"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 7 ottobre 2010

Lago, prima della passeggiata - III

Cavazzo, gita di protesta al Lago

Giovedì 7 Ottobre 2010, Il Gazzettino

Il lago di Cavazzo non si tocca. Nonostante i via libera arrivati negli ultimi mesi da Ministero e Comuni relativamente al progetto di raddoppio della centrale Edipopwer, i comitati e la gente del lago non sembrano voler mollare la presa. Lo hanno ribadito ieri in conferenza stampa (già la terza organizzata negli ultimi mesi) presso la sede della Regione: presenti i rappresentanti dei comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento, per la difesa del lago di Cavazzo, ma pure per la difesa della vita del Friuli rurale, il Cordicom, e il Fogolâr Civic/borghi di Udine. «Nella recente visita - ha detto Franceschino Barazzutti - che la commissione regionale competente ha fatto presso la centrale, i dirigenti di Edipower hanno assicurato che non verrà mandata giù acqua sporca, ma non hanno spiegato come: la prossima settimana, inoltreremo alle istituzioni un documento dove dimostreremo che non è così. A questo punto, chiediamo che la Regione senta anche noi, visto che abbiamo portato anche degli studi fatti da geologi e ingegneri, e che per il momento non sono stati presi in considerazione. La richiesta di essere sentiti l'abbiamo inoltrata lo scorso 28 settembre. Noi restiamo sempre sulla stessa posizione: l'intervento non va fatto, e se si andrà avanti, noi gli staremo addosso, perché sarà proprio in quel momento che si vedranno gli effetti: tra l'altro, alcune erosioni sono già ben visibili sulle sponde del bacino». Ma la conferenza di ieri è stata anche il momento per presentare l'iniziativa "Un lago da amare, da difendere, da valorizzare": una passeggiata attorno al lago in programma per domenica alle 14, che partirà dalla riva ovest del bacino, della lunghezza di 1 chilometro e mezzo, e terminerà presso la sede dell'orto botanico sotto Interneppo. In quel punto ci saranno i discorsi di don Pierluigi Di Piazza, e di Padre Andrès Tamajo, leader ambientalista a difesa dell'acqua bene comune in Honduras. All'iniziativa di domenica hanno già dato la propria adesione ben 28 comitati e realtà associative: tra queste, Legambiente, WWF, Colonos, il CEVI, oltre che i pescatori della zona Val del Lago, Avasinis, Gemona, La Macile e torrente Orvenco. Non solo, adesioni sono arrivate anche da 15 personalità friulane, da Nives Meroi e Romano Benet, a Ulderica Da Pozzo, fino ad arrivare al premio Viareggio 2010, Pierluigi Cappello.


LA MACCHIA MISTERIOSA
Non è solo la centrale  che crea inquietudine

Giovedì 7 Ottobre 2010, Il Gazzettino

CAVAZZO CARNICO- (pc) Oltre al raddoppio della centrale Edipower, a preoccupare comitati, valligiani e pescatori sono anche le tracce ben visibili che l'intervento umano genera sulle acque del bacino naturale più grande della regione: sono fresche di questi giorni le foto scattate dai membri del comitato difesa e sviluppo del lago che ritraggono una gigantesca macchia di fango che galleggia dalla parte relativa alla frazione di Somplago, proprio dove sono situate le turbine della centrale Edipower. «Il fatto è - ha detto Franceschino Barazzutti - che se fino ad ora, tale pantano si è depositato sui fondi, il giorno in cui ci sarà un grande impianto che riverserà le acque di Verzegnis a Cavazzo, per poi rimandarle su di nuovo attraverso le pompe con l'obiettivo di generare energia, il deposito dei fanghi non sarà più possibile, proprio per il movimento continuo delle acque stesse. Non è credibile la proposta inserita nel decreto ministeriale di attuare un monitoraggio attraverso l'Arpa a realizzazione dell'opera completata, quel monitoraggio deve essere fatto prima». Sui fanghi, già nei mesi scorsi i rappresentanti dell'associazione dei nautici di Alesso hanno pure testimoniato sulla presenza di grandi depositi sui fondali. Non solo, è di poche settimane la segnalazione di una grossa macchia oleosa sul bacino (e non è neanche la prima volta): in quel caso, era intervenuta l'Arpa, le cui analisi avevano dimostrato che si trattava di olii vegetali. C'è chi dice che ciò sia causato dalle piogge, ma a sentire ieri Valentino Rabassi, già sindaco di Trasaghis, e lo stesso consigliere regionale e sindaco per vent'anni a Bordano Enore Picco, il problema si fa sentire da molti anni, ed ancora la causa di ciò non è stata dimostrata.
    

