A 90 anni dalla morte, Ottavio Bottecchia, primo vincitore italiano del Tour de France nel 1924 e nel 1925, e' stato ricordato a Peonis, di fronte al cippo a lui dedicato. La manifestazione, organizzata dai Comuni di Trasaghis e di Colle Umberto (paese natale di Bottecchia) con la collaborazione dell’associazione Chei di Peonis, ha visto la partecipazione di tanti appassionati delle due ruote, della Federazione ciclistica provinciale e della comunità di Peonis che mantiene uno stretto legame con il campione. Sono intervenuti Ivo Del Negro per l'associazione "Noi di Peonis", il vicesindaco di Trasaghis Enzo Vidoni, il sindaco di Colle Umberto Edoardo Scarpis, il gen. Principi, il prof. Anzil e diversi altri uniti nel ricordo del campione. Erano presenti i sindaci di Bordano, Osoppo, Verzegnis e Montenars oltre al vicesindaco di Cavazzo e all'assessore Collini per il Comune di Gemona.
All’appuntamento si e' ricordato il 15 giugno del 1927, quando Bottecchia morì all’ospedale di Gemona, dove era stato ricoverato a causa di una caduta dalla bicicletta capitatagli il 3 giugno precedente a Peonis, dove il campione era solito allenarsi: e proprio ricordando quei percorsi e' stata lanciata da Giorgio Deotto la provocatoria (ma non tanto) proposta che il Tour de France del 2024 (100mo anniversario della prima vittoria di un italiano - Bottecchia, appunto - al Tour) o del 2027 (100mo anniversario della morte del campione veneto-friulano) possa partire proprio da Peonis.
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
venerdì 16 giugno 2017
giovedì 15 giugno 2017
"Facciamola lunga", ad Alesso, nella "notte piu' corta"
La Pro Loco di Alesso propone, per la notte di sabato 24 giugno, in piazza, un momento di incontro all'insegna dello slogan "facciamola lunga nella notte piu' corta", con paella, sangria, birra, bibite e musica.
Nell'occasione, verra' allestita anche la mostra fotografica di Armando Zilli "Oltre la luce".
Nell'occasione, verra' allestita anche la mostra fotografica di Armando Zilli "Oltre la luce".
Peonis, oggi il ricordo di Bottecchia, a 90 anni dalla morte
A 90 anni dalla morte del leggendario
Ottavio Bottecchia, primo vincitore italiano del Tour de France nel 1924
e nel 1925, il suo mito rivivrà oggi, alle 18, nel corso
dell’incontro organizzato a Peonis, di fronte al cippo dedicato al
grande ciclista. Si tratta della tradizionale deposizione di un omaggio
floreale con i saluti delle autorità promosso dal Comune. La
manifestazione, organizzata dai sindaci di Trasaghis Augusto Picco e di
Colle Umberto (paese natale di Bottecchia) Edoardo Scarpis e con la
collaborazione dell’associazione Chei di Peonis, vedrà la partecipazione
di tanti appassionati delle due ruote, della Federazione ciclistica
provinciale e della comunità di Peonis che mantiene uno stretto legame con il campione.All’appuntamento si ricorderà il 15 giugno del 1927, quando Bottecchia morì all’ospedale di Gemona, dove fu ricoverato a causa di una caduta dalla bicicletta capitatagli il 3 giugno precedente nella zona di Trasaghis, dove il campione era solito allenarsi. (p.c.)
(rid. e adat. da Messaggero Veneto, 14 giugno 2017)
mercoledì 14 giugno 2017
Bordano, the winner is ... Ivana Bellina (II)
Bordano avrà il suo primo sindaco donna
Ivana Bellina sostenuta dalla lista Insieme per Bordano e Interneppo, ha vinto con il 58, 08% rispetto al 41, 92% ottenuto dal suo sfidante Valter Stefanuti che aveva l'appoggio di Lista civica Per Bordano. Questa vittoria riconferma la squadra amministrativa che ha governato negli ultimi due mandati, tanto è vero che tra gli eletti c'è anche il precedente primo cittadino Gianluigi Colomba e il già assessore Flavio Piazza, anche se «nella nostra squadra entreranno a far parte anche giovani che abbiamo coinvolto in queste elezioni», dice la neo eletta sindaco. Ivana Bellina, 67 anni, ha già un mandato da assessore alle spalle ed è stata dipendente del Comune per 32 anni. «Lavoreremo - spiega - per evitare l'abbandono del territorio e cercheremo di incentivare il recupero dello stesso anche per fini agricoli. Sistemeremo la viabilità e recupereremo diverse aree come quella di Roncons. Sosterremo la Casa delle farfalle e miglioreremo il tracciato ciclabile che collega con Venzone». (p.c.)
