"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

sabato 31 ottobre 2020

Cjavaç, positivi quattro bambini: chiuse per precauzione scuole dell'infanzia e primaria

Positivi quattro bambini, chiuse le scuole primarie e dell’infanzia di Cavazzo e la primaria di Amaro A seguito della positività al coronavirus di un dipendente della scuola primaria di Cavazzo Carnico, sono state disposte da parte dell’autorità sanitaria accertamenti sui bambini che frequentano la IV classe, il cui esito ha rivelato 4 casi di positività al Covid-19. Pertanto, a titolo precauzionale, è stata disposta la chiusura delle scuole primarie e dell’infanzia di Cavazzo e la primaria di Amaro (quindi l’asilo di Amaro è aperto). Il provvedimento esteso alle tre scuole si è reso necessario in quanto le stesse usufruiscono dal medesimo servizio di trasporto scolastico. Tutte le persone direttamente interessate dalla chiusura sono già state prontamente informate a cura della Direzione didattica. Il provvedimento di sospensione dell’attività, diramato dalla Dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Tolmezzo cui le scuole afferiscono, viene emesso su proposta del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (Asufc) e su indicazione dei sindaci di Amaro e Cavazzo. “Tale misura deriva dall’esigenza di agevolare l’attività di screening sull’intera popolazione scolastica e, contestualmente, di isolare prontamente altri casi positivi – dicono Laura Zanella e Gianni Borghi, rispettivamente primo cittadino di Amaro e Cavazzo -. Dopo lo screening eseguito sulla classe IV, nella giornata di oggi sono stati effettuati i tamponi agli alunni delle classi III e V. Lunedì verranno eseguiti i tamponi agli alunni che frequentano la sede di Amaro ( I e II classe ) e ai bambini della scuola dell’infanzia nonché a tutto il personale del servizio scolastico: insegnanti e Ata, operatori incaricati di svolgere il servizio di pre e post accoglienza, personale dedicato al trasporto e accompagnamento scuolabus. Verranno inoltre eseguiti gli ulteriori tamponi previsti dai protocolli di intervento sui contatti avuti con persone risultate positive che l’autorità sanitaria disporrà per ragioni di igiene pubblica”. Alle famiglie e al personale viene raccomandato il più rigoroso rispetto delle misure di distanziamento e protezione previste dalle norme vigenti, in particolare evitando i contatti tra persone e gruppi non conviventi. I sindaci rinnovano l’invito a rispettare le note regole previste (evitare contatti con persone non conviventi; evitare assembramenti; mantenere il distanziamento; utilizzare le mascherine; igiene delle mani). (https://www.studionord.news/)

mercoledì 28 ottobre 2020

In Regione approvazione unanime della legge sull'Idroelettrico - Soddisfazione dei Comitati

Riceviamo e pubblichiamo: Il Comitato Salvalago, assieme ai Comitati della Destra Tagliamento, ieri erano presenti a Trieste, sotto il Consiglio regionale, in occasione della discussione delle Legge che regolamenterà l'utilizzo delle acque della montagna regionale, ora gestite da grandi multiutility nazionali ed europee. E' prevista la creazione di una società elettrica regionale, a capitale maggioritario pubblico, cui faranno capo le concessioni e gli impianti, a scadenza nei prossimi anni,come già esiste in Trentino e in Alto Adige. Cio' permetterà di far rimanere gli utili di gestione in Regione e di devolverli a favore della Montagna. Una grande vittoria dei Comitati che hanno spinto in questa direzione e della buona politica. La Legge infatti è stata votata all'unanimità dal Consiglio regionale. Claudio Polano
Nel testo di legge approvato non è presente l'articolo che sembrava presupporre (v. post pubblicato sul Blog il 22 ottobre) un parere favorevoleall'ipotesi di ripompaggio per la centrale di Somplago

giovedì 22 ottobre 2020

Lago, in Regione ri-pensano al raddoppio della centrale di Somplago?

Lettera alla Regione Fvg di Franceschino Barazzutti sulla legge regionale su grande idroelettrico Egregio Presidente, Egregio Assessore, Ho avuto modo di seguire da casa la seduta della IV Commissione consiliare regionale (Ambiente ed Energia) in cui si esaminava il Disegno di Legge n.107 e la Proposta di Legge n.98 in tema di grandi derivazioni idroelettriche. Ho seguito i vari interventi con grande interesse in quanto 40 anni fa partecipavo attivamente anch’io – allora consigliere regionale – ai lavori di quella Commissione, la cui importanza era per me seconda solo alla Commissione consiliare speciale per i problemi delle aree terremotate essendo allora sindaco di un Comune disastrato dal terremoto. Sono rimasto sorpreso ed amareggiato quando ho scoperto che l’art.14 (miglioramenti energetici) al punto 1 c. prevede “la realizzazione di sistemi di pompaggio”, a me ben noti poiché alcuni anni fa ho studiato e contrastato il “progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago mediante pompaggio” proposto da Edipower spa (ora a2a) e poi dalla stessa ritirato per la ferma opposizione della popolazione della Val del Lago e non solo. Ritenere poi che il pompaggio serva all’ “adattamento ai cambiamenti climatici” è un’affermazione fuorviante: questi richiedono interventi sulle cause e non l’inseguimento degli effetti. In verità il pompaggio serve a produrre più energia elettrica dalla stessa acqua sbatacchiandola su e giù da un bacino all’altro con notevoli e pericolose oscillazioni dei livelli che creano gravissimi dissesti e deturpano le rive ed il paesaggio. Peraltro i sistemi di pompaggio non hanno prospettiva. Infatti il loro presupposto è quel surplus notturno di energia derivante dalla non flessibilità delle centrali a combustibile fossile (carbone), surplus che si ritiene di impiegare per pompare nottetempo l’acqua da un bacino inferiore a uno superiore per poi turbinarla di giorno per soddisfare la maggior richiesta diurna di energia. Ma se è vero come è vero che le centrali a combustibile fossile sono altamente inquinanti e quindi vanno chiuse o riconvertite il surplus notturno di energia verrà meno. Verrà a mancare anche perché si stanno rapidamente sviluppando lo storage (stoccaggio) dell’energia, l’utilizzo notturno delle lavatrici e lavastoviglie domestiche e l’auspicata diffusione dell’auto elettrica che porterà all’installazione di sistemi di ricarica notturna “in garage”. Inoltre sistemi di pompaggio previsti nel citato art.14 sono in netta contraddizione con quanto prevede il successivo art.15 (Miglioramento e risanamento ambientale). In sede di Commissione, a fronte di diverse proposte di stralciare dal testo il riferimento ai “sistemi di pompaggio”, su invito dell’assessore Scoccimarro il direttore generale ing. Canali ha confutato tali proposte. La volontà di mantenere esplicitata nel testo di legge la previsione della “realizzazione di sistemi di pompaggio” presuppone che vi siano già degli intendimenti su dove realizzare tali sistemi che non vanno tenuti segreti poiché investono pesantemente i territori. Riguardo al “dove” inevitabilmente il pensiero va al sistema di pompaggio Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni – bacino dell’Ambiesta o di Verzegnis proposto alcuni anni fa da Edipower spa per potenziare la centrale di Somplago. Progetto quindi già pronto. Forse qualcuno ha già pensato di sostituire sulle tavole di tale progetto l’intestazione “Edipower spa” con quella del nuovo concessionario partner della costituenda Società Energetica Regionale? In questo caso sorgono alcune considerazioni. Infatti un sistema di pompaggio tra il Lago di Cavazzo ed il bacino dell’Ambiesta sarebbe la negazione di quanto la stessa Regione ha legiferato in merito al Lago stesso. Legiferato che si riassume in breve: parere unanime della IV Commissione Consiliare del dicembre 2014 sul Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA) “Al fine di mitigare il progressivo snaturamento dell’ambiente lacustre, viene contestualmente chiesto che sia presa in considerazione la possibilità di realizzare un canale di by-pass che convogli le acque della centrale direttamente all’emissario del lago per recuperarlo ad una condizione di naturalità”. Testo del PRTA 3.2.3 Conclusioni “dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità” L. R. 6 agosto 2019 n.13 art.4 comma 35 Al fine di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e a garantirne la fruibilità, anche ai fini turistici, in conformità al Piano regionale di tutela delle acque, è istituito presso la Direzione centrale ambiente ed energia, il tavolo tecnico denominato Laboratorio Lago dei Tre Comuni. La riesumazione del progetto di pompaggio Lago – bacino di Verzegnis farebbe carta straccia di tutte queste previsioni di legge in sfregio al corso green della Commissione Europea ed allo sviluppo di nuove avanzate tecnologie di produzione di energia e sarebbe una beffa per i territori interessati. Peraltro andrebbe spiegato perché il Laboratorio Lago dei Tre Comuni a tutt’oggi non abbia prodotto nulla: forse perché in Assessorato lo si è messo in congelatore per riesumare invece il pompaggio? Dov’è la trasparenza? Le competenze tecniche sono preziose e vanno tenute in considerazione, ma è compito imprescindibile della saggezza della politica decidere se, quando, come e dove indirizzare concretamente tali competenze. Anche gli ingegneri della Società Adriatica di Elettricità (SADE) che hanno elaborato e realizzato i grandi impianti idroelettrici nella nostra regione erano ritenuti molto competenti, ma la loro competenza, dopo aver sconvolto il lago di Cavazzo e desertificato i corsi d’acqua della Carnia, è purtroppo finita nel disastro del Vajont. L’acqua è una grande e preziosa amica dell’uomo, ma quando su di essa si esercitano forzature prima o poi si ribella con le conseguenze note. E il pompaggio è una chiara e non necessaria forzatura! Nutro la speranza che in sede di esame definitivo di questa legge il Consiglio Regionale dimostri saggezza politica e stralci dal testo le parole “di sistemi di pompaggio”. Val del Lago, 21 ottobre 2020 Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico, già presidente del Consorzio BIM del Tagliamento. Presidente del Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento (https://friulisera.it/lettera-alla-regione-fvg-di-franceschino-barazzutti-sulla-legge-regionale-su-grande-idroelettrico/)