Lago, prima della passeggiata - II

Sono già 33 le associazioni che hanno dato il proprio appoggio a “Salviamo il lago”, la passeggiata lungo le sponde dello specchio d’acqua di Cavazzo o Tre comuni, che anche se non lo dice (anzi, il manifesto esclude esplicitamente di essere contro un progetto in particolare) è facile intuire che nell’immediato intenda secondo i promotori tutelarlo dai possibili effetti del potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. Il discorso ufficiale sarà tenuto da don Pierluigi Di Piazza. Parlerà anche padre Andrès Tamajo leader ambientalista a difesa dell’acqua bene comune in Honduras. I sommozzatori della scuola subacquea “Dive Team” di Tricesimo opereranno nelle acque antistanti. Sarà lanciato uno striscione con palloncini. Nel centro visite dell’orto botanico di Interneppo a fine percorso (1,5 km) saranno proiettate vecchie foto del lago.
Ecco il contenuto dello scritto a cura di Comitato difesa e sviluppo del lago – Alesso. Comitato Tulela Acque del Bacino Montano del Tagliamento
“Passeggiata sul lago” non è un’iniziativa contro qualcuno, ma a favore di qualcosa: la salvaguardia del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. L’obiettivo é quello di porre al centro dell’attenzione dellapopolazione, dei comuni, delle istituzioni e delle varie associazioni locali, il lago e il pericolo che sta correndo e vincere l’indifferenza di chi lo considera una presenza scontata. E’ un lago da amare perché per secoli ha nutrito la gente del posto, che ha combattuto la fame e la carestia con il suo pesce; perché tutt’ora offre una facile e non dispendiosa accessibilità a un sereno svago per tutti; perché è il simbolo di una comunità che lega assieme la montagna con la pianura.
E’ un lago da difendere e da proteggere perché anche se ormai ferito, è ancora vivo e non può essere considerato come uno sterile serbatoio da usare a piacimento per produrre energia funzionale ad interessi altrui, che ne segnerebbe la morte.
E’ un lago da valorizzare perché è il più grande lago naturale della nostra regione, è una risorsa ambientale che in relazione alle importanti presenze storiche, culturali e naturali limitrofe, quali sono Venzone, Gemona, la fortezza di Osoppo, la Casa delle Farfalle, il pianoro del monte San Simeone, il forte del Monte Festa, la pieve di Cesclans, la zona del leccio, la riserva del laghetto di Cornino, il Palâr, il pianoro di Monte Prat, le balze montuose tra il lago e il fiume Arzino ecc., vanno a formare il patrimonio di una comunità, che appartiene a tutti, e un patrimonio collettivo non
può essere sacrificato in cambio di alcuna compensazione. E’ un lago che ti chiede una cosa semplice, affinché anche tu possa dire: “Sì, io c’ero. L’ho salvato anch’io!”
Fai una passeggiata sulle sue rive. Osservalo, chinati sulla superficie dell’acqua, specchiati per riconoscerlo come tuo. Comprendi la sua complessità. Così avrai lasciato un piccolo segno, la tua impronta, e lanciato un grande messaggio affinché il lago sia consegnato in salute alle generazioni future.
Il punto di raccolta è presso la darsena della riva OVEST del lago (piazzale Hotel “Al Lago”)
Il percorso si svilupperà lungo la riva Est sino al centro visite dell’orto botanico. Per adesioni e info: Tel. 0432-984506 – Fax 0432-1830183 – info@salviamoillago.it –www.salviamoillago.it
In caso di cattivo tempo la passeggiata sarà rinviata a domenica 17 alla stessa ora.
A cura di: Comitato difesa e sviluppo del lago – Alesso. Comitato Tutela Acque del Bacino Montano del Tagliamento, via d’Avanzo, 9 – 33028 Tolmezzo (UD)
Elenco le personalità che hanno dato la propria adesione (che non significa che saranno presenti, fanno sapere dall’organizzasione):
1.    don Pierluigi Di Piazza. Centro di accoglienza e promozione culturale “Ernesto
Balducci” di Zugliano.
2.    padre Andrès Tamajo. Lider ambientalista a difesa dell’acqua bene comune.
Honduras
3.    Luciano De Crignis, guida alpina, sciatore estremo. Ravascletto.
4.    Sergio de Infanti, alpinista. Ravascletto.
5.    Marco Marra, pittore. Arta Terme.
6.    Amedeo Pascolo, Sindaco di Venzone
7.    Lorenzo Croattini, assessore all’ambiente del Comune di Udine.
8.    Kristian Franzil, assessore all’istruzione e allo sport del Comune di Udine.
9.  Mario Di Gallo, guida alpina, autore della “Guida delle Alpi Carniche del Cai
Touring Club).
10.  Federico Rossi, giornalista, operatore culturale.
11.  Ulderica Da Pozzo. Fotografa, autrice del libro “Le voci dell’acqua”
12   dott. Andrea Palese. Capo del gruppo consiliare “Gemona Assieme”
13.  maestro Giovanni Canciani. Presidente dell’Associazione Musicale della Carnia.
Direttore della Scuola Musicale della Carnia. Fondatore e direttore del museo
“La mozartina”. Già sindaco di Paularo.
14.  Pierluigi Cappello. Poeta e scrittore, vincitore del premio Viareggio 2010.
15.  Nives Meroi e Romano Benet, coppia di alpinisti scalatori di diversi 8 mila.
Tarvisio.
16.  Roberto Mazzilis. Alpinista, accademico  del Club Alpino Italiano (CAI).
Tolmezzo.
Elenco associazioni aderenti:
1.     Comitato “Per Altre Strade (PAS) Carnia-Cadore”.Alta Val Tagliamento-Cadore
2  .   Gruppo Sommozzatori della scuola subacquea “Dive Team” . Tricesimo
3.     Cordicom FVG. Coordinamento dei Comitati del Friuli Venezia Giulia. Udine
4.     WWF del Frili Venezia Giulia
5.     Legambiente del Friuli Venezia Giulia
6.     CIPRA ITALIA Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi
7.     Comitato spontaneo Val Resia
8.     Associazione “Carnia in Movimento”
9.     ASCA. Associazione delle Sezioni Montane del Club Alpino Italiano  (CAI)
10.   Comitato Acqua Libera. Paluzza
11.   Comitato per l’Autonomia e il Rilancio del Friuli. Udine
12.   Associazione Culturale “Movimento Mont” per la montagna. Tolmezzo
13.   Associazione Culturale “Colonos”. Lestizza
14.   Comitato per la vita del Friuli rurale  (Bassa Friulana)
15.   Rappresentanza dei borghi udinesi. Udine
16.   Comitato Pendolari Alto Friuli. Gemona
17.   Circolo Legambiente della Carnia
18.   Circolo legambiente della pedemontana gemonese.
19.   Comitato “Assieme per il Tagliamento”. Dignano
20.   Comitato “SOS Chiarsò”. Paularo
21.   CEVI. Centro Volontariato Internazionale. Udine
22.   Pro Loco “Provenzone”. Venzone
23.   Fogolar Civic Furlan. Udine
24.   FEREPES. Federazione Regionale Pesca Sportiva
25.   Associazione pescatori sportivi  “Val del Lago”. Alesso
26.   Associazione pescatori sportivi  “Avasinis”
27.   Associazione pescatori sportivi “Gemona”
28.   Associazione pescatori sportivi  “La Macile”. Gemona
29.   Associazione pescatori sportivi “Torrente Orvenco”. Artegna
30    Associazione pescatori sportivi “Bordano”
31.   Carp Dimension Team. Udine
32.   Front Furlan – Fronte Friulano
33.   Associazione “Pense e Maravee”. Gemona

mercoledì 6 ottobre 2010

Blog: eran diciassette, eran giovani e forti....

