Lo scorso 9 luglio si era tenuta la Conferenza dei Servizi nella quale erano stati indicate le procedure operative, con le prescrizioni, che dovranno essere seguite da Edipower nelle operazioni di sfangamento del Lago di Verzegnis. In particolare, si ricordava nel documento conclusivo che "Le operazioni consistono nella movimentazione/rimozione di materiale nella zona prospiciente lo scarico di fondo in modo da evitare l'ostruzione degli organi di sicurezza e per mantenere la piena efficienza dello scarico e della presa. Il materiale da rimuovere è costituito principalmente da limo e argilla e tutte le analisi eseguite sul sedimento hanno presentato parametri chimico-fisici conformi ai valori limite. La rimozione del sedimento avverrà attraverso il dragaggio e il pompaggio del materiale a bacino pieno. Il materiale estratto verrà miscelato e diluito con l'acqua del lago e fatto fluitare a valle, nel torrente Ambiesta e successivamente nel fiume Tagliamento, attraverso lo scarico di superficie".
Già il giorno successivo, Edipower ha poi inviato ai Comuni di Cavazzo, Tolmezzo e Verzegnis la comunicazione che "dal 1 ottobre al 30 novembre 2014, si eseguiranno le operazioni" di "rimozione selettiva, a bacino pieno, dei sedimenti dal serbatoio dell’ Ambiesta". La comunicazione, come è stato cortesemente segnalato da Giacomo De Vita, è stata successivamente pubblicata all'Albo Pretorio dei Tre Comuni con carattere di ufficialità.
Quindi, non essendo giunta notizia di particolari "aggiustamenti" richiesti dai Comuni in questione, le operazioni si svolgeranno secondo quanto concordato in sede di Conferenza dei Servizi.
Occhio al cielo, dunque: probabilmente "cu la prima montàna", magari assai prima della tradizionale "montàna dai Sants", verrà dato inizio alle operazioni. Allora sarà obbligo abbassare lo sguardo, a osservare quel che capita all'Ambiesta, al Tagliamento ... e al Lago.
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
venerdì 25 luglio 2014
giovedì 24 luglio 2014
Volare assieme ai grifoni
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Sulle rotte del grifone in deltaplano e parapendio
E' stata pubblicata in internet l'anteprima (trailer) di un documentario naturalistico e sportivo che presenta al pubblico la vita di una specie maestosa di rapaci, i grifoni europei, in maniera assolutamente inedita ed innovativa, cioè ripresi dal deltaplano o dal parapendio.
Questi due mezzi di volo libero sono la chiave interpretativa per scoprire il mondo aereo di questi uccelli che raggiungono un'apertura alare di 2,8
metri. Il progetto si propone di salvaguardare la specie facendola conoscere ad un pubblico vasto e valorizzare un bene naturale dei nostri territori.
I piloti di deltaplano e parapendio hanno il privilegio di condividere con gli uccelli il medesimo ambiente e lo stesso metodo di volo, decollando da un pendio montano, volteggiando sopra le creste, planando nell'aria o volando per centinaia di chilometri. Il tutto in modo ecologico, senza rumore di motori, guadagnando quota trasportati dalle masse d'aria ascensionali create dall'irraggiamento solare del suolo, le cosiddette
termiche. Il pilota di volo libero è, quindi, in grado di avvicinare e farsi avvicinare dai volatili che lo riconoscono come loro simile. Entrambi sono inseriti in modo naturale nello stesso ambiente e sottostanno ad identiche leggi nell'affrontare il volo.
Promotore dell'interessante iniziativa è il triestino Davide Finzi Carraro, quarant'anni, da ventidue pilota di deltaplano e parapendio, membro dell'associazione Ali Libere di Gemona del Friuli (Udine), nella vita progettista di droni.
I grifoni sono di casa in un triangolo che va dalla riserva naturale del lago di Cornino [territori di Forgaria e Trasaghis] dove già da anni è in corso un progetto di conservazione e reintroduzione della specie, passando da Tolmin in Slovenia, fino all'isola di Cherso in Croazia. In questo vasto territorio il deltaplano di Davide Carraro segue il volo dei grifoni allo stato selvaggio, percorre in formazione con i rapaci lunghi tratti delle loro rotte migratorie, ed il pilota li osserva da un punto di vista privilegiato, ala ad ala. Questo stretto contatto in volo, con l'ausilio dell'interpretazione del pilota, consente di seguire e riprendere gli uccelli veleggiatori in un modo che altrimenti non sarebbe possibile e può dare ai ricercatori informazioni e spunti per studiarne il comportamento e l'intelligenza.
Il documentario ci dice che l'avventura è sopra le nostre teste, a portata di mano, basta alzare lo sguardo. Seguendo il volo dei grifoni, il filmato descrive il loro modo di vivere, di interpretare l'aria, di saper scegliere dove andare e perché.
Oltre al seguito di questa straordinaria avventura, Davide Finzi Carraro pensa di organizzare degli "Air Safari", cioè portare con lui in volo studiosi e turisti che vogliono condividere l'esperienza insieme ai grifoni.
Gustavo Vitali
Ufficio Stampa FIVL (ASC - CONI)
per ulteriori informazioni contattare
Davide Finzi Carraro - dcf (AT) alpeadriaflights.net - 347 3200830
Per vedere l'anteprima del filmato: http://youtu.be/WfbN9G3Z-RE
Sulle rotte del grifone in deltaplano e parapendio
E' stata pubblicata in internet l'anteprima (trailer) di un documentario naturalistico e sportivo che presenta al pubblico la vita di una specie maestosa di rapaci, i grifoni europei, in maniera assolutamente inedita ed innovativa, cioè ripresi dal deltaplano o dal parapendio.Questi due mezzi di volo libero sono la chiave interpretativa per scoprire il mondo aereo di questi uccelli che raggiungono un'apertura alare di 2,8
metri. Il progetto si propone di salvaguardare la specie facendola conoscere ad un pubblico vasto e valorizzare un bene naturale dei nostri territori.
I piloti di deltaplano e parapendio hanno il privilegio di condividere con gli uccelli il medesimo ambiente e lo stesso metodo di volo, decollando da un pendio montano, volteggiando sopra le creste, planando nell'aria o volando per centinaia di chilometri. Il tutto in modo ecologico, senza rumore di motori, guadagnando quota trasportati dalle masse d'aria ascensionali create dall'irraggiamento solare del suolo, le cosiddette
termiche. Il pilota di volo libero è, quindi, in grado di avvicinare e farsi avvicinare dai volatili che lo riconoscono come loro simile. Entrambi sono inseriti in modo naturale nello stesso ambiente e sottostanno ad identiche leggi nell'affrontare il volo.
Promotore dell'interessante iniziativa è il triestino Davide Finzi Carraro, quarant'anni, da ventidue pilota di deltaplano e parapendio, membro dell'associazione Ali Libere di Gemona del Friuli (Udine), nella vita progettista di droni.
I grifoni sono di casa in un triangolo che va dalla riserva naturale del lago di Cornino [territori di Forgaria e Trasaghis] dove già da anni è in corso un progetto di conservazione e reintroduzione della specie, passando da Tolmin in Slovenia, fino all'isola di Cherso in Croazia. In questo vasto territorio il deltaplano di Davide Carraro segue il volo dei grifoni allo stato selvaggio, percorre in formazione con i rapaci lunghi tratti delle loro rotte migratorie, ed il pilota li osserva da un punto di vista privilegiato, ala ad ala. Questo stretto contatto in volo, con l'ausilio dell'interpretazione del pilota, consente di seguire e riprendere gli uccelli veleggiatori in un modo che altrimenti non sarebbe possibile e può dare ai ricercatori informazioni e spunti per studiarne il comportamento e l'intelligenza.
