"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

sabato 12 luglio 2014

La regione dà il via allo sfangamento del lago di Verzegnis, ma con maggiori prescrizioni (II)

Gli ambientalisti: «Fermare lo svaso del bacino di Verzegnis»

Il progetto di sfangamento del bacino di Verzegnis presentato da Edipower non può essere approvato tal quale; l'impatto sul torrente Ambiesta sarebbe enorme e non tiene sufficientemente conto delle possibili alternative. Questa è in sintesi l'affermazione fatta dalle associazioni ambientaliste Legambiente, Wwf e Cai nel documento di osservazioni consegnato all'assessore Vito e a tutto i soggetti interessati

Giovedì 10 luglio, nella sede della Regione a Udine, si era riunita la Conferenza dei servizi convocata per raccogliere i pareri e le autorizzazioni necessarie all'approvazione del Piano operativo degli interventi di sfangamento selettivo all'interno del bacino dell'Ambiesta . L'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia, Sara Vito, aveva sottolineato come «la Conferenza dei servizi ha realizzato un lavoro serio e rigoroso e quanto è stato prodotto è un progetto sicuramente più sostenibile da un punto di vista ambientale è più attento a garantire la tutela dell'ecosistema dell'area. Sicuramente per arrivare a questo risultato è stato molto utile l'incontro tenutosi a Udine nello scorso mese di giugno, prima con le Amministrazioni comunali e poi con le associazioni ambientaliste. Ognuno ha portato il suo contributo ed ha permesso di approfondire le problematiche con nuove proposte. Queste, infatti, si sono tradotte nelle prescrizioni rigorose fornite alla società Edipower nel momento in cui effettuerà le operazioni di rimozione dei sedimenti. Come ho detto fin dall'inizio, l'intervento è necessario per garantire la sicurezza della diga. Ricordo che non si tratta di uno svaso - aveva concluso l'assessore Vito - ma di una operazione completamente diversa da quella realizzata sul Lumiei che ha destato numerose contrarietà». 

Ma le tre associazioni ambientaliste, evidentemente, non hanno viste accolte a sufficienza le loro istanze, e fanno sapere la loro contrarietà che si aggiunge a quella storica dei due comitati ambientalisti locali . «Per svasare 35 mila metri cubi di fango, Edipower decide di "sacrificare" letteralmente la parte terminale del bellissimo torrente Ambiesta scaricandovi quantità di sedimenti 5 volte più alte di quelle già elevate sversate un anno fa nel Lumiei - evidenziano le tre associazioni ambientaliste -. Un vero disastro annunciato che interesserà inevitabilmente anche il Tagliamento e il lago di Cavazzo, nonostante le rassicurazioni, non dimostrate, né dimostrabili, di Edipower».

Le associazioni intervengono nel documento inviato sostenendo la necessità che si operi prioritariamente nel rispetto delle indicazioni della Direzione generale delle Dighe che indica lo smaltimento a rifiuto del sedimento raccolto; solo secondariamente, ove tale ipotesi non fosse dimostratamente percorribile, si dovranno valutare modi, quantità e tempi per lo sfangamento tramite dragaggio fatto in modo da movimentare quantità di sedimenti accettabili secondo le concentrazioni ormai condivise da molte regioni italiane.

Ma principalmente, le associazioni richiedono l'apertura del tavolo previsto dal decreto ministeriale 30 giugno 2004 (art. 8, 4 c.) per addivenire, assieme al concessionario e agli altri soggetti interessati (Comuni, associazioni ambientaliste, associazioni pescatori, ecc...) «ad apposite intese finalizzate a contenere l'apporto dei sedimenti e a consentire la migliore attuazione del progetto di gestione, con particolare riguardo allo sfangamento del bacino» (si veda, negli allegati, l'osservazione n° 2)).

«Non si ripeta un altro Lumiei - concludono le associazioni -. La Regione deve impedire tale ipotesi e deve salvaguardare l'interesse comune dato dai valori ambientali in gioco, prima e oltre dell'interesse di Edipower di procedere nei tempi più brevi e con i costi minori».

(dal sito della Vita Cattolica, dove sono presenti i link riferiti ai documenti citati [già pubblicati anche dal Blog]:  http://www.lavitacattolica.it/stories/cronaca/5436_gli_ambientalisti_fermare_lo_svaso_del_bacino_di_verzegnis/#.U8AIepR_vRc)

             

venerdì 11 luglio 2014

La regione dà il via allo sfangamento del lago di Verzegnis, ma con maggiori prescrizioni

Con un Comunicato molto articolato, sul sito della Regione si riferisce  che la Conferenza dei Servizi tenutasi il 9 luglio ha concluso i suoi lavori. In sostanza, si dà notizia che sono stati autorizzati i lavori sfangamento del Bacino dell'Ambiesta, anche se con più stringenti prescrizioni, rispetto a quanto proposto da Edipower. Da segnalare che è stata accolta la richiesta avanzata dal Comune di Trasaghis, che tutte le richieste dell'Ente Tutela Pesca sono state recepite integralmente e che erano presenti i soli Comuni di Cavazzo e Verzegnis. Di particolare rilievo, poi, l'annunciata drastica diminuzione della concentrazione di fanghi (dai 200 g/l proposti da Edipower ai 10 g/l autorizzati), l'aumento della quantità d'acqua rilasciata costantemente nel rio Ambiesta e la riduzione degli interventi sull'alveo del fiume Tagliamento. 

