"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

sabato 27 marzo 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Franzil e quella di R. Brunetti


Democrazia personalizzata


Messaggero Veneto — 22 marzo 2010


Oggi è diventato quasi di moda parlare di inquinamento e di necessità di salvaguardare l’ambiente, ma in realtà non si fa molto e si continua, invece, ad assistere a fatti di "democrazia personalizzata", per la quale ognuno tende a gestire le cose a suo piacimento e convenienza. Bersani ha liberalizzato il mercato dell’energia e tutti sostengono il libero mercato, come toccasana: purtroppo, oggi, nessuno lo vede come una sventura, tranne coloro i quali non riescono ad arrivare a fine mese. La Edipower milanese, che gestisce la centrale idroelettrica di Somplago, è una multinazionale legata a soggetti finanziari e industriali, italiani ed esteri, quali Unicredit, Edison e altri. Essa desidera potenziare la centrale, col pericolo di danneggiare ulteriormente l’idrografia della Carnia, e a tal fine ha richiesto la concessione per scavare una nuova condotta di ben otto chilometri nelle montagne. Tramite questa, intende realizzare il "riciclaggio" dell’acqua, cosa innaturale, dal lago di Cavazzo o dei Tre Comuni al lago artificiale di Ambiesta-Verzegnis. L’energia per il pompaggio la prenderà dalle centrali nucleari o da quelle termiche a combustibile fossile, entrambe altamente inquinanti per l’ambiente e dannose alla salute della gente. Si può dire che, tecnicamente, l’operazione è un assurdo, economicamente però l’azienda troverà il modo di guadagnarci sopra. La prima risorsa saranno i contratti di compravendita: acquistare energia "sporca" di notte a basso costo e, con la stessa acqua, produrre meno energia per venderla a caro prezzo, di giorno. Come se non bastasse, l’ormai vecchia legge a sostegno delle fonti energetiche rinnovabili offre sostegno con i "certificati verdi" a coloro i quali operano per ripulire il pianeta. Purtroppo questa legge non è ancora stata modificata e concede regalie, con strane discutibili motivazioni, anche a industrie altamente inquinanti fatta passare come "assimilate" alle fonti naturali. Sono cose, a dir poco, assurde. Il guaio è che paga sempre lui: Pantalone! L’Edipower pare possa ricevere ben 500 milioni di euro, però se andiamo a buon senso non dovrebbe averne più il diritto perché per ottenere energia pulita ricorre all’energia sporca e quindi dov’è la logica? Ognuno tragga le sue conclusioni, resta solo da esclamare: "libera nos Domine" dall’ingordigia causata da dio denaro e dal mercato libero! Ritornando al problema specifico del nostro lago: farlo scomparire rapidamente con il fango portato dal "riciclaggio" oppure lasciarlo vivere e magari curarlo? Al lago Ambiesta, causare il disfacimento erosivo delle rive per colpa del saliscendi continuo dell’acqua oppure conservare l’ambiente paesaggistico? Siamo a un bivio, ma è un dilemma solamente per i politici! La gente ha le idee chiare: approvare l’ampliamento significa danneggiare tutto e tutti, tranne l’azienda richiedente! Non può neppure concepire che possa ricevere sovvenzioni con lo scopo di realizzare un riciclaggio, energicamente sporco, che alla fine provocherà la distruzione ambientale su tutto il bacino e magari la rovina del sistema idrico. I Comuni e la Regione, specialmente, hanno titolo per opporsi e negare ogni concessione, ma sono titubanti e giustamente si spera lo facciano per approfondire il problema in modo obiettivo. La popolazione però, dopo tanti dibattiti e contestazioni, intende ribadire che non accetterà più vessazioni e servitù oltre a quelle già subite in passato e anzi pretende riparazione ai mali. Non tollererà speculazione alcuna, né di locali, né di estranei. Vuole e intende che il lago ritorni come un tempo e che sia rispettato l’ambiente, avendo già dato fin troppo all’Italia e subìto per essa. Inoltre, per le strade, si dice: se qualcuno ha intenzione di cambiare, in peggio ancora, la nostra vita, non faccia cosa fatta, venga avanti a dimostrare con fatti concreti, e non con relazioni partigiane, come stanno le cose, chi avrà vantaggi, chi soccomberà e perché! Poi, si tireranno le somme e le conseguenze. Questa, che riporto, è la voce della gente. Stiamo attenti, oggi di trogloditi ne sono rimasti ben pochi! Che sia tutto da rifare, come diceva l’amato Bartali, o sia tutto da moralizzare in questa società in declino dove il dio denaro pare la faccia sempre più da padrone... Ad meliora, l’ambasciatore ringrazia i lettori.
Dino Franzil - Tarcento