Rassicuriamo l'affezionato lettore c.r., il quale si preoccupa che a frequentare il blog siano solo i diciassette che hanno partecipato al sondaggio: sono molti, molti di più e meriterebbero, comunque, rispetto. Quanto alla cattiveria secondo la quale il Blog avrebbe tratto giovamento da Edipower, è altrettanto legittimo rovesciare il discorso: se tante persone hanno frequentato il blog per trovarvi notizie e discussioni sul "caso Edipower", significa forse che tanti istituti a ciò deputati son stati carenti e ancor di più, dunque, andrebbe  apprezzato il  valore e l'importanza di uno spazio di discussione aperto e indipendente. Il tutto nel reciproco rispetto. (A&D)

Lago, prima della camminata - 1

Nancja finît di dî che la stampa non parla della passeggiata, ecco che è comparso l'articolo sul Messaggero. "Potenza di A&D", verrebbe da dire (è chiaro , per non suscitare l'ira dell'anonimo interlocutore che continua a sfogare la sua aggressività sul Blog, che si tratta di una battuta!).
Scherzi a parte, accogliamo la segnalazione che i Comitati si stanno attivando per il successo della manifestazione e ringraziamo tutti quanti stanno partecipando alla discussione. Ad OG Loc, in particolare - un insperato supporter! - specifichiamo che  la notizia dell'uscita del comunicato di "Carnia in Movimento" è stata data con risalto dal giornale radio del Tg3 di sabato scorso e il documento stesso è stato pubblicato su alcuni siti (per esempio http://aldorossi.splinder.com/post/23392844/carniainmovimento-garibaldi-i-30-denari-e-il-tradimento-della-volonta-popolare ). Sarebbe interessante ragionarci su ancora, su quei contenuti: l'abbiamo definito una "posizione dura"; aggiungiamo che si tratteggia uno scenario inquietante. Rileggete il testo e riparliamone.  (A&D)

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Una camminata per difendere il lago

da: Messaggero Veneto 6 ottobre 2010

Domenica alle 14 appuntamento sulla darsena della riva ovest del lago di Cavazzo, sul piazzale Hotel “Al Lago”per una passeggiata sulle rive del lago a difesa dello stesso, che si snoderà lungo la riva est sino al centro dell’orto botanico. Una manifestazione a cura dei comitati difesa e sviluppo del lago di Alesso e del Comitato tulela acque del bacino montano del Tagliamento con sede a Tolmezzo Alla manifestazione prenderà parte anche il consigliere regionale Enore Picco della Lega Nord, ed ex sindaco di Bordano, che ha manifestato la sua contrarietà contrario al progetto di Edipower anche recentemente durante un sopralluogo sul sito effettuato da una commissione di amministratori regionali. «L’obiettivo - sostengono gli organizzatori - é quello di porre al centro dell’attenzione della popolazione, dei comuni, delle istituzioni e delle varie associazioni locali, il lago e il pericolo che sta correndo e vincere l’indifferenza di chi lo considera una presenza scontata.» E’ un lago da valorizzare perché è il più grande lago naturale della nostra regione, è una risorsa ambientale che «in relazione alle importanti presenze storiche, culturali e naturali limitrofe, quali sono Venzone, Gemona, la fortezza di Osoppo, la Casa delle Farfalle, il pianoro del monte San Simeone, il forte del Monte Festa, la pieve di Cesclans, la zona del leccio, la riserva del laghetto di Cornino, il Palâr, il pianoro di Monte Prat, le balze montuose tra il lago e il fiume Arzino vanno a formare il patrimonio di una comunità, che appartiene a tutti, e un patrimonio collettivo non può essere sacrificato in cambio di alcuna compensazione.» (g.g.)

martedì 5 ottobre 2010

Lago, ne parlano in Canada (e poco da noi?)

Si sta discutendo su quanto sia stata pubblicizzata l'iniziativa di domenica prossima (al di là dei volantini, molto efficaci, e del passaparola). E' forse singolare trovare,  con una semplice ricerca in rete, la presenza di un articolo su una rivista canadese ed accorgersi che la stampa locale non ne abbia fatto sinora parola. Censura, oppure semplicemente nessuno li ha informati? Probabilmente qualcosa verrà fuori nei prossimi giorni. Forse. (A&D)
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A Cavazzo la polemica corre sul lago

Il potenziamento della centrale locale mette a rischio l’ambiente naturale

TORONTO - Il lago di Cavazzo, o dei Tre Comuni, è uno splendido lago naturale situato al confine tra la Carnia e il Friuli. Di origine glaciale, è il più grande del Friuli e avrebbe un potenziale ambientale e turistico straordinario, se non fosse che negli ultimi tempi è stato messo in pericolo, denunciano gli ambientalisti (ma non solo) da speculatori (e non).
Ne ha parlato al Corriere Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico dal 1977 al 1995 e ora strenuo difensore dell’ambiente friulano: «La situazione attuale è la seguente: il ministro dell’Ambiente non ha ancora firmato il decreto con cui si apre la procedura di approvazine della valutazione di impatto ambientale, firmata la quale seguirà tutta una procedura che terminerà con l’approvazione».
Qual è la situazione al momento?
«Nel lago vengono versate le acque turbinate dalla centrale e la massima portata che viene versata ora è di 66 metri cubi d’acqua al secondo. Con il progetto di potenziamento mediante pompaggio la quantità d’acqua versata nel lago sarebbe di 111 metri cubi al secondo, il che ne sconvolgerebbe la natura. Ci sarebbe una forte oscillazione del livello delle acque e un ricambio delle stesse in tempi troppo brevi. Inoltre la temperatura dell’acqua non avrebbe modo di stabilizzarsi e, come se non bastasse, tutto questo impedirebbe alle specie ittiche la deposizione delle uova. Ci sarebbe poi il fango, che rimarrebbe in sospensione senza depositarsi. Da Verzegnis scivolerebbe verso Cavazzo e questo creerebbe altri grossi problemi. Altra questione non risolta è quella per la quale ancora non si sa dove verrà collocato il materiale di scavo della galleria che va dalla centrale al bacino di Verzegnis. Un fatto questo che anche sul potenziale turistico del lago oltre che ambientale. Poi, per ultimo ma non meno importante, l’oscillazione frequente del lago renderebbe instabili le sponde che potrebbero così più facilmente franare, perché cambierebbe la pressione. Non dimentichiamo che ci troviamo di fronte a un lago di terra».
Che cosa state facendo per opporvi a questo progetto?
«Noi sottoponiamo questi punti critici all’attenzione delle istituzioni. Stiamo facendo informazione e negli ultimi giorni abbiamo diverse assemblee. Per il 10 ottobre poi stiamo organizzando una manifestazione che si chiama “La passeggiata sul lago”, con gente che verrà anche dai paesi circostanti. Abbiamo anche un motto: “Il lago di Cavazzo e dei Tre Comuni, un lago da amare, da difendere e da valorizzare”».
La vostra è una protesta che attraversa gli schieramenti?
«La protesta è trasversale. Il territorio è territorio. Ci sono due comitati che lavorano insieme: il primo è sorto nel 1994, il secondo più recente, è nato spontaneamente».