AMBIENTE: CONCLUSI I LAVORI DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUL BACINO DELL'AMBIESTA

Trieste, 10 lug - Si è riunita ieri, nella sede della Regione ad Udine, la Conferenza dei servizi convocata per raccogliere i pareri e le autorizzazioni necessarie all'approvazione del Piano operativo degli interventi di sfangamento selettivo all'interno del bacino dell'Ambiesta. Alla Conferenza hanno partecipato i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Ufficio tecnico per le dighe), Arpa/Agenzia regionale per la protezione ambientale, Ente tutela Pesca, i Comuni di Verzegnis e Cavazzo Carnico (direttamente interessati dalle operazioni), gli uffici tecnici competenti della direzione centrale Ambiente ed Energia (Servizio disciplina servizio idrico integrato, gestione risorse idriche e tutela acque dall'inquinamento, Servizio geologico, Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati, Servizio valutazioni ambientali, Servizio difesa suolo, il Servizio tutela del paesaggio e biodiversità), l'Ispettorato dell'Agricoltura e delle Foreste di Tolmezzo. L'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia Sara Vito ha sottolineato come "la Conferenza dei servizi ha realizzato un
lavoro serio e rigoroso e quanto è stato prodotto è un progetto sicuramente più sostenibile da un punto di vista ambientale è più attento a garantire la tutela dell'ecosistema dell'area. Sicuramente per arrivare a questo risultato è stato molto utile l'incontro tenutosi a Udine nello scorso mese di giugno, prima con le Amministrazioni comunali e poi con le associazioni ambientaliste. Ognuno ha portato il suo contributo ed ha permesso di approfondire le problematiche con nuove proposte. Queste, infatti, si sono tradotte nelle prescrizioni rigorose fornite alla società Edipower nel momento in cui effettuerà le operazioni di rimozione dei sedimenti. Come ho detto fin dall'inizio, l'intervento è necessario per garantire la sicurezza della diga. La Regione ha rivolto grande attenzione alla vicenda per creare il minor impatto possibile sull'ambiente. Ricordo che non si tratta di uno svaso ma di una operazione completamente diversa da quella realizzata sul Lumiei che ha destato numerose contrarietà". "Con queste prescrizioni verrà realizzato un monitoraggio costante dei livelli della torbidità delle acque che permetterà di assicurarsi che l'impatto sul torrente Ambiesta risulti molto ridotto, grazie ad una notevole diluizione. Rispetto al livello di torbidità proposto inizialmente da Edipower, pari a 200 g/l, ora siamo scesi drasticamente ad un livello pari a 10 g/l. Con ulteriori prescrizioni verrà inoltre tutelato il lago di Cavazzo, sul quale abbiamo introdotto un limite massimo di torbidità e l'obbligo di installazione di una sonda per il monitoraggio costante delle acque in entrata", ha osservato l'assessore Vito. La diga di Ambiesta, in comune di Verzegnis, è stata recentemente individuata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come diga di priorità 2, "per le quali sussiste il concreto rischio di ostruzione degli organi di scarico e per le quali è pertanto necessaria ed urgente l'adozione di interventi nonché la rimozione dei sedimenti accumulatisi". Per ottemperare agli obblighi di legge, Edipower, che gestisce l'impianto, ha redatto e trasmesso alla Regione il Piano operativo che costituisce approfondimento ed integrazione del Progetto di gestione dell'invaso e contiene le modalità operative con le quali Edipower intende procedere alle operazioni di pulizia. Le operazioni consistono nella movimentazione/rimozione di materiale nella zona prospiciente lo scarico di fondo in modo da evitare l'ostruzione degli organi di sicurezza e per mantenere la piena efficienza dello scarico e della presa. Il materiale da rimuovere è costituito principalmente da limo e argilla e tutte le analisi eseguite sul sedimento hanno presentato parametri chimico-fisici conformi ai valori limite. La rimozione del sedimento avverrà attraverso il dragaggio e il pompaggio del materiale a bacino pieno. Il materiale estratto verrà miscelato e diluito con l'acqua del lago e fatto fluitare a valle, nel torrente Ambiesta e successivamente nel fiume Tagliamento, attraverso lo scarico di superficie. La Conferenza riunitasi ieri ha verificato che Edipower avesse perfezionato il Piano operativo con le integrazioni formulate durante la prima seduta della Conferenza tenutasi il 23 giugno scorso e ha ritenuto, al fine della conclusione dell'iter autorizzativo, di porre ulteriori prescrizioni secondo quanto emerso nel corso della seconda seduta. Precisamente, a tutela delle caratteristiche morfologiche e granulometriche dell'alveo e per facilitare le successive operazioni di ripristino, è stato deciso l'introduzione di un rilascio costante dallo scarico della diga per diluire le concentrazioni delle portate fluitate nel torrente Ambiesta. Per offrire piena tutela all'ecosistema del lago di Cavazzo sono state introdotte modalità operative di rimozione del sedimento più cautelative. È stata decisa l'installazione di un'ulteriore stazione di monitoraggio, con relativi limiti di rispetto, anche nel lago di Cavazzo. A seguito della diluizione attuata nelle acque del
torrente Ambiesta è stato possibile inoltre modificare, con significativa riduzione dell'impatto, gli interventi nell'alveo del Tagliamento destinati a miscelare le acque. La Conferenza ha infine disposto la predisposizione di un piano di monitoraggio finalizzato ad approfondire quali siano le condizioni ante-svaso e a seguire le operazioni di rimozione e le successive operazioni di ripristino fino al pieno recupero degli ecosistemi delle condizioni ante svaso. Sono state accolte integralmente le sette misure indicate dall'Ente Tutela Pesca/Etp in collaborazione e piena condivisione con Arpa FVG, per limitare al massimo l'impatto delle operazioni sul delicato ecosistema fluviale del torrente Ambiesta. Tra queste spiccano l'elevata diluizione dei sedimenti grazie al rilascio costante di 1.600 litri al secondo e l'adozione di una campana alla pompa di aspirazione per evitare che si intorpidisca l'acqua del lago. "Etp provvederà tra l'altro - ha affermato il presidente Flaviano Fantin, che ha espresso soddisfazione per le decisioni adottate dalla Conferenza dei servizi - alle operazioni di recupero di gamberi e pesci, dove possibile, prima dell'avvio delle operazioni, limitando così le possibili perdite".

(http://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/&id=91760&ass=C07&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa)

Somplago, in 1700 "nel ventre della centrale" (II)

Il numero della "Vita Cattolica" appena uscito dedica una pagina intera alla manifestazione "Centrale aperta" proposta domenica da Edipower a Somplago: anche la giornalista Monika Pascolo - in compagnia di Franceschino Barazzutti - ha seguito il percorso guidato ed ha ascoltato le spiegazioni fornite dai tecnici di Edipower.
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Oltre 1700 persone, domenica 6 luglio, hanno visitato
l'impianto idroelettrico Edipower a Somplago

Nel «cuore» della centrale

Costruita tra il 1953 e il 1962 dalla Società adriatica di elettricità (Sade, oggi Enel), la centrale - di proprietà Edipower - è la più grande in Friuli-Venezia Giulia ed è in grado di produrre 165 milioni di watt all'ora, sfruttando l'acqua del bacino artificiale di Verzegnis alimentato dalla portata scaricata dalla centrale di Ampezzo (lungo una condotta di 18 chilometri) e in parte dalle acque del Medio Tagliamento e dei suoi affluenti.

La Vita Cattolica, Giovedì 10 Luglio 2014

Un viaggio nel «cuore» della centrale idroelettrica di Somplago, la più grande del Friuli-Venezia Giulia, per vedere da vicino come l'energia potenziale dell'acqua - che arriva dal bacino artificiale di Verzegnis - si trasforma in meccanica e di seguito, tramite un generatore, viene convertita in energia elettrica e distribuita all'intera rete regionale.
Lo ha proposto domenica 6 luglio la società milanese Edipower (fa parte del gruppo A2A), titolare in regione di 26 impianti (Somplago e Ampezzo sono quelli più grandi), finita negli ultimi anni alla ribalta delle cronache per il progetto di raddoppio della centrale costruita sulla sponda nord-est del Lago di Cavazzo (erano previste due turbine in aggiunta alle tre esistenti, per un investimento di 100 milioni di euro). Un disegno che aveva mobilitato centinaia di persone «strette» attorno ai due comitati - quello «per la difesa e lo sviluppo del lago» e quello di «tutela della acque del bacino montano del Tagliamento» - che, contrari fin dall'inizio all'ampliamento (stando ad alcuni studi avrebbe ridotto il lago in una palude nel giro di poco meno di 100 anni), hanno anche organizzato una petizione in difesa di quello che è lo specchio d'acqua naturale più grande della regione. Una vicenda a cui è stata messa la parola «fine» proprio da Edipower che ha deciso di ritirare il tanto discusso progetto perché ritenuto non più strategico.
Società che domenica, dal mattino fino a pomeriggio inoltrato, «ha accolto» nella sua centrale i tantissimi visitatori arrivati a Somplago - dove era in corso la tradizionale Festa del pesce - per «scoprire» come nasce l'energia verde. Anche noi abbiamo visitato l'impianto - guidati dal tecnico Edipower Mauro Codutti - e accompagnati per l'occasione da Franceschino Barazzutti, ex sindaco di Cavazzo Carnico e portavoce dei due comitati «anti raddoppio»; da giovane (erano gli anni ‘50), ci ha raccontato, durante le vacanze estive (allora studiava ingegneria), ha lavorato nella centrale al seguito dei minatori dell'impresa Monti di Auronzo di Cadore, per scavare la galleria - «Al tempo si faceva tutto a mano», commenta - che dalle turbine scende verso il lago.