I cittadini sono contrari


Messaggero Veneto — 26 marzo 2010


Ho letto le dichiarazioni del sindaco di Cavazzo Carnico comparse su questo giornale e vorrei completarle dicendo che a essere contraria all’opera proposta da Edipower non è soltanto una forza politica che fa parte della maggioranza regionale, ma la stragrande maggioranza dei suoi amministrati. Infatti molti cittadini del comune di Cavazzo Carnico hanno sottoscritto la petizione dei comitati e non soltanto per esprimere le proprie perplessità e le proprie contrarietà, ma anche per criticare chi ha preso decisioni importanti senza consultare la popolazione se non a cose fatte.
Remo Brunetti- Cavazzo Carnico

sabato 20 marzo 2010

Dibattito sul Lago: presa di posizione dei sindaci


Somplago, parlano i sindaci


TRASAGHIS. Da una parte ci sono i Comitati, che punzecchiano i sindaci dei quattro paesi coinvolti nel progetto presentato da Edipower per l'assenteismo agli incontri di approfondimento svoltisi sul territorio cui si aggiunge l'accusa, rivolta sempre agli amministratori, di poca trasparenza e di voler “svendere” l'intera Val del Lago alla proponente in cambio di qualche compensazione e, contemporaneamente, di voler scaricare la responsabilità sulla Regione. Dall'altra, i sindaci di Trasaghis, Bordano, Cavazzo e Verzegnis che, dal canto loro, ognuno con il proprio distinguo, cercano compatti di respingere le accuse, rilanciando le proprie posizioni in attesa del Via che deve rilasciare la Regione, prima della conferenza dei servizi. «Siamo ben disposti – dicono Gianluigi Colomba e Augusto Picco, sindaci di Bordano e Trasaghis – ad ascoltare le proposte e le opinioni dei comitati spontanei che si sono formati sul territorio ma siamo infastiditi dai continui atteggiamenti di strumentalizzazione da parte di alcuni esponenti dell'attuale maggioranza di governo regionale e dei loro ripetuti attacchi istituzionali». «La Regione – continuano – dica la sua in modo definitivo e si faccia promotrice, viste anche le possibilità economiche, di studi di approfondimento. A oggi non ha fissato nemmeno un incontro informale con noi. Non sappiamo quale sia esattamente il numero dei nostri concittadini che hanno sottoscritto la petizione, perché le firme contro l'opera sono state consegnate giustamente in Regione visto che il lago ha rilevanza regionale, perciò l'interlocutore primario, che tra l'altro deve rilasciare il Via, rimane proprio l'ente regionale, cui secondo noi spetta anche il compito di indire o meno, su richiesta dei cittadini, una consultazione popolare. Dal canto nostro abbiamo affidato a esperti studi d'approfondimento, e se dovessero rilevare criticità saremo i primi a rivalutare la nostra posizione segnalandola in sede di conferenza di servizi». «Il territorio – spiega Luciano Sulli Sindaco di Verzegnis – se l'opera dovesse andare in porto non sarà deturpato più di quanto lo è già oggi». Al primo cittadino di Verzegnis fa eco Dario Iuri, sindaco di Cavazzo: «La cosa ridicola è che la contrarietà al progetto provenga dalle forze che governano la Regione, che sono poi le stesse che definiscono il progetto, a livelli più alti, un'opera strategica». (d.v.)

