"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 21 novembre 2013

Centralina sul Palar: no al "muraion"

Il "Messaggero Veneto" del 20 novembre e la "Vita Cattolica" del 21 hanno pubblicato una lettera "in marilenghe" di Zuan Cucchiaro di Alesso nella quale viene espressa netta contrarietà alla ipotesi di realizzazione di una centralina sul Palar, simboleggiata dal "muraion", uno sbarramento sull'alto corso del torrente dalle parti del poç di Garfòs per la raccolta d'acqua da convogliare poi a valle.

Il muraion sul Palâr 

E cussì j sin vegnûts a savê di une gnove – e ce gnove! - ! A volarèssin fâ un muraion su pal Palâr, inte “busa di Garfòs”, par dopo fâ une centraline e produsi ancjiemò eletricitât. E chest intun dai plui biei rius dal Friûl! Il biel al è che chei che a àn intenzion di fâ lâ indenant cheste liende a no son nancje furlans né cjargnei; al pâr che a fasin fature a fevelâ ancje par talian, dato che a son bolzanins... E a vuelin vegnî cajù a sfrutâ lis nestris aghis come s'an fos tante di strassâle. La veretât, magari, a jè che lassù di lôr no puedin permetisi certis libertâts, se no a vegnarèssin cjapâts a pidadis intal puzzâr, e alore a si butin intes nestris valadis, sperant che cajù a setin ducj gnognos e no setin bogns di protestâ plui di tant. Pussibil che la nestre valade a veti di sopuartâ ancje cheste violence? No vino vudis avonde soprafazions da bande di chei siôrs di Udin, di Triest , di Rome? Cuant che i nestris sorestants a domandavin cualchi intervent in pro des zonis plui puaris, a ur rispuindevin che a no erin beçs. Ma se chescj industriai àn intenzion di fâ ce che àn preventivât, alore i beçs a son! Pussibil che ogni volta che al è alc di sfrutâ a rivin simpri dongje dai forescj a volê fâ di parons? Al dîs un vecjo proverbio che la gjate no si sgrife di bessole. Cuisà ce apogjos che àn, se no no vegnaressin a pierdi timp culì! A ogni mût, j vin let in chestis zornadis un comunicât dal sindic di Trasaghis che al dîs che al è contrari a une centraline sul Palâr. Po' ben, tante int a veve bielzà protestât; se ancje il Comun al è cuintri, al sarà di viodi se a varàn inmò intenzion di vegnî a fâ i parons inte Val dal Palâr! 
Zuan Cucchiaro Dalés


mercoledì 20 novembre 2013

Comitati, Cevi e Legambiente preoccupati per centraline e derivazioni

Idroelettrico friulano a rischio
d’esser “colonizzato” dalle multiutility

di Piero Cargnelutti

Messaggero Veneto, 20 novembre 2013
CAVAZZO CARNICO. Idroelettrico friulano a rischio di essere “colonizzato” dalle grosse multiutility, e comitati e associazioni ambientaliste chiedono alla Regione un’attenzione particolare e un intervento su più fronti.
Lo hanno detto in conferenza stampa i Comitati a tutela del lago dei Tre Comuni con Franceschino Barazzutti e Dino Rabassi, Marco Iob del Cevi ed Emilio Gottardo di Legambiente. A preoccuparli sono soprattutto le miriadi di derivazioni già in funzione, senza contare le centinaia che sono attualmente in istruttoria nelle direzioni regionali: dalle innumerevoli che interessano la zona di Forni Avoltri, alle tre nella Valle del lago, una sul Tagliamento a Gemona, fino ad arrivare a Resia e nella val Raccolana.
«Chiediamo – ha detto Barazzutti – che la questione idroelettrica entri nella realizzazione del piano energetico regionale, e fino ad allora si preveda una moratoria di tutte le richieste di concessione. Crediamo che l’energia idroelettrica dovrebbe essere gestita dai Comuni, magari consorziati e in grado di finanziare gli interventi attraverso fondi di rotazione, in modo tale che la ricchezza prodotta resti sul territorio».
A preoccupare comitati e associazioni è la constatazione che la maggior parte delle centrali presenti oggi siano in mano a gruppi privati, su tutti Edipower che possiede impianti di quel tipo a Ovaro e Arta in Carnia, ma anche lungo la Ledra, il Cellina e pure l’Isonzo (...).
Dal canto suo, il Cevi mette in guardia la Regione dai mancati riscontri a livello nazionale del referendum realizzato due anni fa, e la condizione di “poca voce in capitolo” di cui godono oggi gli amministratori sulla questione (...).
Secondo i comitati, anche le procedure di valutazione di impatto ambientale, oggi di competenza ministeriale, dovrebbero essere gestite dalla Regione: «Prendiamo l’esempio da Bolzano – ha detto Dino Rabassi – dove quelle procedure non sono di competenza ministeriale, anche perché solo gli enti presenti sul territorio lo conoscono, e in quanto tali sono in grado di valutare a fare le scelte opportune per salvaguardare e sfruttare in modo adeguato il proprio ambiente e le sue ricchezze».

Somplago caput mundi. Un'interrogazione in Parlamento

Circa un mese fa anche il Blog aveva dato notizia che la Comunità Europea aveva inserito tra le opere potenzialmente aventi diritto di accedere a contributi europei anche l'elettrodotto Wurmlach-Somplago (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2013/10/somplago-caput-mundi-lunione-europea.html).
Ora del tema se ne discute anche in Parlamento, dal momento che l'on. Rizzetto del Mov. 5 Stelle ha presentato una interrogazione al Ministro dell'Ambiente per sapere "come stanno le cose".



