"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 25 novembre 2019

BIM, perseguire unitariamente obiettivi condivisi per porre rimedio alle sofferenze del Lago

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Franceschino Barazzutti in merito alla prossima assemblea del BIM (Bacino Imbrifero Montano): si sottolinea l'importanza del BIM soprattutto in questo momento dove si stanno delineando importanti scenari per il futuro del Lago.
---------------------

Le nuove prospettive del Consorzio del Bacino Imprifero Montano del Tagliamento     

Il prossimo 27 novembre si svolgerà a Tolmezzo l’assemblea del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Tagliamento  in cui sono rappresentati i 49 Comuni interessati dalle dirivazioni idroelettriche nel vasto territorio che si estende da Tarvisio alla Val Tramontina.
     Il Consorzio BIM del Tagliamento è di tipo obbligatorio, ovvero Ente Pubblico, ai sensi della legge 959 del 1953 per riscuotere ed utilizzare a favore del progresso economico e sociale delle popolazioni i proventi  derivanti dai sovraccanoni  sulla produzione di energia idroelettrica in maniera da poter  finanziare direttamente o attraverso gli stessi Comuni interventi nel campo economico e sociale nei Comuni compresi nel Consorzio. Il sovraccanone è una prestazione patrimoniale che la citata legge impone ai concessionari idroelettrici a favore delle popolazioni dei territori a cui è stata sottratta l’acqua.  
   Recentemente nel settore idroelettrico sono intervenute alcune interessanti dinamiche che inevitabilmente finiscono per avere delle ripercussioni anche su quelle che sono state sino ad ora le funzioni del Consorzio BIM, il suo rapporto con i concessionari, il suo ruolo sul territorio di competenza.
   Infatti, la Legge Nazionale 11 febbraio 2019 n. 12, conosciuta come “ legge semplificazioni” all’articolo 11-quater  (Disposizioni in materia di grandi derivazioni idroelettriche) prevede che  “ Alla scadenza delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e nei casi di decadenza o rinuncia, le opere di cui all’articolo 25, primo comma, del testo unico di cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, passano, senza compenso, in proprietà delle regioni, in stato di regolare funzionamento. In caso di esecuzione da parte del concessionario, a proprie spese e nel periodo di validità della concessione, di investimenti sui beni di cui al primo periodo, purché previsti dall’atto di concessione o comunque autorizzati dal concedente, alla riassegnazione della concessione secondo le procedure di cui ai commi seguenti, è riconosciuto al concessionario uscente, per la parte di bene non ammortizzato, un indennizzo pari al valore non ammortizzato”.
  Detto più semplicemente, gli impianti del Tagliamento con le centrali di Ampezzo e di Somplago della multiutility lombarda a2a, i cui maggiori azionisti sono i Comuni di Milano e di Brescia retti dal centrosinistra in una Regione Lombardia governata dal centrodestra, passeranno alla nostra Regione alla scadenza della concessione nel 2029.
   Contemporaneamente nei palazzi della nostra Regione (a Statuto di Autonomia Speciale!) si è finalmente capito, imparando dalle Province Autonome di Trento e di Bolzano,  l’ opportunita e la necessità di costituire una propria società energetica a capitale pubblico. Tant’è vero che il 27.02.2017 uno schieramento politico trasversale in Consiglio Regionale ( consiglieri Revelant, Tondo, Riccardi, Colautti, Violino, Marsilio, Ciriani, Zilli, Piccin) ha  presentato la Proposta di Legge n. 193 “Costituzione della Società Energia Friuli Venezia Giulia”. Società che va costituita quanto prima.
      Ebbene, di fronte al  nuovo positivo scenario che si è venuto a delineare, favorevole a  porre rimedio alle sofferenze del lago di Cavazzo o Tre Comuni ed al penoso stato dei corsi d’acqua a monte ridotti da un sistema idroelettrico arcaico, rozzo, gemello di quello del Vajont, a distese ciottolose con un filo d’acqua o addirittura prive anche di quello, sono troppi i rappresentanti dei Comuni aderenti al Bim del Tagliamento a non averne capito l’importanza e l’opportunità che invece si  apre.
     Ciò si riversa sull’imminente rinnovo del Consiglio e del presidente del Bim, da un lato  dando sfogo a reciproche e nefaste contrapposizioni meramente personali, e dall’altro lato restando prigionieri di una sorta di riguardo nei confronti di a2a.       
      Quest’ultima, in relazione al mutato scenario, ha accentuato sul  territorio l’attività del proprio apparato di comunicazione, a cui potrebbe essersi aggiunta anche quella di  qualche azionista lombardo, vista la strana posizione  assunta da qualche esponente locale del PD  a sostegno di un candidato riguardoso verso a2a alla presidenza del BIM.
      Al contrario il nuovo scenario in cui è chiamato ad operare il Bim richiede che coloro che saranno chiamati a dirigerlo siano liberi da riguardi e considerino a2a una controparte con cui stabilire rapporti corretti ma fermi nella difesa degli interessi del territorio. In questo tenendo presente l’insegnamento della Provincia Autonoma di Bolzano che a seguito di una serie di operazioni con Edipower, attuate anche nella nostra regione, e con Edison in Alto Adige, ha permesso al presidente di quella Provincia Arno Kompatscher di poter affermare “L’energia torna completamente in mani altoatesine. E’ un grande passo avanti dal punto della nostra autonomia e porterà tariffe ancora più competitive a beneficio di imprese e famiglie “.
    Ebbene, i rappresentanti dei Comuni nel Consozio BIM Tagliamento abbandonino le contrapposizioni puramente personali e si pongano lo stesso obiettivo raggiunto dalla Provincia di Bolzano. Operare affinchè l’energia prodotta con le nostre acque sia completamente nelle nostre mani non è estremismo, bensì difesa della nostra autonomia (speciale!), dei nostri interessi, della nostra dignità. Agli interessi di a2a ci pensano già i suoi potenti azionisti.