venerdì 9 ottobre 2020

Il Lago, il Tagliamento e i relativi problemi sull'ultimo numero de L'Espresso

Sull'Espresso di questa settimana, lungo servizio sul Tagliamento del giornalista di origine friulana (di Fanna) Marzio Mian e del grande fotografo Massimo Di Nonno. Insieme curano il blog https://www.riverjournal.it/about e girano il mondo a documentare i grandi fiumi. In settembre sono arrivati in Friuli, seguendo il corso del Tagliamento e fermandosi anche ad Alesso e sul Lago . Il risultato è l'informatissimo articolo di cui sotto si propone la riproduzione.
E a proposito di testate nazionali che si occupano del Friuli, il Tagliamento è protagonista anche di un articolo uscito sul numero di ottobre della rivista "Sale & pepe" dove vengono elencate e descritte soprattutto le eccellenze gastronomiche del territorio. Tra gli esercizi suggeriti, anche "Borgo Poscolle" di Cavazzo.

domenica 4 ottobre 2020

Lago, un dossier per le scelte future

Riceviamo e pubblichiamo un importante documento inviato a tutti i parlamentari del FVG, ai consiglieri regionali, ai sindaci e agli enti interessati, un documento la cui lettura, anche se necessariamente lunga per la completezza della trattazione dell'argomento, può essere utile anche in relazione alle audizioni preliminari alla prossima discussione in Consiglio Regionale del Disegno di Legge e della Proposta di Legge sul grande idroelettrico, settore che coinvolge pesantemente il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, il suo scarico ed i corsi d'acqua della montagna. IL LAGO DI CAVAZZO O DEI TRE COMUNI: OLTRE IL PRESENTE. I finanziamenti europei sono un’occasione da non perdere per ripristinare la naturalità e la fruibilità turistica del lago. ALCUNI CENNI STORICI Quello di Cavazzo o dei Tre Comuni è il più grande lago naturale della nostra regione, con una superficie di 1,45 kmq, di origine glaciale, incastonato tra i monti Faeit, San Simeone e Naurint. La sua posizione al limitare delle prealpi carniche e all’inizio della piana friulana fa del lago uno snodo idrico di importanza strategica, tanto più dal momento che in esso il sistema idroelettrico costruito dalla Società Adriatica di Elettricita’ (SADE) riversa la gran parte delle acque della Carnia sottratte al naturale alveo del Tagliamento e dei suoi affluenti in Carnia. Nei documenti storici il lago viene citato per due aspetti caratterizzanti: l’elevata pescosità e le sue acque temperate. L’elevata pescosità è citata in un documento del 1212, mentre nel 1585 Quintiliano Ermacora così scriveva del lago “nutre a meraviglia non solo trote di venti libbre di squisito sapore, ma anche anguille quasi della stessa grandezza, seconde rispetto a nessun altro luogo, ed anche lucci e tinche quali giammai si riuscirebbe a trovare altrove”. Nel dopoguerra i pescatori di mestiere della valle costituirono la “Cooperativa Pescatori” che assumeva dallo Stato l’appalto della pesca nel lago. La sua pescosità ha rappresentato nel corso della storia sino alla metà del ‘900 una riserva alimentare fondamentale per le popolazioni rivierasche ed una importante fonte economica. Il carattere temperato delle sue acque ed il clima mite facevano della valle una “stazione climatica”, come presentata nelle cartoline postali dell’inizio ‘900, mentre nell’immediato dopoguerra i tre Comuni rivieraschi di Bordano, Cavazzo Carnico e Trasaghis diedero vita al “Consorzio Ente Lago” per lo sviluppo turistico, capace di guardare ed affrontare i problemi in maniera coordinata, giungendo anche, non senza un sofferto dibattito interno, ad aggiungere al lago la denominazione "dei Tre Comuni" per superare antichi campanilismi.
LO SCONVOLGIMENTO L’entrata in esercizio negli anni ’50 della centrale idroelettrica SADE di Somplago, che scarica direttamente nel lago le acque turbinate gelide e fangose provenienti dalla Carnia attraverso un sistema di gallerie di 80 km, ha sconvolto il lago, azzerato la pesca ed i piani di sviluppo turistico dell’Ente Lago. Sofferenze ben note: oscillazione del livello con erosione delle sponde, acque gelide e fangose, carenza di ossigeno disciolto in profondità, progressivo aumento sui fondali del deposito di fango scaricato, riduzione della biodiversità autoctona con alterazione e semplificazione delle catene alimentari. Danni all’ambiente, al patrimonio ittico, al turismo, al microclima della valle. Ma c’è qualcosa di peggio dal momento che una parte del lago, la più pescosa, è stata utilizzata a discarica del materiale di scavo della caverna-turbine e delle gallerie di accesso e scarico. Inoltre gli atti concessori e disciplinari hanno condannato il lago (naturale!) a 4 metri di oscillazione del suo livello. Dal livello 192,90 a 196,90, secondo il sistema quote proprio della SADE! Danni ai quali si sono aggiunti anche quelli dell’oleodotto della società privata SIOT, la quale non ha trovato di meglio che piazzare la stazione di pompaggio e serbatoio proprio sulla riva del lago e immediatamente adiacente alla centrale per risparmiare i costi di trasporto dell’energia, e di posizionare un tratto della condotta adiacente alla riva ovest ed un brevissimo tratto sotto il lago. Danni ai quali si sono successivamente aggiunti quelli dell’autostrada che, nonostante il Piano Urbanistico Regionale la prevedesse lungo il Tagliamento, è venuta inspiegabilmente a sventrare la valle, a piantare i piloni del lungo ed impattante viadotto nelle acque del lago, ad inquinare acusticamente la valle. Danni mai considerati e valutati. Danni ai quali è tempo di riparare non con ipocrite “compensazioni” monetarie, ma con concreti interventi in cui mettano volontà e risorse anche coloro che quei danni hanno provocato e che hanno tratto profitti in tutti questi decenni.
QUANTO GIA’ DETTO E FATTO Le iniziative - numerose sono state le iniziative delle popolazioni della valle di denuncia del degrado del lago già subito dopo l’entrata in funzione della centrale di Somplago. La più importante è stata il convegno internazionale “Il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni: un patrimonio da salvare e valorizzare” svoltosi ad Alesso il 12 e 13 settembre 1987 organizzato dai tre Comuni rivieraschi, dalle Comunità Montana della Carnia e da quella del Gemonese, del quale sono stati stampati gli atti; - successivamente si svolsero numerose attività tra le quali il convegno indetto dai comuni rivieraschi “Un lago da amare”, poi la manifestazione del 10.10. 2010 sulle rive del lago, il convegno sull’idroelettrico ad Alesso il 9.01.2016, l’incontro del 21.10.2018 sulla riva del lago. Inoltre conferenze stampa, interventi sui mezzi d’informazione, incontri con esponenti delle istituzioni, una costante attività di presidio, di sensibilizzazione e di informazione sul tema da parte dei Comitati anche mediante il bollettino “Il Punto” distribuito alle famiglie della valle. - i Comitati della Val del Lago e Legambiente regionale nell’estato 2018 elaborano “la Carta del Lago” a cui aderiscono tanti Comitati, Associazioni, personalità; Gli studi e le ricerche scientifiche - l’ing. Franco Garzon incaricato dai Comuni di Bordano, Cavazzo Carnico, Trasaghis e Verzegnis, dal Consorzio BIM Tagliamento, dalla Comunità Montana della Carnia e da quella del Gemonese, Canal del Ferro Valcanale nella sua “Perizia di valutazione dell’ampliamento della centrale di Somplago” datata 28.01.2011 a pagina 32 a conclusione dei calcoli dell’apporto di sedimenti di fango nel lago così scrive “Il lago di Cavazzo presumibilmente tra 110 anni sarà riempito”. Dal 2011 sono trascorsi quasi 8 anni in cui il fango ha continuato ad accumularsi per cui il riempimento avverrà tra 102 anni; - l’ing. Dino Franzil, nel suo studio “Lago, Energia, Ambiente” del marzo 2012, dopo accurati calcoli relativi all'apporto di sedimenti e fango dallo scarico dell'attuale centrale di Somplago, a pag 27 conclude che il Lago scomparirà entro i prossimi 105 anni. Quindi da oggi si trasformerà in una putrida palude in meno di cento anni; - le campagne di ricerche condotte recentemente dall’Istituto di Scienze Marine di Bologna (ISMAR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) confermano che il fondale presenta un paesaggio lunare a causa della consistente copertura di fango modellato dalle correnti, privo di forme di vita a causa delle acque scarsamente ossigenate; - nel luglio 2018 la Goletta Verde di Legambiente ha condotto una campagna di monitoraggio delle microplastiche nel lago.
