"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

venerdì 16 settembre 2011

Quel che si muove a ... Bordan. Incontri ravvicinati con "ragni & Co."


Ragni & Co, la mostra di aracnidi presso la Casa delle Farfalle di Bordano


Dal 17 al 25 settembre, presso la grande serra friulana, una suggestiva esposizione vivente svelerà misteri e curiosità di aracnidi esotici e altre specie affini, dal loro impiego in celebri film alle prospettive curative di alcuni veleni. Nelle due domeniche, visite guidate con esperti e tanto spazio per i più piccoli con giochi e attività creative

La lunga estate di eventi dedicati alla natura, da Orchidays alla Notte delle Farfalle, dal Butterfly Safari a Tartarugando passando per il Camaleonte Day, si prepara al gran finale di questo programma ricco di appuntamenti accolti con entusiasmo dal pubblico.

Da sabato 17 a domenica 25 settembre
, infatti, la Casa delle Farfalle di Bordano (UD) proporrà “RAGNI & Co.”, una straordinaria mostra dove il ruolo di protagonisti dal vivo toccherà ad aracnidi, scorpioni e alcuni ‘parenti stretti’ meno noti.

Questi animali misteriosi, al centro delle leggende e del folklore di tanti popoli – basti pensare alla grande tradizione del Sud Italia legata alle tarantole – e temutissimi benché siano pochi quelli pericolosi per gli esseri umani, si potranno ammirare da vicino grazie all’esposizione vivente di esemplari di diverse specie esotiche, completata da pannelli ricchi di informazioni e dettagli sulle loro caratteristiche.

Tra i ragni ospitati troveremo la grande Lasyodora parahybana, le cui femmine arrivano a misurare 25 cm di lunghezza e un etto circa di peso; la Poecilotheria ornata, originaria dello Sri Lanka e anch’essa di grandi dimensioni, il cui veleno può essere pericoloso per l’uomo; la Brachypelma auratum, una migale messicana che si difende dagli aggressori ‘lanciando’ setole urticanti. Sempre dal Messico arriva la splendida Brachypelma smithi, una vera e propria star del cinema: la più nota fra tutte le tarantole spicca per la bellezza della sua livrea, le notevoli dimensioni e l’indole estremamente docile e innocua, grazie alla quale è stata più volte utilizzata nei set di celebri film tra cui “I predatori dell’arca perduta” e alcuni della serie “007”.

Tanti ragni, dunque, ma non solo, perché anche gli scorpioni reclamano il loro spazio:  dal deserto egiziano, ecco l’ Androctonus australis, il più velenoso del mondo. Il suo opistosoma – impropriamente chiamato ‘coda’ – dove è collocato il pungiglione velenifero, è caratterizzato da potenti muscoli che gli permettono di perforare anche la cuticola degli insetti più corazzati. Dal paese delle Piramidi viene anche il Leiurus quinquestriatus, il cui veleno ha una proprietà davvero interessante: da recenti studi è infatti emerso che in esso sia presente la clorotossina, una tossina che si lega a cellule tumorali e potrebbe permettere di localizzare e attaccare i tessuti colpiti nei pazienti malati, costituendo così un'efficace aiuto nella cura dei tumori.

Con ragni e scorpioni, ci saranno poi altri aracnidi loro ‘parenti’, entrambi innocui: l’Uropigio, dotato di robuste chele (pedipalpi) e di una lunga e sottile appendice posteriore (flagello) con funzione sensoriale, è in grado di spruzzare acido acetico, arma efficace sia per difendersi che per catturare prede; l’Amblipigio, strano tipo di predatore che si distingue per il primo paio di zampe, molto lunghe e simili ad una coppia di antenne, che fungono effettivamente da sensori.

Domenica 18 e domenica 25 verranno effettuate delle visite guidate alla mostra, una alla mattina (ore 11.30) ed una al pomeriggio (ore 16.00), condotte da un esperto biologo. Sempre le domeniche, nella zona dedicata ai più piccoli, il personale qualificato della Casa delle Farfalle seguirà i bambini in laboratori creativi/didattici con tema aracnidi, dove verranno ideati e realizzati giochi per le varie età.
In una delle due domeniche interverrà anche il dottor Alessandro Bellese, veterinario specializzato in specie esotiche, che approfondirà alcuni temi relativi a, spaziando dai pregiudizi da sfatare sul loro conto fino agli usi terapeutici del loro veleno nella medicina moderna.

“RAGNI & Co.”, con il brivido e il fascino dei suoi esotici ospiti tutti da scoprire, concluderà il ciclo di appuntamenti estivi ‘in diretta’ con la natura organizzati dalla Casa delle Farfalle di Bordano, ma il grande centro naturalistico e di educazione ambientale prosegue la sua attività e aspetta i visitatori nella sua grande serra per proporre loro la suggestiva esperienza della foresta pluviale tropicale, ricreata ai piedi del Monte San Simeone, dove centinaia di farfalle volano e vivono in completa libertà, offrendo uno splendido e coloratissimo spettacolo tale da incantare davvero gli occhi.



http://www.animalinelmondo.com/notizie/invertebrati/1463/RAGNI-Co-alla-Casa-delle-Farfalle-di-Bordano.html

giovedì 15 settembre 2011

35 anni fa, le scosse e la fuga

Il 15 settembre del 1976, per "chi c'era" è una data che ricorda amaramente la rabbia e la paura di una sconfitta. Se il 6 maggio era stata drammaticamente la sorpresa a prevalere, il  terremoto di settembre (dopo  le tende e la  insuperata esperienza di partecipazione popolare di quell'estate,  i mesi  dei Comitati delle tendopoli e delle manifestazioni [Trieste, Udine, Osoppo...]) aveva provocato un sentimento di profonda rabbia, per il tant scombati par nuja, per il rinnovarsi di una paura atavica (perdipiù alla luce del sole), per il lasciarsi andare a un rassegnato chinare la testa.
Il 15 settembre, per "chi c'era", è il giorno della fuga, del lasciare il proprio paese, verso la costa, verso un destino problematico e incerto.
Un momento triste, ma che è giusto ricordare.  Anche perché lo stringere i denti e l'impegno per la ricostruzione  sono  nati allora.

La fuga dai paesi terremotati nel disegno di un bambino di allora (da: "Friuli, i bambini", ed. AMZ)

mercoledì 14 settembre 2011

Lago, varianti referendarie

Il "Gazzettino" di oggi  riferisce  che la minoranza consiliare di Trasaghis intende promuovere un referendum popolare sulla "questione Lago" e che analoga iniziativa sia in animo anche tra alcuni consiglieri di Cavazzo.
Dovranno sicuramente essere approfonditi alcuni  dei dettagli riferiti dall'articolo (quali la effettiva normativa prevista dagli statuti comunali, il nominativo dei proponenti, etc.), ma sarà certamente un argomento su cui si discuterà parecchio nell'immediato futuro.