Franceschino Barazzutti, già presidente del Consorzio BIM Tagliamento

giovedì 21 novembre 2019

Venerdì la presentazione del libro sulle battaglie del Gemonese ed il brillamento del ponte di Braulins nel 1917

Venerdì, 22 novembre alle ore 18.00

 nella Sala convegni dell’UTI del Gemonese, via C. Caneva n. 25, Gemona del Friuli 

avrà luogo la 
Presentazione del libro

LA BATTAGLIA DEL GEMONESE
Dalla Val Venzonassa a Sella Foredôr, da Flaipano al Ponte di Braulins
27 - 30 ottobre 1917
del dott. Marco Pascoli

Programma:

Saluto del Presidente dell’UTI del Gemonese, Claudio Sandruvi
Interverranno:
-          Aldo Daici, già Presidente dell’UTI del Gemonese
-          Luca Leonarduzzi, UTI del Gemonese
-          Marco Pascoli, autore del libro, ricercatore storico sul tema della Prima Guerra Mondiale
Seguirà dibattito.  


Il libro ricostruisce le giornate febbrili seguite alla rotta di Caporetto nel 1917 analizzando gli scontri e le azioni belliche nel Gemonese; particolare attenzione viene riservata alla ritirata dell'esercito italiano lungo il ponte di Braulins ed il successivo brillamento di alcune arcate del ponte per rallentare l'avanzata austroungarica.

martedì 19 novembre 2019

Acqua nuovamente potabile nel Comune di Trasaghis

Il Sindaco di Trasaghis ha revocato la precedente ordinanza dal momento che, dopo gli opportuni interventi di clorazione, l'acqua è ritornata potabile.
20 novembre 2019
--------
Post precedente


 Il sindaco di Trasaghis ha diffuso una ordinanza nella quale, constatata la non potabilità dell'acqua dell'acquedotto comunale, ha ordinato di non usare l'acqua per uso potabile, se non previa bollitura, disponendo un rapido intervento del Gestore del servizio idrico per ripristinare la potabilità.



lunedì 18 novembre 2019

Venerdì la consegna del Premio "Matteo Chef Giramondo", da Avasinis ad Udine

GALA’ PER MATTEO
– 22 NOVEMBRE 2019 – ore 20.00
UDINE (Auditorium Dacia Arena Stadio Friuli)

Un appuntamento che condenserà in una serata, sport, solidarietà e comicità: “Galà per Matteo 2019, manifestazione benefica che si terrà a Udine nell’auditorium della “Dacia Arena – Stadio Friuli” venerdì 22 novembre 2019.
La serata, nasce per ricordare il giovane chef Matteo Rodaro, scomparso nel 2013 dopo una lunga battaglia. Matteo, nella sua pur breve vita, ha saputo valorizzare nei ristoranti di mezzo mondo i sapori e i vini del Friuli Venezia Giulia. Un evento così vario rappresenta appieno la personalità aperta e senza confini di Matteo.
Inizio della manifestazione alle 20.00 con lo spettacolo che vedrà per la prima volta insieme Fedora, la donna che si è convertita all’Udinese e Catine (Caterina Tomasulo) la grande amica di Matteo.
Grande momento all’insegna dello sport con la consegna del premio “Matteo Chef Giramondo 2019” per lo sport a PIERPAOLO MARINO direttore dell’Area Tecnica dell’Udinese Calcio, apprezzato per le sue qualità umane e professionali in Italia e nel mondo.
Super ospite del Galà Miss Breòn, l’elegante e sensuale influencer che sta conquistando la rete a suon di like.

