"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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mercoledì 10 aprile 2013

Pre-voto. I candidati e la Valle del Lago - 7 - Roberto Revelant


 La risposta di Roberto Revelant


Roberto Revelant di Gemona, candidato nella lista AUTONOMIA RESPONSABILE  che sostiene la candidatura a presidente di Renzo Tondo, interviene nella discussione proposta dal Blog offrendo, oltre a precise risposte sui temi posti riguardanti la Valle del Lago, alcune considerazioni generali sul tema dell'energia.  Ringraziando per il contributo, si ricorda che, come sempre, i  lettori possono intervenire con osservazioni o commenti.

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Ringraziando per lo spazio concessomi prima di rispondere puntualmente alle Vostre richieste ritengo sia opportuno fare una considerazione di carattere generale sul tema dell’energia. Innanzitutto questa è una questione che fino ad alcuni anni fa non rappresentava ancora un grosso problema, in parte per la minore richiesta e in parte per il costo più contenuto. Ora invece incide in maniera sempre più significativa sia sui bilanci delle famiglie sempre più schiave di frigoriferi, congelatori, forni, televisori, condizionatori, lavatrici, asciugatrici sia su quelli delle aziende, dove oramai i costi energetici rappresentano una voce di spesa, seconda solo a quella del costo del lavoro, altro grave problema mai affrontato con decisione e che in Italia continua ad affliggere imprenditori e soprattutto lavoratori.

Il costante aumento dei consumi energetici domestici ed aziendali deve quindi farci riflettere. Per non essere costretti a ricorrere al nucleare, a costruire centrali eoliche, idroelettriche, rigassificatori o elettrodotti dovremo rassegnarci o a pagare l’energia un prezzo sempre più alto o ad iniziare un percorso inverso legato ad una diminuzione dei consumi. Una strada che non è più solo possibile, ma necessaria!

Ritengo pertanto si debba elaborare un serio piano energetico nazionale e regionale, dai cui emergano due dati chiari: il fabbisogno energetico necessario e il percorso per poterlo contenere attraverso azioni mirate ad un efficiente risparmio energetico. Azioni che in un momento di crisi economica come questo rappresenterebbero un’importante occasione per le nostre aziende. Incentivi ed investimenti per favorire l’efficientamento energetico di edifici e infrastrutture pubbliche e private mediante la realizzazione di isolamenti, la sostituzione delle superfici finestrate, la sostituzione delle lampade favorendo la diffusione del LED, la sostituzione di vecchie caldaie con generatori di calore aventi prestazioni energetiche migliori, l’installazione di fonti rinnovabili, sono opportunità che vanno colte immediatamente. Ed io, nel mio piccolo, questa strada ho già cominciato ad intraprenderla seriamente, passando già un paio di anni fa dalle parole, ai fatti. A Gemona, dove ho la delega alle politiche energetiche abbiamo provveduto ad installare impianti fotovoltaici su scuole, impianti sportivi e fabbricati pubblici ed impianti solari termici sugli spogliatoi delle strutture sportive; ho lavorato per dotare il Comune di un regolamento che concedesse incentivi immediati a chi faceva interventi di efficientamento energetico nei fabbricati di civile abitazione ed in soli 15 mesi siamo riusciti ad erogare ben 100.000 euro, generando investimenti per oltre 800.000 euro !!!. Recentemente ho portato all’approvazione della Giunta una delibera finalizzata alla realizzazione di un piano luce, risultando tra i primi in Regione a dotarsi di tale strumento, finalizzato ad una riduzione dell’inquinamento luminoso, ma soprattutto all’abbattimento dei costi di funzionamento della rete pubblica con conseguenti significativi risparmi per il bilancio comunale.

Tutto questo perché sono convinto che gli investimenti indirizzati al risparmio energetico da un lato ci porteranno nei prossimi 5 anni ad una riduzione del 20-30% dei consumi, e dall’altro sono in grado di generare un volano economico significativo in un momento di grave crisi, in particolare per un settore trainante come quello edilizio. Senza dimenticare che il conseguente gettito fiscale che tali investimenti sarebbero in grado di generare, rappresentano la fonte di finanziamento più importante per le casse della nostra Regione da cui poi si attinge per fornire servizi indispensabili quali sanità e trasporto su cui ora si è invece costretti a tagliare.


Detto ciò ritengo ora doveroso affrontare le questioni che mi avete posto senza ambiguità, perché è venuto il tempo delle decisioni, purtroppo a volte impopolari, ma responsabili!


1. Progetto Edipower e conseguenze per il Lago: auspico che il recente comunicato dell’azienda concessionaria possa significare veramente un’archiviazione definitiva della questione che tanti dubbi e discussioni ha sollevato.


2. Elettrodotto Wurmlach-Somplago: troppo facile rispondere interrato, anche perché ho le mie riserve in riferimento all’impatto ambientale che una scelta del genere potrebbe generare. Recentemente ho voluto recarmi in Alto Adige ed a Bolzano in particolare, realtà da sempre portate ad esempio per la tutela ambientale ed lo sviluppo ecosostenibile e sono rimasto meravigliato nel vedere quasi una decina di linee elettriche che attraversano le montagne sovrastanti, senza particolari mascheramenti o problemi. Mi chiedo dunque se potenziare reti e tralicci esistenti non sia proprio possibile.


3. Richiesta di realizzazione di varie Centraline sul torrente Leale e sul canale di uscita del Lago: sono favorevole alla loro realizzazione in particolare su quest’ultimo che è artificiale ed eventualmente anche sul Leale se limitato all’area di immissione (dove ci sono i martelli per intenderci). Sarebbe preferibile però che questo tipo di centraline per il ricavo economico che sono in grado di generare venissero realizzate dai Comuni con il sostegno finanziario della Regione o che almeno fossero soggette a delle convenzioni in grado di generare un beneficio economico per la comunità su ricadono.


4. Ipotesi di utilizzo delle acque in uscita dal Lago per l'irrigazione, come richiesto dal Consorzio LedraTagliamento: ad oggi non ho avuto modo di analizzare in maniera approfondita lo studio di fattibilità realizzato, ma mi impegnerò a farlo quanto prima, anche in considerazione che, se non andasse a mettere a rischio il deflusso minimo vitale dei fiumi Leale e Tagliamento con un ulteriore danno al sistema ittico, già notevolmente compromesso, potrebbe rappresentare un sostegno importante per un settore agricolo sempre più in difficoltà e di balia di stagioni balorde.