mercoledì 17 marzo 2010

Dibattito sul Lago: lettera aperta al presidente Tondo


Stop all'atteggiamento di coloniale sudditanza


da: Messaggero Veneto — 13 marzo 2010


Lettera aperta a Tondo


Egregio signor Presidente, mi permetto di inviarLe questa lettera aperta in considerazione della lunga presenza Sua e mia nella vita sociale, politica e istituzionale della Carnia, su posizioni politiche differenti, ma con rapporti improntati alla correttezza e al rispetto reciproco. A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 sul Friuli terremotato era calato un progetto di notevole rilevanza territoriale: quello della diga di Pinzano. A proporlo era la Regione per contenere le piene del Tagliamento e dare sicurezza a Latisana e alla Bassa Friulana. La forte incidenza di tale progetto sul territorio spaccò il Friuli: il Latisanese lo sostenne, mentre i Comuni di Forgaria, Pinzano, Vito d’Asio, le Comunità Montane e la loro popolazione lo avversarono, dando vita a un acceso dibattito che investì le istituzioni, le forze politiche, le organizzazioni di categoria e l’intera società friulana. Lei certamente ricorda quel dibattito e la grande assemblea sul piazzale della Lima a Flagogna in cui alla fine del suo intervento il sindaco Cedolini fu colpito da malore e, ricoverato in ospedale, morì due giorni dopo, avendo difeso la sua terra e la sua gente. Si chiederà perché richiami quel progetto e quegli avvenimenti a 30 anni di distanza. Lo faccio nella convinzione che quella esperienza possa essere utile per assumere decisioni ben ponderate su un progetto attuale di altrettanta importanza territoriale: quello di Edipower Spa di potenziamento della centrale di Somplago mediante pompaggio. Quel progetto e quell’esperienza possono essere utili non solo perché avevano per oggetto lo stesso bene particolare "acqua", come lo ha il progetto Edipower, ma in particolare per il metodo con cui quel progetto fu gestito dalla Regione. Di fronte alle perplessità e alle opposizioni sollevate dalla proposta diga, l’allora presidente Antonio Comelli e l’allora assessore ai lavori pubblici Adriano Biasutti non insistettero nel considerare oro colato il progetto proposto dalla Regione, cioè da loro stessi, non offrirono "contropartite" ai Comuni interessati, ma ebbero il buon senso, da buoni democristiani, di accettare e favorire un confronto che ne verificasse la fondatezza, le possibili varianti e alternative, opzione zero compresa. Con questo scopo fu costituita una apposita "Commissione per l’esame della situazione idrogeologica del bacino del Fiume Tagliamento", presieduta dal prof. Giuseppe Machne, ordinario di idraulica dell’Università di Trieste, e di cui facevano parte, tra gli altri, docenti di idraulica del Politecnico di Milano, dell’Università di Padova, tecnici dell’assessorato dei Lavori Pubblici, il rappresentante della Regione Veneto, liberi professionisti tra cui l’ing. Aprilis per i Comuni dell’Arzino e l’ing. Foramitti per i Comuni di Latisana e della Bassa Friulana. La Commissione presentò un primo rapporto nel febbraio 1981, il rapporto finale nel dicembre 1982. Nel gennaio 1983 l’ing. Aprilis presentò una propria relazione di minoranza e l’ing. Foramitti un proprio rapporto finale. Ma la Regione andò oltre i rapporti di verifica del progetto e commissionò un modello idraulico tridimensionale in scala che riproduceva al vero il funzionamento del progetto, acquisendo così tutti gli elementi per una decisione ponderata sulla realizzazione o meno della diga. Così operarono, saggiamente, i governanti regionali della tanto vituperata "prima repubblica". E allora, Signor Presidente, io mi auguro che Lei adotti il metodo e l’esempio dei Suoi predecessori di allora Comelli e Biasutti e ponga fine a questo atteggiamento di coloniale sudditanza che considera oro colato tutto ciò che ci propina Edipower Spa circa il suo progetto. Progetto per importanza e ricadute pari a quello della diga di Pinzano e a quello attuale della terza corsia dell’autostrada. Non basta chiedere spiegazioni sul progetto Edipower alla stessa Edipower, la quale non può smentire se stessa e non può che dare spiegazioni confermanti il proprio progetto. Come i citati suoi predecessori, Lei ha tutti i poteri per affidare ad una commissione di qualificati specialisti del settore un autonomo studio del progetto, dei suoi reali impatti ambientali, delle alternative, opzione zero compresa. Ciò al di là della normale procedura di Via. Per rendere chiari e visibili gli impatti del progetto sul bacino di Verzegnis, sul lago di Cavazzo e la sua valle, sull’asta del Tagliamento, Lei ha tutti i poteri per commissionare la costruzione di un veritiero modello idraulico di funzionamento del progetto sì da rendere chiare e visibili a tutti le reali conseguenze dello stesso e avere tutti gli elementi per assumere una decisione fondata. E’ solo questione di volontà politica! Infatti, i costi di tali studi sarebbero a carico della proponente Edipower spa così come previsto dall’articolo 4 della Lr 43/1990. Il lago di Cavazzo, il più grande lago della regione, merita di essere preservato e migliorato per quanto ancora abbia mantenuto di naturale nonostante gli scriteriati interventi della Sade, dell’oleodotto e dell’autostrada. I sacrifici non devono cadere sempre sullo stesso territorio! E’ inaccettabile che si chieda un ulteriore sacrificio alla Val del Lago per favorire il progetto Edipower di pura speculazione finanziaria sul costo del kilowattora nelle differenti fasce orarie e che nel complesso consuma più energia (da combustibili) di quanta ne produca. Mi auguro che Lei, signor Presidente, voglia volare alto – perché ne ha le capacità e la possibilità – nonostante il volo basso degli amministratori locali che, attratti dal richiamo delle "compensazioni", sono finiti nella rete di Edipower e quindi in gabbia, diventandone i portavoce in loco. C’è da chiedersi come mai il Comune di Trasaghis abbia espresso un preventivo parere positivo appena un mese dopo aver ricevuto il progetto. ChiedendoLe di costituire un’apposita commissione di esperti indipendenti e di chiara fama per l’esame del progetto Edipower, del suo impatto, delle possibili alternative nonchè l’elaborazione di un modello idraulico di funzionamento del progetto, Le chiedo di compiere un atto che è normale nei paesi civili su progetti di grandi opere e che Comelli e Biasutti compirono in tempi di minore sensibilità ambientale. Un atto che faccia capire al potentato Edipower che il Friuli, ricostruito con tanta fatica, non è in vendita, né è una colonia in cui esercitare contemporaneamente le blandizie di non definite "compensazioni", interessate opere di beneficenza, promesse assunzioni mirate, pressioni politiche ai vari livelli, allo scopo di attuare un progetto speculativo che porta la ricchezza delle nostre acque a Milano nelle tasche dei noti azionisti di Edipower, lasciando sul territorio una vittima certa: il lago di Cavazzo e la sua valle. Quello che Le chiedo, signor Presidente, è un atto di dignità.
Franceschino Barazzutti già sindaco di Cavazzo Carnico

sabato 13 marzo 2010

Dibattito sul Lago: richiesto un nuovo progetto


«La Regione faccia esaminare il progetto Edipower»