Data pubblicazione: 2010-09-25
Indirizzo pagina originale: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=102310

Lago, domenica prossima la passeggiata proposta dai Comitati



lunedì 4 ottobre 2010

Talenti musicali dalessani

Facciamo un break, smettendo per un attimo di parlare del Lago e dei suoi problemi, per segnalare la bella vittoria di Megan Stefanutti (fìa di Adelchi da Zorza...) nel festival della Canzone friulana:

Si è svolta ieri sera presso un gremitissimo Giovanni da Udine la serata conclusiva del Festival della Canzone Friulana, riproposto a cinquant’anni dalla prima edizione.



Dario Zampa e Marina Presello hanno introdotto e presentato i diciotto brani musicali in gara ed i loro giovani interpreti, che si sono esibiti in marilenghe con l’accompagnamento musicale della magica Orchestra MittelEuropea e della East Cargo Band dirette, in maniera impeccabile, dal Maestro Valter Sivilotti.

Ha vinto Megan Stefanutti con la canzone I VUES DI DIU, scritta da Aldo Giavitto, che ha totalizzato il maggior numero di voti sia tra quelli espressi dalla giuria popolare, composta dal pubblico presente in sala, sia dalla giuria tecnica di qualità, formata da esperti musicali come Nicola Cossar, Andrea Flego, Nevio Zaninotto, Massimo Duca e Andrea Del Favero.  
Si tratta di un testo di grande sensibilità che fa riferimento «all’incresciosa vicenda della bimba musulmana di pochi mesi, morta all’ospedale di Udine, la cui sepoltura nell’area riservata ai defunti islamici, nel cimitero di Paderno, suscitò lo sdegno e l’indignazione di qualche politico in cerca di notorietà», come ha ribadito ieri Giavitto, spiegando la genesi del testo.
Interesse ha suscitato anche il brano ROSAS DI CRET, una sorta di blues friulano proposto da un dalessàn Doc, Renzo Stefanutti.
Complimenti!

domenica 3 ottobre 2010

Lago, qualche commento sull'ultimo sondaggio

Per tutto il mese di settembre abbiamo preso a prestito la suggestiva frase ideata da Pierluigi Cappello (Mandate a dire all'imperatore…) per calarla nella realtà della Val del Lago, chiedendovi, con un sondaggio, cosa avreste voluto dire all'Imperatore di turno (un sindic, un assessôr, un president di Regjon, il responsabil di una multinazionâl …) a proposito del destino del Lago.
A sondaggio chiuso, ringraziando come sempre i partecipanti, proviamo a fare qualche riflessione.
La maggioranza, il 41 %, si è espressa per un deciso "Il lago non si tocca, no al raddoppio della centrale". A breve distanza, col 35%, abbiamo anche il gruppo di quanti ritengono che "Si può intervenire ma solo per migliorare l'ambiente", memori forse delle discussioni degli anni precedenti quando si favoleggiava di un by-pass sotto il San Simeone per evitare l'immissione di acque fredde nel lago. Par comunque di capire che al 76% dei partecipanti al sondaggio l'idea del raddoppio della centrale proprio non vada giù. Infatti solo l'11% ipotizza che "Il raddoppio può starci solo dopo aver escluso danni ambientali" e, con la stessa percentuale, alcuni ritengono che "Il raddoppio della centrale è indispensabile, vista la necessità di energia". Nessun voto, infine, per l'ipotesi di delega assoluta "Fai quel che vuoi, l'Imperatore sei tu" che avrebbe presupposto una condizione di completo "sotanisim".
In termini numerici il sondaggio è forse poco rappresentativo; ragionando sulle percentuali, forse, non si dovrebbe però essere molto lontani dal "sentir comune".

sabato 2 ottobre 2010

Dibattito sul Lago: il parere di "CarniaInMovimento"

Dura presa di posizione di "CArniaInMovimento" , con un comunicato a firma di R. Garibaldi, sull'intreccio delle tematiche dell'elettrodotto Wurmlach-SOMPLAGO e  del raddoppio della centrale di SOMPLAGO, dove si ipotizza, se non una regia unica, quantomeno una singolare convergenza d'interessi. C'è comunque da riflettere. Anche su un completamente inatteso "Somplago caput mundi". (A&D)

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Un miracolo. I due grandi gruppi industriali Pittini-Fantoni e le Cartiere Burgo, rivali sin dagli albori della vicenda dell’elettrodotto Wϋrmlach-Somplago, hanno trovato un accordo grazie  alla mediazione del Presidente Tondo. Ma come ben sappiamo, solo i santi fanno i miracoli. Oppure i soldi, tanti soldi.
La chiusura delle trattative non trova più spazio in cene pubbliche (pagate dai cittadini) tra politici ed industriali, come quelle organizzate a Villa Manin ai tempi di Illy, ma l’equazione industria=soldi=politica viene purtroppo confermata. 
E’ sfuggito ai più che con la torta - la Carnia - che andranno a spartirsi gli industriali già noti, farà festa anche la Edipower. Questa ha presentato un folle progetto per aggiungere due enormi turbine reversibili alla “sua” centrale idroelettrica di Somplago - sua perché proprio il presidente Tondo e il gruppo di industriali friulani, ora paladini del famigerato megaelettrodotto, non l’hanno voluta comprare quando era in vendita.
Ecco come funziona la logica Edipower: di notte si acquista l’energia a metà prezzo delle centrali a combustibili fossili o atomiche dell’Est Europa per pompare l’acqua dal lago di Cavazzo (trasformato in una vasca putrescente di carico e scarico) a quello di Verzegnis, facendo oscillare il livello di quest’ultimo di 24 metri in 12 ore. Di giorno viceversa. Una logica totalmente irrazionale se pensiamo che per far salire l’acqua il consumo di energia è superiore di 1,4 volte rispetto a quella ricavata nella discesa. Ma poiché di notte l’energia costa meno della metà, il guadagno è assicurato. Addirittura moltiplicato dai certificati verdi che Edipower può vendere sul mercato internazionale spacciando per energia pulita quella prodotta attraverso questo processo tanto redditizio quanto pericoloso. Che delusione per quei romantici che hanno sempre visto il lago naturale più grande del Friuli come un meraviglioso luogo di svago per adulti e bambini, sognando che venga trasformato in un’oasi naturalistica come accade nella vicina Austria. Ma il “progresso” parla una lingua ben diversa da quella di questi poveri pazzi, una lingua che conosce solo le cifre: di fronte ad una spesa di 90 milioni di euro, il guadagno di Edipower in 10 anni sarà di 350 milioni. Non male, vero? E come faranno a portare a Somplago l’energia dall’Est Europa? Ma dall’anello austriaco, ovviamente. E come colleghiamo l’Austria a Somplago? Ecco che il cerchio si chiude. 
Tutti e 4 felici (Tondo, Burgo, Pittini, Edipower) a parte 1 milione di cittadini che non ricaveranno alcun utile, ma solo un enorme, diffuso e irreversibile danno ambientale. In cambio promesse: posti di lavoro? Nessuno. Compensazioni? Irrisorie.
E quel che più lascia allibiti è il persistere della mentalità campanilista dei nostri sindaci: quello di Cavazzo ha venduto i suoi cittadini per 30 denari, quello di Tolmezzo si appresta a farlo lunedì con la sua giunta, nonostante la delibera consiliare del 24 aprile 2010. Se funzionasse così anche a Roma, il governo Berlusconi avrebbe la facoltà di emanare un decreto legge contro il parere del Parlamento. Grazie a Dio la Costituzione non lo prevede. Invece nei comuni il sindaco è elevato a rango di podestà e fa quello che vuole, stra fregandosene dei cittadini.
Se a Trieste pensano che “Roma locuta, causa finita” (La capitale parlò, la questione è chiusa) e che alla fine digeriremo comunque l’imposizione di un elettrodotto aereo, si sbagliano alla grande. 
Ormai è una questione di orgoglio e di dignità. Insistere sulla strada dell’imposizione, oltre ad essere impopolare, produrrà frutti destabilizzanti per tutta la Comunità che ne ha le scatole piene di questa politica a servizio di se stessa.
Noi ci siamo già espressi, forti di un appoggio popolare senza precedenti per la Carnia. Non si torna indietro e quindi rimeditate le vostre decisione tenendo conto che “democrazia” non è solo una parola ad uso di spot elettorale, ma è un concetto consolidato. Tra i popoli civili, beninteso.
Comunicato stampa a firma di Renato Garibaldi 

