"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

venerdì 22 ottobre 2010

Lago, cronache dalla passeggiata - VII ... e una riflessione

"Alesso & Dintorni" è un piccolo Blog di paese. Non ha i passa 630 iscritti di "Giro Giro lago" (nato per proporre una manifestazione da Guinnes dei primati attorno al Lago e trasformatosi in supporter della passeggiata), non ha i quasi 90 iscritti di "Cheidiladalaghe" (nati da una costola dei comitati attorno al gruppo che ha firmato la famosa "lettera aperta" di qualche mese addietro), non ha la bella, complessa struttura grafica di "Salviamo il lago", organo ufficiale dei Comitati su Internet.

Qualche pregio, però, ce l'ha: sulla faccenda della "Passeggiata", per esempio, non vi ha lasciati soli.  Dopo aver inizialmente riflettuto su fatto che la programmazione dell'iniziativa andasse a rilento, "A&D" ha pubblicato   cinque pagine di anticipazioni, un fotoservizio a poche ore dalla chiusura della manifestazione, e sei pagine (questa è la settima) di resoconti e commenti. Pensate sia stato un lavoro utile?


Le fasi classiche di ogni lavoro prevedono la progettazione, lo svolgimento e la verifica. Ci si è interrogati abbastanza, a consuntivo, sul senso, sui numeri, sulle prospettive della manifestazione? 
Chi è passato dalla passeggiata sul Lago alle passeggiate sul Web  ha di che rimaner perplesso: pochi i commenti su "Giro Giro Lago", attribuibili soprattutto ad un'unica persona, nessuno  su "Cheidiladalaghe", il cui ultimo post risale al 7 ottobre, neanche una riga di consuntivo sul sito dei Comitati, che non viene aggiornato dal 10 ottobre…. Di quel che si è discusso, di quel che ha riferito la stampa, ha parlato quasi solo "A&D".

A dire il vero i Comitati un'analisi della manifestazione hanno provato a farla, ma  non sul sito, non sulla stampa, ma attraverso un volantino cartaceo.
"A&D", nell'ottica del lavoro di   costituzione di uno "scaffale virtuale", propone al popolo del web anche la riproduzione del volantino, perché è giusto che chi segue le vicende da lontano (anche a Sidney…), possa trovare  elementi di aggiornamento della discussione.

C'è comunque la sensazione che tutto corra troppo in fretta: la passeggiata è stata archiviata rapidamente (forse perché non ha dato i risultati sperati?) e già sono posti nuovi obiettivi: la costituzione di un "fronte comune" tra i comitati, l'avvio della via giudiziaria delle diffide….

Come sempre, lo spazio-blog è aperto per raccogliere idee e riflessioni anche su questi temi.

giovedì 21 ottobre 2010

Lago, i Comitati diffidano - I

Centrale, partono le diffide

(Il Gazzettino, Giovedì 21 Ottobre 2010)

L'intervento per il raddoppio della centrale Edipower di Somplago, da tempo al centro di dibattiti tra comitati, la direzione della centrale e gli enti coinvolti, prende le vie legali. Il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento e il Comitato a difesa e sviluppo del lago dei Tre Comuni hanno dato mandato allo studio legale Franco Giunchi di Udine di inviare una diffida a tutti i soggetti coinvolti nell'opera che già si sono espressi o si devono esprimere a riguardo. Come risaputo, sono forti le preoccupazioni dei Comitati in merito all'impatto che quei lavori avranno sul territorio, e nell'avvalorare la diffida, sono stati presi in considerazione gli studi realizzati dai geologi Roberto Cella e Dario Tosoni e dal ingegner Dino Franzil, che già nei mesi scorsi erano stati resi pubblici. Prendendo proprio ad esame tali relazioni tecniche, l'avvocato Giunchi nella sua missiva sottolinea che il progetto «presenta forti elementi di criticità e se realizzato nell'immediato, senz'altro arrecherà gravi danni all'ambiente e a medio e lungo termine porrà ulteriori imponderabili rischi, sia per l'ambiente che per la pubblica incolumità». Non solo: nella stessa diffida si sottolinea che l'intervento, oltre ad avere effetti negativi sull'ambiente senza portare ad un maggior consumo di energia, avrà «l'unico positivo effetto di consentire alla società richiedente elevatissimi introiti, a spese della comunità, in virtù di cospicui contributi pubblici, dalla differenza di prezzo fra consumi diurni e notturni, e dell'acquisizione di certificati verdi per l'energia cosidetta pulita prodotta di giorno utilizzando l'acqua in discesa». Sono ben diciotto, fra enti e direzioni, i destinatari della diffida avviata dai comitati: i Ministeri per l'ambiente e per i beni e le attività culturali, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Udine, i Comuni di Cavazzo Carnico, Bordano, Trasaghis e Verzegnis, l'Autorità di bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico, l'Arpa, l'Ente Tutela Pesca, la Soprintendenza ai beni archiettonici, l'Ispettorato Ripartimentale delle foreste, e le direzioni regionali della pianificazione territoriale, delle risorse agricole e forestali, e della mobilità, energia e infrastrutture di trasporto. «In sostanza - dice Franceschino Barazzutti dei comitati - noi abbiamo avvisato le autorità competenti sui rischi che si corrono, non solo a parole ma con studi concreti realizzati da professionisti. Chi approverà la realizzazione di quell'intervento dovrà prendersi le sue responsabilità sugli effetti che essa avrà sul territorio».
(Piero Cargnelutti)

I problemi che sorgerebbero secondo i comitati

(Il Gazzettino, Giovedì 21 Ottobre 2010)

TRASAGHIS - (pc) Queste le criticità del raddoppio della centrale secondo i comitati: costruzione di una nuova galleria da 8,5 km che sconvolgerà le sorgenti che servono Cesclans, Somplago, Mena, Interneppo e Bordano; allocazione del materiale che sarà estratto; prelievo e scarico dell'acqua sul lago che porterà ad un abbassamento e un successivo innalzamento delle acque, con gravi effetti su flora, fauna, intorpidimento delle acque e temperatura del lago; riversamento di enormi quantità di acqua a Verzegnis con variazioni del bacino di oltre 26 metri.