Interrogazione a risposta scritta
presentato da
RIZZETTO Walter

18 novembre 2013
RIZZETTO — Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare - Per sapere - premesso che:
si è appreso che il progetto proposto da Alpe Adria Energia s.p.a. per la realizzazione dell’elettrodotto Wurmlach-Somplago in Carnia è stato inserito da parte della Comissione europea nella lista dei progetti di interesse comune (PIC), che consente ai promotori di beneficiare di eventuali finanziamenti e di una più celere procedura autorizzativa;
si mette in evidenza che, nel corso degli anni, i cittadini e le autorità carniche e carinziane hanno manifestato la loro contrarietà a questo progetto di elettrodotto aereo considerato di forte impatto ambientale;
si fa presente che sulla tratta Wurmlach-Paluzza è gia stato autorizzato per la società cooperativa Secab un elettrodotto interrato, e che sarebbe opportuno disporre l’interramento anche del predetto elettrodotto Wurmlach-Somplago proposto da Alpe Adria Energia s.p.a. per una ottimizzazione delle risorse e per ridurre l’impatto paesaggistico e ambientale;
altresì, si  evidenzia che la Burgo Group s.p.a. aveva presentato per la tratta Wurmlach-Somplago, un progetto di elettrodotto interrato, che da quanto è dato sapere, sembra sia stato successivamente ritirato in seguito a delle “pressioni” ricevute da Terna s.p.a.-:
quale sia la posizione del Ministro interrogato in merito al progetto di elettrodotto aereo Wurmlach-Somplago  proposto da Alpe Adria Energia s.p.a.;
se sia a conoscenza della fase in cui si trova l’iter autorizzativo del progetto in questione;
se intenda assumere una qualche iniziativa, affinché si giunga alla modifica dell’attuale progetto, prevedendo soluzioni di minore impatto ambientale come l’interramento dell’elettrodotto;

se ritenga, con urgenza, di convocare un tavolo di confronto presso il Ministero dell’Ambiente, coinvolgendo la società Alpe Adria Energia s.p.a. e le autorità amministrative locali, per affrontare ogni possibile ed immediata soluzione relativa alla realizzazione del progetto, considerando che a parere degli interroganti potrebbe avere ripercussioni negative sull’ambiente;


se è a conoscenza dei motivi per i quali sia stato ritirato il progetto di elettrodotto interrato della società Burgo Group s.p.a. per la medesima tratta Wurmlach-Somplago, la cui realizzazione avrebbe avuto quanto meno un minore impatto ambientale trattandosi di elettrodotto interrato.

martedì 19 novembre 2013

EuroLeader finanzia a Cavazzo un museo sulla Grande Guerra

"Il Gazzettino" di domenica scorsa ha dato notizia che Euroleader ha  stanziato 1 milione 400 mila euro per finanziare "progetti per la creazione o il potenziamento del turismo didattico e per attività ricreative, culturali e sportive in Carnia". Tra le diverse iniziative ammesse a finanziamento, viene citato anche il fatto che "il Comune di Cavazzo Carnico ha pianificato la promozione culturale, turistica e didattica del monte Festa con la realizzazione di un museo nella ex-latteria".
In attesa di conoscere maggiori dettagli sui contenuti del progetto va salutata con favore ogni iniziativa tendente a valorizzare la memoria storica legata al territorio: per  quanto riguarda la Grande Guerra, la fortezza di monte Festa è indubbiamente un punto di riferimento essenziale.



lunedì 18 novembre 2013

Barazzutti: in Val del Lago serve la volontà politica per trovare elementi di convergenza

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Franceschino Barazzutti il quale, partendo dalle recenti affermazioni del sindaco di Cavazzo sui rapporti con la Comunità Montana (v. http://cjalcor.blogspot.it/2013/11/cjavac-si-tira-in-ju.html ) si sofferma sul senso della battaglia contro il progetto Edipower (v. anche il recente http://cjalcor.blogspot.it/2013/11/lago-una-rilettura-della-vicenda.html ) per proporre infine una serie di elementi su quali cercare e trovare possibili convergenze operative. Il contributo offre parecchi spunti di discussione per cui ci si augura che al Blog arrivino ulteriori riflessioni sul tema che abbiamo definito "identità Val del Lago".
------------
L'uscita di "andare in giù", chiedendo l'adesione alla Comunità del Gemonese, del sindaco di Cavazzo scaturisce  (...) dal fatto che  le sue posizioni non passano nè a livello della Comunità Montana della Carnia nè a livello del suo stesso partito, il PD. Il sindaco Iuri, rappresentando l'intera popolazione del suo Comune e non solo se stesso, farebbe bene a frenare gli impulsi e a chiedersi perché le sue posizioni escono sconfitte a livello carnico e trarne i dovuti insegnamenti o le dovute conseguenze, evitando astiose polemiche sui giornali per chiarire invece le posizioni nelle sedi istituzionali e del suo partito. Inoltre il sindaco Iuri,dovrebbe sapere che i cittadini di Cavazzo capoluogo e persino quelli di Cesclans sono restìi ad "andare in giù" e pertanto, prima di fare certe affermazioni alla stampa dovrebbe considerare l'opinione dei suoi cittadini, saggia abitudine che egli ha smarrito.
Essendo nato a Mena nel 1936 ed avendo vissuto in prima persona tutte le vicende della Val del Lago provo, sulla scorta della mia esperienza, a capovolgere in positivo la sbagliata uscita del sindaco Iuri
 Se la forcella di Mena è qualcosa di più di uno spartiacque, altrettanto vero è il fatto che il lago rappresenta un forte e principale elemento di convergenza di interessi delle tre comunità rivierasche, dove per "comunità" intendo popolazione e istituzioni che le rappresentano. Inoltre, facendo perno su questo elemento forte, non sarà difficile individuare altri elementi di convergenza. Tutto questo è fattibile restando ognuno dov'è, senza andare nè "in giù", nè "in su". L'unica condizione è avere la volontà politica di mettersi insieme trovando gli opportuni strumenti partecipativi che mettano insieme istituzioni, associazioni, comitati, popolazione per fare l'analisi dello stato di fatto, sulla base di questo elaborare degli obiettivi,e su questi creare mobilitazione a vari livelli. Difficile? Sì! Ma fattibile. Qualcosa del genere accadde già nella Val del Lago, ne è testimonianza la pubblicazione "Obiettivo lago". Le risorse umane? Più che i "vecchi" come me, alle armi vanno chiamati quei tanti neolaureati riportati nei bollettini comunali, E non solo loro.
Ultimamente il nostro lago ha acquistato notorietà per la vicenda del contestato progetto Edipower di pompaggio, per le gare sportive ed iniziative varie sul lago. Queste ultime vanno certamente incoraggiate, ma senza dimenticare il fatto ormai dimostrato che tra 110 anni il lago non esisterà più: sarà interrato. Se dimenticassimo questo faremmo come chi cura il cancro con l'aspirina!
 Evitare l'interrimento del lago è un obiettivo prioritario.
Che il lago sarà riempito di fango lo scrive chiaramente l'ing. Garzon alla pagina 32 della sua perizia redatta per conto dei Comuni. Lo dimostra l'ing. Franzil alle pagine 24-42 del suo studio "Lago, Energia, Ambiente". Fare come gli struzzi davanti a questo fatto è da irresponsabili! Di fronte al disastro di un lago riempito di fango bisogna avere il coraggio di osare!
I Comitati hanno avanzato la proposta di bypassare il lago evitando così che lo scarico della centrale finisca nel lago. Leggo sul bollettino comunale che che su tale proposta il sindaco augusto Picco scrive " le contrapposizioni e le idee di forte impatto mediatico ma difficilmente realizzabili, non aiutano". Se Picco ha altre idee le tiri fuori e non si limiti a scrivere in altra parte del bollettino riguardo al "flop" del progetto Edipower "Negli anni a venire sapremo se quanto accaduto ed il risultato emerso siano stati un bene per il lago e la nostra valle". Frase che rivela la nostalgia per quel progetto, il cui fallimento ha dei vincitori, i Comitati, e dei perdenti che sono tutti quelli che hanno sostenuto quel progetto. Al riguardo "La Vita Cattolica ha scritto a proposito dei Comitati "Se la lor azione pervicace e fastidiosa di contrasto ad Edipower non ci fosse stata, forse il progetto sarebbe già realizzato, compiendo lo scempio prima che ci si accorgesse della sua inutilità. Ai comitati va il merito di averci ricordato che "l'acqua non scorre mai in salita" e che, semmai ce ne fosse la convenienza, essa sarebbe del tutto passeggera".
Con il "flop" del progetto di pompaggio, per il lago e la nostra valle si volta pagina. Sta a tutti noi scrivere bene le pagine a seguire. Per quanto riguarda me ed i miei colleghi dei Comitati abbiamo già la penna in mano, tant'è che stiamo incontrando i vari gruppi del Consiglio regionale per esporre la situazione del lago e della valle e le nostre proposte.