L’evoluzione della legislazione e degli indirizzi politici Negli ultimi anni la situazione di grave degrado del lago è diventata oggetto dell’attenzione della legislazione regionale che è venuta via via ad offrire gli indirizzi e una sponda progettuale agli inevitabili e crescenti conflitti tra l’uso delle risorsa acqua (energetico, irriguo e turistico) e l’ambiente. Il terreno di scontro ha dei luoghi fisici di riferimento: - la presa di Ospedaletto del Consorzio di Bonifica Friulana; - il tratto del Tagliamento sotteso da detta presa fino all’altezza di Peonis; - il canale di scarico del lago sul quale sono state autorizzate due centrali alla società Aqualux di Brugnera e una a Industrial Park (già Cosint) di Tolmezzo, che costituiranno un’ulteriore inaccettabile servitù per il lago dal quale – in assenza del bypass - attingeranno l’acqua diminuendone il livello quando la centrale di Somplago sarà in stato di fermo essendo “centrale di punta”; - la derivazione irrigua dallo scarico del lago proposta dallo stesso Consorzio; - soprattutto, il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni a causa dello scarico in esso della centrale; - le eventuali emergenze ambientali derivanti dall’autostrada e dall’oleodotto. La soluzione, quindi, non può che essere integrata. Infatti: a) in sede di esame del Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA), esaminando lo stato di sofferenza del Tagliamento a valle della presa di Ospedaletto del Consorzio di Bonifica Friulana ed il progetto dello stesso di derivazione dallo scarico del lago di Cavazzo, la IV Commissione Consiliare Ambiente ed Energia nel gennaio 2014 così unanimemente si esprimeva” Tuttavia, viene segnalato che anche il Lago di Cavazzo si trova in condizioni di criticità ambientale, a causa dell’avanzata modificazione dello stato di qualità delle sue acque, dovuta alla pluridecennale immissione delle acque di scarico della centrale idroelettrica di Somplago, provenienti dalla Carnia tramite il sistema derivatorio ex ENEL, ora Edipower, e quindi da ecosistemi profondamente diversi da quello originario del lago. Al fine di mitigare il progressivo snaturamento dell’ambiente lacustre, viene contestualmente chiesto che sia presa in considerazione la possibilità di realizzare un canale di by-pass che convogli le acque della centrale direttamente all’emissario del lago per recuperarlo ad una condizione di naturalità. La Commissione ravvisa una possibile utilità nell’integrazione delle due soluzioni sopra prospettate, al fine di conseguire la salvaguardia ambientale sia del Tagliamento a valle di Ospedaletto che del Lago di Cavazzo. Pertanto, ritiene opportuno che negli indirizzi del PRTA sia presa in considerazione tale possibilità, mediante gli studi e le valutazioni necessarie” Si noti l’esplicita indicazione di “un canale di by-pass” – sì, by-pass! - quale opera risolutiva delle criticità del lago per recuperarlo alle condizioni di naturalità. Sì, naturalità! b) Il PRTA approvato, al punto 3.2.3 delle Conclusioni, considerando la presa del Consorzio a Ospedaletto, la conseguente criticità del Tagliamento a valle della stessa e la proposta di derivazione irrigua dallo scarico del lago così recita: “Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”. Si noti: l’imperatività di quel “contestualmente” ed ancora l’indicazione del by-pass quale mezzo per il recupero delle condizioni di naturalità e di fruibilità del lago! Sì, contestualmente, naturalità e fruibilità! c) la Legge Regionale del 6 febbraio 2018 n.3 all’art. 11- (Disposizioni per il recupero della naturalità del lago dei tre Comuni) – individua lo strumento del concorso di idee per avviare l’iter progettuale al fine di recuperare le condizioni di naturalità e fruibilità del lago. Il concorso è stato indetto con un monte premi di 35 mila euro (in legge figuravano 50 mila) ma purtroppo è andato deserto per motivi che sarebbe bene verificare; d) a seguito del concorso di idee deserto, è stata approvata la Legge Regionale 6 agosto 2019 n. 13, che all’art. 4 commi 35-38 prevede la costituzione presso l’assessorato all’ambiente ed energia del Laboratorio Lago dei Tre Comuni “al fine di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e garantirne la fruibilità, anche a fine turistici, in conformità al Piano Regionale di Tutela delle Acque. Sì, naturalità e fruibilità come dal PRTA! Il laboratorio è composto da un rappresentante e da un esperto designati dalla direzione centrale ambiente ed energia, da un esperto designato da ciascuno dei tre Comuni rivieraschi, da un rappresentante dell’ARPA, mentre può partecipare un rappresentante dell’Autorità di bacino del distretto idrografico delle Alpi orientali e possono essere invitati i soggetti portatori d’interesse. I Comuni rivieraschi hanno nominato i propri esperti e precisamente: l’ing. Gianfranco Pederzolli di Stenico (Trento) vicepresidente della Federazione Nazionale dei Consorzi BIM (Federbim) per il Comune di Bordano, lo Studio L2B Tecnici Associati di Tolmezzo per il Comune di Cavazzo Carnico, il dott. Luca Gasperini dell’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) di Bologna del Consiglio Nazionale delle Ricerche per il Comune di Trasaghis. E’ indispensabile che il Laboratorio Lago dei Tre Comuni inizi senza indugio la propria attività ed elabori le soluzioni di cui al disposto di legge, progetto e relativi costi del bypass per reperire i relativi finanziamenti; e) a firma dei consiglieri Revelant, Tondo, Riccardi, Colautti, Violino, Marsilio, Ciriani, Zilli, Piccin, appartenenti a vari gruppi consiliari, il 27 febbraio 2017 veniva depositata in Consiglio Regionale la proposta di legge n. 193 avente l’oggetto “Costituzione della Società Energia Friuli Venezia Giulia” a capitale pubblico. Tale proposta è rimasta senza seguito nella scorsa legislatura forse a causa della contraria presa di posizione in merito da parte di “Elettricità Futura - Associazione delle Imprese Elettriche Italiane”, ma nel bilancio regionale 2019 figura una posta di 50mila Euro proprio per lo studio giuridico della fattibilità della Società Energia Friuli Venezia Giulia, la cui costituzione ed operatività sono di primaria importanza e non possono quindi subire ulteriori ritardi. f) la Legge Nazionale 11 febbraio 2019 n.12 all’art. 11 quater (Disposizioni in materia di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche) fra l’altro prevede che “Alla scadenza delle grandi derivazioni idroelettriche e nei casi di decadenza o rinuncia, le opere …..passano, senza compenso, in proprietà delle regioni, in stato di regolare funzionamento”. g) recentemente i parlamentari Tondo, Bubisutti, Novelli ed altri hanno depositato un’interrogazione al ministro dell’ambiente sulle criticità del lago di Cavazzo sollecitando il suo intervento sullo snodo idrico lago-Tagliamento-derivazione irrigua. h) la stessa neo Commissione Europea, ponendo il “tema ambiente” tra le priorità, ha indicato gli investimenti nel settore ambientale come produttivi e fattori di sviluppo economico e non già di mera conservazione, ed ha stanziato ingenti somme in vari programmi in cui gli interventi per il lago possono essere inseriti poiché rientrano in tali abiettivi. Tale indirizzo si sta facendo strada anche a livello nazionale. E’auspicabile che ciò avvenga anche a livello della nostra Regione. L’insieme di questi provvedimenti legislativi e di indirizzi politici determina un quadro favorevole alla radicale risoluzione delle criticità del lago e dello snodo idrico al suo scarico. E’ un’opportunità che va intelligentemente colta. LA SOLUZIONE INTEGRATA Ebbene, lo stato delle ricerche scientifiche, l’evoluzione legislativa regionale e statale, la necessità di un rapporto responsabile verso l’ambiente, in particolare verso la risorsa vitale acqua, l’attenzione dell’opinione pubblica verso il lago aprono prospettive favorevoli alla risoluzione del “problema lago” ed alla sua valorizzazione. Su di noi ricadrebbe una pesante responsabilità se non sfruttassimo fino in fondo questo quadro favorevole. E’ urgente un progetto integrato che comprenda e declini una pluralità di obiettivi: ripristino della naturalità e fruibilità turistica del lago mediante la realizzazione di un by-pass, deflusso ecologico a valle della presa di Ospedaletto, mantenimento della produzione idroelettrica della centrale di Somplago e utilizzo sostenibile dell’acqua per l’irrigazione. In tale contesto un ruolo chiave riveste le centrale idroelettrica di Somplago il cui sistema di funzionamento rappresenta un pesante vincolo per il citato progetto integrato. Pertanto, considerato che, a causa di successive proroghe, la scadenza della relativa concessione è il 2029, momento in cui la centrale dovrebbe passare alla Regione ai termini del sopraccitato art.11 quater della legge 12/2019, va valutata l’opportunità che la Regione, ente pubblico, oltre ad adempiere nei termini a quanto ad essa assegnato dal citato art.11 quater della Legge 12/2019, intavoli con i proprietari di controllo di a2a, gli enti pure pubblici Comuni di Milano e di Brescia, una trattativa per averne la disponibilità ben prima del 2029. Inoltre, è tempo che la Regione riprenda la Proposta di Legge n. 193 della passata legislatura, a firma dei consiglieri Revelant, Tondo, Riccardi, Colautti, Violino, Marsilio, Ciriani, Zilli, Piccin e costituisca la propria “Società Energia Friuli Venezia Giulia – SEFVG” sul collaudato positivo esempio delle Provincie Autonome di Trento e di Bolzano con le rispettive società energetiche “Dolomiti Energia” e “Alperia”, che garantiscono a dette Province il pieno controllo del settore. Alla Regione ed ai tre Comuni rivieraschi – questi ultimi devono essere ben coscienti del carico di grande responsabilità di cui sono stati investiti – spetta ora il compito di individuare con metodo partecipativo innanzitutto la variante di by-pass e relativo progetto più idonei a garantire la rinaturalizzazione e fruibilità turistica del lago, nonché le possibili fonti di finanziamento, progetti europei in particolare. Ciò in un contesto che consideri il lago in una reciproca integrazione con i territori circostanti e le loro valenze ambientali, storiche, culturali, sportive e ricreative, quali ad esempio: Venzone cittadella medioevale, monumento nazionale; Gemona con il duomo, via Bini, il castello e il progetto Sportland; Montenars ai piedi del Monte Quarnan con le sue borgate al sole e i roccoli; Artegna con il castello ed Osoppo con la storica fortezza; Forgaria e la riserva naturale del laghetto