Lago, cronache dalla passeggiata - VI

Il n. 16 del  quindicinale di informazione "par furlan" «Il Diari» (il cui pdf è anche scaricabile dal sito www.ildiari.eu ) ha dedicato un articolo alla "spassizade", svoltasi in una "zornade lusorose e clipe", caratterizzata dal momento in cui "a son stâts liberâts par aiar i balons inclorîts cul invît a volei bon, a difindi e a valorizâ il lâc" e conclusasi con une "spassizade di un ôr a di chel altri dal lât".

mercoledì 20 ottobre 2010

Lago e Val del Lago, il parere di "Luci"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione di "Luci" che  rileva come sia necessario un riesame critico delle vicende del territorio negli ultimi decenni, soprattutto per trovare però nuove chiavi di lettura per il futuro. E' un contributo importante (anche per ciò che lascia intuire tra le righe) su cui invitiamo i lettori a discutere. (A&D)



Da un pò di tempo, seguo il vostro blog,l'iniziativa è senz'altro lodevole ma ha un difetto: la discussione è monotematica, sarebbe opportuno che tutte le problematiche in essere della Valle del Lago trovassero spazio.
Il lago,la centrale,i progetti di Edipower,è solo uno dei temi: ci sono anche il Lavoro, le poche fabbriche insediate che chiudono,l'ambiente sempre più  degradato, i nostri paesi che si svuotano, le prospettive per i nostri giovani.
Una cosa che si potrebbe fare,che prospettai anche al nostro Sindaco, sarebbe quella di indire un concorso  idee ,con premio in denaro per i migliori tre, per la riqualificazione della  parte sud del Lago, perchè,centrale pompa o non pompa, il problema resta, ma anche su altri temi.
Sarebbe facile per me   scivolare nella polemica, sono uno che il lago l'ha visto come era, e com'è adesso,non solo in fotografia, e conosco molto bene i personaggi che oggi vanno per la maggiore.
Spero di continuare il dialogo con voi.
     Luci

martedì 19 ottobre 2010

Lago, l'opinione di R. Brunetti

SOMPLAGO. Serve un parere indipendente

da: Messaggero Veneto — 18 ottobre 2010

Vorrei brevemente correggere quanto affermato dai tecnici di Edipower durante la presentazione del progetto di ampliamento della centrale di Somplago agli industriali tolmezzini. Secondo quanto affermato, la nuova opera non modificherebbe i livelli massimi e minimi nei laghi di Cavazzo e di Verzegnis. In particolare, per il lago di Cavazzo si prevede un’oscillazione massima giornaliera di un metro (anche se nel progetto compare anche la cifra di due metri e mezzo). Eppure gli ingegneri Riccardo Agostini ed Edmondo Joanilli in una relazione sull’utilizzazione idroelettrica dell’Enel nel Tagliamento e gli aspetti ambientali del lago di Cavazzo, presentata nel settembre del 1987 e poi pubblicata sul volume “Obiettivo lago’ nel 1989, scrivevano che la variazione del livello settimanale del lago si attestava per consuetudine di esercizio tra quota 194,70 e quota 194,10. Un’oscillazione settimanale di 60 centimetri contro una previsione di oscillazione giornaliera che va da 1 metro a 2 metri e mezzo. Come si fa a sostenere che non cambierà niente? Fidarsi delle rassicurazioni di Edipower è un po’ come chiedere all’oste se il suo vino è buono. È perciò urgente che la Regione Friuli Vg, prima di decidere della sorte di un bene pubblico come è il lago di Cavazzo o dei tre comuni, e della futura qualità della vita delle popolazioni rivierasche, richieda a professionisti qualificati e indipendenti uno studio sulle conseguenze del progetto Edipower come è peraltro previsto dalla legge.

Remo Brunetti  - Cavazzo Carnico

lunedì 18 ottobre 2010

Lago, cronache dalla passeggiata - V

"Mobilitati": la "Vita cattolica" dedica la copertina e un'intera pagina alla "passeggiata sul lago"


Il numero 40 de "La Vita cattolica" del 16 ottobre dedica alla manifestazione di domenica 10 sul lago una grande foto in prima pagina, col titolo "Mobilitati" e un'intera pagina, la 13, a diversi servizi dell'inviata Monika Pascolo: la cronaca della manifestazione nell'articolo "Mille no per l'ampliamento della centrale" e l'intervista ad alcuni dei manifestanti  nei pezzi "Tutti concordi: «Non assisteremo in silenzio alla rovina del lago»" e "Quando le acque di  Cavazzo erano il paradiso dei pescatori".

domenica 17 ottobre 2010

Riparlando di eolico nostrano (aggiornato)


Riprende la discussione, sempre a proposito di energia, sull'ipotizzato  allestimento di un "parco eolico" nelle "Gravatas" di Trasaghis.  Le  riserve, come nei mesi precedenti, vengono dagli amministratori di Forgaria, preoccupati per l'impatto della struttura con il volo dei grifoni che fanno riferimento alla riserva di Cornino. Ai due articoli pubblicati domenica, si aggiunge in calce anche l'ulteriore replica di Forgaria.