TRASAGHIS Si profila una consultazione popolare e a muoversi è la minoranza consiliare
Al referendum contro il raddoppio della centrale

Mercoledì 14 Settembre 2011, Il Gazzettino
TRASAGHIS - (pc) Verso il referendum sul progetto di raddoppio della centrale Edipower di Somplago. Stavolta l'iniziativa non arriva dal comitato, ma dalla minoranza consiliare "In Comune" che si accinge a preparare i moduli per la raccolta delle firme necessarie, atte alla richiesta di referendum relativo all'opera. Nell'ultima seduta di consiglio comunale, il dibattito sulla questione, si era concluso con la bocciatura della mozione proposta proprio dall'opposizione in cui si chiedeva alla maggioranza un ripensamento sul parere all'opera. Una bocciatura motivata dal sindaco Augusto Picco con la volontà di attendere gli esiti della conferenza dei servizi per dare un proprio parere. Ma ora, in attesa di tale conferenza (la cui convocazione sembra ulteriormente rinviata proprio perché la Regione avrebbe richiesto altre integrazioni al progetto), le minoranze si muovono verso il referendum: «Non essendoci un regolamento in Comune - dice Gianni Rodaro della lista "In Comune" - dobbiamo rifarci alla legge statale e ora stiamo preparando i moduli per richiedere l'indizione del referendum. Raccolte le firme, l'amministrazione avrà tempo sessanta giorni per indire la consultazione: come consiglieri abbiamo la facoltà di legittimare le firme». Qualcosa di analogo sta avvenendo anche a Cavazzo, dove parte della maggioranza (in quel caso non esiste minoranza, visto che le scorse elezioni hanno visto solo un candidato sindaco): ma qui sembra che lo statuto comunale preveda i regolamenti relativi all'indizione di referendum. 

Avasinis rilancia: una Pro Loco unica per l'intera vallata

Se n'era parlato anche sul Blog, qualche settimana indietro: lo sforzo delle Pro Loco per costruire qualcosa di utile per il paese di riferimento e il faticoso processo  per  mantenere le specificità di paese arrivando, nel contempo a collaborare reciprocamente. Ora dalla Pro Loco di Avasinis viene rilanciata la proposta di dare vita a una Pro Loco unica per l'intera Valle del Lago. E' una ipotesi interessante, ma forse non priva di difficoltà. La discussione è aperta e il Blog, come sempre, ospiterà volentieri i contributi che potranno arrivare al proposito.


Pro Loco unica in vista per la Val del lago

TRASAGHIS Reduce dal successo della festa del lampone e del mirtillo, frutto tra l’altro della collaborazione con la casa delle farfalle di Bordano e con le strutture operative sul lago dei Tre Comuni, il presidente della Pro loco “Amici di Avasinis”, Giovanni Rodaro, rilancia la proposta di creare un sodalizio unico per la Val del Lago. «Un’unica Pro loco dinamica – dice - capace di valorizzare le risorse ancora non sfruttate del territorio e creare una sinergia tra Comuni ed enti sempre più necessaria in questi tempi d’incertezza». L’incertezza cui si riferisce il presidente Rodaro è la stessa che ha di recente messo in crisi la Pro Venzone, dubbiosa fino all’ultimo, per motivi finanziari, sulla possibilità di organizzare la festa della zucca, e prima ancora di diverse associazioni di Buja, arrivate addirittura a cancellare le rispettive manifestazioni in segno di protesta per gli iter autorizzativi ritenuti troppo rigidi. La creazione di un maxi-sodalizio potrebbe risolvere questi e altri problemi e al contempo offrire maggiore impulso nell’organizzazione di eventi. «La Val del Lago – continua Rodaro - ha peculiarità, caratteristiche uniche e gente orgogliosa, che sa fare bene sola, ma è anche aperta ai consigli e alla collaborazione di tutti come dimostrano i tanti volontari di fuori che lavorano alla nostra festa. Il turismo e l’economia della valle possono ripartire da noi», conclude l’attivissimo presidente della Pro che dà appuntamento a giovedì sera, in piazza XX settembre a Udine, per Friuli doc dove prodotti e piatti di Avasins sono pronti a conquistare nuovi ammiratori. (m.d.c.)

martedì 13 settembre 2011

Quel che si muove ... a Cesclans. Ricordando Siro Angeli - V

"Colpo di scena" lo ha definito il Messaggero Veneto: durante la commemorazione di Siro Angeli, tenutasi domenica a Cesclans, è stata data lettura di una lettera arrivata da parte di Andrea Camilleri, con un affettuoso ricordo della personalità di Siro Angeli, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto della poesia e della produzione teatrale.
Così, sul Gazzettino di oggi, Gianfranco Ellero (che durante il convegno di Cesclans ha dato pubblica lettura del messaggio di Camilleri) descrive la manifestazione ed il rapporto tra i due autori:

Camilleri ricorda l’amico Siro Angeli
«Cullato dal ritmo dei suoi versi»



di Gianfranco Ellero


«Non importa se in lingua o in un dialetto che mi risultava di difficile comprensione. Allora, per risolvere il problema, non c'era che da andare da lui, mettergli la poesia sotto gli occhi e dirgli di leggerla ad alta voce. Subito a me, siciliano, diventava comprensibilissima. Spesso riprendevo in mano uno dei suoi libri e per ore mi lasciavo cullare dal ritmo perfetto dei suoi versi». Così lo scrittore Andrea Camilleri ricorda Siro Angeli in una lettera fatta pervenire al Convegno sulla figura e l'opera del Poeta tramite Marco Maria Tosolini, letta dallo scrivente nel pomeriggio dell'11 settembre nella rinata Pieve di Cesclans. «Poi, un giorno, sopra alla mia scrivania invece del libretto di poesie posò un voluminoso dattiloscritto. "È una commedia che ho appena finito di scrivere, vorrei che la leggessi". Mi emozionò il fatto che Siro tornasse al teatro dopo tanti anni d'assenza. La lessi e la rilessi, affascinato e intrigato. Era una storia chiaramente e soffertamente autobiografica, ma la forma che Siro le aveva dato non rientrava per niente negli schemi di una normale commedia da palcoscenico(...) Siro mi comunicò che la sua commedia aveva vinto il concorso indetto dalla "Pro Civitate Christiana" e che sarebbe stata rappresentata nel Teatro di Assisi da una compagnia da formare per l'occasione. "Hai scelto il regista?". "Sì, tu", mi rispose. Fu l'impegno teatrale più totalizzante e più entusiasmante della mia carriera. Per garantire la successione quasi cinematografica delle scene (da un vagone di tradotta a un'isba nella steppa russa, da una camera d'albergo al limbo dei non ancora nati, ecc. ecc.) impiegai ben tre palcoscenici girevoli che agivano quasi in contemporanea e una caterva di macchinisti e d'elettricisti.
      Per di più, la Rai comunicò che voleva trasmettere il lavoro in diretta. Si aggiunsero così altre complicazioni. Siro non venne ad Assisi, si sarebbe emozionato troppo. Preferì vedere la sua opera in televisione. Al termine, mi fece una telefonata piena di felicità».


da: Il Gazzettino, Martedì 13 Settembre 2011

lunedì 12 settembre 2011

Quel che si muove ... a Cesclans. Ricordando Siro Angeli - IV

Il Gazzettino di oggi offre una sintesi delle manifestazioni tenutesi a Tolmezzo e a Cesclans per ricordare la figura di Siro Angeli, a venti anni dalla scomparsa.