La centrale - costruita, infatti, nella roccia tra il 1953 e il 1962 dalla ditta Sade (ora Enel), tristemente famosa per il disastro del Vajont - sfrutta l'acqua del lago di Verzegnis, alimentato dalla portata scaricata dalla centrale di Ampezzo e da parte delle acque del Medio Tagliamento e dei suoi affluenti; lo fa tramite tre condotte metalliche (del diametro di due metri e mezzo, con un assorbimento massimo di 66 mila litri al secondo) che attraverso una galleria di 8 chilometri e mezzo - il salto è di 280 metri - si collegano a tre generatori da 55 milioni di watt all'ora.
L'impianto - che accoglie il visitatore in un lungo corridoio le cui pareti «raccontano» attraverso immagini la storia di quella che Codutti ha definito «un'opera grandiosa per i tempi in cui è stata costruita» che, in seguito al terremoto del 1976 non ha subito alcun danno strutturale nonostante la vicinanza con l'epicentro del sisma -, è considerato strategico in caso di black out: ciò sta a significare che, oltre a essere presidiato dall'Esercito in caso di emergenza (come è avvenuto durante la guerra dei Balcani), «nel giro di un minuto è in grado di azionare tutte le pompe e i servizi ausiliari affinché sia immediatamente garantita l'energia alla centrale termoelettrica di Monfalcone che se spenta andrebbe a creare un enorme danno».
L'ingresso vero e proprio in centrale (da qui in poi è vietato fare fotografie per non «divulgare» la tecnologia presente) avviene lungo una galleria di 600 metri alle cui pareti sono appesi tre gruppi di cavi ad alta tensione (220 mila volt), tramite i quali l'energia viene trasportata all'esterno e quindi smistata per l'immissione definitiva in rete. Dopo la lunghissima «passeggiata» si arriva alla galleria principale (arcuata per impedire, in caso di attacco, il danneggiamento dei macchinari), illuminata a giorno non solo da luci, ma anche grazie a finte finestre dalle vetrate enormi che danno l'idea di trovarsi a due passi dall'uscita e non 700 metri dentro la montagna. Qui - nella sala macchine sovrastata da un originale affresco dell'artista Walter Resentera che racconta la storia del Friuli - si trovano i tre generatori che rappresentano il nucleo della struttura e che in questi mesi Edipower ha deciso di sostituire con impianti più moderni. Accanto, da una piccola porta in metallo si accede a un immenso spazio scavato nella roccia che avrebbe dovuto ospitare ulteriori due generatori.
La centrale di Somplago non impiega personale, ma l'intero sistema - controllato e protetto da apparecchiature elettroniche - viene comandato a distanza da una sede Edipower vicina alla Svizzera.
La visita - «un'esperienza unica» come hanno commentato con entusiasmo due bimbi della nostra comitiva - si conclude nell'atrio della centrale, molto simile a un ingresso di un museo piuttosto che di un impianto idroelettrico grazie ai pregevoli mosaici del maestro veneziano Mario De Luigi.
Monika Pascolo

giovedì 10 luglio 2014

By-pass sul Lago. Per Edipower sarebbe "una proposta immotivata e inutile" (V)

Riceviamo e pubblichiamo una ulteriore nota di Dino Rabassi originata dalla lettura delle dichiarazioni dell'ing. Gianatti di Edipower (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2014/07/by-pass-sul-lago-per-edipower-sarebbe.html ) a integrazione di quanto pubblicato lunedì scorso (http://cjalcor.blogspot.it/2014/07/by-pass-sul-lago-per-edipower-sarebbe_7.html).
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 LAGO E SFANGAMENTO…, CONTRATTACCO MEDIATICO? 
(PARTE 2°)

     
     Ricollegandomi al precedente mio intervento e al commento del Sig. De Vita, vorrei chiarire che il mio non è stato un attacco alla persona del’ing. Gianatti, il quale, ne sono convintissimo, è brava persona come lo è anche il Sindaco di Milano Pisapia.
     La mia è una critica al metodo di realizzare e gestire direttamente o indirettamente opere pubbliche che, oltre a preconcetti, mentalità e nonostante l’innalzamento del livello scolastico, in un mondo globalizzato come il nostro non avrebbero più ragioni di esistere! 
     Non voglio entrare troppo nel merito di questioni politico/economiche il cui intreccio è causa di tanti mali, come non entrerò su preconcetti di cui fui vittima anch’io nell’ormai lontana estate 1973 quando, appena diciannovenne, mi recai a Milano per lavorare durante l’estate alloggiando in Corso Genova.
     Presentandomi alla proprietaria, una Siura milanese, apprendendo che ero friulano mi rispose con tono poco scherzoso: “Ah, anche ti sei figlio de servette!”. Dato il mio carattere, vi lascio immaginare la risposta.
     Tralasciando esperienze personali, vorrei chiarire invece del perché spesso citiamo il Sindaco di Milano dr. Pisapia che, di primo acchito, sembrerebbe ben poco coinvolto nella vicenda “Lago”: 
     E’ ovvio che non si parla della persona, ma della sua figura istituzionale quale Pubblico Amministratore e capo di un Ente che, con altri, rientra nell’azionariato di Edipower e mi spiego:

- Quando si parla di “opera pubblica” questa sua stessa etichetta ci porta a declinare due basilari aggettivi: utilità e necessità, dalla cui somma nasce la giustificazione per una spesa coperta da denaro pubblico e fatta nell’interesse generale. 
La sopracitata ed esclusiva impronta di “bene pubblico” dovrebbe essere rimarcata, al di là del finanziamento/acquisto diretto o indiretto dell’opera o dei servizi, anche quando essa derivi dalla pur sola compartecipazione di Enti Pubblici, tale da indirizzare scelte e progetti verso queste finalità. 
Per gli organici pubblici inoltre, la corretta realizzazione/fruizione di tali opere dovrebbero anche andare al di là della gestione diretta o indiretta del bene, così come accade per quelli partecipati attraverso un azionariato sia esso di minoranza o maggioranza, derivando dalla loro sola presenza un obbligo innanzitutto morale, oltre che di esempio e  riferimento alla correttezza ed osservanza delle norme.
Non si può quindi accettare che un’opera quale il raddoppio proposto da Edipower, Società controllata in maggioranza da Enti pubblici, si comporti come il “Doctor Jekyl & Mister Hyde”:  di giorno un perfetto gentiluomo e di notte un assassino o, meglio, nei miei territori combatto contro ogni sfruttamento cercando di amministrare bene mentre negli altri, guadagnandoci, faccio quel che più mi aggrada. 

     E’ corretto quindi che un’impresa, qualunque sia la sua natura, miri al ricavo e non porti certo delle perdite come avveniva in passato: ma una cosa è il giusto guadagno, un’altra è la speculazione da cui deriverà immancabilmente lo studio e la ricerca, soprattutto tra i dipendenti in carriera, di strategie finalizzate ad evitare noiosi contrattempi se non addirittura le regole.


