"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

domenica 8 marzo 2020

Teatri (naturali) sempre aperti nel Comune di Trasaghis

In mezzo alle tante limitazioni dettate dal Coronavirus, non si può che accogliere con favore la proposta del Comune di Trasaghis che, in un manifesto diffuso sulla Rete, invita a riflettere sul fatto che le tante bellezze naturalistiche del Comune rimangono a disposizione di tutti. 
Il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, nel sostenere l'importanza del promuovere le attività all'aperto,  ha commentato: "In un periodo di emergenza e restrizioni, godiamoci le bellezze che ci offre il nostro territorio, uno spettacolo a cui possiamo contribuire frequentando le nostre attività commerciali, in questo momento di difficoltà anche economica. Restiamo uniti" accompagnando il messaggio con l'hastag #trasaghisnonsiferma


venerdì 6 marzo 2020

Le primule di solidarietà quest'anno le trovate SABATO 7 MARZO!

In tempi difficoltosi e pieni di paure, non può mancare la solidarietà.
Le primule, per esempio,  sono state scelte dalle donne come simbolo di forza e speranza e come concreto esempio di solidarietà . Da parecchi anni, ormai,  diverse volontarie  offrono coloratissime primule – col motto "Une primule par judâ la vite" – sui sagrati delle chiese o nelle piazze dei paesi della Pedemontana e dell'Alto Friuli. Le offerte raccolte vanno per tradizione all'Associazione malattie del sangue di Udine (a sua volta appartenente all'Associazione italiana per le leucemie), che opera nel reparto di Ematologia del policlinico universitario di Udine. Chi volesse partecipare all'iniziativa può ritirare le piantine (quest'anno primule e viole) e offrire il proprio volontario contributo per tutta la mattinata di sabato 7 marzo, a partire dalle 9, sulle piazza di Alesso, dove l'iniziativa viene sostenuta dalla Parrocchia, ma anche sulla piazza di Avasinis e a Trasaghis davanti al forno e in altri paesi della VAl del Lago. . 
L'occasione (a ridosso della festa della donna) è dunque un motivo in più sulla strada della consapevolezza solidale.




martedì 3 marzo 2020

La Regione riconosce la caratteristica di Biotopo al torrente Leale, prescrivendone la salvaguardia

La Regione ha approvato l'istituzione del Biotopo "Forra del Torrente Leale", un provvedimento che riconosce le caratteristiche naturali della zona e quindi l'importanza della sua salvaguardia.


Sull'importante notizia, il commento dei Comitati:

Il Comitato 'Amici del torrente Leale' comunica che In data 28 febbraio 2020 la Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia ha deliberato in favore dell'Istituzione del Biotopo "Forra del Leale". Ricordiamo che nel frattempo non sono state rinnovate le proroghe per lo sfruttamento idroelettrico del sito che ne avrebbe certamente compromesso l'ecosistema. Un risultato importante, frutto della volontà popolare e della sinergia di molti: fra tutti ricordiamo il Sindaco Augusto Picco che ha proposto l'Istituzione della zona protetta e che ci ha lasciati prematuramente; l'attuale Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, l'Assessore Mamolo e tutta la Giunta comunale, Legambiente del Gemonese, Spinning club Italia, la Societas Herpetologica Italica, il Corpo Forestale Regionale, l'Università degli Studi di Udine, gli Uffici di competenza della Regione Friuli Venezia Giulia: insomma, un grande risultato per il Bene di tutti.
Benarrivato, Biotopo della Forra del Leale.


Claudio Polano, portavoce del Comitato "Forra del torrente Leale"


Primi passi per la composizione del Tavolo Tecnico sul Lago

Si sta componendo il Tavolo tecnico denominato "LABORATORIO LAGO TRE COMUNI" ideato dalla Regione per l'analisi della situazione del Lago e la ricerca di soluzioni.

I Comuni sono stati chiamati a nominare ciascuno un proprio tecnico di fiducia:

1) Nomina esperto da parte del Comune di Trasaghis
Con DELIBERA GIUNTA COMUNALE N. 3 DEL 2020
La Giunta comunale di Trasaghis ha individuato nel dott. Gasperini dell’ISMAR di Bologna l’esperto designato dal Comune di Trasaghis per la partecipazione al Tavolo tecnico.

2) Nomina esperto da parte del Comune di Bordano
DELIBERA GIUNTA COMUNALE N. 7 DEL 2020
La Giunta comunale ha individuato nel dott. Ing. Pederzolli di Stenico (Trento) l’esperto designato dal Comune di Bordano per la partecipazione al Tavolo tecnico.

Si attende la designazione del tecnico da parte del Comune di Cavazzo.


venerdì 28 febbraio 2020

Conclusa al Lago l'esercitazione dei Vigili del Fuoco per il salvataggio in acqua

Vigili del Fuoco pronti al salvataggio in acqua: l’esercitazione al lago di Cavazzo
Vigili del Fuoco pronti al salvataggio in acqua: l’esercitazione al lago di Cavazzo
Vigili del Fuoco pronti al salvataggio in acqua: l’esercitazione al lago di Cavazzo
Terminato mercoledì 26 febbraio, nel comune di Trasaghis (UD), l’addestramento dei  Soccorritori Fluviali Alluvionali (SFA) dei  Vigili del fuoco del Comando provinciale di Trieste.
Provate attività di nuoto e manovre di conduzione Raft, ribaltamento e raddrizzamento, salita a bordo,  uomo al guinzaglio per recupero persona con gommoni  Raft nelle acque del  Lago di Cavazzo.