venerdì 1 ottobre 2010

Dibattito sul Lago, l'opinione di C. Polano

PROGETTO EDIPOWER. Uno studio indipendente

da: Messaggero Veneto, 30 settembre 2010

Mentre purtroppo il ministro per l’Ambiente, come ormai assodato, il 15 settembre ha firmato l’approvazione della Via del progetto Edipower, sorge spontanea una domanda. Chi e perché, a questo punto, ha paura della verità? Parlamentari e partiti, solitamente loquaci in altri campi, seppur ripetutamente sollecitati a prendere posizione, osservano invece un rigoroso silenzio sul citato progetto, che, se malauguratamente posto in essere, decreterà la morte biologica definitiva del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. A dirlo sono i Comitati, supportati da ingegneri, biologi e geologi, che si battono da tempo affinché questo impattante progetto sia sottoposto all’esame di un gruppo di esperti, di chiara fama e soprattutto indipendenti. Tanto più che i costi di questo studio dovrebbero, come prevede la legge, essere sopportati dal committente e cioè da Edipower. Invece la Regione nicchia e si nasconde dietro un dito, adducendo tale comportamento all’assenso al progetto a suo tempo superficialmente e frettolosamente dato dai sindaci dei Comuni interessati. Comuni che, seppur tardivamente, hanno poi sposato in regolari delibere consiliari questa legittima richiesta dei Comitati, che oltre a comprendere l’opzione zero prevede l’elaborazione di un modellino di funzionamento in scala in modo che siano evidenti le ricadute sul nostro lago del progetto in questione. Inoltre ora sembra che sarà dato dai Comuni rivieraschi un regolare incarico a un esperto trentino di valutare le criticità del progetto in questione! A questo punto, dovrebbe essere chiaro a tutti che le argomentazioni di Edipower e dei loro tecnici, essendo di parte, non possono essere la “verità”. Uno studio indipendente, ricordiamolo, a costo zero per la collettività e un modellino in scala svelerebbero molte cose all’opinione pubblica. È questo che si teme? Ricordiamo alla nostra classe politica regionale che, negli anni 80, Biasutti e Comelli commissionarono uno studio indipendente sul progetto di laminazione di Dignano. Studio che provocò, dopo la sua analisi tecnico/scientifica, la battuta d’arresto di quel progetto. Hanno paura che succeda la stessa cosa per il progetto Edipower? Questo silenzio della Regione e della politica locale deriva forse da ordini romani o padani? Sottolineiamo infine alcune “perle” che il ministero ha messo tra le prescrizioni al progetto. A tre anni dall’attuazione del progetto (sic!) dovrà essere inviata al ministero una relazione che illustri in maniera dettagliata le modificazioni indotte dall’intervento, in particolare sui sedimenti di fondo. Infine la «possibilità di messa in opera di un sistema di filtraggio dei fanghi in sospensione». Quest’ultima riguarda il filtraggio delle masse d’acqua, milioni di metri cubi giornalieri, che transiteranno incessantemente tra i due laghi. Esiste un impianto al mondo in grado di effettuare questa operazione, con quei quantitativi e con quella pressione (110 mc/sec)? È lecito dubitarne e allora ci dimostrino che non è, come noi reputiamo, “fumo anzi fango negli occhi”!
Claudio Polano Gemona