Il documentario ci dice che l'avventura è sopra le nostre teste, a portata di mano, basta alzare lo sguardo. Seguendo il volo dei grifoni, il filmato descrive il loro modo di vivere, di interpretare l'aria, di saper scegliere dove andare e perché.
Oltre al seguito di questa straordinaria avventura, Davide Finzi Carraro pensa di organizzare degli "Air Safari", cioè portare con lui in volo studiosi e turisti che vogliono condividere l'esperienza insieme ai grifoni.
Gustavo Vitali
Ufficio Stampa FIVL (ASC - CONI)
per ulteriori informazioni contattare
Davide Finzi Carraro - dcf (AT) alpeadriaflights.net - 347 3200830
Per vedere l'anteprima del filmato: http://youtu.be/WfbN9G3Z-RE
mercoledì 23 luglio 2014
Giochi di guerra nella piana di Cesclans: un fatto discutibile o un'opportunità?
E va beh, parliamone. Negli scorsi giorni erano stati volutamente lasciati da parte gli articoli usciti sulle finali di un torneo di Softair svoltosi a Cesclans. Dato però che l'argomento sembra suscitare interesse, proviamo ad approfondire.Innanzitutto i fatti.
La manifestazione non è una novità, in quanto si è già effettuata, con modalità similari, negli anni passati.
Veniva così presentata dagli organizzatori: "Un torneo in tre tappe con semifinali e finale è l’ambizioso programma dei club Black Delta di Udine e Falchi della Carnia di Paluzza (Ud), che si propongono, con questa iniziativa, di promuovere il soft air in territorio friulano, forti dell’appoggio di alcune amministrazioni comunali montane che vedono con favore il nostro gioco e con le quali le suddette associazioni intrattengono da tempo una stretta collaborazione nella gestione di altri eventi sportivi e culturali locali.
I tre gironi di eliminatorie si disputeranno il 16, il 23 e il 30 marzo 2014 all’interno della polveriera di Racchiuso, nel comune di Attimis, e consisteranno in recon a percorso obbligato con finestre d’ingaggio prefissate.
Stessa formula per le semifinali, in programma il 27 aprile e il 4 maggio, che però avranno come location un’area boschiva con bunker sotterranei della prima e seconda guerra mondiale nel comune di Paluzza, in Carnia.
La finale si svolgerà invece il 22 giugno a Cesclans, sempre in Carnia, e consisterà in una recon a navigazione libera.
Il torneo, intitolato “Apocalypse”, avrà un carattere prettamente agonistico, ma con una forte impronta scenografica (effetti sonori e visivi) che, nelle intenzioni degli organizzatori, renderà particolarmente divertente il gioco." (http://www.softairdynamics.it/apocalypse/)
"Il Gazzettino" del 29 giugno aveva raccontato che "Domenica scorsa a Cesclans, frazione di Cavazzo Carnico, si è concluso il torneo di soft-air "Apocalypse" organizzato dai Black Delta di Udine e dai Falchi della Carnia di Zuglio, con la collaborazione di altre associazioni sportive dilettantistiche della provincia: i Predators di Tolmezzo e la Rude Bestie di Amaro.Il torneo è stato vinto dall'Undicesimo Graco Jouf di Udine con 5.210 punti, con soli 25 di vantaggio sul gruppo Marsoc di Milano.
L'evento è iniziato a marzo con le fasi eliminatorie svoltesi ad Attimis, la seconda fase invece ha avuto come teatro di battaglia i fortini di Paluzza e si è concluso con la finale, alle quale erano presenti i migliori 9 team, durata ben 24 ore a Cesclans.
Il filo conduttore di tutti questi appuntamenti è stata una storia molto avvincente e studiata con dovizia di particolari: durante un esperimento un virus è sfuggito al controllo degli scienziati scatenando così un epidemia e trasformando le persone in zombie. I partecipanti, provenienti da tutta la penisola, hanno sostenuto quindi diverse prove come ad esempio recuperare codici segreti, salvare uno scienziato e ovviamente eliminare gli zombie (impersonati dagli organizzatori muniti di apposite maschere).
I gruppi organizzatori sono riusciti a creare quindi una storia molto avvincente e, cosa ancor più complicata, a ricreare una scenografia spettacolare con molti effetti speciali come mezzi ex militari come ad esempio due Hummer, laser, luci, maschere zombie, trucchi, riproduzioni di rampe missilistiche, cannoni e molto altro; tutto questo ha permesso una totale immersione emotiva dei soft-gunners nel gioco."
La notizia è stata ripresa dal Messaggero Veneto del 20 luglio : "Si è svolta a Cesclans la finale del torneo di Softair Apocalypse organizzato da Black Delta di Udine e Falchi della Carnia di Paluzza in collaborazione con le associazioni sportive dilettantistiche Commando Lycans, Rude Bestie, Predators e Truppers.
L’evento – svoltosi in sei tappe fra marzo e giugno – ha coinvolto oltre 400 operatori provenienti da varie regioni d’Italia (Friuli, Veneto, Emilia e Lombardia) e ha visto le fasi eliminatorie disputarsi a Attimis e Paluzza, i cui comuni hanno concesso il loro patrocinio.
La storia e la scenografia realizzata nei boschi, nei bunker della Grande guerra e nell’ex polveriera militari sono state particolarmente ricche di effetti speciali. Mezzi militari, laser, luci, maschere zombi, effetti sonori, riproduzioni di rampe missilistiche e cannoni hanno dato la possibilità ai partecipanti di calarsi nella più scenografica ambientazione apocalittica. (…)
L’organizzazione plaude al Comune di Cavazzo Carnico che ha messo a disposizione alcune altane da caccia per la scenografia della manifestazione. "
Leggendo l'articolo del MV, il consigliere di Cavazzo Lenisa ha sollevato obiezioni di carattere etico ("Leggere le notizie sui fatti drammatici avvenuti nei nostri paesi settanta anni fa e nello stesso tempo vedere sul giornale la foto di quattrocento vestiti in tuta mimetica che giocano alla guerra mi ha lasciato un senso di disagio") e tecnico ("Libero ognuno di giocare come preferisce, ma magari a casa sua, nel suo giardino, non nei prati di Falnor di Cesclans; prati privati che sono stati "piallati" dal passaggio degli automezzi militari e resi inservibili per la fienagione. Chi ha avuto il danno a chi può rivolgersi per essere risarcito? Non risulta che il Comune possegga altane da caccia e non ho trovato all'Albo alcuna delibera di concessione spazi comunali per i giochi di guerra."). Altri hanno invece proposto "Pensare invece di sviluppare questo tipo di turismo nel comune di Cavazzo Carnico? Sarebbe un opportunità da cogliere al volo".
E vualtris ce pensàiso?
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Casa delle Farfalle di Bordano, gli ultimi sviluppi
Sulla vicenda della riapertura della "Casa delle farfalle" qualcosa sembra muoversi ma lo "sblocco" non pare essere proprio dietro l'angolo.
Il MV ha dato per primo la notizia dell'assegnazione dell'incarico di gestione, sottolineando però le tante questioni ancora in sospeso.
Il Gazzettino del 16 luglio ha pubblicato integralmente la nota del consigliere regionale Zilli:
FARFALLE, IN FUMO LA STAGIONE
L'ipotesi che la Casa delle Farfalle riapra a settembre è una colossale presa in giro. La stagione è andata in fumo, e se il sindaco Colomba pensa di lavarsi la coscienza con un'apertura a tempo scaduto commette l'ennesimo errore. La vicenda è stata gestita malissimo, e le responsabilità politiche dell'amministrazione comunale sono evidenti a tutti. Un sindaco che ha demolito un patrimonio della collettività e del territorio solo per prendersi una rivincita personale.
Il bando poteva e doveva essere fatto molto prima. Perché il sindaco ha lasciato che le mie interrogazioni e la mia mozione approvate in Regione restassero lettera morta? Perché la disponibilità della Regione è rimbalzata contro il muro di gomma del Comune?.
