Friuli. In un anno persi 1049 residenti

L'elaborazione dei dati Istat curata dalla Cisl Alto Friuli evidenzia uno spopolamento a due velocità del territorio: molto veloce in Carnia (-3,9% negli ultimi sei anni) e nel Tarvisiano e Gemonese (-3,7%), più lento nel Collinare (-1,5%) e Tarcentino (-1,5%). A subire le perdite maggio nell'ultimo anno i comuni di Resiutta (-6,1%, Montenars (-4,5%) e Taipana (-3,3%). Guadagnano residenti invece Amaro (+2,3%), Lusevera (+1,2%), Treppo Grande (+0,9%), Moruzzo (+0,8%) e Rive d'Arcano e Cavazzo Carnico (+0,7%), Majano (+0,6%).

Complessivamente per quanto riguarda il comprensorio di riferimento della Cisl Alto Friuli, composto da 63 comuni compresi tra Carnia, Tarvisiano, Gemonese, Collinare e Tarcentino al 31 dicembre 2016 i residenti sono 135.404; 1.049 in meno all’anno precedente (-0,8%) 3.758 in meno rispetto al censimento 2011 (-2,7%); 5.916 in meno rispetto al 2001 (-4,2%); 9.545 rispetto al 1991 (-6,6%) e ben 14.564 rispetto al 1981 (-9,5%).
Una situazione, quella messa in luce dalla rielaborazione della Cisl Alto Friuli attraverso i dati ISTAT e Regione FVG, di costante spopolamento a due velocità: negli ultimi sei anni Carnia (-3,9%) e Tarvisiano e Gemonese (-3,7%), un po’ meno Collinare (-1,5%) e Tarcentino (-1,5%).
A subire le perdite maggiori in termini percentuali nell’ultimo anno i comuni di Resiutta (-6,1%), Montenars (-4,5%) e Taipana (-3,3%); chi invece, in controtendenza, ha guadagnato residenti sono i comuni di Amaro (+2,3%), Lusevera (+1,2%), Treppo Grande (0,9%), Moruzzo (+0,8%) e Rive d’Arcano e Cavazzo Carnico (+0,7%), Majano (0,6%) (...)
Solitamente, dinanzi ad un lento ed inesorabile spopolamento di un territorio, se la natalità non dà una mano, ci si affida agli stranieri per risollevarne le sorti. In parte è stato così sino a fine 2014, quando il numero della popolazione straniera residente in Alto Friuli era salita sino a 6.488 unità, dalle 4.250 registrate nel 2006. Ma anche in questo caso negli ultimi due anni si è assistito ad una inversione di tendenza, al 31 dicembre 2016 gli stranieri sono ridiscesi a quota 6.205 (-2,7% in un anno), in percentuale il 4.6% del totale del comprensorio (sono il 7,4% in provincia di Udine, l’8,6% in FVG)
Anche in questo caso interessante vedere gli estremi: c’è la sorpresa di Taipana dove gli stranieri valgono il 9,4% del totale (sono 58 su 615), quindi San Daniele del Friuli e Coseano (7,5%), Osoppo (7,0%), Tarcento (6,6%). Non ne conta nemmeno uno invece Ligosullo; 2 quelli invece residenti a Dogna.
Chi ha subito invece l’incremento maggiore di stranieri nell’ultimo anno sono Cercivento e Lauco (+20%), quindi Trasaghis (18,9%); gli addii maggiori si sono avuti a Resiutta (-29,4) e Fagagna (-26,4%).





Leggi tutto l'articolo con i dati su: 
http://www.lavitacattolica.it/Regione/Alto-Friuli.-In-un-anno-persi-1049-residenti

sabato 11 marzo 2017

Domenica in piazza ad Alesso "une primule par judâ la vite"

Le primule sono state scelte dalle donne come simbolo di forza e speranza e come concreto esempio di solidarietà . Da parecchi anni, ormai,  diverse volontarie  offrono coloratissime primule – col motto "Une primule par judâ la vite" – sui sagrati delle chiese o nelle piazze dei paesi della Pedemontana e dell'Alto Friuli. Le offerte raccolte vanno per tradizione all'Associazione malattie del sangue di Udine (a sua volta appartenente all'Associazione italiana per le leucemie), che opera nel reparto di Ematologia del policlinico universitario di Udine. Chi volesse partecipare all'iniziativa può ritirare le piantine e offrire il proprio volontario contributo per tutta la mattinata di domenica 8 marzo, sulle piazza di Alesso, dove l'iniziativa viene sostenuta dalla Parrocchia.