(https://www.triesteprima.it/cronaca/vigili-fuoco-salvataggio-esercitazione-cavazzo.html

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mercoledì 26 febbraio 2020

"Per salvare la Carnia: defiscalizzazione, incentivi, sostegno alla maternità e tariffe agevolate"

Riceviamo e pubblichiamo:

CARNIA: VECCHIE GENTI E NUOVE GENTI
.

"Recentemente mons. Angelo Zanello, titolare della parrocchia  di Tolmezzo, ha opportunamente gettato non un sasso ma un macigno nello stagno della politica della Carnia per provocarne la reazione, ma dal fondale, tranne l’intervento di Cortolezzis, sindaco di Treppo Ligosullo, null’altro è emerso, tant’è profondo il letargo.
      Invero  monsignor Zanello ha con ciò svolto un ruolo di supplenza, pienamente legittimo, a quello che in una situazione di normalità della vita politica sarebbe stato da tempo un dovere delle figure istituzionali del territorio.
     Proprio il fatto che i rappresentanti istituzionali e politici della Carnia non abbiano degnato di attenzione le dichiarazioni di mons. Zanello segnala che a quelli ben noti della nostra montagna va aggiunto l’ulteriore problema dell’indifferenza prodotta dall’accettazione dello status quo e dall’assuefazione allo stesso.
     Sostenendo che vanno importate nuove genti mons. Zanello non dice una “bestemmia”, anche perché oltre all’attualità ha presente la storia, storia – maestra di vita - che purtroppo non si studia più.
      La Carnia attuale è un sistema chiuso, accentuato dalla decadenza demografica e dal notevole invecchiamento,  in cui non circolano idee nuove. E le idee circolano anche nella misura in cui circolano le persone. L’emigrazione stagionale dalla Carnia verso l’Europa Centrale fu certamente un fattore negativo, ma va dato atto che gli emigranti  carnici a contatto con le idee ed esperienze avanzate in quei paesi le portavano al rientro nei loro paesi e così sorsero le società operaie, le casse mutue, le cooperative, i movimenti politici. In un organismo spossato per la perdita di sangue il primo trattamento medico è una trasfusione.
      Inoltre, la Carnia attuale presenta, oltre a un patrimonio edilizio disabitato, vaste aree allo stato di semiabbandono e abbandono addirittura nei fondovalle. In natura però vige una legge ferrea che non ammette il vuoto: o lo riempie l’uomo con le sue attività produttive o vi provvedono altri esseri viventi. Non tanto gli animali (ah i cinghiali!) quanto le piante che, pur non avendo gambe ma solo radici, colonizzano rapidamente la aree abbandonate  con specie solitamente infestanti.
     Nel mondo globalizzato in cui già si manifestano i segnali dei futuri cambiamenti climatici, in cui popolazioni  alla fame sognano terre da lavorare che diano loro un raccolto con cui vivere, non è ammissibile che terreni coltivabili, anche a causa di un eccessivo frazionamento fondiario che va superato con opportune ricomposizioni, restino abbandonati. In altri tempi il grido dei poveri era “la terra a chi la lavora!” , “tierra y libertad!” e in Russia “Zemljà i vòlja!”
     Il sindaco Cortolezzis ha fatto presente che per importare “nuove genti” bisogna che, innanzitutto, ci siano un lavoro e servizi di base: è un ragionamento fondato. Ma non è forse fondato anche il ragionamento che le “nuove genti”, che vogliono uscire dalla povertà e conquistarsi una vita migliore impiegando volontà, mente e braccia, producono ricchezza per sé e per la sofferente comunità d’inserimento?   
    A proposito del trascurato insegnamento della storia dovremmo ricordare come  in altri tempi l’Argentina favorì l’importazione di “nuove genti”,anche friulane, le quali svilupparono quel paese, così come fecero gli Stati Uniti d’America ed altri paesi.
    Ma restando in casa nostra dobbiamo ricordare che nella valle di Sappada  migrò una comunità germanofona, che altri insediamenti simili avvennero  in Friuli, che le terre comuni erano la dotazione assegnata alle “nuove genti” per il loro sostentamento.  
    La storia ci insegna che in quel cortile chiamato Mar Mediterraneo, sulle cui sponde  vissero popoli diversi e fiorirono civiltà che hanno segnato le tappe dell’umanità,  sin dai tempi remoti uomini e popoli si spostavano in cerca di terre su cui vivere meglio. Viene alla mente la parte dell’Eneide in cui Didone, regina di Cartagine, così accoglie Enea ed i suoi, profughi Troiani: “Se poi volete fermarvi nel mio regno, sappiate che questa nuova città è vostra: tirate a secco le navi, non farò nessuna differenza tra Punici e Troiani”.  Successivamente Enea ed i profughi Troiani approdarono alla foce del Tevere e fu…Roma! 
    Se la Carnia è dissanguata lo si deve al prevalere di una cultura urbanocentrica ed alle conseguenti politiche che ne hanno provocato la decadenza, che a sua volta genera indifferenza negli stessi montanari, dalla quale si esce con adeguati provvedimenti esterni ed iniziative interne.
    Per evitare di dover importare “nuove genti” tra i provvedimenti esterni c’è l’adozione improcrastinabile di una legge statale organica - sottolineo organica! - sulla montagna (l’ultima la n.1102 risale al 1971!) che la consideri  veramente una risorsa e preveda un sistema di defiscalizzazioni, incentivi, sostegno alla maternità, servizi adeguati, tariffe agevolate sulle bollette dell’elettricità (prodotta con le nostre acque!) e su quelle salatissime dell’acqua (nostra!), strumenti di reale autogoverno del territorio e delle sue risorse, le acque in particolare, quella del rubinetto compresa, ora gestita da Udine. 
    Sul fronte interno bisogna avere il coraggio di dire chiaramente ai cjargnei che, inzichè mugugnare nelle poche osterie rimaste, bisogna responsabilmente farsi carico dei problemi della propria comunità per risolverli. Bisogna recuperare un rapporto stretto con il proprio territorio, il valore ed il ruolo della seppur piccola  comunità in cui si vive, lo spirito della ricostruzione postsismica. O occorre forse un altro terremoto per darsi una scossa?"

Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico



NOTA: ampia sintesi del comunicato è stata pubblicata anche sul "Messaggero Veneto" del 25 febbraio 

lunedì 24 febbraio 2020

Anche in Val del Lago ... comportamenti virtuosi anti Corona Virus

"Cuntune Ordenance urgjente, il Ministeri de Salût, in acuardi cul President de Regjon Autonome Friûl Vignesie Julie, par evitâ il sparniçament dal COVID-19, al à metût in vore misuris straordenaris, fatis par contrastâ l’evolvi de situazion epidemiologjiche in at." (S.F.F.)

In vigore dunque da oggi le norme per prevenire il contagio dal Corona Virus.
Primo atto visibile, oltre alla chiusura delle scuole, la cancellazione della serata di solidarietà con il Madagascar prevista per sabato a Trasaghis.

In attesa di tempi migliori, anche dal Blog si rinnova l'appello a mantenere comportamenti corretti in maniera da non pregiudicare la propria e l'altrui salute.





mercoledì 19 febbraio 2020

Uno "scampanotament" per i nuovi nati

La Parrocchia ed il Gruppo Alpini di Alesso segnalano che è attivo un nuovo servizio: lanciare il suono festoso delle campane ("scampanotament") per annunciare la bella novità di una nuova nascita.
Al verificarsi dell'evento, le famiglie che lo desiderano possono segnalare al n. 338 8601075 l'avvenuta nuova nascita, cui seguirà lo "scampanotament" per darne l'annuncio al paese.
Il servizio è gratuito; saranno comunque graditi un messaggio di ringraziamento al Gruppo Alpini e una piccola offerta per le necessità della Chiesa.


lunedì 17 febbraio 2020

Domenica si cammina attorno al Lago ... per Davide

Importante appuntamento di solidarietà quello previsto per domenica 23 febbraio. Ci si ritrova (meglio se in maschera) alle 9.30 nel parcheggio per la partenza di una passeggiata solidale finalizzata alla raccolta di fondi per aiutare Davide, un bambino gemonese in gravi difficoltà motorie, a sottoporsi a cure sofisticate sia in Italia sia all'estero.
La manifestazione viene proposta dalla associazione "Noi di Braulins" col patrocinio del Comune di Trasaghis e la collaborazione delle associazioni operanti sul territorio.




venerdì 14 febbraio 2020

Una società energetica regionale per sanare i guasti dell'idroelettrico

Riceviamo e pubblichiamo:

UNA POLITICA ENERGETICA REGIONALE
    
Ha fatto bene il neopresidente del Consorzio BIM Tagliamento, nonché sindaco di Ampezzo, Michele Benedetti  a sollevare il tema dell’applicazione nella nostra regione  dell’art.11-quater (Disposizioni in materia di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche) della Legge Nazionale 11.02.2019 n. 12 (Legge Semplificazioni),  poiché  il settore idroelettrico investe ampiamente e pesantemente quasi tutti i corsi d’acqua del territorio montano della nostra regione, per il quale il provvedimento legislativo può essere uno strumento per una positiva svolta radicale.
   Ma vediamo, per punti, che cosa prevede questo provvedimento legislativo iniziando dall’aspetto più importante qual è il trattamento delle concessioni: “alla scadenza delle stesse  e nei casi di decadenza o rinuncia, gli impianti passano, senza compenso, in proprietà delle regioni, in stato di regolare funzionamento”. Questo è il dettato  fondamentale . Al  concessionario   è dovuto solo un indennizzo pari al valore non ammortizzato delle opere autorizzate. Le regioni possono assegnare  le concessioni così acquisite ad operatori economici mediante gara pubblica, (che significherebbe lasciare le cose come sono ora!) o a società a capitale misto pubblico-privato (sarebbe una mezza misura!) o a una propria società energetica (sarebbe la cosa giusta!) come avviene  con ottimi risultati nella Regione Autonoma Trentino Alto Adige.
      Conseguentemente i nuovi concessionari versano i  canoni concessori alla regione e non più allo stato. Inoltre sono previsti canoni aggiuntivi da destinare al finanziamento del  ripristino ambientale dei corpi idrici interessati dalla derivazione e misure di compensazione ambientale e territoriale da destinare ai territori dei comuni interessati dalla presenza delle opere idroelettriche  
     Con questo provvedimento legislativo viene riconosciuta alle regioni l’importante facoltà di disporre  “l’obbligo per i concessionari di fornire annualmente e gratuitamente alle stesse regioni 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, per almeno il 50 per cento destinata a servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni.” Tale obbligo è da tempo vigente nel Trentino Alto Adige.
    Di fronte a così importanti ed innovativi poteri attribuiti alle regioni, sorge la domanda: come mai la nostra Regione non ha ancora adottato la propria legge attuativa di quella nazionale entro il termine massimo previsto del 31 marzo 2020? Né risulta che sull’argomento tuttora siano state depositate in consiglio regionale proposte di legge di gruppi politici o di singoli consiglieri o un disegno di legge giuntale. Ogni ulteriore ritardo sarebbe grave e minerebbe la credibilità politica.  
    Preoccupa il fatto che sugli interessanti scenari disegnati dalla legge nazionale  regni il silenzio in particolare proprio nei territori montani sui quali principalmente grava l’idroelettrico, mentre dovrebbe essere oggetto di dibattito e di iniziative nelle sedi istituzionali, nei partiti, nelle associazioni, nelle comunità, e perché no anche nei bar, con la volontà  di prendere nelle proprie mani il destino della propria terra, dove  sono presenti storiche presenze di cooperative idroelettriche centenarie che hanno garantito e garantiscono condizioni favorevoli agli utenti e sono depositarie di una preziosa esperienza gestionale.
   Tra le varianti di assegnazione delle concessioni acquisite va considerata la preziosa e consolidata esperienza della Provincia Autonoma di Trento, che attraverso la propria società energetica “Dolomiti Energia” ed altre società pubbliche gestisce le concessioni, come fa pure la Provincia Autonoma di Bolzano con la propria società energetica “Alperia”. Province che hanno saputo e voluto ben utilizzare ed ampliare i poteri della loro autonomia. Altrettanto deve fare la nostra Regione, dove purtroppo spadroneggiano società energetiche esterne, i cui azionisti di riferimento – si noti - sono Comuni, enti pubblici che incamerano all’attivo dei loro bilanci i profitti realizzati dallo sfruttamento della nostre acque.
    E’ ormai indilazionabile che la nostra Regione a statuto speciale di autonomia costituisca quanto prima una propria società energetica a capitale pubblico per assumere via via le concessioni. Non si capisce perché la proposta di legge n. 193 avente per oggetto “Costituzione della Società Energia Friuli Venezia Giulia – SEFV”, presentata il 27.02.2017  dai Consiglieri Revelant, Tondo, Riccardi, Colautti, Violino, Marsilio, Ciriani e Zilli sia rimasta senza seguito. Forse per fermarla è bastata  una letterina dell’Associazione dei derivatori “Elettricità Futura”?
     Occorre più coraggio politico. Tanto più che sono imminenti le scadenze del complesso idroelettrico della Val Tramontina di Edison , cioè della francese “Electricité de France”, costituito da 5 centrali, mentre nel 2029 scadranno  le concessioni del sistema idroelettrico del Tagliamento della lombarda a2a costituito dalle centrali di Ampezzo e di Somplago. Un sistema dinosauro incompatibile e insostenibile in quanto ha privato di tutte le acque la gran parte della Carnia e sconvolto il lago di Cavazzo o Tre Comuni, un sistema che va rivisto.
    E’ tempo che la nostra Regione a statuto speciale di autonomia decida se vuole doverosamente svolgere una propria politica energetica autonoma anche ricorrendo alle moderne tecnologie o se invece vuole continuare a rilasciare concessioni per centraline speculative che inaridiscono gli ultimi ruscelli, incentivate fra l’altro con i certificati verdi pagati dagli utenti attraverso le bollette,  e ad essere quindi colonia delle società multiutity esterne. Tanto più dal momento che l’idroelettrico sfrutta un bene comune per eccellenza come l’acqua che sta già diventando sempre più strategica e preziosa.


Franceschino Barazzutti, già presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano (BIM) Tagliamento, già sindaco di Cavazzo Carnico 


martedì 28 gennaio 2020

Ancora una ferma richiesta per la salvaguardia del Leale

Si è svolto un sopralluogo di associazioni ambientaliste sul torrente Leale. Erano presenti Sandro Cargnelutti e altri rappresentanti di Lega Ambiente,  Claudio Polano e altri rappresentanti del comitato " Forra del torrente Leale " e l'assessore Zucca per l'amministrazione comunale di Trasaghis. 
Carmine Fiorenza, a nome degli intervenuti,  ha ribadito: "Il torrente Leale, un corso d'acqua prealpino unico, ricchissimo di biodiversità, ospita specie floro -  faunistiche rare e delicate. Assolutamente da proteggere dalla realizzazione di centraline elettriche, da altre infrastrutture o attività che ne compromettano il prezioso e vulnerabile ecosistema. L'unica strada da percorrere risulta essere l'istituzione di un Biotopo FVG".




domenica 26 gennaio 2020

Presto a Bordano la possibilità di ricaricare le auto elettriche

Punto di ricarica per auto elettriche Bordano: apripista in Val del lago 
Macchine elettriche? Il Comune di Bordano si attrezza. Nella piccola comunità della Val del lago che ospita la nota “Casa delle farfalle” , l’amministrazione comunale guarda al futuro in un’ottica di sostenibilità ed è uno dei primi enti locali della zona che nei prossimi mesi attiverà un punto di ricarica per le auto elettriche. Di fatto, il Comune ha da poco firmato un protocollo con la ditta Be Charge srl di Milano, con il quale quest’ultima si attiverà presto per realizzare la piccola stazione per il ricarico delle auto elettriche: «È un servizio – spiega il sindaco Ivana Bellina – che è sia per i nostri cittadini che per le persone che ci visitano. È vero che attualmente a Bordano è presente una sola auto elettrica, ma riteniamo sia giusto guardare al futuro».