CAVAZZO CARNICO
Siro Angeli, ricordo di un grande drammaturgo

Lunedì 12 Settembre 2011, Il Gazzettino
CAVAZZO - (d.z.) Si è rivelata di alto spessore culturale la due giorni di celebrazioni per il Ventennale dalla scomparsa di Siro Angeli, poeta e drammaturgo di fama nazionale nativo di Cesclans di Cavazzo Carnico, scomparso il 22 agosto del 1991. Grande partecipazione sabato presso il Centro Servizi Museali di Tolmezzo dove è stata inaugurata la mostra di scritti autografi di Angeli e presentata l'anastatica del libro «L'âga dal Tajament» e le ultime scoperte sul poemetto «Il grillo della Suburra». Ieri invece presso la Pieve di S. Stefano a Cesclans c'è stato il clou con la manifestazione promosso dall'amministrazione comunale di Cavazzo, «In ricordo di Siro Angeli» con la Compagnia Teatrale Siro Angeli, la Società Filologica Friulana, il Gruppo Corale Sôt la Nape. «È questo il secondo tassello di un percorso iniziato in occasione dell'inaugurazione del "Centro" a Lui dedicato - ha commentato il sindaco Iuri - e che in futuro si arricchirà di ulteriori contributi».

Lago, un mondo .... in mi settima

domenica 11 settembre 2011

Quel che si muove ... a Cesclans. Ricordando Siro Angeli - III

Come più volte riferito, questo pomeriggio, alle 17, nella Pieve di Cesclans, avrà luogo un incontro per ricordare Siro Angeli, a vent'anni dalla scomparsa. Per meglio comprendere la multiforme attività dell'illustre figlio di Cesclans, riproponiamo ampi stralci di un profilo curato da Renzo Balzan:


Memoreant  Siro  Angeli
   (di Renzo Balzan)
 
  (...)     Fì di un emigrant, daspò vê frecuentât cun bogns risultâts lis scuelis superiôrs a Tumieç e a Udin, Angeli al jere stât normalist a Pise, dulà ch'al vè mût di laureâsi in letaris e filosofie. Po si jere trasferît a Rome dulà che si dedià a l'ativitât leterarie. Al è stât autôr di preseâts tescj par teatri, premiâts e publicâts su"Dramma" e "Senario". Senegjadôr di cuindis films, majorent dai programs culturâi de tierce rêt de Rai, al è stât inmò autôr dai tescj de senegjadure e atôr (te part principâl di Barba 'Zef) dal innomenât film in lenghe furlane "Marie 'Zef".
    Siro Angeli al à vût scrit cetant par italian: lis oparis par teatri "La casa" (1937), "Mio fratello il ciliegio"(1937), "Dentro di noi" (1939), "Battaglione allievi" (1940), "Assurdo" (1942), "Male di vivere" (1951),"Odore di terra" (1957) e "Grado zero" (1978). Par chel che s'inten la poesie: "Il fiume va" (1937), "Erba tra i sassi" (1942), "L'ultima libertà" (1962), "Il grillo della Suburra" (1975) e "Màtia mou" (1976). E inmò il romanç "Il figlio dell'uomo" (1989).
    Par furlan al à scrit lis ricoltis di poesiis "L'âga dal Tajament" (1976 e 1986), "Barba 'Zef e jo" (1985) e"Penultimas" (1991).
    Sore il dut di rilêf leterari e je la ricolte "L'âga dal Tajament". Par esempli te jentrade da l'opare Zuanfranc D'Aronco al scrîf: "…si po’ afirmâ che nuje al burìs di chestis pagjinis di leterari, tal sens di une costruzion vulude a taulin cul colegâsi e il palesâsi di modêi ancje alts. Dentri di nô, tal plui profont, o sìn nome nô: e chest Siro Angeli al è rivât a metilu jù su la cjarte e a fissâlu par simpri. I critics, no il presentadôr, a scrutinaràn su lis rivocazions di un timp e di un mont ch'al è stât; su lis situazions, sui sintiments, sui amôrs pandûts in forme ruspie ma ancje gentîl; o sun tune cierte vite  primitive cui dîs cadençâts secont un ordin simpri avuâl; o su subitanis ingòs par acjadiments no spietâts. Tal fons un desideri: che chest mont vivût nol vebi di disparî, che ducj nô si ricuadìn di nô, secont la racomandazion dal amì: "Impènsiti, ogni tant/ che Otône al è stât vîf/ ancia lui, su la tiera".
    La rime e la lenghe aduncje si proponin ruspiis, duris, ma tal stès timp travanadis di tante contignude dolcece, scuindude di une sorte di rivuart, come ch'al è tal caratar dai cjargnêi. Ancje s'al jere lontan, a Rome o a Zurì (in Svuizare, dulà ch'al à vivût plusôrs agns), Siro Angeli cul pinsîr no si slontanave mai de Cjargne, Al stave daûr, al paidive, al cjapave part emotivamentri 'es sôs vicendis: "J'sèi dopo tanc' ans/ tornât al gno paîs./ I muarz a son lontans/ e plui lontans i vîs./ Una volta ancia i clas/ a vèvin vòus, par me./ Cumò il gno cûr si pas/ di ce che plui no l'è".
    La ricolte e rive insomp cu la liriche che j dà il titul "L'âga dal Tajament". Tajament, flum che al divît la Cjargne, che la ten adun, ch'al è stât amì e disamì. Flum che di simpri al rapresente la vite di cheste tiere, e che nome l'egoisim di un capitalisim forest (prime la Sade e po l'Enel), cence anime, al à vût cûr di disfigurâ, lassanlu, par sfrutâlu cence un fîl di aghe (e di vite) par une lungje trate. Tajament, il flum di Siro, e primevere de sô vite, ch'al à vût cûr di cjantâ cemût che nissun âtri al jere stât bon di fâ prin.
    Daspò "L'âga dal Tajament", Angeli al torne a la marilenghe cu la senegjadure zà mutivade dal film "Marie 'Zef", dulà ch'al davuelç ancje, come atôr, la part di prin plan di Barba 'Zef : "Fâ la mê part par finta/ dentri una storia vera/ nol mi pareva bièl/ e di sigûr no l'era./ Alc ancimò mi incolpa/ di vèi metût ta grinta/ di Barba 'Zef apena/ la scussa da mê pièl,/ là ch'a coventava polpa/ di ciàr ch'a dûl l'intèra/ vita, sanc ch'a si svena/ fin che la muart l'à vinta".
    Une esperience dal sigûr di fonde chê di jessi tornât a la lenghe mari, e chest nus è stât pandût cuanche nus veve dât un pôcjis des sôs poesiis parcè che lis metessin dentri  te ricolte antologiche di autôrs cjargnêi "Aghe di fontanon". Une sielte madressude cul so diventâ poet alt, scritôr savìnt, che al sa cetant preseôs  ch'al è il patrimoni di culture e di storie par un popul, pe sô identitât. Une identitât che nome tignìnt dacont chescj siei "tesaurs" e po sperâ di salvâsi dal nivelament conformist e impersonâl de civiltât cunsumiste e globalizant.
    A Siro Angeli, a la sô opare, a la sô passion e al so impegn sociâl e culturâl pe incressite de  tiere native, la Cjargne e scugne jessi cetant agrât.