Chiudo sottolineando che nell’ambito di una necessaria pianificazione strategica dello sfruttamento del territorio andrebbero doverosamente valutati gli aspetti legati al turismo, risorsa ancor oggi poco sviluppata e che, se sostenuta a dovere, potrebbe diventare un’opportunità importante per molti giovani della nostra zona.

E qualcosa anche in questo campo stiamo già facendo attraverso il progetto “Gemona città dello sport e del benstare”. Un progetto articolato, non solo sportivo, ma turistico ed economico che ha trovato la condivisione di tutti i comuni che lambiscono il lago e di tante tra quelle associazioni che oggi lo vogliono tutelare e valorizzare anche attraverso la possibilità di praticarvi diverse discipline sportive quali vela, modelvela, kayak, thriatlon, volo libero e di organizzarvi eventi e manifestazioni importanti. Basti pensare che quest’anno sulle sponde del Lago si terranno il campionato italiano duathlon, una gara di triathlon internazionale, eventi vela e modelvela, ed una tappa di coppa del mondo di parapendio acrobatico che vedrà impegnati oltre un centinaio dei migliori atleti al mondo per una settimana intera.

Senza contare quello che si potrebbe fare anche nell’ambito della pesca sportiva (non certo nel lago, ahimè!) grazie a corsi d’acqua meravigliosi che altrove in molti ci invidiano!!


Scusandomi per essermi forse dilungato un po’ troppo, vi ringrazio e vi saluto cordialmente.


Roberto Revelant

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martedì 9 aprile 2013

Somplago, Edipower ci ripensa. E gli industriali sono preoccupati

Il "Gazzettino" di domenica scorsa ha ospitato una presa di posizione del capo-delegazione degli industriali dell'Alto Friuli (e vice presidente di Confindustria Udine) Federico Gollino secondo il quale la rinuncia di Edipower  a ritenere "strategico" il raddoppio della centrale di Somplago offrirebbe motivi di preoccupazione. Ecco alcune delle dichiarazioni di Gollino:


«Il venir meno di questi investimenti sul territorio italiano è sintomatico di come le strategie dei grandi gruppi energetici anche stranieri  si stiano orientando al di fuori del nostro Paese perché continuano a rilevare che i consumi interni e la domanda italiana sono in calo costante e lo saranno anche nei prossimi anni. Per contro le nostre imprese per cercare di mantenere le rispettive fette di mercato devono puntare obbligatoriamente sull'export, ma qui  si scontrano con i fattori di competitività  che, soprattutto per il nodo energetico irrisolto, non permettono di combattere ad armi pari i concorrenti». (...)
«Da tempo chiediamo di favorire le infrastrutture energetiche come gli elettrodotti  e lo abbiamo chiesto in queste settimane, in sede di confronti elettorali con i candidati alle Regionali». Gli industriali, sempre per quanto riguarda il tema energetico, attendono ancora lo sblocco dei tanti progetti di centraline idroelettriche che coinvolgono il territorio: «È una delle fonti energetiche rinnovabili sulle quali puntare maggiormente - rileva - sempre e comunque con iniziative sostenibili e portate avanti con buonsenso». Ma il capo-delegazione degli industriali dell'Alto Friuli giudica l'abbandono del progetto Edipower come «l'ennesima occasione sprecata» se messa in relazione al preventivato investimento da circa 100 milioni di euro. «Da quanto ci avevano prospettato in sede di presentazione dell'intervento - ricorda Gollino - le opere e le compensazioni sul territorio erano ingenti, avrebbero lavorato ditte e maestranze del territorio»
(da «Rinuncia Edipower occasione sprecata», di  David Zanirato,  ILGAZZETTINO, Domenica 7 aprile 2013)


Ai lettori, come sempre, la possibilità di esprimere la propria valutazione in merito.

lunedì 8 aprile 2013

Lago, candidati a confronto - 4


Energia e ambiente, i comitati premono
Serracchiani, Galluccio e Bandelli a confronto sui temi dell’inquinamento. Assente il presidente uscente Tondo

di Piero Cargnelutti

Messaggero Veneto,  8 aprile 2013

TRASAGHIS. I candidati alla guida della Regione a confronto sui temi dell’energia e dell’ambiente. Dibattito animato ieri pomeriggio al centro sociale di Alesso nell’incontro-confronto fra i candidati presidenti della Regione organizzato dai comitati che negli ultimi anni si sono occupati delle problematiche relative al raddoppio della centrale di pompaggio Edipower di Somplago.
Sul tavolo, in una sala stracolma, erano seduti Debora Serracchiani (centrosinistra), Franco Bandelli (Un’altra Regione) e Saverio Galluccio (Movimento 5 Stelle), mentre mancava il presidente uscente e candidato per il centrodestra Renzo Tondo. Se è notizia di questi giorni che il raddoppio della centrale non si farà, l’incontro è stato comunque un’occasione per parlare dei problemi della montagna, e della gestione dell’energia.
Su questo fronte, Serracchiani ha ribadito più volte la necessità per la Regione di dotarsi di un piano energetico: «Senza tale strumento – ha detto – non è possibile fare alcuna pianificazione, e non dimentichiamo che con esso la Regione può chiedere finanziamenti europei da investire nello sviluppo di fonti di energia sostenibili. Oltre a ciò, ci impegneremo a realizzare dei piani per l’irrigazione per servire le necessità dell’agricoltura, e anche di un piano paesaggistico: noi riteniamo vadano risistemate le vecchie strutture piuttosto che costruirne di nuove e incentivata l’agricoltura in montagna».
Bandelli ha invece sposato il progetto presentato dai comitati dell’ingegner Dino Franzil che prevede la realizzazione di una condotta sotterranea in grado di prendere le acque di scarico della centrale e le faccia fuoriuscire sul torrente Leale: «Sarebbe un modo – ha detto – per venire incontro anche alle esigenze dell’agricoltura.
La Regione deve tutelare le acque e avrebbe fatto bene ad acquisire le centrali quando nel 2000 c’era la possibilità. Realizzare un piano energetico regionale oggi serve anche per tenere sotto controllo le captazioni idroelettriche che ci sono in montagna».
Il piano di Saverio Galluccio è invece quello del risparmio: «Un piano energetico dovrà prevedere anche uno stop alla realizzazione di opere pensate per numeri che non ci sono. Non è possibile continuare a progettare arterie per potenziali numeri di auto che non le utilizzeranno oppure centrali per la fornitura di energia a fabbriche che chiudono. Ci vuole un piano di risparmio, non di crescita infinita ma che diventi motivo di sviluppo di fonti energetiche alternative e non demotivino la gente a vivere in montagna».
Il confronto si è fatto successivamente più animato con gli interventi, spesso critici, dei rappresentanti dei comitati Aldevis Tibaldi (Per la vita del Friuli rurale), Ira Conti (Per altre strade), Franceschino Barazzutti (Per la tutela del bacino imbrifero montano) e Dino Rabassi (Per la tutela del lago), con la presenza di esponenti anche di Assieme per il Tagliamento.
Di fronte alle loro pungolature, Bandelli si detto contro raddoppi di centrali, rigassificatori e per un elettrodotto interrato, mentre Serracchiani ha garantito il confronto con i comitati ma ha chiarito di essere «a favore dell’elettrodotto Udine-Okroglo perché dobbiamo ricordarci che il nostro obiettivo è permettere l’abbassamento delle tariffe ai cittadini e per questo favoriremo chi produce e paga le tasse sul nostro territorio, oltre a riparare l’esistente visto che oggi perdiamo il 40% dell’energia prodotta». Galluccio ha invece sposato il confronto con la gente: «Agli incontri – ha detto – noi non facciamo mai grandi promesse-slogan, ma promettiamo sempre di farne degli altri perché anche noi siamo nati dal basso».