Chiarisco che la Regione deve essere esonerata da ogni responsabilità. Riconosco che i miei sforzi e i miei appelli sono stati compresi e avallati dalla giunta regionale che, almeno su questo fronte, è stata ricettiva.
Diametralmente opposta la condotta del Comune, colpevole di aver deliberatamente distrutto quanto era stato creato in anni e anni di lavoro, passione e professionalità.
Il danno è enorme. Abbiamo perso un patrimonio sotto il profilo del turismo, della didattica, dell'immagine e dell'economia per questo territorio. Tutta la collettività pagherà un prezzo altissimo, il sindaco lo ha capito? La Casa delle Farfalle era una struttura sana anche economicamente. Non ci sono scuse. Solo colpe.
Barbara Zilliconsigliere regionale Lega
E voi Bordanesi, e voi forests, in passato frequentatori della casa delle Farfalle, cosa ne pensate?
Il MV ha dato per primo la notizia dell'assegnazione dell'incarico di gestione, sottolineando però le tante questioni ancora in sospeso.
Casa delle farfalle, un ricorso mette in forse la stagione
Messaggero Veneto, 15 luglio 2014
BORDANO E' la cooperativa "Farfalle nella testa" ad essersi aggiudicata la gestione della Casa delle farfalle di Bordano per i prossimi sette anni. Una notizia attesa da molti, quella dell’assegnazione della gestione, ma ora ci vorranno ancora alcune settimane per l'attribuzione ufficiale della struttura al progetto risultato più convincente. La commissione giudicatrice si è riunita venerdì scorso per fare la sua scelta e ha scelto la proposta di Farfalle nella testa che ha vinto sulla sfidante Coop Pavees mentre la terza realtà che aveva partecipato alla gara è stata esclusa poiché la proposta presentata non era completa nei termini prescritti dalle normative. «La commissione ha fatto il suo dovere - commenta il sindaco Gian Luigi Colomba - ma ora, in base alle normative, dovranno trascorrere 35 giorni per permettere i tempi necessari per presentare eventuali ricorsi oppure osservazioni all'esito della procedura». Se ora dovrà dunque trascorrere oltre un mese per il conferimento ufficiale della gestione della struttura, pare dunque inevitabile che si giunga a fine agosto per determinare con certezza il prossimo gestore. Di conseguenza, pare un’ipotesi lungi dall’essere realizzabile la salvezza dell'attuale stagione alla Casa delle farfalle di Bordano. Di fronte a tale esito delle procedure è intervenuta anche la consigliera regionale d’opposizione Barbara Zilli (Ln) che negli scorsi mesi era stata autrice di una mozione presentata e recepita dalla Regione: «Riconosco che i miei sforzi e i miei appelli sono stati compresi e avvallati dalla giunta regionale che, almeno su questo fronte, è stata ricettiva». «Diametralmente opposta - insiste la consigliera regionale leghista - la condotta del Comune, colpevole di aver deliberatamente distrutto quanto era stato creato in anni e anni di lavoro. Il danno è enorme - sono sempre parole della Zilli -. Abbiamo perso un patrimonio sotto il profilo del turismo, della didattica, dell’immagine e dell’economia per questo territorio. Tutta la collettività pagherà un prezzo altissimo: il sindaco lo ha capito? La Casa delle Farfalle era una struttura sana anche economicamente. Non ci sono scuse - conclude la stessa Zilli - ma solo colpe». (p.c.)
FARFALLE, IN FUMO LA STAGIONE
L'ipotesi che la Casa delle Farfalle riapra a settembre è una colossale presa in giro. La stagione è andata in fumo, e se il sindaco Colomba pensa di lavarsi la coscienza con un'apertura a tempo scaduto commette l'ennesimo errore. La vicenda è stata gestita malissimo, e le responsabilità politiche dell'amministrazione comunale sono evidenti a tutti. Un sindaco che ha demolito un patrimonio della collettività e del territorio solo per prendersi una rivincita personale.
Il bando poteva e doveva essere fatto molto prima. Perché il sindaco ha lasciato che le mie interrogazioni e la mia mozione approvate in Regione restassero lettera morta? Perché la disponibilità della Regione è rimbalzata contro il muro di gomma del Comune?.
Chiarisco che la Regione deve essere esonerata da ogni responsabilità. Riconosco che i miei sforzi e i miei appelli sono stati compresi e avallati dalla giunta regionale che, almeno su questo fronte, è stata ricettiva.
Diametralmente opposta la condotta del Comune, colpevole di aver deliberatamente distrutto quanto era stato creato in anni e anni di lavoro, passione e professionalità.
Il danno è enorme. Abbiamo perso un patrimonio sotto il profilo del turismo, della didattica, dell'immagine e dell'economia per questo territorio. Tutta la collettività pagherà un prezzo altissimo, il sindaco lo ha capito? La Casa delle Farfalle era una struttura sana anche economicamente. Non ci sono scuse. Solo colpe.
Barbara Zilliconsigliere regionale Lega
E voi Bordanesi, e voi forests, in passato frequentatori della casa delle Farfalle, cosa ne pensate?
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martedì 22 luglio 2014
A "bocce ferme", una riflessione del Sindaco di Trasaghis su elezioni e prospettive
Riceviamo e pubblichiamo una nota del sindaco di Trasaghis che parte dalla analisi del voto e delinea percorsi operativi per il futuro. Ai lettori del Blog l'invito ad esaminare il documento e a commentarlo (ovviamente "cun creance e sintiment"). A&D
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Ad
alcune settimane dalle elezioni propongo la mia analisi del voto ai
lettori del Blog segnalando il discorso che ho pronunciato all’atto
del mio giuramento davanti al Consiglio comunale lo scorso 13 giugno.
Credo
sia giunto il momento per tutti di chiudere la fase della campagna
elettorale e lavorare insieme per il bene del proprio territorio.
“I
Cittadini di Trasaghis il 25 maggio scorso hanno scelto di accordarmi
di nuovo la loro fiducia confermandomi alla guida del Comune per i
prossimi 5 anni.
Rivolgo
innanzitutto quindi un sincero ringraziamento a tutti gli elettori
che hanno dato la preferenza alla mia persona ed alla lista “Per
Trasaghis”, credendo nella validità del programma amministrativo.
Abbiamo
ricevuto un mandato chiaro, abbiamo vinto in 4 paesi su 5, il solo
paese nel quale non abbiamo ottenuto al maggioranza è Avasinis
com’era prevedibile essendo il paese di residenza dell’altro
candidato sindaco.
Un
mandato che mi conforta perché significa che le scelte fatte in
cinque anni difficili sono state corrette e la gente lo ha capito
premiando la lista “Per Trasaghis” con la maggioranza dei voti.
Dobbiamo
quindi, per iniziare questo quinquennio nel modo giusto, dirci quello
è stato sotto gli occhi di tutti durante la campagna elettorale e
nel risultato conseguito, ovvero che abbiamo vinto contro 2 liste e
non contro una sola; una palese rappresentata dall’attuale
opposizione ed una celata sotto le spoglie di un comitato, o
meglio di parte di esso,
che ha lavorato per 5 anni con il solo ed unico scopo di prendersi il
Comune e che ha apertamente sostenuto la lista avversaria.
Abbiamo
pertanto vinto decisamente alla grande lavorando correttamente,
lealmente e senza alcun utilizzo di armi che non fanno parte della
nostra cultura. Abbiamo vinto perchè lo meritavamo e la gente lo ha
capito.
Se
ne devono pertanto fare una ragione chi ha lavorato per cercare un
risultato diverso senza avere il coraggio di esporsi in prima persona
candidandosi come abbiamo fatto tutti noi, sia di maggioranza che di
opposizione.
