"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 30 novembre 2009

Lago: indagine sulla proliferazione delle alghe

Alghe nel lago: indagini dell' Arpa





(dal Messaggero Veneto del 29 novembre 2009)

TRASAGHIS. Sentiti i pareri di alcuni esperti sia regionali che nazionali, l’Arpa ha comunicato nei giorni scorsi al Comune i risultati del sopraluogo al Lago dei Tre Comuni effettuato lo scorso agosto, in merito alla presenza di alghe segnalata da molti cittadini. Secondo l’ente la macroalga presente sul Lago dei Tre Comuni sarebbe tipica dei laghi simili al bacino più grande naturale presente nella nostra Regione, ma per confermare le cause scatenanti di un così importante sviluppo, gli esperti si riservano di condurre ulteriori indagini. «L’abnorme sviluppo della popolazione macroalgare – si legge nella nota inviata al Comune – osservato nel corso del sopraluogo, con talli che raggiungevano anche quasi i tre metri di altezza fino a giungere in superficie, può essere imputabile a diverse cause sia meteoclimatiche dovute a lunghi periodi caratterizzati da elevata irradianza al fondo, sia ecologiche causate dalla diminuzione della comunità ittica erbivora autoctona tipica dell’ambiente lacustre. In base all’ecologia della specie, si esclude una correlazione tra la crescita anomala e possibili fenomeni di eutrofizzazione del corpo idrico». Dall’analisi tassonomica del campione biologico è stata riconosciuta la specie “Chara rudis”, alga tipica macrofita profonda lacustre. «Sulla questione il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, va cauto:« Innanzitutto – ha detto il primo cittadino – prendiamo atto che a quanto pare tutto rientra nella norma. Attendiamo anche gli ulteriori approfondimenti che l'Arpa intende fare, dopodichè vedremo se e come sarà possibile limitarne la proliferazione ».

Dario Venturini

lunedì 23 novembre 2009

Dibattito sul Lago: a Cjavaç a disin ....


Une multinazionâl, cuatri comuns e un lâc

Cualchi an indaûr, in Bolivia, lis multinazionâls a èrin rivadis a jessi paronis su dutis lis aghis di chê republiche. A gjavàvin vie l’âghe dai flums par vuadagnâ cul cumierç da corint e a fasèvin pajâ unevôre cjare l’âghe di bevi. E no paronavin dome su pes aghis, ma ancje sul petroli e sul gâs. Ma une biele dì i Bolivians si son dismots e àn fat cori chestis multinazionâls, . Tornâts a jessi parons des lôr risorsis, i bolivians a stabilìrin che l’âghe a veve di tornâ a jessi di ducj, e che, tanche ben di ducj, no podeve jessi né comprade né vendude. Anzit, a lis piçulis comunitâts, che a erin stadis chês plui talpassadis des multinazionâls, ur vignì lassât par simpri il dirit di doprâ lis aghis dai lôrs teritoris. Magari cussìno, l’Italie no è la Bolivie, o miôr a sta deventant cemût che a ere la Bolivie prin de rivoluzion. Chenti l’âghe a è sì formalmenti di ducj, ma il Stât al cêt ai privâts il dirit di doprâle e di fâ centrâls come chê che a è stade fate da Sade tal cincuantevot a Somplât, sujant i rius e i flums di miege Cjargne, e che vuei la multinazionâl Edipower a vûl ingrandî. Tes cjasis e tes ostariis dai nestris paîs si discor dibot dome di chest progjet:"Astu savût che Edipower a pensa di meti su dôs gnovas turbinas par pompâ su, cun tuna gnova galaria, l’âga dal lâc di Cjavàç tal chel di Verzegnas par sfrutâ plui voltis la stesse âga?"."Ai savût, a son fûr cul cjâf, ma sàno a ce dams che si va incuintra cun chescj lavôrs?"."S’impensaiso che a Cesclans cuant che an fata chealtra galaria l’âga dal fontanon a è calada?"."No nus lassaran migo cence âghe di bevi nô e Bordan?". "E il paltan? Veiso pensât al paltan ch’al è vignût ju in ducj chescj agns, e che cumò cun dôs galariis al vignarà jù ancjemò di plui?"."E dut chest massedament continuo di aga, 9 metros di variazion di livel a Vergegnas e 1 metro e passa tal lâc di Cjavàç?". "Veiso idèe da fuarce che an 110 metros cubos al secont?"."Chest al è il colp di gracie pal lâc". " A mi l’ingignîr mi a spiegât che l’aga cussì a sarà ancjemò plui freida, ben cuatri grâts di mancul". "Astu firmade la petizion?"."Sì, gjavant chei che a lavòrin par Edipower e chei che a son ta aministrazion comunâl, a àn firmât ducj". Dut câs Edipower a fat i siei conts e ancje se il cost des vôris al è stimât tra i novante e cent milions di euros, a calcole di vuadagnâ 500 milions di euros in 15 agns. Simpri però che la vôre a vegni fate, parcè che lis resistencis a di chest progjet a son tantis. Ducj però a son convints che se chest progjet al larà in puart, al savoltarà dal dut il lâc. E se al è stât un timp là che lis aministrazions comunâls si pisclàvin pal so non , cun chestis oparis il lâc, dopo vei pierdudis lis sôs cualitâts, al pierdarà ancje chel. Nol sarà plui il lâc di Cjavàç o dai trei comuns, ma dome la grande poce di Edipower.

Remo Brunetti

venerdì 20 novembre 2009

Dibattito sul lago: un parere da Interneppo


Non deve diventare questione di cortile


Volevo riprendere il pensiero del signor Nevio Candolini per esprimere, in merito alla questione lago, il mio punto di vista. Apprezzo sinceramente l’appello all’unione di intenti per salvare il lago e condivido totalmente il senso di emergenza che Candolini sa rappresentare quando fa riferimento alla situazione venutasi a creare a proposito della sopravvivenza del Lago di Cavazzo o dei tre Comuni anche se, a onor del vero, debbo dissentire circa lo scontro tra vecchi e nuovi amministratori. Il concreto pericolo, infatti, è che tutto il discorso sul lago sia ridotto a una questione di cortile, rischiando di sviare l’attenzione della gente e dell’opinione pubblica da un problema serissimo (la minaccia di definitiva devastazione del lago) a uno artificioso (le sterili beghe tra vecchi e nuovi amministratori). Pur comprendendo come sia facile cadere in questo equivoco, debbo però aggiungere che qui non si tratta né di campagna elettorale (le amministrazioni comunali di Cavazzo e Trasaghis sono state elette la scorsa primavera e quella di Bordano soltanto due anni fa) e nemmeno di desiderio di rivalsa da parte di ipotetici sconfitti, stante che nessuno di coloro i quali si sta impegnando in questa battaglia nemmeno si è candidato alle elezioni. Non voglio annoiare chi legge riproponendo quanto è già stato sin qui detto sull’argomento (chi è intervenuto prima di me ha esposto fin troppo chiaramente tutte le ragioni per cui è giusto sostenere questa iniziativa), ma qui si tratta di chi vuole o non vuole salvare il lago e, purtroppo per noi cittadini, le tre amministrazioni rivierasche sono tutte propense a far attuare all’Edipower il suo progetto. Moltissimi abitanti dei tre comuni, invece, come lei, signor Candolini, e come me, ritengono di dovervisi opporre in quanto pensano – parafrasando uno spot pubblicitario televisivo – che non tutto si può comprare e, per quante «compensazioni e mitigazioni» possa Edipower mettere sull’altro piatto della bilancia, il resto non si possa acquistare nemmeno con mastercard. Non si tratta di briciole o soldoni; deve passare l’idea che non tutto può avere un prezzo, non tutto può essere oggetto di mercificazione. Va da sé che gli attuali amministratori sono stati più volte invitati – anche pubblicamente – a unirsi alla causa pro lago, ma nessuno di essi ha inteso raccogliere l’invito, forse perché interpretato come un passo indietro (che se anche così fosse rappresenterebbe un atto di grande onestà intellettuale) rispetto alle decisioni formalmente già assunte o forse per chissà quale altro motivo. In ogni caso, vedendo come ormai stanno le cose, dubito che potremo contare sul loro supporto che, ripeto, qualora ci fosse, sarebbe assolutamente prezioso, auspicabile e benvenuto. Quindi chi vuole difendere il lago da questo ennesimo possente attacco (qualcuno l’ha definito Davide contro Golia stanti gli interessi in campo) troverà porte aperte da ogni parte arrivi, purché semplicemente lo voglia. E questo vale soprattutto per gli amministratori, nuovi o vecchi (come me) che siano, proprio per scongiurare come giustamente lei dice, signor Candolini, le inevitabili ripercussioni – ancor prima che sull’ambiente – sul già debole tessuto sociale delle nostre comunità.

Valter Stefanutti ,già vicesindaco del Comune di Bordano - Interneppo


(Dal Messaggero Veneto del 18 novembre 2009)

lunedì 16 novembre 2009

Dibattito sul Lago: il parere di G.C. Pillinini


In merito alla "rinaturalizzazione" del lago (la possibilità cioè di ripristinare, almeno in parte le condizioni antecedenti l'entrata in funzione della centrale), molto interesse hanno suscitato le proposte del'Ingegner Giancarlo Pillinini, di cui si trascrive un sunto.