Pale eoliche, grifoni in pericolo
Da: Messaggero Veneto — 15 ottobre 2010


FORGARIA. Vola sempre più alto la riserva naturale del lago di Cornino con la sua colonia di grifoni, l’unica di tutto l’arco alpino. Ai 140 esemplari osservati recentemente dal personale dell’area protetta, se ne sono infatti aggiunti tre nei giorni scorsi andando a ingrossare le file della popolazione rapace che in quest’angolo di Friuli ha trovato il suo habitat ideale. Un “sistema” che ora rischia d’esser messo a repentaglio – come recentemente “denunciato” dagli amministratori forgaresi – per via del progettato parco eolico che una ditta privata vorrebbe realizzare a Trasaghis con il placet del Comune. Pare infatti che il movimento delle pale sia particolarmente pericoloso per l’incolumità degli avvoltoi. «Il rischio è che vadano a schiantarsi contro le pale e ne restino vittime. Un paio di decessi l’anno e a Forgaria di grifoni non ce ne sarà più uno in meno di un decennio», aveva dichiarato con preoccupazione il vicesindaco di Forgaria, Enrico Frucco, che in qualità di delegato alla riserva naturale sta seguendo da vicino l’evolversi della vicenda e che giorni fa ha accolto i “suoi” tre nuovi ospiti assieme al responsabile faunistico Fulvio Genero. Per ora la colonia continua dunque a crescere. I tre volatili, che provengono dal monte Bondone, in provincia di Trento, dove per anni sono stati accuditi in voliera nel centro di ecologia alpina, a Forgaria sono stati sistemati nella nuova maxi voliera (realizzata grazie ad un finanziamento comunitario) così da poter essere osservati da vicino dai visitatori. «Si tratta di soggetti che a causa di precedenti ferite non possono essere liberati – spiega Genero -. Per questo sono stati sistemati in voliera, dove i visitatori, specie i tanti studenti che ogni anno visitano la riserva, potranno ammirarli da vicino». Si tratta di avvoltoi di dimensioni importanti, basti pensare che possono arrivare a sforare i tre metri di apertura alare, meritandosi l’appellativo di giganti dell’aria. Chi ha un po’ di familiarità con la val Tagliamento e in particolare con l’altipiano di monte Prat è abituato a vederli sorvolare la zona. Grazie ai tre nuovi ospiti ora sarà possibile scoprire questi uccelli anche da vicino. Partiti da Trento, i “nuovi” grifoni sono stati sottoposti a una serie di controlli sanitari nel parco “Natura viva” di Bussolengo, prima di proseguire per Forgaria ed essere accolti con tutti gli onori alla riserva naturale di Cornino dove come detto di recente sono stati contati 140 grifoni. Di questi 14 sono piccoli, nati dalle coppie che nidificano in zona a dimostrazione di come la specie si sia radicata in quest’area del Friuli e sia al contempo divenuta un punto di riferimento per la migrazione. «L’acquisizione di questi tre nuovi esemplari – dichiara il vicesindaco Frucco – rappresenta un’altra operazione importante per la valorizzazione della riserva naturale in cui l’amministrazione comunale crede fermamente, sia per il grande interesse ecologico e scientifico che il progetto riveste, sia per i suoi risvolti in termini di turismo e sviluppo dell’area».
(Maura Delle Case)



Alla presa di posizione degli amministratori di Forgaria, supportati dal parere dei tecnici che operano nella riserva, ha risposto il sindaco di Trasaghis lamentando l'assenza di indagini scientifiche tali da confermare l'effettivo pericolo.



Il sindaco: non ci sono studi che indichino rischi per i grifoni con il parco eolico


Da: Messaggero Veneto — 16 ottobre 2010


TRASAGHIS. «A oggi non esiste alcuno studio in grado di poter affermare che gli impianti eolici in fase di progettazione a Trasaghis sarebbero trappole mortali per i grifoni della riserva naturale del Lago di Cornino». Lo afferma il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, in risposta alle dichiarazioni del vicesindaco di Forgaria Enrico Frucco e del responsabile faunistico della riserva Fulvio Genero, secondo cui la realizzazione del parco eolico metterebbe a repentaglio i 143 esemplari presenti nel sito a tal punto da poter prospettare un’estinzione completa della popolazione. «Una previsione catastrofica basata soprattutto sulle sensazioni e non supportata – secondo il primo cittadino di Trasaghis – da dati oggettivi o da studi effettuati sul territorio». «Lo scorso 11 agosto la Regione, all’interno della procedura di Via, aveva richiesto alla proponente un approfondimento sulla presenza e la modalità di volo dei Grifoni da Forgaria a Trasaghis – spiega Picco –. La richiesta è stata perciò inoltrata da Enercom al Comune di Forgaria. La proponente chiedeva di poter avere accesso a dati bibliografici specifici, eventualmente disponibili nell'ambito delle attività di osservazione svolte alla Riserva, al fine di approfondire la valutazione dell'impatto sulla locale popolazione di grifoni e dell'efficacia delle misure di mitigazione proposte. Alla richiesta però il Comune di Forgaria ha risposto di non essere ancora in possesso di questi dati, perciò, allo stato attuale, l’eccessivo allarmismo sbandierato non trova nessun tipo di fondamento». Il Comune di Trasaghis come ricorda lo stesso sindaco aveva già chiesto a suo tempo alla Regione un monitoraggio più ampio e osservazioni tecniche anche in virtù delle criticità evidenziate nella procedura di Via. «Il documento – puntualizza Picco – evidenzia come il passaggio sotto i 100 metri di Grifoni o di altri uccelli nella zona sia molto limitato». (d.v.)




Da Forgaria dura replica a Trasaghis: le pale eoliche uccidono i grifoni



Messaggero Veneto — 17 ottobre 2010


FORGARIA. «Non accetto che venga messo in discussione il percorso fatto dalla nostra amministrazione comunale assieme agli esperti faunistici sull’impatto che il parco eolico progettato in comune di Trasaghis avrebbe sulle popolazione rapace della nostra riserva naturale». Dura la risposta del sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro, alle recenti affermazioni del collega Augusto Picco secondo il quale le valutazioni (negative) degli amministratori forgaresi in ordine all’effetto che il parco eolico avrebbe sui grifoni sarebbero “catastrofiche”, «basate soprattutto sulle sensazioni e non su dati oggettivi e studi effettuati sul territorio». «Altro che mancanza di dati – replica Molinaro -. Abbiamo in mano le valutazioni fortemente negative effettuate dal responsabile della nostra riserva che abbiamo trasmesso a tutte le parti interessate. Le nostre evidenze – continua il sindaco – sono dettate da rapporti di professionisti del settore che ci inducono, grazie a dati e documenti, a dire un sonoro “no” al parco eolico, ritenuto pericoloso per i grifoni. Non importa per quanti. Perderne anche uno solo sarebbe un grave danno». «Questa è la nostra posizione – ribadisce Molinaro -, per altro già formalizzata alla Regione, cui abbiamo inviato il nostro parere contrario all’autorizzazione accompagnato da una dettagliata relazione, affinché l’ente regionale possa esprimersi a ragion veduta considerando poi che si tratta di uno dei principali finanziatori della riserva». La palla è dunque in mano alla Regione, che ora dovrà esprimersi in merito al progetto dando o meno l’autorizzazione a procedere. Frattanto la popolazione della riserva continua a crescere. Numeri importanti, che premiano un lavoro lungo vent’anni e costato l’importante cifra di circa 2 milioni di euro. «Abbiamo a cuore il futuro della riserva – dichiara il vicesindaco Enrico Frucco -, non solo per tutti i soldi che sono stati spesi, ma anche perché rappresenta un’importante occasione di sviluppo turistico per le nostre comunità viste le migliaia di visitatori che attrae ogni anno. Non siamo ovviamente contrari alle energie pulite, ma solo se le due cose non entrano in conflitto. Insomma – conclude il vice di Molinaro – se da Trasaghis sapranno darci precise garanzie per i nostri rapaci allora cadranno tutte le nostre obiezioni. Qui non si tratta di farci battaglia tra amministrazioni comunali, ma di difendere un bene comune qual è la riserva naturale del lago di Cornino, l’unica colonia di grifoni di tutto l’arco alpino». ( m.d.c. )