    
Dino  RABASSI (Membro del Comitato a difesa e sviluppo del lago ed ex Sindaco di Trasaghis)  

mercoledì 9 luglio 2014

Somplago, in 1700 "nel ventre della centrale"

Si è svolta domenica scorsa l'annunciata manifestazione di "Centrale aperta", con l'accesso dei visitatori all'interno della centrale Edipower di Somplago, un'iniziativa a proposito della quale i Comitati avevano sottolineato che "dovrebbe essere corretto e doveroso che ai visitatori venisse spiegato anche che per produrre tale energia «verde» è stata sottratta l'acqua a tutti i corsi d'acqua della Carnia occidentale e centrale, lasciando 80 km di alvei desertificati ed il lago di Cavazzo gravemente danneggiato, mentre l'energia prodotta e gli utili vengono portati altrove".
La proposta ha comunque avuto un buon riscontro:

Successo per la visita alla Centrale di Somplago

Domenica 6 luglio, oltre 1700 persone alla scoperta di "come nasce davvero l’energia verde" prodotta dalla forza dell’acqua e che rappresenta l’energia rinnovabile per eccellenza

Domenica 6 luglio, la centrale idroelettrica di Somplago di Edipower, società del gruppo A2A, ha aperto le porte ai cittadini:  un’occasione per scoprire "come nasce davvero l’energia verde" prodotta dalla forza dell’acqua e che rappresenta l’ energia rinnovabile per eccellenza.  

Una giornata intensa, dove i tecnici dell’impianto idroelettrico hanno illustrato, oltre alla complessità della gestione del sistema produttivo, anche la storia della “centrale nel cuore della Carnia”, rispondendo  alle curiosità dei visitatori.

La giornata di visita, effettuata in concomitanza con la 14^ Sagra del Pesce,  è stata un successo e i visitatori sono stati oltre 1700, tra i quali anche 360 bambini. 


                            Successo per la visita alla Centrale di Somplago

martedì 8 luglio 2014

By-pass sul Lago. Per Edipower sarebbe "una proposta immotivata e inutile" (IV)

E' in distribuzione da parte dei Comitati il nuovo numero de "Il punto", interamente dedicato alle dichiarazioni dell'ing. Gianatti sul rapporto tra Edipower e gli sfangamenti di Sauris e Verzegnis.
Sul foglio viene riprodotto l'articolo della "Vita Cattolica" del 26 giugno con le dichiarazioni dell'ing. Gianatti e la replica dei Comitati, a firma V. Rabassi e F. Barazzutti, pubblicata sullo stesso giornale nel numero del 3 luglio.


lunedì 7 luglio 2014

By-pass sul Lago. Per Edipower sarebbe "una proposta immotivata e inutile" (III)

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Dino Rabassi originata dalla lettura delle dichiarazioni dell'ing. Gianatti di Edipower (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2014/07/by-pass-sul-lago-per-edipower-sarebbe.html ).
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LAGO E SFANGAMENTO: CONTRATTACCO MEDIATICO?

   
     Non è una novità, tanto meno una sorpresa la protervia con cui l’ingegnere Roberto Gianatti, dipendente di Edipower, prende posizione contro quelli che Egli considera alla mercé di fastidiosi insetti, se non addirittura “bassa plebaglia”.
     All’ombra del Suo sapere in cui tutto riluce di un’aura che spazia sull’intero scibile umano, asperge a piene mani la sua sapienza.
     Sulle vicende lago poi, non ha mancato di riempire recentemente  un giornale delle Sue verità cosicché, a noi miseri umani, non resta che inchinarci al cospetto delle sue lombarde virtù.
    “Venghino siori venghino a vedere come si fa l’energia pulita!
    Attoniti di fronte a cotanta scienza e al tintinnare delle collanine mostrate a noi indigeni, osiamo però contrapporre un flebile lamento!
    “Ingegnere ci consenta”, come Voi dite in quel di Milàn: dovrebbe ben sapere che “i figli delle serve”, come un tempo etichettavate la prole delle nostre donne costrette, dalla mancanza di lavoro, a detergere i vostri pargoli o a strofinare i pavimenti delle vostre ricche magioni, non esistono più!
     Da tempo ci siamo affrancati da tali misere quanto oneste incombenze di cui, tuttora, andiamo fieri non avendo, le nostre ave,  mai saccheggiato casa vostra come invece pretendete Voi con la nostra terra.
     Orsù rispetti le opinioni, gli argomenti e le ragioni altrui dettate da assennata coscienza e conoscenza.
     Aggiungo che le nostre valli da tempo immemore sono vittime inermi di ingegneri che si sentono depositari di assolute verità, compreso l’ultimo e meschino tentativo di inficiare testimonianze storicamente veritiere sul lago: proprio a noi nati e cresciuti in questa valle!
     Combatta pure la Sua battaglia, ne ha pienamente diritto! Ma usi almeno l’onestà intellettuale nell’evitare sproloqui in campi, soprattutto storici ed ambientali locali che, a parer mio, Le sono poco congeniali.
     Un’ultima osservazione: durante le riunioni pubbliche cerchi di evitare quelle sue annoiate posture! Un  consiglio che mi permetto di rivolgerLe senza alcuna offesa, considerando che tale comportamento é percepito da molti come sufficienza o disinteresse nei confronti dei presenti.
 
     Con rispetto.

Dino  RABASSI (un fratello di ex servette, cittadino ed ex Sindaco di Trasaghis)

Bordano, il silenzio delle farfalle

Chi si rivolge al sito del Comune di Bordano per sapere se vi siano novità sulla vicenda dell'apertura della Casa delle Farfalle viene rimandato, come avviene da tempo, a un cartello che indica desolatamente il "closed".
Ormai .... stagjon pierdude?




domenica 6 luglio 2014

Alesso, nuove proposte per gestire il traffico turistico sul Palâr (II)

Si è svolta giovedì sera l'annunciata assemblea sulle proposte avanzate dall'Amministrazione comunale per gestire il traffico estivo generato soprattutto dall'afflusso al Palâr. Come si ricorderà, l'anno scorso una analoga assemblea vide i residenti bocciare la proposta di istituire una Ztl (zona a traffico limitato) nel "centro storico". Il Sindaco e l'assessore R. Stefanutti hanno illustrato la proposta di un senso unico stagionale con parcheggi a pagamento, dichiarandosi intenzionati a portarla avanti. I contenuti della proposta sono stati sintetizzati dall'articolo del MV di ieri, che si riproduce qui sotto. Durante l'assemblea vi sono stati numerosi interventi, con richieste di chiarimenti, integrazioni, modifiche, dissensi, qualche "apertura di credito". Gli argomenti che maggiormente hanno visto soffermarsi l'attenzione sono stati l'istituzione di parcheggi a pagamento in piazza (ritenuto da diversi un disincentivo all'afflusso turistico) e l'esigenza di un servizio di sorveglianza da attuarsi non solo con l'ausiliare del traffico ma anche con l'apporto dei vigili.
Come su tutte le tematiche di interesse generale, prosegue l'offerta di uno spazio di discussione anche sul Blog: ovviamente - repetita juvant - i commenti vanno espressi "cun creance e sintiment", pena la non pubblicazione: si può essere d'accordo con la proposta come è certamente legittimo dissentire o chiedere modifiche o proporre integrazioni: sempre, comunque, argomentando civilmente. (A&D)
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Parcheggi a pagamento per chi si tuffa nel Palâr

L’amministrazione comunale intende affrontare così l'invasione estiva di bagnanti sul torrente
di Piero Cargnelutti

Messaggero Veneto, 5 luglio 2014

TRASAGHIS. Parcheggi a pagamento per coordinare l’afflusso di persone sulle rive del Palâr. Così l’amministrazione comunale intende affrontare ora l’annuale periodo estivo ad Alesso, località che ogni anno si ritrova invasa da numerosi visitatori, desiderosi di trascorrere alcune ore di relax nelle rilassanti postazioni che il corso del torrente Palâr offre. Tutto ciò, a volte, a discapito dei residenti di Alesso che spesso si trovano a barcamenarsi con il parcheggio selvaggio nelle vie del paese.