(Messaggero Veneto, 13 giugno 2017)
Ivana Bellina sostenuta dalla lista Insieme per Bordano e Interneppo, ha vinto con il 58, 08% rispetto al 41, 92% ottenuto dal suo sfidante Valter Stefanuti che aveva l'appoggio di Lista civica Per Bordano. Questa vittoria riconferma la squadra amministrativa che ha governato negli ultimi due mandati, tanto è vero che tra gli eletti c'è anche il precedente primo cittadino Gianluigi Colomba e il già assessore Flavio Piazza, anche se «nella nostra squadra entreranno a far parte anche giovani che abbiamo coinvolto in queste elezioni», dice la neo eletta sindaco. Ivana Bellina, 67 anni, ha già un mandato da assessore alle spalle ed è stata dipendente del Comune per 32 anni. «Lavoreremo - spiega - per evitare l'abbandono del territorio e cercheremo di incentivare il recupero dello stesso anche per fini agricoli. Sistemeremo la viabilità e recupereremo diverse aree come quella di Roncons. Sosterremo la Casa delle farfalle e miglioreremo il tracciato ciclabile che collega con Venzone». (p.c.)
(Messaggero Veneto, 13 giugno 2017)
martedì 13 giugno 2017
Ultimi fondi per il terremoto. Cavazzo sistemera' i villaggi prefabbricati
Sono le ultime risorse, derivanti da alcune economie contributive, che vengono erogate per la ricostruzione delle zone terremotate: a 41 anni dal sisma che ha colpito il Friuli, la Giunta regionale ha individuato una somma di 335mila euro ed ha autorizzato la spesa per quattro interventi di pubblica utilità.
“Si tratta – spiega l’assessore a Infrastrutture e Territorio, Mariagrazia Santoro – di una cifra esigua, il che ha di fatto limitato sia il numero degli interventi da poter ammettere a finanziamento sia l’entità dello stesso. Tra quelli segnalati dai Comuni sono stati dunque privilegiati quelli più direttamente riconducibili agli eventi sismici e tra loro le opere di utilità immediata per la comunità”.
A godere dell’ultimo finanziamento sono quindi i Comuni di Cassacco, Cavazzo Carnico, Prato Carnico e Ravascletto, tutti in provincia di Udine, per i quali sono stati destinati dei contributi tra i 70mila e i 100mila euro.
(Fonte: Rsnnews, rid e adat.)
lunedì 12 giugno 2017
Bordano, the winner is ... Ivana Bellina
Le votazioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Bordano hanno visto il prevalere, con il 58,08 % del candidato sindaco Ivana Bellina nei confronti di Valter Stefanutti (41,92%).
(Fonte: messaggeroveneto.it)
Il nuovo Consiglio comunale risulta cosi' composto:
(fonte: Rsn news)
(Fonte: messaggeroveneto.it)
Il nuovo Consiglio comunale risulta cosi' composto:
(fonte: Rsn news)
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| (Fonte: Diario di Udine) |
domenica 11 giugno 2017
Lunedi' si presenta il libro degli alunni delle scuole in difesa del Lago e del Palar
Il libro sintetizza il lavoro degli ultimi due anni scolastici, con una ricca documentazione grafica e fotografica, nei diversi percorsi didattici. In particolare viene presentata la documentazione relativa alle osservazioni e alle proposte degli alunni per salvaguardare e promuovere il territorio; delineato il quadro generale delle Associazioni di volontariato che operano sui tre Comuni di Bordano, Cavazzo e Trasaghis fornendo anche le informazioni di riferimento; sintetizzato il quadro di iniziative che hanno visto scuole e Associazioni collaborare assieme. Si tratta dunque di un “biglietto da visita” capace di documentare il legame tra scuole e territorio, una sorta di “percorso virtuoso” che merita di essere fatto conoscere.
La presentazione si svolgerà lunedi’ 12 giugno alle 20.30 presso il Centro Studi di Alesso. Dopo l’intervento dei rappresentanti delle scuole, dell’Auser e dell’Ecomuseo, le caratteristiche del lavoro saranno illustrate dal prof. Enrico Madussi, già Dirigente Scolastico dell’Istituto.
Alla serata sono state invitate le famiglie degli alunni ed i rappresentanti delle associazioni che hanno collaborato con le scuole nel percorso di conoscenza del territorio.
A partire dalle 17 sara' anche possibile visitare la mostra fotografica predisposta dalla Scuola Secondaria con una serie di immagini raccolte nelle famiglie riguardanti "la storia del lago e dei suoi abitanti".
sabato 10 giugno 2017
Gjovàni, pescjadôr como una volta
Giovanni è l'ultimo pescatore del lago: usa canne e mollica di pane
Si chiama Giovanni Stefanutti, è di Alesso di Trasaghis e ha 73 anni anche se ne dimostra molti di meno: «Qui siamo sempre in attività e ci teniamo in salute» dice con i piedi a mollo nell'acqua freschissima e limpida del lago di Cavazzo.
Giovanni è uno degli ultimi pescatori del lago. E nel lago ci pesca da quando aveva solo 8 anni. «Erano tempi tutti diversi: andavamo insieme, i ragazzini, a pescare con la lenza, sulle rive. Ci divertivamo e, allora, si poteva pescare anche la carpa. Oggi, invece, guai a prenderla: è previsto l'arresto da 2 mesi a 2 anni e una ammenda da 2mila a 12mila euro. Vede, guardi, nella licenza: le normative nuove sono entrate in vigore lo scorso anno e sono molto severe. Ma noi peschiamo per passione, rispettiamo l'ambiente, vogliamo bene al nostro lago».