di Cornino con i grifoni, l’altopiano di Monte Prat degradante verso la conca di Chianet dalla quale scende il torrente Tremugna; Trasaghis con la Nautilago, i campeggi e le aree attrezzate sulla riva del lago, con il vasto territorio affacciantesi sulla Val del Lago solcato dalla forra del Leale dichiarata biotopo naturale e dal corso del Palar dalle acque limpidissime, meta alternativa a quelle torbide del lago per moltitudini di bagnanti, la vetta del Monte Cuar con la malga ed i prati che la circondano; Bordano con la Casa delle Farfalle ed il monte San Simeone, vero balcone sul Friuli; Cavazzo Carnico con la storica fortezza del Monte Festa, la pieve di Santo Stefano svettante sulla rupe, la sottostante chiesetta di San Candido ed il diffuso reticolo di acque di Somplago confluenti nell’immissario del lago sul quale sorge un ponte romano, i prati di Falnor a Cesclans, il sito protetto della palude Vuarbis, la valletta del rio Faeit; le particolari zone del leccio, di rilevante valore scientifico in quanto, seppur quercia sempreverde tipica delle coste del Mar Mediterraneo Occidentale, si insediò sulle rupi sud-orientali dei monti San Simeone, Brancot, Col del Sole, giù sino a Cornino nella fase geologica calda grazie alle favorevoli condizioni climatiche generate dal grande lago che si estendeva sino alla morena, di cui quello dei Tre Comuni è residuale; il Tagliamento con la stretta di Venzone ed il ponte di Braulins della bella canzone friulana; le ciclovie che attraversano il territorio. Ed, infine, un aspetto estremamente importante per quello che rappresenta non solo per il Friuli: questo è il comprensorio-cratere del terremoto del 1976. Qui si trovano i più significativi esempi della ricostruzione postsismica, sia dei centri storici quali Venzone e Gemona, sia dei tanti paesi. Una ricostruzione esemplare di cui i friulani sono orgogliosi. Questi, sono i principali tasselli di un realistico piano comprensoriale di valorizzazione.
CONCLUSIONI I cambiamenti climatici sono già in atto mentre gli interessi e le pressioni sulle acque sono molteplici. Occorrono azioni sistemiche di accompagnamento di lungo periodo. Il lago di Cavazzo e dei Tre Comuni – il plui grand Lâc da nestre Regjon – è un ecosistema e una grande riserva idrica, ubicata in un’area strategica tra la montagna e la pianura, che diverrà sempre più importante e che non può essere abbandonato all’attuale degrado, alla prospettiva certa dell’interrimento e allo sfruttamento di interessi di parte. Peraltro, anche i residui corsi d’acqua della Val del lago vanno preservati dall’assalto delle centraline idroelettriche: la loro acqua pulita sarà sempre più preziosa! Tanto più che il contributo delle centraline idroelettriche al fabbisogno nazionale è irrilevante (meno dell’1%) e che il futuro sta nel solare ed eolico. Né è opportuno costruire centrali sul canale di scarico del lago poiché, in assenza del bypass, costituirebbero un’ulteriore servitù sul lago provocandone un abbassamento del livello stante l’attuale funzionamento di “centrale di punta” di quella di Somplago. Sarebbe motivo di orgoglio per la Regione, prima in Italia e riferimento per altre analoghe situazioni, la realizzazione di un progetto di recupero della naturalità e fruibilità di un lago gravemente compromesso da un sistema idroelettrico alimentato da derivazioni indiscriminate che hanno messo in secca una molteplicità di corsi d’acqua montani. Un sistema rozzo, superato ed insensibile verso l’ambiente come quello del Tagliamento-lago di Cavazzo, costruito negli anni ’50 dalla SADE, che va profondamente rivisto poichè improntato a criteri meramente produttivistici di trasformazione di tutte le acque in kilowatt e, quindi, in denaro per i suoi azionisti. Criteri che hanno portato alla tragedia del Vajont, di cui il sistema idroelettrico del Tagliamento è gemello. Criteri che sono esattamente opposti a quelli delle varie Agende/Direttive europee in materia di acque, ambiente e sostenibilità/compatibilità ambientale. Sarebbe un segnale positivo non solo per l’equilibrio delle utenze e della falda a valle del lago, dalla quale – non dimentichiamolo! – attinge anche l’acquedotto del CAFC, ma anche per iniziare un serio esame dello stato dei corsi d’acqua a monte, in Carnia, dove un sistema di concessioni-disciplinari che sa di coloniale, da Compagnia delle Indie, funzionale solo alla SADE, ha ridotto gli alvei a distese di ciottoli, a rigagnoli, di norma privi di acqua con conseguenti seri dissesti idrogeologici. Situazione che richiede - ben oltre quel deflusso minimo vitale che sta solo sulla carta – che nei corsi d’acqua ci sia, appunto, un’adeguata portata d’acqua! Concessioni-disciplinari che vanno rivisti radicalmente per affermare ed attuare il sacrosanto ed ormai inderogabile principio di civiltà (e necessità!) per cui il “bene acqua” per sua natura richiede un uso plurimo, diversificato. Principio di civiltà che vuole che il Tagliamento sia effettivamente “il re dei fiumi alpini”- come generalmente definito nei testi – e non lo schiavo dell’idroelettrico a cui è stato ridotto nel suo tratto montano. Nell’intervenire sul lago dobbiamo essere altrettanto bravi quanto lo siamo stati nella ricostruzione postsismica: fare le cose per bene e partecipate. Un esercizio collettivo di futuro per le comunità rivierasche, il circondario e non solo. Non è un’utopia poiché il recupero della naturalità del lago, della sua fruibilità turistica, di una gestione sostenibile degli usi plurimi dell’acqua che prevenga le crescenti difficoltà acuite dai cambiamenti climatici, delle qualità ecologiche del sistema “Lago-Tagliamento” ben si coniuga con le finalità dei notevoli finanziamenti recentemente messi a disposizione dall’Unione Europea. Tale recupero rientra nelle linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Next Generation Italia, approvato dal CIAE e pubblicato il 15 settembre c.a, in quanto si colloca, all’interno della sfida per sostenere la transizione verde e rientra nelle missioni relativa alla “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e nell’ambito tematico “Gestione integrata del ciclo delle acque (anche a fini irrigui) e monitoraggio della qualità delle acque…” e “Valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale” con effetti indotti anche sotto il profilo occupazionale. Trattasi di un intervento non solo ambientale ma anche di sviluppo turistico ed economico non solo della Valle del Lago, ma dell’intero comprensorio. Un intervento riparatore per la Valle pesantemente sacrificata dall’idroelettrico, dall’autostrada e dall’oledotto per interessi altrui. Un intervento che, attirando sul lago rinaturalizzato e pescoso e nella sua valle turisti, pescatori sportivi, associazioni e squadre dei vari sport per ritiri e allenamenti, gruppi giovanili, ecc., può rendere possibile l’utilizzo con affittanze o bed and breakfast di quel notevole patrimonio edilizio costruito o riparato dopo il sisma del 1976 ed ora purtroppo inutilizzato a causa della caduta demografica. Sarebbe un modo di ”valorizzare” la stessa ricostruzione postsismica. Pertanto è necessario: - disporre di soluzioni e di progetti elaborati dal “Laboratorio Lago” istituito presso l’Assessorato all’Ambiente. In caso contrario detto laboratorio risulterebbe non credibile se non addirittura una presa in giro; - che le istituzioni locali, la Regione, i Parlamentari si facciano parte attiva per ottenere i finanziamenti necessari – in particolare quelli europei – per ripristinare la naturalità del lago e la sua fruibilità turistica mediante la realizzazione di un bypass che convogli lo scarico della centrale di Somplago a valle del lago; - nell’approvanda Legge Regionale attuativa del disposto sul grande idroelettrico dell’art. 11 quater della Legge Nazionale n.12/2019 nonché nel regolamento attuativo, nel bando, nelle modalità e procedure di assegnazione sia previsto per la centrale di Somplago il vincolo della realizzazione del bypass finalizzato al ripristino della naturalità e della fruibilità turistica del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. E’ venuto il tempo di riconnettere le nostre attività, le conoscenze, la tecnica, la sapienza, la produzione, gli stili di vita ai complessi meccanismi della natura. Per garantirci un futuro. Il lago deve ridiventare quello che è stato per coloro che lo hanno visto e vissuto prima del degrado: un luogo che richiama ricordi felici e li proietta nel futuro. Lo dobbiamo alle future generazioni. Val del Lago, 01 ottobre 2020 Per il “Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento”, Tolmezzo via Davanzo,9: Franceschino Barazzutti, già presidente del BIM Tagliamento, già sindaco di Cavazzo Carnico. Per il “Comitato difesa e valorizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni” Alesso di Trasaghis via Somplago, 10: Annamaria Gisolfi. Per il “Comitato forra del torrente Leale, Val del Lago: Claudio Polano già vicepresidente della Comunità Montana del Gemonese, già componente del Consiglio direttivo dell’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia. Per Legambiente regionale: il presidente Sandro Cargnelutti. Per Legambiente Circolo della Carnia – Canal del Ferro – Valcanale: il presidente Marco Lepre. Al documento viene allegato inoltre un interessante manifesto del 1922 con cui si pubblicizzava il Lago e la sua Valle in occasione dell'apertura del primo albergo-ristorante sulle rive del Lago, con l'auspicio di "ritrovare la volontà di allora".

