"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

sabato 24 luglio 2010

Lago, il parere (scontato) degli industriali

Luci promuove l’ampliamento della centrale

da: Messaggero Veneto — 23 luglio 2010

CAVAZZO CARNICO. «Prima di parlare è sempre meglio conoscere e approfondire le cose. Con questa visita mi sono fatto un’idea di quanto poco impattante è una centrale di questo tipo. L’energia è un bene prezioso, la utilizziamo tutti e per questo va prodotta. Qui ci sono state presentate strategie e prospettive dell’azienda. Spiace però constatare che ogni volta che si vuol intraprendere un progetto c’è sempre un Comitato contro che si costituisce. Sarebbe invece più opportuno affrontare con concretezza le questioni, cercando di analizzare la situazione con obiettività e senza preconcetti, guardando oltre per progredire e non per regredire». E’ quanto ha dichiarato il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, a margine della visita che, assieme al capodelegazione di Tolmezzo Federico Gollino e al direttore Ezio Lugnani, ha effettuato alla centrale Edipower di Somplago. A illustrare alla delegazione confindustriale il progetto di ampliamento della centrale è stato il capo nucleo Salvatore Marchese. Gli studi e le ricerche effettuate, riportati nello Studio di impatto ambientale prodotto per la procedura Via (valutazione d’impatto ambientale) dimostrano, ha spiegato, la compatibilità ambientale del progetto che mira alla valorizzazione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Il progetto prevede l’ampliamento dell’impianto mediante l’installazione di due gruppi reversibili per una potenza complessiva di circa 124 MW e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km), in affiancamento alla galleria esistente, al fine di permettere il pompaggio dell’acqua tra il lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. L’istallazione dei due nuovi gruppi reversibili consentirà, a parità di acqua utilizzata, un’ aumento della produzione e della potenza nelle ore di maggior richiesta, con una diminuzione della produzione da fonte termoelettrica fossile.Inoltre, l’ampliamento di Somplago costituisce il naturale completamento dell’impianto in quanto era già stato previsto al momento della costruzione della centrale negli anni ’50. Tale ampliamento utilizzerà, pertanto, opere già realizzate completamente o in parte senza la necessità di doverne costruire ex-novo. Il progetto non prevede alcuna modifica delle concessioni di derivazione attualmente in essere e quindi non comporta, è stato detto, alcun incremento dell’acqua attualmente utilizzata, né variazione alcuna dei livelli attuali massimi e minimi nei laghi di Cavazzo e Verzegnis con escursioni che rimarranno pari a quelle attuali già inferiori a quanto previsto dai disciplinari. Nella fase precedente l’avvio dell’iter autorizzativo, iniziato nel settembre del 2008, è stata promossa una serie di studi e ricerche (geologiche, idrogeologiche, biologiche) da parte di enti specializzati che hanno indirizzato a scelte progettuali non impattanti. L’ampliamento della Centrale di Somplago, ha concluso l’esponente di Edipower, comporterà circa 25-30 mesi di attività, a partire dall’ottenimento delle autorizzazioni, l’impiego di 60 addetti nella fase di picco e un investimento pari a circa 100 milioni di euro, con rilevanti ricadute positive sull’indotto locale.


COMMENTO: C'era qualcuno che si sarebbe aspettato un parere diverso da parte degli industriali?
(A&D)

giovedì 22 luglio 2010

Eolico nostrano: un pronostico

A leggere i giornali, pare che, sui progetti legati all’eolico si stiano giocando credibilità e speculazioni (v. Sardegna). Nell’isola felice trasaghina la discussione è ancora in corso: affidarsi all’eolico per trovare un’energia pulita o rinunciare alla stessa per non turbare il volo dei grifoni?

Trasaghis: il 2 agosto il consiglio decide sul parco eolico

Da: Messaggero Veneto — 20 luglio 2010

TRASAGHIS. Lunedì 2 agosto il consiglio comunale di Trasaghis deciderà se esprimere parere favorevole o contrario in merito alla realizzazione di un parco eolico nella zona industriale. La criticità dell'intervento è legato alla vicinanza della Riserva naturale del Lago di Cornino e del Sito di interesse comunitario (Sic) “Valle del medio Tagliamento”, in particolare in relazione al Progetto di reintroduzione del Grifone nell'area. Intanto il sindaco di Trasaghis Augusto Picco ha ribadito la richiesta alla Regione di un monitoraggio più ampio e delle osservazioni tecniche approfondite per quanto riguarda l'intera area su cui insisterà il parco eolico «È vero come aveva segnalato di recente il Wwf – ha detto Picco – che la criticità dell'intervento nei confronti di questa o di altre specie viene evidenziata nella procedura di Via, però è anche vero, stando sempre al documento, che il passaggio sotto i 100 metri di Grifoni o di altri uccelli nella zona è molto limitato. Certo è che nessuno vuole mettere in pericolo l'intero ecosistema in un Sic finanziato da anni dalla Regione e questa non solo è la volontà del comune di Trasaghis ma anche della ditta privata che vorrebbe realizzare il progetto». Ogni decisione perciò è rimandata al 2 agosto ossia quando il Comune di Trasaghis, assieme a tutti gli altri Enti interpellati dalla Regione, dovranno esprimersi sul progetto del parco eolico. Una decisione attesa che tiene sulle spine le associazione ambientaliste come ad esempio il Wwf contrario al progetto. Dario Venturini

Ai nostri lettori proponiamo, più che un sondaggio, un vaticinio: COME ANDRA’ A FINIRE?
Quale sarà la sfumatura di verde a prevalere? Avrà più peso la ricerca di un’energia pulita o il lento planare del grifone?
Si accettano, se non scommesse, perlomeno previsioni.

martedì 20 luglio 2010

Lago, un'iniziativa per il recupero della memoria


PERCHE' NON PROVATE A RACCONTARE LE "ESTATI SUL LAGO" DELLA VOSTRA GIOVENTU'?

"Cuant ch'o lavin al Lâc…" il ricordo di tanti anziani, da tante parti del Friuli, va spesso alle estati trascorse al Lago dei Tre Comuni, ai bagni in un'acqua ancora non resa fredda dai lavori idroelettrici che sarebbero arrivati alla fine degli anni '50, alle feste da ballo sul breâr o all'interno del dancing, alle scampagnate sui prati.
Erano gli anni immediatamente seguenti alla fine della seconda guerra mondiale, quando schiere di turisti avevano ripreso a frequentare il maggior lago della regione, quello di Cavazzo che, dal 1948, aveva anche, per decisione concorde delle tre amministrazioni comunali rivierasche, assunto la denominazione "Lago dei Tre Comuni". Il clima di quegli anni, denotante la gioia per la pace ritrovata e l'ottimismo per le prospettive del futuro traspare, fra i tanti esempi possibili, da un articolo, siglato I.C., apparso sul Messaggero Veneto nel 1955: “Il lago dei Tre Comuni, il maggior specchio d'acqua del Friuli, è un lago che riteniamo di poter definire popolare; una gran vasca senza troppi comfort, dove ci si può bagnare anche se (questo vale per le ragazze, si intende) il costumino non è proprio all'ultima moda, secondo i dettami del sarto francese in voga. Un lago sulle sponde del quale si possono anche lasciare le cartacce, a colazione al sacco consumata che, tanto, nessuno fa osservazione. (…) Ogni estate (e non ci risultano, almeno dal dopoguerra, stagioni di magra) le sue sponde si popolano di turisti. Sono triestini, goriziani, carinziani; migliaia di persone.
E' un lago che, nonostante tutto, è un'attrattiva turistica: una fonte indiretta di benessere per popolazioni di zone abitate da uomini e donne che, e non drammatizziamo certo, quanto a benessere non hanno conosciuto a tutt'oggi che il peso della gerla o la via dell'emigrazione. ”.
Questo è il clima, l'atmosfera, con cui tanti friulani, tanti triestini ricordano le estati sul Lago. E quest'estate viene riproposta una singolare iniziativa, la raccolta delle testimonianze di quanti, nei decenni passati, hanno frequentato con affetto il Lago. Sul blog del Centro di Documentazione del Comune di Trasaghis viene descritta la proposta: "Proviamo a ricostruire quel clima, il calore di quelle giornate, l'allegria di quelle estati. E' un invito che viene rivolto a tutti: raccontate la vostra testimonianza, diteci come vi siete trovati sul Lago, narrateci dell'emozione di quei giri in barca, tirate fuori dal cassetto dei ricordi il rossore di quando vi siete innamorati tra barche e cespugli…".
Le testimonianze (come commenti al blog http://blog.libero.it/centrodocalesso/, oppure con una mail inviata all'indirizzo centro_doc_alesso@libero.it, magari anche allegando delle foto) forniranno non solo materiali per un nostalgico "come eravamo" ma potranno essere utili per ribadire il legame con il più vasto lago della regione o offrire magari lo spunto per una riflessione sul modo di leggere il rapporto che oggi abbiamo col territorio e operare conseguentemente per la sua salvaguardia.