Come sempre, i lettori del Blog possono intervenire con i loro contributi di riflessione sul tema.

sabato 16 ottobre 2010

Lago, cronache dalla passeggiata - IV

Cronache dalla passeggiata pubblicate lunedì scorso sul portale dell'Arcidiocesi di Udine a firma di Monika Pascolo:


In centinaia per dire no al raddoppio della centrale   versione testuale
Ieri a Cavazzo la manifestazione dei comitati contrari al progetto di Edipower

CAVAZZO (11 ottobre, ore 13) - Quasi mille persone da tutto il Friuli, giovani e meno giovani e tantissimi famiglie, ieri al lago di Cavazzo, per la passeggiata organizzata dai due comitati che si battono per stoppare il progetto della ditta Edipower, che prevede il raddoppio della centrale idroelettrica di Somplago (FOTOGALLERY).
 
Tutti pazientemente in fila davanti ai banchetti allestiti a due passi dall'acqua per lasciare la propria impronta digitale. Un segno per dire: «L'ho salvato anch'io». E prima della passeggiata, con destinazione orto botanico dove è esposta una rassegna di immagini del lago e della sua storia, gli esponenti dei comitati del no hanno fatto il punto della situazione. Si è ribadito che la protesta andrà avanti perché il lago non deve diventare una palude, a causa della continua variazione del livello delle sue acque, destino inevitabile nel caso di raddoppio dell'impianto.
 
E un cielo azzurro, ieri pomeriggio infatti sopra al lago non c'era neanche una nuvola, è stato colorato dal volo simbolico di palloncini colorati che hanno portato in alto il messaggio «Salviamo il lago».
Monika Pascolo




(da: http://s2ew.udine.chiesacattolica.it/arcidiocesi_di_udine__il_portale_online_/archivio_notizie/00004208_Oltre_500_per_dire_no_al_raddoppio_della_centrale.html )

giovedì 14 ottobre 2010

Lago, un insolito abbassamento di livello

Parecchi, dopo la passeggiata di domenica scorsa, hanno notato un brusco abbassamento del livello del lago. Più di qualcuno ha pensato a "prove tecniche" di Edipower....
In realtà, come si è capito dopo dalla stampa, si è trattato di un abbassamento concordato per procedere ad una sorta di "Potatura" delle alghe, cresciute in maniera abnorme.





Trasaghis, cominciato lo sfalcio delle alghe nel lago dei Tre Comuni

TRASAGHIS. Sono cominciate le operazioni di sfalcio delle alghe presenti all’altezza dei camping di Trasaghis e che si estendevano sino all’ex hotel “Al lago” e nella zona della spiaggia, quella per intendersi che costeggia la riva est del lago dei Tre Comuni. Un intervento necessario, come conferma lo stesso sindaco Augusto Picco, richiesto dagli operatori turistici che lavorano in zona: «Erano stati gli stessi operatori a contattarci – spiega – per la presenza di alghe sulle rive del lago, dove l’acqua non è molto alta, particolarmente fastidiose per i bagnanti a causa dei forti odori che queste emanavano». «L’amministrazione – continua Picco – si è presa a cuore la problematica e si era assunta l’impegno di risolvere al più presto il problema». Grazie a un macchinario particolare, una sorta di falciatrice subacquea, nel giro di pochi giorni le alghe saranno estratte dalle zone in cui sono presenti. L’intervento costerà all’amministrazione comunale all’incirca 5 mila euro. «Anche in questo caso – tranquillizza il sindaco – la presenza di alghe è del tutto normale, come nella normalità rientrava del resto anche la macchia oleosa di un centinaio di metri comparsa lo scorso mese sulla superficie del Lago nei pressi della riva ovest, di origine animale e vegetale. Il responso è arrivato al Comune di Trasaghis qualche settimana fa, dopo che l'Arpa aveva analizzato i campioni raccolti durante il sopralluogo». La Regione inoltre, ha da poco espresso giudizio eccellente sulle acque del Lago dei Tre Comuni. Questo sia per quanto riguarda il lato s/w località “Rio da Cout di fronte camping” che in località “ultima fontana pubblica” . Dario Venturini


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Va comunque considerato il fatto che l'abbassamento in questione si aggirava sui 40 centimetri, e risultava già preoccupante anche se lontano dal previsto calo di un metro (secondo la stima di Edipower) e ancor più distante dai due metri e mezzo di calo previsti dai tecnici dei comitati in caso di attuazione del progetto Edipower!

martedì 12 ottobre 2010

Lago, cronache dalla passeggiata - III


Anche il sito 

"InformaSerenissima- Rassegna Stampa Ragionata e Senza Filtro" - ha dedicato un servizio alla manifestazione di domenica sul Lago

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No all'Edipower, salvate il lago dei "Tre Comuni"

 da:  http://www.informaserenissima.it/ lunedì 11 Ottobre 2010 - Ambiente
No all'Edipower, salvate il lago dei Passeggiata sul lago; manifestazione organizzata per la lotta contro il progetto dell'Edipower che intende pompare le acque di notte verso il bacino di Verzegnis per poi produrre energia di giorno.