UDINE. Un appello al governatore Renzo Tondo affinchè la Regione affidi a una struttura specializzata, con costi a carico della proponente Edipower Spa, come prevede la stessa legge regionale 43/90, un approfondito esame critico del progetto sull'ampliamento della centrale di Somplago e delle sue ricadute ambientali, cui si aggiunge la richiesta agli amministratori locali di indire una consultazione popolare. Questo quanto chiesto dai comitati per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento e per la difesa e sviluppo della Val del Lago, riuniti ieri in sala Kugy a Udine, nel palazzo della Regione di via Sabbadini. «Rivolgiamo un appello al presidente carnico Renzo Tondo – ha detto Franceschino Barazzutti del comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento – affinchè si adotti il criterio virtuoso utilizzato agli inizi degli anni '70 quando la stessa Regione propose il progetto per lo sbarramento a Pinzano per la difesa della bassa friulana dagli eventi di piena. Progetto ritirato dalla stessa Regione in seguito agli studi effettuati. Anche in questo caso, come allora fecero il presidente Biasutti e l'assessore ai lavori pubblici Comelli, si deve incaricare dei professionisti altamente specializzati per verificare le ricadute dell'opera sull'intera Val del Lago, sul lago stesso ma anche sul Tagliamento». Presto, come annunciato dal consigliere regionale Enore Picco, ma anche dai già sindaci di Trasaghis Dino Rabassi e Loredano Tomat, sarà organizzata una nuova assemblea pubblica dove saranno invitate a partecipare e a esporsi tutte le forze politiche: «Così che queste – puntualizza Barazzutti – dicano la loro sul progetto e si assumano le responsabilità davanti ai loro elettori». «Non siamo contrari a prescindere – ha detto Dino Rabassi – all'opera, però vogliamo che gli aspetti tecnici, molto carenti allo stato attuale, vengano approfonditi a carico della stessa proponente. La legge in questo senso parla chiaro: sono previsti oltre 400 mila euro per ulteriori verifiche». «Inoltre – ha detto Rabassi – l'opera è in contrasto con la legge regionale 152 del 2006, perciò mi auguro che chi di dovere intervenga». Nessuno ha verificato se ci sono delle alternative all'opera. Deve essere chiaro che se l'ampliamento dovesse essere realizzato, la scelta sarà definitiva e irrevocabile».
Dario Venturini

venerdì 12 marzo 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di C.Polano per l'E.T.P.


EDIPOWER: No anche dall’Etp al progetto

da: Messaggero Veneto, 6 marzo 2010


Anche l’Ente tutela pesca del Fvg, nel corso di una recente serata ad Alesso, tramite il suo biologo, ha bocciato pubblicamente e ufficialmente il progetto Edipower. Le diverse osservazioni al piano, alla presenza di un pubblico numeroso e attento (mancavano chissà perché gli amministratori della val del Lago), hanno riguardato l’impatto negativo che lo stesso avrebbe sulle comunità acquatiche del nostro lago, già pesantemente ridotte in specie e quantità, dopo l’avvio della centrale di Somplago nel 1959. Un’attività che ha trasformato il bacino da temperato caldo a freddo. Primo punto negativo evidenziato nella relazione è stata la variazione di livello che potrebbe essere di 1 metro secondo Edipower o più secondo il comitato. Comunque questa forte oscillazione diminuirebbe drasticamente la disponibilità di habitat riproduttivi e di svezzamento per tutte le specie sottoriparie. In ogni caso, a mio parere, il lago non dovrebbe mai scendere anche oggi, sotto il livello 194,50 (quota Sade), per mantenere un livello minimo nel canneto di Alesso, abitato prevalentemente da popolazioni ciprinicole, nonché loro ambiente riproduttivo. Fra l’altro, un’oscillazione giornaliera di livello (oggi settimanale) sfavorirebbe sia la deposizione delle uova sia il loro sviluppo e la sopravvivenza degli stadi giovanili dei pesci. E nello studio di impatto ambientale di Edipower tali aspetti non sono approfonditi in modo sufficiente, riguardo agli effetti del progetto sulla fauna acquatica. Inoltre, a causa del trasferimento continuo di ingenti masse d’acqua dal lago di Cavazzo a quello di Verzegnis e viceversa, scenderebbe notevolmente anche la temperatura delle stesse, già oggi molto bassa. Nel contempo aumenterebbe la torbidità, dovuta a questo continuo rimescolamento di acque e limo depositato sul fondo dei due bacini. Inoltre sarebbe prevista una diminuzione dei livelli del fitoplancton, già oggi talmente bassi da sfavorire chiaramente la comunità planctonica e le specie ittiche a essa legate. La maggiore disponibilità di detrito organico fine, considerato come effetto positivo del progetto, sarebbe annullata dalla diminuzione degli organismi filtratori e raccoglitori, per i quali è necessaria l’esistenza di fasce sottoriparie stabilmente allagate. Il biologo ha ritenuto quindi che le popolazioni ittiche più svantaggiate sarebbero quelle di carpa, tinca, persico reale, sanguinerola (già in forte calo), alborella e spinarello. In conclusione, l’Etp, sotto il profilo ambientale, ha dato un giustificato e scientifico parere negativo a questa ipotesi progettuale. Personalmente sollecito invece i politici e gli amministratori della val del Lago a pensare a ulteriori progetti di valorizzazione del lago, quali per esempio la riapertura del “taj dal lac”, l’antico emissario oggi chiuso, che metteva in comunicazione il bacino lacustre con il Tagliamento, permettendo così la risalita di numerose specie ittiche, in particolare dell’anguilla. Oppure il rimodellamento del canneto di Alesso, con serpentine e piccoli laghetti, dove l’acqua potrebbe riscaldarsi e quindi favorire la vita e soprattutto la riproduzione dei Ciprinidi, che necessitano per questo di temperature più elevate rispetto ai Salmonidi.
Claudio Polano Gemona

venerdì 5 marzo 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di Luigi Stefanutti