mercoledì 29 settembre 2010

Lago, intervento dell'ex sindaco di Trasaghis, L. Tomat

Si deve rinominarlo lago di Edipower

da: Messaggero Veneto — 28 settembre

Non so se quanto segue sarà uno sfogo, se non meriti alcuna attenzione o se, in questo tipo di società che si sta delineando, faccia scuotere la testa, ma alcune considerazioni vorrei farle comunque. Penso che la memoria di ognuno, di tanto in tanto, risalga ai tempi e ai luoghi del passato e che, oltre a riviverli nei sogni, spinga a rivederli e rivisitarli. Per avanzare tranquilli nel futuro mi sembra necessario conoscere bene il punto di origine, altrimenti ci si ritrova in una megalopoli indistinta e impazzita, senza passato e senza futuro. E così, abbiamo fatto un bel giro tre amici e io qualche giorno fa. Con affetto abbiamo visitato i luoghi della gioventù nella valle del lago dei Tre Comuni o di Cavazzo o di Alesso o del Drago sorgente dalle acque o di Bordano, ma potrebbero essere dodici i nomi, come dodici sono i paesi. Con triste ironia abbiamo discusso sulla proposta di molti di rinominare il lago e la sua valle, dopo lo scempio "in fieri", con un solo nome anziché con tanti. Tutto ciò a significare che alla fine i paesi della valle stanno raggiungendo il grosso "risultato": mentre loro baruffavano e baruffano sul nome, istigati dai famigli, il lago e la sua valle stanno passando al padrone reale e vero e quindi stanno diventando rispettivamente "lago di Edipower" – pardon "bacino di Edipower" – e "Val di Edipower". E che ci fosse almeno qualche giusto controllore, legale o tecnico per evitare tutto questo! Vogliono fare il potenziamento della centrale mediante pompaggio in barba a tutti. Per tenere tranquillo il popolo van raccontando la favola secondo la quale niente cambia e che, anzi, il lago migliorerà con l’acqua che prende la funivia e torna nel bacino di Verzegnis per ridiscendere nel lago di Cavazzo in un ciclo continuo, che esso migliorerà a tal punto che i pesciolini nuoteranno tranquilli... ma sul dépliant di Edipower. Strano paese questo. Abbiamo ripensato le vicissitudini della valle fino al maggio ’45, la strage di Avasinis, il bombardamento di Alesso, gli sfollamenti degli abitanti. Allora le nostre case furono occupate dai cosacchi e non c’era Zamberletti per gli sfollati. Poi ci hanno spiegato che per il bene generale bisognava rassegnarsi alle devastazioni. Bisognava costruire la Centrale Sade, gli elettrodotti, l’oleodotto transalpino della Siot, con la stazione di pompaggio di Somplago piazzata proprio presso il lago, in mezzo alla valle, e infine l’autostrada Udine-Tarvisio a mettere i piedi sulla testa di Somplago e a spaccare tutta la valle e le sue montagne. Così, ci hanno rullati. A farlo, questa volta, non sono stati né i tedeschi, né i cosacchi, né i fascisti, né i titini. A rullarci nuovamente con il pompaggio idroelettrico stanno lavorando i "nostri"! I paesi dopo il terremoto sono assai cambiati e, anche se non sono più quelli di prima, sono decisamente migliorati sotto tanti aspetti come nel resto di tutta la zona terremotata. Lo diciamo a onor del vero e a dimostrazione che non ci lamentiamo per abitudine. Alla fine abbiamo convenuto che il punto migliore da cui vedere il lago e una parte della valle è la rupe di Cesclans con la sua pieve. Ci siamo andati. Quella di Santo Stefano Protomartire di Cesclans è la chiesa madre di tutta la valle. È stata magnificamente rimessa in piedi dopo il terremoto con il contributo della Regione o dello Stato – suppongo –, ma non c’è ombra di cartello che lo scriva alla futura memoria. È situata in una posizione magnifica, alta sulla valle, da cui domina il lago. Uscendo dalla cinta ho notato addossato alla stessa il quadro comando del sistema di illuminazione esterna della pieve con ben evidenziata la scritta "Edipower". Messaggio chiaro! Tale scritta mi ha ricordato che anche nella chiesetta di San Candido, situata sotto la rupe, c’era un’analoga riferita alla Sade. Con un po’ di malizia ho considerato che per completare e non discriminare i "benefattori" della valle mancherebbe la pubblicità di riconoscenza alla Siot e ad Autostrade. Mi è venuto in mente il passaggio del Vangelo di San Matteo che recita: "Poi Gesù entrò nel tempio e ne scacciò tutti quelli che vendevano e compravano nel Tempio, rovesciò i tavoli dei cambiamonete e i seggi dei venditori di colombe". Certamente non sono l’interprete più indicato dei testi sacri e non voglio giudicare chi ha concesso di esporre quelle scritte, ma confesso che non ce la vedo una chiesa o un luogo sacro con cartelli pubblicitari di "benefattori" interessati a scambi non certo spirituali. Edipower "generosamente" illumina sì la pieve, ma spegnerà il lago con il suo progetto per trarre elevati profitti. Preferisco di gran lunga la severa, rigida semplicità della chiesa del mio paese, povera, che parla schietto, che può anche scontrarsi con qualcuno, ma che sta con la gente e non con don Rodrigo e i suoi maramaldi. Tornando a casa abbiamo discusso delle prime approvazioni del progetto Edipower da parte dei Comuni pervenendo alla convinzione che la maggior parte dei consiglieri sia stata indotta all’errore da una presentazione del progetto, che taceva le sue conseguenze negative sul lago, mentre evidenziava inesistenti miglioramenti del suo ambiente. Solo alcuni di loro sapevano e non hanno parlato. Va dato atto che alcuni di quei consiglieri si sono resi conto del proprio errore e ora stanno contrastando lo scempio del lago che si vuol perpetrare.
Loredano Tomat, già sindaco di Trasaghis

Lago, il sindaco di Trasaghis replica all'ex sindaco Rabassi

Il sindaco di Trasaghis replica alle dichiarazioni dell'ex sindaco Rabassi che, in coda a un suo interento nel quale criticava la sospetta rapidità della concessione ministeriale al progetto Edipower, ribadiva il proprio parere negativo sull'operato dei Comuni rivieraschi in merito alla condotta tenuta nella gestione della "questione Edipower".
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Picco: centrale, la nostra posizione è chiara

da: Messaggero Veneto — 28 settembre 2010

TRASAGHIS. Si riaccende la polemica tra ex e nuovi amministratori a Trasaghis. Al centro della disputa, una volta ancora, l’ampliamento della centrale di Somplago e le recenti dichiarazioni dell’ex sindaco di Trasaghis Dino Rabassi, che si è ironicamente complimentato con i protagonisti della vicenda per la celerità con la quale è stato approvato dal punto di vista burocratico il progetto di raddoppio della centrale e in particolar modo con gli amministratori dei Comuni coinvolti «per aver dato il loro preventivo, quanto premuroso, studiato e valutato parere positivo, pur se successivamente parzialmente rivisto». Dichiarazioni mal digerite dall’attuale sindaco di Trasaghis. Augusto Picco: «Rabassi – ha detto il primo cittadino – non perde occasione per polemizzare con gli amministratori dei paesi coinvolti nel progetto. La nostra posizione, contrariamente a quanto vuole far credere Rabassi, è sempre stata chiara e lungimirante: dapprima abbiamo deliberato delle prescrizioni da inserire nel progetto, tra l’altro tutte inserite nel documento di Via a tutela del paesaggio e dell’ambiente e contemporaneamente abbiamo chiesto alla Regione di affidare uno studio approfondito ad un gruppo di specialisti al fine di valutare ogni possibile rischio sul Lago». «Detto ciò, una volta ancora – aggiunge il sindaco Augusto Picco –, dobbiamo ricordare a Rabassi il ruolo esclusivamente collaborativo che hanno avuto i Comuni in tutta la vicenda a cui era stato chiesto solamente un parere da parte del Ministero dell’Ambiente». «Prendiamo atto anche che Rabassi era abituato ad altri tipi di tempistiche – conclude Augusto Picco – visto che ha ironizzato su una presunta velocità burocratica di alcuni dei passaggi. In realtà le cose stanno in maniera molto diversa, considerato che ci sono voluti due anni per la conclusione del’iter di valutazione e molta strada deve essere fatta ancora prima che il progetto venga effettivamente realizzato».
Dario Venturini

domenica 26 settembre 2010

Lago, ancora cinque giorni per fare segnalazioni ed esprimere pareri

Abbiamo detto più volte, e anche con soddisfazione, che, soprattutto negli ultimi due mesi, il Blog è cresciuto notevolmente, sia per la modalità di presentare documentazione e motivi di interesse, sia nella capacità di attirare (e, auspicabilmente, di mantenere) nuovi lettori.
E' dunque ai lettori (e in particolare ai nuovi) che si rivolge una sorta di appello.