sabato 10 settembre 2011

Quei silenzi sul Lago : controreplica dei Comitati

I Comitati replicano al volantino   "La mia risposta ai Comitati" del 30 agosto, diffuso dall'ex sindaco di  Trasaghis in risposta al precedente  "Perchè continua a tacere?" del 18 agosto.
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L’ex sindaco e capogruppo della maggioranza consiliare di Trasaghis Ivo Del Negro
                          cambia le carte in tavola
Infatti, nel suo recente volantino, per non rispondere alle domande postegli, cambia   
          l’argomento attualissimo del progetto Edipower                
                                con un altro argomento:
           chi nel passato ha fatto di più per il lago,       
     e su quest’ultimo argomento sfida alcuni membri dei comitati a un dibattito pubblico.
  Alla gente non interessa chi nel passato abbia fatto di più per il lago. Alla gente interessa invece l’argomento attuale, importante ed incombente qual è il progetto Edipower. Questo è l’argomento per il quale i Comitati hanno disturbato il profondo silenzio dell’ex sindaco di Trasaghis avendo egli commesso il peccato originale dando per primo parere favorevole. Anziché cambiare le carte in tavola e lanciare sfide a coloro che da ben 3 anni stanno mostrando le loro idee e facce in tante pubbliche assemblee e scritti mentre lui, anche se invitato, se ne è stato silenzioso in disparte, invece      
   risponda ai suoi concittadini sulle seguenti domande:
1.  perché ha indotto il suo Consiglio Comunale a dare un parere favorevole il 04.08.2008 dopo soli 2 mesi dal ricevimento da Edipower di una misera e imbonitrice presentazione di poche paginette del progetto;
2.  perché, come risulta dal verbale della deliberazione, ha usato addirittura le stesse frasi imbonitrici di tale presentazione di Edipower;
3.  perché ha espresso parere favorevole su un progetto così importante ed impattante tenendo all’oscuro i suoi cittadini, senza indire prima almeno un’assemblea pubblica;
4.  perché ha espresso parere favorevole senza concordare una posizione comune con le altre Amministrazioni Comunali della valle, come si era sempre fatto in passato;
5.  perché l’incarico all’ing. Garzon di verificare il progetto Edipower è stato dato ben 2,5 anni dopo la deliberazione del 04.08.2008  che autorizzava “l’Amministrazione comunale all’affidamento di uno specifico incarico ad un esperto in materia”;  
6.  perché ha reso il parere favorevole senza garanzie contrattuali scritte e sottoscritte da Edipower;
7.  perché le tanto decantate “compensazioni” promesse non vengono precisate e rese note ai cittadini, tanto più che il sindaco di Verzegnis in merito ha dichiarato che “la posizione di Edipower  è assolutamente negativa, non accettabile”. Negativa in barba alle promesse e prescrizioni!
8.  perché l’Amministrazione continua a tenere all’oscuro la popolazione sull’andamento dei rapporti con Edipower.
    Del Negro si aggrappa alle prescrizioni (alcune sono ridicole), ben sapendo che sono foglie di fico per far passare il progetto Edipower, la quale sarà la vera padrona del lago anche perché in Italia si sa come vanno certi controlli.
    Anziché lanciare sfide e invitare i Comitati a promuovere, loro, un referendum popolare sul progetto Edipower, il capogruppo della maggioranza inviti la sua Amministrazione, a fare lei un saggio e doveroso  atto di democrazia, che potrà solo essere apprezzato, indicendo lei quel referendum, che finora ha rifiutato.       
    Sia il popolo a decidere su un argomento così importante.
   Questo si chiama democrazia e partecipazione!
   Questo Del Negro dovrebbe saperlo.
   I comitati accetteranno il risultato del referendum.
  
 A cura di: Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago – Alesso; Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento – via Davanzo,9 Tolmezzo. 09 .09.2011 

venerdì 9 settembre 2011

I valori della Carnia ... e quelli della Val del Lago

Cresce l'interesse attorno all'iniziativa sull'«atlante dei valori» della Carnia, segnalata ieri sul Blog e ripresa oggi con rilevanza da un articolo de "Il Gazzettino":


TOLMEZZO Con un semplice invio i visitatori potranno arricchire la mappa
Atlante on line per la Carnia
Un nuovo portale per segnalare i valori che caratterizzano l’identità locale
di David Zanirato

Venerdì 9 Settembre 2011, Il Gazzettino
Ti piace un lembo particolare della Carnia? Vuoi segnalare un monumento od un luogo dimenticato? Ora lo si potrà fare grazie al portale www.simfvg.it/geotag, il nuovo Atlante online delle segnalazioni dei valori della Carnia. A svilupparlo il Sistema informativo territoriale della Comunità montana della Carnia, attraverso una azione-pilota nel contesto del Susplan, il progetto Interreg IV Italia-Austria che si occupa della pianificazione sostenibile dell'area montana insieme alla Regione Veneto, al Land Carinzia ed alla Comunità collinare del Friuli, (di cui la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e le altre tre Comunità montane della Regione sono invece i partner associati). Lo scopo è raccogliere informazioni su cosa è considerato patrimonio territoriale e sui valori dello spazio vissuto, cioè le risorse che hanno costruito e continuano a costruire l'identità locale, evitare la perdita delle conoscenze dei luoghi, cioè la perdita della memoria dei luoghi, aumentare il coinvolgimento degli abitanti nella rappresentazione del territorio, aumentando responsabilità e sensibilità, far emergere potenzialità e stimolare, attraverso il confronto fra cittadini ed istituzioni locali, una migliore gestione del territorio. Il valore complessivo dell'Interreg Susplan è di 930mila euro (di cui 230mila euro a favore della Comunità Montana della Carnia) per obiettivi generali rivolti al libero accesso all'informazione territoriale transfrontaliera, attraverso la realizzazione di banche dati condivise e l'elaborazione di quadri conoscitivi comuni. Il materiale raccolto da questo «forum» virtuale servirà per stendere la «Carta dei valori della Carnia». È fondamentale quindi che: residenti, enti, professionisti, operatori o semplici visitatori, utilizzino questo strumento. Con un semplice clik è possibile dare «valore», segnalando un punto, un percorso un'area. «Riteniamo che questo possa essere uno strumento importantissimo per valorizzare il territorio - ha affermato Giovanni Battista Somma, commissario straordinario della Comunità montana della Carnia-. Ora è necessario che venga utilizzato da più fruitori possibili». 