Giovanni pesca con le esche vive che cattura dove l'acqua è bassa con una trappola che ha creato con le sue mani (nelle foto): è un grosso vaso di vetro che ha chiuso con una retina di metallo. Lo sistema sui sassi, appena sotto il pelo dell'acqua, assicurato da un pezzo di spago, a sua volta legato a un sasso piatto, perché la corrente non porti via il vaso. Poi si allontana per una decina di metri. E aspetta.
«In questo modo i pesciolini che entrano nel vaso, attirati da un po' di mollica di pane, poi non riescono a uscire - spiega Giovanni -; sono pesciolini piccoli, che noi chiamiamo "paresie". Io ne tengo alcuni, solo quelli che mi servono per la pesca con la canna, senza mai esagerare».
Ma cosa si pesca nel lago di Cavazzo? «Una volta, pensi, c'era anche il persico reale, che oggi è rarissimo. I vecchi pescatori di un tempo avevano abbondanza in queste acque e certe famiglie vivevano proprio solo di pesca mettendo le reti fisse, reti che oggi non mette più nessuno. Adesso si pesca solo per passione e sono veramente in pochi a farlo. All'amo arrivano trote, persico, cavedani. Una volta mi è capitato di pescare una grossa trota: sarà stata almeno di 7 chili. Era così pesante che mi ha rotto il filo della lenza».
Giovanni è uno degli ultimi pescatori del lago. E nel lago ci pesca da quando aveva solo 8 anni. «Erano tempi tutti diversi: andavamo insieme, i ragazzini, a pescare con la lenza, sulle rive. Ci divertivamo e, allora, si poteva pescare anche la carpa. Oggi, invece, guai a prenderla: è previsto l'arresto da 2 mesi a 2 anni e una ammenda da 2mila a 12mila euro. Vede, guardi, nella licenza: le normative nuove sono entrate in vigore lo scorso anno e sono molto severe. Ma noi peschiamo per passione, rispettiamo l'ambiente, vogliamo bene al nostro lago».
Giovanni pesca con le esche vive che cattura dove l'acqua è bassa con una trappola che ha creato con le sue mani (nelle foto): è un grosso vaso di vetro che ha chiuso con una retina di metallo. Lo sistema sui sassi, appena sotto il pelo dell'acqua, assicurato da un pezzo di spago, a sua volta legato a un sasso piatto, perché la corrente non porti via il vaso. Poi si allontana per una decina di metri. E aspetta.
«In questo modo i pesciolini che entrano nel vaso, attirati da un po' di mollica di pane, poi non riescono a uscire - spiega Giovanni -; sono pesciolini piccoli, che noi chiamiamo "paresie". Io ne tengo alcuni, solo quelli che mi servono per la pesca con la canna, senza mai esagerare».
Ma cosa si pesca nel lago di Cavazzo? «Una volta, pensi, c'era anche il persico reale, che oggi è rarissimo. I vecchi pescatori di un tempo avevano abbondanza in queste acque e certe famiglie vivevano proprio solo di pesca mettendo le reti fisse, reti che oggi non mette più nessuno. Adesso si pesca solo per passione e sono veramente in pochi a farlo. All'amo arrivano trote, persico, cavedani. Una volta mi è capitato di pescare una grossa trota: sarà stata almeno di 7 chili. Era così pesante che mi ha rotto il filo della lenza».
Articolo di Paola Treppo su gazzettino.it, dove si possono vedere diverse foto sul pescatore
venerdì 9 giugno 2017
Subacquei della Marina Militare da Ancona per le bombe nel Lago
Palombari della Marina Militare sul lago: sui fondali due bombe attive
TRASAGHIS (Udine) - Sono un mortaio da artiglieria da 88 millimetri di diametro di probabile fabbricazione italiana e una bomba da obice da 60 millimetri di diametro di fabbricazione ancora incerta, perché di largo uso da parte di molti eserciti, gli ordigni che, nella giornata di oggi, giovedì 8 giugno, sono stati rimossi dai fondali dello splendido lago di Cavazzo Carnico, dopo una segnalazione giunta da un gruppo di sub di Pordenone che aveva immortalato i residuati della seconda guerra mondiale a seguito di una casuale immersione in queste acque cristalline tra i monti del Friuli.Per mettere in scurezza gli ordigni, risultati in perfetto stato di conservazione, rinvenuti a distanza di circa 60 metri uno dall’altro, sono interventi i palombari della Marina Militare del Raggruppamento Subacquei e Incursori del Nucleo Teseo Tesei di Ancora, sul posto con il coordinamento della Prefettura di Udine.
Le operazioni di rimozione degli ordigni, eseguite senza curiosi sul posto, in massima sicurezza, con il supporto dei carabinieri del soccorso alpino della Compagnia di Tolmezzo, saranno ultimate domani, con l’intervento degli artificieri del Genio di Udine. Non c’è alcun tipo di pericolo per la comunità della Val del Lago e per i turisti. Il lago fu usato in passato per gettare ogni genere di bomba; la maggior parte degli ordigni sono stati rimossi negli anni Sessanta.