L’ingresso è a offerta libera con prenotazione del posto al numero: 348 2566441
Dopo l’impegno a favore dell’Associazione Oncologica Alto Friuli nel 2015 e dell’Ospedale di Gemona nel 2016, del Centro diurno per disabili di Gemona “C.S.R.E.” nel 2017, del CRO Centro di Riferimento Oncologico di Aviano finalizzato all’apprendimento di metodologie avanzate di radioterapia in centri d’eccellenza mondiale nel 2018, quest’anno il ricavato della manifestazione benefica sarà impiegato sempre a scopi benefici che saranno presentati nel corso della serata.


Per informazioni:
Associazione di Promozione Sociale “Matteo chef giramondo” Via Maggiore, 4 – 33010 Avasinis di Trasaghis (UD)
Cell. 3482566441 e-mail: matteochefgiramondo@gmail.com

giovedì 14 novembre 2019

Rieccoli! Il Consorzio torna a chiedere di utilizzare l'acqua in uscita dal Lago

Il Gazzettino di mercoledì 13 novembre, mentre l'Italia soffriva per piogge e mareggiate, dava notizia di una ulteriore presa di posizione del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana dove si ribadiva la necessità della costruzione di una condotta tra lo scarico del Lago e il sistema di distribuzione idrica per i campi del Medio Friuli, al fine di scongiurare i danni della siccità.
Del problema si dibatte da anni, in un eterno "dialogo tra sordi". Possibile che non si riesca a mettere in piedi un tavolo di confronto capace di una analisi precisa di tutte le componenti?
..................


Deficit idrico serve condotta tra Somplago e la rete

IL BILANCIO

(...) Per ovviare ai consumi energetici e sopperire alla carenza della risorsa idrica durante la stagione irrigua, l'ente prevede la costruzione di una condotta di collegamento tra il canale di scarico della centrale di Somplago e il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento per il recupero parziale della portata di scarico della centrale. L'opera sopperirebbe alla carenza idrica durante la stagione irrigua, compensando i cali di portata derivabile alla presa di Ospedaletto, assicurando l'irrigazione in vaste zone del comprensorio. Non solo: il progetto garantirebbe il deflusso minimo vitale. Alla siccità, riferiscono dal
consorzio, si risponde con un ulteriore efficientamento del sistema irriguo (passaggio da aspersione a goccia), la creazione di piccoli invasi collinari per l'accumulo d’acqua, la diffusione del “Consiglio irriguo”.
(da "Il Gazzettino", 13-11-19)
----------- 
Come segnala il "Comitât per Autonomie...", della nota del Consorzio si parla diffusamente su: https://friulisera.it/consorzio-di-bonifica-pianura-friulana-nel-2019-deficit-idrico-e-alti-consumi-energetici/
Vedi anche:
http://www.udinetoday.it/cronaca/irrigua-2019-stagione-deficit-.html

domenica 10 novembre 2019

Lago, una proposta contro l'attuale staticità ed il potenziale pericolo di nuovi errori

Riceviamo  e pubblichiamo una analisi dell'ing. Dino Franzil sulle problematiche del Lago e sulle possibili soluzioni. 
Come sempre, l'auspicio è che, su queste tematiche, si possa e si voglia discutere e ci si possa confrontare reciprocamente.
A&D
---------------------------