Il punto di ricarica sarà gestito dalla ditta che lo realizzerà e non avrà costi per il Comune, e sarà realizzata poca distanza dalla casa delle farfalle. Si prevede che il nuovo servizio sarà attivo già per la prossima stagione estiva, in tempo per tutte le iniziative che attendono la val del lago in quel periodo: «Anche se la nostra – spiega il sindaco Bellina – è una piccola comunità, ogni anno sono oltre 40 mila i visitatori della casa delle farfalle, ma noi pensiamo anche alle tante attività sportive come per esempio il volo libero e senza dimenticare l’indotto del lago dei tre Comuni. Inoltre, pensiamo anche ai visitatori dei paesi vicini come Venzone: gli utilizzatori di auto elettriche che percorrono la statale Pontebbana potranno fare riferimento anche a noi e avere così un motivo in più per visitarci».

P.C.
(Messaggero Veneto, 24 gennaio 2020)


lunedì 20 gennaio 2020

Sabato a Trasaghis "teatri par furlan" col grazie a chi è andato da poco in pensione

L'Amministrazione comunale di Trasaghis propone per sabato 25 gennaio, alle 20, nella sala consiliare, lo spettacolo teatrale "Dino e Danilo - Dal Tiliment al Nilo", trasposizione in friulano di una commedia di Neil Simon, a cura della compagnia "Teatro Maravee" di Osoppo.
Nella commedia, molto divertente, Andy e Norman in friulano sono diventati Dino e Danilo, che, sempre al verde,  convivono in un mini appartamento dove lavorano. Dino è un agente dello spettacolo, Danilo è un scrittore commediografo.
A complicare l’esistenza dei due è l’arrivo di Tania, la “ragazza della porta accanto” estremamente dotata dal collo in giù. Per Danilo è amore a prima vista e…….


Nell'occasione si avrà la consegna di una targa in riconoscimento all'attività del dottor Maurizio Goi e di due dipendenti comunali, tutti appena andati in pensione.

Dino, Tania e Danilo... 


sabato 11 gennaio 2020

Domenica su Rai3 FVG il docufilm sulla "Operazione Atlantide" nel Lago

Nelle estati 1969 e 1970, nel Lago di Cavazzo, in Friuli, un gruppo di acquanauti - tra cui una donna - visse per un mese in 4 contenitori sommersi. Fu uno dei primi esperimenti al mondo di "cittadella subacquea", realizzato in collaborazione con le Forze Armate italiane. Lo scopo del "Programma Atlantide" era verificare le reazioni fisiche e psicologiche a una lunga permanenza sott'acqua "in saturazione".
    Su quell'esperienza il giornalista e subacqueo Pietro Spirito ha realizzato un docufilm che andrà in onda domenica 12 gennaio (h.10.05), su RAI 3 FVG (in replica il 15 gennaio h.21.20, Terza Rete bis ch103 digitale terrestre). "Operazione Atlantide" per la regia di Diego Cenetiempo prodotto da A_Lab ricostruisce la storia di quell'esperimento, nel quale ci fu anche il coinvolgimento del servizi segreti. Con "Operazione Atlantide" 50 anni dopo il gruppo di ex acquanauti si è ritrovato sulle sponde del lago per rievocare, anche attraverso documenti e filmati inediti dell'epoca, episodi e aneddoti.

(Comunicato ANSA).


lunedì 6 gennaio 2020

Come si dice maniscalco "par furlan"? Chiedetelo ad Andrea di Avasinis

Andrea, il maniscalco campione d’Italia che forgia i ferri per tutto il mondo

Il trentenne di Avasinis ha trasformato la passione in un mestiere. Studia i materiali e insegna i segreti della professione ai giovani 