Articolo di Paola Treppo da ilgazzettino.it, dove è possibile vedere anche una carrellata fotografica sulle operazioni- http://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/bombe_rimosse_lago_cavazzo_friuli_udine_marina_militare_ancona_2017_giugno-2491132.html
giovedì 8 giugno 2017
Non si farà la centralina sul Palar. Soddisfazione dei pescatori (e non solo)
Ricorderete la discussione accesa nel 2013 sulla richiesta di concessione per la realizzazione di una centralina sul Palar, che tante preoccupazioni aveva suscitato (vedi per es. https://cjalcor.blogspot.com/2013/11/centralina-sul-palar-no-al-muraion.html o anche cjalcor.blogspot.com/2013/12/centralina-sul-palar-un-grido-dallarme.html ).
Ora la questione pare chiusa, con la priatica archiviata. Soddisfazione viene espressa da Claudio Polano dell'ETP, ma è sicuramente un atteggiamento condiviso a più livelli.
Ce pensàiso?
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TRASAGHIS La centralina idroelettrica sul torrente Palâr non si farà. La pratica, che era stata avviata nel 2012 da parte di una ditta altoatesina, è stata infatti archiviata.Dopo che sull'opera diversi enti coinvolti, tra cui il Comune e l'Ente tutela pesca, avevano espresso parere negativo la direzione regionale non aveva dato il suo via libera: ora sono trascorsi i tempi in cui era possibile presentare ricorso. La notizia la comunica Claudio Polano, consigliere dell'Etp del collegio 10 Gemona-San Daniele: «Le pregiate popolazioni salmonicole e astacicole del Palâr d'ora in poi potranno tornare a dormire sonni tranquilli, perché la centralina che avrebbe dovuto essere collocata nel torrente, captando buona parte della sua acqua dal poz di Sgarfos a monte e restituita a valle all'incirca al "gorg di Spiron, non sarà realizzata».Il rappresentante dei pescatori ricorda infatti che nelle acque del torrente è presente la trota fario, oggetto per molti anni di semina dell'Etp grazie ai suoi volontari e al prezioso contributo della Aps Val del Lago, ma anche la trota marmorata e, soprattutto, il gambero autoctono, molto raro e presente in poche altre acque regionali. «Si tratta», conclude Polano, «di un autentico indicatore biologico della salubrità dell'acqua. Sensibilissimo all'inquinamento e per la sua rarità è oggetto di divieto assoluto di prelievo.
Una tutela doverosa, che tra l'altro prevede sanzioni penali per la sua cattura».Se l'archiviazione del progetto di realizzazione di una centralina garantirà dunque la fauna ittica, certamente ciò permetterà anche ai numerosi frequentatori del torrente nel periodo estivo, di continuare a utilizzarlo quale luogo per la balneazione, visto che la realizzazione di una centrale avrebbe diminuito il livello delle acque. (p.c.)
(Messaggero Veneto, 7 giugno 2017)
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[le foto a corredo dell'articolo sono di Angelo Stefanutti]
Ora la questione pare chiusa, con la priatica archiviata. Soddisfazione viene espressa da Claudio Polano dell'ETP, ma è sicuramente un atteggiamento condiviso a più livelli.
Ce pensàiso?
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Niente centralina nel Palar:
esulta l'Ente tutela pesca
TRASAGHIS La centralina idroelettrica sul torrente Palâr non si farà. La pratica, che era stata avviata nel 2012 da parte di una ditta altoatesina, è stata infatti archiviata.Dopo che sull'opera diversi enti coinvolti, tra cui il Comune e l'Ente tutela pesca, avevano espresso parere negativo la direzione regionale non aveva dato il suo via libera: ora sono trascorsi i tempi in cui era possibile presentare ricorso. La notizia la comunica Claudio Polano, consigliere dell'Etp del collegio 10 Gemona-San Daniele: «Le pregiate popolazioni salmonicole e astacicole del Palâr d'ora in poi potranno tornare a dormire sonni tranquilli, perché la centralina che avrebbe dovuto essere collocata nel torrente, captando buona parte della sua acqua dal poz di Sgarfos a monte e restituita a valle all'incirca al "gorg di Spiron, non sarà realizzata».Il rappresentante dei pescatori ricorda infatti che nelle acque del torrente è presente la trota fario, oggetto per molti anni di semina dell'Etp grazie ai suoi volontari e al prezioso contributo della Aps Val del Lago, ma anche la trota marmorata e, soprattutto, il gambero autoctono, molto raro e presente in poche altre acque regionali. «Si tratta», conclude Polano, «di un autentico indicatore biologico della salubrità dell'acqua. Sensibilissimo all'inquinamento e per la sua rarità è oggetto di divieto assoluto di prelievo.
Una tutela doverosa, che tra l'altro prevede sanzioni penali per la sua cattura».Se l'archiviazione del progetto di realizzazione di una centralina garantirà dunque la fauna ittica, certamente ciò permetterà anche ai numerosi frequentatori del torrente nel periodo estivo, di continuare a utilizzarlo quale luogo per la balneazione, visto che la realizzazione di una centrale avrebbe diminuito il livello delle acque. (p.c.)
(Messaggero Veneto, 7 giugno 2017)
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[le foto a corredo dell'articolo sono di Angelo Stefanutti]
Venerdi il recupero delle bombe nel Lago?