PARLANDO DI   LAGO – TAGLIAMENTO – IRRIGAZIONE  -“
 Da mesi si scrive e si parla del Tagliamento, perché ha suscitato grande interesse a molti scienziati stranieri venuti a studiare la sua vita, originale ed incontaminata a valle di Peonis.              Il fatto che lo abbiano definito “ Re dei fiumi alpini” ci desta soddisfazione ed orgoglio, ma, in verità, non possiamo attribuirci del tutto il merito della sua conservazione.   Ricordiamoci che il governo del dopoguerra ha concesso alla S.A.D.E. lo sfruttamento delle acque della Carnia, ed i suoi tecnici, responsabili anche del Vajont, hanno realizzato una ragnatela di derivazioni, per scopi idro elettrici, stravolgendo e devastando il 65% dei corsi d’acqua, Tagliamento compreso che, a tratti, si è anche prosciugato!              L’antropizzazione carnica si è conclusa convogliando l’acqua prima nell’invaso del rio Ambiesta, chiuso con una diga in comune di Verzegnis e poi con la costruzione della centrale idroelettrica di Somplago sul Lago Dei Tre Comuni maggior bacino naturale del Friuli.
Non aver bypassato le acque della centrale è stato un errore devastante per la valle. Infatti, le fredde acque della Carnia, hanno sconvolto la biologia planctonica del lago, sepolto le alghe col fango trasportato e tolto l’alimentazione ai pesci, che ostacolati anche dal freddo e dal saliscendi del livello delle acque, si sono trovati nell’impossibilità di riprodursi e le numerose specie autoctone presenti da millenni sono scomparse.      Fatti che hanno ridotto a meno di cento anni la vita del lago e lo hanno trasformato in discarica per la centrale.  Invece, bisognava conservarlo come gradevole fruizione per tutti e fonte di risorsa economica con la pesca ed il turismo.                  Errori imperdonabili che si possono ripetere anche oggi se il “potere” anteporrà di nuovo il lucro privato al bene della comunità.     
  Oggi nella valle continua a regnare staticità e potenziale pericolo di nuovi errori.   Da decenni i contadini mirano a spillare l’acqua dal lago per irrigare i campi, incuranti dei problemi e delle vessazioni che la valle sopporta da sessant’anni!
Il Consorzio di Bonifica della Pianura friulana (già Consorzio Ledra Tagliamento) , che gestisce l’irrigazione del medio Friuli, ha già in mano un progetto di derivazione, impostato sull’uso del lago come polmone.                E’ una soluzione d’interesse unilaterale inaccettabile che favorisce gli agricoltori e danneggia i vallegiani.          Risulta solo un “rattoppo” per i problemi della valle, danneggia il lago e richiede accordi privati per regolare il deflusso nell’emissario.     Perciò se venisse approvata, “sic et simpliciter,” dimenticando il bypass, già accolto contestualmente alla derivazione nel piano delle acque, il Consorzio diverrebbe il terzo incomodo per la salvezza del lago e la Regione compirebbe un sopruso per averlo sacrificato a vantaggio di privati.  
       Il problema coinvolge: Lago, Centrale, Agricoltura e Regione e deve essere risolto in modo onesto ed ottimale per compensare, almeno in parte, agli errori del passato.          Per far questo non c’è bisogno di concorsi ma di ascoltare anche il “comitato popolare” che da dieci anni combatte e fa proposte risolutive ben più valide e socialmente utili.  
Nel quadro critico dei cambiamenti climatici e della diminuzione d’acqua potabile, è d’obbligo conservare una riserva come il lago e per l’aumento di richiesta energetica è opportuno recuperare energia dall’acqua di turbinaggio sprecata da ben sessant’anni.    Tutto ciò si può concretizzare con un’opera integrale intelligente comprendente: bypass, derivazione ed impianto energetico dal canale di scarico.
L’ ottimale del sistema lago si ottiene producendo corrente per il territorio, in modo continuo con una sola turbina.   Soluzione che, abbassando il livello idrico, mette in sicurezza anche la lesionata diga di Verzegnis, riduce al minimo le dimensioni ed il costo del bypass e garantisce per tutto l’anno la quantità idrica necessaria all’agricoltura.                   
Tutto questo sarebbe possibile con un improbabile accordo con il gestore della centrale, ma di certo attuabile se la centrale cadesse sotto gestione pubblica con la creazione di un’azienda elettrica regionale.                                                               Purtroppo la probabilità che queste proposte vengano prese in considerazione non è valutabile, perché di solito “il potere” ritiene buona soltanto la farina del suo sacco.  
Scansare l’operazione “salvezza del lago” pensando ai costi è errato!                       Infatti, qualsiasi spesa si faccia risulterà un fruttuoso investimento se le opere succitate verranno eseguite in modo ottimale e risolutivo, anche con il doveroso contributo di tutti coloro che si sono arricchiti con la nostra energia.                                                            Il rientro economico verrà garantito dalla produzione energetica, dalla rigenerazione del lago e dall’incremento turistico, senza ricordare il valore futuro del bacino di acqua potabile sempre più preziosa sul pianeta.    


    Tarcento  12/10/019                                          Ing. Dino Franzil                   

mercoledì 6 novembre 2019

Dal Lago all'ex caserma. L'assessore Zilli incontra gli amministratori di Cavazzo

La Regione valuta uno sviluppo turistico per il lago di Cavazzo

L’incontro con l’amministrazione comunale di Cavazzo.