TRASAGHIS. Ha sempre avuto il pallino del ferro. Lo maneggiava con disinvoltura fin da bambino tagliando e saldando ci ricavava qualsiasi cosa. Si è persino costruito un go-kart. Suo padre invece aveva il pallino dei cavalli. Dall’unione di questi due mondi è nata la sua professione. Andrea Ridolfo, 30 anni, di Avasinis (Trasaghis), oggi è un affermato maniscalco a Casasola di Majano.
È anche pluricampione italiano di mascalcia. Ha da poco vinto una gara di mascalcia in Irlanda. «La prima volta per un italiano». E pure realizza – e vende – gli attrezzi per quest’arte. «Tutto è nato per caso», racconta. Dopo gli studi da meccanico a Gemona, specializzandosi in lavorazioni al tornio, per qualche tempo ha lavorato in fabbrica.
«Al tempo non avevo alcun interesse per il mondo dei cavalli», ammette. Nonostante papà Giovanni, allevatore di bovini, ne avesse da sempre un paio in azienda. «Li ferrava da solo. L’aveva imparato da autodidatta». Capitava che lui e i suoi due fratelli maggiori se ne prendessero cura.
Per Andrea la svolta arriva a Verona. In visita col padre a Fieracavalli gli capita di assistere a una gara di mascalcia organizzata dalla Scuola militare che promuove corsi per civili. Rimane incantato. «In poco tempo, da una semplice barra i concorrenti ricavavano un ferro di cavallo».
L’interesse non sfugge agli occhi di papà. «È stato lui a suggerirmi: “Perché non provare?”». È settembre del 2010 quando Andrea fa le valigie per Grosseto. Ci ha provato. E ha passato la dura selezione per l’ammissione alla scuola del Centro militare veterinario.
«Sono partito da zero. Nemmeno sapevo usare l’incudine o tenere una pinza in mano. E non avevo mai toccato la zampa a un cavallo», racconta sorridendo. Prima del «test», tante ore di allenamento sotto la super visione di papà. «Mi sono presentato all’esame piuttosto impaurito. Tutti gli altri aspiranti studenti già lavoravano da tempo nel settore».
Nonostante l’inesperienza, con un ottimo punteggio, Andrea ottiene il lasciapassare per il corso. E si butta a capofitto nello studio. Non si risparmia. E intuisce che il mondo in cui ha cominciato a muovere i primi passi è quello in cui vuol camminare da lì in avanti.

Durante una dimostrazione – una sorta di gita a cui partecipa con la scuola –, si incanta nuovamente: ha di fronte il «guru» della mascalcia italiana, Massimiliano Felicani. «Non ho finito di visitare l’esposizione. Sono rimasto lì per ore a guardare come si muovevano quelle mani». E quel ragazzo inchiodato di fronte all’incudine non è certo passato inosservato.
«Mi ha proposto di accompagnarlo in Francia, per assistere a una competizione». È un attimo che Andrea comprende che l’adrenalina della gara è ciò che fa per lui. Terminati gli studi in Toscana – con un alto punteggio, tanto da meritarsi i complimenti dei più alti graduati della caserma –, non rientra in Friuli. Per sette mesi va a bottega da Felicani a Modena. Che lo convince a gareggiare.
Appena può si allena col padre. Il metodo italiano prevede un aiutante in gara. Prova e riprova – un occhio al cronometro – a dare la forma perfetta ai ferri. Da quel momento è un susseguirsi di successi che lo portano, in breve, a classificarsi tra i migliori maniscalchi d’Italia.
Centra subito l’ingresso in nazionale. E con la squadra che rappresenta l’Italia ottiene il terzo posto alla gara internazionale della Fiera di Verona. Laddove tutto ha avuto inizio. Nell’ambiente comincia a circolare la voce. E tutti parlano del giovane friulano che non appena terminata la scuola è già uno che sa dire la sua tra forgia e cavalli. Mantenendo l’umiltà di sempre, non si ferma certo a cullarsi sugli allori. E tra una gara e l’altra pensa a come migliorarsi.
«In questo lavoro c’è così tanto da imparare». Per affinare la tecnica va in Inghilterra, che è poi la terra d’origine di mamma Donatella. «E meno male che a noi figli ha sempre parlato in inglese, così da subito non ho avuto problemi con la lingua».
L’arte d’Oltremanica è la più quotata. E Andrea sceglie di perfezionarsi niente meno che dal maniscalco tre volte campione del mondo. Con i suggerimenti di Darren Bazin apprende il «metodo inglese» – in questo caso la battitura del ferro è individuale –, e da quel momento inizia un percorso di competizioni all'estero per le quali si crea da solo gli attrezzi. «In realtà li realizzavo fin dal periodo della scuola a Grosseto, dove ho cominciato a venderli ai compagni di studi».

Una manualità e una precisione che non passano certo inosservate. Ed è un attimo che dei suoi prodotti si accorge quel mondo in cui lui ha da poco messo piede. E cominciano ad arrivare le prime commesse. Nel 2014 Andrea apre l’attività artigianale.
Prima nel cortile di casa, ad Avasinis. «In una stanza 4 metri per 4». Da aprile 2018 si trasferisce a Casasola di Majano, dove acquista un capannone che da solo sta rimettendo a posto. Nel frattempo continua ad allenarsi – «Da subito mi hanno fatto competere tra i professionisti, saltando le categorie principianti e intermedi» –, laureandosi più volte campione d’Italia. E si afferma pure sul mercato internazionale.
Dagli Stati Uniti all’Australia – attraverso un grossista inglese – circolano gli attrezzi con impresso il suo nome. Quelli che forgia da mattina a sera in bottega. Tutto rigorosamente a mano. Il segreto di tanto successo è l’indiscussa qualità. Dei materiali e della manifattura.
«Li realizzo come fossero per me». A centinaia. Spesso per confezionarli e imballarli arriva in aiuto la fidanzata Chiara, con la quale da poco ha messo su casa a Braulins. Trova anche il tempo di insegnare Andrea. Lo hanno chiamato a Lodi come docente nell’unica scuola italiana di mascalcia.
«Mi piace trasmettere quello che so e sono contento se uno riesce a fare meglio di me. Vuol dire che mi sono spiegato bene», sorride. Ha pure allestito un furgone a mo’ di officina mobile, perché lui in fondo è un maniscalco.
La sua specialità è la ferratura a caldo. Si muove in tutto il Friuli. «Il ferro lo lavoro sul posto facendo le necessarie correzioni prima di applicarlo al cavallo». Un modo di operare che richiede una profonda conoscenza dell’anatomia dello zoccolo dell’animale. Ha studiato e continua a studiare Andrea, frequentando corsi e stage, perché il lavoro ben fatto è sempre l’obiettivo.