Alla
minoranza dico che siamo aperti al dialogo, siamo pronti a
collaborare su proposte ed idee per il bene del nostro Comune. Nella
passata tornata amministrativa le proposte valide sono state tenute
in considerazione, faremo lo stesso anche adesso.
Lo
faremo però se la minoranza saprà gestire il proprio difficile
ruolo di vigilanza nel modo corretto, segnalando alla popolazione ciò
che non condivide nei modi che riterrà più opportuni, ma evitando
nello stesso tempo di utilizzare gli strumenti a disposizione
solamente per rallentare l’azione amministrativa.
Il
Consiglio Comunale è un organismo di fondamentale importanza per il
buon governo di un Comune e dovrà pertanto essere luogo di civile
confronto, discussione, proposta ed indirizzo.
Responsabilità
di entrambi i gruppi sarà fare in modo che da questo organo
collegiale si possa trarre i migliori risultati possibili per lo
sviluppo della comunità in cui opera.
Per
quanto riguarda l’amministrazione in carica siamo già al lavoro
per dare immediata attuazione al programma elettorale presentato, con
i numerosi punti proposti che richiedono il forte impegno di tutti i
consiglieri per dare alla popolazione, rapidamente, le risposte che
chiede ed i risultati che attende.
Sarò
il Sindaco di tutti con l’impegno di confermare la fiducia degli
elettori che mi hanno votato e di generare apprezzamento in quelli
che invece hanno scelto diversamente e lo farò con serietà, con
molto lavoro e dedizione.
Siamo
in una stagione politica di cambiamento; la gente apprezza chi sa
mettersi in gioco, chi innova e rinnova. Noi l’abbiamo fatto
coinvolgendo nella lista “Per Trasaghis” 10 volti nuovi su 12.
L’attuale maggioranza è formata da 7 nuovi consiglieri su 8, la
nuova giunta da 2 nuovi assessori su 3. Un apporto che sarà
sicuramente positivo generando nuova spinta e nuovo entusiasmo.
Concludo
augurando ai nuovi Consiglieri Comunali che il lavoro che li attende
possa essere ripagato con la soddisfazione di aver prodotto qualcosa
di positivo per i propri concittadini, essendo consapevole che il
dovere che hanno assunto sapranno portarlo a termine con il massimo
impegno.
Ai
Consiglieri riconfermati auguro di proseguire con la serietà che li
ha contraddistinti nel quinquennio passato che ha valso loro la
rinnovata fiducia da parte dei propri elettori.”
Augusto Picco
Sindaco di Trasaghis
lunedì 21 luglio 2014
Como vuê. 70 anni fa l'incendio di Bordano
Sono pochi, ormai, quelli che hanno ancora nelle orecchie il fragore di quegli spari di luglio, pochi quelli che ricordano il crepitare delle fiamme e il dramma della fuga.
Per chi non c'era, per chi ha solo sentito raccontare qualcosa, una serie di citazioni che, messe assieme, danno l'idea di quel che di drammatico capitò a Bordano, proprio 70 anni fa.
"Sul Monte San Simeone-Cima Jôf, sovrastante Bordano, era stata sistemata una base tedesca che serviva da ponte radio e da posto di segnalazione per le rotte aeree tedesche nord-sud. La base era rifornita attraverso il paesino di Pioverno, posto sulla destra del Tagliamento di fronte a Venzone. Assieme al gruppo tedesco di una ventina di soldati della Wehrmacht, c'era anche una dozzina di civili, precettati dalla TODT a Bordano per i servizi inerenti alla base. Il 19 luglio 1944, un gruppetto di 4 tedeschi scese dalla base del San Simeone a Bordano per alcune spese. Lo facevano spesso. Ma quel giorno una pattuglia del "Matteotti" era ad aspettarli. In un'osteria dov'essi entrarono, furono bloccati dai partigiani. Si difesero: due vennero uccisi nel locale; un terzo, ferito, fuggì, ma fu raggiunto e finito; il quarto riuscì a dileguarsi, salì alla base e diede l' allarme. Nella sparatoria fu colpito anche un borghese, Sella Leonardo di 60 anni, che morì subito dopo.
(Mario Candotti, Lotta partigiana tra Meduna, Arzino e Tagliamento: i rastrellamenti dell' autunno 1944, Storia Contemporanea in Friuli, 12 (1981), p. 32)
L'incendio di Bordano è nato dopo l'assalto nell'osteria: era una locanda di fronte alla chiesa, dove facevano anche da mangiare. I tedeschi erano già sul San Simeone dove avevano fatto la stazione radio e volevano allargarsi, costruire un'altra baracca. I partigiani han detto "costi quel che costi, quella baracca non deve arrivare lassù". I tedeschi sono andati a Venzone a prendere del materiale, ma non è arrivato oltre Tagliamento. Sono venuti dei partigiani da Alesso, Avasinis, Peonis e hanno iniziato a sparare. Dei partigiani erano andati sul campanile, e da lì sparavano. Nella sparatoria sono morti 3-4 tedeschi ed anche il padre della proprietaria, colpito sul retro. Uno è riuscito a scappare sui tetti e a dare l'allarme. Uno dei tedeschi del San Simeone è venuto sopra il paese e ha detto a noi che eravamo lì a falciare vicino alla cuarde: "domani Bordano tutto Kaputt".
"Il 21 luglio il territorio veniva investito da reparti Nazi-Fascisti che saccheggiavano il territorio di Bordano, incendiando le abitazioni, mentre la maggior parte della popolazione si era già rifugiata nei paesi vicini.
Frattanto un denso fumo soffiato dal vento or dall'una or dall'altra, intorno, sopra le montagne, verticolando lento, saliva al cielo. Bordano ardeva come un vasto rogo: i Tedeschi, passato il Tagliamento, avevano saccheggiato il paese ed appiccicato il fuoco casa per casa.
Per chi non c'era, per chi ha solo sentito raccontare qualcosa, una serie di citazioni che, messe assieme, danno l'idea di quel che di drammatico capitò a Bordano, proprio 70 anni fa.
"Sul Monte San Simeone-Cima Jôf, sovrastante Bordano, era stata sistemata una base tedesca che serviva da ponte radio e da posto di segnalazione per le rotte aeree tedesche nord-sud. La base era rifornita attraverso il paesino di Pioverno, posto sulla destra del Tagliamento di fronte a Venzone. Assieme al gruppo tedesco di una ventina di soldati della Wehrmacht, c'era anche una dozzina di civili, precettati dalla TODT a Bordano per i servizi inerenti alla base. Il 19 luglio 1944, un gruppetto di 4 tedeschi scese dalla base del San Simeone a Bordano per alcune spese. Lo facevano spesso. Ma quel giorno una pattuglia del "Matteotti" era ad aspettarli. In un'osteria dov'essi entrarono, furono bloccati dai partigiani. Si difesero: due vennero uccisi nel locale; un terzo, ferito, fuggì, ma fu raggiunto e finito; il quarto riuscì a dileguarsi, salì alla base e diede l' allarme. Nella sparatoria fu colpito anche un borghese, Sella Leonardo di 60 anni, che morì subito dopo.
(Mario Candotti, Lotta partigiana tra Meduna, Arzino e Tagliamento: i rastrellamenti dell' autunno 1944, Storia Contemporanea in Friuli, 12 (1981), p. 32)
Nel giorno 25 [19] luglio alcuni partigiani in perfetto borghese operaio avevano notato in osteria a Bordano quattro tedeschi ed un milite fascista repubblichino. Li aspettarono fuori del paese sulla strada e li presero d' assalto. Tre tedeschi furono uccisi, il quarto riuscì ad eclissarsi, il milite fascista fu fatto prigioniero e fucilato nelle ghiaie del nostro Leale. Là ce n'è già seppellito più di uno, trovato in zona senza debito motivo e scopo e quindi giudicato spia. In seguito al fatto i tedeschi decretarono l' incendio dei due paesi di Bordano ed Interneppo.