domenica 7 aprile 2013

Lago, candidati a confronto - 3


Un confronto con i 4 candidati alla Regione

da: "Messaggero Veneto", 6 aprile 2013

[Domenica 7] alle 15.30 si terrà in ogni caso al centro sociale di Alesso il confronto pubblico sui temi ambientali ed energetici legati al lago di Cavazzo tra i candidati alla presidenza della Regione: che pensano della necessità di ripensare l’idroelettrico in Alto Friuli? E sulla rinaturalizzazione del lago? «L’interramento del lago - spiega Barazzutti - è sempre stato negato da Edipower, ma una perizia dell’ingegner Garzon, incaricato dai Comuni, ha detto che in 110 anni il lago sarà interrato. Con il pompaggio ci metterà lo stesso numero di anni. Lo ha confermato l’ingegner Franzil nella sua perizia. Come se ne esce? Bisogna evitare che lo scarico della centrale finisca nel lago: va intubato, posto sul fondale del lago e portato fuori al bivio Avasinis nel Leale: si alimenta il Tagliamento, si possono anche fare tre centraline e una parte lasciarla al Consorzio Ledra Tagliamento per l’irrigazione. Così il lago viene naturalizzato». (t.a.)




Edipower ci ripensa. "Il potenziamento di Somplago non è strategico" (4)


Edipower non raddoppia la centrale

da: Messaggero Veneto, 6/04/2013

di Tanja Ariis

Colpo di scena: almeno fino al 2015 Edipower stoppa, non ritenendolo strategico, il progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago che tanto aveva fatto discutere, mobilitando i comitati di difesa del territorio e facendo scattare perizie su perizie tra favorevoli e contrari. Ebbene, Edipower ieri ha comunicato che il suo piano industriale 2013-2015 non include l’intervento. Lo ha reso noto dato che l’incontro organizzato per domani ad Alesso dal Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago e dal Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento con i quattro candidati alla presidenza della Regione vede tra i temi clou l’impianto di pompaggio relativo al potenziamento della centrale. «Una particolare attenzione a questo argomento che sappiamo ha interessato fortemente il territorio friulano in particolare quello carnico – spiega la società – è stata dedicata da Edipower durante l’elaborazione degli investimenti previsti nel nuovo piano industriale. L’attuale situazione del mercato elettrico e, più in generale la contingente situazione economica presente in Europa, ha orientato le scelte di Edipower, favorendo investimenti volti a migliorare l’efficienza degli attuali insediamenti produttivi. Il progetto di potenziamento dell’impianto di Somplago con sistema di pompaggio non è stato confermato in quanto non ritenuto strategico». Soddisfatto Franceschino Barazzutti, del Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento, il quale, se da una parte non è del tutto sorpreso dalla decisione di Edipower, dall’altra assicura che l’attenzione rimarrà alta: «Ci fa piacere, ma non abbassiamo la guardia – dice -. Io penso questo: hanno presentato il progetto nel 2009, per il 2010 doveva essere finito; se siamo arrivati fino al 2013, non c’è solo la crisi, ma anche l’opposizione che abbiamo fatto. Merito nostro e della nostra gente! Questa decisione la sentivo nell’aria, seguendo le pagine economiche e gli inserti economici dei grandi quotidiani: in relazione a questa crisi veniva sottolineata la forte diminuzione della domanda di energia. Che senso avrebbe avuto fare un investimento così in questa situazione? Negli ultimi anni poi c’è stata una vera e propria esplosione della produzione di energia da solare ed eolico, tant’è che in Italia meridionale coprono l’intero fabbisogno. Le centrali idroelettriche sono per lo più di punta: l’acqua viene turbinata per produrre energia quando aumenta la domanda. Ciò avviene più di giorno, ma quando aprono le fabbriche anche il sole tira su la persiana. Idroelettrico e solare sono concorrenti. Ci sarà un motivo se gli Emirati arabi investono 109 miliardi di dollari nel solare per esportare energia e se c’è un progetto europeo di 405 miliardi di euro per Sicilia e Africa Settentrionale? Il progetto di pompaggio per la centrale è superato e ammazzerebbe definitivamente il lago».
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Edipower ci ripensa. "Il potenziamento di Somplago non è strategico" (3)

Anche "Il Gazzettino" di ieri ha dedicato ampio spazio alla notizia del comunicato di Edipower annunciante il "congelamento" del progetto di raddoppio della centrale.
In diversi articoli, David Zanirato ha ricostruito la cronistoria della vicenda e riportato le posizioni dei Sindaci e dei Comitati.
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Centrale idroelettrica la rinuncia di Edipower
Clamoroso annuncio del gruppo che ora non considera strategico il progetto e l'ha eliminato dal piano triennale degli investimenti