Sarà la Marina Militare a ripescare le bombe trovate sul fondo del lago
di Paola Treppo
TRASAGHIS e CAVAZZO CARNICO (Udine) - Sarà la Marina Militare a recuperare gli ordigni bellici scoperti sul fondo del lago di Cavazzo, specchio d'acqua noto anche come Lago dei Tre Comuni perché ricade nel territorio di tre paesi: Trasaghis, Cavazzo Carnico e Bordano. Il primissimo sopralluogo è stato eseguito martedì 6 giugno, e poi i residuati saranno rimossi venerdì.
«Si tratta del primo intervento di recupero di bombe dal lago - dice il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco -, anche se gli anziani del paese si ricordano di grandi opere di bonifica eseguite negli anni Sessanta del secolo scorso. Le operazioni che saranno eseguite dalla Marina Militare non rappresentano in alcun modo un pericolo per la popolazione e il lago è sicuro. Una zona sarà isolata per il tempo necessario alla rimozione delle bombe, che sono due; poi gli ordigni saranno affidati per la distruzione agli artificieri del Genio di Udine».
Gli ordigni sono stati individuati e fotografati dai sub del Team Explorers di Pordenone di cui fa parte Alex Marson. Il rinvenimento è di qualche mese fa e conferma quello che raccontano gli anziani del posto. Si dice, infatti, che questo il lago fu utilizzato come sorta di discarica dopo la guerra: li furono gettate bombe, armi e altro materiale esplodente per bonificare dagli ordigni bellici le case e in generale le aree abitate che sorgono attorno allo specchio d'acqua.
(Il Gazzettino, 7 giugno 2017)
mercoledì 7 giugno 2017
Bordano al voto, sfida Bellina - Stefanutti (IV)
Sta avvicinandosi a conclusione la campagna elettorale nel Comune di Bordano.
Sul confronto tra i programmi dei due candidati, è stato pubblicato sulla "Vita cattolica" un articolo abbastanza esaustivo:
Sul confronto tra i programmi dei due candidati, è stato pubblicato sulla "Vita cattolica" un articolo abbastanza esaustivo:
martedì 6 giugno 2017
Venerdì ad Alesso tornano (in pace) i cosacchi (III)
Cosacchi ad Alesso in segno di amicizia
TRASAGHIS. «Quelle orde di cosacchi che cercavano la salvezza dai lager di Polonia dove i prigionieri catturati sul fronte russo venivano rinchiusi senza via di scampo dallo sterminio». Lo scrittore friulano Tito Maniacco ricordò così la vicenda dei cosacchi giunti in Friuli sul finire della seconda guerra mondiale. Forse erano le stesse cose che pensava Elsa, la più anziana di Alesso, mentre guardava la delegazione formata dai discendenti di quel popolo giunta dalla Germania in visita a Trasaghis, ricevuti dal sindaco Augusto Picco e dalla sua amministrazione nella piazza della località sul lago dei Tre Comuni. Come alcuni dei pochi anziani che vissero quell’esperienza, anche Elsa si ricorda di quei tempi in cui, nell’autunno ’44 fecero sfollare dalle loro case la popolazione di Alesso ma non c’era alcuna traccia di rancore sui volti della gente di Trasaghis per quei fatti di guerra.
«Erano povera gente, lo si vedeva, quando arrivarono qui non fecero del male a nessuno», ha ricordato più di qualche anziano commentando una visita organizzata in nome dell’amicizia. «Auspichiamo che da questo incontro nasca un forte legame di amicizia» ha commentato Picco.
«Siamo felici di essere riconosciuti da voi come un popolo – ha detto un loro rappresentante –, abbiamo ammirazione per l’Italia. Il nostro è un viaggio di ritorno nelle terre in cui stiamo passati nei tempi di guerra». Dopo i saluti, il ritrovo è proseguito nella Parrocchiale, dove il coro di Alesso e quello cosacco si sono susseguiti di fronte a un nutrito pubblico.
«Erano povera gente, lo si vedeva, quando arrivarono qui non fecero del male a nessuno», ha ricordato più di qualche anziano commentando una visita organizzata in nome dell’amicizia. «Auspichiamo che da questo incontro nasca un forte legame di amicizia» ha commentato Picco.
«Siamo felici di essere riconosciuti da voi come un popolo – ha detto un loro rappresentante –, abbiamo ammirazione per l’Italia. Il nostro è un viaggio di ritorno nelle terre in cui stiamo passati nei tempi di guerra». Dopo i saluti, il ritrovo è proseguito nella Parrocchiale, dove il coro di Alesso e quello cosacco si sono susseguiti di fronte a un nutrito pubblico.
lunedì 5 giugno 2017
Tremila volte Val del Lago
Questo che state leggendo, amici del Blog, è il "post" numero tremila. Con la prima riflessione di questo tipo, i mille articoli del luglio 2012, si era scritto che "è, a suo modo, un traguardo: importante, significativo e, per tanti versi, inatteso. Quando è "partita l'avventura" (2009) non ci si aspettava di poter "reggere" a questi ritmi, di trovare, praticamente ogni giorno, un argomento da proporre: e invece sì, il Blog è cresciuto, sono aumentati progressivamente i lettori, si è guadagnato un suo spazio e una sua visibilità. Soprattutto, ha cercato di mantener fede alla promessa di porsi come uno "spazio aperto di discussione" e, in diverse occasioni, da più parti si è sottolineato come il Blog fosse uno dei pochi spazi sul web (e forse non solo lì) dove si potevano affrontare e discutere le problematiche valdelaghine". Sono concetti che si sono riproposti a settembre 2014, col post n. duemila e che possono essere tranquillamente riproposti, mille articoli dopo, anche oggi, per quello che, in fondo, è un fenomeno significativo nella realtà della Val del Lago.