Si discuteva ieri su quale contributo possa venire dalla Valle del Lago. Non è,  se vogliamo, un discorso nuovo: già quando si parlava della costituzione dell'Ecomuseo, era stato fatto un primo elenco dei "giacimenti culturali" della Valle del Lago:


AMBITI ECOMUSEALI
Ambito di Ospedaletto
Mulino Cocconi, Roggia Plovia, fornace di calce di Borgo Molino, Lago Minisini, sentiero geologico del Cumieli, forte di Monte Ercole, resti del Castello di Grossemberg, resti del castelliere preistorico, fortino napoleonico, conoide dei Rivoli Bianchi, precedenti e nuove opere di presa del Consorzio di bonifica Ledra-Tagliamento, Fiume Tagliamento, Mulino Cozzutti.

Ambito di Gemona 

Centro storico, fontana del Turco, lavatoio pubblico di Godo, Roggia Bianca, Rio Macile, cascata del Rio Glemineit, conoide del Vegliato.

Ambito di Artegna e Montenars 
Torrente Orvenco, Rio Clama, Lavio di Mont, sentiero naturalistico del Faeit, Fiume Ledra, ex Centrale elettrica Arteniese, Rio Bosso, pompe e centrale di sollevamento del Consorzio Acquedotto del Friuli Centrale.

Ambito di Buia e Majano 
Lavatoi pubblici di: Codesio, Campo, San Floreano, Tomba, Andreuzza, Ursinins Grande e Santo Stefano, polla sorgiva del Rio Gelato, opere di presa e rogge di San Floreano, Mulino Pastôr, Parco storico di Monte, Torrente Cormôr, torbiera di Fontana Abisso, palude di Casasola.

Ambito di Forgaria 
Lago di Cornino, Fiume Tagliamento, Centro per la reintroduzione del Grifone, Parco archeologico di Castelraimondo, sentiero geologico di Mont di Prât, risorgive di Cornino, Laghetti Pakar.

Ambito di Osoppo
Sorgive di Bars, Fiume Tagliamento, prati aridi dell'ambito di Bars, Forte di Osoppo.

Ambito della Val del Lago (Trasaghis, Cavazzo, Bordano) 
Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, stagno ecologico, orto botanico di Interneppo, centrale idroelettrica di Somplago, palude Vuarbis, sentiero entomologico del San Simeone, Forte del Monte Festa, ponte romano di Somplago, lavatoi pubblici di Alesso e Braulins, torrente Palâr, palude di Avasinis.



Ambito di Venzone 
Sorgive del Pradulin, Fiume Tagliamento, Rio Lavaruzza, Torrente Venzonassa, fossato della cittadella medievale, Centro storico, Museo della Terra, sentiero naturalistico di Santa Caterina.

Rosta Savorgnana

Roggia Bianca

Lavatoio di Codesio

Torbiera di Fontana Abisso

Ora, tutto si aggroviglia, ed è in evoluzione: la Val del Lago, oggi, comprende Comuni differenti, forse soggetti in un prossimo futuro a probabili accorpamenti,  inseriti in Comunità Montane differenti (a loro volta in odore di soppressione, per essere sostituite da altre forme aggregative...). Ecco dunque, la sovrastruttura amministrativa muta, il bene culturale rimane (se gode dell'attenzione delle persone del luogo e di sensibilità  allargate). Quindi, anche da questo Blog, un invito: SEGNALATE QUEL CHE VA INDIVIDUATO E CONSERVATO .... e magari  IMPEGNATEVI/IMPEGNAMOCI a dare ciascuno il proprio contributo.

Quel che si muove a ... Peonis. Domenica festa all'ancona dai Clapàz

Anche quest’anno si attendono numerose persone, domenica  11 settembre, a Peonis, alla salita dell'ancona dai Clapàz, il manufatto religioso che la gente di Peonis ha costruito nel 1829 dedicandolo alla Madonna del Rosario e rimesso a nuovo alcuni anni fa col lavoro degli alpini e dei volontari del luogo. Dopo la simbolica "riconsegna" dell'edificio alla popolazione, al termine di impegnative settimane di lavoro per far tornare all'antico splendore un manufatto consunto dal tempo e danneggiato dal terremoto, la manifestazione è ormai diventata un appuntamento tradizionale assai atteso . Il restauro del manufatto ed il riatto della strada  (curato periodicamente dai volontari di Peonis) rappresentano un evidente omaggio al senso religioso e alle fatiche della gente in un passato ormai remoto, quando le donne, di ritorno dai pascoli e dagli stavoli delle montagne di Ledrania e di Pecol dai Zocs,  proprio davanti all'ancona sostavano, per un momento, a pregare e a riposare, prima di riprendere l'ultimo tratto di strada che le avrebbe riportate in paese.
Dopo il ritrovo alle 10.45 all’incrocio tra via Chiesa e via Bottecchia,  percorsa la mulattiera che conduce davanti all’edicola religiosa, alle 11.15  vi verrà celebrata la Santa Messa dal parroco don Fausto Quai. Successivamente  prenderà la parola per un saluto il sindaco di Trasaghis  Augusto Picco, davanti alla popolazione, ai membri dell’Associazione “Chei di Peonis” e alle rappresentanze dei gruppi alpini della zona, per sottolineare la significatività della cerimonia, il rapporto tra la gente ed il territorio e l’importanza dell’associazionismo e del volontariato.

giovedì 8 settembre 2011

"Atlante dei valori della Carnia": quali contributi dalla Valle del Lago?

Il sito "Carnia.la" segnala una importante e significativa iniziativa promossa dalla Comunità Montana della Carnia:  la costituzione dell'«atlante dei valori», l'individuazione  e la catalogazione di "tutto quel che può essere considerato patrimonio": luoghi, angoli, situazioni, spazi....  Si tratta di una iniziativa meritevole, cui può essere dato un contributo anche dalla Valle del Lago, un territorio che rientra pienamente in ambito carnico per quanto riguarda il Comune di Cavazzo, ma che - a leggere con attenzione  la storia - può avere degli addentellati anche più estesi, basti ricordare l'appartenenza, sino agli inizi del Novecento, di Alesso, Interneppo e Bordano alla Pieve di Cavazzo, o i documenti  quattrocenteschi attestanti che il confine della Carnia andava "usque ad lapidem nominatam Pierabech", cioè ad una pietra miliare collocata oltre Oncedis, a breve distanza dal Leale.  Tutto questo, dunque, per augurarsi che l'iniziativa abbia successo e che al lavoro di individuazione di questi "lûcs cjargnei" giunga un contributo anche dalla Valle del Lago.  (A&D)


Si chiama Carta dei valori della Carnia, ed è una raccolta di punti che contano per chiunque abiti, frequenti o transiti per la Carnia. Possono essere edifici, sentieri, opere d’arte o anche suggestioni evocate da un paesaggio. Anzi, meglio se non sono luoghi famosi e conosciuti. Quello che più è importante è che siano luoghi che contano per chi li segnala. La cartina infatti si basa sulle indicazioni che ognuno di noi può (anzi, dovrebbe, se ci tiene al territorio) segnalareattraverso questa cartina.
Lo scopo è, come si legge, nella pagina delle segnalazioni:
raccogliere informazioni su cosa è considerato patrimonio territoriale e sui valori dello spazio vissuto, cioè le risorse che hanno costruito e continuano a costruire l’identità locale,
evitare la perdita delle conoscenze dei luoghi, cioè la perdita della memoria dei luoghi,
aumentare il coinvolgimento degli abitanti nella rappresentazione del territorio, aumentando responsabilità e sensibilità,
far emergere potenzialità e stimolare, attraverso il confronto fra cittadini ed istituzioni locali, una migliore gestione del territorio.
L’iniziativa è curata dal Sistema Informativo Montano, un ufficio della Comunità Montana della Carnia.
Con un semplice click, puoi segnalare qualsiasi elemento che merita di essere riconosciuto come un patrimonio della Carnia e proporre idee per la sua tutela e valorizzazione. Le tue segnalazioni contribuiranno alla redazione della Carta dei valori della Carnia e dei successivi documenti di pianificazione del comprensorio.