David Zanirato

Colpo di scena in riva al Lago. Per Edipower il progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago con sistema di pompaggio non è più strategico ed è stato escluso dal piano triennale degli investimenti della società. La comunicazione è arrivata ieri ed è stata messa in relazione dallo stesso gruppo all'incontro pubblico organizzato per domani [domenica], ad Alesso, con i candidati presidenti alle prossime elezioni regionali dove, tra i principali argomenti trattati annunciati dai Comitati territoriali, vi è l'impianto di pompaggio relativo al potenziamento della centrale idroe-lettrica.
«Una particolare attenzione a questo argomento che sappiamo ha interessato fortemente il territorio friulano in parti-colare quello carnico - scrive Edipower in una nota - è stata dedicata dalla nostra società durante l'elaborazione degli investimenti previsti nel nuovo piano industriale. L'attuale situazione del mercato elettrico e, più in generale la contingente situazione economica presente in Europa - prosegue il comunicato - ha orientato le scelte di Edipower, favorendo investimenti volti a migliorare l'efficienza degli attuali insediamenti produttivi", Per questo, si conclude, «il progetto di potenziamento di Somplago con sistema di pompaggio, che non è stato confermato in quanto non ritenuto strategico». Si mette così in stand-by il maxi-progetto di ampliamento dell'impianto ex Enel, già previsto al mo-mento della costruzione della centrale negli anni Cinquanta, per il quale però si è iniziato a parlare concreta-mente dal 2007 e il cui iter autorizzativo è incominciato l'anno seguente, producendo poi crescenti polemiche nella valle del Lago. L'obiettivo era quello di incrementare la produzione energetica, mediante l'installazione di due gruppi reversibili per una potenza complessiva di circa 124 MW e la realizzazione di una se-conda galleria (lunga 8,5 km), in affiancamento alla galleria esistente, al fine di permette-re il pompaggio dell'acqua tra il lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta a Verzegnis. Il tutto doveva comportare circa 25-30 mesi di attività, a partire dall'ottenimento delle autorizzazioni, l'impiego di 60 addetti nella fase di picco e un investimento pari a circa 100 milioni di euro, «con rilevanti ricadute positive sull'indotto locale» avevano fatto sapere all'epoca i vertici della Edipower, in quel mo-mento legati al gruppo italo-francese Edison-Edf. L'iter autorizzativo aveva ottenuto nel corso degli ultimi tre anni il Via dal Ministero dell'Ambiente, salvo poi subire uno stop imposto dalla Regione per l'ok definitivo, vincolato alla risoluzione della trattati-va sulle compensazioni tra la società e le amministrazioni comunali di Cavazzo, Verzegnis, Bordano e Trasaghis, arenatesi successivamente la scorsa estate. Nel contempo Edipower a livello societario ha subito un cambio decisivo nell'azionariato, con la A2A -ex municipalizzate di Milano e Brescia - che ne ha acquisito la maggioranza relativa.


L'IMPEGNO
II lago potrebbe tornare alle antiche condizioni

TRASAGHIS - (D,Z.) Nonostante la decisione comunicata da Edipower, l'incontro promosso per domani con i candida-ti alla presidenza della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia si farà. Tondo, Serracchiani, Galluccio e Bandelli si confronteranno sui temi ambientali ed energetici legati al Lago di Cavazzo, alle 15.30 ad Alesso, nel Centro sociale. Tra i tanti temi i comitati chiederanno ai candidati di impegnarsi per il "ritorno" del lago alle sue condizioni originarie, cercando di portare lo scarico della centrale fuori dal fondo del bacino con un apposita condotta, da agganciare poi al canale artificiale emissario; su questo poi ci sarà la possibilità di installare tre mini-centraline, fornire acqua al Consorzio Ledra Tagliamento, alimentare il fiume Tagliamento e le falde a valle, salvare e rinaturalizzare il lago.

«Non è stato un fulmine a ciel sereno, ce lo aspettavamo»

CAVAZZO - (D.Z.) «Nessuna sorpresa. In qualche modo c'è lo aspettavamo». A botta secca questa la risposta che i sindaci di Cavazzo Carnico e Trasaghis, Dario luri e Augusto Picco, forniscono rispetto all'annuncio di Edipower. «Dall'ultima volta in cui ci eravamo visti la scorsa estate per affrontare la trattati-va sulle compensazioni ambientali ed economiche - ricorda Iuri - dalla società nessuno si è più fatto vivo. In quell'occasione tra l'altro le posizioni portate avanti da noi come amministra-tori comunali, e le concessioni messe a disposizione da Edipower, rimasero agli antipodi. Questi chiesero un nuovo incontro, anche in quel caso nessun accordo. Poi non ne abbiamo saputo più nulla e il fatto che ora, giunti alla vigilia delle elezioni regionali, abbiano adot-tato questa decisione, ci lascia distaccati». Dello stesso avviso il collega primo cittadino di Trasaghis, Picco: «Era evidente lo stallo per la vertenza nell'ambito del processo di autorizzazione unica, per il quale la Regione aveva chiesto un approfondi-mento e aveva fissato il vincolo di un accordo con i Comuni, prima di proseguire nell'iter; ora cercheremo di approfondi-re, non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno; sono passati tanti anni da quando nel 2008 abbiamo ricevuto le prime carte - prosegue Picco - e credo che Edipower abbia fatto i suoi conti». La concessione trentennale ottenuta sull'impianto scadrà nel 2029 ed è logico che, «più passano gli anni e meno tempo la società avrà a disposizione per ammortizzare l'opera» conclude Picco.
Dal canto loro si dicono soddisfatti i Comitati territoriali che in questi anni si sono resi protagonisti di una battaglia: «C'è la crisi, le aziende non consumano più così tanta energia come prima e questo, accanto al vorticoso sviluppo dell'eolico e del solare ha contribuito a sballare i conti del gruppo» commenta Franceschino Barazzutti, del Comitato per la Tutela del bacino montano del Tagliamento. «Stanno scontando una forte concorrenza dalle altre fonti rinnovabili e si sono accorti finalmente che queste tecnologie hanno superato di gran lunga i vantaggi del pompaggio; noi certo abbiamo fatto il nostro - prosegue Barazzutti - ma credo che sul congelamento dell'investimento abbiamo pesato anche i miliardi di perdite iscritti nei bilanci delle varie società del gruppo».

Da: "Il Gazzettino" del 6 aprile 2013

sabato 6 aprile 2013

Edipower ci ripensa. "Il potenziamento di Somplago non è strategico" (2)


Somplago: no al raddoppio dell'impianto

La centrale elettrica non sarà ampliata. Edipower precisa le motivazioni in una nota ufficiale
Il potenziamento dell’impianto di Somplago non si farà. La notizia è stata diffusa da una nota di Edipower. 
Con riferimento all’incontro pubblico organizzato per Domenica prossima ad Alesso con i Candidati alle Elezioni Regionali dove, tra i principali argomenti trattati vi è l’impianto di pompaggio relativo al potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago, Edipower  ha espresso alcune precisazioni.
"Una particolare attenzione a questo argomento che sappiamo ha interessato fortemente il territorio friulano in particolare quello carnico - si legge in una nota ufficiale di Edipower -, è stata dedicata da Edipower durante l’elaborazione degli investimenti previsti nel nuovo piano industriale.
L’attuale situazione del mercato elettrico e, più in generale la contingente situazione economica presente in Europa, ha orientato le scelte di Edipower, favorendo investimenti volti a migliorare l’efficienza degli attuali insediamenti produttivi. 
Il progetto di potenziamento dell’impianto di Somplago con sistema di pompaggio non è stato confermato in quanto non ritenuto strategico".