(Francesco ZOSSI, Parroco di Avasinis, Diario 1940-1945)
L'incendio di Bordano è nato dopo l'assalto nell'osteria: era una locanda di fronte alla chiesa, dove facevano anche da mangiare. I tedeschi erano già sul San Simeone dove avevano fatto la stazione radio e volevano allargarsi, costruire un'altra baracca. I partigiani han detto "costi quel che costi, quella baracca non deve arrivare lassù". I tedeschi sono andati a Venzone a prendere del materiale, ma non è arrivato oltre Tagliamento. Sono venuti dei partigiani da Alesso, Avasinis, Peonis e hanno iniziato a sparare. Dei partigiani erano andati sul campanile, e da lì sparavano. Nella sparatoria sono morti 3-4 tedeschi ed anche il padre della proprietaria, colpito sul retro. Uno è riuscito a scappare sui tetti e a dare l'allarme. Uno dei tedeschi del San Simeone è venuto sopra il paese e ha detto a noi che eravamo lì a falciare vicino alla cuarde: "domani Bordano tutto Kaputt".
(Annibale Cesari)
![]() |
| L'unica foto nota scattata durante l'incendio di Bordano dalla strada che sale verso Interneppo (inviata al Blog da Emi Picco) |
In questo atto vandalico andavano distrutte 74 case con quanto in esse si conteneva e danneggiate tante altre.
Mentre Bordano era in preda alle fiamme, Interneppo veniva preso sotto il tiro dei mortai causando la morte di Rossi Luigi fu Pietro "Vuarbe" e ferendo la di lui moglie Piazza Caterina fu Giovanni "Mardaruz" e la figlia. Lo scoppio di alcune bombe di mortaio provocò inoltre fratture di tegole nei tetti delle case e smussò un angolo del campanile.
La maggior parte della popolazione si era rifugiata in Alesso ed altri sotto le roccie del lago (sot i Tofs) cercando così di sfuggire ai pericoli cui era sottoposto il Paese.
Dopo di questo disastro non vi fu più pace per questa povera gente: anche dopo tornata la calma e ritornati alle proprie abitazioni, quasi ogni giorno e spesso di sera i Tedeschi del San Simeone lanciavano contro l'abitato raffiche di mitraglia che facevano più paura che effetto.
(Ugo Rossi, Lettera allo zio Antonio Piazza del 4.10.1945, pubblicata in Bordan e Tarnep Nons di Int, pp.79-80)
Tra i feriti di quei giorni tristi, venne raccolta anche (...) Elda Picco. Appena ventenne, allora con la vita che le sorrideva, mentre tentava di porsi in salvo nell'abitato di Interneppo veniva colpita da schegge di mortaio che dovevano ridurla per sempre all'immobilità paralizzandole gli arti inferiori."
"Bordano nel trigesimo della morte. Ricordo del martirio di un'invalida di guerra, Messaggero Veneto, 16 novembre 1963
Lunghe pietose file di profughi di Bordano e Interneppo, dai vestiti laceri, molti anche scalzi, livida la faccia, arruffati i capelli: uomini che di tratto in tratto si fermavano a maledire; madri stringenti i piccoli al collo e aventi per mano i più grandicelli; due, tre ragazze ferite da schegge ai piedi, che domandavano un pezzo di tela per legarsi; una donna ferita grave al petto portata da quattro (il marito era rimasto ucciso), da ultimo dei vecchietti curvi sul bastone che si trascinavano a malapena tutti preoccupati di fuggire, di fuggire lontano dal pericolo, ci passavano davanti come impressionante fantasmagoria cinematografica.
Frattanto un denso fumo soffiato dal vento or dall'una or dall'altra, intorno, sopra le montagne, verticolando lento, saliva al cielo. Bordano ardeva come un vasto rogo: i Tedeschi, passato il Tagliamento, avevano saccheggiato il paese ed appiccicato il fuoco casa per casa.
Di tutto il paese restava la chiesa, la canonica dalle pareti... forzate e spaccate, alcune case furono ...e poche che non bruciarono sparse qua e là come a capriccio, ma abbastanza malconce."
D. NOACCO, Memorie di Alesso.. fino a Novocerkassk! , Bollettino Parrocchiale di Alesso, s.d. (pres. 1945)
Solo poche citazioni, dunque, ma capaci di "rendere l'idea" di quel che è capitato. Ci sono anche altre testimonianze (preziose, per esempio, quelle riportate sul libro di Anselmo Picco "Cuant che las caneles..." soprattutto riferite ai diversi deportati nei lager in conseguenza della azione). Ma è naturalmente un quadro che può essere arricchito ulteriormente, attraverso le non numerosissime testimonianze dirette ancora rintracciabili. Poi, ovviamente, c'è ancora molto da studiare. Chiarire le cause e le circostanze del fatto, certo, ma anche altri dettagli. Se le comunità locali hanno giustamente tenuto memoria delle vittime di Bordano e Interneppo, si sa poco delle "altre" vittime. Anni addietro credo di essere riuscito a dare un nome al repubblichino ucciso nel Leale (un diciottenne udinese le cui spoglie sono state recuperate dai familiari il 28 agosto 1947) mentre nulla si sa dei tedeschi rimasti uccisi nella sparatoria del 19 luglio, né quanti erano effettivamente, né la loro identità, né dove siano stati sepolti.
Dettagli, si dirà. Ma tutto quel che può contribuire a sapere e capire quel che è successo in queste zone settanta anni addietro ha una sua importanza e una sua utilità. Non foss'altro, come ha scritto Emi Picco, "per i giovani che non sanno e che le istituzioni non ricordano".
Pieri Stefanutti
------------------
ADDENDA: si ripropone il link suggerito dal sig. G. Anelli, poiché i commenti non consentono il collegamento diretto:
Mi permetto di segnalare il link di un contributo di Elio Varutti, svolto con i professori e gli allievi dell'Istituto "Stringher" di Udine sui cosacchi in Friuli, nell'ambito del progetto "Il Novecento in Friuli Venezia Giulia", cofinanziato dalla Fondazione Crup....
https://www.academia.edu/ 7038861/Cosacchi_a_Udine_e_ nella_Bassa_friulana
ADDENDA: si ripropone il link suggerito dal sig. G. Anelli, poiché i commenti non consentono il collegamento diretto:
Mi permetto di segnalare il link di un contributo di Elio Varutti, svolto con i professori e gli allievi dell'Istituto "Stringher" di Udine sui cosacchi in Friuli, nell'ambito del progetto "Il Novecento in Friuli Venezia Giulia", cofinanziato dalla Fondazione Crup....
https://www.academia.edu/
domenica 20 luglio 2014
Il cielo sopra ... Cornino e il ritorno dell'avvoltoio monaco
L'Unione italiana giardini zoologici e acquari (Uiza) e gli esperti impegnati nel progetto di conservazione nella Riserva naturale del Lago di Cornino, inclusa nei territori dei comuni di Forgaria nel Friuli e di Trasaghis, comunicano soddisfatti il ritorno nei nostri cieli dell'Avvoltoio monaco (Aegypius monachus). "Davvero eccezionale è quanto sta accadendo nella Riserva - dichiara Fulvio Genero responsabile del progetto - lo scorso fine settimana è ricomparso un avvoltoio monaco per il quarto anno consecutivo.L'eccezionalità non sta solo nell'avvistamento, ma nel fatto che questi animali ritornano e sostano nell'areale per mesi".
Questo importante risultato s'inserisce nell'ambito del Progetto di conservazione per il Grifone (Gyps fulvus) avviato e presentato ufficialmente il 25 maggio del 2013, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gestito dai Comuni di Forgaria nel Friuli e Trasaghis. "Il progetto rappresenta un concretomodello di sinergia tra pubblico e privato, tra oasi naturalistiche protette e strutture zoologiche e tra istituzioni italiane e internazionali - dichiara Cesare Avesani Zaborra, Presidente Uiza e responsabile scientifico del Parco Natura Viva - e i risultati che stiamo ottenendo vanno ben oltre ad ogni più ottimistica aspettativa".