                                                       Franceschino Barazzutti   

domenica 17 novembre 2013

Lago, una "rilettura" della vicenda Edipower

Sull'ultimo numero del Notiziario comunale di Trasaghis è stato pubblicato un intervento del Sindaco Augusto Picco  il quale "rilegge" le vicende che hanno portato alla rinuncia di Edipower al raddoppio della centrale di Somplago offrendo la propria interpretazione dei fatti.

La nota viene riprodotta anche sul Blog per offrire un ulteriore contributo alla discussione, dando  modo ai tanti che seguono la questione (e non essendo residenti non ricevono il Notiziario)  di conoscere anche questo parere.

Come sempre, l'invito a intervenire con una propria opinione sull'argomento  è rivolto a tutti i lettori.

(...) Il Comune di Trasaghis ed il Sindaco in particolare sono stati impegnati a fondo nel seguire questa vicenda complessa e nello stesso tempo di rilevante importanza per il futuro della nostra valle.
Operare una scelta su un tema scottante e delicato come questo non è stato facile, fare in modo che il risultato auspicato possa essere quello migliore per i propri concittadini è ancora più difficile.
Facendo tesoro di quanto accaduto nel recente passato, con le molte servitù e le molte opere che la nostra valle ha dovuto subire senza ottenere il benché minimo risarcimento, la linea dell’Amministrazione Comunale è stata impostata ad una valutazione attenta e scrupolosa del progetto, rilevando gli aspetti critici e le possibili problematiche stabilendo precise e puntuali prescrizioni a salvaguardia del Lago e dell’ambiente.
La Regione prima ed Il Ministero dell’Ambiente poi, hanno recepito integralmente le prescrizioni del Comune di Trasaghis, imponendo ad Edipower integrazioni al progetto per la salvaguardia ambientale.
Il Ministero dell’Ambiente infine ha emesso  il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) con il quale ha espresso parere favorevole con prescrizioni alla realizzazione dell’opera. Ha inoltre imposto ad Edipower di stipulare una apposita convenzione con i Comuni prima della realizzazione del progetto.
A seguito di ciò il Comune insieme agli altri 3 comuni coinvolti ha intrapreso contatti con Edipower per raggiungere un accordo che tutelasse gli interessi dei propri concittadini.
Le posizioni distanti fra i comuni ed Edipower hanno portato a molteplici e successivi tavoli di confronto, senza peraltro addivenire ad un accordo soddisfacente.
Si è poi giunti alla rinuncia da parte di Edipower alla realizzazione del progetto.
Come mai questa decisione da parte della società?
Per DUE fondamentali motivi:
il PRIMO è sicuramente la lentezza della Regione che operando come Ponzio Pilato spostava le responsabilità fra Comuni e Edipower senza avere mai il coraggio di decidere se autorizzare o meno l’opera.
Il SECONDO e sicuramente decisivo motivo è stata la assoluta contrarietà del Comuni a firmare un accordo che non fosse soddisfacente per i propri concittadini. Senza tale accordo la Regione non avrebbe potuto emettere l’autorizzazione alla costruzione in quanto era espressamente previsto che ci dovesse essere prima la firma e poi l’autorizzazione.
Questi i fatti essenziali di una vicenda lunga e complicata.
Negli anni a venire sapremo se quanto accaduto ed il risultato emerso siano stati o meno un bene per il lago e la nostra valle.
Di certo questa esperienza ha insegnato a tutti noi una cosa importante. Senza una coscienza collettiva per il bene della nostra valle nulla si muoverà e nulla potrà migliorare.
Invito quindi tutti noi ad una seria, distaccata e realistica analisi per cercare insieme una strada per lo sviluppo sostenibile di questo nostro amato territorio
Augusto Picco
Sindaco di Trasaghis


