Offriamo ai lettori del Blog una, seppur sintetica, cronaca dei principali interventi nel corso dell’assemblea pubblica del 5 agosto organizzata dai Comitati per “parlare liberamente del progetto Edipower”. Condensare chiaramente in una pagina quanto emerso in una discussione di tre ore non è una impresa semplice; si confida comunque venga apprezzato lo sforzo. Il Blog è naturalmente a disposizione per ospitare ulteriori approfondimenti e integrazioni. (A&D)
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| L'introduzione da parte dei Comitati |
L’introduzione è stata affidata a Valentino Rabassi, per i Comitati, il quale ha ricostruito la vicenda, soffermandosi in particolare sulle esperienze di altre regioni italiane (emblematico il caso del Trentino che ha bocciato una serie di proposte di realizzazione di centrali idroelettriche che andassero a impattare con i laghi del territorio) e criticando quindi i “pareri affrettati” espressi dai Comuni.
Don Giulio Ziraldo, parroco di Alesso e Avasinis, dopo aver sottolineato le conseguenze ambientali del progetto Edipower per il lago, ha rinnovato l'impegno alla mobilitazione popolare, come successo, negli anni '70, contro il progetto di realizzazione dell'area di servizio.
Il giornalista Federico Rossi, dopo aver sottolineato la positività di un incontro pubblico e di un confronto aperto e democratico sulle tematiche ambientali, ha definito ambiguo il ruolo assunto dalla Regione. Ha espresso poi il parere che, nel rapporto tra le Comunità locali ed Edipower, non si debba discutere tanto di indennizzi o compensazioni, quanto, eventualmente, trattandosi di un soggetto privato, di chiedere una partecipazione agli utili, qualora venisse definita l’esecutività del progetto.
Il geologo Dario Tosoni, per i Comitati, ha analizzato le criticità del progetto Edipower, anche attraverso una analisi delle risultanze della relazione Garzon.
L’avvocato Franco Giunchi, consulente dei Comitati, ha analizzato l’iter seguito sinora, definendolo illogico: sarebbe stato preferibile e corretto analizzare, in una conferenza dei servizi, un progetto preliminare, per giungere poi ad una progettazione definitiva; ci si è invece trovati ad approvare un progetto unico che ha subito ottenuto, pur con una serie di prescrizioni, la Via da parte del Ministero dell’Ambiente. Secondo il legale, bisognerebbe rianalizzare criticamente il progetto Edipower da un pool di tecnici nominati congiuntamente da tutte le parti coinvolte.
Gian Pietro Stefanutti, di Alesso, si è chiesto se si stia operando “per salvare il lago o per ucciderlo definitivamente”.
L’ing. Dino Franzil, per i Comitati, ha ribadito la convinzione che l’intera operazione Edipower sia meramente speculativa, essendo basata sui vantaggi ottenibili dall’attribuzione dei “certificati verdi” e dal differenziarsi della variazione del prezzo di produzione dell’energia.
Un frequentatore della Valle, originario di Seveso, ha espresso le perplessità su come sia stata gestita l’intera operazione, sostenendo come il lago possa essere innanzitutto occasione di sviluppo per il territorio.
Bruno Zilli, di Alesso, ha rinnovato un appello alla mobilitazione per la salvaguardia della natura, senza farsi attrarre dai miraggi della finanza e delle società per azioni.
Manuel Stefanutti, di Alesso, si è soffermato sul ruolo delle amministrazioni comunali, che dovrebbero muoversi cercando il maggior livello possibile di coinvolgimento della popolazione e di condivisione delle scelte e proponendo, nel caso specifico, l’indizione di un referendum.
Anche Mario Tassotti di Alesso e Tiziana De Cecco di Braulins sono intervenuti sostenendo la necessità che i Comuni diano una corretta informazione e coinvolgano la gente sulle scelte.
Claudio Polano di Gemona ha ricordato i documenti dell’Ente Tutela Pesca, estremamente critici sulle conseguenze per il lago del progetto Edipower, rinnovando la richiesta di un referendum tra la popolazione.
Enore Picco, per i Comitati, ha sottolineato la difficoltà di affrontare correttamente, con la Regione, l’analisi delle diverse problematiche riguardanti il lago e ha espresso il disagio per come, negli ultimi anni, con le decisioni prese dagli amministratori locali, si sia perso quel livello di partecipazione costruttiva che aveva caratterizzato il territorio.
Saira Franzil di Alesso ha auspicato l’apertura di un confronto aperto, anche con la partecipazione diretta dei rappresentanti di Edipower.
Giorgio Deotto, originario di Verzegnis, ha espresso l’opinione che, in quella realtà, il problema sia poco sentito; ha anche aggiunto che, di fronte a un lago sostanzialmente già ucciso dall’inquinamento, l’unica strada sia di rivolgersi alla magistratura per il danno ambientale arrecato.
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| I Sindaci di Trasaghis, Verzegnis e Cavazzo |
Augusto Picco, sindaco di Trasaghis, ha motivato il parere favorevole espresso dall’amministrazione, affrontando diverse delle tematiche emerse, sostenendo in particolare che la relazione Garzon è un documento complesso che va analizzato in maniera completa, senza prenderne solo alcune parti; il meccanismo dei ripompaggi viene utilizzato in numerose esperienze in tutto il mondo e il progetto Edipower rientra in tali procedure; il referendum è ammesso dallo statuto solo per questioni che riguardino esclusivamente il territorio comunale; si è deciso di non revocare il parere favorevole dato nel 2008 in quanto nella prossima conferenza dei servizi saranno rianalizzate tutte le problematiche e la stessa Regione, volendo, ha ancora la facoltà di respingere il progetto Edipower.
Luciano Sulli, sindaco di Verzegnis, ha sostenuto che l’amministrazione ha ritenuto di assicurare l’interesse dei cittadini del Comune traendo il massimo vantaggio dalla contrattazione con Edipower relativamente agli introiti da produzione di energia elettrica, in un progetto, del resto, che rientra nelle finalità del Piano Energetico nazionale cui gli amministratori sono obbligati a dare risposta.
Dario Iuri, sindaco di Cavazzo, ha esordito ricordando alcuni aspetti della propria storia personale per sottolineare l’impegno in difesa del lago e citando i passi seguiti dall’amministrazione per la valorizzazione del territorio. Ha poi sostenuto che il problema, comprensibilmente sentito a Somplago, lo sia molto meno nel resto del territorio comunale.
Annamaria Gisolfi di Alesso ha ribadito la necessità che, in difesa del lago, vi sia una mobilitazione, anche decisa, da parte della popolazione.
Gli ex sindaci di Trasaghis Dino Rabassi e Loredano Tomat hanno ricordato lo spirito che ha guidato il rispettivo mandato amministrativo, la ricerca della concretezza, il tentativo del coinvolgimento popolare nelle scelte.
Franceschino Barazzutti, per i Comitati, in chiusura, ha sostenuto come la situazione attuale, con i pareri favorevoli espressi dalle amministrazioni comunali, veda i Comuni stessi in una posizione di “oggettiva debolezza contrattuale”. Ha conseguentemente ribadito la richiesta che le delibere favorevoli vengano ritirate, prima della indizione della conferenza dei servizi, e si indica un referendum tra la popolazione capace di offrire un dato univoco e una conseguente indicazione operativa. Ha anche preannunciato che, qualora dovessero andare a realizzazione concreta i progetti, con le paventate conseguenze ambientali negative, i Comitati stessi potrebbero costituirsi quali “parte civile” legittimata a richiedere l’indennizzo del danno ambientale.