Vorrei contribuire al dibattito sul prospettato potenziamento della centrale Edipower a Somplago cercando di valutare anche alcuni aspetti tecnici della questione, anche sulla base delle ricerche che effettuai per la tesi di laurea nel lontano 1990. Per avere un quadro complessivo credo sia utile riassumere le condizioni ambientali del lago prima e dopo la costruzione della centrale, operativa dal 1957. Consideriamo il periodo estivo, quello più importante sia per gli aspetti eco-biologici sia per la fruizione turistico-ambientale. La situazione naturale ci è nota dalle misure rilevate più di cent’anni fa dal prof. Marinelli: nel lago si formava in estate una forte stratificazione termica, con uno strato superiore di circa 8-10 m di spessore con temperature medie di 20-22°C e massime di 26-28°C in superficie. Questo strato di acqua calda, più leggera, si formava grazie all’irraggiamento solare e alla stabilità delle masse idriche, dato che il limitato apporto dei torrenti affluenti nel lago comportava un ricambio completo delle acque molto lento, ogni 10-12 mesi circa. Queste condizioni favorivano lo sviluppo di un sistema biologico estremamente ricco che, tra l’altro, rendeva il lago pescosissimo (voglio ricordare qui mio nonno Fortunato che faceva parte della quarantina di pescatori di mestiere che lavoravano sul lago). La messa in funzione della centrale ha comportato un afflusso nel lago di acque fredde provenienti dal bacino di Sauris, dal Tagliamento prelevato a Caprizi, dal Degano prelevato a Ovaro e da altri torrenti minori, riversate nel bacino di Verzegnis e da lì nel nostro lago. La temperatura massima dell’acqua scaricata nel lago (immessa a livello superficiale sulla riva nord) si aggira in estate attorno agli 11-12°C, con portate medie annuali di circa 20 metri cubi il secondo, ricambiando totalmente le acque del lago ogni 7-15 giorni. Il risultato è che le basse temperature e il veloce ricambio hanno drasticamente impoverito l’ecosistema naturale, assimilandolo a quello di un lago di alta quota: la temperatura in superficie, a esempio, raggiunge oggi al massimo i 17-18°C, mentre nel lago di Sauris – posto a 980 m slm – misurammo più di 19°C! La ricerca rivelò l’esistenza di una stratificazione termica ridotta, ma stabile, non alterata nemmeno da temporali o forti venti, poiché la differenza di densità tra acque fredde e calde e la bassa velocità di spostamento impedivano i moti turbolenti e i mescolamenti fra gli strati. In particolare si evidenziò che i flussi delle acque in entrata e in uscita avvenivano in modo regolare senza rimescolamenti: l’acqua fredda in entrata si inabissava in profondità muovendosi lungo il fondale, mentre dal canale superficiale emissario posto sulla riva sud-est fuoriuscivano solo le acque più calde superficiali. Questo regime idraulico comporta la completa dissipazione dell’enorme quantità di energia termica solare assorbita dal lago, pari ogni giorno – in agosto – a 3,3 miliardi di Kcal (dato ricavato dalla differenza misurata di temperatura tra l’acqua in uscita e in entrata – in media! 3,7°C – con una portata media in quel mese di 10,6 metri cubi il secondo). Se, per ipotesi, si riuscisse a scaricare dal lago solo lo strato delle acque fredde (a una profondità di almeno 6-8 m) si otterrebbe in 10 giorni un aumento di almeno 6° di temperatura, raggiungendo i 23°C in superficie. Ecco che si presentava di concreta fattibilità l’ipotesi di rinaturalizzazione del lago, che credo meritasse più approfondite valutazioni. Lo scenario futuro prospettato da Edipower prevedrebbe il ripompaggio notturno di 1,17 milioni di metri cubi di acqua dal nostro lago (corrispondente a un abbassamento del livello di 1 m) fino al lago di Verzegnis (dove invece il livello si alzerebbe di ben 9 m!), utilizzando sia la galleria esistente (scavata per 8,5 km nella montagna) sia realizzando una nuova galleria parallela all’esistente (il cui scopo, per inciso, non è ben chiaro poiché, a fronte di un costo astronomico, servirebbe solo a ridurre le perdite di energia “per attrito” durante il percorso dell’acqua tra Verzegnis e Somplago e viceversa). Il volume d’acqua accumulato di notte a Verzegnis sarebbe scaricato di nuovo nel lago il giorno seguente, con una portata massima di altri 55 metri cubi il secondo, che sommata a quella attuale di 66 raggiungerebbe un massimo di 111 . Cosa accadrebbe quindi alle condizioni termiche/idrodinamiche del lago prima descritte? A questo aspetto fondamentale il corposo studio di impatto ambientale allegato al progetto dedica poche righe: si ammette che sarebbe ripompato a Verzegnis lo strato superficiale più caldo, dove entrando nel bacino alla profondità di circa 25 m si rimescolerebbe con le acque più fredde raffreddandosi; il giorno dopo da Verzegnis la somma delle portate attuali più quelle pompate di notte affluirebbero nel lago di Cavazzo, con una tendenza (a causa della maggior portata) a ridurne la stratificazione e a omogeneizzare la temperatura dello strato superiore, abbassando ulteriormente la temperatura superficiale. Nel progetto inoltre non si fa alcun cenno ai sicuri effetti di ulteriore raffreddamento delle acque durante il transito di andata e ritorno nelle gallerie scavate nella roccia (la temperatura delle rocce profonde è simile a quella media annuale dell’aria esterna, circa 8-10°). Manca insomma una valutazione approfondita delle condizioni termo-idrodinamiche dell’intero sistema. A fronte di queste carenze si resta perciò sorpresi nell’apprendere dell’affrettato parere positivo espresso sul progetto dalle amministrazioni dei tre comuni rivieraschi, anche tralasciando le problematiche connesse alle oscillazioni di livello, alle incognite sui sistemi biologici etc. La società Edipower parla di compensazioni ambientali intendendo il rinverdimento della enorme mole di detriti rocciosi che, provenienti dallo scavo della nuova galleria, saranno riversati a mezza costa sul fianco della montagna sopra Somplago: non sembra un grande sforzo! A mio avviso le vere compensazioni ambientali che potrebbero realmente migliorare le condizioni del lago di Cavazzo (per quello di Verzegnis temo ci sia poco da fare) sono due: 1) la creazione delle opere per l’ingresso e l’uscita in profondità delle acque (a esempio mediante dragaggio di approfondimento dei canali esistenti e posa di barriera con sfioro subacqueo), eventualmente previ test su modelli in sito a scala ridotta; 2) la riattivazione sulla riva di Alesso del canale Tai, emissario naturale del lago confluente nel torrente Leale, al fine di consentire di nuovo la risalita al lago della fauna ittica, come proposto anche dall’Ente tutela pesca. Se il progetto dell’Edipower sarà approvato credo che su un costo stimato di 100 milioni di euro possa essere a buon diritto preteso dalle amministrazioni locali e regionali una quota dell’1-2% aggiuntiva per un serio ripristino ambientale. Se, come spero, il progetto non passerà, resta comunque aperto il problema della rinaturalizzazione del lago, che auspico sia finalmente affrontato, soprattutto in considerazione del valore ambientale del nostro lago, principale bacino naturale in regione.

Giancarlo Pillinini

domenica 15 novembre 2009

Spettacolo teatrale per sostenere la ricerca oncologica


La Società Operaia Mutuo Soccorso di Alesso, in collaborazione con il Comune di Trasaghis, Comunità Montana del Gemonese-Canal del Ferro-Val Canale, il gruppo Corale di Alesso e A.U.S.E.R. Val del Lago, ha organizzato una serata teatrale allo scopo di raccogliere dei fondi da destinare all’Associazione Oncologica Alto Friuli.
La manifestazione si è tenuta sabato 14 novembre presso il centro servizi di Alesso, con l’esibizione della compagnia teatrale di Artegna "I pignots". La compagnia teatrale di Artegna collabora da tempo con la Società Operaia di Alesso e ha quindi riproposto la commedia scritta da Anna Maria de Monte e recitata interamente in friulano dal titolo "Bastian e l’edilizie ecologjche". L’intero ricavato della serata, che ha previsto un' offerta libera all’ingresso, verrà devoluto interamente all’Associazione oncologica Alto Friuli. L’Associazione svolge la propria attività sul nostro territorio, con l’obiettivo di aiutare le persone ammalate di tumore in tutte le loro esigenze, dal punto di vista terapeutico e dal punto di vista umano, dando sostegno anche ai famigliari, migliorando la qualità di vita all’interno della struttura ospedaliera, finanziando l’acquisto di strumenti diagnostici e terapeutici. Favorisce inoltre un attività di aggiornamento rivolta al personale sanitario per trasmettere le più moderne acquisizioni scientifiche in campo oncologico. La Società Operaia di Alesso svolge la propria attività a favore del sociale ed è da sempre sensibile a questi temi che riguardano tutte le fasce della popolazione

venerdì 13 novembre 2009

Trasmissione di Telefriuli sugli stavoli di Alesso


La trasmissione "Sentieri natura" di Telefriuli del 13 novembre è stata in gran parte dedicata alle montagne di Alesso, ai sentieri che la percorrono e ai resti degli stavoli, ultimi testimoni di quella che è stata definita una autentica "civiltà".

In studio, col conduttore Ivo Pecile, a parlare degli stavoli dalessàns è intervenuto Luigi Stefanutti "Filosin" il quale, in diversi interventi, ha spiegato i tempi e le modalità di funzionamento di questi centri di aggregazione, pilastri dell'economia montana sino a pochi decenni fa, soffermandosi anche a descrivere il fenomeno della transumanza estiva verso le malghe carniche.

giovedì 12 novembre 2009

Dibattito sul Lago: l'opinione di N. Candolini



L’unione è necessaria


Messaggero Veneto — 11 novembre 2009 pagina 18


Vorrei esprimere il mio pensiero a proposito del problema dell’ampliamento della centrale idroelettrica del lago di Cavazzo. Vi sono stati molti interventi pro e contro la suddetta "opera" targata Edipower Spa e, con amarezza, ho notato uno scontro tra vecchi e nuovi amministratori locali. Non desidero entrare nel merito di queste controversie e di chi ha ragione e chi no, ma voglio rivolgere, semplicemente e umilmente, un appello a tutti gli amministratori della vallata a far fronte comune contro un nuovo attacco sferrato nei confronti del nostro lago. Le piccole beghe di paese vanno bene in tempo di pace, anche perché le giornate sono lunghe. Invece, in tempo di guerra, di emergenza, come quello che stiamo vivendo, non deve essere dato spazio a "querelle" che non portano a nulla se non a esasperare gli animi uno contro l’altro, favorendo il "nemico". Tutti noi, cittadini di queste comunità che si affacciano sulle sponde del lago, assieme ai propri sindaci, vecchi e nuovi, dobbiamo unirci contro l’ennesimo tentativo di "affossamento" del nostro territorio e del nostro lago. Tutti noi, anche coloro i quali si sono espressi a favore o, perlomeno, si sono dimostrati pedissequamente consenzienti, in cuor nostro sappiamo che il progetto dell’Edipower è estremamente dannoso per l’equilibrio ambientale, con ripercussioni anche di tipo sociologico sulle comunità. Questo è un fatto oggettivo. Per la soggettività vi sono mille scuse.
Nerio Candolini - Interneppo di Bordano