Quel che si muove a ... Bordan. Domenica "Pianeta acqua"

L'ONU ha dichiarato il 2013 Anno Internazionale della Cooperazione nel Settore Idrico. 
La difesa di questa risorsa rappresenta un obbiettivo strategico per la sopravvivenza del nostro Pianeta; l’acqua è un bene prezioso ed è quindi necessario proteggerlo, conservarlo e renderlo accessibile a tutti, soprattutto a quel miliardo di persone che ad oggi ancora non ne hanno accesso (all’acqua), (con conseguenze di malattie e povertà). 
La Casa delle Farfalle di Bordano, da sempre attiva nella sensibilizzazione del pubblico riguardo a temi di sostenibilità ambientale e sociale, dedica la prima domenica dei mesi di aprile, maggio e giugno a questo importante argomento.
Attraverso divertenti giochi e semplici attività di laboratorio, sarà possibile sensibilizzare i visitatori più piccoli - ma anche i più grandi sull’essenziale importanza dell’acqua e sulla necessità di un suo uso corretto a tutela dell’ambiente e del territorio.
Verranno inoltre organizzate delle escursioni naturalistiche per conoscere importanti risorse idriche del nostro territorio quali il Fiume Tagliamento e il Lago di Cavazzo.





venerdì 5 aprile 2013

Edipower ci ripensa. "Il potenziamento di Somplago non è strategico"


Edipower congela il progetto Cavazzo
La centrale non sarà raddoppiata

Con un comunicato l’azienda annuncia che nel piano triennale di investimenti 2013/2015 non c’è l’ampliamento della centrale di Somplago con il sistema di pompaggio tanto criticato dagli ambientalisti e dai comitati

CAVAZZO CARNICO. Fine della storia, almeno per il momento. Proprio mentre il Comitato aveva convocato per domenica i quattro candidati alla presidenza della Regione affinchè chiarissero la loro posizione in merito al contestato progetto di raddoppio della centrale di Somplago, Edipower annuncia con uno scarno comunicato la decisione di non inserire nel piano triennale delle opere 2023-2015 i lavori.
Ecco come l’azienda ha comunicato la decisione, che non mancherà di suscitare commenti in tutta la Carnia e nell’Alto Friuli.
«Con riferimento all’incontro pubblico organizzato per Domenica prossima ad Alesso con i candidati alle Elezioni Regionali dove, tra i principali argomenti trattati vi è l’impianto di pompaggio relativo al potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago, Edipower intende effettuare alcune precisazioni.
Una particolare attenzione a questo argomento che sappiamo ha interessato fortemente il territorio friulano in particolare quello carnico, è stata dedicata da Edipower durante l’elaborazione degli investimenti previsti nel nuovo piano industriale.
L’attuale situazione del mercato elettrico e, più in generale la contingente situazione economica presente in Europa, ha orientato le scelte di Edipower, favorendo investimenti volti a migliorare l’efficienza degli attuali insediamenti produttivi. Il progetto di potenziamento dell’impianto di Somplago con sistema di pompaggio non è stato confermato in quanto non ritenuto strategico».
da: http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/04/05/news/edipower-congela-il-progetto-cavazzo-la-centrale-non-sara-raddoppiata-1.6826278
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Anche il sito della Diocesi ha ripreso subito la notizia:


Edipower fa dietro front sul raddoppio di Somplago   versione testuale
Il piano di potenziamento dell'impianto non compare nel piano industriale 2013/15
ALESSO (5 aprile, ore 11.50) - Edipower non ritiene «strategico» il potenziamento dell'impianto idroelettrico di Somplago con sistema di pompaggio e, per questo, la centralina «non è stata confermata» nel piano industriale 2013/15. Lo fa sapere la stessa Edipower diffondendo una nota con riferimento all’incontro pubblico organizzato per domenica ad Alesso con i candidati alle elezioni regionali dove, tra i principali argomenti trattati vi è proprio l’impianto relativo al potenziamento della centrale idroelettrica.
 
«Una particolare attenzione a questo argomento che sappiamo ha interessato fortemente il territorio friulano in particolare quello carnico, è stata dedicata da Edipower durante l’elaborazione degli investimenti previsti nel nuovo piano industriale – fa sapere la società –. L’attuale situazione del mercato elettrico e, più in generale la contingente situazione economica presente in Europa, ha orientato le scelte di Edipower, favorendo investimenti volti a migliorare l’efficienza degli attuali insediamenti produttivi». «Il progetto di potenziamento dell’impianto di Somplago con sistema di pompaggio non è stato confermato – conclude Edipower – in quanto non ritenuto strategico».


da: http://www.lavitacattolica.it/arcidiocesi_di_udine___il_portale/archivio_notizie/00008019_Edipower_fa_dietro_front_sul_raddoppio_di_Somplago.html

Lago, candidati a confronto - 2


Tre Comuni, lago a rischio. Confronto coi candidati

da: Messaggero Veneto, 4 aprile 2013

TRASAGHIS Il grande lago dei Tre Comuni diventa oggetto di confronto fra i quattro candidati alla presidenza della Regione. L’incontro è in programma per domenica alle 15.30 nella sede del centro sociale di Alesso: sul banco dei relatori ci saranno proprio i quattro candidati, ovvero Renzo Tondo (centrodestra), Debora Serracchiani (centrosinistra), Saverio Galluccio (Movimento 5 Stelle) e Franco Bandelli (Un’altra Regione), che hanno accettato l’invito per il confronto da parte del Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago e dal Comitato, i quali dal 2008 seguono le sorti del più grande bacino della regione. Da allora, da quando era emersa la volontà del gruppo Edipower di investire per la realizzazione di un sistema di pompaggio in grado di far risalire a Verzegnis le acque del lago per produrre energia, i comitati hanno seguito con accanimento la questione organizzando petizioni, chiedendo referendum sull’opera, organizzando infinite conferenze stampe e incontri, facendo avanti le loro proposte alternative, e ora, alla vigilia delle elezioni regionali, sono intenzionati a chiarire con i quattro candidati quali sono le loro intenzioni sul futuro del lago dei Tre Comuni. L’incontro, che è stato battezzato “Il lago dei Tre Comuni: vittima di scarichi pompaggi e prelievi o sano e salvo per le generazioni presenti e future?”, porrà tematiche precise sul tavolo dei quattro candidati, quali: progetto di potenziamento della centrale Edipower, prelievo da parte del Consorzio Ledra-Tagliamento, ripensamento dell’idroelettrico nell’Alto Friuli e sulla proposta di convogliare lo scarico della centrale bypassando il lago. Tutte tematiche raccolte negli anni che si confrontano con la situazione attuale: «Dai giornali economici che leggiamo – dice Franceschino Barazzutti dei comitati – gli azionisti di Edipower, da A2A a Iren, registrano difficoltà economiche dovute oggi anche alla crisi e alla conseguente diminuzione di richiesta di energia: è anche alla luce dell’attualità che chiediamo a chi governerà la Regione quale sia il suo piano, la sua politica energetica per un territorio che tanto ha dato ma poco ha ricevuto. Abbiamo assistito anche ai recenti svasamenti di Sauris che avranno conseguenze da nord, da aggiungere a quelle da sud legate alle richieste del consorzio Ledra Tagliamento di prendere acqua per irrigare: per quanto ci riguarda, la priorità è per l’irrigazione, ma l’acqua dev’essere presa dallo scarico della centrale con un apposito tubo bypas». Tutte proposte e progetti consegnate dai comitati alle autorità: «Mi auguro – dice Dino Rabassi – ci sia una presa di coscienza delle problematiche: per quanto ci riguarda noi registreremo e filmeremo tutto quanto sarà detto».
Piero Cargnelutti