(Da: http://www.ilgiornaledelfriuli.net/ )

lunedì 19 luglio 2010

Lago, il parere tecnico dell'ing. Franzil

Somplago, tutti i conti dell'ampliamento

da: Messaggero Veneto — 17 luglio 2010, pagina 17

Dibattito In questo periodo di crisi economica è scoppiata la corsa all’oro, spesso oro sporco. II dio denaro ha sempre meno scrupoli e il comportamento sociale sempre più deludente! Finalmente si capisce perché in tanti vorrebbero realizzare centrali a biomasse altamente inquinanti, non curandosi dei danni ambientali, con il colpevole consenso o apparente disinteresse delle amministrazioni. Similmente si comprende perché aziende produttrici di energia elettrica vorrebbero ampliare e ristrutturare centrali come quella di Somplago sul lago di Cavazzo! Signori politici che governate, sindaci, consiglieri regionali, egregio presidente Tondo, perché state nicchiando, quali interessi avete a non difendere la vostra gente da queste continue aggressioni? Ricordatevi che sarete responsabili di tutto quanto accadrà. Cosa direte ai vostri figli, non lo so, ma è certo che dovrete aver coraggio, un domani, a mostrare la faccia per strada! La democrazia è partecipazione, ascolto popolare, quello che in Svizzera si chiama referendum amministrativo, per tutti i problemi sociali che vanno al di sopra della normale gestione del bene pubblico ossia per i problemi socio-ambientali che possono alterare la vita dei cittadini tanto nel bene quanto nel male. Quanto segue, se già lo sapete, lo voglio raccontare alla mia gente (e ai friulani cui voglio bene) perché ha sempre pagato e potrebbe pagare ancora ingiustamente, se voi non interverrete contro la speculazione dei famosi “furbi” del sistema. Ripeto che certi finanziamenti per fonti rinnovabili, che poi non sono proprio tali nella pratica, sono un vero scandalo per il contribuente, in quanto regalie a sproposito a causa di una legge iniqua! Sono una cuccagna per i “favoriti” che sfruttano senza scrupoli le opportunità offerte dai politicanti di turno. Lo sapete che, con l’ampliamento della centrale di Somplago, solo con il contributo dei certificati verdi, potrebbero guadagnare una cifra del 60% maggiore di quella ricavabile dal commercio dell’energia elettrica prodotta anche con l’uso del riciclaggio? No, presidente Tondo, non lo potevate sapere! Se non ci credete indagate e non lasciate defraudare e guastare i beni della vostra gente, a cui non viene altro che danni e stenta ad arrivare a fine mese. A ogni modo ve lo illustro, il perché, dal famoso “riciclaggio idrico”, per produrre corrente, attualmente tanto decantato da produrre dubbi al disinformato ascoltatore, non deriva soltanto la disgrazia dell’inquinamento con i relativi costi e conseguenze. Con la liberalizzazione del mercato elettrico avviato in Italia chi produce energia da fonti non rinnovabili (energia sporca), chi importa, o la usa in centrali ibride (perché stimola inquinamento) deve fino al 2010 (poi aumenta) riversare in rete una quantità di energia pulita pari al 7,55% della energia sporca che gestisce, con l’esclusione di 100 Gwh/A, oppure deve acquistare un corrispondente numero certificati verdi (Cv). Questo per rientrare nell’accordo di Kyoto: ridurre l’inquinamento del 17-18% entro 2020. I certificati verdi costituiscono una forma di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il certificato verde è emesso dal Gestore dei servizi energetici (Gse) su comunicazione del produttore e riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dell’anno precedente o la producibilità attesa nell’anno in corso o nell’anno successivo e rappresenta 1 Mwh di energia elettrica. Per il 2010 il prezzo minimo base scambio dei certificati verdi (1 certificato verde = 1Mwh), stabilito dal Gse, è di 112,82 euro/Cv. Nel caso dell’ampliamento proposto per la centrale di Somplago l’energia non proveniente da fonti rinnovabili (energia sporca) necessaria per attivare il pompaggio sarebbe di 353 Gwh/A. Quindi l’energia da convertire in certificati verdi o da immettere “pulita” in rete sarebbe: (353 - 100) Gwh/A x 0,0755 = 19 Gwh/A = 19.000 Mwh/A = 19.000 certificati verdi. Per contro, l’energia producibile dalla centrale risulterebbe di 677 Gwh/A. In base a questa produzione, secondo l’attuale normativa, si ricava che l’energia finanziabile con i certificati verdi sarebbe: 677–7,55 = 669,45 Gwh/A = 669.450 Mwh/A = 669.450 certificati verdi. Ora tutti possono rendersi conto che a fronte di una spesa per acquisto di certificati verdi di 2.143.580 euro (19.000 Mwh/A x 112,82 euro/Mwh/A) la società proprietaria della centrale di Somplago ottiene un finanziamento in certificati verdi di 75.527.350 euro (669.450 Mwh/A x 112,82 euro/Mwh/A). L’incasso netto per la società (per differenza) è di 73.383.770. Questi gli incentivi che la società riceve dallo Stato ogni anno. Vediamo ora quanto vale sul mercato l’energia prodotta dalla centrale di Somplago. Con la liberalizzazione della produzione di energia elettrica introdotta dal “Decreto Bersani” il produttore di energia elettrica da fonti rinnovabili ha l’opportunità di cedere l’energia prodotta mediante il sistema di negoziazione della borsa elettrica organizzata e gestita dal Gestore del mercato elettrico (Gme). La borsa elettrica o mercato elettrico è un mercato telematico in cui è scambiata l’energia secondo un meccanismo basato sulle quantità di energia richieste e offerte dagli operatori che vi partecipano. I prezzi che si formano sul mercato assumono valori differenti in base alla zona di mercato e alla fascia oraria. Ritornando al nostro calcolo, se prendiamo in considerazione i prezzi orari dell’energia della borsa elettrica del 31 maggio scorso e calcolandone il prezzo medio, risulta che per le 10 ore di pompaggio notturno (ossia nelle ore in cui la centrale acquista energia per azionare le pompe), il prezzo è 43,4 euro/Mw, mentre per le 8 ore di funzionamento in produzione di energia (di giorno, energia venduta) è 70 euro/Mw. Se si rapportano i prezzi sopra riportati con l’acquisto e la produzione annua di energia della centrale si ha: energia acquistata dal mercato per il funzionamento delle pompe: 19.000 Mw x 43,4 euro/Mw = 824.600 euro; energia prodotta dalla centrale e venduta al mercato: 669.450 Mw x 70 euro/Mw = 46.861.500 euro. Quindi la resa della produzione per differenza è di 46.036.900 euro l’anno. Tutto questo utile è aziendale mentre alla gente arrivano solo disgrazie, e voi, signori amministratori dei beni della comunità, lascereste fare candidamente? Se i friulani fossero come i nostri “cugini” meridionali, la cui solidarietà è comunque ammirevole, ci sarebbe ben di che ribellarsi contro tutti dopo oltre mezzo secolo di vessazioni. Continuando con i conticini, e passando a studiare la bolletta Enel per uso domestico negli ultimi sei mesi, risulta che la tassazione media sul costo da pagare è di 1,76% quale quota energia (A3) per contribuire allo sviluppo delle fonti “veramente rinnovabili” e non per regalie a centrali ibride inquinanti. Quindi come cittadino libero da padroni e portavoce della mia gente e difensore dell’ambiente rimprovero il silenzio generale della classe dirigente e la sua inesistenza nella difesa del territorio, quale bene comune. E rimprovero a coloro che sono rimasti muti: “Legambiente” batti un colpo, “Verdi” dove siete mai? Siete forse diventati grigi? Se non vi fate sentire su problemi grossi come la devastazione del lago di Cavazzo e della sua valle, a cosa servono le vostre organizzazioni che noi sosteniamo? Badate tutti quanti a non tradire la vostra gente fin troppo pacifica tollerante e civile, poiché spezzata la corda, la spada di Damocle... A buon intenditor poche parole.
Dino Franzil - Tarcento

sabato 17 luglio 2010

Alesso, sagra di luglio


La Sagra di Luglio, tradizionale appuntamento festaiolo di Alesso, ritorna in Piazza, come avveniva storicamente nelle prime edizioni.
Quest'anno si struttura in due giornate: sabato 17 e domenica 18 luglio.
Si inizia sabato dalle 17 con la gara di tiro con la fionda e intrattenimento per i più piccoli con giochi all'aperto; in serata, musica con i Cimel Live (che propongono cover italiane).
Domenica 18 avrà luogo la 26° gara sociale di pesca sportiva organizzata dall'APS Val del lago. In serata, si balla con gli "Stile libero" (liscio, latino, anni '70 e '80) e, per i più audaci, la prova del Karaoke.
Durante la festa sono in funzione fornitissimi chioschi con particolari specialità date dalla carne alla brace e dalla selvaggina.
Appuntamento quindi con la sagra proposta e organizzata dalla Pro Loco di Alesso.

giovedì 15 luglio 2010

Dibattito sul lago: il parere di prè Gjulio

Il nesti lâc a riscjo

Dal 1975 chei che a fasevin la autostrada a vevin stabilît di fâ doi plaçai di area di servizi inta campagna dongja dal lâc: miârs di metros cuadrâts. Duta la int a à lotât, tignût dûr, ocupada la nesta cjera , fint che il President da Regjon, Toni Comel, al è vegnût di persona a fermâ il progjet. E cumò, magari sterps e baraçs, ma, inveza di un planâli di peton e di catram, j vin la nesta cjera.
Cumò a ulin ruvinânus il lâc. Cun pompas cu la bocja granda como una galarìa, a intindin di zupânus su l'aga dal lâc fint intal lâc di Verzegnas. Ma parcè? Par cjapâ beçs, par ve pui aga che a ven ju a movi las turbinas da centrâl e par vendi la corint che a fasin. Cu la nesta aga, cul nesti lâc, lôr a àn di deventâ siorons. A disin che il nivel da l'aga al cressarà e al calarà nomo di un metro in dì (il lâ e il tornâ al sarès ogni dì), ma
1) e se lôr a fasin calâ il lac di doi, di tre, di cuatri o cinc metros, cui ju ferma?
2) E cuant che ches bocjatas di pompas a zupin l'aga, a tirin su il paltan che, in tancj agns, dopo il disastro da centrâl da Sade, a si è ingrumât metros e metros sul font dal lâc. Alora al deventa duta una malta di paltan, e cuant che l'aga paltanada a torna ju di Verzegnas, ce devential il nesti lac?
3) Metìn, al ven un an di sec, como ch'al è capitât tantas voltas; il lâc a si sbassa. Lôr a zupin simpri l'aga che a ur coventa e alora ce devential il nesti lâc? Una poça di paltan, par simpri.
E dut e nomo par che lôr a cjapin beçs, beçons, ansit, a disin chei che a si intindin unavora pui di me.
E pai lôr beçs nô j vin di viodi a murî il nesti lâc.
Int di Delès, j no ài mai fat il predi fra di vuâtis par intares. E alora crodeitmi: no stait a lassâsi tirâ ator das tabajadas da l'Azienda Edipower che a ûl meti inmò di pui las mans sul nesti lâc. A contin nomo balas, parcè che a fasin par intarès! E cuant che i grancj a fasin par intarès, a scjafoin la cosiença, la justizia e la int.
Tal grant e tal piçul, il beç al è carogna, e al deventa il diu dal mont.
Intant il Comun al à dî a la int clâr se al à aprovât il progjet, se al saveva ce che al aprovava e s'al intint di comedâ las rôbas.
Fasìn di dut par chest disastro che a nus ruvina la pui biela roba che j vin a Delès a nol deventi!
Mandi
Pre Gjulio plevan
(di 37 agns di Delès)

(da: Dalès, un timp par vivi, luglio 2010)

martedì 13 luglio 2010

Lago, un articolo su "Pense & Maravee"

Nuovi rischi per il lago di Cavazzo?