Segnalate il Lago tra i "Luoghi del Cuore"

 
A fine settembre si chiude l'iniziativa promossa dal FAI per la raccolta segnalazioni dei "luoghi del cuore" da salvaguardare. Il Blog ha sostenuto caldamente la proposta di segnalare il Lago, e qualche risultato lo ha ottenuto; si chiede però un ulteriore sforzo, da parte di coloro che sono interessati alla salvaguardia del Lago e non l'hanno ancora fatto, di partecipare alla segnalazione, secondo le modalità descritte nella colonna a fianco: è una maniera semplice, ma significativa, per far rimarcare il proprio intendimento di consapevolezza ambientale.


Partecipate al sondaggio sul destino del Lago
Analogamente, a fine settembre si chiude anche il nostro sondaggio "Sul Lago, mandate a dire all'Imperatore": la formulazione di un parere diretto e circostanziato su quello che si ritiene debba essere il destino del Lago. Invitiamo quindi tutti i frequentatori del Blog che non l'avessero ancora fatto ad esprimere il proprio parere: un gesto semplice e anonimo ma capace di far "sentire il polso" su quel che si dice e si pensa a proposito del Lago. Se il numero delle risposte raggiungerà una percentuale significativa, "Alesso&Dintorni" si impegna a trasmettere formalmente il risultato del sondaggio ai potenziali "Imperatori", a "chei che àn las mans in pasta" (con la naturale premessa che la segnalazione non arriva da "sudditi" ma da cittadini liberi).

Coraggio, allora: fino a giovedì 30 aspettiamo le vostre segnalazioni e i vostri giudizi!

sabato 25 settembre 2010

Lago, mozione della Lega .... alla ricerca di un sostegno bi-partisan

Enore Picco l'aveva promesso, nell'assemblea del 10 settembre ad Alesso: avrebbe presentato in Consiglio regionale una  mozione per chiedere l'effettuazione di uno studio indipendente sul Progetto Edipower e sulla quale chiedere un sostegno trasversale ai consiglieri, indipendentemente dall'appartenenza partitica.

I bollettini informativi della Regione hanno così sintetizzato l'iniziativa:


Il gruppo della Lega Nord ha deciso di presentare una mozione in

cui impegna la Regione ad affidare “al di là della procedura di

VIA, a un gruppo di qualificati specialisti di chiara fama un

autonomo, ampio e approfondito esame di tutti gli aspetti del

progetto di Edipower spa, dei suoi impatti sul territorio, delle

possibili alternative”.

Il documento, che ha nel consigliere regionale Enore Picco il

primo estensore, sollecita anche la “costruzione di un veritiero

modello idraulico in scala di funzionamento del progetto, in modo

da rendere chiare e visibili le reali conseguenze della

realizzazione del progetto sull’ambiente, sul territorio e in

particolare sul bacino di Verzegnis, sul lago di Cavazzo o dei

Tre Comuni, sulla Val del Lago, sull’asta del Tagliamento. Tutto

ciò per disporre degli elementi certi per assumere decisioni

fondate, responsabili e condivise”.

Picco non nasconde le sue perplessità al cospetto di un progetto

imponente, i cui numeri sono emblematici: il raddoppio, da 66 a

110 metri cubi al secondo, della portata d’acqua turbinata e

scaricata nel lago è già un elemento che dovrebbe indurre alla

riflessione. “Non si ravvisa il rischio di squilibri ambientali?”

si chiede il leghista, che rileva che “l’oscillazione del livello

dell’acqua del lago di Cavazzo dopo l’eventuale ampliamento della

centrale è tutta da verificare”.

Picco ricorda che il lago è “naturale, non un bacino artificiale,

e andrebbe valorizzato e non brutalizzato”. E conclude: “Sino a

oggi, la Regione si è avvalsa solo di dati forniti da Edipower

per valutare la fattibilità dell’intervento. È chiaro a tutti

che, così, la SpA si trova a vestire i panni sia del controllore,

che del controllato: ovvero, Edipower Spa legittima la fondatezza

del suo progetto attraverso un’analisi prodotta in casa.

Francamente, considerata la posta in palio, ci sembra doveroso

vagliare ogni ipotesi ed evitare decisioni frettolose che

potrebbero compromettere l’assetto ambientale del territorio”.


Pare comunque di poter capire che, visti i pronunciamenti (questa volta autenticamente bi-partisan!) dei politici presenti nel sopralluogo a Somplago, difficilmente l'iniziativa andrà a buon esito.
Su questo, e su tutta la tematica in generale, continuate ad esprimervi!
(A&D)

Lago, sopralluogo della Commissione del Consiglio regionale a Somplago - IV

Il Messaggero veneto del 24 settembre ha dedicato due articoli alla visita della III commissione del Consiglio Regionale a Somplago. Il primo ricalca le cronache degli interventi, mentre il secondo dà spazio alle dichiarazioni dell'ex sindaco Rabassi che si interroga sulla sospetta rapidità della concessione ministeriale.
A proposito, siamo alle solite. Ricordate la discussione di qualche settimana indietro sulla presunta approvazione del progetto Edipower da parte del Ministero? Tutti ne parlavano, ma nessuno ne sapeva niente. Poi si seppe che l'approvazione, data per certa, era solamente giunta "sul tavolo del Ministro per la firma". Ora, per inciso, pare che tale firma sia stata posta.
Ma è possibile che tutte le parti in causa, così solerti nel promuovere comunicati stampa, non si sentano in dovere di fornire alla popolazione DATI CERTI e AGGIORNATI sull'andamento della questione? (A&D)

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Somplago, Edipower difende il progetto per il potenziamento della centrale