giovedì 24 settembre 2020

Le proposte di Legambiente per il futuro del Lago

Le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico e restituzione al territorio sono i due punti cardine del dibattito che ruota attorno ai disegni di legge sul grande idroelettrico, in ottemperanza alla L. 11 febbraio 2019, n. 12. Si sta consolidando l’idea di costituzione di una società regionale a maggioranza pubblica con scelta del partner tecnico di minoranza, mediante gara ad evidenza pubblica o interamente pubblica scegliendo un partner pubblico di comprovata esperienza. Le modalità di restituzione al territorio vanno oltre al meccanismo utilizzato fino ad oggi delle compensazioni, e prevedono investimenti di ricucitura/manutenzione straordinaria e ordinaria del capitale naturale e interventi di sostegno al capitale sociale (lavoro,…) nei territori interessati. Il pensiero di Legambiente FVG Nel congresso regionale del 2015 l’associazione già si esprimeva: “Legambiente rilancia la proposta di istituire un’Azienda speciale regionale, analoga a quelle operanti in Trentino-Alto Adige, che gestisca direttamente gli impianti e la produzione di energia idroelettrica, assicurando ricadute significative sull’economia regionale, e montana in particolare, maggior attenzione per la vita dei fiumi, riprendendosi un potere di governance importante su una risorsa ambientale ed economica che è di tutti assieme a tutti i soggetti pubblici esistenti e operanti nel campo idroelettrico”. Dopo cinque anni, l’associazione conferma lo spirito della proposta e privilegia, dal punto di vista della governance, l’opzione di una società regionale interamente pubblica e partnership tecnica pubblica di provata esperienza. L’associazione segnala inoltre, senza alcuna pretesa di esaustività, alcune proposte che, ci auguriamo, trovino riscontro nell’apposita legge. 1. La restituzione al territorio della gestione deve prioritariamente essere destinata alle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, alla riduzione degli effetti di hydropeaking e accompagnata da progetti di rinaturazione (es. Lago di Cavazzo) e di riqualificazione fluviale, nei bacini interessati dalle opere; 2. La redazione dei piani per la gestione dei sedimenti nei rispettivi bacini, aspetto particolarmente critico generato dalle opere bagnate del grande idroelettrico e amplificato dai cambiamenti climatici, deve prevenire, ad esempio, interventi tardivi di rilevante impatto ambientale (sghiaiamento Lago di Barcis) o modalità di scarico tout court dei fondi limosi dei bacini di raccolta in quota (lago di Sauris) o il progressivo riempimento dei bacini di destinazione delle acque turbinate (Lago di Cavazzo); 3. La destinazione di parte dell’energia rinnovabile prodotta ad uso gratuito deve promuovere e favorire la nascita, nei territori, di comunità energetiche rinnovabili; 4. Si proceda con la moratoria nella costruzione di nuovi impianti idroelettrici a monte delle opere, essendo oltremodo significativo l’impatto del grande idroelettrico sul ciclo idrologico, sullo stato ecologico delle acque e sulla ricarica delle falde sottese; 5. Il deflusso ecologico e la continuità fluviale a valle delle turbine devono essere sempre garantiti. Va prevista una governance apposita per la gestione delle crisi idriche, rispetto a diversi e confliggenti usi, anche in deroga a regole stabilite dalle concessioni, secondo le priorità fissate dalla legge; di converso va ottimizzata e coordinata la gestione degli invasi per la laminazione delle piene; 6. Il contratto di fiume, strumento / processo di programmazione negoziata, dovrebbe accompagnare, in chiave progettuale, la ricaduta nelle scelte da operare nei bacini interessati, scelte coerenti con i principi dello sviluppo sostenibile e l’agenda 2030; 7. Vanno promossi, in accordo con le università, il sistema di istruzione e formazione professionale, profili professionali utili alla gestione delle opere, al monitoraggio e manutenzione dei bacini montani, all’efficienza nell’uso della risorsa, all’applicazione dell’economia circolare alla gestione del ciclo idrico integrato, … nell’ambito di una rinnovata attenzione al rapporto lavoro / ambiente. Uno sguardo più generale sulla risorsa acqua Bene Comune Preludio: l’accelerazione dei cambiamenti climatici impatterà in modo significativo sul ciclo idrologico, riducendo la nevosità in modo significativo, aumentando fenomeni di siccità estive l’evapotraspirazione e l’energia nei fenomeni metereologici La riduzione dell’impronta idrica deve accompagnare tutte le politiche pubbliche al fine di ridurre l’impatto di crisi idriche (agricoltura, attività produttive, consumo umano,…); appositi indicatori del modello DPSIR valuteranno l’efficacia e l’efficienza di tali politiche; Il risparmio della risorsa deve riguardare anche la pressione esercitata sulle falde artesiane a valle della linea delle risorgive con il duplice obiettivo di ridurre la pressione e rischi sanitari associati con l’estensione in profondità dell’inquinamento; I corsi d’acqua devono raggiungere lo stato ecologico buono al 2027 (direttiva acque). Il raggiungimento di tale obiettivo deve essere accompagnato dalla programmazione di specifiche misure impedendo altresì gli interventi che allontanano dall’obiettivo (es. derivazioni sul fiume Fella che ha uno stato ecologico appena sufficiente); Attenta valutazione nella progettazione di opere di regimazione idraulica e di difesa spondale edificate a seguito di violenti eventi di piena, evitando banalizzazione degli alvei e rifacendosi agli approcci e tecniche caratterizzanti la riqualificazione fluviale. Tali eventi, probabilmente indotti a loro volta da un regime incostante delle portate influenzate anche da captazioni e prelievi, determinano un deterioramento dello stato biologico dei corsi d’acqua e grave danno al mantenimento della biodiversità I finanziamenti del Green deal devono occuparsi anche delle infrastrutture del ciclo idrico integrato, a seguito della vetustà delle condotte di approvvigionamento e l’incompleta opere di depurazione considerate le indicazioni che emergeranno dal Water safety plan. L’associazione rimane in attesa dell’aggiornamento del rapporto sulle qualità delle acque superficiali e profonde previste dalla direttiva acque e redatta da ARPA FVG per esprimere ulteriori debite considerazioni e proposte sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e sulle attività a impatto significativo. (https://friulisera.it/considerazioni-e-proposte-di-legambiente-fvg-sul-grande-idroelettrico/)

lunedì 14 settembre 2020

Mandi, don Dino!

ADDIO A DON DINO PEZZETTA: LUTTO NELL’ARCIDIOCESI UDINESE

Lutto nella chiesa friulana per la scomparsa di don Dino Pezzetta. Il sacerdote, che in passato è stato anche rettore dell'Abbazia di Rosazzo e docente in Seminario, è mancato all’età di 82 anni mentre si trovava in ospedale a San Daniele. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.


Don Pezzetta fu rettore dell’Abbazia di Rosazzo e docente di Teologia dogmatica in Seminario. «Un sacerdote intelligente e vivace», lo ricorda mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine.

Nato a Osoppo il 5 maggio del 1938, fu ordinato sacerdote il 18 marzo 1962. Continuò poi gli studi tra Roma e la Germania fino a laurearsi in Teologia dogmatica, materia che insegnò anche al Seminario dal 1966 al 1970. «Fu uno dei migliori traduttori dei testi teologici tedeschi», afferma ancora mons. Genero.

Don Pezzetta continuò gli studi a Milano fino a trasferirsi ad Osoppo nel 1976, dove visse gli anni del post-terremoto. Dal 1982 al 1990 fu parroco di Peonis e Trasaghis e dal 1991 al 1994 di Villalta di Fagagna.