Mobilitazione contro l'ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago

La centrale in caverna, costruita dalla Società Elettrica di Elettricità (SADE) entrò in funzione alla fine degli anni '50. E' dotata di tre turbine capaci di utilizzare 22mc/s di acqua ciscuna per un totale massimo di 66 mc/s,, provenienti, attraverso una galleria lunga 8,5 km , dal bacino di carico di Verzegnis, al quale confluiscono attraverso gallerie le acque del Tagliamento, del Lumiei, del Degano e della Vinadia. La massa d'acqua turbinata viene scaricata nel lago di Cavazzo e da questo, attraverso una galleria, nel torrente Leale per confluire nel Tagliamento nei pressi di Peonis. La corrente elettrica prodotta finisce altrove.

Le ricadute sul lago.

Lo scarico nel lago delle acque provenienti dalla Carnia, rese ancora più fredde dal lungo percorso in galleria, ha abbassato la temperatura del lago con conseguente mutazione del microclima della valle, ha provocato l'oscillazione del suo livello ( per concessione di 4 mt, da quota 192,90 a 196,90 m.slm, ma negli ultimi anni contenuta in 30 cm per un accordo tra Comuni rivieraschi ed Enel), ha riversato nel lago con l'acqua torbida una parte dell'abbondante quantità di fango accumulatosi sul fondo del bacino di Verzegnis, lì apportato dalle acque provenienti dai citati corsi della Carnia.

Il progetto di potenziamento.

Il progetto della società proprietaria Edipower prevede l'aggiunta di ulteriori due turbine reversibili, diverse dalle tre attuali in quanto capaci di produrre energia turbinando l'acqua proveniente dal bacino di carico di Verzegnis e, viceversa, fornendo loro energia elettrica, di pompare acqua dal lago di Cavazzo a detto bacino.
Il funzionamento di tali due nuove turbine richiede la costruzione di una nuova galleria di alimentazione e di rimando dalla centrale al bacino di Verzegnis della lunghezza di 8,5 km. La quantità d'acqua turbinata dalle 3+2 turbine salirà da 66 mc/s a 110 mc/s che verrà accumulata nel lago per essere ripompata durante la notte nel superiore bacino di Verzegnis.
Il progetto è basato esclusivamente sulla enorme differenza del prezzo dell'energia tra le ore di punta del giorno e quelle di bassa domanda della notte. La differenza tra la quantità di energia prodotta e consumata è negativa (produce il 40% in meno dell'energia che consuma), ma la differenza tra ricavi e costi presenta un notevole profitto per la società Edipower anche grazie ai certificati verdi con prezzo maggiorato riconosciuto all'energia così prodotta. Trattasi quindi di un progetto esclusivamente speculativo. Il progetto è stato da tempo depositato presso i Comuni interessati di Bordano, Cavazzo Carnico, Trasaghis e Verzegnis, la Regione ed i Ministeri competenti.
Le conseguenze sul lago. Sarà trasformato in bacino di scarico-accumulo con ulteriore abbassamento della temperatura, aumento della variazione del livello e del l'apporto di fango. Sarà la fine del lago.

I Comitati contro il progetto.

Per contrastare simile distruttivo progetto speculativo si sono costituiti Comitati spontanei che hanno svolto un'intensa azione di informazione e di mobilitazione della popolazione, promuovendo assemblee, conferenze stampa, articoli e promuovendo una petizione di oltre 9 mila firme presentata agli Enti competenti. I Comitati hanno avanzato la ferma richiesta affinché il progetto Edipower venisse affidato dalla Regione ad un gruppo di specialisti terzi per vagliarne le alternative, opzione zero compresa.

Gli Enti pubblici.

I Comuni, allettati dalle "compensazioni" loro promesse, hanno inizialmente espresso un parere favorevole. La Regione ha inizialmente sospeso il proprio parere richiedendo delle integrazioni e chiarimenti sui quali non si è pronunciata. Solo recentemente e senza revocare il parere favorevole già espresso i Comuni di Cavazzo Carnico e di Trasaghis hanno richiesto alla Regione di affidare a un gruppo di specialisti terzi l'esame del progetto Edipower per vagliarne le alternative, opzione zero compresa. La Regione attraverso l'Assessore De Anna non ha accolto tale richiesta trincerandosi dietro la mancanza di fondi.
E' di questi giorni la notizia che il Ministero dell'Ambiente ha espresso parere favorevole al progetto Edipower. Tale parere del Ministero è stato facilitato dai pareri positivi espressi dai Comuni e dall'atteggiamento pilatesco e dilazionatorio della Regione, che ora praticano un vergognoso rimpallo delle responsabilità, mentre sono entrambi responsabili di aver abbandonato il lago di Cavazzo ai voleri di Edipower.

La battaglia dei Comitati continua.

Che i due Comuni abbiano fatto propria la richiesta dei Comitati affinché la Regione affidi a degli specialisti indipendenti lo studio del progetto e delle sue alternative è un primo parziale successo, al quale è però necessario segua la revoca delle iniziali loro deliberazioni recanti pareri positivi, nonché una forte azione comune con i comitati per strappare alla Regione la realizzazione di tale studio alternativo. Diversamente la loro è solo una mossa tattica rivolta a coprire le loro reali responsabilità di aver anteposto alla difesa del lago le "compensazioni", di aver creato i presupposti per il parere positivo del Ministero, di aver gestito l'argomento sin dall'inizio con una grave carenza di trasparenza.
Ora l'obiettivo dei Comitati è evitare il rimpallo di responsabilità tra Comuni e Regione per nascondere la sottostante contrarietà al gruppo di esperti, insistere perché la Regione formi tale gruppo di specialisti terzi senza accampare carenza di mezzi dal momento che la legge prevede che sia Edipower a finanziare tale studio, vigilare affinché che tali specialisti siano veramente terzi. Piegarsi non paga, lottare paga. I Comitati continueranno a lottare per salvare il lago di Cavazzo, patrimonio anche dei Gemonesi, per vincere la prepotenza della speculazione e l'indifferenza di troppi.
Franceschino Barazzutti
Già sindaco di Cavazzo Carnico

(Pense e Maravee n. 2, giugno 2010, p. 6)

sabato 10 luglio 2010

Lago, un articolo sul sito della Diocesi


AMBIENTE

«Il lago di Cavazzo rischia di diventare una palude»

L'allarme dei comitati, contrari all'ampliamento della centralina di Somplago

UDINE (6 luglio, ore 16) - Sono tornati alla carica i comitati per la tutela del lago di Cavazzo, oggi, dicendo ancora una volta no al progetto di potenziamento della centrale di Somplago. Un’iniziativa promossa da Edipower e che ora desta qualche perplessità anche nei sindaci sei quattro comuni interessati, Verzegnis, Cavazzo, Trasaghis e Bordano. La Regione, dal canto suo, attende uno studio tecnico prima di esprimersi il cui costo dovrebbe essere coperto proprio da Edipower, che non ha al momento alcun’intenzione di sborsare quei soldi.
Così i comitati hanno chiesto l’aiuto di un gruppo di tecnici che volontariamente ha analizzato i punti che risentirebbero maggiormente dell’ampliamento. «Le oscillazioni saranno notevoli, di 2 metri e mezzo – dice uno dei referenti dei comitati, Franceschino Barazzutti – e a causa della movimentazione continua delle acque e dei fanghi e il lago non sarà più né verde né celeste, ma diventerà color caffelatte». I comitati chiedono anche un impegno preciso da parte della politica. «I segretari dei partiti – tuonano – dicano con chi stanno». Nel frattempo oltre alle 9000 già raccolte e depositate si pensa a nuove forme di protesta per fermare l’iter progettuale. Secondo Barazzutti «se il progetto di ampliamento andasse in porto, si andrebbe incontro a una conseguenza alla distruzione del lago di Cavazzo, l’unico grande lago della regione, a una quota bassa di neanche duecento metri, all’inizio delle montagne, alla fine delle pianura. E’ un lago naturale che va preservato».


dal Portale dell'Arcidiocesi di Udine, http://udine.chiesacattolica.it/arcidiocesi_di_udine


Sull'edizione a stampa de "La Vita Cattolica" n. 28 del 10 luglio 2010, pag. 21, il testo viene ripreso e approfondito

giovedì 8 luglio 2010

Giornata del silenzio

Venerdì 9 luglio, "giornata del silenzio" decisa dalla Federazione nazionale della stampa per protestare contro la "legge bavaglio". Niente giornali in edicola, niente programmi giornalistici radiotelevisivi, siti internet non aggiornati.