Messaggero Veneto — 24 settembre 2010 pagina 17

Produrre energia, salvaguardare l'ambiente. Sono questi i due temi che hanno fatto da sfondo alla visita conoscitiva effettuata dalla II Commissione del Consiglio regionale, guidata dal presidente Maurizio Franz alla centrale idroelettrica di Somplago interessata a un progetto di ampliamento dell'impianto, al momento in corso di autorizzazione. Un sopralluogo importante per la Commissione - ha sottolineato Franz - per approfondire la conoscenza del progetto e acquisire informazioni e dati utili a una valutazione da sviluppare poi in tutte le sedi, anche all'interno dei singoli gruppi politici, proprio in considerazione delle evidenti ricadute sul sistema energetico e sul tessuto produttivo regionale, ma anche delle necessarie garanzie di tutela ambientale. L'attuale assetto della centrale, le caratteristiche del progetto di ampliamento (con l'installazione di due gruppi reversibili per una potenza complessiva di circa 124 MW e la realizzazione di una seconda galleria di 8,5 km, in affiancamento a quella esistente per permettere il pompaggio dell'acqua tra il lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta), lo stato dell'iter autorizzativo iniziato due anni fa e la compatibilità ambientale, sono stati illustrati da Giuseppe Monteforte, direttore progetti Edipower, e da Salvatore Marchese, capo del nucleo idroelettrico di Udine che raggruppa gli impianti idroelettrici situati in Friuli Venezia Giulia - 8 principali tra cui Somplago e 18 minori - che utilizzano le acque del torrente Cellina, dei fiumi Isonzo e Tagliamento e di alcuni affluenti di quest'ultimo. Prima di avviare l'iter autorizzativo, Edipower ha fatto realizzare una serie di studi e ricerche da enti specializzati per analizzare l'impatto del progetto sul territorio - ha spiegato Monteforte sottolineando che le indagini geologiche, idrogeologiche e sull'ecosistema naturale e delle specie ittiche del lago di Cavazzo dimostrano che il progetto è compatibile con l'ambiente.


Polemico l'ex sindaco Rabassi: «Concessioni mai così veloci»

Messaggero Veneto — 24 settembre 2010

Intervento polemico dell’ex sindaco di Trasaghis Dino Rabassi sul comportamento di politici e amministratori in merito al potenziamento della centrale di Somplago. «Ci è giunta notizia che pochi giorni fa, il ministro dell’Ambiente, ha firmato il decreto di VIA favorevole ai lavori per il potenziamento. La firma era da tempo data per scontata da noi dei Comitati e non ci abbatte più di tanto anzi, ci da ancor più energia per continuare la lotta contro l’ennesimo sopruso perpetrato in danno del lago e del Friuli intero». «Se però siamo giunti così velocemente a questo punto - aggiunge Rabassi - va riconosciuto che qualcuno, dimostratosi su altri aspetti del tema assai lento, si è impegnato a fondo nel bruciare le tappe. Come dipendente pubblico raramente ho incontrato tanta celerità. Come cittadino mi corre quindi l’obbligo di manifestare profonda ammirazione per cotanto zelo e celerità politico – burocratica, ringraziando per l’esempio fornitoci. Grazie quindi agli Amministratori dei Comuni interessati per aver dato il loro preventivo, quanto premuroso, studiato e valutato parere positivo, pur se successivamente parzialmente rivisto».

venerdì 24 settembre 2010

Lago, sopralluogo della Commissione del Consiglio regionale a Somplago - III

Quel che dice "Il Gazzettino" della visita della Commissione a Somplago.


CAVAZZO La commissione regionale Attività produttive ha visitato ieri l’impianto che si vuole potenziare

Centrale Edipower sotto esame

Rassicurazioni sulla compatibilità con l’ambiente. I sindaci: «Vigileremo sulle falde acquifere»

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Il Gazzettino, Venerdì 24 Settembre 2010
«Oltre a tutte le garanzie fornite alle argomentazioni sollevate dai consiglieri, al più presto invieremo alla Regione gli ulteriori documenti richiesti a maggio. Le indagini geologiche, idrogeologiche e sull'ecosistema naturale e delle specie ittiche del lago di Cavazzo dimostrano che il progetto è compatibile con l'ambiente». Così Giuseppe Monteforte, direttore progetti Edipower ha accolto ieri i consiglieri regionali appartenenti alla II Commissione consiliare Attività Produttive guidata da Maurizio Franz, saliti in visita alla Centrale idroelettrica di Somplago per verificare cosa potrà significare il raddoppio dell'infrastruttura, il cui contestato iter progettuale, dopo il Via regionale attende ora l'autorizzazione unica da parte della Conferenza di servizi.
Monteforte ha rassicurato sui possibili effetti sull'habitat acquatico dovuti a eventuali variazioni della temperatura media e alla velocità di escursione del livello dell'acqua, «che - ha sottolineato - saranno marginali». A trasmettere le diverse questioni sollevate dai contrari all'opera, i vari consiglieri regionali Agnola, Santin, Della Mea, Marsilio, Populin, Asquini, Cacitti, Picco. Proprio Asquini ha insistito sugli aspetti relativi all'impatto del cantiere, sull'entità della manodopera che potrà trovare impiego (circa 200 persone), sulle oscillazioni dei livelli dei due bacini (9 metri per l'Ambiesta e 1 per quello di Cavazzo), sulla conseguente possibile formazione di fanghi (esclusa). I dirigenti Edipower hanno ribadito che il «grosso dei lavori di ampliamento è già stato completato dagli anni Cinquanta in poi, per ultimare ciò che manca (galleria) serviranno circa 3 anni e mezzo; inutile invece sarebbe la realizzazione di un modellino in scala (come richiesto dai comitati, ndr) perché per riprodurre le varie simulazioni fisiche la scala necessaria sarebbe imponente». Presenti anche i quattro sindaci dei comuni interessati (Cavazzo, Verzegnis, Bordano e Trasaghis), a nome loro ha parlato Dario Iuri: «Anche se l'ampliamento non dovrebbe creare ulteriori problemi - ha affermato - non verrà meno l'attenzione dei Comuni per le falde acquifere, tanto che installeranno apparecchiature che verifichino interazioni con le sorgenti».

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Attenzione alla frase attribuita a un dirigente Edipower: "inutile invece sarebbe la realizzazione di un modellino in scala perché per riprodurre le varie simulazioni fisiche la scala necessaria sarebbe imponente". Chi ne sa di più sul piano tecnico potrebbe e dovrebbe intervenire. Altrimenti anche la tecnica sembra non essere  più costituita da metodologia oggettiva ma diventi ua sorta di bandiera al vento utilizzabile a seconda delle convenienze. (A&D)