(Notiziario Comunale di Trasaghis n. 1-2  2013, p. 4)

sabato 16 novembre 2013

Open Leader finanzia interventi sul Lago

Sport e cultura, ecco 750 mila euro da Open Leader

PONTEBBA Il Gal “Open Leader” scende in campo a sostegno del tempo libero e della cultura. Distribuendo 750 mila euro tra Valcanale, Canal del Ferro e Gemonese, consentirà di realizzare nove progetti di sviluppo. La prima di questa azioni di sostegno al territorio, era legata al potenziamento o alla riqualificazione di centri o strutture ricreative o sportive (non di tipo agonistico). Dei dieci progetti presentati (5 di tipo pubblico-privato, 5 solo privato), ne sono stati finanziati sei. (...)  I progetti che riceveranno le risorse da Open Leader sono l’impianto di cronometraggio per i ciclisti da Chiusaforte al Montasio con rilevamento intermedio a Sella Nevea proposto dal Comune di Chiusaforte e dall’associazione “Palle di neve”, il potenziamento dello skate park del Comune di Tarvisio e dell’associazione “Forest Park Crew”, la promozione degli sport nautici sul lago di Cavazzo del Comune di Trasaghis e dell’associazione “Nautilago”, la creazione di una palestra di roccia indoor proposta dal Comune di Gemona e dalla locale sezione del Cai. Le altre iniziative finanziate riguardano il territorio di Moggio, una dell’allevamento Rodolfi per la nascita di un moderno centro equestre, l’altro del Comune per l’ampliamento d’un parco giochi con la demolizione di un edificio. Per il secondo bando delle strutture culturali sono stati finanziati sei progetti: la mostra multimediale “Quando Pramollo stava all’Equatore” del Comune di Pontebba e di Frame Edizioni, l’ampliamento del museo dedicato al terremoto del Comune di Gemona e dell’associazione “Mulino Cocconi”, e la ristrutturazione di una casa tipica per scopi museali del Comune di Malborghetto. 
Alessandro Cesare



venerdì 15 novembre 2013

Quel che si muove a ... Somplât. Borse di studio targate Edipower

Energia agli studenti

Edipower ha consegnato le borse di studio per il percorso universitario

Sono stati premiati, presso la centrale di Somplago, gli studenti che si sono aggiudicati le borse di studio messe a disposizione da Edipower nell’ambito del Progetto Scuola 2013. All’iniziativa hanno partecipato circa 42 istituti dei territori dove sono presenti le attività produttive di Edipower, per un totale di 3.200 alunni.
Le borse di studio assegnate sono finalizzate a sostenere la prosecuzione negli studi universitari e concludono il Progetto Scuola 2013, con il quale Edipower ha coinvolto le scuole e i ragazzi in diverse iniziative dedicate al tema dell’energia. Lo scorso giugno sono state messe a disposizione da Edipower per il territorio di Udine le borse di studio per la partecipazione ai programmi estivi di studio all’estero di Intercultura.
In Friuli i vincitori delle borse di studio per meriti scolastici sono così stati Alia Gironi dell’IIS Vincenzo Manzini di San Daniele iscritta a Languages and Cultures alla University of London, Enrico Maiero del Liceo Scientifico Marinelli di Udine iscritto a Fisica all’Università di Trieste e Carol Battigelli, sempre dell’Istituto Manzini, iscritta a Economics and Business alla Luiss di Roma.
Alla cerimonia hanno preso parte, oltre ai familiari degli studenti, Gabriele Giacomini assessore all’Innovazione e allo Sviluppo Economico di Udine, Dario Iuri sindaco di Cavazzo Carnico,  Augusto Picco sindaco di Trasaghis,Renzo Lunazzi vicesindaco di Verzegnis, Paolo Menis sindaco di San Daniele, Aldo Daici sindaco di Artegna, Andrea Mansutti sindaco di Tricesimo, Elisa Giulia De Sabbata assessore alle Politiche Sociali e Giovanili di Majano, Cristina Scoyni, funzionario dell’Ufficio Scolastico VIII ambito territoriale di Udine, Franco Barachino collaboratore vicario dell’Istituto Manzini di San Daniele e Andrea Francescut vicepreside del Liceo Scientifico Marinelli di Udine.
“Da anni – ha commentato capo nucleo, Fulvio Ivo Guidi, premiando i ragazzi - Edipower, con le attività del Progetto Scuola, offre strumenti concreti agli studenti e alle scuole, supportandoli nel loro percorso didattico; in particolare, oggi sono lieto di premiare questi tre studenti eccellenti con i nostri migliori auguri di una proficua carriera universitaria e professionale”.

giovedì 14 novembre 2013

Centralina sul Palâr: il Sindaco esprime una netta contrarietà

In allegato all'ultimo numero del Notiziario comunale, il sindaco di Trasaghis ha fatto inserire una nota nella quale esprime una netta contrarietà alla realizzazione della centralina sul Palar di cui tanto si è parlato nelle scorse settimane.

CENTRALINA SUL PALAR
IL SINDACO AUGUSTO PICCO
DICE NO !
In attesa di ricevere la documentazione da parte della Regione e poter esprimere un parere ufficiale in Consiglio comunale il Sindaco Augusto Picco ha già le idee chiare: "Non permetteremo che venga realizzata alcuna centralina sul Palâr"
La realizzazione di una centralina sarebbe la fine del Palâr e ciò non può essere tollerato per nessun motivo.
L'impegno sarà quindi di massima vigilanza affinché nessuno possa permettersi di distruggere una parte bella, significativa ed importante del nostro territorio,
L'Amministrazione comunale intende sviluppare il Palâr dal punto di vista naturalistico e turistico presentando progetti di valorizzazione ambientale e di fruibilità sostenibile.
E' anche intenzione del Sindaco Augusto Picco valutare la possibilità di richiedere una tutela per i! torrente che è già oggetto di progetti di rinserimento del gambero autoctono da parte dell'Ente tutela pesca; un progetto di pregio che l'Amministrazione comunale valuta molto positivamente e che intende sostenere.

La nota viene riprodotta anche sul Blog per dar modo ai tanti che seguono la questione (e non essendo residenti non ricevono il Notiziario) per offrire un ulteriore contributo alla discussione.

Come sempre, l'invito a intervenire con un contributo alla discussione è rivolto a tutti i lettori.


mercoledì 13 novembre 2013

Lavori sugli argini del Tagliamento, tra Braulins e Trasaghis



Foto

Come si è riferito sul Blog lo scorso 31 ottobre (http://www.cjalcor.blogspot.it/2013/10/fondi-per-gli-argini-del-tagliamento.html) sono iniziati lavori per la sistemazione degli argini del Tagliamento tra Osoppo e Trasaghis. I primi lavori riguardano la fascia  da Braulins a Trasaghis.  Immagini dei lavori sono stati pubblicati sulla pagina facebook di Fausto Marchetti che commenta: "Continua l'opera di sghiaiamento e messa in sicurezza dell'alveo e degli argini primari sul nostro Tagliamento.
Per ore interessati (in sponda dx) i tratti adiacenti a Braulins,Trasaghis e Peonis...
Successivamente (a sx) i tratti di Osoppo.
Onestamente sembrano lavori fatti bene senza stravolgere il corso del nostro fiume!".