VAL DEL LAGO Le decisioni e la sostenibilità

da: Messaggero Veneto — 03 marzo 2010

"La devastazione dello spazio vitale naturale distrugge non soltanto l’ambiente esterno nel quale viviamo ma anche, nell’intimo dell’uomo, ogni rispetto per la bellezza e per la grandezza della creazione che lo sovrasta". Parole dell’etologo Konrad Lorenz! Questa affermazione si può adattare all’attuale situazione della Val del Lago? Io penso di sì! Non è stato sufficiente, infatti, aprire un dibattito serrato perché, per una pacifica e fruttifera convivenza, necessitano la buona volontà e la convinzione che la "verità" deve essere costruita sul consenso. Così, nonostante le forti prese di posizione della gente (un vero e proprio tsunami considerati gli strascichi astiosi emersi), gli amministratori (ma anche gli ex amministratori) dei nostri Comuni continuano imperterriti per la propria strada. È un "déjà-vu"! Una lotta per ritagliarsi un piccolo spazio di visibilità, una lotta, forse, solo per garantirsi la propria rielezione! Tutto questo mi avvilisce e mi mortifica come cittadino. Ma anche mi preoccupa. Non ci sono più nemmeno la preoccupazione e la necessità, per questi "politici di periferia", di "cavalcare" almeno l’onda. Tanto, e pare sia proprio questa la convinzione, la "gente" dimentica e presto. Questo vale sia per chi difende sia per chi attacca le scelte di fare del nostro lago solo una grande centrale elettrica. Così non c’è ascolto, non c’è un vero confronto e ognuno si arrocca sulle proprie posizioni. Tanto, prima o poi, lo tsunami passerà. Forse tutto ciò fa parte della "particolare cultura" di una certa classe di amministratori locali: qualche clientela, qualche cementificazione, qualche "passerella" proiettata verso il nulla, tanto per dire che l’ambiente è nel loro cuore, il patrocinio su qualche pubblicazione e il gioco parrebbe fatto! E quello che la gente può dare, per contribuire a scelte utili e qualificanti per il proprio futuro, non serve. Cogli l’attimo fuggente, pare solo questa la parola d’ordine di questi amministratori! Il resto: non serve! È una partita di scacchi, fatta da giocatori che forse a scacchi non sanno nemmeno giocare: ciascuno "elenca" la propria "lista" di cose fatte, ciascuno si richiama al "senso di responsabilità" e al proprio diritto (divino?, umano?) di decidere in perfetta solitudine, ciascuno illustra, con dovizia di particolari, le "pecche" dei propri avversari (così taceranno una volta per tutte!), ma quale sia stato il "loro" reale contributo allo sviluppo di un territorio, che altri ci invidiano, non lo dicono. Come non spiegano il "perché" non debba essere la gente a esprimersi e a decidere sul proprio futuro, tanto la gente si è già espressa: con il voto ogni 5 anni, e, per 5 anni, i problemi e le loro soluzioni non sono più "competenza" della gente. Se ne riparlerà, nella prossima campagna elettorale! Credo che questo "metodo", trentennale per la mia esperienza, un effetto l’abbia sortito: allontanarci dalla "cosa pubblica"! Tanto "fasin e disfin dut lor", è questa l’amara conclusione del popolo escluso! E così si prendono le decisioni, decisioni sul nostro futuro, decisioni sul nostro territorio, decisioni su come dobbiamo vivere noi e i nostri figli. Tanto "decidere così" è poco faticoso (non occorre pensare!) e anche poco rischioso: si rischia solo di passare da "maggioranza a minoranza" in un Comune, o di essere "pensionati", ma sempre con l’orgoglio di dire "io c’ero"! E i danni dell’assenza di un progetto serio, e la privazione, per generazioni, di una prospettiva, e la disillusione, la stanchezza e la sfiducia della gente, e il "poco interesse" dei giovani sul tutte queste cose? Solo piccoli incidenti di percorso, per questi nostri amministratori. Solo gli ingenui e gli sprovveduti, pare che sia proprio questa la loro convinzione, credono che queste cose siano importanti! Chi amministra, invece, il mondo lo conosce, sa come gira. Gira tanto per tornare sempre al solito punto di partenza! Tutto questo è un "costo sostenibile" per una comunità? Ai posteri l’ardua sentenza! E così, per scopi personali o di "clan", perdendo il contatto con la realtà in cui si è immersi, ma che non ci si preoccupa di conoscere (tanto non serve per "fini elettorali"!), si continua imperterriti, usando la gente quando serve, usando il potere quando la gente non serve. Un comportamento di una "classe dirigente" forse non proprio esemplare per i nostri giovani e per i nostri ragazzi"! Ma io, in fondo in fondo, sono ottimista e credo che (le parole non sono mie, ma di Enrico Berlinguer)... "noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo a servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una "prova" che può riempire degnamente una vita". Ma io appartengo alla categoria degli ingenui e degli sprovveduti!