Grazie all'adozione delle nuove tecnologie nel monitoraggio della fauna selvatica (sia tramite l'utilizzo di telecamere ad alta definizione sui carnai-punti di alimentazione- sia grazie alle radio satellitari installate su alcuni esemplari), oggi è possibile ricostruire le rotte di spostamenti di questi grandi volatori.
sabato 19 luglio 2014
Ancora una volta .... le vele sul Lago
Nuovo appuntamento con le manifestazioni veliche domenica sul Lago, quando, all'interno del programma proposto dall'Asd. Nautilago, si svolgera' la XXXV edizione della Coppa del Lago.
venerdì 18 luglio 2014
Quel che si muove a... Dales. Sabato torna la Sagra
Torna l'appuntamento con la Sagra di Dales, quest'anno nella giornata di sabato, con un programma che prevede happy hour, cucina, musica, canto corale ... e tant altri.
giovedì 17 luglio 2014
Cinque candeline per il Blog "Alesso e Dintorni"
Festa di compleanno anche per il Blog. Si era partiti il 17 luglio 2009 … e siamo ancora qui, dopo cinque anni e più di 1900 post pubblicati.
Grazie allora a Voi lettori per le più di 440 mila visualizzazioni di pagine, per i più di 2600 commenti lasciati finora…. con l’augurio che ci sia sempre interesse verso questo strumento di informazione e di confronto sulle “tematiche valdelaghine” e che esso possa arricchirsi ulteriormente di collaborazioni costruttive.
Mandi a ducj … e staitnus dongja.
A&D
Grazie allora a Voi lettori per le più di 440 mila visualizzazioni di pagine, per i più di 2600 commenti lasciati finora…. con l’augurio che ci sia sempre interesse verso questo strumento di informazione e di confronto sulle “tematiche valdelaghine” e che esso possa arricchirsi ulteriormente di collaborazioni costruttive.
Mandi a ducj … e staitnus dongja.
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mercoledì 16 luglio 2014
Avasinis, Alesso, Bordano: esperienze di "furlan a scuele" in Val del Lago
La "Vita Cattolica" dell'altra settimana - n. 26 - ha dedicato una intera pagina alle esperienze "par furlan" che vengono fatte nelle scuole; pubblichiamo un estratto dell'articolo nelle parti che riguardano le scuole dei paesi solitamente seguiti dal Blog: le scuole dell'infanzia di Avasinis e Bordano e le primarie di Alesso e Bordano.
Un tapêt di colôrs: fruts che a disegnin, che a zuin e che a plantin un cjamp. La cuviertine di «Scuelis in vore 2» e conte il mont di «Aghis», progjet che di plui di 10 agns al puarte la lenghe furlane sui bancs di scuele di cuatri Istitûts comprensîfs dal Friûl (Faedis, Tavagnà, Trasaghis e Udin prin). Numars cetant alts: une trentine di realtâts, scuasi mil e cinccent fruts, une setantine di insegnants. Un an di lavôrs didatics che al è stât tirât dentri in 28 pagjinis, cun fotos, contis, scritis, ricercjis. Il titul al è il stes dal an prime. E duncje no si è sielt un teme comun, ma si è dât spazi ae creativitât e ae progjetazion di ducj. La suaze? Chel che a àn produsût lis singulis classis. (…) Contâ ce che si cjate dentris chestis pagjinis al è come tornâ a passâ, fûr par fûr, un an di scuele. No par nuie i fruts che lu àn fat, lu àn puartât a cjase te prime setemane di Jugn, prime de ultime campanele. Tantis a son lis contis, lis ativitâts, i zûcs davuelts, culì contignûts. Si scomence cun ordin, propit dal prin grât de istruzion, scjalin fondamentâl par indreçâ l'aprendiment de lenghe: la scuele pe infanzie. (…) A Bordan, un arbul al à insegnât i valôrs e a Avasinis si è contade la storie di un mûr. (…)Dentri de scuele primarie, lis ativitâts a son stadis plui variis ancje par vie che si son davueltis su plui classis. A Dalès, lis primis dôs classis a àn puartât indevant lis ativitâts dal progjet «Lusoruts e Cerots», in tierce e cuarte, cu la lenghe si son inventâts acrostics, in cuinte si è fevelât di bestiis. A Bordan, i fruts a àn viazât tes peraulis, pierdintsi intes storiis, cucant tai libris, jentrant tal mont fantastic des liendis.
(…)Di bon ultin, il gjornâl al ricuarde che al è atîf il sît web aghislab.it, orghin uficiâl de rêt di scuelis. Chi, i imprescj pe didatiche a son stâts condividûts e vierts a ducj. Par talian e furlan a son lis mapis di progjet, i materiâi doprâts e prontâts compagnâts di imagjinis, filmâts e presentazions multimediâls, in mût di permeti a ducj i visitadôrs di orientâsi cun facilitât tra i diviers argoments e metodologjiis. Il ministeri de Istruzion al à sostignût la realizazion dal portâl, dulà che a son documentâts e rindûts trasferibii i percors plui significativis dai ultins agns. A son li par jessi scjariâts e doprâts.
Oscar Puntel
Un tapêt di colôrs: fruts che a disegnin, che a zuin e che a plantin un cjamp. La cuviertine di «Scuelis in vore 2» e conte il mont di «Aghis», progjet che di plui di 10 agns al puarte la lenghe furlane sui bancs di scuele di cuatri Istitûts comprensîfs dal Friûl (Faedis, Tavagnà, Trasaghis e Udin prin). Numars cetant alts: une trentine di realtâts, scuasi mil e cinccent fruts, une setantine di insegnants. Un an di lavôrs didatics che al è stât tirât dentri in 28 pagjinis, cun fotos, contis, scritis, ricercjis. Il titul al è il stes dal an prime. E duncje no si è sielt un teme comun, ma si è dât spazi ae creativitât e ae progjetazion di ducj. La suaze? Chel che a àn produsût lis singulis classis. (…) Contâ ce che si cjate dentris chestis pagjinis al è come tornâ a passâ, fûr par fûr, un an di scuele. No par nuie i fruts che lu àn fat, lu àn puartât a cjase te prime setemane di Jugn, prime de ultime campanele. Tantis a son lis contis, lis ativitâts, i zûcs davuelts, culì contignûts. Si scomence cun ordin, propit dal prin grât de istruzion, scjalin fondamentâl par indreçâ l'aprendiment de lenghe: la scuele pe infanzie. (…) A Bordan, un arbul al à insegnât i valôrs e a Avasinis si è contade la storie di un mûr. (…)Dentri de scuele primarie, lis ativitâts a son stadis plui variis ancje par vie che si son davueltis su plui classis. A Dalès, lis primis dôs classis a àn puartât indevant lis ativitâts dal progjet «Lusoruts e Cerots», in tierce e cuarte, cu la lenghe si son inventâts acrostics, in cuinte si è fevelât di bestiis. A Bordan, i fruts a àn viazât tes peraulis, pierdintsi intes storiis, cucant tai libris, jentrant tal mont fantastic des liendis.
(…)Di bon ultin, il gjornâl al ricuarde che al è atîf il sît web aghislab.it, orghin uficiâl de rêt di scuelis. Chi, i imprescj pe didatiche a son stâts condividûts e vierts a ducj. Par talian e furlan a son lis mapis di progjet, i materiâi doprâts e prontâts compagnâts di imagjinis, filmâts e presentazions multimediâls, in mût di permeti a ducj i visitadôrs di orientâsi cun facilitât tra i diviers argoments e metodologjiis. Il ministeri de Istruzion al à sostignût la realizazion dal portâl, dulà che a son documentâts e rindûts trasferibii i percors plui significativis dai ultins agns. A son li par jessi scjariâts e doprâts.