                                   Foto

                                    

                                                 

martedì 12 novembre 2013

Il Palâr e le altre "dolci acque" friulane

DOLCI ACQUE
Un tuffo alla scoperta delle acque interne del Friuli Venezia Giulia

Davide commenta: Non vi tuffereste anche voi in un'acqua così limpida? Difendiamo il Palâr dall'inquinamento e dalle derivazioni idroelettriche!
Dopo due anni di lavoro è stato presentato ufficialmente "Dolci Acque": un progetto dedicato alla tutela e alla conservazione delle acque interne del Friuli Venezia Giulia.
A curarlo è il fotografo Davide Monai che così si presenta:

Mi chiamo Davide Monai e sono nato a Udine nel 1985, sin da piccolo sono un appassionato di scienza, fotografia e natura. Diplomato al Liceo scientifico e Laureato alla Facoltà di Scienze Agrarie, dal 2011 ho intrapreso l’attività di fotografo nella mia città. Specializzato in fotografia naturalistica e sportiva, lavoro regolarmente tra l’Italia e l’Europa, sempre alla ricerca di una nuova emozione da immortalare!

Ecco dunque i contenuti del progetto:

Tanti si sono occupati di rappresentare la bellezza delle nostre terre senza però mai prestare attenzione a chi realmente subisce le conseguenze delle nostre azioni: gli esseri viventi che vi abitano e che meritano di essere tutelati, assieme al loro habitat, al pari delle controparti terrestri.

Questo progetto è dedicato a chi non si può difendere: voglio portarvi in acqua e farvi scoprire un mondo diverso, dove anche un cambiamento minimo può fare la differenza fra la vita e la morte di un ecosistema.

Il connubio uomo natura è in grado di generare meraviglie e atrocità; da questo pensiero, dall’amore per l’ambiente e dal mio lavoro di fotografo nasce Dolci Acque.

Immergendomi nei corsi d’acqua del nostro Friuli ho immortalato luoghi naturalmente perfetti ed altri dove, purtroppo, l’uomo è intervenuto senza valutare l’impatto delle sue azioni.

A troppe persone è sconosciuto il mondo che si nasconde sotto il pelo dell’acqua, un ecosistema complesso che merita tutela ed attenzione.

Desidero continuare questo progetto ampliandolo ad altri corsi d’acqua e realizzando una pubblicazione finale. Per farlo ho bisogno del sostegno di chi, come me, ama il Friuli e vuole valorizzarne la bellezza e preservarne l’unicità.

Ovviamente, Davide dedica particolare attenzione al Palâr e alle sue problematiche!

Per maggiori informazioni e contatti, il sito è http://www.dolciacque.com

Davide Monai

lunedì 11 novembre 2013

Quel che si muove a ... Dalès. Tra gong e campane tibetane....

Il 23 novembre  si terrà ad Alesso presso Adún - Centro Artiterapie A.R.Te.M. (Centro studi, "scuole svizzere") il seminario "Gong e campane tibetane" 



Le vibrazioni sonore prodotte da strumenti come i gong  e le campane tibetane hanno un impatto diretto sulla persona, forniscono una valida applicazione per il rilassamento profondo e la meditazione.
I suoni sotto forma di pura vibrazione agiscono sulle tensioni muscolari, emotive e mentali, fino ad influenzare gli stati più profondi della coscienza, donando una concreta sensazione di benessere ed equilibrio. 

Contenuti del seminario:
introduzione alle tecniche esecutive, 
applicazione pratica per il suono curativo e il massaggio sonoro, 
creazione del setting per il trattamento integrale, 
aspetti legati al respiro e vibrazione.

Si alterneranno parti teoriche e parti esperienziali.


ISCRIZIONI ENTRO VENERDI' 15 NOVEMBRE

                                                   

domenica 10 novembre 2013

Cjavaç a si tira in ju?

Questo Blog, è noto, è nato dalla prospettiva di una "identità Val del Lago",  con la ricerca costante di tematiche e argomenti che interessino e coinvolgano, in primis, i tre Comuni attorno al Lago. Per questo più volte si sono  citati i precedenti storici di tentativi di impostare un discorso comune, dal progetto del 1928 elaborato dal Podestà Coidessa di unire i tre Comuni del Lago (vedi  http://cjalcor.blogspot.it/2011/01/nel-1928-il-progetto-per-un-unico.html ) al riesame delle idee avanzate dagli amministratori dei primi anni '90 di un "super Comune per contare"  con una Val del Lago allargata a Venzone ed Amaro. Analogamente si è discusso sul rapporto tra le identità locali e le nuove formulazioni amministrative (http://cjalcor.blogspot.it/2012/10/ciao-comune-si-va-verso-una-unica.html)  o raccolte le preoccupazioni dei cjavacins timorosi di diventare una semplice frazione di Tolmezzo .
Ciò premesso, c'è da dire che il  Messaggero Veneto di ieri ha riferito che il sindaco di Cavazzo, evidentemente deluso dal rapporto con la Comunità Montana carnica, starebbe pensando di "tirasi in ju" in quanto avrebbe pensato di chiedere in futuro l'inserimento del Comune in quella del Gemonese: "Con l’amarezza di aver lavorato all’Unione dei Comuni senza riuscire a cambiare nulla, Iuri ha detto che d’ora in poi si dedicherà solo a portare avanti gli interessi del suo Comune e della sua associazione intercomunale, che forse è auspicabile che il futuro della Carnia venga deciso a Udine o a Trieste e che se mai dovesse ritrovarsi sindaco avvierebbe le procedure per staccarsi da questa comunità montana e confluire in quella del Gemonese."