Luigi Stefanutti - Alesso

giovedì 4 marzo 2010

Preoccupazione per la chiusura della Leader Pumps di Trasaghis

Trasaghis, Leader Pumps verso la chiusura

di Dario Venturini (da www.altofriuli.com )

Lo stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps, l'azienda che produce pompe meccaniche nella zona industriale del paese pedemontano, chiuderà. Per i 67 operai intanto, si profila la cassa integrazione.
La Regione, l'Amministrazione comunale di Trasaghis, l'Rsu e i sindacati fanno quadrato attorno gli operai dello stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps sui quali si addensano sempre più le nubi di un'imminente chiusura dell'ultima linea produttiva rimasta a Trasaghis e che a giorni dovrebbe essere trasferita a Bientina dove a sede la società. A breve perciò i 67 operai che negli scorsi mesi avevano manifestato affinchè la fabbrica che produce pompe per l'acqua non chiudesse, potrebbero trovarsi di fatto senza un lavoro. La decisione dei vertici aziendali è stata comunicata nel tardo pomeriggio di martedì alle Rsu e all'assessore alle attività produttive Luca Ciriani che ha accolto la notizia, come del resto anche il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, con sgomento e rammarico. Uniti, hanno accusato i dirigenti della Leader Pumps di poca trasparenza in merito alle scelte aziendali. Con l'inizio del nuovo anno infatti, sembrava che la situazione evolvesse in positivo, sino a martedì pomeriggio. « La decisione unilaterale della Leader Pumps di chiudere lo stabilimento di Trasaghis – ha detto l'assessore regionale Ciriani – è grave. A loro avevamo proposto diverse ipotesi di rilancio, ed entro maggio, avremo dovuto analizzare i segnali di mercato ma questo accordo è stato disatteso e, ad oggi, rimane solamente la decisione dei vertici aziendali che ci pongono di fronte ad un fatto compiuto ». Sulla stessa lunghezza d'onda il Sindaco di Trasaghis, Augusto Picco: « L'azienda non rispettando i patti di collaborazione per i quali ci eravamo accordati ha dato un chiaro segno di poca trasparenza. Ora a rimetterci, come spesso succede in questi casi, sono gli operai dello stabilimento. A loro e alle loro famiglie piena solidarietà ». E se da una parte la Regione assicura di attivare tutte le procedure necessarie relative agli ammortizzatori sociali, cercando di reimbastire comunque un dialogo con la società, dall'altra parte il Comune, come annunciato dallo stesso Sindaco Augusto Picco, cercherà fin da subito nuovi imprenditori in grado di riassorbire gli operai che rimarranno senza lavoro. Ciriani e Picco concordano sulla necessità di stringere legami con le aziende che vengono ad insediarsi sul territorio, garantendo sostegni ma anche garanzie industriali e occupazionali.

Preoccupazione per la chiusura della Leader Pumps di Trasaghis

Trasaghis, Leader Pumps verso la chiusura

di Dario Venturini (da www.altofriuli.com )

Lo stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps, l'azienda che produce pompe meccaniche nella zona industriale del paese pedemontano, chiuderà. Per i 67 operai intanto, si profila la cassa integrazione.
La Regione, l'Amministrazione comunale di Trasaghis, l'Rsu e i sindacati fanno quadrato attorno gli operai dello stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps sui quali si addensano sempre più le nubi di un'imminente chiusura dell'ultima linea produttiva rimasta a Trasaghis e che a giorni dovrebbe essere trasferita a Bientina dove a sede la società. A breve perciò i 67 operai che negli scorsi mesi avevano manifestato affinchè la fabbrica che produce pompe per l'acqua non chiudesse, potrebbero trovarsi di fatto senza un lavoro. La decisione dei vertici aziendali è stata comunicata nel tardo pomeriggio di martedì alle Rsu e all'assessore alle attività produttive Luca Ciriani che ha accolto la notizia, come del resto anche il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, con sgomento e rammarico. Uniti, hanno accusato i dirigenti della Leader Pumps di poca trasparenza in merito alle scelte aziendali. Con l'inizio del nuovo anno infatti, sembrava che la situazione evolvesse in positivo, sino a martedì pomeriggio. « La decisione unilaterale della Leader Pumps di chiudere lo stabilimento di Trasaghis – ha detto l'assessore regionale Ciriani – è grave. A loro avevamo proposto diverse ipotesi di rilancio, ed entro maggio, avremo dovuto analizzare i segnali di mercato ma questo accordo è stato disatteso e, ad oggi, rimane solamente la decisione dei vertici aziendali che ci pongono di fronte ad un fatto compiuto ». Sulla stessa lunghezza d'onda il Sindaco di Trasaghis, Augusto Picco: « L'azienda non rispettando i patti di collaborazione per i quali ci eravamo accordati ha dato un chiaro segno di poca trasparenza. Ora a rimetterci, come spesso succede in questi casi, sono gli operai dello stabilimento. A loro e alle loro famiglie piena solidarietà ». E se da una parte la Regione assicura di attivare tutte le procedure necessarie relative agli ammortizzatori sociali, cercando di reimbastire comunque un dialogo con la società, dall'altra parte il Comune, come annunciato dallo stesso Sindaco Augusto Picco, cercherà fin da subito nuovi imprenditori in grado di riassorbire gli operai che rimarranno senza lavoro. Ciriani e Picco concordano sulla necessità di stringere legami con le aziende che vengono ad insediarsi sul territorio, garantendo sostegni ma anche garanzie industriali e occupazionali.