giovedì 4 aprile 2013

Domenica escursione lungo i vecchi sentieri della valle del Palâr

Da anni, il gruppo di "Sentieri Natura" rappresenta un punto di riferimento obbligato per il mondo dell'escursionismo friulano (e le diverse guide pubblicate sono assai apprezzate).
Per domenica prossima Ivo Pecile di "Sentieri Natura" propone una escursione lungo la "mont di soreli" di Alesso, con ritorno per la "mont di ombrena".


Escursione agli Stavoli del Palar, domenica 7 aprile 2013

Un saluto a tutti

Nella speranza che il meteo ci regali una giornata senza pioggia, domenica 7 aprile 2013 

vorrei percorrere l'anello degli stavoli del Palar con partenza da Alesso. Come vi avevo 
anticipato qualche mese fa, vorrei provare a tenere in vita questo percorso facendolo 
conoscere e cercando di "camminarlo" di tanto in tanto.
Chi volesse partecipare all'uscita si trovi verso le 8:15 nella piuazzetta antistante la Chiesa 

di Alesso per partire senza ritardi alle 8:30.
Non si tratta della uscita annuale di SentieriNatura (che come ogni anno si terrà ad ottobre),

 ma semplicemente di una escursione allargata a chi vuole camminare per qualche ora 
tra le solitarie pieghe del Piciat. Non ci sono guide o capogita e ognuno sarà responsabile 
per sé  stesso e per chi accompagna. A parte un po di lotta con la vegetazione, durante
la mia  ultima percorrenza nella primavera del 2012 non ricordo problemi o punti difficili.
La valutazione EE dell'itinerario era data unicamente dalle difficoltà di orientamento
nella parte finale (dovrei più o meno ricordare la via giusta).
Non ho alcuna intenzione di correre per cui l'escursione sarà scandita da numerose 

pause per visitare gli stavoli. I fotografi sono naturalmente i benvenuti.
Per ora mi sembra tutto. Se avete domande o altro rispondete direttamente a 

questo post. Ci vediamo domenica !
Ivo Pecile


Qui la relazione
Lungo i vecchi sentieri del Palar da Alesso

da: 
http://www.sentierinatura.it/EasyNe2/GRP.aspx?Code=SentieriNatura&ID=240&IDNGRP=28070&MODE=MSG

Lago, candidati a confronto - 1


I candidati alla presidenza della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia si confronteranno pubblicamente sui temi ambientali ed energetici legati al Lago di Cavazzo/Tre Comuni , domenica 7 aprile alle 15.30 ad Alesso, nel Centro  Servizi di via Libertà.
Il tema dell’incontro sarà: 
Il lago di Cavazzo/ dei 3 comuni vittima di scarichi, pompaggi, prelievi o sano e salvo per le generazioni presenti e future?
In particolare le domande verteranno:
- sul progetto Edipower di potenziamento della centrale di Somplago mediante pompaggio;
- sul prelievo da parte del Consorzio Ledra Tagliamento;
- sulla proposta di convogliare lo scarico della centrale aggirando il lago
- sulla necessità di ripensare l’idroelettrico nell’Alto Friuli.
Si confronteranno, con la moderazione del giornalista Federico Rossi, Franco Bandelli (Un’Altra Regione), Saverio Galluccio (Movimento 5 Stelle), Debora Serracchiani (Centrosinistra) e Renzo Tondo (Centrodestra).
Organizzatori sono  il Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago e  il Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento.

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Data, doverosamente, la notizia di cronaca riferita all'importante iniziativa, una piccola riflessione, che parte da due esempi.
Il Blog "Alesso e Dintorni" ha promosso un sondaggio on line su quale albero ricollocare nella piazza di Alesso; qualche giorno dopo la Pro Loco di Alesso ha effettuato un sondaggio cartaceo sul medesimo tema.
Il Blog "Alesso e Dintorni" ha chiesto ai candidati alla presidenza della Giunta regionale che cosa ne pensano del futuro del Lago e della Valle; qualche  giorno dopo i Comitati hanno  invitato i candidati alla presidenza a discuterne in un convegno pubblico.
Sicuramente  le proposte avanzate, in entrambi i casi, sono più complesse e articolate di quelle suggerite dal Blog.   Ma ..... vogliamo riconoscere che il Blogger di Alesso e Dintorni ha avuto delle belle idee?

Sul nuovo albero in piazza, "Diseit la vuesta..", propone la Pro Loco di Alesso. Ed ecco i risultati

La Pro Loco di Alesso ha diffuso i risultati del sondaggio svolto nelle scorse settimane per raccogliere idee e indicazioni sul nuovo aspetto della piazza, dopo la caduta del leccio. Il sondaggio è stato effettuato attraverso schede distribuite negli ambienti pubblici del paese.
Sono state votate 239 schede. 26 sono state le schede che consigliavano di non ricollocare alcun albero (*) e 22 le nulle.
Tra i voti validi indicanti un albero, la maggioranza (48) è andata al TIGLIO; seguono  il PINO ARGENTATO (26), il LECCIO (17) e l'ABETE (11). Vi sono poi altri 89 validi  che si sono dispersi in una frammentazione di indicazioni botaniche.



Sia il sondaggio su schede cartacee promosso dalla Pro Loco sia il sondaggio on line promosso dal Blog "Alesso e Dintorni" hanno dato dunque un risultato univoco, con la maggioranza dei voti andati al TEI, l'albero - del resto - che era presente in piazza fino agli anni '30 del Novecento.