Tremila articoli di Val del Lago, dunque, con la voglia e la speranza di andare avanti, se ci sarà la collaborazione e l'apporto costruttivo dei lettori.
Grazie a tutti e mandi (e naturalmente sono, come sempre, graditi commenti, consigli e, perché no, auguri).
A&D
Tremila articoli di Val del Lago, dunque, con la voglia e la speranza di andare avanti, se ci sarà la collaborazione e l'apporto costruttivo dei lettori.
Grazie a tutti e mandi (e naturalmente sono, come sempre, graditi commenti, consigli e, perché no, auguri).
A&D
Alesso, a scuola con la Protezione Civile
La "Pagina Scuole" del Messaggero Veneto ha pubblicato un articolo sulla collaborazione con la Protezione Civile e l'intervento nella scuola Primaria di Alesso del Gruppo cinofilo della Pc.
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La scuola primaria di Alesso ha organizzato
con la Protezione Civile di Palmanova e con i volontari della squadra
comunale antincendio di Trasaghis, delle giornate dedicate alla
sicurezza nella scuola.
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L’impronta del Nord-Est emoziona
La scuola primaria di Alesso ha organizzato
con la Protezione Civile di Palmanova e con i volontari della squadra
comunale antincendio di Trasaghis, delle giornate dedicate alla
sicurezza nella scuola.
Ci sono stati tre incontri: ad inizio anno
scolastico, con lezioni teoriche seguite da prove di evacuazione, a
novembre con la visita dei locali della sede operativa regionale di
Palmanova (vi hanno partecipato le classi quarta e quinta ) e a maggio.
La giornata conclusiva di questo interessante percorso è iniziata con la
prova di simulazione di un evento sismico; vi hanno partecipato tutti
gli alunni e gli studenti dell'Istituto Comprensivo di Trasaghis,
dimostrando disciplina e serietà durante lo svolgimento
dell'esercitazione.
Nel pomeriggio l’intervento del gruppo cinofilo
“L’impronta del nord-est”, con i cani da soccorso di San Daniele, ha
appassionato e suscitato grande interesse nei bambini, che hanno potuto
accarezzare e giocare con questi splendidi animali che, a loro volta,
hanno dimostrato di possedere doti di pazienza, curiosità, e un fiuto eccezionale.
Con
questa iniziativa si è dimostrato che, grazie all’interesse e alla
disponibilità, la scuola, le istituzioni e le associazioni di
volontariato collaborando possono essere un modello di aiuto reciproco
nella difficile e impegnativa arte di educare i cittadini del futuro.
domenica 4 giugno 2017
Braulins ora è "area pulita"
All'insegna dello slogan "Il paese è dove tutti noi ci incontriamo; dove tutti abbiamo un interesse comune; è l’unica cosa che tutti noi condividiamo.Noi ci impegnamo a tenerlo pulito", l'associazione "Noi di Braulins", con la collaborazione di Legambiente e LArea ha organizzato, nell'ambito delle iniziative di "Puliamo il mondo", una giornata di pulizia lungo le vie del paese e nel greto del Tagliamento.
Complimenti!
Complimenti!
sabato 3 giugno 2017
Domenica a Cornino ... il Griffon Day
GRIFFONDAY: LIBERI DI GIOCARE IMPARANDO A RISPETTARE LA NATURA
Alla Riserva Naturale Regionale del lago di Cornino il 4 giugno ci sarà il “Griffonday”!
Una grande festa per imparare, in maniera semplice e divertente, a conoscere e rispettare la natura e l’ambiente attraverso le tante attività in programma.
Si comincerà alle ore 10.00 con l’apertura degli stand e dei laboratori didattico educativi, durante la giornata saranno previste diverse visite guidate e conferenze. Inoltre, alle ore 15.00, si potrà assistere alla liberazione di Maxille, uno splendido grifone francese recuperato dalla Lipu di Livorno.
Ecco gli ospiti:
- Parco Naturale Prealpi Giulie
- Associazione Pro loco Pioverno
- Casa della Manualità Rurale Geis e Risjei
- CyberTracker Italia
- Museo Friulano di Storia Naturale di Udine
- Villaggio degli Orsi in collaborazione con l’Università di Udine
- Grotte di Villanova
- Ufficio di informazione turistica di Forgaria nel Friuli
- Albergo diffuso Monte Prat
- Oasi dei Quadris di Fagagna
- Associazione Liberi di Volare
L’accesso all’evento e a tutte le attività è GRATUITO!
venerdì 2 giugno 2017
Venerdì ad Alesso tornano (in pace) i cosacchi (II)
Cosacchi ad Alesso: fotocronaca di un evento
Come annunciato, si è svolta nel pomeriggio la visita di una delegazione cosacca.
Gli ospiti sono stati accolti in piazza dal Sindaco Augusto Picco e da Franceschino Barazzutti, che ha svolto un prezioso ruolo di collegamento e di traduzione. Numerose le persone presenti, tra le quali alcuni anziani capaci di ricordare un ben diverso arrivo di altri cosacchi, nell'ottobre del 1944.