Cosa ne pensano i lettori del Blog e, in particolare, quelli che risiedono nel Comune di Cavazzo?

sabato 9 novembre 2013

Prè Gjulio, festa per i suoi 40 anni ad Alesso (II)

Dalès, prè Gjulio Ziraldo di 40 agns a flanc de comunitât

La Vita Cattolica, 7 novembre 2013

A son 40 agns di cuant che pre Gjulio Ziraldo al  à tacât a fâ il predi a Dalès. A jerin ai prins di otubar dal '73, cuant che al è rivât dongje e, in 40 agns, pre Gjulio a'nd à batiâts, maridâts, compagnâts  tal ultin viaç unevore di lôr.  Al à lassât il so segn in glesie e in  tancj moments de storie dal paîs che a lu àn viodût protagonist, ancje  in cualchi câs alçant la vôs, denunziant,  protestant, partecipant a manifestazions publichis cuintri dut ce che al lave cuintri dai interès des sôs comunitâts, massime intai agns dal dopo-taramot;  unevore preseât il so dâsi da fâ in glesie, tes scuelis, intes cjasis a bati e tornâ a bati su l'impuartance de lenghe e de culture dal Friûl
La int di Dalès e à cjapât ocasion, dopo da Messe di domenie 27 di otobre,  par  dî grazie pal so inpegno intal mieç da int,  metint insiemi intun opusculut ancje cualchi pinsîr e auguri  a chest predi che al compagne  il paîs di 40 agns. Ancje il sindic di Trasaghis, Augusto Picco, si è unît ai ringraciaments, continuâts, fûr di glesie, intun rinfresc.
E jere presint int vegnude ancje di Feagne, paîs dulà che al è nassût prè Gjulio, e di chei altris paîs dulà che al à fat il predi. 

venerdì 8 novembre 2013

Prospettive per la stalla sociale di Trasaghis

Il recente affidamento in gestione della ex stalla sociale di Trasaghis continua ad attirare l'attenzione per la possibilità di riavvio dell'attività di una struttura a lungo inutilizzata.
"La Vita Cattolica" ha così riassunto le ultime vicende:

Stalla sociale in gestione
La Vita Cattolica , 7 novembre 2013

Una struttura di proprietà comunale con circa 70 ettari di terreno che, in un primo momento, dopo l'ultima gestione conclusasi lo scorso anno, era destinata alla vendita. Si tratta della stalla sociale di Trasaghis, situata in località Gravatis; un immobile che l'Amministrazione guidata dal sindaco Augusto Picco, con l'approvazione del Consiglio comunale, aveva in un primo momento deciso di alienare. Poi il «dietro front» sollecitato da alcuni concittadini che avevano chiesto agli amministratori di vagliare anche altre opzioni. Da lì la pubblicazione di un bando per la gestione della stalla sociale che ha raccolto ben dieci progetti di sviluppo. A spuntarla, con un'offerta di 31 mila euro (di molto superiore alla base d'asta fissata in 9 mila euro l'anno), è stata l'azienda agricola Cucchiaro Mario di Gemona del Friuli che potrà gestire struttura e terreni adiacenti per 15 annate agrarie (dal 2014 al 2028). «Era ciò che volevamo - è il commento del sindaco Picco -, ovvero rivitalizzare la stalla, le cui potenzialità erano andate scemando nel tempo, anche a livello di creazione di posti di lavoro ed integrazione con la scuola in attività didattiche».


E il "Messaggero Veneto" si è soffermato sui programmi della Ditta che ne assumerà la gestione:

In via Moseanda, l’omonima latteria è stata avviata e ristrutturata all’inizio del nuovo millennio. Oggi, si continua a investire e, oltre a portare prossimamente i propri capi nella stalla di Trasaghis dove la direzione della latteria ha recentemente vinto il bando emesso dal Comune, si realizzeranno presto lavori di ingrandimento dello spaccio nell’attuale struttura: «Noi seguiamo tutto il processo - spiega il titolare Dario Cucchiaro -, dall’allevamento dei capi alla realizzazione del prodotto caseario e ora la stalla di Trasaghis ci permetterà di avere più ettari vicini, e dunque di aumentare la produzione di latte curando allo stesso tempo i cereali e i foraggi che alimentano gli animali, mantenendo così la qualità che ci ha permesso di fidelizzare i nostri clienti».

(da : Gemona, oggi solo tre latterie (erano 14), ma di qualità elevata, di Piero Cargnelutti, Messaggero Veneto 7 novembre 2013)


giovedì 7 novembre 2013

Lago, sistemazione dei sentieri dello stagno ecologico

Da alcune settimane sono in corso lavori di pulizia e sistemazione dei sentieri attorno allo stagno ecologico, nei pressi del canale emissario del Lago.
L'iniziativa ha suscitato anche l'apprezzamento di Fausto Marchetti di Osoppo che ha pubblicato su facebook diverse immagini dell'area interessata e il seguente commento:
"Continuano i lavori per la pulizia e la manutenzione dell'area ecologica dei Laghetti ad Alesso. Un buon sistema per utilizzare al meglio le borse lavoro!
Un meritato plauso al sindaco Picco per l'opera di cura e valorizzazione del nostro bellissimo lago di Cavazzo!
Si uniscono ai ringraziamenti carpone...persici...bass e lucci!
"







Quale è l'opinione dei lettori del Blog? 

mercoledì 6 novembre 2013

Val del Lago sul Web: percorso di Monte Cuar

Dal sito "Pelorandom" la descrizione di un percorso verso il Monte Cuar, con suggestive immagini della salita.