Dal 1994 al 2006 fu parroco di Oleis e rettore dell’Abbazia di Rosazzo. Successivamente parroco di Montenars fino al 2014. Negli ultimi anni, provato da problemi di salute, collaborava con la parrocchia di Osoppo. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
(http://www.diocesiudine.it/don-dino-pezzetta-e-tornato-alla-casa-del-padre/ )





domenica 6 settembre 2020

Mercoledì ad Alesso si inaugura la mostra sul Lago e le acque della montagna


Il "Comitato Tutela acque del bacino montano del Tagliamento" ed il "Comitato Difesa e valorizzazione del lago di Cavazzo
o dei Tre Comuni"propongono per Mercoledì 9 SETTEMBRE 2020 ad Alesso, in Piazza I Maggio (o nel Centro servizi in caso di maltempo)
l'inaugurazione della mostra itinerante nelle piazze

ÂGAS
DI
MOnT
dal Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni alla Montagna privata delle sue acque

FATTI e MISFATTI
passati e presenti

Il programma prevede
alle ore 9.00
l'Esposizione della mostra su 27 pannelli
e alle Ore 17.00
la Presentazione ufficiale della mostra, attraverso questi contenuti:
• Introduzione musicale sul tema Acqua
• Intervento: Perché questa mostra?
• Interventi liberi

Sono invitati i parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, associazioni, comitati, personalità


Gli organizzatori ricordano che la MASCHERINA è D’OBBLIGO


venerdì 4 settembre 2020

Lunedì ricomincia scuola nel Comprensivo di Trasaghis

Si riparte, dopo il lockdown! Nelle scuole dell'Istituto comprensivo di Trasaghis la scuola ricomincerà in anticipo rispetto al resto d'Italia, già da lunedì 7 settembre.
Relativamente al plesso di Alesso, l'Amministrazione comunale di Trasaghis, dopo gli opportuni contatti con gli organismi scolastici, ha diffuso un manifesto dove si ricordano le principali novità relativamente al trasporto scolastico, alla somministrazione dei pasti, all'uso delle strutture sportive.

giovedì 3 settembre 2020

Domenica sul Lago una caccia al tesoro speciale


Caccia al tesoro immersi nella natura del Lago di Cavazzo: arriva biocaching



Continuano gli eventi organizzati dalla Casa delle farfalle di Bordano in collaborazione con l'Ecomuseo della Val del Lago. Domenica 6 settembre, in programma biocaching, una sorta di caccia al tesoro all'aria aperta in mezzo alla natura. Nel pomeriggio, inoltre, in calendario anche una passeggiata e un picnic al fontanone Barman.

Caccia al tesoro
L'evento è dedicato a grandi e piccini, che dovranno fare squadra per risolvere insieme gli enigmi ragionando sugli indizi sparsi attorno a loro. Il ritrovo è alle 9 di domenica al parcheggio antistante all’albergo Trilago. L’attività si svolgerà nei prati e nei boschi intorno al Lago di Cavazzo, per 3 ore abbondanti.
Come partecipare
L’iniziativa è gratuita, ma è obbligatorio prenotare telefonando alla segreteria della Casa delle Farfalle (344 2345406). I posti sono limitati.


(https://www.udinetoday.it/eventi/caccia-tesoro-lago-cavazzo-6-settembre-2020.html)

mercoledì 2 settembre 2020

55 anni fa, quell'alluvione in Borc di Prussie a Bordano

Ormai si sa che l'ultima settimana d'agosto  e la prima  di settembre sono caratterizzate dal passaggio di una  ,talvolta violenta, con  grandi precipitazioni.  Infatti l'esperienza insegna che la settimana prima della sagra  sul San Simeone ci sono sempre dei grandi temporali , ne sanno qualcosa i ragazzi che salgono lassù in tenda per "anticipare" la sagra, pure noi allora Pionieri del S.Simeone  abbiamo conosciuto  questo brutto tempo,  ma almeno si dormiva in chiesa.

Anche quest'anno, fedele al corso della natura è arrivata  la perturbazione  più intensa del solito, che ha provocato  la piena di tutti i corsi d'acqua  compreso il Tagliamento, chiusura di strade e frane etc.:" Una piccola alluvione"...
Dopo questa considerazione sui fatti  metereologici  di questi giorni passiamo a  un ricordo  che  55 anni fa poteva avere  tragiche conseguenze invece è andata bene: l'alluvione  del Borgo Prussie di Bordano.

Era il 2 settembre 1965  e a causa di un violento temporale  i due ruscelli  che tutt'ora circondano e delimitano  questo borgo bordanese  hanno  inondato  quella specie di catino  nel quale erano  posizionate le case  di Prussie   e rendevano uniche  queste case e questo borgo . Per capirci , al giorno d'oggi i due ruscelli sono sullo stesso livello , mentre allora il catino con le case  era circa 3 metri più in basso , lascio voi immaginare   tutta l'acqua che questi due  ruscelli montani hanno scaricato  in poco tempo  verso il punto più basso imprigionando  gli abitanti  dentro le case, impossibilitati ad uscire per la pressione dell'acqua sulle porte  e a rischi annegamento in quanto  l'acqua , dentro le case,  era arrivata a quasi un metri e venti. Solo la prontezza di una donna che  non  ha esitato a gettarsi vestita dentro l'acqua  e a scardinare  le porte delle case  che impedivano l'uscita e la salvezza  degli abitanti bloccati ,  ha permesso loro di mettersi in salvo .  Passato qualche tempo , sui due ruscelli sono stati costruiti  due sbarramenti  tutt'ora visibili , non so quanto  possano funzionare in quanto sono  pieni di ghiaia, ma recentemente hanno costruito ai piedi  di uno  quella specie di canale atto a scaricare  più a valle l'eventuale  acqua  fuoriuscita dallo sbarramento, mentre sull'altro ruscello hanno si costruito lo sbarramento ma  l'eventuale acqua in eccesso  percorre sempre il vecchio tracciato originale.

Dopo il terremoto la nuova Prussie è stata ricostruita  circa  3 metri più in alto  del vecchio  livello del borgo originale ( basta guardare oltre i parcheggi delle auto  per vedere la differenza di livello).

Questo è un ricordo che voglio fare conoscere a tutti i miei compaesani e anche   a tutta la gente che ha voglia di conoscere  gli avvenimenti della zona, ora che  anche il Conte di Bragolino  ha voluto fare  sentire la propria presenza  sulla strada sotto il suo castello. 
Mandi a tutti da Emi Picco (Timoteos)   -2 \9\2020 

  

martedì 1 settembre 2020

Domenica sul San Simeone, per ritrovar spiritualità


Domenica ci sarà la celebrazione della Santa Messa sul monte San Simeone. In tempi di coronavirus, non sono consentiti assembramenti festaioli: l'occasione può dunque essere utile per ricoprire la spiritualità di un antico pellegrinaggio votivo.

La Pro Loco di Bordano e Interneppo segnala: "Come da tradizione, domenica 6 settembre alle ore 11:00, ci sarà la Santa Messa (all’aperto) sul monte San Simeone. Quest’anno non ci saranno ristori pertanto ognuno dovrà provvedere in autonomia.

La completa asfaltatura del tratto permette comunque di risalire con mezzi propri, si ricorda inoltre che per facilitare la viabilità è possibile salire fino alle ore 13,00 e scendere dalle 14,00 in poi".


lunedì 31 agosto 2020

Da Alesso a Braulins, "che anatra di tempo"!

"Che anatra di tempo", diceva sorridendo Tuti, giocando su una traduzione raffazzonata del motto friulano "ce razza di timp". Eppure è una esclamazione che può scaturire spontanea, in queste giornate, vedendo gli effetti del maltempo in Friuli, in Carnia, anche facendo uno zoom sul microcosmo da Alesso a Braulins.
Ecco una significativa esemplificazione in una galleria fotografica:


Nell'ordine: il Palar in piena (ph. Aurelia Peressini), Strada interrotta per Bordano (Stefania Pisu), frana alla galleria del Piç a Braulins (Francesco Zingaro), Tagliamento in piena a Braulins (Massimo Monutti)

sabato 22 agosto 2020

Sfarfallando ... attorno al Lago

Casa delle farfalle, doppio appuntamento al lago di Cavazzo

CAVAZZO – Doppio appuntamento con la natura sul Lago di Cavazzo, il prossimo fine settimana, con i ricercatori e gli educatori della Casa delle Farfalle, in collaborazione con l’Ecomuseo della Val del Lago.
Si tratta di un’occasione da non perdere per una full immersion nelle specialità naturalistiche del più grande esteso lago naturale della regione.
La sera di sabato 22 agosto, dalle 21 in poi, l’unica occasione in questo 2020 per poter fare una “caccia notturna” con l’entomologo della Casa delle farfalle, Francesco Barbieri. L’evento si terrà davanti al Centro Visite dell’Ecomuseo, nel Parco Botanico di Interneppo (sulla riva est del Lago di Cavazzo).
Si tratta di una tecnica classica per gli studiosi di insetti: nei periodi di Luna nuova, in cui il satellite smette di splendere come una lampadina in alto nel cielo, vengono installate delle potenti lampade, la cui luce viene scambiata dagli insetti per quella della Luna. Essi, infatti, sono abituati a usarla per orientarsi nel buio. In questo modo, si possono osservare molti esemplari che perdono temporaneamente l’orientamento.
Il nostro entomologo li mostrerà agli ospiti raccontando le loro storie, curiose e inaspettate; anche tra gli insetti delle nostre latitudini si trovano, infatti, delle specie e dei comportamenti interessanti quanto quelli delle specie più esotiche.
Poche ore dopo, invece, la mattina di domenica 23 agosto, dalle 9.30, di nuovo intorno al lago, una delle escursioni in cui Rossella Crescente, direttrice delle guide naturalistiche della Casa delle farfalle, vi conduce alla scoperta delle differenti stagioni della natura intorno al Lago di Cavazzo.
Purtroppo le storie della primavera ce le siamo perse per il lockdown, ma domenica ci aspettano le storie dell’estate, e di come le piante e gli animali affrontano il grande caldo. Più in là, saremo pronti per vedere come tutto cambia con l’arrivo dell’autunno (domenica 27 settembre).
Entrambi gli eventi, la “Caccia notturna sul lago” ed “Estate al lago” durano circa un paio d’ore e sono gratuiti. Sono organizzati in collaborazione con l’Ecomuseo della Val del Lago.
Ricordiamo che la Casa delle farfalle è aperta ogni giorno fino alla fine di ottobre, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), mentre La cucina delle farfalle, il punto ristoro all’esterno della casa, gestito in collaborazione con Friulando, è aperta ogni giorno fino alla fine di agosto con gli stessi orari del museo.