Lo sviluppo anche sotto il profilo turistico attraverso la sdemanializzazione di alcune aree spondali del lago dei tre Comuni è stato uno dei temi al centro dell’incontro svoltosi tra l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, e alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale di Cavazzo Carnico (Udine).
Alla presenza del sindaco Claudio Borghi, Zilli ha innanzitutto evidenziato la forte presenza di giovani nelle fila dell’esecutivo locale, testimonianza del loro grande attaccamento alla propria comunità e all’impegno nel portare avanti le istanze del comune friulano.
“Assieme alla Giunta di Cavazzo – ha detto Zilli – abbiamo esaminato assieme alcune possibilità di sviluppo del lago che, in primis, prevedono la sdemanializzazione di alcune aree spondali sia per la manutenzione dello specchio d’acqua sia per dare vita a uno sviluppo turistico e ciclabile della zona”.
A tal proposito, Zilli ha ricordato che, anche grazie al collega di Giunta responsabile delle politiche ambientali, Fabio Scoccimarro, la Regione ha messo a disposizione le risorse con le quali realizzare uno studio di fattibilità per lo sviluppo naturalistico e turistico del lago stesso. Ogni Comune rivierasco potrà indicare un professionista per la stesura del progetto. “Raccogliendo anche le istanze di Cavazzo – ha aggiunto l’assessore – fisseremo al più presto un incontro per dare gambe a quest’idea progettuale”.
Oltre a questo tema, gli amministratori comunali hanno sottoposto all’attenzione della Regione il futuro utilizzo dell’ex caserma che ora fa parte delle disponibilità del Comune, nonché la pericolosità di alcuni tratti della SR512 del lago di Cavazzo. Su quest’ultimo aspetto, Zilli ha già interessato il presidente di Fvg Strade affinchè si possa dare risposta alle esigenze espresse dalla comunità locale.


sabato 2 novembre 2019

Fabio Picco torna ad allenare la Val del Lago

Fabio Picco ritrova la Val del Lago


di RENATO DAMIANI
Dopo aver vinto lo scudetto 2017 sulla panchina de Cavazzo ed essersi preso poi una pausa, torna nel CarnicoFabio Picco quale nuovo allenatore della Val del Lago, già diretta dal 2012 al 2015.
La società di Alesso non ha quindi riconfermato Stefano Biasizzo, “che ringraziamo per la professionalità dimostrata e per quanto fatto nella passata stagione e nella parte finale del Carnico 2018”, dice il direttore sportivo Luciano Cucchiaro.
Sul fronte giocatori al momento c’è tutta l’intenzione di confermare in blocco la squadra che ben si è comportata nel rush finale della Seconda categoria, portando a casa 15 punti-salvezza nelle ultime 7 partite grazie a 4 vittorie e 3 pareggi.

venerdì 25 ottobre 2019

Sabato il Giro del Lago ... in rosa

Appuntamento importante quello di sabato 26 con il "Giro del Lago rosa", una iniziativa promossa dal Comune di Trasaghis e dall'A.N.D.O.S. per sensibilizzare sul tema della prevenzione.
L'appuntamento è per le 14.30 di sabato nel parcheggio sulla riva est del Lago: da qui partirà la camminata.
Le offerte raccolte saranno devolute all'A.N.D.O.S.



mercoledì 23 ottobre 2019

Venerdì a Trasaghis i dati sulla Mappa di Comunità del Comune

Venerdì 25 Ottobre, alle ore 20,00, presso la sala municipale di Trasaghis saranno presentati i primi risultati dell’iniziativa per la costruzione della Mappa di comunità del territorio di Trasaghis. La mappatura del territorio è un’iniziativa prevista nei programmi ecomuseali, la sintesi della mappa verrà realizzata con i dati del processo partecipativo che ha coinvolto e che coinvolgerà la popolazione locale.
Alla presentazione dei risultati interverranno: il Sindaco di Trasaghis, Stefania PisuIvo Del Negro, Presidente dell’Ecomuseo, Luigi Stefanutti, Coordinatore dell’Ecomuseo, Ileana Toscano e Cecilia Corsini, Facilitatrici, e chi ha contribuito ad individuare gli elementi distintivi della mappa.
Durante la presentazione dei risultati di questa prima mappatura saranno illustrati gli obiettivi dell’iniziativa, i metodi utilizzati e le tematiche trattate, nonché le idee e le proposte emerse negli incontri avvenuti, frazione per frazione.
Strumento innovativo e con ampie ricadute sociali e culturali, la mappa di comunità è un percorso che, attraverso il dialogo tra i residenti, la raccolta di memorie e immagini e la riflessione collettiva sulle prospettive future di sviluppo, mira a intrecciare in maniera creativa il passato, il presente e il futuro di un territorio. In questa prima fase ci siamo limitati alla individuazione dei punti di forza e di debolezza di questo territorio, ipotizzando soluzioni che valorizzino i primi e limitino e convertano i secondi. In un secondo momento verrà “disegnata” la mappa, che sarà una rappresentazione in grado di segnalare non solo gli elementi del patrimonio materiale e immateriale, ma anche le trasformazioni sociali, economiche e paesaggistiche riscontrabili localmente.
Nell’impostare il lavoro partecipativo, considerando il contesto e i risultati che si intendeva raggiungere, fin da subito si è stabilito di indagare tre grandi temi: il presente inteso come “paesaggio da vivere” con tutti i suoi elementi, dalle presenze archeologiche e le bellezze naturali alle attività offerte ai visitatori; la memoria, lasciando spazio all’immaginario e alle sensazioni offerte da questo luogo; il futuro che si immagina per lo sviluppo sostenibile di questo territorio.
L’Ecomuseo della Val del Lago, con il fondamentale apporto dei partecipanti, partendo da esperienze pregresse nell’ambito della valorizzazione del territorio e della riscoperta del patrimonio locale, con l’importante collaborazione delle facilitatrici Ileana Toscano e Cecilia Corsini, ha proposto e ideato un percorso che prevedeva cinque incontri, uno per ogni frazione comunale.
Utilizzando la metodologia alla base del World Cafè (modo creativo e non convenzionale di ragionare insieme in modo concreto, divertente e produttivo), in ogni incontro si sono affrontate le problematiche presenti sul territorio, quali l’aggregazione e la socializzazione, la mobilità e i trasporti, l’educazione ambientale. Con i partecipanti dei gruppi di lavoro si è parlato anche di economia locale ed erogazione dei servizi, ipotizzando sviluppi territoriali.
Al termine di questa prima fase è stato realizzato un opuscolo che ha permesso alla curatrice di ricostruire il “percorso” per disegnare la mappa di comunità e che verrà presentato in questa occasione.
.