E' stata disputata nella giornata di domenica, una "Passeggiata sul lago", manifestazione organizzata dal Comitato, che da mesi lotta contro il progetto dell’Edipower che intende pompare le acque di notte verso il bacino di Verzegnis per poi produrre energia di giorno. Le elevate fluttuazioni di livello delle acque, l’ingresso di fanghi e le conseguenze sulla stabilità dei versanti dei due bacini interessati stanno creando un forte movimento d’opinione contrario all’iniziativa.

Ieri alla manifestazione, erano presenti molti esponenti del mondo ambientalista e dei comitati impegnati su diversi fronti per salvaguardare l’ambiente del Friuli Venezia Giulia. Da sottolineare la presenza del deputato Manuela Di Centa (non è mancato qualche fischio da parte di chi ha contestato la sua assenza sul tema nei mesi scorsi) e il consigliere regionale della Lega Nord Enore Picco.

“Per poter dire l’ho salvato anch’io, lascia un segno anche tu, il lago è di chi lo ama” era lo slogan della manifestazione e a giudicare dal grande foglio bianco che gli organizzatori avevano allestito su un banchetto, riempito dalle impronte digitali e dalle firme di centinaia di persone, davvero in tanti hanno voluto lasciare un segno per dire che il lago non può essere sacrificato. 

lunedì 11 ottobre 2010

Lago, cronache dalla passeggiata - II

Il sito "Alto Friuli" (www.altofriuli.com ) ha fornito una cronaca della manifestazione sul lago utilizzando (e citando correttamente la fonte) le foto pubblicate su "Alesso & Dintorni". A alc j coventìn ancja nô!

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Cavazzo, oltre 1000
alla passeggiata sul Lago

Presente anche la parlamentare Manuela Di Centa, contestata da alcuni partecipanti, che ha garantito il suo impegno a Roma in difesa del bacino, minacciato dal progetto di ampliamento della centrale Edipower.Cavazzo, oltre 1000
 alla passeggiata sul Lago
Sono state diverse centinaia le persone che non hanno voluto mancare all'appuntamento organizzato dai comitati in difesa del Lago e da Legambiente, alla quale hanno dato la loro adesione 35 tra sodalizi e comitati di tutto il Friuli Venezia Giulia.

La Di Centa nel suo intervento ha promesso che si interesserà personalmente presso il ministero dell’Ambiente, dove ha detto di aver aperto uno spiraglio per l’effettuazione di uno studio che valuti l’impatto ambientale che avrebbe il potenziamento della centrale di Somplago.

A chi la contestava chiedendole dove fosse stata fino ad oggi, ha risposto che l’energia serve, ma nel rispetto di chi vive il territorio

Per ulteriori informazioni a disposizione il blog http://cjalcor.blogspot.com/ (da cui sono tratte le foto pubblicate) oppure il sito internet della manifestazione www.salviamoillago.it

Lago, cronache dalla passeggiata - I

Il primo giornale a dar notizia della cronaca dello svolgimento della passeggiata è il Gazzettino. Tra l'altro, buona parte dell'articolo è (giustamente?) dedicata alla "novità" del promesso intervento dell'on. Di Centa presso i ministeri romani per trovare una sorta di "grimaldello" per entrare tra le clausole di una concessione già concessa dal Ministero dell'Ambiente.
Spazio viene dedicato anche alla "querelle"  a proposito di chi dovesse liberare in aria i palloncini-simbolo della manifestazione, la parte "istituzionale" o quella "movimentista". Chi è interessato a questo tipo di accadimenti, può  guardarsi il video pubblicato ieri su questo blog dove effettivamente si  vede il sacerdote padre Tamajo avvicinarsi all'onorevole carnica e tendere la mano, un attimo prima del librarsi in volo dei palloncini...


CAVAZZO / PROTESTA CONTRO LA CENTRALE
Di Centa (contestata) promette azioni a Roma

Lunedì 11 Ottobre 2010, Il Gazzettino
TRASAGHIS - Un impegno «da Roma» per la questione relativa al raddoppio della centrale Edipower di Somplago. È quello arrivato ieri dall'onorevole Manuela Di Centa (Pdl) sulla riva ovest del lago di Cavazzo, dov'era in corso la passeggiata organizzata dai comitati che da tempo si fanno sentire contro quel grande intervento.
      Sul tavolo in riva, dove di fronte a diverse centinaia di persone che vi hanno aderito avevano parlato i rappresentanti dei comitati, don Pierluigi Di Piazza e il padre onduregno Andrès Tamajo, l'onorevole Di Centa ha preso la parola di fronte alle contestazioni che le arrivavano dal pubblico: «In queste settimane - ha detto la parlamentare carnica - ho aperto uno spiraglio al Ministero dell'ambiente per verificare la possibilità che nei 60 giorni che restano dalla recente approvazione del decreto di via libera all'opera alla sua entrata in vigore, sia possibile realizzare uno studio approfondito sull'impatto che questo intervento avrà sul territorio. Purtroppo, viviamo in una società dove l'energia serve - ha aggiunto - ma l'importante è il rispetto verso chi vive in un dato territorio».
      Alle affermazioni della Di Centa si sono alzate voci forti dal pubblico: «Dove sei stata fino ad adesso?». La Di Centa, che ha fatto il suo discorso interamente in friulano, ha risposto alle critiche: «Io sono una parlamentare - ha detto - e rappresento tutto il Paese, ma sono fortemente legata alla mia terra, pur essendo stata eletta in Trentino, e oggi ho rinunciato a un incontro per venire qui con voi. Io ci sono sempre stata, e mi metto in prima fila di fronte a questa problematica: chiederò e porterò la vostra voce giù a Roma, dopodiché vedremo cosa sarà possibile fare: anche quando gareggiavo, non sapevo ce l'avrei fatta a vincere».
      Alla fine c'era chi chiedeva che fosse padre Tamajo a liberare i palloncini in cielo al posto dell'onorevole, alla quale è stato riservato quel compito: e i palloncini si sono levati in cielo tra le speranze dei tanti presenti perché siano davvero di buon auspicio.
      Piero Cargnelutti

domenica 10 ottobre 2010

Lago: e infin fu passeggiata

Alcune istantanee "a caldo" della "passeggiata sul lago" organizzata dai Comitati domenica 10 ottobre.