Un bel paio di scarpe, modello Avasinis

Della serie "Ogni mes si fas la lune, ogni dì si impare une". Il proverbio friulano ha una valenza moltiplicata, da quando c'è Internet. Sono infatti accresciute a dismisura le occasioni per sapere qualcosa di nuovo.
Per esempio.... sapevate che c'è una linea di calzature di nome AVASINIS?
Potete acquistarle in due  colori diversi... Fate bene i conti, perché negli Stati Uniti costano meno che in Europa. Poi, chissà, magari si potranno anche trovare alla prossima "festa del lampone e del mirtillo"....



venerdì 10 marzo 2017

Dai banchi di scuola alla vela: sul Lago si può

La "pagina scuola" del Messaggero Veneto ha ospitato una relazione degli studenti del liceo Paschini di  Tolmezzo sulla esperienza vissuta con le vele sul Lago:

Navigare con la barca a vela 

Ecco un’alternanza col fiocco

Sul lago di Cavazzo le quarte del Liceo Paschini vivono un corso di emozioni Dai banchi a lavoro di gruppo, alla scoperta di collaborazione e autonomia
Esperienza strepitosa quella sul Lago di Cavazzo, inserita tra le iniziative e i percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro, proposti dal nostro istituto per le classi quarte del Liceo Paschini. Il corso di vela ha appassionato tutti, d'ora in poi la vela non avrà più segreti per noi!
Fortunatamente, l'Asd Nautilago, che si occupa della gestione delle attività nautiche sul Lago di Cavazzo, anche quest'anno, non ha esitato a dare la possibilità ai nuovi aspiranti veleggiatori di approcciarsi ad un nuovo sport: la barca a vela.
Una settimana è sufficiente per imparare a gestire la nostra barca. Catapultati in un mondo a noi quasi sconosciuto, quello della barca a vela, con l'aiuto dei nostri fantastici tutor, siamo riusciti ad imparare come armare una barca, metterla in acqua e, dettaglio non trascurabile, a farla navigare!
Con brevi lezioni teoriche mattutine, gli istruttori ci spiegavano quello che poi avremmo dovuto esercitarci a mettere in pratica durante la giornata.
Una settimana, quella del corso di vela, che oltre a permettere a molti di noi di arricchirsi di un'esperienza che altrimenti non avrebbero mai intrapreso, ci ha permesso di trascorrere delle giornate all'insegna del divertimento e della condivisione.
E poi, chi l'avrebbe mai detto che saremmo diventati una classe di lupi di mare...o meglio: di lupi di lago? Parte più importante di questa attività è sicuramente anche l'aspetto delle competenze acquisite dagli studenti che non si limita alle mere conoscenze tecniche nel campo della vela, ma al contrario il Paschini propone questa attività soprattutto per la sua grande efficacia nel sviluppare nei partecipanti capacità sia di lavoro autonomo, sia di lavoro di gruppo e di collaborazione con gli altri.
Pensiamo infatti che ogni equipaggio era formato da due persone che, avendo compiti totalmente diversi, dovevano affidarsi l'uno all'altro, collaborando, organizzandosi e riponendo moltissima fiducia nel proprio compagno.
Un'esperienza quindi che oltre ad essere nuova ed inusuale per un territorio montano com'è la Carnia, vede i ragazzi coinvolti e partecipi e trasmette loro parecchi valori e principi fondamentali per il loro futuro come ad esempio la collaborazione, il lavoro in team, l'autonomia, la capacità di adattarsi a situazioni nuove, la velocità nello svolgimento di compiti e nelle mansioni assegnate, la conoscenza di specifici aspetti professionali naturalmente per noi nuovi e talvolta complessi.
(Messaggero Veneto, 8 marzo 2017)