Oscar Puntel
martedì 15 luglio 2014
Val del Lago sul Web. "Sentieri d'autore" intorno al San Simeone
La pagina suggerita è quella che riguarda la Val del Lago, in un itinerario che parte da Gemona per poi ritornarvi dopo aver visitato Venzone, Bordano, i paesi attorno al Lago, Braulins (http://www.sentieridautore.it/sentieridautore.it/127.S.Simeone.html). Una pagina da visitare!
Alcuni flash:
La chiesa di San Candido. Diverse leggende sono legate al nome di questa chiesuola addossata a una scoscesa rupe. Una delle più belle parla di un patrizio romano che, proveniente da Trasaghis, attraversò a cavallo senza accorgersi la superficie innevata e gelata del lago. Avvertito poi dalla popolazione dello scampato pericolo, eresse per ringraziamento la piccola chiesa.
Si riprende la strada statale.
Km 12 Somplago, alt. 222, situato, come suggerisce il nome ‘in cima al lago’. Si lascia la statale e si segue a destra la strada (indicazioni per Alesso) che segue la sponda occidentale del lago. Subito, all’altezza del ponte sul Rio Pusala, una deviazione di un centinaio di metri sulla destra porta all’osservazione di un antico ponte a due archi. E’ per tradizione detto ‘romano’ e, secondo alcuni, vi transitava la Strada del sale che collegava la pianura friulana con le miniere di Salisburgo.
Km 24 Braulins, alt. 201. Sul colle, al cui piede si distende l’abitato, sorgeva un castello che aveva la triste fama di essere covo di ribelli. Si narra, d’altra parte, che gli abitanti del luogo, riottosi a pagare le decime al Capitolo di Cividale, ne accoglievano i messi a suon di bastonate da cui il detto: “… ab ira Braulinorum, libera nos Domine”. Vicino alla rupe del castello, addossata alla roccia, sorge la minuscola chiesa di San Michele dei Pagani, di antichissima dedicazione, dove si conservano affreschi del XIII secolo.
Oltre Braulins si varca il Tagliamento su un ponte che replica il sito di un antico guado e si volge, lungo la statale 512, in direzione della stazione di Gemona del Friuli ormai al termine dell’itinerario.
Km 29 Stazione FS di Gemona del Friuli, alt. 190.
lunedì 14 luglio 2014
Sfangamenti. Come, quello di Verzegnis? Quando, quello di Cavazzo?
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di "Luci" (una firma ormai nota ai lettori del Blog) sulle discussioni in atto sullo sfangamento del Lago di Verzegnis e sulle conseguenze di tale operazione per il Lago di Cavazzo/Tre Comuni.
-------------
Non è più rinviabile
un'indagine conoscitiva del fondale del lago. Non è più rinviabile
lo sfangamento, si sfangano i laghi artificiali pertinenti alle
dighe, e non il lago naturale, un bene demaniale della nostra
Regione, o si pensa di usarlo come un grande depuratore fino al
totale riempimento?. Non è più rinviabile una revisione delle quote
di concessione, ottimali tra 166 m 167 da parte dello Stato, della
Regione ed Edipower. Una commissione costituita dovrebbe avere in
visione dati certi sul lago, prima di avventurarsi in comunicati che
si, danno speranza e riempiono la bocca, ma poi... Bypass,
prelievo Ledra … è in grado il Lago, nelle condizioni attuali, di
supportare il tutto? Prima dati certi, per le sparate c'è sempre
tempo.
-------------
Certo che l’ing.
Gianetti l'ha sparata un po’ grossa, con toni fuori dalle righe,
ma mi sembra troppo semplicistico rispondere con ironia, o con dei
poemi fuori luogo, o frasi tipo “noi siamo di qui, sappiamo tutto
del lago, e tu ing. Gianetti, non conosci il 'prima' della centrale,
non puoi giudicare le nostre proposte per il futuro del lago, nè se
le opere che proponiamo sono inutili”... rispondere così, senza
entrare nel merito di quello che afferma e scrive sul “giornale dei
Miracoli”, si può? Meditare un momento!
Non posso dire molto in
merito allo sfangamento dell’ Ambiesta, non conoscendo il progetto,
(chi ne ha copia lo pubblichi, o lo faccia pubblicare); dalle prese
di posizione di comitati ed enti di tutela vari, le varianti ,
trasporto a valle … è immaginabile una fila di camion per le
strade di Verzegnis carichi di fanghiglia per 50- 60 giorni? Edipower
propone di usare una fresa con aspirazione scarico nell’Ambiesta
poi fino al Tagliamento: pur non conoscendo le dimensioni della
macchina, nè le dimensioni dei tubi di scarico, se la massa da
asportare fosse di 30.000 mc, pari a 500 mc al giorno, non una
enormità mi pare, tutto dipenderà con quanta acqua si miscelerà il
tutto.
Quali problemi per il
lago, non è pensabile che i tecnici di Edipower siano dei matti,
inviare fanghiglia densa alla centrale, con il rischio di intasare
valvole, sfiati, o le giranti delle turbine, certo arriverà acqua
sporca il che, per il lago, non sarà un bene. La Regione ha tutte le
competenze, uomini e mezzi, per un serio ed un efficace controllo sui
parametri, e sulle operazioni necessarie, poco serio sarebbe
inserire un controllo sui controllori, col dubbio che tutto si può
comperare.
“Inutile”, definisce
il bypass l'ing. Gianetti: il lago non essendo più alimentato dalla
centrale in pochi giorni potrerebbe scendere di 8 metri e più, già
successo in passato, afferma, durante i lavori di manutenzione. Certo
esagera un po’, 8 m. sono tanti in pochi giorni, strano che
nessuno si ricordi di aver visto tale evento, o vi sia il conforto di
immagini fotografiche o testimonianze, personalmente non me ne
ricordo, ma non mi sento di affermare che non sia accaduto, forse non
in quelle dimensioni ma….dà per scontato che le sorgenti naturali
non alimentino più il lago, i rii che scendono, non alimentino a
sufficienza, che un bypass integrale porterebbe a quelle situazioni
da lui paventate. Ma non solo lui, lo stesso ing. Franzil si pone il
problema delle sorgenti del Turchin,
credo, abbia dei seri dubbi sulla portata, o se esistono ancora,
tanto che, nella sua proposta di bypass a pagina 218-219-220 ipotizza
la costruzione di due sfioratori ,con l’obiettivo di stabilizzare
il lago a quota 195,40-194,40, a sud funzionerebbe da scolmatore,
compito un tempo demandato al canale Taj, quando il lago si
ingrossava per le abbondanti piogge. a nord un secondo sfioratore
davanti alla galleria di uscita, con doppia funzione, scolmatore se
il lago si alza, e di compensazione, nel caso il lago scendesse sotto
le quote previste, l’acqua della centrale tornerebbe ad alimentare
il lago. L’ ing. Franzil da' anche una seconda soluzione di bypass
senza sfioratori, la condotta diretta, che comunque a nord prevede un
sistema di compensazione ed a sud la riapertura del Taj, che si
dovrebbe abbassare almeno di 2 m. e forse non basterà.
L'Ing.
Franzil mette in conto che, se le sorgenti naturali fossero ostruite,
o di portata insufficiente, a compensare le perdite che avvengono in
modo naturale, per permeabilità del terreno, evaporazione... il lago
dovrà essere alimentato anche dalla Centrale, pena gli scenari che
prospetta l'ing. Gianetti.