Se l’anno scorso l’amministrazione Picco aveva proposto una zona a traffico limitato per ovviare alle problematiche, che tuttavia non aveva trovato l’accoglimento dei cittadini di Alesso, quest’anno si punta ad allargare l’area dei parcheggi a pagamento.

«Oltre il ponte – spiega il sindaco Augusto Picco – già da anni abbiamo messo dei parcheggi a pagamento, molto vicini all’entrata sul fiume, ma purtroppo succede che si continua a parcheggiare ancora nelle vie del paese e così abbiamo deciso di allargare il parcheggio a pagamento in particolare sulle vie Nazionale e Redentore, con l’obiettivo di spingere chi viene a utilizzare di più il parcheggio oltre il ponte lasciando libere le vie della località: ovviamente, i residenti saranno esenti dal ticket».

Per facilitare l’operazione, si è pensato anche di istituire un apposito senso unico tra le due vie per fare in modo che si parcheggi soltanto su un lato delle due strade: le nuove disposizioni sono già state concordate tra il Comune e l’Acu, la società incaricata di gestire i parcheggi ad Alesso e sul lago.

Un’altra delle problematiche che l’amministrazione comunale vuole risolvere è legata allo smaltimento dei numerosi rifiuti che i visitatori lasciano nella frazione, tanto che nel periodo estivo non è raro vedere gli appositi cassonetti pieni nella piazzetta della frazione.

«Grazie alla collaborazione dei volontari della Protezione civile – spiega ancora il sindaco – ci sarà, per quanto possibile, un’azione di sensibilizzazione, ma siamo comunque intenzionati a trovare una realtà associativa interessata a gestire un gazebo in quell’area, che oltre a offrire un servizio in più ai visitatori possa controllare la situazione dei rifiuti».
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sabato 5 luglio 2014

Il "Giro di Kika" passa dal Lago, tra sport e solidarietà

La Fondazione KiKa è una delle più grandi organizzazioni no profit Olandesi per la ricerca contro il Cancro nei bambini e ha organizzato un nuovo evento di raccolta fondi per il 2014, il "Giro di KiKa" che si tiene nelle montagne del nord Italia. 
Giro di Kika è un tour esclusivo, con ingresso limitato per quest'anno a 120 partecipanti, offrendo agli atleti alcuni dei panorami più incredibili del nord Italia, e anche la possibilità di contribuire materialmente alla lotta contro il cancro dei bambini. 
Al fianco di Passi famosi come il Passo dello Stelvio, Passo di Gavia e Sella Ronda ecco apparire le montagne di casa nostra! , 
Hanno scelto il Lago di Cavazzo, conosciuto anche come Lago dei tre Comuni, per fare tappa i 140 Partecipanti alla manifestazione di raccolta fondi.
Notte di festa quindi al Camping Lago 3 Comuni che è stato scelto come base logistica dall'organizzazione, dove sono state organizzate conferenze  e videoproiezioni riguardanti la raccolta fondi e la tappa appena conclusasi !

Gli ospiti dicono:
" Il vostro territorio è favoloso è non ha nulla da invidiare ad altre località più famose del nord Italia, 
Grazie per l'ospitalità! Torneremo e saremo più del doppio, preparatevi!"

Il Giro di KiKa in numeri

 
 - Data: 29 Giugno - 4 Luglio 2014 
   - Start & arrivo a Bolzano, Italia 
   - 6 giorni in bicicletta attraverso il Nord Italia
   - Distanza: 995 km (618 miglia) attraverso paesaggi spettacolari 
   - 16.650 metri di dislivello
   -  236.000 euro raccolti

   - 140 persone tra ciclisti amatoriali e staff
   -  80 atleti in biciclette 
   -  15 camper
   -  10 motociclette
   -  1 automedica
   -  1 autombulanza

Il percorso:

6 tappe per 995 km
(Partenza) Bolzano, Bormio, Lago di Garda, Vicenza,  Lago dei 3 Comuni (Udine), Cortina d'Ampezzo, Bolzano (Arrivo)

La Fondazione KiKa

La Fondazione KiKa (Stichting Kinderen Kankervrij - Cancro-libero dei bambini) è una organizzazione non-profit olandese di raccolta fondi per la ricerca specifica, indispensabile per aiutare i bambini battere il cancro. 
KiKa stata fondata nel 2002, in seguito alla elevata percentuale di bambini che muoiono di cancro. Negli 11 anni dalla fondazione della KiKa, il tasso di guarigione è aumentata al 75%. Ma l'obiettivo di KiKa è quello di aumentare la possibilità di recupero al 95% entro il 2025. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo,è ancora necessaria un sacco di ricerca. 
Lo slogan dell'associazione è : "Insieme potremo battere il cancro dei bambini!"

By-pass sul Lago. Per Edipower sarebbe "una proposta immotivata e inutile" (II)

Le dichiarazioni dell'ing. Gianatti di Edipower pubblicate dalla "Vita Cattolica" della settimana scorsa parevano essere passate nell'indifferenza assoluta in quanto, a eccezione di questo Blog (http://cjalcor.blogspot.it/2014/06/by-pass-sul-lago-per-edipower-sarebbe.html), nessuno aveva ritenuto di prendere posizione contro un quadro prospettato che dava una visione delle problematiche dl Lago alquanto distorta. Ora la "Vita cattolica" nel numero uscito giovedì, ospita una articolata contestazione degli argomenti proposti da Edipower, a firma di V. Rabassi e F. Barazzutti per i Comitati.
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Fanghi di Edipower, davvero «trasparenti»?