Si è trattato di strumenti partecipativi importanti, capaci di esprimere una indicazione che, si spera, potrà essere recepita "colà dove si puote".


ADDENDA:
Il presidente della Pro Loco ha precisato che "In realtà con i termini "Niente" e "vuota" si intende lasciare la piazza così com'è, senza alberi e senza nulla. Schede bianche non ce ne sono state. ". Si è provveduto pertanto a rettificare la precedente indicazione di "scheda bianca".


10 candeline per la Casa delle Farfalle di Bordano


Il 4 aprile 2013 la Casa delle Farfalle di Bordano festeggia il suo decimo anno di apertura e propone una grande festa per ricordare e condividere con i visitatori le emozioni e le gioie di questo decennio di attività.


E all'attività della Casa ha dedicato un bel servizio il periodico online "Città nuova"


Alla scoperta della Casa delle farfalle

   
di Chiara Andreola

Nel Comune di Bordano, in provincia di Udine, centinaia di esemplari volano liberi nelle serre, avvolgendo i visitatori come nuvole colorate

Casa delle farfalle Bordano
Della serie “se non sapete dov'è, non ci arriverete mai”: Bordano, ridente paesello di 800 abitanti ai piedi delle montagne friulane, non compare certo nei principali stradari – per quanto mandati in pensione dai moderni navigatori gps. Eppure in questo borgo è nato un angolo di foresta tropicale in riva al Tagliamento: la Casa delle farfalle, che ospita migliaia di esemplari liberi di volare all'interno di oltre mille metri quadrati di serre in cui è ricreato il loro ambiente naturale – dall'Amazzonia alla giungla asiatica.
Nell'entrare, il consiglio è quello di lasciare i cappotti all'ingresso: le temperature vanno dai 25 ai 29 gradi, e l'umidità supera il 70 per cento. Forse vi infreddolirete un po' soltanto nel percorso didattico allestito nelle sale antistanti le serre: un divertentissimo viaggio nel mondo animale attraverso i sensi, alla scoperta di come vede un insetto, degli odori emanati a scopo di corteggiamento o di difesa (a vostro rischio e pericolo: alcuni sono veramente nauseabondi) o dei suoni più curiosi emessi dagli animali (pesci compresi, checché se ne dica). La seconda parte del percorso è dedicata a spiegarvi tutto ciò che dovete sapere sulle farfalle, dal perché dei colori delle ali delle varie specie a che cos'è il dimorfismo sessuale (non lo sapete? Appunto, nemmeno io prima di andarci).
A quel punto, toglietevi il maglione ed entrate nelle serre: sarete accolti da una nuvola colorata che, se siete fortunati, vi si poserà anche addosso. Oltre alle farfalle, a Bordano sono ospitati altri animali tipici degli ambienti riprodotti: tartarughe, serpenti, iguane, uccelli, rettili e insetti mimetici (e lì il gioco è riuscire ad individuarli: quando mio fratello mi ha chiesto «Lo vedi, il camaleonte?», pensavo mi stesse prendendo in giro). Se poi capitate all'ora giusta, vedrete anche qualcuno degli addetti intento a preparare il pasto per le farfalle: frutta a pezzettini, posizionata accanto a oggetti colorati per attirarle.
Poco prima dell'uscita, da non perdere è la mostra permanente “Gioielli a sei zampe”: coloratissimi insetti provenienti da varie collezioni, esposti in custodie di orecchini, anelli e collane così da sembrare davvero delle opere di oreficeria. Persino io, che con la mia fobia degli insetti pensavo di lasciar perdere, sono rimasta affascinata.
Se vi state chiedendo come mai faranno in un paesino del Friuli a procurarsi le farfalle, la risposta è il progetto di solidarietà avviato con alcune butterfly farm (“fattorie delle farfalle”) del Centro America: l'allevamento di farfalle è infatti una delle attività che consente alle comunità locali di avere un sostegno economico tutelando allo stesso tempo la foresta, e di promuovere l'occupazione – soprattutto femminile, come nel caso del Costa Rica. La Casa delle farfalle acquista ogni anno 25 mila crisalidi, che vengono tenute nell'incubatrice – visibile ai visitatori – fino al completo sviluppo. La vita delle farfalle è – ahimé – assai breve, in media una settimana: quelle morte e ancora in buono stato vengono utilizzate per confezionare orecchini, venduti al negozio del museo.
Usciti dalle serre, non mancate di fare due passi per il paese: molte case sono decorate da splendidi murales di farfalle, in omaggio alla Casa. Che quest'anno festeggia il suo decimo anniversario, essendo stata aperta il 4 aprile 2003: per l'occasione è stata organizzata una grande festa, oltre ad una serie di altre iniziative descritte nel sito del museo – dalla cena con le farfalle alla “domenica bestiale” in compagnia dei rettili. Quale anno migliore per visitarlo?
Tutte le informazioni su www.farfalledibordano.it

)

mercoledì 3 aprile 2013

3 di avrîl pai furlans. Il senso di una data

A si fevele, in chescj dîs, dal 3 di avrîl como "fieste dal Friûl" e, come simpri, lis posizions a son unevore difarentis: al è chel  che al cjacare di "bufulis", cui che al sostèn che al è sacrosant....
Une clâf di leture unevore interessante a è che di W. Cisilino sul MV di cualchi dì indaûr: la date, in sè, a jè une invenzion, une gjeniâl invenzion di prè Checo Placereàn, ma al è un imprest unevore util par judâ i furlans a resonâ su la lôr storie e sul lôr jessi. (A&D)