In chiesa, dopo il saluto del Gruppo corale di Alesso, c'è stata l'esibizione del coro cosacco.
Nel corso della cerimonia sono state ricordate (a cura di Pieri Stefanutti) le vicende storiche legate ai rapporti tra cosacchi e friulani, scambiati doni reciproci, pregato in diverse lingue (grazie alla disponibilità di don Giulio e don Giordano).
La chiesa era gremita.
Dopo la foto ricordo sulla scalinata della chiesa, con uno striscione bilingue inneggiante alla necessità di costruire un comune percorso di pace, la delegazione si è trasferita in piazza dove c'è stato un momento conviviale curato dalla Pro Loco di Alesso.
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Chi c'era può raccontare al Blog le proprie impressioni e sensazioni su una manifestazione sicuramente non usuale.
Come annunciato, si è svolta nel pomeriggio la visita di una delegazione cosacca.
Gli ospiti sono stati accolti in piazza dal Sindaco Augusto Picco e da Franceschino Barazzutti, che ha svolto un prezioso ruolo di collegamento e di traduzione. Numerose le persone presenti, tra le quali alcuni anziani capaci di ricordare un ben diverso arrivo di altri cosacchi, nell'ottobre del 1944.
In chiesa, dopo il saluto del Gruppo corale di Alesso, c'è stata l'esibizione del coro cosacco.
Nel corso della cerimonia sono state ricordate (a cura di Pieri Stefanutti) le vicende storiche legate ai rapporti tra cosacchi e friulani, scambiati doni reciproci, pregato in diverse lingue (grazie alla disponibilità di don Giulio e don Giordano).
La chiesa era gremita.
Dopo la foto ricordo sulla scalinata della chiesa, con uno striscione bilingue inneggiante alla necessità di costruire un comune percorso di pace, la delegazione si è trasferita in piazza dove c'è stato un momento conviviale curato dalla Pro Loco di Alesso.
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Chi c'era può raccontare al Blog le proprie impressioni e sensazioni su una manifestazione sicuramente non usuale.
giovedì 1 giugno 2017
Su la Mont di Cuar, per ricordare le vittime del terremoto
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
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Come ogni anno, appuntamento sulla cima del Monte Cuar per il ricordo delle vittime del terremoto del 1976.
Alle ore 10 e' previsto il momento di preghiera e l' omaggio floreale alla Madonna "Regina della Pace", seguirà, presso la campana voluta e messa in opera da alcuni appassionati di montagna nel 1994, la preghiera per i defunti e la lettura dei nomi dei tre comuni contermini: Forgaria, Trasaghis e Vito d'Asio.
Alle ore 11:30, presso la malga Cuar, santa messa officiata da Don Ennio Gobbato.
Al termine, dopo il saluto delle autorità intervenute, momento conviviale a cura del gruppo alpini forgarese.
L' iniziativa si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica ed è promossa dall'amministrazione comunale forgarese, dal gruppo amici della montagna e dal gruppo alpini forgarese, con la collaborazione dell' amministrazione comunale di Trasaghis.
Vi aspettiamo!!
Luigino Ingrassi
Vicesindaco
Forgaria nel Friuli - Ud
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Come ogni anno, appuntamento sulla cima del Monte Cuar per il ricordo delle vittime del terremoto del 1976.
Alle ore 10 e' previsto il momento di preghiera e l' omaggio floreale alla Madonna "Regina della Pace", seguirà, presso la campana voluta e messa in opera da alcuni appassionati di montagna nel 1994, la preghiera per i defunti e la lettura dei nomi dei tre comuni contermini: Forgaria, Trasaghis e Vito d'Asio.
Alle ore 11:30, presso la malga Cuar, santa messa officiata da Don Ennio Gobbato.
Al termine, dopo il saluto delle autorità intervenute, momento conviviale a cura del gruppo alpini forgarese.
L' iniziativa si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica ed è promossa dall'amministrazione comunale forgarese, dal gruppo amici della montagna e dal gruppo alpini forgarese, con la collaborazione dell' amministrazione comunale di Trasaghis.
Vi aspettiamo!!
Luigino Ingrassi
Vicesindaco
Forgaria nel Friuli - Ud
Venerdì ad Alesso tornano (in pace) i cosacchi
I cosacchi tornano nella Valle dalla Germania e dalla Russia
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| Visita 2016 |
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| Visita 2010 |
(Messaggero Veneto, 30 maggio 2017)
mercoledì 31 maggio 2017
Venerdì a Somplago una "rilettura artistica" delle vicende del Monte Festa nel 1917
Il 2 giugno la Centrale Idroelettrica di Somplago diventa palcoscenico. Pace alla Guerra in “Augusto, il violinista d’artiglieria” – ore 20.45 – Ingresso libero
Pace alla Guerra arriva al suo quarto appuntamento, che si preannuncia come uno dei più suggestivi e interessanti. Venerdì 2 giugno, alle 20.45 Cavazzo Carnico ospita un momento a dir poco stupefacente: lo scenario della grande Centrale Idroelettrica A2A di Somplago diventa il teatro che accoglie “Augusto, il violinista d’artiglieria. Poema bellico-goliardico tra curiosi, Anime & commilitoni del Monte Festa”(L’ingresso è libero). Un momento artisticamente importante non solo perché l’arte si incastona nel territorio rendendolo esso stesso parte integrante dello spettacolo, ma anche perché – con sincerità e sensibilità – restituisce alla comunità e alla sua storia un importante momento: il tragico vissuto del Monte Festa, rivisto con occhi sinceri e insieme ironici e leggeri.