Anche il blog "Alesso e dintorni", pur non essendo una testata giornalistica, sospende per una giornata l'inserimento di nuovi post.

Proprio su queste pagine, parlando di "Lago e dintorni", si è sottolineato come l'informazione, la circolazione delle notizie e delle idee, il confronto, siano elementi basilari da proteggere e salvaguardare.

Con tali princìpi, anìn indevant.

A&D

Dibattito sul Lago: la posizione dei Comitati - III

Picco: "Quale politica energetica ha fatto la Regione in 20 anni?"

da: Messaggero Veneto — 07 luglio 2010 (pagina 11)

BORDANO. "Noi ci chiediamo: questa Regione che politica energetica ha fatto. Antonione, illy e Tondo (so di farmi male da solo) cosa hanno fatto negli ultimi venti anni? Zero assoluto". Queste parole pesano come macigni, perché a dirle è stato il consigliere regionale Enore Picco (Lega Nord), nel corso della conferenza stampa dei Comitati contrari al progetto Edipower. "Un fattore fondamentale che è stato trascurato è quello dello Statuto speciale, che la Regione aveva il dovere di portare avanti - ha continuato Picco. Si doveva prendere esempio dalle province di Trento e Bolzano. Quando c’è stata la "svendita" delle centrali ai privati dove erano i politici friulani? Assenti. Anche se talvolta ho un dubbio e cioè che ci sia un disegno che va ben oltre...Noi stiamo lavorando e abbiamo cercato di spiegare alla gente i nostri dubbi sul progetto. Le 9 mila firme raccolte con la petizione, confermano che siamo stati capiti. Peccato che nessuno ci abbia ancora interpellato". Il geologo Roberto Cella e l’ingegner Dino Franzil hanno illustrato i risultati delle loro ricerche, con molte perplessità soprattutto dal punto di vista ambientale. L’inefficienza del sistema di pompaggio è uno dei punti di forza dello studio di Franzil. Il professionista ha dimostrato che tutto il sistema presenta un deficit del 40%, che comporterà un inquinamento certo (perchè si utilizzano carbone o metano per produrre l’energia elettrica necessaria a far funzionare le pompe), mentre Edipower otterrà i contributi dallo Stato perchè presenta una documentazione per avere i "certificati verdi". Infine l’ex sindaco Rabassi ha ribadito che la competenza sulle acque del Lago è della Regione.

Dibattito sul Lago: la posizione dei Comitati - II

Centrale elettrica di Somplago, nuova mobilitazione per salvare il lago

Il progetto dell’Edipower una volta realizzato farebbe alzare il livello di 2,5 metri e comporterebbe un intorbidimento dell’acqua

TRASAGHIS. I Comitati per la difesa del Lago di Cavazzo sono pronti alla mobilitazione popolare, dopo aver raccolto oltre 9 mila firme con una petizione. Ieri, nel corso di una conferenza stampa, non hanno risparmiato critiche a nessuno: a partire dai Comuni di Bordano, Cavazzo, Trasaghis e Verzegnis; per continuare con la Regione, i parlamentari e i consiglieri regionali.All’incontro, svoltosi nella sede della Regione a Udine, c’erano presenti: Franceschino Barazzutti (già sindaco di Cavazzo), Enore Picco, consigliere regionale ed ex primo cittadino di Bordano, assieme Dino Rabassi già sindaco di Trasaghis, con loro anche altri esperti e componenti del Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago e della sua valle, e il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento.È stato Barazzutti a illustrare cosa ha spinto i Comitati a mantenere alta l’attenzione sul problema, che riguarda il progetto dell’Edipower per il potenziamento della centrale di Somplago, mediante il pompaggio nel bacino di carico di Verzegnis dell’acqua scaricata ed accumulata nel lago.«Quando entreranno in funzione le cinque pompe della centrale di pompaggio non vedremo più l’acqua azzurra che caratterizza il lago, ma solo acqua torbida e color caffè latt. In quanto il fango del bacino di Verzegnis scenderà di giorno e viaggerà in senso inverso di notte, con variazioni del livello del lago di circa 2,5 metri - ha sostenuto l’ex sindaco-. È stupefacente vedere come a livello istituzionale ci sia un continuo rimpallo di responsabilità, ma la vittima certa è una sola: il lago. Il presidente della Regione, Renzo Tondo, fa come “Ponzio Pilato” e ha atteso che a decidere fosse il ministro dell’Ambiente, per poi incolpare i Comuni. L’a ssessore De Anna non può dire che non ci sono i soldi per un ulteriore studio, con la realizzazione del modello idrodinamico tridimensionale, quando la normativa regionale impone che sia il proponente il progetto a sostenere le spese: quindi Edipower».
I Comitati ne hanno per tutti. Con i Comuni che, con le deliberazioni di pareri positivi al progetto, hanno anteposto le promesse “compensazioni” avanzando poi una tardiva richiesta per l’i nracico a un gruppo di specialisti per la verifica dell’elaborato presentato da Edipower. Ma a detta dei promotori dell’iniziativa anche la Regione avrebbe mantenuto un attegiamento dilazionatorio e “pilatesco”, lasciando che a decidere fossero altri, e lasciando da soli i sindaci. Ma ad essere presi di mira sono anche i parlamentari, che non avrebbero chiarito quale è la loro posizione sul progetto, ma anche le segreterie dei partiti non si sarebbero espresse. Pertanto i Comitati chiedono alla Serracchiani, Fontanini, Compagnon, Gottardo, Franzil e Monai di uscire allo scoperto e dire cosa ne pensano. «Siamo pronti a fare un fronte unico con i Comuni - ha concluso Barazzutti-, per una forte e diffusa mobilitazione popolare, che annunceremo nei dettagli prossimamente. Vogliamo costringere la Regione ad affidare a specialisti terzi lo studio del progetto e delle alternative, nonchè il relativo modello in scala che consenta a tutti di verificare la verità».
(Messaggero Veneto on line, 7 luglio 2010)

mercoledì 7 luglio 2010

Dibattito sul Lago: la posizione dei Comitati



Fronte unico e mobilitazione popolare a difesa del lago

da: Il Gazzettino, Mercoledì 7 Luglio 2010

CAVAZZO- (d.z.) “Fronte unico con la popolazione e diffusa mobilitazione popolare che costringa la Regione ad affidare a specialisti terzi lo studio del progetto, delle alternative, opzione zero compresa, nonché il relativo modello in scala che acconsenta agli occhi di tutti di vedere la verità”. I Comitati contro il progetto Edipower per il potenziamento della centrale di Somplago non mollano la presa e nonostante il via libera del Ministero, durante una Conferenza stampa convocata ieri a Udine, hanno rilanciato la loro battaglia in difesa del lago dei Tre Comuni. Affiancati dall’ingegner Dino Franzil e dai geologi Roberto Cella e Dario Tosoni hanno presentato le rispettive osservazioni critiche, nelle quali si denuncia tra gli altri, “che con l’installazione di due nuove turbine che si aggiungeranno alle tre esistenti e la costruzione di una nuova galleria di adduzione, si provocherà l’incremento di torbidità delle acque ed il conseguente aumento della velocità di riempimento del lago senza contare gli enormi danni a carico della fauna ittica”. A finire sul banco degli imputati poi i Comuni di Cavazzo, Bordano, Verzegnis e Trasaghis, giudicati “ambigui, poco trasparenti ed anteposti alle compensazioni”, la Regione “che ha messo la testa sotto terra come gli struzzi”, i segretari politici dei partiti di destra e di sinistra, gli ambientalisti “che sono stati zitti”.

lunedì 5 luglio 2010

Lago, i problemi aperti

"Alesso e dintorni" ringrazia i diversi intervenuti che, (tranne uno), stanno facendo salire la qualità della discussione e del dibattito. Le problematiche poste da "Robi" e da "Dallas" sono, in particolare, estremamente interessanti ma implicano un complesso lavoro di riesame della storia della Valle negli ultimi decenni.

Nell'immediato è forse più urgente discutere su queste tematiche:

- come mai 8200 firme hanno avuto un impatto e un riscontro pressoché nulli?

- Come mai la proposta di nominare una commissione tecnica indipendente per il riesame del progetto Edipower (sostenuta dai Comitati, da due interrogazioni in Regione, dal Consiglio comunale di Trasaghis nell'ordine del giorno approvato all'unanimità il 28 aprile) non ha avuto nessun seguito?

- Quanto c'è di vero nella notizia data dalla stampa dell'approvazione del progetto Edipower da parte del Ministero dell'Ambiente?

- Perché, dopo tanto sbraitare e "tintinnar di sciabole", ora tutto tace?