La Vita Cattolica, 3 Luglio 2014 

Nell'inserto «Speciale Carnia» dell'edizione del 26 giugno scorso il settimanale «la Vita Cattolica» sotto il titolo «I nostri fanghi sono "trasparenti"» riporta un articolo con una serie di dichiarazioni dell'ing. Roberto Gianatti, responsabile del settore idroelettrico di Edipower, in cui polemizza con i Comitati in relazione alle loro posizioni sullo sfangamento dei bacini del Lumiei e dell'Ambiesta e sulle problematiche del lago di Cavazzo. Dichiarazioni a cui l'ing. Gianatti, ritenendosi di essere l'unico detentore della verità, ha la pretesa di attribuire indiscusso valore «scientifico», mentre non sono altro che un'arrampicata sugli specchi per difendere gli interessi della «ditta».
Le posizioni e le iniziative dei Comitati devono aver fatto centro per indurre Edipower attraverso l'ing. Gianatti a riservare loro tanto onore! Stante la loro palese infondatezza, le dichiarazioni dell'ing. Gianatti finiscono per essere un favore ai Comitati, i quali le diffonderanno tra gli abitanti della Val del Lago, i quali - a differenza dell'ing. Gianatti ben conoscendo passato e presente del lago - le accoglieranno con ironici commenti e risatine. Ai Comitati non interessa polemizzare con l'ing. Gianatti che, quale dipendente, deve ovviamente difendere gli interessi di Edipower, ma porre una questione di credibilità a partire dal progetto di potenziamento della centrale di Somplago mediante pompaggio sino ad oggi.
1) Nell'opuscolo di presentazione «Progetto per installazione di gruppi reversibili (pompaggio), Ipotesi di progetto e stima degli impatti ambientali» - Maggio 2008, tutto è servito in color rosa al punto che le conclusioni a pag. 31 così recitano: «Le nuove opere non andranno a modificare sensibilmente la situazione in atto, potendo avere anche effetti positivi». Alla successiva verifica il rosa è scomparso ed è invece comparsa una serie di criticità, mentre gli «effetti positivi» sono stati sostituiti da quelli negativi.
2) Nelle assemblee pubbliche a Verzegnis, Cavazzo Carnico ed in altre sedi il progetto di pompaggio è stato pontificato dai dirigenti di Edipower. Senonchè dello stesso l'ing. Franco Garzon, incaricato dai Comuni, dal Consorzio Bim e dalle Comunità Montane, così scrive a pag. 1 della sua «Perizia di valutazione del progetto di Edipower» del 28 gennaio 2011: «Il Progetto di potenziamento della Centrale idroelettrica di Somplago presentato da Edipower risulta molto approssimativo; il corrispondente Studio d'impatto ambientale (Sia) è addirittura banale in maniera imbarazzante, perché non contiene né monitoraggi né analisi ambientali serie (non dice quasi nulla dello stato dei laghi, del bilancio energetico, idraulico e dei sedimenti, non analizza i costi e benefici, non applica analisi idrauliche ed ambientali approfondite ecc...). Ad esempio, progetto e Sia descrivono in modo semplicistico e contraddittorio persino la fondamentale gestione dei volumi idrici e dell'energia prodotta, tant'è che, leggendoli, si può prevedere che il Lago di Cavazzo potrebbe effettivamente avere escursioni di livello anche di 2,5 m, con conseguenze micidiali per la salute del lago stesso». Così scrive l'ing. Garzon, non i Comitati!
3) Il problema fanghi è stato sempre dichiarato inesistente dai dirigenti di Edipower salvo essere smentiti dalla perizia dell'ing. Garzon, che a pag. 32 così scrive: «Quindi, considerando la situazione attuale con gli impianti esistenti, si avrà che: il Lago di Cavazzo presumibilmente tra 110 anni sarà riempito; il Lago di Verzegnis (Ambiesta), invece, si riempirà di sedimenti in circa 140 anni». L'ing. Dino Franzil nel suo approfondito studio «Lago, energia, ambiente» giunge alle stesse conclusioni sull'interrimento del lago di Cavazzo.
4) Edipower ha sostenuto che la costruenda galleria di 8,5 km tra l'invaso Ambiesta e la centrale di Somplago non rappresentava un pericolo per le falde alimentanti gli acquedotti. Ebbene il recente dettagliato studio sulla grotta e sorgente Vaat ha smentito Edipower.
5) Lo sfangamento dell'invaso del Lumiei, perfetto sul progetto cartaceo secondo Edipower e la Regione, nei fatti è stato tutt'altro: la colata concentrata di fango è scesa ben oltre il Lumiei nel Tagliamento sino a Vinadia per essere ivi «sepolta» in fretta, assieme all'incapacità di governare l'evento, alla vista e alla memoria.
Ebbene, con questi precedenti le dichiarazioni espresse dall'ing. Gianatti a «la Vita Cattolica» sono credibili? Quando egli vi afferma sul prossimo sfangamento dell'invaso dell'Ambiesta che «I fanghi verranno asportati dal bacino e collocati nel vicino torrente Ambiesta» non può sfuggire la pateticità del termine «collocati» per evitare quello reale di «fluitati». Inoltre, quale credibilità può avere quanto scritto a pag. 47 del piano operativo di sfangamento dell'invaso dell'Ambiesta che i fanghi che finiranno nel lago di Cavazzo avranno effetti «di tipo esclusivamente estetico e non associati ad effetti sull'ambiente e sulle biocenosi»? Solo i gonzi possono credere a simile affermazione. Che l'ing. Gianatti tuteli, come suo dovere, gli interessi di Edipower è comprensibile, ma fino ad un certo punto, però. Ciò che non è comprensibile né accettabile è che la Regione gli presti tanta considerazione e non si accorga che le sue sono forzature di parte tutt'altro che «scientifiche».
Anziché interloquire con i famigli, è tempo che la Regione parli con i padroni di Edipower-A2A, il sindaco di Milano Pisapia innanzitutto, per dirgli in termini politici che non può continuare a sfruttare colonialmente le nostre acque ed inscrivere all'attivo del bilancio comunale i dividendi percepiti quale azionista di controllo di Edipower-A2A. Per fissare un incontro basta una telefonata della presidente Serracchiani. Siamo o no una Regione Autonoma e…speciale? Diciamo questo convinti che sia possibile e necessario produrre energia e risanare il lago di Cavazzo, la cui valle ha subito troppe ferite. È una questione di civiltà!
Nello stesso numero de «la Vita Cattolica» su metà pag.13 A2A ha collocato un inserto a pagamento con l'invito a visitare la centrale di Somplago per «vedere come si produce l'energia verde». Conoscere è bene. Ma dovrebbe essere corretto e doveroso che ai visitatori venisse spiegato anche che per produrre tale energia «verde» è stata sottratta l'acqua a tutti i corsi d'acqua della Carnia occidentale e centrale, lasciando 80 km di alvei desertificati ed il lago di Cavazzo gravemente danneggiato, mentre l'energia prodotta e gli utili vengono portati altrove.
Valentino Rabassi
Comitato difesa e valorizzazione del lago, Alesso
Franceschino Barazzutti
Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento
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venerdì 4 luglio 2014

Domenica, escursione dal Lago al Palar con la CMG

La Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale propone per domenica 6 luglio una escursione naturalistica  dal Lago al Palar. Adesioni al 347 1583263 o via mail a info@farfallenellatesta.it. 