Non è più rinviabile
un'indagine conoscitiva del fondale del lago. Non è più rinviabile
lo sfangamento, si sfangano i laghi artificiali pertinenti alle
dighe, e non il lago naturale, un bene demaniale della nostra
Regione, o si pensa di usarlo come un grande depuratore fino al
totale riempimento?. Non è più rinviabile una revisione delle quote
di concessione, ottimali tra 166 m 167 da parte dello Stato, della
Regione ed Edipower. Una commissione costituita dovrebbe avere in
visione dati certi sul lago, prima di avventurarsi in comunicati che
si, danno speranza e riempiono la bocca, ma poi... Bypass,
prelievo Ledra … è in grado il Lago, nelle condizioni attuali, di
supportare il tutto? Prima dati certi, per le sparate c'è sempre
tempo.
Luci
domenica 13 luglio 2014
Dopo Sauris, Verzegnis. E sul Lago di Cavazzo c'è qualche brivido... (XVI)
Il numero di luglio della rivista "in marilenghe" "Ladins dal Friûl" dedica un articolo alle tematiche legate allo sfangamento di Verzegnis ed alle possibili conseguenze per il Lago di Cavazzo/Tre Comuni:
Lât di Cjavaç: no a un altri savoltament ambientâl!
Ladins dal Friûl, luj 2014, p. 3
Cjavaç - Daspò ce che al è sucedût tal lât di Sauris/Zahre, al è daûr a rivâ un altri savoltament
ambientâl pal bacin de Ambieste, o sei pal lât artificiâl di Verzegnis creât come serbatori al servizi
de centrâl idroeletiche Edipower di Somblât. Al è in fats in program di puartâ vie la velme di
sediment che e je presint tal bacin.
Il progjet di Edipower in fats al met a riscjio, oltri che il bacin de Ambieste, ancje il lât di Cjavaç,
dulà che e podarès rivâ jù une cuantitât no cuantificade di paltan. Al è chest darest un dai aspiet che
plui a dan preocupazion pal Comitât di tutele des aghis dal alt bacin dal Taiament.
Cun di fat il progjet al proviôt che, intant dai lavôrs di sfangament, la centrâl idroeletriche di
Somblât, che e ven alimentade propite de aghe dal lât di Verzegnis, e vadi dilunc a funzionâ. Il
probleme al è che la prese che e puarte la aghe aes turbinis si cjate alì che vignarà instalade la
draghe che e recupere il paltan in sospension. Al è evident che une part di chel paltan al larà a finîle,
daspò jessi passât pe centrâl sot vie, tal lât di Cjavaç.
Franceschin Barazut, puartevôs dal Comitât di tutele des aghis di mont, in rivuart al à lis ideis
claris. “A proviodi chest “dam”, dal rest, a son chei di Edipower, ma a sostegnin che se si ferme la
centrâl si sbasse masse il nivel dal lât di Cjavaç. Evidentementri a son in malefede. Il lât, in fats, di
cuant che al esist al è stât simpri alimentât des aghis dal riul Schisaze. In prionte simpri secont
Edipower l’efiet negatîf al è plui aparint che di sostance. Ma o savìn che il lât al à bielzà cetant paltan
sul so font. Sun chest cont a esistin studis che a disin che tra 110 agns nol esistarà plui, al sarà
dome un ricuart, co velme e paltan lu varà jemplât dal dut”.
Juste par chestis resons il Comitât al è cetant critic: “La operazion e covente dome par no pierdi
vuadagn. Mancul energjie si prodûs mancul bêçs si cjapin”. Di achì e diven la richieste che intant
des oparis di sfangament dal bacin de Ambieste lis turbinis de centrâl di Somblât a vegnin fermadis:
“Tal lât nol po lâ a finîle altri paltan”.
Altre richieste dal Comitât ae Zonte regjonâl e je chê di “meti in vore il parê de Cuarte comission
consiliâr che scrutinant il plan di tutele des aghis, e à dite che, insiemit ae realizazion di une
derivazion dal lât pai ûs di irigazion des campagnis dal Friûl di Mieç de bande dal Consorzi Ledre
Taiament, si vebi di proviodi ae costruzion di une deviazion dal scaric des aghis de centrâl di
Somblât, in mût di puartâlis fûr in maniere direte tal Taiament a traviers une condote di pueste”.
“Sun chest pont – al à dite inmò Barazut – o sin rindûts a no molâ. O pensi che une Regjon civîl e
scugne impegnâsi inte tutele e inte valorizazion dal propi patrimoni ambientâl. E po chel di Cjavaç al è l’unic lât naturâl di une cierte dimension che nus è restât!”. (mdp)
Lât di Cjavaç: no a un altri savoltament ambientâl!
Ladins dal Friûl, luj 2014, p. 3
Cjavaç - Daspò ce che al è sucedût tal lât di Sauris/Zahre, al è daûr a rivâ un altri savoltament
ambientâl pal bacin de Ambieste, o sei pal lât artificiâl di Verzegnis creât come serbatori al servizi
de centrâl idroeletiche Edipower di Somblât. Al è in fats in program di puartâ vie la velme di
sediment che e je presint tal bacin.
Il progjet di Edipower in fats al met a riscjio, oltri che il bacin de Ambieste, ancje il lât di Cjavaç,
dulà che e podarès rivâ jù une cuantitât no cuantificade di paltan. Al è chest darest un dai aspiet che
plui a dan preocupazion pal Comitât di tutele des aghis dal alt bacin dal Taiament.
Cun di fat il progjet al proviôt che, intant dai lavôrs di sfangament, la centrâl idroeletriche di
Somblât, che e ven alimentade propite de aghe dal lât di Verzegnis, e vadi dilunc a funzionâ. Il
probleme al è che la prese che e puarte la aghe aes turbinis si cjate alì che vignarà instalade la
draghe che e recupere il paltan in sospension. Al è evident che une part di chel paltan al larà a finîle,
daspò jessi passât pe centrâl sot vie, tal lât di Cjavaç.
Franceschin Barazut, puartevôs dal Comitât di tutele des aghis di mont, in rivuart al à lis ideis
claris. “A proviodi chest “dam”, dal rest, a son chei di Edipower, ma a sostegnin che se si ferme la
centrâl si sbasse masse il nivel dal lât di Cjavaç. Evidentementri a son in malefede. Il lât, in fats, di
cuant che al esist al è stât simpri alimentât des aghis dal riul Schisaze. In prionte simpri secont
Edipower l’efiet negatîf al è plui aparint che di sostance. Ma o savìn che il lât al à bielzà cetant paltan
sul so font. Sun chest cont a esistin studis che a disin che tra 110 agns nol esistarà plui, al sarà
dome un ricuart, co velme e paltan lu varà jemplât dal dut”.
Juste par chestis resons il Comitât al è cetant critic: “La operazion e covente dome par no pierdi
vuadagn. Mancul energjie si prodûs mancul bêçs si cjapin”. Di achì e diven la richieste che intant
des oparis di sfangament dal bacin de Ambieste lis turbinis de centrâl di Somblât a vegnin fermadis:
“Tal lât nol po lâ a finîle altri paltan”.
Altre richieste dal Comitât ae Zonte regjonâl e je chê di “meti in vore il parê de Cuarte comission
consiliâr che scrutinant il plan di tutele des aghis, e à dite che, insiemit ae realizazion di une
derivazion dal lât pai ûs di irigazion des campagnis dal Friûl di Mieç de bande dal Consorzi Ledre
Taiament, si vebi di proviodi ae costruzion di une deviazion dal scaric des aghis de centrâl di
Somblât, in mût di puartâlis fûr in maniere direte tal Taiament a traviers une condote di pueste”.
“Sun chest pont – al à dite inmò Barazut – o sin rindûts a no molâ. O pensi che une Regjon civîl e
scugne impegnâsi inte tutele e inte valorizazion dal propi patrimoni ambientâl. E po chel di Cjavaç al è l’unic lât naturâl di une cierte dimension che nus è restât!”. (mdp)
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