Un'impronta da lasciare, per dire "io c'ero"

















Si era in tanti...
















il cielo sopra il lago, un volo di Palloncini 






Sul ponte















Verso l'orto botanico, ultima tappa del percorso







Ci sarà tempo nei prossimi giorni per analizzare il fatto, la risonanza, il numero dei partecipanti, le prospettive. Intanto lasciamo lo spazio aperto a chi c'era e vuole esprimere sensazioni ed emozioni, a chi non c'era deliberatamente (per spiegare la scelta), a chi era lontano e avrebbe voluto esserci....
Il blog accoglie volentieri commenti sulla manifestazione (anche, banalmente, se ritenete utile lo sforzo fatto per attivarsi quasi  da "agenzia di stampa"). Se qualcuno ha piacere di veder pubblicate le sue foto, può inviarle come allegato all'indirizzo alessoedintorni@gmail.com , con due righe di autorizzazione alla diffusione. Contribuite - se volete - ad arricchire la "palestra di discussione" che sta crescendo attorno ad "Alesso & Dintorni". Pacatamente e civilmente... e saremo tutti più ricchi (almancul da denta).

sabato 9 ottobre 2010

Lago, prima della passeggiata - V

"La Vita Cattolica" del 9 ottobre dedica alla "Passeggiata sul lago" un omonimo articolo di Monika Pascolo, dove tra l'altro si dice che "sul tavolo del Presidente della Regione, Renzo Tondo, è arrivata la richiesta di un'audizione firmata dai comitati. Vogliono illustrare i risultati dello studio del progetto Edipower a cui sono pervenuti i loro tecnici, « perché le cose non stanno come la società proponente sostiene, cioè senza ricadute negative sul lago e sull'ambiente interessato all'ampliamento»".
Anche l'editoriale del direttore del giornale, Roberto Pensa, dal titolo "Quanto è lontana la Danimarca", affrontando le tematiche dell'energia, si occupa del Lago. Dopo aver infatti citato che "la Edipower vuole fare addirittura scorrere l'acqua in salita dal Lago di Cavazzo a quello di Verzegnis (rischiando, dicono i critici, di farli morire entrambi) per fare business" conclude con questa affermazione: "Forse tutti i nostri politici regionali, di ogni schieramento, dovrebbero partecipare alla camminata ecologica organizzata domenica 10 ottobre dal Comitato sorto per difendere il lago di Cavazzo. Perché è difficile immaginare qualcosa di diverso se si rimane prigionieri delle statistiche dei giganti dell'energia. Ma due passi attorno al più grande lago naturale del Friuli, in un soleggiato pomeriggio d'autunno, contemplando quello che rischiamo di perdere, potrebbero anche ispirare qualche sogno".

Lago, prima della passeggiata - IV

Nubi sul lago

8 ottobre 2010
(http://www.contegemona.it/)

Lago di Cavazzo
Continua a far discutere il progetto di potenziamento della centrale di Somplago. Verranno installate due turbine reversibili per il pompaggio dell’acqua, durante la notte, dal lago dei Tre Comuni al bacino di Verzegnis.
Dubbi e perplessità circolano ormai da mesi. C’è chi sostiene che l’opera avrà un elevato impatto ambientale e chi sottolinea la vantaggiosa ricaduta sull’occupazione. Valutazioni opposte. Si sono anche raccolte firme e attivati comitati. Edipower sostiene che gli studi e le ricerche effettuate da enti specializzati dimostrano che il progetto è compatibile con l’ambiente sotto tutti i punti di vista: geologico, idrogeologico, ecosistema naturale ed ittico. La politica, da parte sua, non possiede una linea condivisa. Nemmeno dopo la visita alla centrale, alcuni giorni fa, della II commissione regionale, guidata dal neo-presidente del consiglio Maurizio Franz, che ha incontratoGiuseppe Monteforte, direttore Progetti Edipower, e Salvatore Marchese, capo nucleo di Udine. Non c’è una linea comune, riconosciuta e perseguita dalle amministrazioni del territorio e dagli enti istituzionali. Sembra che ci si diriga inesorabilmente verso l’attuazione del progetto senza un’analisi approfondita.
Infatti dall’incontro della commissione sono emerse due tesi che ancora non convincono. La prima sostiene che l’opera non avrà alcun impatto ambientale. Anzi. Migliorerà l’ecosistema del lago perché vedrà una variazione del livello dell’acqua ridotta ad un solo metro, oscillando tra i 195.40 e 194.40 sul livello del mare, una sostanziale riduzione dei fanghi ed una variazione della temperatura dell’acqua di fatto nulla e con nessun impatto sul bacino ittico. Sarà vero? Secondo Edipower sarebbe anche inutile «la realizzazione di un modellino in scala perché per riprodurre le varie simulazioni fisiche la scala necessaria sarebbe imponente». Ma se si sviluppano modellini in scala per analizzare la deviazione del corso d’acqua nei fiumi quali il Danubio e il Reno, non è davvero possibile avere tale riscontro analitico anche per una centrale idroelettrica?
La seconda tesi riguarda l’effetto positivo che l’ampliamento avrà sul tessuto occupazionale della zona. L’opera richiederà infatti la manodopera di circa 200 persone. Questo dice Edipower. Ma molti si chiedono se davvero le imprese che realizzeranno l’opera assumeranno persone della zona e soprattutto quale il futuro occupazionale a lavori ultimati. Insomma, dubbi e incertezze non ancora dissipati. Che spingono singoli, gruppi, comitati a mobilitarsi in difesa del loro lago. Domenica prossima 10 ottobre.

venerdì 8 ottobre 2010

Lago-Edipower, la posizione degli industriali - II

CAVAZZO 
Edipower conteggia gli investimenti
Posti di lavoro e benefici per le ditte