Trovare una risposta a questi temi potrà forse dare qualche "dritta" per l'immediato futuro.
(A&D)

domenica 4 luglio 2010

Lago, un filmato del 1966

Nel 1966 Jack Franzil ha girato alcune scene in super8 sul lago dei Tre Comuni (UD). Il filmato consente di vedere, oltre all'aspetto del lago, l'albergo (poi demolito dopo il terremoto del 1976) e il passaggio dell'oleodotto in corso sulla collina di Cjaseria Muarta.
Il filmato digitalizzato è ora stato pubblicato dal Centro di Documentazione sul Territorio di Trasaghis su YouTube all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=w1lS093-FM0


giovedì 1 luglio 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione del geologo Tosoni


Quella lente rassicurante

Messaggero Veneto — 30 giugno 2010

In merito al potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago dispiace constatare che l’opinione di molti abitanti della Valle del Lago, di Cavazzo e Verzegnis, oltre a quelle di molti amministratori, si sono formate attraverso la “lente rassicurante” di Edipower, secondo cui il progetto di potenziamento sarebbe addirittura benefico per il lago di Cavazzo. Invito tutti a riflettere in merito alle problematiche geologiche che assieme ad altri colleghi ho esposto nei recenti incontri pubblici di Alesso e Cavazzo. Si tratta di interrogativi che nascono da dati di fatto, non sono invenzioni.
1) Le sponde del lago di Verzegnis sono punteggiate da numerose frane recenti, diretta conseguenza della oscillazione attuale del livello del lago. Come si può pensare che, con il potenziamento e l’oscillazione giornaliera del livello del lago di 9 metri (che dovrà essere molto più ampia se si vorrà sfruttare al meglio l’impianto), questo problema non si possa aggravare?
2) La nuova galleria sarà scavata in calcari attraversati da un reticolo di fratture che ospitano la falda acquifera che alimenta numerose sorgenti carsiche tra cui anche il Rio Vat, un piccolo corso d’acqua che scorre vicino a Cesclans. Le acque del Rio Vat sono strategicamente molto importanti perché captate dagli acquedotti che servono gli abitati di Cesclans, Mena, Interneppo e Bordano, la cui popolazione complessiva raggiunge i 1.500 abitanti. La costruzione di una seconda galleria accanto a quella esistente non potrebbe stavolta intercettare le fratture lungo cui scorre l’acqua che alimenta il Rio Vat? È una possibilità tutt’altro che remota. Senza contare che gli interventi di scavo potrebbero causare anche l’inquinamento di queste acque che diventerebbero così inutilizzabili a fini idropotabili.
3) Il materiale derivante dallo scavo della nuova galleria sarà depositato sullo stesso versante su cui è stato depositato 50 anni or sono il detrito derivante dallo scavo della prima galleria. Si tratta di un deposito artificiale applicato su un versante naturale molto acclive che poggia su un substrato roccioso che, a detta della stessa Edipower, risulta molto fratturato e potenzialmente cedevole. Ebbene, su questo pendio sarà riversata una analoga quantità di detrito. Non è ragionevole ipotizzare franamenti a carico di questo versante caricato artificialmente e in breve tempo da una eccessiva quantità di materiale?
4) Per quanto riguarda i fanghi, è risaputo da decenni che la problematica di più difficile gestione nei laghi artificiali è proprio il processo di deposito di detrito fine che porta alla rapida diminuzione del volume invasabile. Lo sanno bene i gestori di bacini idroelettrici, costretti in intervalli sorprendentemente ravvicinati a svuotare i loro laghi e a ripulirli del fango depositato. Nel nostro caso la situazione non è gestibile in tal modo semplicemente perché il lago di conferimento finale dei fanghi (il lago di Cavazzo) è un lago naturale che non si può né ripulire né svuotare agendo sullo scarico di fondo. Il lago di Cavazzo si è mantenuto tale perché privo di importanti fiumi immissari. Già ora, da alcuni decenni, riceve una massa d’acqua di 40-60 metri cubi al secondo con il suo carico di sedimento fine. In futuro la quantità d’acqua che riceverà sarà più del doppio e una doppia quantità di sedimento si depositerà in fondo al lago. Davvero dobbiamo rassegnarci a vedere progressivamente sparire il nostro lago?
Dario Tosoni - Cavazzo

domenica 27 giugno 2010

Lago: la posizione di "Alesso e dintorni"



"Alesso e dintorni" ringrazia Tiziana, Alessandro, "Brancs" e tutti gli anonimi che sono voluti intervenire nella discussione. Per riprendere i diversi punti emersi, in uno spazio maggiormente dilatato rispetto a quello dei commenti, si è deciso di effettuare un approfondimento "in prima pagina".





"Alesso e dintorni" è nato come semplice annotatore di "cose di paese", annotazioni cronachistiche di quel che si muove "a Dallas". La discussione in corso sul lago lo ha fatto crescere, suo malgrado e, giorno dopo giorno, è diventato la più ricca bacheca sull'argomento: un servizio che viene offerto a quanti vogliono documentarsi sullo "stato dell'arte" del dibattito.





E' stato anche espressamente chiesto al blog di diventare "lo strumento informativo dei Comitati" ma questo, al di là di un atteggiamento di istintiva simpatia, avrebbe significato un travisamento del "servizio offerto".





"Alesso e dintorni" intende quindi continuare a essere un "archivio" dei documenti usciti e una palestra di discussione, aperta al civile confronto.





Se poi si chiede un parere del blogger, esso è riassumibile in questi termini:


- superare le contrapposizioni per giungere al confronto


- muoversi per ottenere la costituzione di un arbitrato tecnico-scientifico indipendente, capace di conciliare la presenza ormai ineludibile della centrale con le potenzialità di salvaguardia e sviluppo del Lago e del territorio circostante.








Ci si augura di trovare ulteriori proficue occasioni di discussione.





Alesso & Dintorni

sabato 26 giugno 2010

Dibattito sul Lago: si è in linea o si è disgiunti?


Continua il botta e risposta tra ex e nuovi Amministratori locali sul progetto. Da un lato i sindaci difendono la loro posizione, ricordiamo che i Comuni coinvolti nel progetto (Bordano, Trasaghis, Cavazzo e Verzegnis) hanno espresso tutti parere positivo, ognuno con i propri distinguo. C'è chi chiede le compensazioni e chi, come Trasaghis e Bordano vorrebbe che la Regione s'impegnasse a far realizzare un modellino idraulico dell'opera così da comprendere i reali effetti dell'opera sull'intera Val Del Lago. La posizione è in linea con quella dei Comitati per la difesa e lo sviluppo della Val Del Lago che chiedono garanzie in tal senso e spingono affinché la Regione affidi ad un gruppo di esperti un approfondimento e rimproverano agli Amministratori di aver svenduto la valle e di aver deciso sulle sorti del progetto troppo in fretta; gli stessi Comitati chiedono inoltre, la revoca delle delibere che davano parere positivo al progetto.

(dal sito http://altofriuli.com)


martedì 22 giugno 2010

Dibattito sul Lago: il parere dei sindaci di Trasaghis e Bordano

Il sindaco:«Nomineremo un esperto per rilevare le criticità del progetto»

TRASAGHIS. Il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, risponde alle recenti dichiarazioni di Dino Rabassi . «Pare strano che l’ex sindaco di Trasaghis Rabassi – ha detto Picco – invece di rilevare la totale mancanza di volontà da parte della Regione di approfondire il progetto presentato da Edipower, si scagli contro i sindaci che invece hanno lavorato affinché ciò accada. Una polemica che ha ben poco a che vedere con il bene del lago, ma che forse nasconde altre intenzioni». «Concordo invece con Barazzutti – riprende il sindaco – che è giustamente critico sulla posizione della Regione, sul fatto che si debba fare fronte comune per il bene del lago. I Comuni di Bordano e Trasaghis, con le risorse a disposizione, cercheranno di sopperire al mancato approfondimento della Regione nominando un esperto che possa rilevare le criticità del progetto in modo da poter inserire, in sede di conferenza dei servizi, opportune clausole di salvaguardia ambientale a tutela del nostro lago. La linea mantenuta fin dall’inizio, unita alla serietà con cui i sindaci stanno affrontando questa delicata vicenda credo stia portando ai risultati sperati, unendo la volontà di tutela del lago con la possibilità di recupero dei danni che il lago stesso ha subìto dopo la realizzazione della centrale decenni fa». In linea anche il sindaco di Bordano, Gianluigi Colomba che rilancia. «La Regione era perfettamente consapevole del nullaosta e del parere di congruità del Ministero perciò reputo l’atteggiamento dell’ente regionale poco rispettoso verso gli amministratori locali. Voglio proprio vedere se la Regione avrà il coraggio di esprimere un parere diverso da quello della propria rappresentanza politica. Per una valutazione serena del progetto serve un confronto su una valutazione terza». (d.v.)

lunedì 21 giugno 2010

Dibattito sul Lago: verificare le nuove da Roma


Edipower: IL GIUDIZIO DEL MINISTERO

La notizia recentemente comparsa sulla stampa locale secondo cui il Ministro dell’ Ambiente avrebbe dato parere favorevole ai lavori di ampliamento della centrale di Somplago, merita quantomeno una verifica. Sembra infatti strano che un ministero dia un parere senza aver prima sentito l’opinione di una Regione i cui uffici hanno sospeso la valutazione del progetto proposto da Edipower, a causa di deficenze progettuali riguardo al deposito delle ghiaie risultanti dallo scavo della nuova galleria. Criticità evidenziate anche dai geologi Tosoni e Cella che, nella loro relazione illustrata alle recenti assemblèe di Alesso e Cavazzo, hanno spiegato come la soluzione proposta da Edipower per il deposito delle sopradette ghiaie, costituisca un pericolo per la pubblica incolumità. L’idea,poi, di progettare una galleria senza tener conto degli aspetti carsici del Monte Faeit, mettendo così a rischio l’approvigionamento idrico dei nostri paesi, ha indotto molti a pensare che si tratti di un progetto che presenta ancora molte lacune e inesattezze. Per esempio, la variazioni di livello dei laghi. Le variazioni di livello, assicuravano gli ingegneri di Edipower, saranno di 1 metro per il lago di Cavazzo e di 9 metri per il bacino di Verzegnis. Peccato poi scoprire sul progetto altre cifre: 2.50 metri per il lago di Cavazzo e 10 metri per il bacino di Verzegnis. La stessa diga del bacino di Verzegnis, ad una accurata indagine mostra delle fragilità che sarebbero ora messe a dura prova dai continui svuotamenti e riempimenti, con conseguenze che potrebbero portarci anche ad un piccolo Vajont. E il lago di Cavazzo? Come si può poi ignorare l’onesta richiesta fatta sia dai comitati che dai comuni interessati al progetto. La richiesta, cioè, di eseguire degli ulteriori studi, fatti da specialisti indipendenti, e con l’ausilio di modelli in scala. Solo a studi compiuti avrà un senso il parere delle istituzioni.