Quando mi racconta la sua storia è già sera. La porta della bottega quella mattina l’ha aperta alle 4.30. Da allora ha ininterrottamente forgiato decine di ferri che stanno per diventare martelletti da incisione. Nonostante l’ora di tornare a casa non se ne parla.
«La merce – dice – deve partire per l’Inghilterra domani mattina». E così, se serve, si lavora a oltranza. Ma dal suo sguardo si intuisce che in fondo, nonostante i sacrifici, quella strada che papà Giovanni gli ha fatto conoscere è quella giusta per lui. Quella che lo rende felice. —
Monika Pascolo
(Messaggero Veneto, 4 gennaio 2020)



Vedi anche, su youtube, un'intervista ad Andrea:



venerdì 3 gennaio 2020

1700 euro per la Primaria di Alesso grazie a "Genitori Attivi" e "Team Sky Friûl"

Il gruppo "Genitori attivi" (di cui fanno parte Vichi Imre, Milena Marcon, Karin Cucchiaro, Elisabetta De Biasio, Sara Visentini, Vichi Feregotto, Orietta De Prato, Debora Zilli, Tatiana Braulinese, Barbara Ridolfi e altri) segnala il successo delle ultime iniziative che hanno portato a raccogliere fondi per le attività della Scuola Primaria di Alesso: 

Il Gruppo Genitori ATTIVI è orgoglioso di comunicare l’eccezionale risultato ottenuto in occasione del Brulè Fest dello scorso 29 dicembre 2019.
Sono stati  ricavati 1.100 Euro da donare alla Scuola Elementare di Alesso, a cui si è aggiunta la generosa donazione di 600 Euro dell’Associazione Team Sky Friûl, parte del ricavato della loro manifestazione, svoltasi durate la mattinata del 29 dicembre, portando così a 1.700 Euro la somma totale da devolvere.
Tale risultato è stato possibile grazie alla collaborazione di tante persone, che  vengono pubblicamente  ringraziati:
• L’Associazione Team Sky Friûl per l’importante contributo;
• Le mamme di Avasinis per la loro generosa offerta raccolta in occasione della festa di S.Nicolò;
• L’Amministrazione Comunale di Trasaghis per la concessione gratuita degli spazi comunali;
• Le squadre partecipanti: Alpini di Alesso, Grop Trasagan, Amici di Avasinis, Noi di Braulìns, Chei di Peonis, Bar Sport da Luana, Affittacamere Cuarnan di Barbara Bianchi, Luciano Cecchini e il Lucky Team, Igor Cucchiaro e i Papois, per la disponibilità e l’entusiasmo nel sostenere l’evento;
• I commercianti: Ivano Picco con Fabio e Annalisa del Maxy Family di Alesso, Andrea del Panificio Picco di Alesso, Colombino e Polano Store di Muris di Ragogna, Andrea Erjavec della Dersut Caffè per le loro offerte e l’infinita disponibilità;
• La Protezione Civile di Alesso per l’utilizzo dell’energia elettrica;
• Il Grop Trasagan per i tendoni;
• Federico Toniutti, Luciano Cecchini, Tiziano Picco, Bruno De Cecco, David De Cecco, Giovanni Bianchi insieme agli Alpini di Alesso per il montaggio dei tendoni e l’allestimento esterno;
• Egisto Pazzaglia per il trasporto dei tendoni;
• La Parrocchia di Alesso per tavoli, panchine e proiettore;
• Federico Toniutti per l’offerta dei manifesti e del materiale stampato e per il suo prezioso aiuto, nonché per il costante sostegno dimostrato;
• Le mamme e le nonne dei bambini della Scuola Elementare per le deliziose torte offerte;
• Le bambine che hanno organizzato la vendita dei braccialetti da loro creati;
• Elena Vidoni, Debora Picco, Martina Cucchiaro, Marta Imre per il loro prezioso aiuto durante l’evento;
• Infine tutti coloro che hanno partecipato all’evento e reso possibile questo importante risultato.
(da comunicato "Genitori Attivi")


I fondi raccolti sono stati simbolicamente consegnati giovedì 2 gennaio dai rappresentanti dei "Genitori attivi" e dell'associazione "Team Sky Friûl" al Sindaco di Trasaghis e ai rappresentanti della Scuola; verranno in breve  destinati all'acquisto di materiali per il potenziamento dell'attività didattica della Scuola Primaria di Alesso. 

mercoledì 1 gennaio 2020

Alesso, incrocio di bandiere per un anno di unione e collaborazione

Si è rinnovata ad Alesso la tradizionale festa dei coscritti: gli uscenti del 1999, gli entranti del 2000, la verza del 2001 e la viscja del 2002  si sono ritrovati a ripercorrere rituali consolidati ma sempre emozionanti.
Dall'incrocio delle bandiere, simbolo di passaggio delle consegne ma anche di unione e collaborazione, traiamo gli auspici per costruire un anno basato su questi principi anche nella realtà paesana e di Valle.