mercoledì 11 novembre 2009

Dibattito sul Lago: l'opinione di F. Barazzutti


Il tesoro nascosto del lago di Cavazzo

da: Messaggero Veneto — 09 novembre 2009 pagina 15

Contributo al dibattito di FRANCESCHINO BARAZZUTTI *

Nel lago di Cavazzo c’è un tesoro. Un tesoro la cui estrazione rende un utile di circa 500 milioni di euro in soli 15 anni. Una cifra già sbalorditiva, tralasciando gli anni successivi. Il tesoro è costituito semplicemente dall’acqua del lago e da quella, gelida, che in esso viene scaricata, dopo essere turbinata e trasformata in kw dalla centrale di Somplago, alla quale perviene in gallerie lunghe decine e decine di km dalle 33 prese che hanno inaridito i corsi d’acqua della Carnia occidentale. Ma chi sarà mai il mago che ha scoperto tale tesoro? Si chiama Edipower spa, proprietaria e gestrice della centrale idroelettrica di Somplago, oltre a quella di Ampezzo, avendole acquistate pochi anni fa dall’Enel in seguito alla privatizzazione. Ma chi mai avrà la bacchetta magica per estrarre questo tesoro? E come? A questo ci pensa, ancora, Edipower spa. Lo fa mediante un progetto di potenziamento della centrale di Somplago. Tale progetto prevede, in aggiunta alle tre turbine già in funzione, l’installazione di due turbine reversibili idonee a produrre energia nelle ore di punta e a pompare l’acqua dal lago di Cavazzo al bacino di carico di Verzegnis nelle ore di bassa richiesta. Il progetto prevede inoltre la costruzione di una nuova galleria tra il lago e il bacino con conseguente stoccaggio in sito di 220.000 mc di materiale di scavo. Il progetto, trovando fondamento nelle incentivazioni rilasciate dal Gestore del mercato elettrico per la produzione di energia da fonti rinnovabili e nella differenza tra l’elevato prezzo di mercato del kwh nelle ore di punta e quello, di molto inferiore, delle ore di bassa domanda, rappresenta principalmente una pura speculazione economica. Infatti, mentre il progetto consente una maggiore produzione nelle ore di punta, il bilancio complessivo dell’energia prodotta/consumata è negativo poiché il pompaggio preleva il 27% in più di energia dalla rete nazionale, prodotta da centrali termoelettriche a emissione di CO2 o importata. Significa che per produrre nelle ore di punta 1 kwh di energia "pulita" si spende 1,27 kwh di energia prodotta da fonti fossili o importata. La realizzazione di tale progetto comporta l’incremento dello scarico nel lago dagli attuali 66 a 110 mc/sec., la continua oscillazione del livello del lago superiore a quella dichiarata di 1 m con conseguenze sulla tenuta delle rive, la continua movimentazione delle acque e dei fondali e quindi dei fanghi con conseguente torbidità, l’ulteriore abbassamento della temperatura dell’acqua del lago, l’alterazione dell’ecosistema con riflessi negativi sull’ittiofauna, il completo assoggettamento del lago allo sfruttamento idroelettrico. Già, ma che cosa volete che siano questi inconvenienti rispetto al tesoro che si estrae! Dalla lettura del fascicolo di Edipower di presentazione del progetto si apprende che lo stato del lago non peggiorerà, ma, addirittura, migliorerà! E così, l’estraendo tesoro di sì strabiliante valore ha attratto su di sé tutta l’attenzione mettendo il lago, poveretto, nell’ombra. Le briciole di quel tesoro, da Edipower abilmente mostrate ai sindaci in questi tempi di magri bilanci comunali, li hanno portati a rendere affrettati pareri favorevoli, a sostenere che l’impatto del progetto sul lago è pari a zero e che, quindi, nulla sarebbe cambiato, mentre pari a zero è stata la trasparenza con cui essi hanno gestito le trattative con Edipower. Trasparenza zero da fare scrivere al sindaco di Cavazzo, a un anno dal ricevimento del progetto, che sarebbe stata sua "premura dare ampia informativa quando la giunta comunale lo riterrà opportuno", cioè ad arbitrio suo e a cose fatte! E, come se ciò non bastasse, aggiungere "per cortesia, lasciateci lavorare!". Trasparenza richiede invece che i sindaci dicano chiaramente che cosa abbiano concordato con Edipower, quali mitigazioni degli impatti ambientali, quale ammontare delle compensazioni monetarie, quali opere, quanti posti di lavoro e quant’altro. Questi non sono argomenti che riguardano l’intera comunità. Ma se l’impatto è zero, come sostengono Edipower e i sindaci, perché mai allora nelle deliberazioni dei Comuni si chiedono mitigazioni degli impatti e "compensazioni"? È una contraddizione. I casi sono due: se ci sono le mitigazioni e le compensazioni vuol dire che l’impatto negativo c’è, se non c’è impatto negativo non hanno motivo di esserci le mitigazioni e le compensazioni, considerato che Edipower non è un ente di beneficenza. La Regione non può limitarsi all’esame del progetto Edipower solo dal punto di vista della Valutazione d’impatto ambientale, che deve essere molto severo, lasciando soli i piccoli Comuni interessati a gestire tale progetto, più grande di loro, ma lo deve esaminare in tutti i suoi aspetti. La Regione non può nascondersi dietro "la legge del mercato" ed essere indifferente di fronte al tesoro che si vuole estrarre dal lago di Cavazzo e che, lasciando in loco qualche briciola e il lago definitivamente rovinato, finirebbe altrove, agli azionisti di Edipower: alla Edison in gran parte posseduta da Edf (Electricité de France), a Alpiq delle banche svizzere, a Iride municipalizzata di Torino e Genova, a A2A municipalizzata di Brescia e Milano. Sarebbe la ricchezza delle acque della nostra montagna che verrebbe, ancora una volta, portata via. Quanto diverso sarebbe stato lo scenario se ad acquistare dall’Enel le centrali di Somplago e di Ampezzo fosse stata una cordata locale costituita dalla Regione e dagli imprenditori regionali! Sarebbe stato possibile un approccio all’uso più diversificato dell’acqua oltre a una maggiore attenzione all’ambiente e al territorio. Ma qual è il vero, reale, naturale, duraturo tesoro, non trasformabile in ricchezza che viene portata via altrove ad arricchire chi è già straricco? È lo stesso lago di Cavazzo! E allora, basta violenze al lago e alla sua valle. Già troppe ne sono state preparate: centrale, tralicci, oleodotto, autostrada. Un terremoto prima del vero sisma del 1976. La Regione e i Comuni non possono lasciarlo completamente assoggettato allo sfruttamento idroelettrico. Occorrono un piano e una legge regionale di tutela e di valorizzazione del lago e della sua valle che li ponga in sistema con le significative presenze storiche, culturali e ambientali del territorio circostante.
* già sindaco di Cavazzo Carnico, già consigliere regionale

domenica 8 novembre 2009

Dibattito sul Lago: ancora sull'intervento dell'assessore De Anna



L'assessore e la centrale: "Ascolteremo le comunità"

da: Il Gazzettino, 6 novembre 2009

"Il parere che il presidente Tondo andrà a dare in sede di Via nazionale terrà conto oltre che della posizione dei sindaci, anche delle istanze e delle aspettative, se in contrasto, dei cittadini di questi territori". L’assessore regionale all’ambiente Elio De Anna lo ha garantito ieri sera ad Alesso di Trasaghis davanti alla popolazione della Val del Lago, riunita dal consigliere regionale della Lega Nord Enore Picco per un confronto sul progetto Edipower di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. "La Regione non ha espresso ancora parere favorevole o contrario alla Via nazionale perché non è stata messa ancora nelle condizioni di avere tutte le garanzie per la salute dei cittadini che è la cosa più importante; oggi – ha spiegato De Anna davanti ad una vasta platea - abbiamo una serie di documenti, per poter portare avanti l’iter serve il parere dei sindaci ma vogliamo sentire anche la voce di quei cittadini che non la pensano allo stesso modo dei loro amministratori; c’è una fase di valutazione e di confronto, poi chi deve assumere le decisioni lo farà".
Intanto prosegue la raccolta di firme in difesa delle acque della montagna lanciata da Picco che è già giunta a circa tre mila sottoscrizioni.

sabato 7 novembre 2009

Dibattito sul Lago: il parere dell'assessore De Anna



I comitati alla Regione: no all' ampliamento della centrale

TRASAGHIS. Il Comitato per la difesa e lo sviluppo della Val del Lago chiede alla Regione di bloccare il progetto per l’ampliamento della centrale di Somplago e lo fa attraverso una raccolta firme che ha già superato quota 2500 adesioni. Questo quanto emerso ieri durante l’assemblea pubblica indetta dal consigliere regionale Enore Picco della Lega Nord, cui ha partecipato, raccogliendo aspettative, perplessità, suggerimenti da presentare poi al presidente della Regione Renzo Tondo, anche Elio De Anna, assessore regionale all’ambiente. Poco prima di ascoltare le tante persone radunatesi al centro sociale di Alesso di Trasaghis, l’assessore De Anna ha detto la sua in merito al progetto presentato da Edipower. «La Regione non ha espresso un parere al Via nazionale perchè non è stata messa in condizione di valutare sopratutto se esiste un possibile rischio per la salute dei cittadini, che va ovviamente tutelata e che è la cosa più importante. Ciò non significa che la Regione è contraria o favorevole al progetto. Ho preso parte all’assemblea perchè sul tavolo del Via nazionale la Regione verrà chiamata ad esprimere un parere. Oggi abbiamo nuovi documenti che ci permetteranno serenamente di fare una valutazione, però per esprimere un giudizio dobbiamo prima acquisire il parere dei sindaci dei Paesi interessati al progetto. Ovviamente si deve tener conto anche delle aspettative e delle perplessità della gente». «Siamo davanti a un progetto presentato per il ricavo di energia – riprende l’assessore regionale all’smbiente De Anna – che non ha eguali nel mondo, e questo ci obbliga a valutarlo in una determinata maniera. Come per gli altri progetti ci sarà una fase di discussione, una di confronto e poi chi deve decidere lo farà assumendosi di fatto le proprie responsabilità» . Durante l’incontro il consigliere regionale Enore Picco ha espresso nuovamente la sua contrarietà al progetto. «Siamo in una fase in cui vogliamo capire cosa comporterà per la nostra valle questo intervento, anche alla luce di 50 anni di esperienza e di danni. È da un anno e mezzo che si parla del progetto e ancora Edipower non ha presentato alla gente quello che vorrebbe realizzare, e questo è strano». Poi il consigliere regionale della Lega Nord ha rincarato la dose. «Il progetto di Edipower potrebbe produrre più danni del terremoto: da quello che abbiamo visto e analizzato, ma anche da come la società sta portando avanti questa esperienza di disinformazione non potrà che creare grossi problemi per tutta la valle. Il terremoto ha distrutto le case, ma quelle si possono ricostruire mentre con un intervento del genere c’è solo distruzione. Non si può ricostruire dopo aver di fatto cancellato un ambiente naturale, dobbiamo difendere i giovani e il loro futuro. Sarebbe più opportuno sviluppare per il Lago un importante discorso turistico».
Dario Venturini

giovedì 5 novembre 2009

Dibattito sul Lago: l'assessore De Anna all'assemblea di Alesso

Giovedì 5 novembre l'assessore regionale all'ambiente Elio De Anna ha partecipato ad Alesso ad un'assemblea indetta dal consigliere regionale Enore Picco.

Ha ascoltato gli interventi di operatori turistici, pescatori sportivi, amministratori, semplici cittadini in merito alle conseguenze per il lago qualora venisse attuato il progetto di potenziamento della centrale.

L'assessore De Anna ha auspicato che le diverse istanze vengano raccolte e presentate ai Comuni, gli organismi istituzionalmente delegati al rapporto con la Regione.




Nei prossimi messaggi, ulteriori dettagli sui contenuti dell'assemblea.

lunedì 2 novembre 2009

Dibattito sul Lago: Polano propone un referendum

Interviene nuovamente nel dibattito sul potenziamento della centrale di Somplago Claudio Polano, per diversi anni consigliere dell'Ente Tutela Pesca. La sua proposta mira a una estesa consultazione della popolazione per l'espressione di un parere.