Percorso sul Monte Cuar nelle prealpi carniche del Gemonese.
Partenza dal campeggio del lago dei 3 comuni (meglio conosciuto come lago di Cavazzo), direzione Alesso, dove all'alimentari e' possibile rifornirsi.
 Si procede in direzione Avasinis, quindi verso Trasaghis, ma appena lasciato il paese dopo il cimitero di Avasinis si prende a destra la vecchia sede stradale ancora asfaltata (precariamente).
 La si percorre per circa 3 o 4 km fino ad incontrare una strada sempre asfaltata che con alcuni tornanti ci fa' guadagnare quota.
 Il traffico e' praticamente inesistente.
 Superate 3 o 4 case isolate, sulla destra parte una sterrata (vecchia via delle malghe) che sulla carta Tabacco e' rappresentata come sentiero, invece e' una strada carrozzabile dal fondo non sempre compatto.
 Sempre dritti si reincontra l'asfalto che scende da Cuel di Forchia (valico a 900m) e si procede proprio verso il passo, ma su un tornante destrorso si stacca ancora la vecchia strada delle malghe (a sinistra) caratterizzata da un divieto di accesso.
 L'indicazione su cartello stradale per Malga Cuar non deve trarre in inganno, visto che riguarda il traffico veicolare.
 Ancora qualche km di salita e si giunge allo scollinamento e dopo una breve discesa alla Malga cuar e' possibile ristorarsi.
 Si procede quindi in discesa seguendo la strada bianca principale fino ad arrivare di nuovo all'asfalto che scende da Cuel di Forchia, stavolta pero' dall'altro versante (quello di Avasinis), tra l'altro questa salita e' un ottimo scalpo da conquistare anche con bici da strada visto che offre una pendenza media del 7,7% e max del 18%.
 In breve si scende ad Avasinis e si rientra per la strada principale.
 46km per circa 1200m di dislivello in 3h 45' circa.
 Bei panorami verso la pianura Friulana e la valle del Tagliamento fino al mare (foschia permettendo), quasi sempre all'ombra del bosco, pendenza regolare, fondo sconnesso nella prima parte, molto migliore da Cuel di Forchia in poi.

Cartografia :
TABACCO 13 - PREALPI CARNICHE - VAL TAGLIAMENTO
il lago di Cavazzo a tramonto inoltrato
pontile sul lago di Cavazzo (HDR)
il valico di Cuel di Forchia
arrivo a Malga Cuar
la val Tagliamento

(da: http://www.pelorandom.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=97:malga-cuar&catid=1:mountain-bike&Itemid=14)

martedì 5 novembre 2013

Quel che si muove a... Cjavaç. Ultime ore per visitare la mostra sul ponte Avons

Fino a domani 6 novembre è visitabile a Cavazzo la mostra I primi 100 anni del Ponte Avons – 1913/2013” dove si possono ammirare documenti d’epoca e immagini  del ponte che, da 100 anni, collega le rive destra e sinistra del fiume Tagliamento e i comuni di Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Verzegnis e Amaro, facilitando le relazioni, ma anche i rapporti economici, culturali e sociali del territorio.
Come infatti ha scritto  Emanuele Facchin “Cos’è un ponte se non una porta aperta che ci permette l’incontro. Quel che un fiume divide un ponte unisce, e lo stesso vale per le persone: diverse, uguali, felici, arrabbiate, costruiscono e tagliano ponti tra sé e gli altri. Nessun uomo è un isola diceva John Donne, ma alcuni uomini, in alcuni momenti, hanno l’opportunità di essere ponti”.

La mostra, allestita precedentemente a Palazzo Frisacco di Tolmezzo, prosegue presso la sala consiliare del municipio di Cavazzo Carnico da venerdì 25 ottobre a mercoledì 6 novembre 2013 ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e lunedì e giovedì dalle 17.00 alle 18.00.

lunedì 4 novembre 2013

Bordano, 43 mila visitatori per la Casa delle Farfalle, secondi in Regione dopo Miramare

Meglio le farfalle dell’antica Aquileia

Musei - Le strutture statali, con la sola eccezione di Miramare, registrano presenze inferiori a quelle comunali, in particolare quelle dedicate alla natura come a Bordano e Trieste

03/11/2013
Meglio le farfalle dell’antica AquileiaLe ali variopinte delle farfalle tropicali ci attirano più degli antichi e preziosi reperti dell’impero romano o dell’epoca longobarda. 
E meno male che a salvare l’onore ci pensa il Castello di Miramare, l’unico a poter vantare un numero di visitatori di alto livello. I dati sull’affluenza a musei, monumenti e aree archeologiche statali della nostra regione parlano chiaro: l’unica realtà a superare per presenze e numero di paganti la Casa delle farfalle di Bordano (presa come riferimento, ma lo stesso vale per l’acquario marino di Trieste)  è l’avita dimora del principe Ferdinando Massimiliano d’Asburgo: nel 2012, secondo i dati contenuti nel rapporto sulla Cultura redatto dalla Regione, ha collezionato 238.231 visitatori, dei quali 125.945 paganti.
Numeri irripetibili, a giudicare dai 31.423 visitatori registrati dalla Cripta della basilica e del Museo archeologico nazionale di Aquileia. Un’altra struttura di grande importanza, il Museo archeologico nazionale di Cividale, ha richiamato 21.427 visitatori dei quali soltanto 5.675 paganti.
In discussione non è il numero di quanti acquistano il biglietto: la scelta di favorire l’accesso alle strutture museali, creando ampie fasce di esenzione, può essere più che condivisibile. Semmai, è lecito chiedersi perché una realtà come la Casa delle farfalle sia stata capace di richiamare 43 mila visitatori nel 2013 (più 12 per cento rispetto al 2012) pur rimanendo aperta solo da marzo a ottobre, mentre il Museo archeologico aquileiese “un piccolo prezioso scrigno” lo ha definito in una recente intervista al nostro giornale Philippe Daverio, fatica a superare le 30 mila presenze, nonostante sia anche molto vicino a Grado, località balneare che ogni anno attira migliaia di turisti da mezza Europa. (...)
Da "Il Friuli.it" del 3-11-13
Per leggere tutto l'articolo:

domenica 3 novembre 2013

Quel che si muove a … Peonis. Domenica la giornata delle forze armate e l'80° di fondazione del Gruppo Alpini (II)

Anche dall’Austria a Peonis per ricordare i Caduti

Messaggero Veneto, 2 novembre 2013

TRASAGHIS E’ in programma per domenica 3 a Peonis l’anniversario della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Ma ecco come si svolgeranno le manifestazioni. L’appuntamento è alle 10.15 nel centro sociale della località del Comune di Trasaghis: a seguire, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale, sarà celebrata la messa di suffragio accompagnata dal coro alpino del gruppo Ana di Gemona. Al termine della celebrazione, verso le 11.30, seguirà la cerimonia della deposizione di una corona d’alloro dinanzi al monumento ai Caduti. La giornata commemorativa di domani si caratterizzerà anche per la presenza di alcuni ospiti nella frazione di Trasaghis, ovvero una folta rappresentanza delle associazioni di ex combattenti austriaci “Kameradschaftsbund” e “Abwehrkämpferbund” di Griffen, Comune d’Oltralpe gemellato con quello di Trasaghis, per un ricordo condiviso dei Caduti di tutte le guerre. L’amministrazione comunale di Trasaghis invita pertanto tutta la popolazione a partecipare alle importanti cerimonie e ad esporre, per l’occasione, la bandiera tricolore fuori dalle proprie abitazioni. (p.c.)