venerdì 18 ottobre 2019

Domenica il Lego-day ad Alesso. Iscrizioni fino a venerdì

Domenica prossima il gruppo "genitori attivi" propone il "Lego-day" aperto alla creatività dei bambini, dall'infanzia alla Primaria.
L'appuntamento è nella palestra del Centro Studi di Alesso.
Iscrizioni fino a venerdì.


Ma come funziona?
Ecco il regolamento:


mercoledì 16 ottobre 2019

Sabato ad Alesso incontro sul tema "Acqua"

Le tematiche legate all'uso e alla gestione della risorsa ACQUA (in particolare le problematiche del Lago e delle centraline idroelettriche progettate per il Leale e lo scarico del lago) saranno esaminate  sabato 19  ad Alesso, nella sala dell'ex Asilo, alle 20, in un incontro coordinato da Franceschino Barazzutti del Comitato Tutela Acque.


martedì 15 ottobre 2019

E Ivano ne fece cento

La Quota 100 di Ivano Picco


La rete realizzata domenica con il Timaucleulis ha consentito a Ivano Picco di toccare la “famigerata” (per altri motivi…) Quota 100 nei gol realizzati in carriera in prima squadra.
Il ventisettenne talento di Alesso ha segnato 2 reti con il Caporiacco, 5 con l’Arteniese, 1 con il Tolmezzo e 92 con la squadra del suo paese, la Val del Lago, della quale è simbolo.

La foto scattata domenica a Timau dopo la 14a rete in campionato lo ritrae assieme a compagni, allenatore e dirigenti con lo striscione che gli è stato dedicato.
(Articolo di Bruno Tavosanis su www.carnico.it)

lunedì 14 ottobre 2019

40 anni con l'AFDS "Val del Lago"

Si è svolta a Bordano la "festa del Dono": una occasione speciale per ricordare il quarantesimo di fondazione della Sezione AFDS "Val del Lago che raccoglie i donatori di sangue dei Comuni di Bordano e di Trasaghis".
Sulla giornata, le foto ed il commento di Katia Cucchiaro:


La preghiera del donatore letta dal presidente Renato Stefanutti


La presentazione del mosaico realizzato dai bambini della Primaria
\\\\

Il sindaco di Bordano, il presidente di sezione, il delegato di zona con mons Goi e prè Gjulio


"Bordano, festa del dono. Si festeggiano i 40 anni della fondazione della sezione Val del Lago! Un grazie di cuore a tutti gli uomini e donne silenziosi che con il proprio agire compiono un atto d’amore profondo, un atto d’amore verso la vita! Mons. Goi oggi insuperabile! Renato Stefanutti anima e pilastro, non è un semplice presidente ma Il Presidente. Grazie per aver coinvolto i bambini in una così concreta lezione di Vita"
Katia.

mercoledì 9 ottobre 2019

Festa a Bordano per i 40 anni della Sezione AFDS

La sezione AFDS Val del Lago, che raccoglie i donatori di sangue dei Comuni di Bordano e di Trasaghis festeggia il 40mo di fondazione e lo fa con due distinti appuntamenti a Bordano: una serata corale venerdì 11 e la "festa del Dono" domenica 13.



lunedì 7 ottobre 2019

Latteria di Cavazzo, materiali e memorie da preservare

Il desiderio di trasmettere ai giovani le memorie del passato che riguardano il nostro paese è la ragione che ha spinto il cjavacin Franco Michelli  a dedicare parte del suo tempo alle ricerche negli archivi comunali e tra i documenti della Latteria. Michelli ritiene che "vedere appeso all’ingresso del fabbricato ex latteria l'insegna  “MOSTRA PERMANENTE DELLA LATTERIA DI CAVAZZO CARNICO”, sarebbe stata la naturale conclusione delle lunghe ricerche di archivio. Al momento questo sogno non si è realizzato. Rimane però la  speranza che tanti altri condividano e sottoscrivano questo appello".  