«È il caso di indire un referendum »


Il ventilato progetto Edipower di ripompare l’acqua del lago di Cavazzo o dei tre Comuni nel lago di Verzegnis, per aumentare a Somplago la produzione di elettricità, registra continui botta e risposta e anche i recenti interventi a mezzo stampa rilanciano una polemica, spesso personale, che monta continuamente. Sono stato per molti anni consigliere dell’Etp, ho sempre avuto a cuore le sorti del nostro lago e perciò vorrei tentare di riportare la questione nella sua corretta dimensione, che è quella che alla fine permetterà oggettivamente di far dire, a chi di dovere, se l’opera prevista sia sostenibile o meno dall’ecosistema lacuale nella sua globalità e/o a quale prezzo. Questa estate, l’Ente tutela pesca si è espresso sul progetto, con un proprio parere (negativo), partendo dalla constatazione che il lago ha subìto profondi cambiamenti, in seguito alla realizzazione nel 1959 della centrale di Somplago, il cui scarico di acque fredde di provenienza alpina ha determinato una significativa diminuzione della temperatura delle stesse, trasformamdo il più grande lago naturale della regione da temperato caldo a bacino freddo. L’ulteriore rimescolamento e immissione di acque, previste dal progetto, che andranno giornalmente su e giù nelle condotte, vecchie e nuove, tra Somplago e Verzegnis, non potrà che peggiorare la situazione, come è stato dimostrato anche in un recente incontro pubblico, promosso dai Comuni di Trasaghis e Bordano. L’aumento giornaliero delle oscillazioni di livello renderebbe inoltre sostanzialmente inutilizzabile una parte della fascia sottoriparia del lago. Fascia, va sottolineato, dove si concentra prevalentemente l’attuale vita vegetale e animale, in quanto ormai buona parte del fondo lago è coperta dal limo proveniente dai torrenti captati a monte di Verzegnis. Perdipiù, l’aumento di frequenza delle oscillazioni del livello, oltre ad aumentare l’erosione spondale, comprometterebbe la deposizione delle uova delle principali specie ittiche presenti, il loro sviluppo e la sopravvivenza degli stadi giovanili dei pesci, soggetti a moria per asciutta o per lo stress che avrebbero per inseguire il livello dell’acqua. In seguito alle continue variazioni di livello, diminuirebbe anche il già scarso fitoplancton, che porterebbe a un ulteriore, estremo impoverimento delle specie planctonofaghe e più in generale dell’ambiente. Ci sarebbe infatti di conseguenza una diminuzione dei macroinvertebrati bentonici e di riflesso una minore disponibilità alimentare per tutti gli altri organismi. Cosa succederà poi in periodi di siccità? Esisterà ancora il canale emissario, che alimenta il Leale e gli permette di confluire nel Tagliamento a Peonis? O l’acqua sarà trattenuta nel bacino, con le conseguenze che, a esempio, abbiamo vissuto questa estate in occasione dell’ultima asciutta? Domande che esigono una risposta! Ma torniamo al nostro lago. Soprattutto, sarà necessario garantire allo stesso, adesso e sempre, un livello minimo, (quota 194,50 Sade), per evitare che vada in asciutta il canneto di Alesso, dove vive o meglio sopravvive una popolazione di Ciprinidi e Percidi. Magari nello stesso canneto, in un’auspicabile futura rinaturalizzazione del lago, potrebbe essere creata una serpentina di attraversamento dello stesso, intervallata da specchi d’acqua di diversa dimensione e profondità, dove le acque, potrebbero riscaldarsi e permettere una biodiversità tale da invertire l’attuale scarsa possibilità di sopravvivenza e riproduzione. La riapertura, magari in scala ridotta, tecnicamente fattibile, dell’antico "taj lal lac", l’emissario naturale del bacino lacustre, potrebbe essere un ulteriore intervento di riqualificazione dello stesso, rimettendo come un tempo in comunicazione il lago con il bacino del Tagliamento, tramite il torrente Leale. Una via d’acqua e di pesci, in particolare dell’anguilla, specie oggetto recente di una Direttiva comunitaria di salvaguardia, che permetterebbe un ulteriore ripopolamento naturale dell’ambiente lacuale. Ecco perciò la mia proposta ai Comuni rivieraschi di far effettuare anche uno studio di carattere ambientale sull’impatto di questo progetto e poi, alla luce dello stesso e di tutte le altre considerazioni che riterranno opportune, decidere se è preferibile perdere un altro pezzo del nostro lago a fronte delle eventuali compensazioni, che sono già state presentate a vario titolo. Mi permetto infine di fare una proposta, in nome della democrazia e della partecipazione. Perché non indire, in seguito alla petizione in corso e dopo opportuni dibattiti pubblici sui vari aspetti del progetto, un referendum popolare nei Comuni della Val del Lago? Così facendo, la popolazione potrà liberamente dire se vuole o meno questo intervento, con tutto ciò che ne consegue. La volontà popolare così espressa dovrà essere serenamente accettata da tutti, amministratori e amministrati, e potrà mettere fine a una diatriba che, a mio parere, ha già causato troppe divisioni e danni.

Claudio Polano Gemona


(dal "Messaggero Veneto" del I novembre 2009)

domenica 1 novembre 2009

Dibattito sul Lago: presentata un'interrogazione in Regione



Il Consigliere regionale Enore Picco tuona contro il progetto Edipower di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago "che rischia di fare più danni di un terremoto". Il rischio di una "devastazione ambientale" fa il paio con un profitto nullo per la comunità dell'Alto Friuli: "di questa energia di Somplago sul territorio regionale non rimane neanche un kilowatt", ha denunciato il consigliere regionale della Lega Nord in una conferenza stampa a cui hanno preso parte anche il capogruppo Narduzzi e l'assessore Violino. Picco ha rivolto un'interrogazione all'assessore all'Ambiente De Anna per chiedere se la Giunta regionale è a conoscenza di tutte le implicazioni. Il piano prevede "il raddoppio da 66 a 110 metri cubi al secondo della portata d'acqua turbinata e scaricata nel lago di Cavazzo", la cui oscillazione del livello dell'acqua è "tutta da verificare. Il livello del lago, in base al progetto, andrà su e giù di un metro, ma secondo i nostri tecnici – ha aggiunto il rappresentante leghista – si deve parlare del doppio". Contro il progetto Edipower sono state avviate alcune raccolte di firme e le sottoscrizioni sono già arrivate "almeno a quota 1300-1500". La Lega Nord ripropone l'attualità di un volume pubblicato nel 1981, "Fatti e misfatti Sade- Enel in Carnia" di Lucio Zanier per indicare quali sono le strategie energetiche che creano rischi. "Le malefatte di cinquant'anni non ce le possono far ridigerire. Io non chiedo di piantare la pietra tombale sul piano della centrale – ha precisato Picco -, ma quanto meno che vengano rispettati il territorio e i cittadini". Secondo il consigliere leghista, "per ottenere il disco verde dalla Via è stato seguito un iter molto strano, escludendo dalle consultazioni i Comuni del territorio e i soggetti che avrebbero dovuto essere interpellati". Ora le amministrazioni locali devono lavorare d'accordo. Il pericolo che si corre è di desertificare la montagna e di trasformare i laghi di Cavazzo e di Verzegnis "in delle pozzanghere".

(da "Il Gazzettino" del 30 ottobre 2009)

lunedì 19 ottobre 2009

Dibattito sul Lago: su You Tube un servizio filmato sull'assemblea


Un servizio di D.Venturini per il portale Alto Friuli presenta voci e volti degli intervenuti all'assemblea di Alesso del 12 ottobre sull'ampliamento della Centrale di Somplago.




Il video può essere visionato cliccando qui:
http://www.youtube.com/watch?v=A9i1Zi7tCLA

venerdì 16 ottobre 2009

Dibattito sul Lago: polemiche dopo l'assemblea pubblica




Somplago, polemiche fra amministratori

La Regione sollecitata a esprimere un parere

Messaggero Veneto — 15 ottobre 2009


TRASAGHIS. La pubblica assemblea sul tema dell’ampliamento della centrale di Somplago, convocata dai sindaci di Trasaghis e Bordano lunedì sera ad Alesso, ha dato adito anche a qualche nota polemica tra ex e attuali amministratori della zona, con i primi che hanno sottolineato una volta ancora «la poca trasparenza e la mancanza di comunicazione da parte dei Comuni coinvolti nel progetto di Edipower». Accuse rimandate al mittente: «Ci sembrava più opportuno – hanno detto i sindaci di Trasaghis e Bordano –, informarci meglio sul progetto prima di riferire alla popolazione». Ed entrambi i primi cittadini si sono detti aperti al dialogo con le altre forze in gioco: «Saremmo felici di collaborare con il “Comitato per lo sviluppo e la difesa della Val del Lago”, purché questo sia costruttivo e non una presa di posizione aprioristica». I sindaci di Trasaghis e Bordano inoltre hanno detto la loro sulla decisione della Regione, che nelle scorse settimane aveva di fatto sospeso il parere sul progetto perché non risultava chiaramente evidenziata l'assenza di pericoli, anche solo potenziali, per l'ambiente. «C'è stata la volontà di non esprimersi – ha detto Augusto Picco di Trasaghis –. Secondo me la Regione doveva invece correttamente esprimere un parere in merito». Più duro il sindaco di Bordano Colomba. «L'atteggiamento della Regione – ha detto – mi è parso come una lavata di mani». Tra i consiglieri regionali presenti c’era anche Enore Picco (Lega Nord) che ha sottolineato come le amministrazioni non hanno fatto in questo caso sufficiente informazione. «Ci troviamo nella stessa situazione di Davide contro Golia - ha detto Picco –, proprio per questo motivo cercherò di farmi carico della situazione». Il consigliere di minoranza Sandro Della Mea (Partito democratico) invece, ha ricordato che ci sarà tempo fino alla conferenza di servizi per esprimere tutte le osservazioni.

Dario Venturini

giovedì 15 ottobre 2009

Dibattito sul Lago: resoconto dell'assemblea pubblica


Lunedì scorso, nel Centro Studi di Alesso, si è svolta l'assemblea pubblica sul problema del potenziamento della Centrale di Somplago organizzata congiuntamente dai Comuni di Bordano e di Trasaghis.