Bon 2020!

A&D
L'incrocio delle bandiere tra 1999 e 2000


1999 e 2000 sulla gradinata della chiesa
  


I coscritti del 2000 con don Giordano e prè Gjulio






lunedì 30 dicembre 2019

Il saluto ed il grazie del Comune di Trasaghis al dottor Goi

E a Trasaghis se ne va il medico Maurizio Goi

Il congedo a Peonis con un dono da parte della comunità Attesa per il sostituto: tre i professionisti in servizio


La comunità di Trasaghis saluta il suo medico Maurizio Goi che dopo aver servito sul territorio per 37 anni, va in pensione.
A partire da martedì 31 dicembre il dottor Goi andrà in pensione dopo aver fatto il medico di famiglia negli ultimi 37 anni nella varie località di Trasaghis, dove dal post terremoto l’amministrazione locale decise di mettere a disposizione del servizio cinque ambulatori, uno per ognuna delle località del paese, in modo tale da venire incontro alla popolazione ubicata in zone distanti fra loro.

Per lungo tempo, Goi ha gestito il paese con il collega Rumolino e quando quest’ultimo è andato in pensione, ha gestito quasi tutto il paese contando successivamente sulle dottoresse Candido e Toma che già seguono anche Osoppo e Bordano, e che ora seguiranno anche parte dei 1300 utenti che ha avuto Maurizio Goi.

«Grazie alla collaborazione – spiega il sindaco Stefania Pisu – del dottor Uderzo, che è operativo a Venzone, siamo riusciti ad assicurare il servizio a tutti gli utenti del dottor Goi, che ringraziamo per tutto quello che ha fatto per le nostre comunità. È chiaro che speriamo in futuro di avere a disposizione un medico in più – aggiunge il primo cittadino – ringraziamo gli operatori dell’Azienda sanitaria 3 Alto Friuli Medio Friuli collinare che nelle scorse settimane sono venuti sul territorio per facilitare le scelte delle famiglie rispetto al futuro medico».

Di fatto, anche Trasaghis, come molti altri Comuni, risente della carenza di medici di famiglia poiché in futuro, con il pensionamento di Goi, il paese sarà seguito da tre professionisti già impegnati nei vicini Osoppo e Venzone quando in passato due medici seguivano l’intera comunità.

Lo stesso Goi aveva richiesto all’Azienda sanitaria un nuovo medico ma al momento pare non sia stato possibile individuare una nuova figura per garantire una sostituzione.

Maurizio Goi è stato salutato ufficialmente dalla comunità nelle ultime settimane in occasione di un incontro che è stato organizzato a Peonis dove Ivo Del Negro dell’associazione “Chei di Peonis” lo ha ringraziato a nome di tutti e al medico è stato consegnato un dono quale segno tangibile di ringraziamento per il suo operato. 
Piero Cargnelutti
(Messaggero Veneto, 29 dicembre 2019) 

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Al dottor Goi un sincero ringraziamento per l'attività prestata con professionalità per tanti anni ed un cordiale augurio per la nuova esperienza anche da parte del Blog "Alesso e Dintorni".

giovedì 26 dicembre 2019

A Curnìn si è rinnovata la tradizione del Natale Subacqueo

  
Un cielo stellato, una temperatura mite e centinaia di persone assiepate attorno al lago: è iniziata così la quarantaseiesima edizione del Natale Subacqueo, andata in scena la vigilia di Natale sul lago di Cornino.
La Santa Messa e' stata celebrata da Don Ennio Gobbatto che nell'omelia ha rappresentato la necessità di ognuno di noi di riconoscere i propri limiti per poter vivere con serenità i rapporti con gli altri; a margine, un rappresentante della Friulana Subacquei ha letto la preghiera del Subacqueo.
Ha preso poi la parola il sindaco Marco Chiapolino, presente all'iniziativa assieme al vicesindaco Luigino Ingrassi e all'assessore  Pierluigi Molinaro, ricordando il grande sforzo di tanti volontari, delle associazioni (gruppo alpini forgarese, Associazione per Cornino), della Protezione Civile locale e dei comuni contermini, che hanno permesso l'ottima riuscita dell'iniziativa.
Un plauso poi alla lungimiranza, al grande lavoro di preparazione e coreografia che ogni anno il sodalizio della Friulana Subacquei regala a chi sceglie di raggiungere il lago di Cornino per questa manifestazione, parole alle quali si è unita nel suo indirizzo di saluto il sindaco di Trasaghis, Stefania Pisu, presente assieme ad altri amministratori locali della zona collinare.
Le luminarie accese per l'occasione attorno al lago hanno lasciato spazio al buio per far sì che la Natività e le statuine accompagnate dai subacquei raggiungessero il centro dello specchio d'acqua; il decano della Friulana Subacquei, Ledi Vidussi, ha quindi posizionato il Bambin Gesù, emerso dal fondo del lago, nella mangiatoia, mentre la Stella Cometa scendeva.
In un lago illuminato a giorno, a conclusione della serata, gli auguri di Buon Natale da parte dei subacquei immersi nel lago.

                    
(A cura di Luigino Ingrassi)