Questo il testo della lettera aperta diffusa:   

LETTERA APERTA AI CITTADINI
Oggetto: dare dignitosa sistemazione alle attrezzature ed alla documentazione della Latteria Sociale nei locali della stessa, al pianterreno.
         Agli inizi del ‘900 gli abitanti della Carnia diedero vita alle prime esperienze  di Latterie Sociali che si diffusero in seguito nel resto del Friuli. Anche a Cavazzo, Cesclans, Mena e Somplago furono istituite le rispettive latterie che per tanti anni rappresentarono l’elemento di aggregazione attorno al quale ruotava  tanta parte della vita sociale  ed economica dei paesi. A Cavazzo la Società Cooperativa “Latteria Sociale” fu fondata nel 1905 e in seguito con il contributo economico e lavorativo dei soci fu costruito l’attuale edificio da adibire non solo alla lavorazione del latte.  Per circa 70 anni la Latteria  è stata un organo vitale del paese, indispensabile per la vita e la sopravvivenza delle famiglie. Dopo il terremoto del 1976 l’edificio latteria del capoluogo fu ristrutturato  e perse la sua funzione di caseificio. Alcune attrezzature furono collocate nella cantina, altre in una stanza della ex scuola elementare assieme all’archivio documentale. Gli edifici delle latterie delle frazioni, invece, furono demoliti  e con loro dispersi gran parte dei documenti. La documentazione  della Latteria di Cavazzo ci offre la testimonianza  della storia civile di questo paese  durante i momenti più drammatici per la popolazione: la Grande Guerra, il terremoto del 1928, l’occupazione dei Cosacchi e la Seconda Guerra Mondiale. Tali documenti ed attrezzature sono stati riportati alla luce in una mostra nel 2016 e poi collocati in una stanza dell’edificio della latteria  in attesa della risposta dell’Amministrazione Comunale alla richiesta di sistemarli al pianoterra come esposizione permanente.  
Poco tempo fa non solo non è arrivato il permesso tanto atteso, ma la stanza è stata sgomberata per far posto ad una mostra fotografica sul campo di volo militare operante nella nostra piana  da febbraio 1916 a novembre 1917. Interrogata a questo proposito, l’Amministrazione Comunale  ha chiarito che non intende concedere spazio nell’ex latteria alla mostra sul lavoro caseario, alle sue attrezzature ed ai suoi documenti con la motivazione che l’edificio dovrà essere ristrutturato. Nel frattempo però rimangono in sede la mostra fotografica e quella sul Forte di Monte Festa allestite e gestite a cura di un’associazione di Osoppo.
In tanti paesi, anche piccoli, della Carnia e del Friuli si preservano e si valorizzano gelosamente i ricordi ed i documenti del passato. Vedasi ad esempio le latterie di Avasinis, di Cleulis e di Dogna. Invece nel caso della latteria di Cavazzo, nonostante  i documenti, le foto, gli attestati delle premiazioni e le attrezzature siano veramente importanti e preziosi, sembra quasi che si voglia rimuovere la memoria e la storia civile della comunità, che sono ben più articolate e vaste delle memorie della Grande Guerra che attualmente occupano buona parte degli spazi dell’edificio ex latteria.
Ricordo che gli ottantasei  capifamiglia di Cavazzo fondatori della Latteria Sociale corrispondevano alle famiglie dei Puppini, Brunetti, Macuglia, Stroili, Michelli, Zanini, Gollino, Danna, Lestuzzi, Angeli, Chiautta, Monai, Macutan, Squecco, Cappello, Coidessa, Collavizza, Colomba, Della Schiava.  Ora alcuni loro giovani discendenti siedono in Consiglio Comunale e se amano il loro paese, dovrebbero adoperarsi affinché i ricordi dei loro nonni  e parte della loro storia e della loro identità siano custoditi nell’edificio che con tanti sacrifici i loro avi costruirono pensando anche al futuro.
A loro, ai cittadini del Comune di Cavazzo Carnico, a coloro che originari di questi paesi vivono lontano, ma anche a tutti quelli che amano la Carnia e vogliono salvaguardare le radici dell'identità di questa terra,
CHIEDO
di sottoscrivere una Petizione al Sindaco ( come prevista all'art.34 dello Statuto Comunale) affinché, anche in ottemperanza del disposto dello Statuto Comunale che all’art. 2 comma 3c  prevede “il recupero, la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, storiche, culturali e delle tradizioni locali”,  acconsenta a dare dignitosa sistemazione alle attrezzature e all’archivio documentale  della Latteria Sociale mettendo a disposizione un adeguato locale al pianoterra dell’unico edificio dove hanno il “diritto morale” di essere conservati: la ex Latteria Sociale.
                                     Franco Michelli, cittadino di Cavazzo Carnico