(da comunicato "Casa delle farfalle")

mercoledì 12 agosto 2020

In difesa del Lago di fronte all'assalto idroelettrico

Riceviamo e pubblichiamo:

I Comitati e diverse associazioni ambientaliste hanno diffuso un volantino dove si evidenziano i rapporti tra il Lago e quanti utilizzano o intendono utilizzarne le acque (esigenze irrigue, produzione di energia...).

"Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni: basta schiavitù idroelettriche!
Come noto il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni – stupendo lago naturale ante costruzione della centrale di Somplago - è stato sconvolto dallo scarico in esso dell’acqua turbinata da tale centrale. Acqua gelida (constatabile mettendo un piede in acqua) proveniente, attraverso 80 km di gallerie, dalle prese in quota dei corsi d’acqua della Carnia. Acqua torbiba di fango (constatabile alla vista) le cui particelle più pesanti si depositano sul fondale del lago distruggendo ogni forma di vita ed accumulandosi trasformeranno il lago in una palude come ampiamente dimostrato dallo studio dell’ing Dino Franzil, da quello dell’ing Franco Garzon, incaricato dai Comuni rivieraschi, dal Consorzio BIM e dalle Comunità Montane e dalla ricerche dell’Istituto di Scienze Marine del CNR.
Acque gelide e torbide che, unite alla forte oscillazione del livello del lago, hanno seriamente compromesso la pesca e la fruibilità turistica del lago e della sua valle, percorsa in lungo e in largo da elettrodotti su svettanti tralicci che portano la corrente elettrica a Marghera.Valle che ha dovuto anche subire, non senza averli contrastati, l’oleodotto e relativa stazione di pompaggio sulla riva nord e la violenza dell’autostrada con il gigantesco viadotto affondante alcuni piloni nel lago.
Come se ciò non bastasse, ora assistiamo ad un assalto alle acque del canale di scarico del lago per realizzare due centraline idroelettriche da parte di una ditta privata ed una terza da parte di Carnia Industrial Park (già Cosint) di Tolmezzo. Centraline che vanno ad aggiugersi al progetto del Consorzio di Bonifica Friulana di derivazione irrigua dallo stesso canale di scarico.
I proponenti di queste centraline van dicendo candidamente che le stesse non andranno ad incidere sul lago e sul suo livello. Se così fosse il loro investimento sarebbe decisamente azzardato poiché durante i fermi della centrale a2a di Somplago dovrebbero fermare anche le loro centraline in assenza dell’apporto nel lago della portata scaricata dalla centrale e, conseguentemente, alimentante lo scarico dello stesso; scarico su cui opereranno le loro centraline e la derivazione irrigua. Tant’è che la convenzione con cui a2a autorizza l’installazione delle centraline sul canale di sua competenza prevede che, oltre al pagamento di una royalty ad a2a, la gestione di dette centraline non debba comportare alcun vincolo all’esercizio della centrale di Somplago.
A questo punto sorge inevitalmente la domanda: quando la centrale di Somplago sarà in fermo - accade spesso perché è una centrale “di punta”- e non scaricherà acqua nel lago, che ne sarà delle centraline? Risposta: entreranno anche loro in fermo ( non credibile!) o continueranno a turbinare (risposta logica e credibile!). Allora turbineranno acqua prelevata dal lago il cui livello si abbasserà. Oscillazione del livello inaccettabile. Oscillazione tanto più inaccettabile quella conseguente alla derivazione irrigua, poiché si verificherebbe in estate in danno al turismo sul lago. Al pesante asservimento del lago alla centrale si aggiungerebbe anche quello delle centraline e della derivazione irrigua.
Poiché la derivazione irrigua è prevista sullo stesso canale di scarico del lago a monte delle tre centraline, c’è da chiedersi su quale residua portata potranno fare affidamento le tre centraline quando il Consorzio di Bonifica attingerà la gran parte della portata del canale, tanto più dal momento che la produzione agricola avrà la precedenza su quella dei kw. Sorprende che in questa ingarbugliata situazione sia entrato un ente parapubblico qual’è Carnia Industrial Park e che si possa considerare di coinvolgere privati per i finanziamenti necessari.
Abbiamo più volte richiamato l’attenzione della Regione, dei Comuni, delle Istituzioni e dell’opinione pubblica sull’importanza per l’intero Friuli dello snodo idrico “lago – suo scarico – Tagliamento”. Non è accettabile che su di esso vari attori procedano separatamente guidati esclusivamente dal prorio interesse di parte, da un lato con l’avallo della Regione e dall’altro lato con i Comuni che si accontentano di un obolo compensativo anziché essere loro stessi attori prendendo esempio dai loro colleghi trentini di come utilizzare le acque per una produzione idroelettrica in proprio a vantaggio delle loro comunità ed ecologicamente compatibile.
E’ tempo di metter mano a questo snodo idrico con un piano complessivo, concordato con la Val del Lago ed il comprensorio circostante, che contemperi i vari utilizzi. Piano che metta al centro la rinaturalizzazione del lago e la sua fruibilità turistica quale motore di sviluppo del comprensorio. Per questo è indispensabile la realizzazione del bypass che, evitando il lago, convogli lo scarico della centrale direttamente nel canale di scarico del lago, dove centraline e derivazione irrigua potranno essere realizzate senza comportare interferenze con il lago, tanto più se, con il passaggio alla Regione della centrale di Somplago, per la stessa dovrà stabilirsi un regime di produzione funzionale alle esigenze del territorio e non a quelle attuali degli azionisti lombardi di a2a.
Si prenda atto che proprio la realizzazione del bypass facilita gli utilizzi dello scarico del lago. I Comitati hanno sempre responsabilmente sostenuto che sia possibile rinaturalizzare il lago, produrre kw e dare acqua per irrigare il Friuli. Pertanto si ritengono titolati a pretendere che gli altri attori in campo si comportino altrettanto responsabilmente accantonando gli egoismi di parte.
Presso l’Assessorato Regionale all’Ambiente si è costituito un tavolo tecnico denominato “Laboratorio Lago Tre Comuni” con il compito “di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e a garantirne la fruibilità, anche ai fini turistici”. Ebbene i Comitati vigilano affinchè questo Laboratorio adempia compiutamente alle finalità istitutive che trovino concreta attuazione sul lago. Guai se così non fosse. Il lago è gravemente malato, ha bisogno di un intervento radicale e risolutivo e non di un’aspirina qual è l’equivoca “mitigazione”: logica vuole che per eliminare gli effetti (l’acqua gelida e fango) si intervenga sulla causa (lo scarico della centrale). Diversamente sarebbe per la Val del Lago un’inaccettabile presa in giro.
Comitato Tutela Acque del Bacino Montano del Tagliamento, Tolmezzo via Davanzo 9 Francewschino Barazzutti presidente; Comitato Salvalago, Alesso via Somplago 10, Annamaria Gisolfi coordinatrice; Legambiente Regionale, Sandro Cargnelutti presidente; Legambiente della CARNIA-Valcanale-Canal del ferro, Marco lepre presidente; Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi “Free Rivers Italia” Lucia Ruffato presidente; Ce.Vi Centro VolontariatoInternazionale Udine, Marco Iob coordinatore; Movimento Tutela Arzino, Val D’Arzino, Dario Tosoni portavoce; Comitato Acqua Libera, Paluzza, Antonino Galassi portavoce; Comitato Rio Pecol, Paularo, Gaia Baracetti portavoce; Per Altre Strade(PAS) Comitato Interregionale Carnia-Cadore sezione carnica Alto tagliamento, Forni di Sotto, Ira Conti referente; Comitato Val degano, Ovaro,Paolo Querini portavoce; Comitato NO centrale Resia 2 Ponte Rop,Luciano Micelli coordinatore; Comitato Valcellina, Barcis, Fabia Tomasino coordinatrice; Comitato Valmeduna, Meduno Gianfranco Osualdini Coordinatore; Comitato per la Vita del Friuli Rurale, Porpetto, Aldevis Tibaldi presidente; Associazione Culturale Lidriis Furlanis, Talmassons, Katia Odorico presidente; Comitato Salviamo la Fuina, Val Pesarina, Claudio Solari referente".



martedì 11 agosto 2020

Anche quest'anno, sul Palâr e al Lago, c'è l'assistenza Lifeguard

Palar e Lago di Cavazzo, per l'assistenza bagnanti ci sono i volontari

Bagno al lago e sul torrente in totale sicurezza grazie ai volontari della Lifeguard Academy




“Non vietiamo nulla, siamo lì solamente a sorvegliare. Lo scopo è quello di evitare gli incidenti”. È così che Davide Nido, vice presidente della Lifeguard Academy, presenta il progetto che vede la sua associazione, ormai dal 2011, “presidiare” il Palar e il lago dei tre Comuni, a tutela dei bagnanti. “Il progetto – spiega Nido – nacque sull’onda di una serie di incidenti gravissimi nelle acque dolci del nostro territorio. Due fratelli morirono a Cornino, un ragazzo nel Cornappo. Così, spalleggiati dall’allora sindaco di Trasaghis Augusto Picco (venuto a mancare lo scorso anno) iniziammo a operare per garantire la sicurezza. La cosa è proseguita e anche con l’Amministrazione attuale, guidata da Stefania Pisu, i rapporti sono ottimi. Ci aiutano moltissimo”.