Venerdì 8 Ottobre 2010, Il Gazzettino
CAVAZZO - (d.z.) Sui 100 milioni di euro di investimento, circa 20 milioni andranno spesi per le ore di manodopera, calcolate complessivamente in un milione (tra 80 e 200 addetti). Nei tre anni che dovrebbero servire per realizzare il potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago poi verranno appaltati 5 lotti distinti che dovrebbero far lavorare tra le 50 e 60 ditte locali. Ai quattro comuni interessati dal progetto verranno garantiti circa 5 milioni di euro da dedicare ad opere pubbliche di compensazione ambientale sui rispettivi territori (strade, edifici, sentieristica, ecc). Per quanto riguarda invece il risparmio sulle bollette energetiche il ritorno non è direttamente calcolabile. Queste alcune delle risposte che i manager della Edipower Salvatore Marchese e Marco Parolini hanno fornito alla platea della delegazione degli industriali di Tolmezzo, ieri durante la presentazione del rispettivo progetto per la centrale di Somplago. Con le diverse domande degli imprenditori si è discusso ampliamente anche dell'impatto ambientale con i due manager a garantire sia sul rispetto del range delle escursioni d'acqua dei due bacini, sia sulla fauna ittica, sia sul minimo deflusso vitale e sulla torbidità ma anche sulla funzionalità degli acquedotti dei comuni. In merito alla passeggiata di protesta indetta per domenica dai comitati, Marchese ha rassicurato che «anche dopo i lavori di potenziamento, gli amanti del lago potranno trovare il contesto ambientale nelle medesime condizioni di oggi». 

Lago, il parere del geologo Tosoni

Il geologo Dario Tosoni interviene nuovamente sui rischi connessi all'attuazione del progetto di raddoppio della centrale di Somplago. Il contributo viene pubblicato nella pagina delle lettere del Messaggero Veneto dell'8 ottobre col titolo "Centrale - problemi evidenti"  e sulla pagina on line del periodico "Il Friuli" (http://www.ilfriuli.it/if/top-news/48176/ ): 

Laghi a rischio

Il parere del geologo Dario Tosoni sui gravi rischi che corrono l’invaso di Verzegnis e il lago dei Tre Comuni se il progetto dell’Edipower dovesse andare in porto

Fanghi a Cavazzo - I fanghi nel lago dei Tre Comuni
I fanghi nel lago dei Tre Comuni
Tosoni Dario - Dario Tosoni
Dario Tosoni
Pubblichiamo integralmente il contributo del geologo Dario Tosoni in merito al progetto di potenziamento della centrale di Somplago, voluto dall'Edipower, ma avversato da chi chide maggiore tutela per un lago già troppo bistrattato.
Ricordiamo che domenica  10 ottobre, alle 14, dalla darsena lungo la riva ovest partirà la "Passeggiata sul lago", organizzata dal Comitato difesa e sviluppo del lago - Alesso, che ha invitato associazioni e cittadini a partecipare in massa per dare un segnale preciso alle istituzioni.

I problemi di potenziamento della centrale di Somplago non esistono per chi non vuol vederli
 
I problemi ambientali e geologici che il potenziamento della centrale di Somplago amplificherà sono evidenti e solo chi non vuol vederli può pensare che non esistono.   
Tralasciando gli aspetti ecologici su cui si è saggiamente espresso l’Ente Tutela Pesca, fornendo parere contrario all’ipotesi di potenziamento della centrale, richiamerò ora alcune problematiche che, insieme al geologo Roberto Cella, ho esposto in alcuni incontri con la popolazione di Alesso e Cavazzo. 

Nei giorni lavorativi l’oscillazione media attuale del livello del lago di Verzegnis è di 4 metri, con il potenziamento sarà portata a 9 metri o più se si vorrà utilizzare l’impianto al meglio delle sue possibilità; nel lago di Cavazzo l’oscillazione del livello dell’acqua, che adesso è inferiore a 0,5 metri, non sarà di 1 metro come dichiarato nelle assemblee pubbliche da Edipower ma di 2,5 m così come scritto nel SIA -Studio di Impatto Ambientale- allegato alla documentazione di progetto. Il rapido e -sottolineo- giornaliero abbassamento del lago di Verzegnis di più di 9 metri necessario per alimentare la centrale di Somplago (che turbinerà una massa d’acqua di 110 metri cubi al secondo, quasi 400.000 metri cubi l’ora, un volume comparabile a quello del lago inferiore di Fusine) non potrà che incrementare il numero e la frequenza delle frane lungo le sponde, concorrendo a diminuire il volume utile del bacino. Già oggi l’attuale schema di utilizzo dell’impianto ha innescato numerose frane facilmente osservabili da chiunque abbia l’ardire di compiere una passeggiata lungo le rive del lago e non si limiti ad osservare il lago dalla diga. Cosa succederà quando la variazione del livello del lago sarà più del doppio di quella attuale?


Anche la diga, con il suo corteo di fessurazioni e piccoli dissesti nella roccia di imposta desta più di qualche preoccupazione. I cicli giornalieri di carico-scarico del lago di Verzegnis uniti alle forti variazioni di spinta idrostatica previste possono concorrere allo sviluppo di nuove fessurazioni e all’allargamento e/o allungamento di quelle esistenti ben visibili sul paramento di valle della diga. La presenza di queste fessurazioni in parte monitorate sono state oggetto nel 2008 di una segnalazione da parte dei comuni della Conca Tolmezzina, timorosi che la loro presenza possa in qualche modo condizionare la stabilità della diga.  