sabato 2 novembre 2013

Quel che si muove a … Peonis. Domenica la giornata delle forze armate e l'80° di fondazione del Gruppo Alpini

Come da tanti anni, l’amministrazione comunale di Trasaghis propone ogni prima domenica di novembre la cerimonia della Giornata dell’unità nazionale e delle Forze Armate a rotazione in una diversa frazione del Comune:  dopo cinque anni, la manifestazione ritorna domenica a Peonis. La cerimonia, organizzata anche con la collaborazione dei  Gruppi comunali dell’Ana, prevede il raduno presso il Centro Sociale, la celebrazione alle 10.30 di una messa nella Chiesa parrocchiale (accompagnata dal Coro del Gruppo Alpini di Gemona) e, infine, la cerimonia ufficiale al monumento ai caduti, con la deposizione di una corona d’alloro e i discorsi commemorativi. Sarà presente anche quest'anno  una rappresentanza della “Kameradschaftsbund” di Griffen, il Comune austriaco gemellato con Trasaghis: si tratta di un’associazione di ex combattenti austriaci  che si unirà ai militari e ai civili friulani nel ricordo delle vittime di tutti i conflitti, sull’uno e sull’altro fronte.
Nell’occasione  verrà ricordato anche l'80°  anniversario della costituzione del Gruppo Alpini di Peonis, con la consegna di pergamene di benemerenza ai soci più anziani.

venerdì 1 novembre 2013

Quel che si muove a ... Braulins. 50 anni con i giocattoli di legno

I giochi in legno sfidano anche gli anni della crisi

Messaggero Veneto, 31 ottobre 2013

TRASAGHIS. Cinquant'anni di attività e ancora in piedi, nonostante i difficili anni di crisi economica che hanno già colpito molte realtà imprenditoriali. Il mezzo secolo si festeggia a Braulins nello stabilimento della ditta produttrice di giocattoli in legno Lucio Londero & C.Snc, situata sulla regionale 512 a poca distanza dal grande ponte sul Tagliamento. Originario di Gemona, Lucio Londero iniziò la sua attività di falegname nel lontano 1963: dopo un breve periodo iniziale incentrato sulla produzione di serramenti, si passò nel giro di poco alla realizzazione di giocattoli in legno in serie, in particolare le celebri bocce, per allargarsi in seguito alla realizzazione di altri giochi quali il croquet, i birilli, per arrivare al kubb. Nel corso dei decenni la Londero, da sempre una realtà produttiva familiare che negli ultimi anni il signor Lucio ha lasciato al figlio Loris, è riuscita a promuovere i suoi articoli in diversi paesi, dall'America (dove ha sempre collaborato con importanti marchi quali Franklin, Regent, Sportkraft), alla Svezia, Germania e Repubblica Ceca: «Certamente - spiega Lucio Londero - negli '80, quando contavamo su oltre una ventina di dipendenti, il mercato ci permise di crescere fino all'inizio del nuovo millennio quando invece, con la globalizzazione e la concorrenza asiatica, ci siamo visti molto ridimensionati nel corso degli anni. Negli ultimi mesi, abbiamo avuto alcuni timidi sentori di miglioramento dovuti a una maggiore richiesta del nostro prodotto. Chiaramente, la nostra speranza, come quella di molti imprenditori, è quella di tornare a crescere». Fatto sta che se 50 anni sono già passati attraversando diversi periodi storici ed economici, la Londero & C.nsc è ancora oggi attiva con la gestione familiare e altri tre dipendenti con un prodotto perfettamente sostenibile sia nella scelta del faggio utilizzato, che nei colori tutti opportunamente certificati. (p.c.)

Dopo il Leale, il Palar: c'è chi vuol farci una centralina (X)

V al del Lago. I pescatori: «Giù le mani dal Palâr»

La Vita Cattolica, 31/10/2013

Il corso del Palar in una foto di Angelo Stefanutti
Sono sempre più agitate le acque del torrente Palâr. L'ufficializzazione della domanda di concessione (pubblicata sul Bur) da parte di una ditta di Bolzano - la Eisackwerk Srl - per la realizzazione di una centralina idroelettrica sul torrente, dopo quella dei comitati «per la difesa e lo sviluppo del lago» e «per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento (che non hanno lesinato energie nella battaglia intrapresa, e vinta, contro il raddoppio dell'impianto di Somplago), adesso fa alzare la voce anche ai pescatori.
«È una richiesta inaccettabile, ambientalmente parlando, che va rispedita al mittente - afferma Claudio Polano, consigliere dell'Ente tutela pesca del Friuli-Venezia Giulia, definendo l'impianto «un'opera invasiva». Spiega, infatti, che il Palâr ormai da anni viene ripopolato - «grazie all'azione volontaria e appassionata dei pescatori locali dell'Aps "Val del Lago"» - con materiale ittico di pregio, proveniente dagli impianti dell'Ente tutela pesca.
Va anche tenuto conto che il corso d'acqua è stato di recente oggetto di interventi nell'ambito del Progetto europeo finalizzato alla conservazione e tutela del gambero autoctono. «Se realizzata - rincara la dose Polano - la centralina renderebbe inutili gli sforzi di conservazione poiché nei periodi siccitosi ridurrebbe al lumicino la portata del torrente a valle della sua captazione».
Il rappresentante dei pescatori sottolinea il rischio, a suo dire evidenziato anche con la vicenda Edipower, che il Friuli-V.G. diventi «terra di conquista per ditte esterne». «D'altra parte - dice - in mancanza di un Piano regionale che individui chiaramente dove sia possibile ubicare impianti idroelettrici, saremo sempre in emergenza, costretti a rincorrere e contrastare continuamente la predazione del nostro territorio». Polano sollecita da parte della Regione una revisione della materia affinché si arrivi «coniugare finalmente un uso sostenibile e plurimo della risorsa acqua con le necessità economiche» e da parte dell'Amministrazione comunale di Trasaghis l'organizzazione di un incontro pubblico affinché tutta la popolazione possa conoscere i dettagli del progetto bolzanino.
M.P.