Lago dei Tre Comuni, torrente Palar (Trasaghis)

In questa escursione avremo modo di visitare parte del territorio dell'ampia"Val del Lago" e di incontrare la straordinaria bellezza di un altro corso d'acqua, il torrente Palar.
Il luogo di ritrovo è a Interneppo (frazione del Comune di Bordano) che gode di una posizione strategica per poter osservare dall'alto il vasto bacino lacustre del lago dei tre Comuni  (detto anche lago di Cavazzo ) il più vasto lago naturale del Friuli, collocato tra i territori dei Comuni di Cavazzo Carnico, Trasaghis e Bordano.
Il solco in cui giace il lago è frutto di una intensa attività tettonica (cioè di movimenti, spostamenti e modificazioni di grandi porzioni della crosta terrestre), ma in massima parte è dovuto all'erosione del paleo Tagliamento che, in epoca preglaciale, incise la valle; il fiume in seguito deviò verso oriente scavandosi un nuovo letto (che è quello attuale). Determinante fu poi il ruolo del ghiacciaio tilaventino, che scavò e ampliò ulteriormente la valle. Al ritiro del fronte glaciale i sedimenti accumulatisi costituirono un sistema di sbarramento al deflusso delle acque e sì originò così un ampio bacino lacustre, corrispondente all'attuale Campo di Osoppo-Gemona, oggi ormai quasi completamente scomparso.
Il lago di Cavazzo, il Lago Minisini e il Lago di Ragogna sono i relitti testimoni di quel maestoso bacino lacustre.
Tutt'intorno ci sono segni di come il paesaggio negli anni sia cambiato: il paesaggio naturale è stato modellato dall'azione dell'uomo che ha lasciato, in questo nuovo "paesaggio costruito", segni di una certa rilevanza, come la fortificazione sul monte Festa e la Pieve di S. Stefano situata sul colle di Cesclans (Cavazzo).
L'accesso per scendere verso le fresche rive del lago avviene attraverso un cancello che immette in una piazzola dove nel 2009, nella ricorrenza del 33° anniversario del terremoto del Friuli, la Comunità Monatana del Gemonese - Canal del Ferro - Valcanale, ha realizzato un monumento dedicato "all'isolatore antisismico". Il viadotto di Somplago, che ben si osserva dal prato di accesso, è infatti il primo esempio di installazione di un dispositivo di isolamento antisismico usato in una struttura a ponte.
Dalla piazzola si imbocca un sentiero che ci conduce nel Parco botanico di Interneppo, il primo tratto del quale si snoda nel Parco Leskovic, dal nome del vecchio proprietario che aveva acquistato il sito con l'intenzione di trasformarlo in un giardino. Dopo una breve discesa si arriva in prossimità delle acque del lago e da qui si prosegue il percorso seguendo la riva occidentale.
Nel Centro Visite del Parco Botanico, visita alla mostra "Si fa presto a dire sasso", un percorso geo-litologico sui ciottoli dei principali corsi d'acqua del territorio.
Raggiunta la parte meridionale del lago, si attraversa un ponte edificato nel 2009 che passa sopra al canale emissario delle acque del lago stesso. Al di la del ponte si accede a un'area di riqualificazione ambientale il cui progetto è stato voluto dalla Comunità Montana. L'intervento ha consentito di ricreare le condizioni ambientali precedenti all'arrivo della centrale di Somplago. Sono così stati ricostruiti e valorizzati degli ambienti peculiari quali il canneto e lo stagno con la vegetazione ripariale tipica. Questi sono luoghi di riproduzione ideale per carpe e tinche, ma accolgono anche numerosi uccelli quali il tuffetto, la folaga e il germano reale.
Dirigendosi verso l'abitato di Alesso si raggiunge il torrente Palâr. Questo corso d'acqua lungo circa 10 chilometri è uno dei tanti gioielli che rendono speciali i nostri territori. Superato il lavatoio che si trova a sinistra della chiesa di Alesso si procede per un sentiero dove in breve si raggiunge la prima delle tante "pozze" presenti lungo l'alveo del torrente. È qui che sempre più persone preferiscono trascorrere le afose giornate estive, trovando un assoluto refrigerio nelle fredde e trasparenti acque del torrente.
RITROVO: ore 9.00 - Interneppo (Bordano) parcheggio sulla strada regionale di fronte all'albergo "Alla Terrazza"
Dal sito della CMG (http://www.cm-gemonesecanaldelferrovalcanale.it/), con integrazioni

giovedì 3 luglio 2014

Lo sfangamento.... visto da Trasaghis

Del futuro sfangamento del Lago di Verzegnis e dei possibili riflessi per il Lago di Cavazzo/Tre Comuni da tempo si discute parecchio, sul Blog.  Alcuni interventi (Daniela Cucchiaro, "N.D"., "A.D.", "Luci",  vari Anonimi) hanno messo l'attenzione sul ruolo del Comune di Trasaghis in questa vicenda. A quanti chiedevano quale era il parere del Sindaco di Trasaghis sulla vicenda, il Blogger ha  suggerito che "a onor del vero, sarebbe più interessante sapere prima cosa ne pensa il sindaco di Verzegnis che ha la diga in casa, poi quello di Cavazzo che ha la centrale di sotto e quindi, a cascata, tutti gli altri amministratori coinvolti". Pur ribadendo dunque la convinzione che la questione vada affrontata in un'ottica comprensoriale, siamo comunque in grado di ricostruire, grazie alle informazioni giunte da più parti, quale sia lo "stato dell'arte" delle discussioni in atto nel Comune di Trasaghis. Andiamo allora a fare una sintesi delle prese di posizione, seguendo l'ordine cronologico dei fatti.

Il 4 giugno i consiglieri di minoranza del Comune di Trasaghis hanno rivolto al Sindaco una "interrogazione con risposta scritta":

            I sottoscritti consiglieri della Minoranza consiliare del Comune di Trasaghis,

-          APPRESA la notizia del possibile sfangamento del lago di Verzegnis, che suscita inevitabili preoccupazioni di ordine naturalistico ed ambientale;
-          PRESO ATTO delle indicazioni di massima della IV Commissione Consiliare Permanente circa l’impegno alla salvaguardia e tutela naturalistico – ambientale del Lago dei Tre Comuni;
-          RITENUTA necessaria, da parte di tutte le Amministrazioni interessate, una presa di posizione comune e condivisa;

CHIEDONO

Alla SS.VV:
-          quale atteggiamento intenda adottare l’Amministrazione comunale di Trasaghis a proposito del progetto in esame;
-          se vi sia stato un confronto tra i vari Sindaci dei Comuni coinvolti;
-          se sia intendimento dell’AC informare, per tempo ed adeguatamente, la popolazione circa i particolari del progetto e i relativi punti critici;
-          se intenda avvalersi della consulenza di un tecnico qualificato per l’esame del progetto, anche ricorrendo ad un eventuale convenzione con le Amministrazioni comunali contermini;
-          come intenda comportarsi l’AC nel caso in cui l’eventuale realizzazione delle opere in oggetto rivelino un pericolo ambientale attuale e considerevole;
- se, nell’eventualità che sia dimostrata la pericolosità del progetto, sia intendimento dell’AC dare adito alla volontà dei cittadini ricorrendo, se del caso, ad una consultazione popolare e se, a seguito di quest’ultima, intenda uniformarsi a tale pronuncia
(Rodaro Giorgio, Rossi Daniele, Cucchiaro  Daniela Desi, Toffoletto Gianni)

La risposta data dal sindaco il 17 giugno è stata la seguente: " ...assicuro il forte e costante impegno ed interessamento di questa Amministrazione comunale per la tutela ambientale del nostro lago; sarà pertanto attuata ogni possibile azione, finalizzata al perseguimento di tale obiettivo."

Il 18 giugno il Sindaco ha altresì inviato alla Regione una nota nella quale veniva chiesta "la predisposizione di efficaci misure di monitoraggio anche sul Lago dei tre Comuni" prevedendo "la tempestiva interruzione degli interventi qualora si verificasse lo scarico dei fanghi". Contestualmente veniva ribadita la richiesta di "interventi finalizzati alla rinaturalizzazione del lago e allo sviluppo socio economico del territorio comunale".