Luci e ombre sul 3 avrîl, ma il Friuli nacque allora
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di WILLIAM CISILINO
Per capire il vero significato, e quindi il valore, della Fieste de Patrie dal Friûl non serve andare fino al 1077, ma è sufficiente fermarsi al 1977 quando pre Checo – al secolo don Francesco Placereani da Montenârs – ne organizzò la prima edizione.
La grande intuizione di Pre Checo. Cerchiamo di utilizzare il suo punto di vista. Le grandi battaglie dell’autonomismo, risorto nel ’66 col Movimento Friuli e nel ’67 con la Mozione del clero per il Friuli, sono ancora ben lungi dal vedere dei risultati concreti, sia in campo sociale sia economico; per non parlare di quello politico, dominato dalla neo-capitale Trieste. Nel ’76 l’Orcolat, il terremoto, sconvolge il Friuli. È in quel momento che pre Checo intuisce che i friulani hanno davanti a sé un’occasione unica per prendere in mano le redini del proprio destino e, per farlo, devono uscire da quella situazione “cul cjâf e no cui pîts, come i muarts”. Gli occhiali della storia Per fare ciò, il popolo friulano doveva riappropriarsi la politica, la chiesa, l’economia, l’istruzione superiore, ma, in primis, la propria lingua, cultura, identità e storia. Per pre Checo era tutto collegato e la visione del Friuli d’oggi e di domani non poteva esistere senza la piena e corretta conoscenza del passato. Lo spiega bene uno dei nostri storici autorevoli, Giancarlo Menis: «Pre Checo, in quanto era un uomo libero e voleva che i friulani fossero liberi, ha usato la storia continuamente, per sé e per gli altri, in ogni suo aspetto, magari a volte inzuppandola nell’aceto o ricorrendo alla trasfigurazione mitica dei fatti. La storia si intreccia sempre nei suoi pensieri come l’unico strumento adatto per afferrare il bandolo della matassa aggrovigliata dalla realtà». Insomma, l’esatto opposto di chi, oggi, da qualche alto scranno, vorrebbe farci intendere che le uniche lenti per comprendere e dare senso alla realtà sono quelle economiche. Perché il 3 aprile 1077 Chi conosceva questa data prima dell’azione di pre Checo? Forse nemmeno gli storici. Lo stesso Pio Paschini, nella sua grande Storia del Friuli (che pure aveva un’impronta molto ecclesiastica), liquida l’evento in poche righe. Pre Checo lo riscopre, lo approfondisce e comprende che quel fatto costituí la vera chiave di volta della vicenda friulana, come infatti tutti gli storici successivi – con diverse sfumature – dovettero ammettere.
Quel 3 aprile, infatti, il patriarca Sigeardo, in ragione della sua fedeltà all’imperatore Enrico IV, ricevette da questi l’investitura feudale di Duca del Friuli (nonché Marchese d’Istria): nasceva lo Stato patriarcale friulano. «Si costituiva cosí – spiega Giancarlo Menis nella sua Storia del Friuli – un vasto e compatto territorio che doveva sottostare alla giurisdizione feudale del patriarca. In poche parole veniva fondato quel “principatus Italiae et Imperii” politico-ecclesiastico, che sanciva una realtà sociale già consolidata attraverso un lungo processo storico che, di lí in avanti, per tre secoli e mezzo, avrebbe unito i friulani in forme sempre piú elevate di vita civile».
Ritorno al Medioevo? Perché pre Checo non andò a pescare qualche data storica piú recente, ma addirittura si inoltrò sino al 1077? Cosa c’entra il Medioevo col Friuli d’oggi? (ripeto alcune domande che mi sento fare ogni anno). È inutile negarlo: qui ci troviamo nel campo minato della “invenzione della tradizione”, a cui l’insigne storico Eric J. Hobsbawm ha dedicato la sua celebre opera. Un campo, va detto, in cui tutti si sentono legittimati a criticare tutto (degli altri), senza ricordare che il concetto hobsbawniano si applica a tutte le nazioni e, in particolare, agli Stati-nazione. Lo storico italiano Banti ha scritto numerosi libri per descrivere come il nazionalismo italiano ha usato e abusato della storia per altri fini.
La Festa del 3 aprile è, e deve essere, qualche cosa di diverso. Tanto per essere chiari: nessuno rimpiange lo Stato patriarcale friulano o lo ritiene il non plus ultra di governo cui tornare, come alle risorgive della vera identità friulana. Tutti sanno che quello Stato era inserito in un contesto feudale dove il popolo subiva le decisioni, invece di esserne parte. Però, come chiosava lo storico Tito Maniacco, “sicuramente era uno Stato satellite, ma pur sempre Stato”. La nascita di un’identità Ritengo molto azzeccata la scelta di pre Checo in quanto, a differenza di altre date più o meno recenti, è quella che ha segnato di più non tanto e non solo i destini politici, bensì i destini culturali del Friuli. Di altre date non si può dire lo stesso (qualcuno ha proposto il 568, con l’arrivo dei Longobardi o la rivolta della Zobia grassa del 1511 o altre ancora). Che piaccia o no, in seguito a quel fatto storico, il territorio dello Stato patriarcale da un lato restò isolato rispetto al resto d’Italia, rimanendo per alcuni secoli sotto l’influenza dell’Imperatore, dall’altro sviluppò al suo interno una omogeneità linguistica e culturale con il definitivo affermarsi della lingua friulana, anche nella sua forma scritta, sia per gli usi giuridico-amministrativi che per quelli letterarii. A differenza del dominio politico di patriarchi che mai furono friulani, possiamo dire con orgoglio che questo patrimonio di lingua e di cultura, rimasto miracolosamente intatto fino ai nostri giorni, appartiene solamente al popolo friulano.
A noi il compito, oggi, di preservarlo, per dirla con David Maria Turoldo, “pal ben dal nestri popul e cuintri di nissun”.
(Messaggero Veneto, 30 marzo 2013)

martedì 2 aprile 2013

Pre-voto. I candidati e la Valle del Lago - 6 - Aulo Cimenti


La risposta di Aulo Cimenti

Riprende, dopo la pausa pasquale, la raccolta di opinioni sulle problematiche della Valle del Lago da parte dei candidati al Consiglio Regionale: oggi interviene Aulo Cimenti, candidato del "Movimento 5 stelle".  Aulo esprime una sintetica valutazione  sulle problematiche della Valle del Lago. I lettori, se lo vogliono, possono sempre commentare ed esprimere un parere.
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Sarò molto conciso con le risposte, primo perché il nostro programma ha le idee ben chiare, secondo perché non amo il politichese e i prestigiatori di parole. I problemi della montagna li vivo quotidianamente e le idee le ho ben chiare, anche perché è da qualche anno che nel mio piccolo cerco di combattere questi problemi. Vedasi : http://www.youtube.com/watch?v=_BBJX7yl_nU. Non credo sfuggirà all'occhio quel ragazzo moro che nel 2010 portava la bandiera d'Italia. 

Ma arriviamo al dunque : 
1) CENTRALE DI SOMPLAGO: Respingiamo pienamente il progetto Edipower.
2) ELETTRODOTTO: NO AEREO, Possibile soluzione interrata, ma con analisi OCULATA per l'ambiente e cittadini.
3) Gestione CENTRALINE ai comuni e a beneficio di tutti. 
4) DERIVAZIONI IDRICHE: Attenta analisi ai bisogni reali del territorio e in questo caso dell'agricoltura, ma stop alle logiche del Dio denaro.

Grazie per l'invito. 
AULO CIMENTI