Quel che si muove ... a Cesclans. Ricordando Siro Angeli - III

Anche la Società Filologica Friulana, sulla pagina in friulano che periodicamente viene pubblicata dal Messaggero Veneto, si è occupata delle commemorazioni di Siro Angeli che si tengono sabato e domenica prossimi  in occasione del 20° anniversario della scomparsa:


Cjavaç al ricuarde Siro Angeli so grant fi

J’ sèi dopo tanc’ ans/tornât al gno paîs./I muarz a son lontans/e plui lontans i vîs./Una volta ancia i clas/a vèvin vòus, par me./Cumò il gno cûr si pas/di ce che plui no l’è. Chês puartadis culì a son peraulis di Siro Angeli, l’inteletuâl di Cesclans di Cjavaç (1913-1991) che, come altris cjargnei dal so timp, al à savût meti dongje in forme armoniose elements artistics di nature diferente. Scritôr di oparis teatrâls, autôr di senegjaturis cinematografichis e radiodramis, interessât di cine e teatri ancje in vieste di critic, poete ce par talian ce par furlan, Siro al pant il so inzen fûr dal ordenari fin di fantat: il pas dal Liceu Stellini di Udin ae Scuele Normâl di Pise al è curt. Po dopo, a vegnin Rome, la Rai, il puest di vicediretôr dal tierç program, di cundiretôr dai servizis di prose pe radio e une prove tant che atôr, il Barbe Zef direzût di Vittorio Cottafavi tal film Maria Zef, dificil di dismenteâ, stant la fuarce espressive che e salte fûr di chê interpretazion. 
A vincj agns de muart di chest artist cussì ecletic, il Comun di Cjavaç - dant seont a di un percors tacât dal 2008 cu la sistemazion de sô cjase e cuntune cunvigne di studis - al torne a celebrâ il sô paisan plui innomenât, zontant cumò altris iniziativis. Si che, sabide ai 10 di Setembar, aes 11, li dal Centri di coordenament culturâl de Cjargne (in bande dal Museu Gortani), Ermes Dorigo, Nicola Corbelli e Renzo Balzan a presentaran la ristampe de racuelte di poesiis di Siro che e à par titul L’âga dal Tajament e il volum - autôr il prof. Corbelli - Siro Angeli e il poemetto di una vita “Il grillo della Suburra”. Il libri di Corbelli, te prime part, al passe fûr par fûr la vite di Siro, la produzion teatrâl e liriche, taliane e furlane, des rimis scritis in zoventût fin aes oparis de maturitât; te seconde, al smire l’atenzion sul poemut bon di impegnâ l’artist par plui di trente agns, puartantlu a chel che lui stes al tignive tant che il risultât miôr dal so percors leterari. Tal Centri di coordenament e sarà screade ancje une mostre di scrits origjinâi dal artist, puartâts jù de cjase museu di Cesclans. Domenie lis celebrazions si spostin juste sù lassù: aes cinc daspomisdì, te suaze de plêf di Sant Stiefin, e varà lûc la manifestazion In ricordo di Siro Angeli. A tiessi i ricuarts a saran pardabon in tancj di lôr, scomençant di chei di famee. Po dopo: la Compagnie teatrâl Siro Angeli, Gilberto Ganzer, Grazia Levi, il Grup corâl Sot la Nape, Luigi Maieron. La Filologjiche no à volût mancjâ a chest apontament impuartant, clamant a contâ di Siro Gianfranco Ellero, so grant amì, e Gloria Angeli. Cun di plui, al fasarà di moderadôr il nestri conseîr Celestino Vezzi.

mercoledì 7 settembre 2011

Quel che si muove a ... Cesclans. Ricordando Siro Angeli - II


Ulteriori dettagli sulle manifestazioni per ricordare la figura di Siro Angeli in programma sabato e domenica prossimi: ne ha parlato il "Gazzettino".


CAVAZZO CARNICO
Il ricordo di Siro Angeli
drammaturgo e poeta
a vent’anni dalla morte

Mercoledì 7 Settembre 2011, Il Gazzettino
CAVAZZO CARNICO (d.z.) L'Amministrazione Comunale di Cavazzo Carnico ha organizzato per la prima decade di settembre una serie di iniziative per ricordare il poeta e drammaturgo Siro Angeli nel ventennale della sua scomparsa (1991-2011). «A venti anni dalla scomparsa dell'illustre concittadino Siro Angeli - spiega il sindaco Dario Iuri - l'Amministrazione Comunale ha voluto celebrare la ricorrenza con una serie di eventi. È questo il secondo tassello di un percorso iniziato in occasione dell'inaugurazione del «Centro» a lui dedicato e che in futuro si arricchirà di ulteriori contributi». Sabato 10 settembre 2011, nella sala conferenze del Centro Servizi Museali (adiacente il Museo Carnico delle Arti Popolari «Michele Gortani» di Tolmezzo), alle 11 - dopo probabilmente un intervento della figlia Daria -, saranno presentati l'anastatica de "L'âga dal Tajament" e il libro del professore Nicola Corbelli Siro Angeli e il poemetto di una vita «Il grillo della suburra», libro che si articola in due parti: nella prima, dopo un'ampia introduzione di Ermes Dorigo, l'autore traccia un'approfondita panoramica sulla biografia di Angeli, sulla sua produzione teatrale e poetica in italiano e friulano; nella seconda parte l'analisi s'incentra sulle tre edizioni del poemetto "Il grillo della Suburra" (1960, 1975, 1990, la prima delle quali per lungo tempo è rimasta sconosciuta alla critica, e quindi si presenta come una scoperta e novità. Prima della presentazione, nella medesima sede, sarà inaugurata una mostra di scritti autografi di Angeli, provenienti dalla casa-museo di Cesclans. Domenica 11 settembre 2011, dalle 17 nella Pieve di S. Stefano a Cesclans «In Ricordo di Siro Angeli» con interventi di: Compagnia Teatrale Siro Angeli, Gianfranco Ellero e Gloria Angeli per la Società Filologica Friulana, Gilberto Ganzer, Grazia Levi, Gruppo Corale Sôt la Nape, Luigi Maieron, Silvia, Daria, Alida Angeli, Riccardo Angeli. Presenta Celestino Vezzi. 

Chi ha detto che Avasinis non porta bene?