giovedì 25 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: aspettando il parere della Regione


Il sindaco sollecita la Regione sulla centrale

Messaggero Veneto — 23 febbraio 2010

«La Regione prenda il coraggio a due mani e decida sul da farsi». Così il sindaco di Trasaghis Augusto Picco sull'ampliamento della centrale di Somplago. «Recentemente – ha aggiunto il primo cittadino – sono stati invitati ad Alesso due assessori regionali di competenza, e a breve, come annunciato durante l'assemblea di venerdì scorso tenutasi nel centro sociale di Alesso, c'è l'intenzione da parte dei Comitati di invitare anche il presidente Tondo. Ben vengano questi confronti o serate di approfondimento con la popolazione, ma la sensazione e che, i massimi esponenti regionali non si espongano mai in maniera chiara e netta. Sono favorevoli o contrari alla realizzazione dell'impianto? Perché nessuno dice qual è la posizione della Regione in merito al progetto presentato da Edipower?». Per ora di ufficiale c'è solo che la giunta regionale aveva deliberato di non poter esprimere nell'ambito della procedura di Via (Valutazione Impatto Ambientale) un parere di compatibilità ambientale, questo perché nella documentazione progettuale presentata da Edipower non risulta chiaramente evidenziata l'assenza di pericoli, anche solo potenziali, per lo stesso ambiente. La Regione ha evidenziato alcune carenze progettuali che sono state prontamente segnalate al ministero dell'ambiente. «La Regione dopo questa presa di posizione come si sta muovendo – si chiede Picco –, ha contattato dei tecnici o come intende agire nell'imminente futuro?». Dario Venturini



Ampliamento della centrale: il Comitato attacca i sindaci che sono favorevoli

Messaggero Veneto — 24 febbraio 2010

TRASAGHIS. Ampliamento della centrale di Somplago: interviene il Comitato che “punzecchia” il primo cittadino. «Siamo lieti di registrare il favore espresso dal sindaco di Trasaghis sulle assemblee pubbliche da noi proposte in merito alle quali, egli, non ha partecipato scoraggiando anche la presenza dei suoi concittadini - spiega il Comitato - . Non sarà che gli stessi sentimenti favorevoli alle iniziative del comitato li provi anche l’ex sindaco Del Negro, convinto assertore e primo sottoscrittore della bontà dell’intervento Edipower? Peccato che questo apprezzamento ai nostri pubblici dibattiti, se sincero e non strumentale, arrivi fuori tempo, cioè non contempli, tuttora, alcun ripensamento al parere positivo di competenza già da loro dato senza tante fastidiose pubblicità. Notiamo inoltre un maldestro tentativo di scaricare il proprio barile di responsabilità alla Regione, competente ad esprimere un parere sul progetto dopo aver sentiti i Comuni. Meno male che la Regione non ha seguito i metodi più che sbrigativi dei sindaci locali, altrimenti le ruspe sarebbero già al lavoro, con grande soddisfazione di Edipower e dei primi cittadini».


lunedì 22 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: resoconto dell'assemblea del 19 febbraio


Centrale di Somplago, timori anche per la fauna ittica

TRASAGHIS. I comitati contrari all'ampliamento della centrale di Somplago tengono viva l'attenzione sul progetto presentato da Edipower e nella serata di venerdì, organizzata al centro sociale di Alesso, hanno voluto approfondire ulteriormente l'impatto che l'opera avrà sulla Val del Lago e in particolare le conseguenze che questa potrebbe avere sulla fauna ittica. All'incontro, organizzato dal “Comitato per la difesa e sviluppo della Val del Lago” e dal “Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento”, erano presenti il delegato dell'Ente tutela pesca Adriano Leoni (in rappresentanza del presidente Loris Saldan) e Giuseppe Moro, biologo dell'ente regionale. Gli esperti hanno spiegato i motivi per cui è arrivato il secco “no” al progetto. Le oscillazioni dell'acqua sfavorirebbero di fatto la deposizione delle uova e lo sviluppo delle stesse specie. Proprio per queste ragioni l'Ente aveva già avanzato specifiche richieste per compensare i rischi: dal mantenimento degli habitat, allo sviluppo degli ambienti di riparo nei canneti, oltre alla riapertura del “Tai dal Lac”, un tempo uno degli emissari più importanti del lago che, in questo caso, potrebbe risultare determinante per la sopravvivenza delle specie. All'assemblea ha partecipato anche l'assessore regionale alle risorse agricole, naturali, forestali e montagna, Claudio Violino (Ln), il dottor Franceschino Barazzutti del Comitato tutela acque, il consigliere regionale Enore Picco (Ln). Quest'ultimo, dopo aver ringraziato tutto il gemonese per la solidarietà manifestata verso la Val del Lago ha annunciato nuovi incontri d'approfondimento. «Dopodiché – ha detto Picco – il compito dei comitati può ritenersi concluso. Abbiamo fatto informazione, colmando le lacune degli amministratori dei paesi coinvolti nel progetto, facendoci promotori di una raccolta firme che ha già “sapore” di una consultazione popolare. Se poi i sindaci vogliono distruggere il territorio lo facciano pure ma se ne assumano le responsabilità». Nel suo intervento l'assessore regionale Violino, cui il Comitato della Val del Lago ha chiesto di farsi portavoce dei dubbi delle popolazione presso la presidenza della Regione ha detto: «La Val del Lago appartiene innanzitutto alla gente che la abita. La popolazione locale va ascoltata e le decisioni non devono essere calate dall'alto. Non possiamo bloccare l'attività economica ma non possiamo nemmeno nascondere gli impatti che questi progetti hanno sul territorio».
Dario Venturini