Centrale, due Comuni sono favorevoli
(dal Messaggero Veneto del 14 ottobre 2009)


Il Comune di Bordano favorevole all’ampliamento della centrale di Somplago, Trasaghis non si pronuncia ma la posizione non sembra differire da quella del comune contermine: è quanto emerso lunedì sera al centro studi di Alesso, nell'affollata assemblea pubblica indetta dai sindaci delle due amministrazioni per discutere del progetto di Edipower. Si delineano dunque le posizioni, compresa quella di Legambiente, che invece è molto cauta sul progetto. In esso è prevista l'installazione, nella già esistente centrale idroelettrica, di due gruppi reversibili (per una potenza complessiva di circa 124 MW) e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km) in affiancamento a quella già esistente, al fine di permettere il pompaggio dell'acqua tra il Lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. «A fine luglio – ha spiegato Augusto Picco, sindaco di Trasaghis – avevamo richiesto con parere di giunta una proroga di 60 giorni per poter dare un parere e, in subordine, poter dare un parere positivo con prescrizioni. La proroga ci ha permesso di approfondire il progetto. Nelle prossime settimane continueremo a tenere monitorato tutto l'iter autorizzativo». Più netta la posizione di Bordano. «La Regione – precisa Gianluigi Colomba, sindaco di Bordano – ci aveva contattati il giorno precedente il termine per la presentazione del parere, abbiamo chiesto una proroga per valutare attentamente tutto l'aspetto tecnico del progetto e non ci è stata data neanche risposta. Successivamente abbiamo appreso dalla delibera regionale che il parere del nostro Comune è stato recepito come consenziente in quanto non c'è stata una manifestazione espressa». «Si tratta – riprende Colomba – di un impianto di pompaggio che produce energia nei momenti di effettivo bisogno. Considerando che impianti di questo genere sono già stati realizzati in Italia e all'estero, ritengo sia un progetto estremamente positivo». «Vogliamo approfondire – ha detto l'ingegner Giorgio Cavallo, presidente di Legambiente – alcuni temi relativi al progetto stesso per quanto riguarda l'impatto ambientale in particolare sul lago dei Tre Comuni ma anche sull'insieme del progetto industriale e finanziario che determina questa scelta. Si tratta di problemi di fondo che possono far valutare la posizione sul progetto in maniera più decisa. Noi attualmente esprimiamo delle forti contrarietà rispetto ad alcuni aspetti ambientali». Attilio Facchin che ha seguito il progetto per tutte e quattro le amministrazioni coinvolte ha ricordato: «Ai Comuni di Trasaghis e di Bordano si chiedeva un “apporto collaborativo” che, ovviamente, non ha lo stesso peso di quello di Verzegnis e Cavazzo, dove sarà realizzata l'opera». Continua intanto la raccolta firme contro il progetto promossa dal “Comitato per lo sviluppo e la difesa della Val del Lago”. Dario Venturini

sabato 10 ottobre 2009

Dibattito sul Lago: la posizione di Edipower

Somplago, Edipower rassicura

Raccolta di firme e comitati contro il potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. Edipower risponde rassicurando le comunità: il progetto non ha alcun tipo di impatto negativo e, anzi, è stato inserito dallo stesso Ministero tra quelli di valenza ambientale. “Il nostro Paese ha preso precisi accordi con l’Unione Europea per la riduzione dell’emissione di Co2 in atmosfera - ricorda il caponucleo, Salvatore Marchese -, il progetto di Somplago guarda proprio in questa direzione. Abbiamo eseguito ogni tipo di studio possibile e presentato integrazioni dettagliate e complete, dal settore biologico a quello della velocità dell’acqua. Le popolazioni della zona possono stare tranquille perché la fluttuazione dei laghi di Verzegnis e di Cavazzo saranno molto limitate: a fronte di una variazione concessa del livello di quattro metri, ci siamo limitati a un solo metro. In sostanza non cambierà nulla”. Cambierà, invece, la capacità di produrre energia che aumenterà di 277 gigawatt ora da sommare ai 400 gigawatt ora attuali (per il totale di 677 gigawatt finali). “Le strutture di base già esistono - spiega Marchese - perché realizzate dalla Sade negli anni Cinquanta. L’energia che arriva dall’acqua è la più pulita e quella che dà maggiori garanzie in termini di fornitura: contrariamente a quella del vento e a quella del sole, anch’esse rinnovabili, la forza dell’acqua è accessibile sempre”. A questo servono gli invasi.
«C’è ancora difficoltà nel comprendere l’importanza dell’accesso alle fonti energetiche: per questo, periodicamente, noi apriamo la centrale e facciamo vedere come dall’acqua si passa alla lampadina di casa». Adesso la documentazione per l’ampliamento della centrale è all’esame del Ministero dell’ambiente che, tra poche settimane, si esprimerà in merito. La valutazione di impatto ambientale, infatti, è nazionale e non regione. Ottenuto l’okay da Roma l’iter passerà in Friuli-Venezia Giulia dove sarà preso in esame da tutti i soggetti, compresi i Comuni il cui parere, al momento è solo consultivo e non vincolante. “Il nostro impegno - dice Marchese - è mantenere un ambiente pulito e sano, e fornire al contempo alla comunità un’energia altrettanto pulita e che serve per vivere ogni giorno”.
L’investimento per questo mega progetto è di 100 milioni di euro. L’iter autorizzativo si concluderà entro il 2010.

Paola Treppo - Il Gazzettino 10 ottobre 2009


venerdì 9 ottobre 2009

Dibattito sul Lago: i Comuni propongono un'assemblea


Dopo tante discussioni, anche i Comuni di Trasaghis e di Bordano hanno deciso congiuntamente di esporre, in una assemblea pubblica, il parere delle Amministrazioni comunali in merito al raddoppio della funzionalità della Centrale di Somplago. L'appuntamento è per LUNEDI' 11 ALLE 20.30 NEL CENTRO SERVIZI DI ALESSO.





Centrale di Somplago, si mobilitano i sindaci

(Messaggero Veneto — 08 ottobre 2009)

TRASAGHIS. Ampliamento della centrale di Somplago al centro di un incontro che si svolgerà lunedì alle 20.30 nel centro studi di Alesso, organizzato dai sindaci dei Comuni di Trasaghis e Bordano, rispettivamente Augusto Picco e Gianluigi Colomba. Al tavolo dei relatori, come preannunciato, siederanno il tecnico che ha seguito il progetto per le due amministrazioni Attilio Facchin, i due sindaci e Giorgio Cavallo, presidente regionale di Legambiente. Alla serata è invitata a partecipare tutta la popolazione così come sono invitati il "Comitato per lo sviluppo e la difesa della Val del Lago"e gli ex amministratori che a più riprese hanno manifestato la loro contrarietà al progetto. Diverso invece il discorso per Cavazzo e Verzegnis, in questo caso i sindaci hanno optato per un altro incontro informativo, organizzato nei propri paesi per il mese di novembre. Se quasi certa è la loro presenza nell'incontro di lunedì, non è nemmeno escluso che prendano la parola durante il dibattito. (...)

sabato 3 ottobre 2009

Dibattito sul Lago: iniziative parallele

Mentre prosegue una raccolta di firme contro l'ampliamento della centrale di Somplago, le Amministrazioni comunali preannunciano l'indizione di una assemblea pubblica per la disanima del problema.

Somplago, già raccolte 1.200 firme contro l'ampliamento della centrale

TRASAGHIS. Ha già raggiunto numeri ragguardevoli la raccolta di firme promossa dal Comitato di sviluppo e difesa della Val del Lago contro il progetto di ampliamento della Centrale di Somplago di proprietà dell’Edipower. Sono 1.200 le sottoscrizioni nell'arco di appena una settimana. «Siamo soddisfatti – spiega Anna Maria Gisolfi, portavoce del comitato – di come sta procedendo la raccolta di firme contro il progetto per l'installazione, nella già esistente centrale idroelettrica, di due gruppi reversibili e di una nuova galleria di adduzione». «Dobbiamo ancora unire tutte le schede e conteggiarle ma pare che le firme, già nei primi giorni di raccolta, abbiano ampiamente sforato il muro dei mille ». Il successo della raccolta secondo la portavoce del Comitato sarebbe da ricercare nel passato. «Da oltre mezzo secolo – continua Annamaria Gisolfi – il Lago dei Tre Comuni viene deturpato con progetti scellerati che non tengono conto né della ricaduta ambientale, né tanto meno della perdita economica e turistica che provocano nel tempo su tutta la zona». Le consultazioni pubbliche erano state chieste da Franceschino Barazzutti durante l'incontro organizzato dallo stesso nel centro sociale di Alesso assieme al consigliere regionale Enore Picco. Il comitato vuole l'archiviazione del progetto, come del resto chiedono anche gli ex amministratori della Val del Lago (tra questi Dino Rabassi e Loredano Tomat) e l'Ente tutela pesca che hanno detto “no” al progetto presentato da Edipower anche in seguito alla presa di posizione dell'ente regionale che ha sospeso di fatto il parere perché nel progetto presentato dalla Edipower «non risulta evidenziata l'assenza di pericoli». Due giorni fa intanto gli attuali amministratori della Val del Lago e nella fattispecie il sindaco di Trasaghis Augusto Picco e il sindaco di Bordano Gianluigi Colomba si sono incontrati per discutere dell'argomento e indire un'assemblea pubblica che probabilmente si terrà sempre nel centro sociale di Alesso, lunedì 12 ottobre alle 20. La data non è ancora ufficiale ma è molto probabile che venga confermata a giorni dagli stessi amministratori. Alla serata cui è invitata a partecipare tutta la popolazione locale, gli ex amministratori e i promotori dei precedenti incontri. Sul banco dei relatori siederanno oltre ai sindaci dei paesi coinvolti dal progetto, il tecnico che ha seguito il progetto per i comuni e, presenza da confermare, Giorgio Cavallo presidente di Legambiente.

Dario Venturini

domenica 27 settembre 2009

Dibattito sul Lago: resoconto di un'assemblea

Mercoledì 23 settembre ha avuto luogo ad Alesso un'affollata assemblea per discutere le tematiche legate all'ampliamento della centrale di Somplago.


Il Messaggero Veneto del 24 settembre 2009, a pagina 14, ha dato conto correttamente delle risultanze dell'incontro pubblico e della posizione dei gestori della Centrale:


Centrale, timori per il futuro del lago

TRASAGHIS. Grande affluenza e partecipazione per l’assemblea pubblica organizzata, ieri sera, nel centro sociale di Alesso dal consigliere regionale Enore Picco e dal già sindaco di Cavazzo, Franceschino Barazutti. Tema della serata, per la seconda volta nel giro di qualche mese, il progetto presentato da Edipower per l'ampliamento della centrale di Somplago. C’è la convinzione da parte degli ex amministratori locali che il progetto di Edipower, se venisse realizzato, provocherebbe un impoverimento e un deturpamento dell’intero territorio, compromettendo definitivamente ogni possibilità di sviluppo. Sotto accusa finiscono tutti gli attuali sindaci, Dario Iuri (Cavazzo), Augusto Picco (Trasaghis) passando per Gianluigi Colomba (Bordano), tutti "rei" secondo gli ex amministratori, ma anche secondo il Comitato di sviluppo e difesa della Val Del Lago di un mancato confronto con la popolazione locale, che ora chiede a gran voce di archiviare il progetto e nel contempo ha promosso una raccolta firme contro il progetto. "Scriveremo delle memorie – ha dichiarato Franceschino Barazutti – al Ministero e alla Regione per esporre chiaramente le nostre ragioni. Chiederemo sia che il Lago venga inserito nel Piano Regionale Tutela Acque, sia delle consultazioni pubbliche, cosa che avrebbero dovuto fare gli attuali Sindaci della Val Del Lago". Centro della questione il livello dell’acqua e l’informazione ai cittadini. "Il progetto – dice Dino Rabassi, ex sindaco di Trasaghis – è noto ai sindaci da oltre un anno, come è noto del resto anche il forte impatto sul lago, il quale, se il progetto fosse attuato, sarebbe ridotto a mero bacino di accumulo idrico, fango e olii, precludendo qualsiasi sviluppo futuro. Inoltre l’immissione di 110 mc/sec di acqua rispetto agli attuali 66 e il relativo sollevamento può solo creare un forte impatto negativo sul lago e le sue rive, e non certo i benefici descritti nel progetto. L’investimento di 100 milioni di euro avrebbe ricadute minime sulla valle e al termine dei lavori seguirà il deserto e il lago sarà definitivamente rovinato". Più cauta Legambiente. "Prima di esprimerci dobbiamo approfondire – spiega Giorgio Cavallo, presidente di Legambiente – la questione legata ai livelli dell’acqua. Ciò quanti metri cubi d’acqua vengono pompati e rilasciati, e gli effetti che questi produrrebbero sul lago". Il consigliere regionale Enore Picco infine punta il dito contro la disinformazione. "Non è possibile che gli amministratori non si siano confrontati con i cittadini, questo è grave. Non siamo nè favorevoli nè contrari al progetto, dobbiamo renderci conto che l’acqua è l’oro trasparente del futuro e prima di venderlo a una Spa che esporta la sua energia all’estero è il caso di parlarne e di discutere ampiamente con la popolazione".
Dario Venturini