Remo Brunetti

Cavazzo Carnico

da: Il Gazzettino, Domenica 20 Giugno 2010

domenica 20 giugno 2010

Segnalare il Lago per "I luoghi del cuore"



Remo Brunetti da Cavazzo rende noto che è partita un'iniziativa per segnalare il Lago tra i "luoghi del cuore", all'interno della campagna promossa dal FAI e da Banca Intesa per la salvaguardia delle più belle località italiane.

Si può fare la segnalazione direttamente sul sito : http://www.iluoghidelcuore.it/
Arrivati alla pagina principale, clicca su "Cerca luogo". Nella tabella a comparsa, indica Provincia UDINE, comune TRASAGHIS, luogo LAGO DI CAVAZZO O DEI TRE COMUNI e quindi la voce CERCA IL TUO LUOGO DEL CUORE. Arrivati alla scheda del lago, clicca su SEGNALA QUESTO LUOGO. Hai anche la possibilità di inserire commenti o foto. Ti viene chiesto di confermare l'operazione e poi di fornire (per garantire che non vengano fatte inserzioni doppie o false) dati anagrafici e un indirizzo email valido. E' una procedura precisa, ma che vale la pena di seguire per creare un ulteriore movimento di opinione attorno al lago.
(A&D)




"Banca Intesa e il FAI a àn inviade une campagne par salvâ i lûcs che a son in pericul. Bisugne segnalâ i lûcs che 'o sin afezionâts par che cualchidun a si inecuargi di ce che a vàlin, fermant cussì lis grifis dai speculadôrs. Si a di fâ la segnalazion a chest indiriz : http://www.iluoghidelcuore.it/
Marilena Squecco 'e a sielt tanche "luogo del cuore" il lâc di Cjavàç o dai Trei Comuns. Se ducj 'o fasìn come jei, a pos saltâ fûr alc di interessant.
Visâit ducj il gîr dai vuestris amîs, ancje par talian, se al covente! Pensait dome che se a rivassin la metât di chês nufmil firmis cjapadis su, ce bombe che a sares!
Mandi a ducj"


Remo Brunetti

venerdì 18 giugno 2010

Dibattito sul lago: aspettando novità dal Ministero

Centrale di Somplago, ancora polemiche

da: Messaggero Veneto — 17 giugno 2010

TRASAGHIS. Dopo il parere positivo sulla valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell'ambiente per il potenziamento della centrale di Somplago ora si attende solamente il via libera da parte della Regione per il passo conclusivo dell'autorizzazione unica e la conferenza dei servizi. Intanto continuano le polemiche e i rimpalli di responsabilità tra ex e nuovi amministratori locali che coinvolgono anche i comitati contrari al progetto presentato da Edipower. Alla risposta dell'assessore De Anna, all'interrogazione del consigliere regionale Della Mea (Pd) che ricordava come «allo stato attuale il capitolato assegnato alla procedura di Via per tali finalità non dispone di risorse finanziare da impegnare durante l'anno in corso» circa la possibilità di formare una commissione di tecnici per un esame approfondito del progetto e del suo reale impatto ambientale su tutta la Val del Lago, non sono mancate le reazioni, a partire da Franceschino Barazzutti del comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento: «La Regione – ha detto – si nasconde dietro un dito, ci faccia sapere se è favorevole o contraria al progetto». «Com'è possibile – riprende Barazzutti – che solo per alcuni progetti vengano istituite commissioni ad hoc e invece quando si tratta della Val del Lago non ci sono mai soldi per fare gli approfondimenti?» Barazzutti auspica inoltre un fronte comune con gli amministratori locali. «A oggi ci siamo fatti la guerra tra comitati e sindaci, è arrivata l'ora di unire le forze, visto che esiste un fronte comune per ottenere gli approfondimenti». Molto più critico Dino Rabassi, già sindaco di Trasaghis. «Ho avuto la netta sensazione che i sindaci di Trasaghis e Bordano siano dei sassi rotanti in balia delle correnti che non trovano, o non vogliono trovare, vie d’uscita».
Dario Venturini

giovedì 17 giugno 2010

Dibattito sul Lago: ok dal Ministero? Lo dice il Gazzettino



Un nostro lettore ci fa giustamente notare che la notizia della approvazione del progetto di potenziamento della centrale era già apparsa sul Gazzettino del 16 giugno. Va bene, gliene diamo atto. I punti in discussione posti mantengono però, ci pare, la loro validità.
(Alesso&dintorni)

Fondamentale passo avanti nell’iter del progetto di potenziamento della centrale di Somplago

Mercoledì 16 Giugno 2010, Il Gazzettino
Fondamentale passo avanti nell’iter del progetto di potenziamento della centrale di Somplago. Il Ministero dell’ambiente, infatti, ha dato il suo okay in merito alla Valutazione di impatto ambientale per quel che attiene il raddoppio.
Adesso la palla passa alla Regione Fvg per il passo conclusivo dell’Autorizzazione unica. Dovrà essere convocata la conferenza dei servizi, organismo che, con ogni probabilità, si esprimerà sul progetto entro fine anno. Il progetto di potenziamento di Edipower prevede l’ampliamento dell’impianto esistente attraverso la realizzazione di una seconda galleria di adduzione in pressione per l’alimentazione di 2 nuovi gruppi reversibili, ciascuno da 57,4 Mw in generazione e di 57 Mw in pompaggio.
Negli anni Cinquanta, durante i lavori di costruzione dell’impianto di Cavazzo, la Sade aveva già realizzato alcune di queste opere tra cui parte dei tratti della galleria di derivazione, il pozzo piezometrico, la vasca di espansione, la camera delle valvole, parte del pozzo per l’alloggio delle condotte forzate, una galleria di scarico adeguata alla portata di 5 macchine, parte dei vani di alloggio per i 2 gruppi addizionali, i vani dei trasformatori e i percorsi per i cavi ad alta tensione. Edipower andrà a terminare i tratti mancanti, sfruttando quindi l’esistente, attraverso un piano che mira a far entrare in funzione le due nuove turbine entro il 2012.
Paola Treppo

Dibattito sul Lago: il parere di D. Rabassi


CAVAZZO- (pt)«Dopo battaglie in difesa del lago e migliaia di firme raccolte contro l’ennesimo sopruso, ecco di colpo la notizia che è alla firma del Ministero dell’ambiente il parere positivo sui lavori di potenziamento della centrale di Somplago». Dino Rabassi del Comitato a difesa del lago parla di “strane sensazioni, tattica silente ma ben definita a tutti i livelli fatta di studiati ritardi, ancor più studiate e mirate informazioni alla popolazione; il rifiuto dei sindaci a revocare pareri a suo tempo dati, l’iniziale rifiuto a prescindere su qualsiasi altra valutazione tecnica che non fosse targata Edipower. Le tardive e recenti deliberazioni comunali con cui si chiedeva quasi timidamente alla Regione ulteriori studi, il continuo rimpallo delle responsabilità tra sindaci e Regione, già ci avevano fatto presagire un colpo del genere”.
( IL GAZZETTINO Giovedì 17 Giugno 2010)

Dibattito sul lago: ok al raddoppio della centrale da parte del Ministero?


Il Messaggero Veneto di oggi dà la notizia che "dopo il parere positivo sulla valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente per il potenziamento della Centrale di Somplago ora si attende solamente il via libera da parte della Regione per il passo conclusivo dell'autorizzazione unica e la conferenza dei servizi".

Di seguito, una dichiarazione di Franceschino Barazzutti che "auspica un fronte comune con gli amministratori locali" ed una, "molto più critica" di Dino Rabassi contro i sindaci di Trasaghis e Bordano.


Ora, dando per scontato che di questo si discuterà parecchio nei prossimi giorni, anticipiamo una modesta riflessione metodologica:

1) se il Ministero dell'Ambiente ha davvero espresso un parere favorevole al potenziamento della centrale, NON SAREBBE STATA QUESTA LA NOTIZIA PRINCIPALE DA RIPORTARE SULLA STAMPA?

2) (se come sopra), NON CI SI SAREBBE POTUTI ASPETTARE UN TEMPESTIVO COMUNICATO UFFICIALE DA PARTE DEI SINDACI?

3) (se come sopra), NON SAREBBE STATO OPPORTUNO CHE I COMITATI AVESSERO ESPRESSO UN PARERE UNITARIO CONGIUNTO?


"Mala tempora currunt", direbbe qualcuno.