Ferragosto e dintorni

L’attività di Nido e dei suoi colleghi copre la settimana di Ferragosto (dal 9 al 16 agosto). Ieri il primo giorno di impegno. “È andata molto bene – racconta –. C’era un sacco di gente e alla fine i bagnanti ci hanno fatto pure un coro di ringraziamento. È stata una bella emozione”. Tutto questo viene fatto a titolo di volontariato, senza nulla in cambio, garantendo una media di 7/8 persone alla volta. “È solo la passione che spinge a farlo – ci dice Nido –. I posti dove operiamo sono bellissimi, meritano di essere vissuti, ma devono anche essere praticabili in sicurezza”.

I consigli

Le acque di torrenti, fiumi e laghi sono diverse da quelle del mare, con altre dinamiche. “Prendiamo ad esempio il lago – chiarisce Nido –. Ci sono due immissari e un emissario. Si possono formare correnti di continuo. In più, spesso, soffia vento di tramontana, altro elemento che può aumentare la pericolosità del bagno. Nel Palar un pericolo ormai classico è rappresentato dai massi. Ci si tuffa, si battezza il masso a una distanza consistente e invece è molto vicino”. Come fare, allora, per garantirsi un po’ di refrigerio senza patemi? “La prima cosa da fare – spiega Nido – è bagnarsi con calma prima di entrare in acqua. I polsi, le gambe, l’addome, la testa. Tutte le parti del corpo, in modo che non ci sia una sofferenza esagerata per lo sbalzo termico. Non si deve fare gli eroi e non si deve fare il bagno mai da soli. La cosa migliore sarebbe munirsi di un presidio, come possono essere le tavolette galleggianti".

(Nicola Angeli)



Tratto da: https://www.udinetoday.it/cronaca/assistenza-bagnanti-palar-lago-cavazzo.html

lunedì 10 agosto 2020

Ancora sulle centraline idroelettriche all'uscita del Lago

Qualche settimana fa era stato avanzato l'ennesimo allarme per le possibili conseguenze delle concessioni di centraline all'uscita del Lago:
"senza un piano complessivo e condiviso di valorizzazione il lago resta, da un lato, solo funzionale alla centrale idroelettrica ed agli interessi degli azionisti della lombarda proprietaria a2a e, dall’altro lato, oggetto delle richieste derivatorie irrigue del Consorzio di Bonifica Friulana, che si ripetono puntualmente con la siccità estiva. Inoltre, come se ciò non bastasse, perseverando nella sciagurata politica di rilascio a piene mani di concessioni idroelettriche, la Regione ha autorizzato la costruzione di ben 4 centrali sul canale di scarico del lago (una all’Industrial Park di Tolmezzo e tre ad una ditta veneta). Centrali che, in mancanza del by-pass, provocheranno forti oscillazioni del livello del lago deleterie per la sua rinaturazione e fruibilità".
(https://www.studionord.news/barazzutti-a-quando-il-laboratorio-lago-dei-tre-comuni/)

Ora il sito "leopost" dà notizia del fatto che il progetto presentato da Industrial Park sarebbe stato bloccato per irregolarità formali:

"Il bando del progetto per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul canale di scarico del lago di Cavazzo (Ud) è sospeso a data da destinarsi. Figure di merda lunari dei mezzadri carnici che dirigono lo strombazzante Consorzio. Le ragioni della sospensione sono da ricercarsi in errori su tariffe, calcoli tecnici squilibrati, elementi ambientali e puzza di bruciato. Tanta puzza di bruciato che interessa chi dirige la conca: Il direttore Danilo Farinelli, il Rup Maurizio Cleva, il responsabile amministrativo in telelavoro da Pescara, Erika Bubisutti e il presidente.

L’elaborazione del bando ha comportato l’impegno di consulenti, personale qualificato, risorse per la stesura e i costi sostenuti dalle imprese private per presentare le domande. Il danno erariale è di dimensioni significative. Carnia Infetta, regione malata.

A nulla sono valsi gli allarmi che l’ex presidente del Consorzio Cucchiaro aveva esposto al sindaco di Tolmezzo circa un mese fa. Una missiva illuminante, coraggiosa, che metteva in guardia i vertici del Consorzio sulla “stranezza” dello strumento utilizzato per il bando, ovvero un “project financing”. Tuttavia, il contenuto della lettera al sindaco (maggior azionista del Consorzio), puntava anche a mettere in evidenza la questione ambientale che interessa l’ecosistema del Lago: non è stato considerato l’impatto dell’opera in oggetto. Sul punto, lo stesso Franceschino Barazzutti, ultimo aedo del patrimonio ecologico del lago dei tre comuni, aveva sollevato perplessità sull’opera. Tutto da rifare".
(https://www.leonarduzzi.eu/carniamanikomio-exxx-polzive-prima-stecca-del-presidente-siagri-sospeso-il-bando-di-gara-da-circa-5milioni-di-euri-per-un-impianto-idroelettrico-sul-lago-di-cavazzo-ud-chi-paga-i-danni-le-an/)

domenica 9 agosto 2020

Aperto "Trilago". Ovviamente... sul Lago dei Tre Comuni

Qualcuno lo ricorda come "Al fogolâr", qualche altro come "Hotel da Mara" o ancora come "Hotel Al Lago" nella "Gestione Finzi" .... dopo un lungo periodo di inattività, ha riaperto, con nuova proprietà, l'Hotel sulla riva occidentale del Lago, vicino alla foce del riu da Côt. Un augurio di rilancio...



Riapre 17 anni dopo la chiusura l’hotel sul lago dei Tre comuni



A 17 anni dalla sua chiusura l’albergo ristorante del lago dei Tre comuni ha riaperto i battenti. Lo storico locale “Al lago” era stato chiuso nel 2003 e negli ultimi anni è stato acquisito dai due imprenditori Paolo e Natalia Polo, che hanno effettuato una serie di interventi di ristrutturazione per adeguarla alle recenti normative e dotarlo di nuovi servizi, a cominciare da una piscina esterna che si trova sul retro dell’albergo.


Il nuovo hotel è stato battezzato “Trilago”, un nome che rimanda al lago dei Tre Comuni e rappresenta una possibilità di rilancio dell’area.

«Il nostro obiettivo – spiega Polo – è contribuire a valorizzare questo territorio aggiungendo alla preesistente offerta turistica dei campeggi, anche una struttura ricettiva dotata di camere, ristorante e servizi».

L’hotel dispone di 16 camere, disposte su tre piani, e offre una quarantina di posti letto: per valorizzare quei locali, nell’intervento di ristrutturazione sono state aggiunte alcune terrazze esterne per ognuna della camere, tutto ciò finalizzato a far sì che i visitatori possano apprezzare la vista sul paesaggio esterno. Nel retro della struttura è stata realizzata una piscina, mentre grande attenzione è stata riservata alla terrazza localizzata sul fronte dell’albergo dove si è creata un’area destinata alla ristorazione e bar. Per quanto concerne la ristorazione, l’hotel mette a disposizione fino a 110 coperti tra la terrazza e la sala interna.

«Abbiamo aperto in questi giorni – spiega Polo –, appena possibile, nel rispetto delle autorizzazioni, perché, anche se siamo già in estate inoltrata volevamo dare un messaggio di rilancio a tutto il territorio in cui abbiamo voluto investire perché lo riteniamo molto attraente. La nostra intenzione è quella di tenere aperto l’hotel per tutto l’anno perché pensiamo che la nostra struttura possa venire incontro alle esigenze non solo del turismo ma anche di chi si sposta in quest’area per motivi di lavoro».

Nella zona del lago dei Tre Comuni, questa è l’unica struttura alberghiera aperta, dove tuttavia la presenza dei campeggi già da alcuni anni ha permesso di attrarre molti visitatori. Va ricordato che il lago è anche sede di molte attività sportive, dalla vela con la società Nautilago fino al volo libero, che già negli scorsi anni aveva organizzato sulla riva ovest i mondiali di volo acrobatico. Quest’anno l’emergenza ha impedito tali manifestazioni, ma la direzione dell’hotel “Trilago” è pronta a collaborare con il territorio: «Abbiamo già avuto contatti – spiega Paolo Polo – con le diverse associazioni operative nel settore sportivo. Crediamo che sarà possibile proporre ai nostri utenti anche dei pacchetti specifici nei quali la nostra offerta di servizi si integra con le attività che si possono svolgere in quest’area molto pregiata».


Piero Cargnelutti

(Messaggero Veneto, 8 agosto 2020)