Il capogruppo della minoranza Consiliare Giorgio Rodaro ha (in data 23  giugno) proposto una contestazione alla risposta ricevuta all'interrogazione nei seguenti termini:
""contesta la risposta ritenendola oltremodo generica, indefinita e superficiale. Richiede, di conseguenza, la riformulazione analitica secondo i principi garantiti dalla Legge 241/1990 in tema di partecipazione al procedimento amministrativo, assicurando risposte che risultino esaurienti ed esaustive e che rispettino minuziosamente l’enunciato dell’interrogazione originale."

Il Sindaco di Trasaghis, rispondendo anche ai diversi interventi apparsi sul Blog, ha precisato:

"Nella risposta che ho dato alla contestazione del capogruppo Giorgio Rodaro ci sono le ragioni per le quali ho inteso rispondere in modo gentile ma generico.
L'interrogazione ha evidentemente un carattere "provocatorio" ripercorrendo le fasi del percorso del progetto di ampliamento della centrale di Somplago, ritenendo forse di avere con ciò un riscontro popolare e senza curarsi in effetti del progetto in se che, se fosse stato letto, avrebbe magari generato alcune domande diverse.
Ai lettori il giudizio, premettendo che non risponderò ai molti commenti che nell'ultimo periodo compaiono sul blog di anonimi che criticano l'Amministrazione comunale senza alcuno spirito costruttivo ma con evidente astio.
A tutti gli altri darò le risposte e delucidazioni che chiedono.

Per entrare nel merito del progetto di sfangamento dell'Ambiesta questo è quanto è a conoscenza dell'Amministrazione comunale di Trasaghis:
- il progetto è stato presentato alle Amministrazioni coinvolte il 13 giugno scorso.
- il riassunto di Rabassi Dino per la parte tecnica è condivisibile e pertanto rimando a quel post per i dati elencati da Edipower.
- per quanto riguarda il lago dei tre Comuni viene riferito dal proponente una sostanziale assenza di pericolo.
- nonostante ciò, il Comune di Trasaghis ha inviato una nota, prima della conferenza dei servizi, chiedendo l'inserimento a progetto di un monitoraggio delle acque che giungono al lago durante i lavori e chiedendo inoltre che i lavori vengano immediatamente bloccati qualora i parametri di trasporto del sedimento superino valori già presenti nel normale esercizio.
- alla Regione compete la valutazione finale e la responsabilità di inserire tutte le indicazioni e le precauzioni a tutela dell'ambiente. La speranza è che non si comportino come per il progetto dei ampliamento della centrale di Somplago scaricando la responsabilità sui Sindaci ma avendo il coraggio di prendere le decisioni più appropriate. Sono fiducioso che l'Assessore regionale Sara Vito saprà gestire al meglio la situazione".
                                         Augusto Picco

Questo è quanto. Da parte del Blogger, oltre a un ringraziamento a quanti sono intervenuti nella discussione e a quanti hanno cortesemente fornito informazioni e precisazioni, il modesto invito a stringere le fila per un fronte comune, al fine di rendere operative le indicazioni suggerite dalla IV Commissione regionale perché vengano intrapresi gli "studi e le valutazioni necessarie" per assicurare la salvaguardia e la rinaturalizzazione del Lago. Ovviamente anche con una presa di distanza ufficiale dalle recenti dichiarazioni dell'ing. Gianatti di Edipower (http://cjalcor.blogspot.it/2014/06/by-pass-sul-lago-per-edipower-sarebbe.html) che ha letteralmente preso "a pesci in faccia" cinquant'anni di aspirazioni della gente della Val del Lago "post centrale". (A&D)

mercoledì 2 luglio 2014

Quel che si muove a ... Somplât. Torna la "Festa del pesce"

Dopo "l'aperitivo"  offerto dalle discussioni sulla collocazione della sagoma del pesce rosso sulla rupe di San Cjandi a Somplago, torna l'ormai  tradizionale appuntamento con la "festa del pesce" promossa dalla Pro Loco di Somplago e Mena, il patrocinio del Comune di Cavazzo e la collaborazione del Consorzio delle Pro Loco della Carnia e regionali  e di Edipower.



PROGRAMMA FESTA DEL PESCE
4-5-6 LUGLIO 2014


Venerdì 4 Luglio 2014
Ore 18.30 Apertura cucina
Ore 21.00 Serata danzante con “Franco Rosso e Romano Venturi”

Sabato 5 Luglio 2014
Ore 15.00 “Baby Climb” presso la chiesetta si “San Candido” arrampicata sportiva gratuita per ragazzi con attrezzatura messa a disposizione dalla guida alpina Gianni Dorigo (richiesta presenza di un genitore).
Ore 18.30 Apertura cucina
Ore 21.00 Gran ballo con “Vania e Gianni”

Domenica 6 Luglio 2014 
Ore 09.00 Apertura chiosci e mercatino artigianale
Dalle ore 09.30 alle ore 18.30 “Centrale aperta” con visita guidata gratuita e relativa mostra fotografica
Dalle ore 11.30 alle ore 14.30 Apertura cucina
Dalle ore 14.30 alle ore 18.00 Dimostrazione di TIRO CON L’ARCO 
Ore 18.30 Riapertura cucina
Ore 20.30 Dimostrazione di ZUMBA (Aperta a tutti con la maestra Cristina Blasini)

Tutta la giornata sarà allietata da musica del DJ Paolo De Contis


Trote nostrane, pesce spada, calamari, seppie in umido, sarde, frittura a volontà, ma anche frico, würstel, patate fritte, formaggio, piatto freddo, salame con tanta gustosa polenta, buon vino, prosecco e birra a fiumi.
Menù bimbi: würstel e patatine + bibita.
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Una nota a margine: nel volantino che promuove la manifestazione, la cartina che indica il "come raggiungerci" sulla sagoma stilizzata del Lago è indicato il toponimo "Lago dei 3 Comuni".  "Alla buon'ora!", direbbe qualcuno, ricordando le discussioni anche intense sulla convivenza tra i termini Cavazzo/Tre Comuni. Chissà se "Lago di Cavazzo" è stato omesso perché "non ci stava" o per dare un segnale di apertura agli estimatori del secondo toponimo...


martedì 1 luglio 2014

Alesso, nuove proposte per gestire il traffico turistico sul Palar

Come si ricorderà, l'anno scorso era stata bocciata la proposta di istituire una ZTL (Zona a Traffico Limitato) lungo le vie di Alesso per affrontare e risolvere il problema del traffico e delle "soste selvagge" nella stagione estiva per l'afflusso dei "forests" al Palar (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2013/05/parcheggi-del-palar-ai-residenti-non.html ).
All'epoca l'Amministrazione comunale aveva prospettato di trovare nuove soluzioni al problema ("Se quella della ztl non è la via migliore per migliorare la situazione, l’amministrazione comunale si dice pronta a ricercare altre soluzioni, visti i notevoli disagi che a volte si creano per auto parcheggiate di fronte ai passi carrai ma anche per la notevole mole di rifiuti lasciati nei cestini comunali. ") demandando però  ovviamente il tutto alla nuova Amministrazione che sarebbe subentrata dopo le elezioni.
La proposta individuata pare essere quella di un'estensione della zona dei parcheggi a pagamento e dell'istituzione di un senso unico stagionale lungo gli assi viari del paese.
Le caratteristiche ed i dettagli della proposta verranno illustrate dall'Amministrazione comunale in una assemblea che si terrà giovedì sera nel Centro Servizi.