(Alesso&dintorni)

mercoledì 16 giugno 2010

Dibattito sul Lago: la Regione risponde ma non finanzia il nuovo studio

Centrale di Somplago: braccio di ferro fra Comuni e Regione

TRASAGHIS. E’ braccio di ferro tra sindaci e Regione sul nodo dell’ampliamento della centrale elettrica di Somplago. Dopo l’interrogazione del consigliere Della Mea (Pd) all’assessore De Anna circa la richiesta di Trasaghis e Cavazzo Carnico di un esame approfondito del progetto e del suo impatto ambientale, c’è stata la risposta della giunta regionele. Circa la possibilità di formare una commissione di tecnici con costi a carico della regione De Anna ha fatto sapere che «in ogni caso, allo stato attuale il capitolato assegnato alla procedura di Via per tali finalità, non dispone di risorse finanziarie da impegnare e da utilizzare per l'anno in corso».«Si ritiene altresì utile precisare – continua De Anna – che nella documentazione fornita dalla proponente risulta che il progetto permette di conseguire i risultati attesi dall'esercizio di un impianto di pompaggio mediante soli interventi di ampliamento di una centrale esistente, senza necessità di nuove derivazioni, dighe, bacini o centrali». La risposta che l'assessore De Anna ha dato all’interrogazione presentata dal consigliere Della Mea non ha soddisfatto in maniera esauriente sindaci di Trasaghis e di Bordano, Augusto Picco e Gianluigi Colomba che si attendevano un atteggiamento più collaborativi visto la rilevanza della problematica legata all’intervento in oggetto. «Infatti – hanno detto i sindaci – pur comprendendo che l’amministrazione regionale non disponga delle risorse finanziarie per attivare collaborazioni scientifiche con organismi specializzati e quindi per incaricare esperti qualificati per eseguire gli approfondimenti richiesti, noi sindaci riteniamo che potrebbe tranquillamente essere nominato un gruppo di lavoro composto da esperti qualificati dipendenti dell’Amministrazione Regionale». «Se lo studio non dovesse essere affidato a terzi dalla Regione – puntualizza Colomba – saranno i nostri Comuni a doversene occuparsene». Dario Venturini

lunedì 14 giugno 2010

Dibattito sul Lago: interrogazioni in Regione


Centrale di Somplago. Della Mea interroga Tondo

da: Messaggero Veneto — 13 giugno 2010


Il consigliere regionale del Pd Sandro Della Mea ha rivolto un’interrogazione alla giunta Tondo per sapere se intenda aderire alla richiesta dei comuni di Trasaghis, Cavazzo Carnico e Bordano e dei tanti comitati spontanei di cittadini sorti a sostegno del progetto, che, con un documento approvato dai loro Consigli comunali, chiedono "in via collaborativa alla Regione di svolgere un approfondito esame del progetto di potenziamento della centrale elettrica di Somplago e delle sue ricadute ambientali". La questione riprende, per altro, i pareri già espressi da Erpa e da Ente Tutela Pesca che hanno riscontrato specifici elementi di criticità sotto il profilo ambientale, e per questo la Giunta nel settembre 2009 ha già stabilito di non esprimere il parere di compatibilità ambientale e di segnalare le carenze evidenziate al ministero per l'Ambiente, a cui compete la valutazione di impatto ambientale. A fronte a queste considerazioni, il consigliere Della Mea auspica che la giunta regionale "prenda in considerazione le richieste formulate dai comuni e che commissioni a tecnici esperti la predisposizione delle verifiche necessarie per valutare gli effetti del potenziamento della centrale che potrebbero provocare significative alterazioni ambientali in un sito di interesse regionale, di particolare importanza dal punto di vista naturalistico, con riferimento specifico all'area del lago di Cavazzo". (g.g.)

domenica 13 giugno 2010

Parco eolico a Trasaghis: pericolo per i grifoni?


La prevista realizzazione di un parco eolico a Trasaghis (nella zona delle "Gravatas" vicino al Tagliamento) ha suscitato le perplessità del WWF, preoccupato per le possibili conseguenze ai grifoni che nidificano nella zona della riserva del lago di Cornino.



«Desta una certa preoccupazione la proposta di realizzazione di un "parco eolico" nel comune di Trasaghis in considerazione della vicinanza della Riserva naturale del Lago di Cornino e del SIC "Valle del medio Tagliamento", in particolare in relazione al Progetto di reintroduzione del Grifone nell’area. La criticità dell’intervento nei confronti di questa, come di altre, specie è peraltro evidenziata dalla stessa V.I.A., che sottolinea i pericoli legati alla potenziale perdita di soggetti, che appare peraltro molto probabile considerata la frequenza e le quote di volo rilevate nell’area. Le pale eoliche rappresentano uno dei maggiori fattori di mortalità e il grifone risulta, in numerosi studi, una delle specie più colpite, se non espressamente quella che subisce le maggiori perdite.L’importanza della popolazione di grifone è elevatissima dal punto di vista naturalistico, ecologico e in relazione al turismo naturalistico di tutta l’area e dei Paesi limitrofi. Si tratta dell’unica popolazione nidificante sull’intera catena alpina, che ha assunto un ruolo strategico sempre maggiore per le colonie di grifoni della Croazia e per gli uccelli che trascorrono il periodo estivo sulle Alpi italiane, austriache e slovene. I comuni interessati (Forgaria nel Friuli e Trasaghis) e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia investono molto, da oltre 20 anni, sull’area protetta e su questo progetto, riconosciuto come importante elemento di qualificazione ambientale e di valorizzazione della Riserva naturale, del Medio Tagliamento e delle aree prealpine, nonché elemento di connessione con altri Paesi e Parchi nazionali che ha consentito di accedere a finanziamenti comunitari grazie a specifici Progetti Interreg Italia-Austria.La conservazione del grifone ha quindi un importante significato a livello internazionale e un incremento della mortalità in questa popolazione avrebbe gravi ripercussioni anche negli altri Paesi citati, che hanno investito e investono molto su questa importante presenza.
L’elevata pericolosità degli impianti in quest’area è legata alla vicinanza del sito di alimentazione della Riserva e delle pareti di nidificazione; le aree rocciose vicine vengono, inoltre, spesso utilizzate quali posatoi. In svariate situazioni, soprattutto in periodi legati a condizioni meteorologiche non favorevoli e alla presenza di giovani da poco involati nell’area, il rischio di collisione risulta molto elevato. Le pale eoliche rappresentano attualmente uno dei maggiori pericoli per gli uccelli e in particolare per i grandi planatori come gli avvoltoi. Considerata la localizzazione dell’area proposta per la realizzazione dell’impianto, l’iniziativa assume un impatto eccessivo sulla mortalità delle colonie vicine e appare quindi incompatibile con le finalità della Riserva naturale del Lago di Cornino e con i suoi progetti, vanificando l’impegno regionale ed europeo per la conservazione di questa specie.L’impianto desta inoltre molte preoccupazioni per l’interferenza con la popolazione di Gufo reale, nidificante nell’area».
(Il Friuli, 7 giugno 2010)


A questo proposito il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, ha chiesto alla Regione un monitoraggio più ampio e osservazioni tecniche approfondite per quanto riguarda l’intera area su cui insisterà il parco eolico in considerazione della vicinanza della Riserva naturale del Lago di Cornino e del Sito di interesse comunitario "Valle del medio Tagliamento", in particolare in relazione al Progetto di reintroduzione del grifone nell’area.


"È vero come dice il Wwf – spiega il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco – che la criticità dell’intervento nei confronti di questa o di altre specie viene evidenziata nella procedura di Via, però è anche vero, stando sempre al documento, che il passaggio sotto i 100 metri di grifoni o di altri uccelli nella zona è molto limitato". "Certo è – continua Picco – che nessuno vuole mettere in pericolo l’intero ecosistema in un Sic finanziato da anni dalla Regione e questa non solo è la volontà del Comune di Trasaghis ma anche della ditta privata che vorrebbe realizzare il progetto". "Bisogna capire – riprende il sindaco di Trasaghis – se il progetto del parco eolico può coesistere nella nostra area industriale; prima di mettere in soffitta un importante progetto sulle energie rinnovabili come quello del "parco eolico", bisogna prima fare tutta una serie di approfondimenti che competono alla Regione". Attualmente oltre alla procedura di Via è in atto anche un’altra procedura, la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) che stabilirà se può essere inserito il parco nella zona industriale di Trasaghis. "Si tenga presente però – continua Picco – che questo sarebbe il primo parco eolico in Regione in grado di portare tornaconti a livello economico e di immagine".

(da: "Messaggero Veneto", 10 giugno 2010)
Per la risoluzione del Congresso di ornitologia tenutasi a Sabaudia il 17 ottobre 2009 e dove è stato denunciato il pericolo rappresentato dalle pale eoliche per l'avifauna, vedi ambientalismodirazza.blogspot.com/

lunedì 7 giugno 2010

Dibattito sul Lago: una foto impressionante


Il "Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago" ha diffuso un volantino con una foto scattata nel 1998 e documentante l'entità degli scarichi della centrale nel lago.

Con l'attuazione del progetto Edipower di potenziamento della centrale, sostiene il Comitato, "l'acqua del lago di Cavazzo sarà costantemente una brodaglia e il suo livello varierà continuamente. Addio al suo colore azzurro. Addio lago, col tempo sarà riempito dal fango".