Ci siamo occupati, qualche giorno fa, di miss (argomento inusuale per il Blog), dando notizia dei risultati di un concorso tenutosi ad Avasinis. Ora, udite udite, "miss Avasinis", Eleonora Lorenzoni, ha sfiorato la vittoria in un concorso nazionale tenutosi in Calabria. Chi ha detto, allora, che Vasìnas non porta bene?



Al concorso "Una ragazza per il cinema"
Successi friulani in Calabria

TARCENTO - Si è svolta a Capo Rizzuto la 23esima edizione di "Una Ragazza per il Cinema, Moda e Fotegenia". Alle finali nazionali hanno partecipato 102 ragazze. Grande risulato per il Friuli, che infatti ha sfiorato il podio con il secondo posto assoluto di Eleonora Lorenzoni, 18 anni di Tarcento, 1.75 di altezza, capelli bruni e occhi blu, sorriso bianchissimo che splende, un volto proprio da cinema. Aveva vinto ad Avasinis su 27 concorrenti la finale regionale, un secondo posto che forse la spingerà a studiare recitazione e dizione. Soddisfazione per Maite Mena Ramos, anche lei, guarda caso, di Tarcento, che ha vinto la fascia di Miss Simpatia e per Samanta Segat di Portogruaro che è stata eletta Miss Spettacolo.
      Era dal 2003 con Anna Zaina di Porpetto che la nostra regione non arrivata seconda al blasonato concorso che ha lanciato Valeria Marini.
da: Il Gazzettino, Martedì 6 Settembre 2011

martedì 6 settembre 2011

Eliseo: "Alesso, un posto tra i più belli che ho visto"



Ci scrive Eliseo, impegnato in una progressiva "scoperta" di Alesso :


«Saluti a tutti,
son stato da voi con la famiglia (i miei "nonni"  adottivi paterni
erano di Alesso) nel 1974 che ero appena un ragazzino in visita parenti
ma, proprio per questo,e anche perchè ancora fresco di lutto per papà,
non mi sono subito reso conto del posto in cui mi trovavo.Poi ci son
tornato  da solo nel 1976 appena successo il terremoto per "dare
conforto" ai vecchi ed unici parenti rimasti dal ceppo paterno e non vi
descrivo l'angoscia per tutto ciò che hanno ed avete subito. Dopo la
morte del "nonno" nel 1981 ci sono tornato ed anche in questa
circostanza non ho potuto godermi sufficientemente la località (anche se
tutte e tre le volte o avuto comunque modo di guardarmi attorno). Ora,a
Maggio, sono tornato dopo 20 anni circa ad Alesso.
Ho pianto,sì ho pianto di commozione come un bambino nel vedere
l'enorme lavoro svolto per la ricostruzione del paese, la visita ai
prenti in cimitero,nel vedere nuovamente  il sempre bellissimo lago ( da
come lo ricordavo mi pare le acque si siano un pò ritirate),un posto
che a mio modestissimo parere è tra i più belli che ho visto.Che dire,
tutto bellissimo, unica nota stonata forse il fatto di aver visto,
nell'attraversare il ponte,  il fiume quasi a secco,come mai già a
Maggio?Quei posti li ho nel cuore,ci rimarranno sempre perchè sono
incantevoli ed il loro ricordo ora più che mai è indelebile.

Mandi.
Eliseo»


Che dire? Grazie, e continua a stare vicino a questo strambo, caro  paese.

lunedì 5 settembre 2011

Il Palar, i rifiuti, la discussione: risponde il Sindaco di Trasaghis

Dopo l'articolata discussione sul problema dei rifiuti "estivi" lasciati sul Palar e nelle immediate vicinanze e la conseguente formulazione, ieri, di una ipotesi di soluzione, registriamo con soddisfazione l'intervento del Sindaco di Trasaghis  il quale commenta favorevolmente l'andamento della discussione ed esprime il parere dell'Amministrazione sul tema. L'intervento, già pubblicato nei commenti, viene proposto anche in un articolo specifico perché possa essere  conosciuto anche da un numero più elevato di lettori del Blog. Grazie al Sindaco e a tutti quanti sono intervenuti nella discussione. (A&D)

Ho seguito con attenzione il dibattito nato sul blog in merito ai rifiuti.
A parte qualche commento fuori luogo indirizzato al sottoscritto che non intendo riprendere,
credo che la discussione sia stata finora positiva e abbia portato un contributo non indifferente per capire come viene percepito il problema da parte delle persone che frequentano il Palar.
Sottolineo solamente un aspetto: il nuovo sistema di raccolta differenziata che è stato da qualche mese istituito ha delle modalità di funzionamento che devono essere rispettate per far sì che si ottengano i risultati sperati.
Uno di questi, forse il più importante, è evitare che ci siano in giro cassonetti non presidiati perché genererebbero un abbandono di rifiuti non controllato.
Quanto affermo deriva da esperienze già testate in altre zone del Friuli in bacini di oltre 100.000 persone e quindi ha una ottima base per essere ritenuto attendibile.
Questa prima estate abbiamo “testato” il servizio al lago e appena avremo i dati sulla quantità e qualità del rifiuto prodotto potremo fare delle analisi su come procedere per migliorare il servizio ed implementarlo in altre aree, tipo la riva ovest del lago e nel Palar.
Chiudo ringraziando quanti hanno partecipato costruttivamente alla discussione assicurandoli che le proposte saranno attentamente vagliate nell’interesse comune di miglioramento del servizio.


Augusto Picco
Sindaco di Trasaghis 

Quei silenzi sul Lago: la replica

Dopo che i Comitati avevano chiesto prima a voce, nel corso dell'ultima assemblea sulla piazza di Alesso e poi  espressamente, attraverso un volantino, che l'ex sindaco di Trasaghis si esprimesse sulle motivazioni che avevano portato il Consiglio comunale, il 4 agosto 2008, ad esprimere parere favorevole di massima al progetto Edipower, è stata diffusa la risposta, sempre attraverso volantino, da parte di Ivo Del Negro "consigliere comunale di Trasaghis".