Il Rio Vat  rappresenta da tempo storico l’unica fonte di approvvigionamento idrico dei paesi di Cesclans, Mena, Somplago e Bordano che contano complessiamente più di 1200 abitanti. La nuova galleria, attraversando rocce carsiche, potrebbe intercettare la falda acquifera sotterranea che alimenta queste sorgenti cosi come è già successo in passato per la galleria attuale, la cui costruzione provocò il prosciugamento di alcune sorgenti poste sul versante Nord del Monte Faeit. Da non trascurare, inoltre, il possibile inquinamento di questa falda provocato dall’utilizzo di alcuni addittivi durante l’impermeabilizzazione ed il consolidamento della nuova galleria.
Per quanto riguarda i fanghi le foto fatte nel 2002 quando il lago di Verzegnis venne svuotato per ripulirlo dei sedimenti che ne rivestivano il fondo sono inequivocabili: nel lago i fanghi ci sono e una consistente parte di questi finisce nel lago di Cavazzo dove si depositano definitivamente, portando al progressivo interrimento e quindi alla scomparsa del più grande lago naturale della Regione Friuli Venezia Giulia. L’arrivo dei fanghi nel lago di Cavazzo è particolarmente evidente soprattutto durante le piogge, quando un pennacchio di acqua torbida fuoriesce dal canale di scarico della centrale e raggiunge il centro del lago.
Per tutte queste motivazioni e perplessità fondate su dati di fatto, un comitato di liberi cittadini che ha a cuore il destino della propria terra e non quello di diffondere inutili allarmismi o discreditare l’operato di nessuno non chiede nient’altro che “l’indispensabile” per allontanare ogni dubbio in merito al progetto, cioè verificare attraverso una modellazione tridimensionale in scala gli effetti che il potenziamento può avere sull’ecosistema del lago di Cavazzo e sull’equilibrio idrogeologico dell’intera area. Solo una modellazione di questo tipo permetterà di prendere la decisione più saggia in merito a questo nuovo intervento -l’ennesimo- su un territorio già martoriato e fortemente compromesso da tutta una serie di infrastrutture già realizzate per il bene dell’intera comunità i cui disagi, però, ricadono solo sulla popolazione della Valle del Lago. Ricordo che lungo le sponde di questo lago si trovano: la centrale di Somplago con annessi apparati tecnologici e linee ad alta tensione, l’autostrada Udine-Tarvisio, la centrale di pompaggio dell’oleodotto transalpino SIOT e, come se ciò non bastasse, si progetta il potenziamento della centrale di Somplago ed il nuovo elettrodotto Wurmlach-Somplago. A conclusione di questo mio intervento chiedo ai politici e a tutti i soggetti istituzionali della Regione: “Non vi sembra di chiedere un po’ troppo a questo lembo di Friuli?”


  Dario Tosoni
Cavazzo Carnico

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NOTA: chi vuol leggere la lettera pubblicata sul Messaggero Veneto (comunque identica) può andare su:
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2010/10/08/UD_19_LET1.html  

Lago-Edipower, la posizione degli industriali


“In quanto rappresentanti per Confindustria Udine di quel territorio interessato da questo progetto, abbiamo il dovere di fornire ai nostri associati un quadro il più possibile preciso e completo della situazione che faccia chiarezza anche delle troppe informazioni parziali, frammentarie e spesso volutamente strumentali giunte in questi mesi. Non saremo noi a decidere sul futuro di questa iniziativa, ma resta il fatto che per gli imprenditori il costo dell’energia è un tema centrale così come è altrettanto evidente che i progetti, se rispettosi del territorio e della gente, vanno realizzati nell’interesse di tutti”.
E’ quanto ha dichiarato Federico Gollino, capo della Delegazione di Tolmezzo, a margine della presentazione del progetto di pompaggio della Centrale di Somplago, da parte degli ingegneri Salvatore Marchese e Marco Parolini, rispettivamente capo-nucleo e rispettivamente responsabile della direzione progetti di impianti idroelettrici di Edipower spa.
Gli studi e le ricerche effettuate, riportati nello Studio di Impatto Ambientale prodotto per la procedura VIA (valutazione d’impatto ambientale) dimostrano la compatibilità ambientale del progetto che mira alla valorizzazione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica.
Il progetto prevede l’ampliamento dell’impianto mediante l’installazione di due gruppi reversibili per una potenza complessiva di circa 124 MW e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km), in affiancamento alla galleria esistente, al fine di permettere il pompaggio dell’acqua tra il lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. L’istallazione dei due nuovi gruppi reversibili consentirà, a parità di acqua utilizzata, un’ aumento della produzione e della potenza nelle ore di maggior richiesta, con una diminuzione della produzione da fonte termoelettrica fossile.
Inoltre, l’ampliamento di Somplago, costituisce il naturale completamento dell’impianto in quanto era già stato previsto al momento della costruzione della centrale negli anni ’50. Tale ampliamento utilizzerà, pertanto, opere già realizzate completamente o in parte senza la necessità di doverne costruire ex-novo.
La realizzazione del progetto non comporta, infatti, modifiche alle opere di presa della diga sull’Ambiesta, alle opere di restituzione nella loro totalità e alle opere di regolazione del livello nel lago di Cavazzo, in quanto queste sono già state realizzate negli anni ’50 in previsione di un successivo ampliamento della capacità produttiva della centrale di Somplago pari a quella indicata nel progetto. Altre opere sono state realizzate in parte e verranno portate a termine e riutilizzate.
Il progetto non prevede alcuna modifica delle concessioni di derivazione attualmente in essere e quindi non comporta alcun incremento dell’acqua attualmente utilizzata, né variazione alcuna dei livelli attuali massimi e minimi nei laghi di Cavazzo e Verzegnis con escursioni che rimarranno pari a quelle attuali già inferiori a quanto previsto dai disciplinari.
Nella fase precedente l’avvio dell’iter autorizzativo, iniziato nel settembre del 2008, è stata promossa una serie di studi e ricerche (geologiche, idrogeologiche, biologiche, etc.) da parte di enti specializzati di primaria importanza, che hanno indirizzato a scelte progettuali non impattanti.
L’ampliamento della Centrale di Somplago comporterà circa 25-30 mesi di attività, a partire dall’ottenimento delle autorizzazioni, l’impiego tra gli 80 e i 200 addetti nella fase di picco e un investimento pari a circa 100 milioni di euro, con rilevanti ricadute positive sull’indotto locale.
La nuova configurazione della centrale di Somplago contribuirà all’incremento e valorizzazione della produzione da fonte rinnovabile e alla sicurezza dell’intero sistema elettrico nazionale e del Friuli Venezia Giulia incrementando l’ efficienza delle macchine e la potenza complessiva disponibile nelle ore di punta.
In base a ciò, l’intervento, è stato inoltre incluso nell’Accordo di Programma siglato con il Ministero dell’Ambiente in quanto apporterà con un rilevante contributo in termini di riduzione delle emissioni di CO2.
(fonte: comunicato di Confindustria Udine)