"Tutti gli studi e le ricerche dimostrano la compatibilità ambientale del progetto"

TRASAGHIS. "Gli studi e le ricerche effettuate riportati nello Studio di impatto ambientale prodotto per la procedura Via dimostrano la compatibilità ambientale del progetto sull'ampliamento della centrale di Somplago": così Edipower, società che vorrebbe potenziare l'impianto, risponde alle riserve e alle preoccupazioni espresse da più parti, Regione Friuli Vg compresa. I responsabili della società sottolineano come l’istallazione dei due nuovi gruppi reversibili per una potenza complessiva di circa 124 MW e la realizzazione di una seconda galleria di 8,5km "consentirà, a parità di acqua utilizzata, un aumento della produzione e della potenza nelle ore di maggior richiesta, con una diminuzione della produzione da fonte termoelettrica fossile". L'ampliamento della centrale, sempre secondo Edipower "costituisce il naturale completamento dell’impianto, già previsto al momento della costruzione della centrale negli anni ’50" e questo consentirà inoltre di utilizzare "opere già realizzate completamente o in parte senza la necessità di doverne costruire ex-novo". La realizzazione del progetto – si legge nella nota emessa da Edipower – non comporta, infatti, modifiche alle opere di presa della diga sull’Ambiesta, alle opere di restituzione nella loro totalità e alle opere di regolazione del livello nel lago di Cavazzo, in quanto queste sono già state realizzate negli anni ’50 in previsione di un successivo ampliamento". La società spazza via ogni dubbio anche in merito alle variazioni dei livelli dell'acqua e cita studi e ricerche (geologiche, idrologiche, biologiche e monitoraggi nonchè modelli previsionali)nonchè un progetto di recupero ambientale che evidenziano la compatibilità del progetto. "Il progetto non comporta alcun incremento dell’acqua attualmente utilizzata, né variazione alcuna dei livelli attuali massimi e minimi nei laghi di Cavazzo e Verzegnis". L’ampliamento della centrale secondo le stime della stessa società comporterà circa 25 - 30 mesi di attività e l’impiego di 60 addetti nella fase di picco e un investimento di circa 100 milioni di euro. L’intervento, sottolinea infine Edipower, è incluso nell’Accordo di programma siglato con il Ministero dell’ambiente per la riduzione delle emissioni di CO2.
(d.v.)

mercoledì 23 settembre 2009

Dibattito sul Lago: altri contributi di discussione

dal Messaggero Veneto — 19 settembre 2009 pagina 18 sezione: UDINE

LAGO DI CAVAZZO /1
No ai sindaci in torri d’avorio

Era solo il 1987, eppure sembra preistoria. In quell’anno, di fronte alla richiesta del Consorzio Ledra-Tagliamento di prelevare acqua dal Lago dei Tre Comuni (Cavazzo) vi fu una sorta di sollevazione popolare, con la raccolta di oltre 12 mila firme contrarie al progetto e l’organizzazione di un convegno tecnico-scientifico nel quale furono esaminate e dibattute le specificità del lago (il maggior specchio lacustre della Regione, danneggiato sensibilmente dai lavori idroelettrici della Sade-Enel negli anni 50 e faticosamente impegnato in una operazione di rilancio turistico e naturalistico). Allora, in prima linea, a promuovere la salvaguardia del lago, vi erano le amministrazioni comunali. Cos’è cambiato, in poco più di vent’anni? Edipower, proprietaria della centrale di Somplago, ha chiesto recentemente di aumentare la produzione di energia elettrica, ripompando l’acqua del lago nel serbatoio di Verzegnis, in modo da utilizzare l’acqua proveniente dall’alto bacino del Tagliamento due volte. Le notizie su tale progetto hanno provocato timori negli abitanti dei paesi interessati alle opere, a proposito essenzialmente di due aspetti, l’accresciuto turbinio delle acque e la variazione di livello delle acque del Lago, che comprometterebbe ulteriormente la natura. Pur non essendo in grado di esprimere un parere tecnico sul progetto, si vuole qui riflettere sulle modalità di percezione del problema. Quel che si è saputo, essenzialmente, lo si è letto sul Messaggero Veneto. E i Sindaci? Quello di Cavazzo, dopo aver detto di cercare "decisioni condivise che se da una parte sostengono investimenti privati, dall’altra salvaguardano l’ambiente" ha concluso, sempre sul Messaggero Veneto, con un fideistico "lasciateci lavorare" (15 agosto), quello di Bordano ha definito il progetto "in grado di apportare una ricaduta economica favorevole su tutta l’area" (19 agosto), quello di Trasaghis, descrivendo l’amministrazione impegnata in "ulteriori valutazioni e analisi", ha preannunciato sostanzialmente un parere favorevole all’esecuzione dell’intervento, pur subordinandolo all’osservanza di alcune prescrizioni (25 agosto). Quindi, nella Valle del Lago, circola una atmosfera di "già tutto deciso" accanto a perplessità che emergono da tante parti. Certo, gli amministratori sono stati eletti per rappresentare e sostenere gli interessi della popolazione. Sarebbe un peccato, però, disperdere la domanda di partecipazione popolare, chiudersi nelle torri d’avorio del decisionismo. Basterebbe, in fondo, che le amministrazioni comunali organizzassero (magari congiuntamente) una o più assemblee pubbliche per informare e illustrare i termini della questione, su un piano tecnico, economico, naturalistico! Per chiudere, ancora un richiamo al "clima" del 1987: le cronache di quei mesi favoleggiavano di un possibile "by-pass" capace di evitare al lago l’immissione di acqua fredda e fangosa dalla centrale. Il relativo dispendio economico fece in breve abortire la stessa formulazione dell’idea. Passò quasi inosservata, invece, la proposta contenuta nella tesi di laurea dell’ing. Giancarlo Pillinini che, in quegli anni, ipotizzò una serie di accorgimenti, da attuarsi all’altezza dello sbocco della centrale, atti a stabilizzare la temperatura e ridurre considerevolmente l’apporto fangoso dello scarico nel Lago. Si tratta di proposte che, valide per l’esistente, potrebbero ancor di più essere riprese e servire da elemento di discussione in un confronto "inter pares" tra Edipower e i Comuni lacustri. Fondamentali, comunque, qui e sempre, l’informazione e il confronto.
Pieri Stefanutti ed Elena Vidoni Alesso


LAGO DI CAVAZZO /2
Affermazioni senza riscontro

Mi riferisco all’intervista del sindaco di Bordano pubblicata sul Messaggero Veneto del 19 agosto dal titolo "Centrale, un opera di valenza ambientale – Lo sostiene il sindaco di Bordano". Come cittadino residente nella Valle del lago, interessato dal progetto di ampliamento della centrale di Somplago, vorrei chiedere al sindaco di Bordano di elencarmi le valenze positive sull’ambiente dell’opera progettata a cui fa riferimento nella sua intervista e di quantificarmi le ricadute economiche che dovrebbero mettere in moto lo sviluppo dell’intera zona per le quali il suo Comune ha già espresso il parere favorevole. Su questo ultima domanda vorrei che mi rispondesse in maniera precisa tralasciando quelle derivanti dai fondi Bim (ossia dai fondi derivanti dai canoni pagati dai concessionari delle derivazione idroelettriche). Faccio queste domande perché ho avuto modo di esaminare, anche se frettolosamente, la documentazione depositata, ma devo dire sinceramente che delle affermazioni del sindaco non ho trovato riscontro.
Angelo Stefanutti Alesso


LAGO DI CAVAZZO /3
Minoranza corretta e leale

In premessa, vogliamo ribadire che le sorti del lago stanno a cuore a tutti, maggiormente a noi che abbiamo ricoperto negli anni passati responsabilità politiche e amministrative. Tante parole sono state dette e scritte in questo ultimo periodo, sulla mancata informazione, sulle tante approvazioni che ci sarebbero state, quindi di tutto e di più. Facendo una riflessione serena è da dire che in questi ultimi anni si è fatto e investito molto sul lago dei tre Comuni, interventi di riqualificazione ambientale, migliorato la viabilità per la fruizione delle sponde lacustri e notevole miglioramento dal punto di vista della balneazione. Già prima della creazione degli stagni ecologici, si parlava ("marzo 1992" riunione svolta nella sede del municipio di Trasaghis con l’amico e compianto ing. Angelo Ermano all’epoca presidente dell’Ente Tutela Pesca del Fvg) della riapertura del vecchio emissario del Lago dei Tre Comuni, attraverso uno studio di fattibilità. Per arrivare a giorni nostri, ed entrando nello specifico del problema e per quanto ci riguarda, ripercorriamo il percorso e la posizione assunta dall’allora gruppo di minoranza "Intesa per Trasaghis". Il 7 luglio 2008, ci fu una riunione informale del consiglio comunale di Trasaghis, dove fu illustrata una proposta di progetto per il potenziamento degli impianti della centrale di Somplago da parte della società Edipower di Milano. Poi il consiglio comunale di Trasaghis il 4 agosto 2008 si riuniva in forma ufficiale per esaminare anche un parere sull’intervento di potenziamento della centrale di Somplago, in quella sede non fu presentato il progetto completo dell’intervento, ma un elaborato di massima, il gruppo di minoranza in quella sede esprimeva in linea di principio un parere di massima positivo (senza nessun preconcetto), con riserva e qui citiamo le parole trascritte sul verbale: "Esprimendo un parere di massima favorevole sull’ipotesi di progetto proposto subordinato comunque all’esame di un elaborato più completo e dettagliato". Dopo questa data, in consiglio comunale, non c’è stato alcun provvedimento legato al potenziamento della centrale di Somplago e quindi, subordinato alla visione del progetto attuativo, si approvò solo un ipotesi di progetto, per niente vincolante all’intervento definitivo. Il progetto completo è stato depositato all’ufficio segreteria del municipio di Trasaghis nel febbraio 2009, fu portato in consiglio comunale il 20 aprile 2009 (ultima seduta utile prima delle elezioni) e all’epoca il punto fu rinviato, su proposta del presidente. Analizzando le date, si evince che nella famigerata delibera dell’agosto 2008 emergeva la volontà di conoscere nel dettagli il progetto prima di esprimere un parere sull’intervento e dopo aprile 2009 non ci fu discussione perché il punto fu ritirato. Nei mesi successivi ad agosto 2008 nessuno ha detto nulla, anche se sulla stampa locale erano riportati ogni volta i lavori del consiglio comunale e quindi anche la seduta del 4 agosto 2008. Poi c’è stata la pubblicazione sul Bollettino comunale di Trasaghis dell’ipotesi di intervento e non c’è stata ressa per prendere visione del progetto depositato in municipio da parte della società Edipower di Milano. Concludendo, il gruppo di minoranza ha mantenuto in tutti gli anni un atteggiamento leale responsabile e corretto.
Rudy Cucchiaro, Roger Tomasino, Enzo Vidoni, Massimiliano Vidoni, Sonia Vidoni ex gruppo di minoranza Intesa per Trasaghis