Lo spettacolo, come sempre proposto da Lumen Harmonicum di Trieste, sarà contestuale a una piccola mostra, curata dall’Associazione Amici della Fortezza di Osoppo: alcuni cimeli, documenti e accessori legati alla resistenza eroica del Forte Monte Festa e del suo presidio, vengono presentati al pubblico, per ricordare il Centenario degli eventi. Degli esperti in uniforme storica illustreranno agli ospiti il materiale, proveniente dalla Mostra Permanente dedicata al Forte Monte Festa sita presso la Ex Latteria di Cavazzo Carnico, gestita dalla stessa Associazione. Ad introdurre la serata e le tematiche dello spettacolo è Emanuele Facchin, autore, tra gli altri, di “Eroi senza vittoria” (2012, La Nuova Base) che racconta le vicende qui accadute durante la prima guerra mondiale nei giorni della invasione dopo lo sfondamento di Caporetto. Sarà l’occasione anche per raccontare qualche anteprima rispetto alla grande festa di ottobre, che l’Amministrazione sta organizzando, per la celebrazione ufficiale proprio dei cent’anni dai fatti del Monte Festa.
“Augusto, il violinista d’artiglieria” è particolarmente toccante, per i personaggi così terribilmente diretti e puliti e per la grande goliardia dei suoi protagonisti che sembrano trovare un rifugio e una motivazione ad andare avanti proprio nell’arte, nella poesia. Il “Poema bellico-goliardico tra curiosi, Anime & commilitoni del Monte Festa” (questo il sottotitolo) ha come interpreti Adriano Giraldi in Guerrino Pacifici, Maurizio Zacchigna in Augusto Febeo, Roberta Colacino in Anime e Maria Grazia Plos che dà voce proprio al Diario del Monte Festa. Le musiche sono sempre affidate al Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum (Mauro Verona – corno; Marco Favento – violino; Massimo Favento – violoncello; Denis Zupin – percussioni).
Guerrino Pacifici e i suoi collaboratori incontrano Augusto, il violinista d’Artiglieria, testimone ancora mai riaffiorato con i suoi diari sulla Grande Guerra. Veneziano di lingua e di spirito, Augusto Febeo raccolse tra versi e poesia sofisticata il profilo dei suoi commilitoni arroccati nella primavera 1917 lassù, sul Forte del “Monte Festa, quella cosa / che prepara gli aspiranti / vanno indietro vanno avanti / fino a che non vanno fuor… [di testa!]”. Fino a quel momento la funzione nel Forte, struttura di retrovia rispetto al fronte, era stata quella di una base dedita all’addestramento dei reparti di artiglieria, senza prevedere quale ruolo avrebbe poi svolto. Con il disastro di Caporetto quel bastione sarebbe diventato prima linea reale: arginare la marea d’invasione tedesca, proteggendo la ritirata al Piave, il compito più duro da sostenere. Folle quanto eroico sarebbe stato il sacrificio di 200 soldati italiani nel tenere la posizione. In un certo senso folle è anche il quid dei diari raccolti da Febeo. Dalla descrizione in versi traspare l’aspetto ludico quanto assurdo di un gruppo di soldati che sul Monte Festa trovarono temporaneo rifugio dallo stress mortale della prima linea. Immersi nel disagio bellico, si può mettere sullo stesso piano l’amore per gli aspetti tecnici della balistica e quello dell’Arte e del virtuosismo violinistico? La continua presa in giro tra pari-grado può essere un tonico miracoloso? L’esaltazione diaristica della quotidianità bellica può diventare mito? Tracce di follia trapelano nella narrazione dei fatti in sé, ma anche nella loro gestione successiva, alla luce di una Caporetto sempre più incombente…
La cura di Pace alla guerra (l’idea, i contenuti testuali e musicali, la supervisione) è di Massimo Favento; la regia teatrale èdell’Associazione Mamarogi e le illustrazioni – prodotte ad hoc sui personaggi delle storie, sono di Mauro Zavagno. Pace alla Guerra è un progetto di Lumen Harmonicum e si svolge con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Grazie alla collaborazione della Fondazione “Luigi Bon”, Pace alla Guerra si propone come anteprima della ormai storica rassegna Carniarmonie. A collaborare al progetto, inoltre, sono anche, Mamarogi, la Società Triestina di Cultura“Maria Theresia”, ArteFumetto MusicaTutti e il Comune di Udine – Udinestate 2017, l’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Udine e il Centro Studi Musica e Grande Guerra (Reggio Emilia). Gli spettacoli continuano il 29 giugno e il primo luglio con altri episodi-reportage nei quali si “rivedono” alcune pagine divenute aneddoti e leggende con gli occhi esterni delle persone comuni, dei non protagonisti.
Andrea Forliano
Altre info sul progetto sulla pagina fb: https://www.facebook.com/LumenHarmonicum/
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