Da questi elementi è stato formulato il testo di una petizione che può essere sottoscritta presso: Edicola di Macuglia Rossella, Pizzeria News Genzianella, Trattoria Borgo Poscolle, Bar al Fòr, Albergo Olivo, Alimentari Stroili Silvio , Farmacia dott. Russo Riccardo,  Bar Rosso di Sera.
 

venerdì 4 ottobre 2019

Alesso, domenica le mele Aism per combattere la sclerosi multipla



Torna in 5mila piazze italiane “La Mela di Aism” e lo fa a partire da venerdì 4 ottobre – giornata del Dono DayFino a domenica 6 ottobre 13mila volontari dell’Associazione italiana Sclerosi multipla distribuiranno oltre 4 milioni di mele. Questo frutto è diventato il simbolo della lotta alla sclerosi multipla, malattia che colpisce principalmente i giovani e di cui non si conoscono ancora le cause e non esiste la cura definitiva.
A fronte di una donazione minima di 9 euro si potrà portare a casa un sacchetto da 1,8 kg di gustose mele rosse, verdi e gialle.
L’iniziativa la Mela di Aism si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica con il patrocinio della Fondazione Pubblicità Progresso.
Accanto alla manifestazione in piazza per garantire il sostegno a progetti di ricerca legati alla forma progressiva di sclerosi multipla, la forma più grave, a oggi orfana di trattamenti efficaci vi è anche il45512: il numero solidale di Aism. Gli importi della donazione saranno di 2 euro da cellulare personale Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, CoopVoce, Tiscali; di 5 euro da chiamata da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile; di 5 o 10 euro da chiamata da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, e Tiscali.
I fondi raccolti con la Mela di Aism andranno alla ricerca e in particolare a importanti progetti per trovare la causa e la cura risolutiva per la sclerosi multipla e per implementare i servizi dedicati ai giovani i più colpiti dalla malattia.
La sclerosi multipla è una grave malattia del sistema nervoso centrale, cronica, imprevedibile e spesso invalidante, la sclerosi multipla si manifesta per lo più con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio, seguendo un decorso diverso da persona a persona. In Italia, ogni anno 3.400 persone vengono colpite dalla sclerosi multipla. Una nuova diagnosi ogni 3 ore. Delle 122mila persone con Sm, il 10% sono bambini e il 50% sono giovani sotto i 40 anni. È la seconda causa di disabilità nei giovani dopo gli incidenti stradali. 
L’Italia è il Paese a rischio medio-alto di sclerosi multipla: è di oltre 5 miliardi di euro l’anno il costo sociale medio della malattia. È una emergenza sanitaria e sociale.
Per il Comune di Trasaghis, l'appuntamento è in piazza ad Alesso domenica 6 ottobre a partire dalle ore 9.

giovedì 3 ottobre 2019

Nastri rosa sulle piazze del Comune di Trasaghis per il mese della prevenzione

Ottobre rosa,  mese delle prevenzione del tumore al seno



Anche quest’anno è stata indetta la  campagna “prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla seno”.
La campagna “Nastro Rosa” è rivolta alle donne in età compresa tra i 40 e i 49 anni che non hanno mai eseguito una valutazione senologica o mammografia.  Ricordiamo che le donne "over 50" partecipano già allo screening regionale, gratuito, effettuato ogni 2 anni.
Il mese di ottobre vedrà una serie di iniziative organizzate dall'Andos con diversi  Comuni del Friuli per discutere e sensibilizzare alla prevenzione del tumore al seno.
In particolare, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (A.N.D.O.S.) con i Comitati di Codroipo e Tolmezzo e l’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.3, offrono mammografie ed incontri con specialisti per le donne di età tra i 40 ed i 49 anni che hanno così la possibilità di effettuare la prima mammografia o di avere un colloquio gratuito.
Il "nastro rosa" è il simbolo della campagna. E diversi nastri rosa sono comparsi in questi giorni sulle piazze e sulle strade del Comune di Trasaghis, per sottolineare l'importanza della campagna di prevenzione. Inoltre l'Amministrazione comunale, assieme all' A.N.D.O.S. di Tolmezzo,   sta anche organizzando per fine ottobre una camminata davvero significativa:  il "giro del Lago in rosa".