LAGO DI CAVAZZO /4
Trasparenza e compensazioni

Il volantino "Occhio al lago!" sul potenziamento della centrale di Somplago ha fatto perdere la testa al sindaco di Cavazzo Dario Iuri, che ha steso, addirittura su carta intestata del Comune, una risposta diffusa a mo’ di volantino e pubblicata sulla stampa. Eppure, quel volantino conteneva solo: 1) uno schema del progetto; 2) alcuni dati tecnici e valutazioni forniti da Edipower; 3) la contestazione degli stessi; 4) l’invito ai sindaci a non commettere l’errore commesso con la Sade e a non accettare l’oscillazione di 1 mt (ma sarà di più!) del livello che comporterebbe la definitiva rovina del lago; 5) l’invito alla popolazione a rifiutare di essere tenuta all’oscuro e a pretendere di essere informata e coinvolta nelle decisioni. Tutto qui! Nel volantino non c’erano le espressioni "svendere", "in barba agli interessi dei concittadini", "festa del pesce", che il sindaco scrive. Insomma, un normale volantino d’informazione e di esposizione di posizioni. Ma è bastato questo a far adirare il sindaco Iuri, a farlo sentire leso nella sua maestà, ad agitarlo a tal punto da fargli cadere la maschera. Così si sono rivelate l’insofferenza per le opinioni diverse dalla sua e una concezione autoritaria e assoluta del mandato elettorale. Infatti: 1) "Sarà mia premura, quando la giunta comunale lo riterrà opportuno, dare ampia informativa sullo stato dell’arte del progetto", così egli scrive. Significa che egli ritiene che i suoi cittadini non abbiano diritto di conoscere lo stato attuale delle cose e di seguirle, ma lo sapranno, se egli lo vorrà, forse solo dopo che avrà deciso tutto, cioè a posteriori. Significa che, per lui, i cittadini hanno solo il diritto di andare a votare ogni 5 anni, ma poi non devono mettere il becco nelle cose del Comune e se lo fanno rompono. Infatti, la sua amministrazione non fa informazione e comunicazione, non tiene assemblee, che danno fastidio se tenute da altri. La scusa per non fare informazione è che, tanto, "la gente non s’interessa", mentre in realtà gli fa comodo che non s’interessi. L’assenza in consiglio comunale dell’opposizione accentua questi aspetti negativi. 2) Lo Iuri-pensiero è chiarito dal "lasciateci lavorare!" che chiude la sua lettera. I governanti democratici dicono "lavoriamo insieme", il che congiunge. Quelli autoritari invece dicono "lasciateci lavorare", il che disgiunge. 3) Per scaricarsi dalla responsabilità il sindaco Iuri sottolinea che "la competenza autorizzativa spetta al ministero". Vero! Ma noi invece sottolineiamo "sentita la Regione e gli enti territoriali". Quindi gli amministratori comunali sono corresponsabili avendo dato pareri favorevoli. 4) Il sindaco Iuri se la prende con il "partito del No!, a prescindere". Ma con il suo operato sul progetto Edipower si è collocato nel "partito del Sì!, a prescindere", che è l’altra faccia della stessa medaglia. Sull’autostrada Cavazzo-Cadore e sull’elettrodotto sta nel "partito del No!". Sarebbe stato opportuno che si fosse chiarito le idee prima di scrivere quello che ha scritto al riguardo. 5) Come faccia – così scrive – "a scongiurare qualsiasi ulteriore alterazione dell’acqua, delle sponde e delle aree limitrofe dei due laghi" resta un mistero dal momento che un’enorme massa d’acqua di 110 mc/sec sarà in continuo movimento sia all’interno del lago sia tra Somplago e Verzegnis. Saremmo ben lieti – e gliene daremmo atto – se fosse come egli dice. Ma i miracoli li lasci a Gesù. 6) Fa finta che sia gente di Enemonzo a "vigilare" sul lago, mentre sa bene che l’estensore del volantino – il presidente del Comitato tutela acque – è persona a lui ben nota, ex sindaco di Cavazzo, che delle vicende del lago e della sua valle sa più di lui, avendole vissute in prima persona, e che, per il ruolo primario svolto e quale cittadino, ha tutto il diritto di dire la sua. 7) Si tranquillizzi il sindaco Iuri. I Comitati continueranno a dire la loro sui problemi emergenti del territorio montano. È il loro compito. Lo consente la Costituzione. Se ciò gli dà fastidio, sono problemi suoi. Non si sta con i Comitati quando fa comodo e poi bastonarli quando non lo fa più! 8) Restiamo convinti che il progetto Edipower sia stato gestito male nei modi e nei contenuti, che una mobilitazione della popolazione locale e dell’opinione pubblica avrebbe dato maggiore forza alle ragioni locali per salvare il lago, ai sindaci stessi e creato ben altre prospettive. Ma i sindaci pare abbiano, purtroppo, preferito mollare il lago e buttarsi sulle "compensazioni". Quali?
Franceschino Barazzutti per il Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento, il Comitato Peraltrestrade Pas Dolomiti, l’associazione Movimento Mont Tolmezzo

domenica 20 settembre 2009

Ampliamento della Centrale: la Regione (per ora) dice NO

Alla Edipower la prossima mossa per il raddoppio della centrale

Da : Il Gazzettino di Sabato 19 Settembre 2009

L’assenza di pericoli per l’ambiente non è ancora stata garantita e quindi per il momento niente compatibilità regionale per la procedura di Via statale relativa al raddoppio della centrale idroelettrica di Somplago. Questa la decisione assunta dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore all'ambiente e lavori pubblici, Elio De Anna. Toccherà ora quindi alla società Edipower Spa proponente l'installazione, nell'esistente centrale sul lago di Cavazzo, di due gruppi reversibili, per complessivi 124 MW, e di una nuova galleria di adduzione nei Comuni di Cavazzo Carnico e Verzegnis, presentare le integrazioni richieste al progetto originario. Il parere regionale, specifica una nota della Giunta, "non è stato espresso in quanto nella documentazione presentata non risulta evidenziata l'assenza di pericoli, anche solo potenziali, per l'ambiente in conseguenza di una serie di carenze progettuali che saranno segnalate al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio, cui compete la valutazione di VIA in sede statale". Un progetto quello del pompaggio dell’acqua dal lago che sta raccogliendo crescenti mal di pancia, non ultimo quello dell’Ente tutela pesca che ad inizio mese aveva denunciato i possibili rischi e le ripercussioni per la fauna ittica del maggiore specchio lacustre regionale. La questione transiterà anche nel prossimo consiglio comunale di Tolmezzo previsto per fine settembre, attraverso un’interpellanza del consigliere di "Sinistra per Tolmezzo" Stefano Nonino, il quale chiederà che il sindaco del capoluogo carnico Zearo, facente parte della Conferenza dei sindaci della Conca Tolmezzina (che comprende i comuni di Verzegnis e Cavazzo) si faccia carico di informare la popolazione del progetto di ampliamento della centrale di Somplago e soprattutto si adoperi "a livello intercomunale per svincolare il lago di Cavazzo, ricchezza e bene prezioso per tutti i friulani e soprattutto per i carnici, da un'opera che potrebbe essere un'ulteriore scempio dopo quelle della Sade, dell'oleodotto e dell'autostrada". D.Z.

mercoledì 9 settembre 2009

Dibattito sul Lago: nasce un comitato

Ampliamento della centrale di Somplago: nasce un comitato contro il progetto

Messaggero Veneto — 08 settembre 2009 pagina 10

TRASAGHIS. "Da oltre mezzo secolo il Lago dei Tre Comuni viene deturpato con progetti scellerati che non tengono conto né della ricaduta ambientale, né tanto meno della perdita economica e turistica che provocano nel tempo su tutta la zona". Le parole sono di Anna Maria Gisolfi, portavoce del neo costituito "Comitato per lo sviluppo e la difesa della Val del Lago". Il monito è stato raccolto qualche settimana fa da oltre una ventina di persone, tutte residenti in zona, che in seguito all’annuncio dell’ampliamento della centrale di Somplago, si erano riunite nel centro sociale di Alesso per l’incontro organizzato dai consiglieri regionali Enore Picco e Franceschino Barazutti. Proprio lì, subito dopo quell’incontro, è nato il comitato che ora chiede a gran voce "un incontro con le amministrazioni comunali coinvolte nel progetto dell’Edipower, per discutere delle sorti del lago, soprattutto alla luce del progetto presentato dalla società". Non solo, i componenti vogliono parlare, oltre che di una possibile difesa, anche dello sviluppo; c’è la volontà rilanciare l’intera zona dal punto di vista turistico. Ma la priorità innanzitutto è quella di occuparsi del progetto dell’Edipower. "Ci rivolgiamo a tutte le amministrazioni – continua Gisolfi – e in particolare a quella di Trasaghis –. Vero è che la nuova amministrazione comunale si è appena insediata e si è trovata di fatto con l’iter del progetto già in atto però non ci risulta corrispondere al vero che il progetto viene calato dell’alto, senza possibilità di replica al Ministero di competenza. Infatti quest’ultimo ha chiesto un parere di fattibilità sia alla Regione che ai comuni coinvolti. Proprio per queste ragioni non vogliamo essere sottomessi a decisioni prese da altri che non tengono conto del volere dei cittadini che vivono ogni giorno il lago. Per prima cosa chiediamo un confronto pubblico. Dopodiché ci devono dimostrare che il progetto è indispensabile e sopratutto che non avrà ricadute ambientali. Cosa che dubitiamo fortemente visto che lo stesso comune di Trasaghis ha preso tempo e ha chiesto una proroga di 60 giorni per esprimere un parere dopo che la commissione locale del paesaggio aveva evidenziato "la possibilità di un elevato aumento dell’erosione spondale" a causa della variazioni di livello inserite nel progetto". Il comitato indica anche la strada da seguire. "Sarebbe il caso di investire – conclude Anna Maria Gisolfi – su energie alternative. A quanto ci risulta l’energia prodotta dal progetto di Edipower sarebbe uguale a quella consumata. Dove starebbe il guadagno? Infine vorrei invitare la popolazione di tutto il comprensorio a interessarsi della questione".
Dario Venturini