sabato 5 giugno 2010

Dibattito sul Lago: le argomentazioni di D. Franzil


Alcuni punti fermi sul riciclaggio idrico

da: Messaggero Veneto — 04 giugno 2010

Stanco di sentire eresie speculative che offendono la scienza e danneggiano cittadini e ambiente, ho deciso di illustrare qual è la verità sul "riciclaggio idrico" finalizzato alla produzione di energia elettrica. I riciclaggio è una soluzione tecnica che consiste nel pompare l’acqua da un bacino inferiore a uno superiore per poi farla ricadere sulle turbine idrauliche e produrre energia elettrica. Preciso subito che il riciclaggio è un sistema improprio e non dovrebbe essere annoverato fra le fonti di energia rinnovabile, perché non è tale in quanto necessita di corrente elettrica "sporca" proveniente dalle centrali termoelettriche, che usano combustibili fossili. Per questo motivo non dovrebbe usufruire nemmeno dei contributi statali che invece arrivano a mezzo dei certificati verdi, grazie a un’iniqua legge energetica. Inoltre, non è tollerabile l’affermazione udita in varie sedi: "Il riciclaggio è un sistema idraulico tecnicamente valido e non inquinante"! Primo: se fosse valido, non avrebbe una perdita minima di sistema pari al 40%, comprovata anche dal bilancio energetico. Secondo: il "non inquinante", la ritengo un’affermazione, a dir poco, falsa. Infatti le turbopompe sono azionate da corrente elettrica e l’energia necessaria non può provenire da impianti idraulici, perché, altrimenti, la perdita sarebbe totale, in quanto non esiste il moto perpetuo, e l’operazione ridicola. Nel caso della centrale di Somplago, fatti quattro conti sulla base delle dichiarazioni sul risparmio energetico e sui tabulati delle emissioni citati nella relazione tecnica dell’azienda, si deduce che per produrre 353 Gwh/a di energia elettrica "sporca", necessari alle pompe, si consumano 81.500.000 metri cubi di metano nelle centrali a gas e le centrali a carbone emettono 271.000 tonnellate di CO2. Ma sulla base di studi accreditati italiani e americani, valutando conseguenze e provenienze dei due elementi citati, risulta che, oltre al metano, occorre acquistare anche 365.000 tonnellate di carbone la cui combustione emette in atmosfera oltre 6 miliardi di mc di fumi contenenti circa 500.000 tonnellate d’inquinanti vari: circa il 95% CO2, responsabile dell’effetto serra, composti di SO2 - NOX producenti particolato Pm10, nanopolveri cancerogene, benzene, formaldeide, ammoniaca, metano e restano da smaltire 15.000 tonnellate di ceneri. Tutto questo, secondo certi "illuminati", non sarebbe inquinamento! Ora, ho il dovere di sottolineare che per questa strada andiamo contro il protocollo di Kyoto, il quale ci impone di ridurre l’inquinamento di circa il 7% entro il 2012, altrimenti il contribuente "Pantalone" dovrà pagare 5 miliardi di euro l’anno! Vista la crisi, niente di meglio! Tutto questo per produrre circa 1/1.200 del fabbisogno energetico italiano, cioè ben poca cosa, se rapportato al danno globale che ne consegue. Indigna sentir proclamare: "Il riciclaggio migliora le forniture elettriche e non danneggia l’ambiente, anzi, lo stabilizza e quindi lo migliora"! Orbene, che possa migliorare il servizio, non ci piove, ma si ricordi che vi sono anche le fonti rinnovabili che possono fare altrettanto senza inquinare. Dire che il riciclaggio non danneggia l’ambiente è veramente da spudorati. La verità è che l’idrodinamica del "pompaggio e ritorno" necessita della movimentazione di grandi volumi d’acqua associati a forti escursioni di livelli nei bacini. Tornando al lago dei 3 Comuni, entrerebbero in gioco non meno di 3,2 milioni di mc/giorno, che sarebbero associati a un saliscendi di livello idrico di oltre 25 metri nel bacino Ambiesta, sempre sulla base dei dati desunti. Invece, nel lago dei 3 Comuni, si produrrebbe un’escursione giornaliera di 2,5 m con un incremento di 1,25 m al di sopra del livello massimo finora gestito. Ambiesta sarebbe svuotato in otto ore con una portata di 111 mc/secondo e il pelo d’acqua scenderebbe a circa 3,5 m/ora, aumentando del 70% l’attuale velocità di svuotamento. Il lago, invece, con 5 turbine in azione, subirebbe un rimescolamento totale del suo volume di 14.450.000 mc a una velocità ben 3,3 volte maggiore di quella attuale, cioè in soli tre giorni! Tutti questi sistemi energetici, dovunque realizzati, presentano problemi ambientali simili che risultano sempre e comunque dannosi per la gente e per l’ambiente. Anche nei nostri bacini le grandi escursioni idriche portano al dissesto idrogeologico con frane, smottamenti ed erosioni delle sponde, con formazione di gran quantità di fanghi a causa del rimescolamento e del dilavamento continuo delle coste. In genere, i fanghi finiscono a valle accelerando l’intasamento del bacino fino a rendere inservibile il riciclaggio, che nel contempo ha provocato disastri. La vita e il microclima cambiano. Con il riciclaggio il lago dei 3 Comuni, come la valle, subirebbe un sensibile raffreddamento. Basandosi su studi precedenti e sull’entità del rimescolamento idrico, si può affermare che la temperatura massima dell’acqua non supererebbe i 10-12°, quindi il lago diverrebbe di tipo alpino con nessuna possibilità di balneazione, aumento della pericolosità e grave danno alle infrastrutture e ai servizi esistenti. In breve, la vita lacustre scomparirebbe, impedita nella riproduzione dal saliscendi idrico, dalla bassa temperatura e dalle trasformazioni biochimiche e alimentari dell’acqua. L’escursione di 2,5 m del pelo d’acqua creerebbe una battigia di oltre 500.000 mq da cui esalerebbero gas nocivi, maleodoranti, a causa della putrefazione di organismi animali e vegetali impossibilitati ad ambientarsi. Un tempo il lago era più profondo, sul fondo pare vi sia più di una quindicina di metri di fango in base a quanto dichiarato da ricercatori sommozzatori una ventina d’anni or sono. Comunque sia, un eventuale riciclaggio con un riflusso di oltre 40 mc/secondo nel bacino dell’Ambiesta, farebbe passare il sistema a regime turbolento per cui l’acqua sarebbe ancora più sporca. Dalle mie valutazioni basterebbe meno di mezzo grammo per litro, ossia acqua d’un beige chiaro, per depositare ben 800 mc/giorno di fango, e fare scomparire il lago in 50 anni! A questo punto rimarrebbe solo un canale di acqua torbida circondato da sabbie mobili e canneto su un territorio di oltre un milione di metri quadrati di bagnasciuga inospitale dal quale esalerebbero gas puzzolenti e nocivi derivanti da continua putrefazioni. Tutto ciò andrebbe a scapito della vivibilità di tutta la valle e non solo delle abitazioni viciniori. Spero e mi auguro che tutto ciò faccia meditare. Per equità, devo anche dire che le aziende hanno diritto a sfruttare le opportunità finanziarie, che sono loro offerte da una legge fatta in loro favore. Ritengo quanto detto un contributo sociale, poiché l’indifferenza del cittadino è dannosa. Chiudo con un invito a tutte le autorità, con a capo l’egregio nostro presidente Tondo, a non trascurare queste mie considerazioni, ma a farle diventare motivo di riflessione prima di decidere la scomparsa del nostro lago dei 3 Comuni, divenuto a rischio a causa del maledetto dio denaro. Ultimo monito, dall’ambiente pianeta. Disponiamo solo dell’1% di acqua potabile. Il 30% della popolazione subisce desertificazione e carenza idrica. I ghiacciai si ritirano e in Asia si costruiscono bacini di riserva. La popolazione mondiale aumenta e il fabbisogno di acqua potabile cresce esponenzialmente. Fra breve vi saranno emigrazioni e guerre per il bere, già vi sono i sentori. Stiamo ben attenti a non distruggere ciò che per i nostri nipoti potrebbe essere fonte di sopravvivenza! Meditate, lettori, meditate.

Dino Franzil - Tarcento

giovedì 3 giugno 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di T. De Cecco


Lago. Il valore del territorio

da: Messaggero Veneto — 01 giugno 2010


Il Friuli si è risollevato dal terremoto, ha saputo trovare lo scatto d’orgoglio per ricostruire mattone su mattone i paesi distrutti, tanto da essere portato a esempio ovunque. I nostri nonni e i nostri padri, non con false promesse, non puntando su guadagni improbabili ma con i fatti e con dignità ci hanno insegnato che è possibile riscattarsi da un passato di emarginazione, emigrazione e povertà rimboccandosi le maniche e rimanendo tenacemente legati a questa terra, a questo territorio, a questa valle e a questo lago. Possibile che noi figli e nipoti non siamo in grado di sfoderare altrettanto orgoglio? Possibile che siamo talmente apatici e passivi da acconsentire che il lago e il nostro territorio siano irrimediabilmente compromessi dal progetto di ampliamento della centrale di Somplago senza battere ciglio? Il nostro territorio vale per noi così poco da ritenere che non valga neanche la pena informarsi per comprendere quali conseguenze ne deriveranno? Se la generazione che ci ha preceduto è stata capace di risorgere dalle macerie, la nostra si distinguerà per aver acconsentito a ridurre in macerie il maggior lago naturale regionale che molti ci invidiano, ma che non siamo capaci di tutelare? La nostra generazione si distinguerà per averlo lasciato in mani di chi lo rovinerà definitivamente invece di valorizzarlo con un adeguato progetto mirato allo sviluppo del turismo naturalistico? Consideriamo la difesa del lago, dell’Ambiesta e di Verzegnis una battaglia persa pur avendo ancora a disposizione tempo e modo per impedire che il nostro territorio venga di nuovo messo sottosopra? Cosa possiamo aspettarci dal "forest" se noi, per primi, abbiamo già rinunciato a far valere i nostri diritti? Mi auguro che la frase "Il lac e la so val a ringracin e no dismentein" non compaia dopo che ne è stata decretata la fine.
Tiziana De Cecco Trasaghis

mercoledì 2 giugno 2010

Dibattito sul Lago: interrogazione del consigliere Della Mea


CAVAZZO

Sollecitate verifiche ambientali
sul raddoppio della centrale

CAVAZZO CARNICO -(d.z.) «La giunta regionale commissioni le opportune verifiche ambientali sul progetto di raddoppio della centrale idroelettrica di Somplago». A chiederlo il consigliere regionale del Pd Sandro Della Mea che ha formulato un'interrogazione in consiglio regionale per sapere se l’esecutivo Tondo intenda aderire o meno alla richiesta dei Comuni di Trasaghis, Cavazzo Carnico e Bordano (e anche dei comitati spontanei di cittadini) che, con un documento approvato dai loro consigli comunali, chiedono in via collaborativa alla Regione di svolgere un approfondito esame del progetto Edipower e delle sue ricadute ambientali. La questione riprende, per altro, i pareri già espressi da Erpa e da Ente Tutela Pesca che hanno riscontrato specifici elementi di criticità sotto il profilo ambientale, e per questo la giunta nel settembre 2009 ha già stabilito di non esprimere il parere di compatibilità ambientale e di segnalare le carenze evidenziate al ministero per l'Ambiente, a cui compete la valutazione di impatto ambientale.
(Il Gazzettino, Mercoledì 2 Giugno 2010)