domenica 4 settembre 2011

Il Palar ed il problema dei rifiuti: dopo la discussione, una proposta


Il post "Il Palar ed i rifiuti di una calda estate " è stato in assoluto l'articolo più letto e commentato del Blog: prima di tutto, dunque, un ringraziamento a tutti quanti si sono interessati dell'argomento e in particolare a quanti  hanno contribuito alla discussione (oltre ai diversi anonimi,  ricordiamo Massimiliano, Loris, Igor, Mattia, Eleonora, Massimo, Giuliano, Montanaro…).
Che dire in conclusione? Prima di tutto va cercato un equilibrio (come emerso più volte nella discussione) tra i "locali" e i "forests", tra le esigenze della salvaguardia del territorio, la sua promozione e la gestione di un turismo rispettoso e dimensionato.
Bisogna poi ribadire che il problema dei rifiuti sul Palar va inquadrato all'interno delle modifiche sopravvenute nella normativa sulla raccolta differenziata. Ovvero, se nel resto del Comune si fa la raccolta differenziata, è inutile dire "lasciamo i cestini sul Palar" .
La soluzione (relativamente) più semplice potrebbe essere  (visto che il Palar è la località che "accoglie" maggiormente  un afflusso di "fruitori", più del Leale, più del Tagliamento - aree accomunate dall'ordinanza di divieto deposito rifiuti - ) quella di creare un'isola ecologica sul piazzale della chiesa nei pressi dei lavadôrs, sul modello di quanto posto in essere al Lago. In tale area, previa una opportuna informazione (cartelli, volantini…) i "fruitori del Palar"  potrebbero e dovrebbero portare i rifiuti già suddivisi per genere.  Va da sé che il funzionamento di tale soluzione dovrebbe appoggiarsi  a due altre condizioni:
- il mantenimento dei ticket dei parcheggi  ( i quali, ricordiamolo, sono stati istituiti per "liberare" il piazzale della chiesa e le vie adiacenti dalle "soste selvagge" che arrivavano persino a intralciare il transito dei funerali!)
- l'utilizzo dei proventi dei parcheggi  (come veniva - viene ancora? - fatto per il Lago) per  l'assunzione temporanea di personale  da impegnarsi nella supervisione della raccolta differenziata  (verificando per esempio la corretta suddivisione per tipologia di rifiuto prima del passaggio dei mezzi di raccolta)  e magari (compatibilmente con la normativa vigente) avente la facoltà di infliggere sanzioni per i ticket non esposti o di fronte a evidenti  infrazioni della normativa sui rifiuti.
Questa potrebbe essere la soluzione  più "indolore", proposta dal Blogger dopo aver letto i diversi interventi comparsi nella discussione.
Nei mesi che ci separano dalla prossima estate, ci sarà naturalmente spazio perché "colà dove si puote" possano essere prese le decisioni opportune. Se la discussione su "Alesso & Dintorni"  fosse stata utile e  avesse fornito indicazioni opportune … la soddisfazione sarebbe naturalmente  grande.
A&D

San Simeone: rileggendo il libro di Silvio Angeli

Nel giorno della festa di San Simeone può essere interessante, soprattutto per quanti vi si recano "da esterni", rileggere un libro ormai quasi introvabile, "La Pieve di Santo Stefano di Cavazzo", uscito nel 1969, la prima monografia dedicata al territorio della Valle del Lago. Un paragrafo è specificatamente dedicato alla chiesa di San Simeone, raccogliendo le notizie storiche sulla chiesetta note all'epoca della stesura del libro.  Si tratta di un testo che è stato utilizzato come base di partenza da tutti i ricercatori che, poi, hanno ripreso e approfondito gli studi di Silvio Angeli.



Da: Silvio Angeli, La Pieve di Santo Stefano di Cavazzo, Agraf Udine 1969

10) CHIESETTA DI S. SIMEONE.
E' una chiesetta alpestre eretta sul monte omonimo. In una relazione, il Pievano Mazzolini (41) dice che la tradizione vuole sia stata fatta erigere da un conte di Colloredo il quale s'era rifugiato lassù colla famiglia per sfuggire alla peste e fosse stata consacrata da un Vescovo di ritorno dal Sinodo di Klagenfurt col B. Bertrando (1334-1350).
Altra tradizione vuole che in questa chiesa si fossero riparati i cristiani, prima dell'editto di Milano, per sfuggire alle persecuzioni.
Altra tradizione ancora afferma che, dopo l'editto di Milano, si sia riparata lassù la sparuta schiera dei pagani.
La lapide posta sopra la porta principale ci dice che Agilberto Giorgio, Vescovo di Parenzo, abbia proceduto alla consacrazione della chiesa per comando di Marquardo di Randek, Patriarca di Aquileia (1365-1381) e quindi in un tempo posteriore a quella del Vescovo che ritornava dal Sinodo di Klagenfurt.
La chiesetta è ricordata la prima volta il 27 marzo 1322 (42) in un testamento, stilato in Venzone, di Ranieri, capo della famiglia che, detta poi Ranerotti, si estinse in Udine nel 1521, dal quale si desume che la chiesa di S. Simeone era compresa nel territorio di Venzone. Indi è menzionata nel 1358 (43) nel testamento di Occolini da Venzone che lascia un medro d'olio per rilluminazione (44) e da P. Nicolo da Cavazzo che lascia alla chiesetta una rendita annua di den. 2 e soldi 10 (45)-Nel 1473 (46) si ordina ai camerari precedenti di pagare i loro debiti al cameraro della chiesa di S. Simeone, Gio. Egidio.
Ma nel periodo successivo la chiesa deve essere stata molto trascurata tanto che venne concesso dall'Abbate di Moggio il permesso (47) di celebrare la messa nel giorno della dedicazione (48), qualora il Pievano di Cavazzo riconoscesse che nulla mancasse di quanto occorreva per la celebrazione dei divini uffici nella detta ricorrenza. Il Pievano provvide con una certa sollecitudine a che tutto fosse in ordine, sicché il Vicario Generale (1762) dell'abbazia di Moggio (49)) tolse la limitazione raccomandando, per evitare disordini che avvenivano di solito alla vigilia della dedicazione, oltre le dovute riparazioni, di erigere un ospizio per raccogliere i pellegrini.
Da questo momento tacciono i documenti sulla chiesetta di S. Simeone fino al 30 agosto 1913 (50), anno in cui Mons. A. A. Rossi, Arcivescovo di Udine, riconsacrò la chiesa, dopo che fu in gran parte restaurata.
Dato che la consacrazione coincideva con il sedicesimo secolo della

(pag.136)  libertà della chiesa concessa da Costantino, la circostanza venne fissata in una lapide collocata sopra la porta principale con la seguente iscrizione: " Hanc Aedem - (ab) Agilberto Georgio Episcopo Parentino - jussu patr. Aquil. Marquardi de Randek - Sancto Simeoni consacratam - muris deinceps excrustatis - hoc anno sedecies saeculari ab Ecclesiae - pace a Costantino imperatore edita - collectis viribus restauratam et expolitam - Ant. Anastasius Rossi Archiep. Utinensis - denuo consacravi! - III Kal. Septembrìs MCMXIII - (51) ".
Il prof. Marinelli (52) in una relazione letta all'Accademia di Udine, tra l'altro afferma che " le pareti hanno subito ben quattro intonacature successive; nella parete di sinistra si notano dei discreti affreschi che rammentano la scuola di Gio. Francesco da Tolmezzo... Anche nell'abside si notano delle pitture a fresco raffiguranti i dodici Apostoli e sopra, nel mezzo, un Padre Eterno, più recente e più infelice artisticamente parlando ".
Ora la chiesetta così si presenta secondo il prof. G. Marchetti (53): " E' stata soggetta a parziali costruzioni e, quanto si vede attualmente, è il risultato di un generale ripristino eseguito nel 1912-13. Aula rettangolare con travatura scoperta, abside circolare in volta in sassi; finestrelle circolari su ciascuno dei fianchi dell'aula (dovuta alla ricostruzione recente), monofora campanaria rifatta; porta rettangolare. Nell'interno altare recente con due statue lignee che parrebbe assegnabili al sec. XVI ".