Dibattito sul ALgo: il parere dell'ex sindaco Rabassi

Centrale, sono mancate trasparenza e democrazia

(dal Messaggero Veneto, 1° settembre 2009)

Recentemente, in un incontro tenutosi al Centro servizi di Alesso su iniziativa del consigliere regionale Enore Picco e dell’ex sindaco di Cavazzo Franceschino Barazzutti, la popolazione di Trasaghis e, in particolare quella di Alesso, hanno avuto modo di conoscere la vera entità del progetto Edipower , i suoi scopi e le reali conseguenze ambientali. È questo un progetto di potenziamento della centrale di Somplago con l’installazione di due ulteriori turbine reversibili per il pompaggio dell’acqua dal lago dei Tre Comuni al bacino di Verzegnis e è noto ai sindaci da oltre un anno, così come è noto il suo forte impatto sul lago, il quale, se il progetto fosse attuato, sarebbe ridotto a mero bacino di accumulo idrico, di fango e oli, funzionale al solo sfruttamento idroelettrico, precludendo qualsiasi altro sviluppo futuro. Tutti gli sforzi compiuti in passato, che hanno portato a un tacito accordo con l’Enel sull’equilibrio tra lo sfruttamento idrico e fruizione turistico/ambientale, verrebbero meno, come pure il desiderio dei giovani di fermarsi in questa valle, non intravedendo alcun futuro. Per non parlare dei consistenti investimenti finora attuati dai Comuni rivieraschi, in particolare da Trasaghis. Stragi di guerra, Sade, autostrada, oleodotto, terremoti: cos’altro deve ancora sopportare questa popolazione? Cos’altro si può chiedere a questa gente se si continua ad accanirsi contro il lago e la sua valle, mentre anche chi è preposto al suo governo manca di informarla e di consultarla su un progetto così impattante e sul futuro della valle? Dov’è la trasparenza, dov’è la partecipazione, dov’è la democrazia? L’ex sindaco di Cavazzo Barazzutti nel suo recente articolo ha giustamente messo in guardia gli attuali amministratori comunali di non ripetere l’errore commesso negli anni 50 dai sindaci di allora nel loro rapporto, seppur impari, con la Sade, e ha invitato la popolazione a pretendere di essere informata e coinvolta nelle decisioni. Anche l’ex sindaco di Trasaghis Tomat nel suo recente intervento ha fornito interessanti considerazioni e indicazioni, che non vanno lasciate cadere nel vuoto. Diversamente dagli anni 50, ora c’è una cultura di base tale da distinguere un progetto utile e condivisibile da quello mirato a soli fini speculativi per cui, al di là dei sempre invocati esperti di turno, non ci vuole molto a capire che cosa provochi sul lago l’immissione di 110 mc/sec di acqua rispetto agli attuali 66 e relativo successivo sollevamento del bacino di Verzegnis. La movimentazione di una massa d’acqua così grande può solo creare un forte impatto negativo sul lago e le sue rive e non certo i "benefici" descritti nell’illustrazione del progetto fornita da Edipower, con tanto di bei pesciolini. Stupisce e indigna che, dopo che tutti e in tutte le sedi dagli anni 50 in poi hanno definito i progetti realizzati dalla Sade "indiscriminate derivazioni", "dissesto idrogeologico", "rapina delle acque della montagna", "snaturamento del lago dei Tre Comuni", ora si voglia completare proprio quel progetto Sade. E gli amministratori comunali approvano! (Vedi delibera del 4 agosto 2008 e, quindi, molto prima delle ultime elezioni amministrative che nulla hanno a che vedere sulla mancata informazione). È scorretto e deviante che certi amministratori locali, per scaricare le loro responsabilità, vadano dicendo che è tutto già deciso a Roma. Se così fosse, allora che bisogno ci sarebbe dei loro pareri? Perché rendono pareri positivi? Le procedure di Via (valutazione d’impatto ambientale) riguardano la Regione e il ministero, ma anche i Comuni interessati. Quindi la responsabilità è anche degli amministratori locali. Gli impatti negativi del progetto sul lago andranno imputati anche a loro, che hanno reso un parere favorevole. Le procedure di Via devono ancora avvenire. Quindi, non è vero che tutto sia già deciso. È il caso di ricordare a costoro – così arrendevoli – che anche nel 1987 la giunta regionale Biasutti aveva già deliberato la concessione di derivare dallo scarico del lago 25 mc/sec da immettere nel canale Ledra Tagliamento, ma la mobilitazione dei tre Comuni e della popolazione fece rientrare quella delibera e l’oscillazione del livello del lago fu evitata. Se c’è la volontà si può salvare il lago anche questa volta a condizione che gli amministratori locali mettano al centro del loro operato la difesa del lago e non le contropartite. I nostri amministratori, che si trastullano con l’investimento di 100 milioni del progetto, dovrebbero sapere che lo stesso avrà ricadute minime sulla valle: manodopera di poveri immigrati e al termine dei lavori seguirà il deserto e il lago sarà lì, rovinato definitivamente. Come accadde con le opere della Sade: gli anziani ne sono testimoni. È sconcertante che certi amministratori locali di fatto difendano il progetto Edipower e rispondano con fastidio e con il tono del potere assoluto ai loro cittadini che chiedono di essere informati e di conoscere quali accordi abbiano concluso o stiano per concludere con Edipower. Trasparenza e democrazia richiedono invece che costoro dicano chiaramente adesso, e non quando lo decideranno loro, quali accordi abbiano fatto e quali trattative stiano facendo con Edipower. Dicano se e quali iniziative hanno intrapreso verso la Regione e lo Stato per esporre quanto il lago e la valle hanno subito per gli interessi altrui e "superiori" e perché siano evitati ulteriori danni. Invece, da quando il volantino diffuso dal Comitato tutela acque ha rotto l’assordante silenzio sul progetto, i sindaci danno ampia informazione su altri temi (parco eolico e fotovoltaico, vertice per il turismo ecc). Bene. Ma inevitabilmente sorge il sospetto che lo facciano per sviare l’attenzione dal tema fondamentale, il progetto Edipower! Ma quale turismo ci può essere con l’acqua in continuo movimento, che si alza, si abbassa, va da Somplago ad Alesso e viceversa? Al consigliere regionale Picco e al ex sindaco Barazzutti va riconosciuto il merito di avere portato pubblicamente a conoscenza della popolazione i progetti di sfruttamento della nostra valle, spezzando così il colpevole silenzio generale in cui la Regione e, purtroppo, anche gli amministratori locali, ci hanno gettato quasi a voler far passare in sordina il progetto di Edipower. A questi ultimi, una domanda: perché questa sordina?
Dino Rabassi
già sindaco di Trasaghis

domenica 6 settembre 2009

Tradizionale pellegrinaggio in San Simeone

Dalèssans in San Simiòn

Intuna biela zornada di soreli, un trop di dalèssans si son zontâts ai tancj tarnebans e bordanês che, come ogni an, a son lâts su pal San Simion pa Messa che a ven fata inta gleseuta ogni prima domenia di setembre.
Al è un avôt che al va indevant di agnorums, intal segno da devozion.

giovedì 3 settembre 2009

Dibattito sul Lago: presa di posizione dell'ETP

Edipower, no dell’Ente tutela pesca
«Fauna ittica a forte rischio» con il progetto di pompaggio dell’acqua dal lago dei Tre Comuni
Cavazzo Carnico
Il progetto che la centrale Edipower realizzerà nei prossimi anni e che punta a riutilizzare le vecchie condutture costruite negli anni '50 dalla Sade per pompare l'acqua dal lago dei Tre Comuni al bacino di Verzegnis con l'obiettivo di produrre più energia per far fronte al pericolo black out, trova il parere negativo dell'Ente Tutela Pesca. Di fatto, al momento il progetto è al vaglio degli uffici regionali per la valutazione di impatto ambientale, e l'Ente Tutela Pesca è fra le realtà, assieme ai Comuni della Val del Lago, alla Comunità Montana, la Provincia, e l'Arpa a cui è stato chiesto un parere.
«Siamo stati interpellati - dice il direttore dell'Ente Emilio Gottardo - e ci siamo espressi in modo negativo. Il nostro, ovviamente, è solo un parere non vincolante, ma riteniamo che le oscillazioni che tale intervento produrrà nelle acque del lago dei Tre Comuni potrà sfavorire la deposizione delle uova e lo sviluppo delle specie ittiche nei loro stadi giovanili. Ciò creerebbe un depauperamento delle popolazioni ittiche. Dall'altro lato, Edipower ci ha assicurato che in base alle indagini fatte da loro questo non succederà». La valutazione di impatto ambientale è in corso e nei prossimi tempi si avranno i risultati di tutti i pareri messi insieme, ma intanto i pescatori sono preoccupati per la sopravvivenza di specie quali la carpa, il persico reale e il luccio: queste ultime due, tra le specie di maggior qualità all'interno della fauna ittica regionale.
Nel presentare il suo parere, l'Ente ha fatto avanti alcune richieste specifiche per compensare i rischi che si fanno avanti: «Abbiamo chiesto - spiega ancora Gottardo - che si pensi al mantenimento di opportuni habitat, degli ambienti-riparo nei canneti dove le specie possano riprodursi in tranquillità. Dall'altro lato, abbiamo anche proposto che nelle acque del lago venga realizzato un impianto incubatoio, una sorta di "allevamento galleggiante", dove sia possibile allevare le specie che vivono nelle zone umide del lago, così che in seguito sia possibile anche spostarle in altre zone della regione visto che si tratta di specie importanti, che come nel caso del persico reale sono in diminuzione in regione e sia così possibile salvaguardarle».
Per i pescatori, qualsiasi oscillazione delle acque del lago ha degli effetti aggravanti durante la fase riproduttiva della fauna ittiche: dunque, se già al giorno d'oggi ci sono delle oscillazioni, il futuro intervento potrebbe accrescere il loro numero.
Da qui la preoccupazione: «È chiaro che - dice infine Gottardo - per verificare se i nostri timori sono plausibili ci sarebbe bisogno di un modello per capire davvero quali sono le variazioni idrauliche che tale intervento produrrà e che ripercussioni queste avranno sulla fauna del lago». Dall'altro lato, Edipower, nel presentare il progetto, ha evidenziato la necessità di un tale intervento per far fronte ai black out: in pratica, si tratterebbe di utilizzare le vecchie condutture fra i due laghi di Cavazzo e Verzegnis per portare l'acqua del primo nel secondo bacino che durante la notte servirebbe per produrre ulteriore energia.
Piero Cargnelutti

(Il Gazzettino, 3 settembre 2009)