venerdì 19 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: una nuova assemblea

Trasaghis, ampliamento centrale: confronto Ente tutela pesca-Lega

TRASAGHIS. Nuova assemblea pubblica ad Alesso. All’ordine del giorno, ancora una volta, l’ampliamento della centrale di Somplago. L’incontro fissato per venerdì 19 febbraio avrà inizio alle 19.45 e sarà utile per approfondire l’impatto dell’opera sul bacino naturale più grande della nostra regione e sull’intera Val del Lago. Al tavolo dei relatori si siederanno, Loris Saldan e Giuseppe Moro, rispettivamente presidente e biologo dell’Ente Tutela Pesca, che aveva già espresso parere contrario al progetto presentato da Edipower. Interverranno inoltre: Claudio Violino della Lega Nord, assessore regionale all’agricoltura, il consigliere regionale del Carroccio Enore Picco (consigliere regionale Lega Nord che più volte ha manifestato la contrarietà al progetto) e Franceschino Barazzutti del Comitato tutela acque. Alla serata parteciperanno anche gli iscritti al “Comitato per la difesa e sviluppo della Val del Lago” di Alesso e il “Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento”. Non è escluso che durante la serata i cittadini chiederanno ai sindaci dei Comuni interessati dal progetto di indire un referendum, come termometro ideale delle volontà dei cittadini anche in virtù delle oltre 8 mila firme raccolte nei mesi scorsi, contrarie al progetto, e consegnate in Regione. Dario Venturini

domenica 7 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: posizioni contrapposte

Centrale di Somplago, ancora polemiche tra amministratori ed ex

TRASAGHIS. Si riaccendono le polemiche tra ex e attuali amministratori sul progetto di ampliamento della centrale di Somplago presentato da Edipower. Nei giorni scorsi in una lettera inviata al nostro giornale, Dino Rabassi, ex amministratore di Trasaghis, è intervenuto in risposta alle recenti dichiarazioni di Augusto Picco (sindaco attuale) e Gianluigi Colomba (sindaco di Bordano), i quali avevano espresso perplessità in merito all'ipotesi di una consultazione popolare nei Paesi interessati dal progetto come termometro definitivo sulla volontà o meno da parte della popolazione locale di accettare l'opera. «I referendum – aveva detto il primo cittadino di Trasaghis – si fanno su temi vincolanti ma in questo caso il parere dei Comuni interessati non è affatto vincolante, anzi, il Ministero sin dall'inizio chiedeva ai Comuni solamente un apporto collaborativo e perciò nemmeno un parere vero e proprio». Dall'altra parte l'ex sindaco, nella lettera pubblicata nella posta dei lettori, ricordava come lo statuto del Comune, all’articolo 69 comma 1, citi: «Sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale, al fine di sollecitare manifestazioni di volontà che devono trovare sintesi nell’azione amministrativa». «Pur avendo fatto poco per Trasaghis in qualità di sindaco – ha aggiunto Rabassi – come ebbe a sostenere Augusto Picco, tra le poche cose da me attuate, guarda il caso, vi sono anche la proposta e l’approvazione dello Statuto comunale tuttora vigente per cui, conoscendone i contenuti, vorrei ricordagli che l’indizione del referendum è prevista per tutte le attività amministrative, fatte salve solo quelle in materia di tributi locali e tariffarie». Non si è fatta attendere l'immediata replica del sindaco, Augusto Picco. «Come dice lo stesso Rabassi – ha sottolineato Picco – che di fatto dimostra di conoscere molto bene lo statuto comunale, sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale. In questo caso però la competenza è ministeriale e, ai Comuni, veniva chiesto come detto più volte, solamente un apporto collaborativo». « Se poi i cittadini vogliono attivarsi per un referendum rispetteremo la loro volontà anche se, come detto, non ci sembra necessario ricorrere alla consultazione popolare, anche in virtù delle firme raccolte dal Comitato per lo sviluppo e difesa della Val Del Lago consegnate alla Regione cui spetta il compito fare analisi più approfondite in materia».
Dario Venturini

martedì 2 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Rabassi su un possibile referendum

Il referendum è possibile, "Messaggero Veneto", 01 febbraio 2010

Nulla ormai ci sorprende sulla questione del Lago di Cavazzo o dei 3 Comuni! Dopo i silenzi sul potenziamento della centrale di Somplago, le mancate valutazioni sulla tutela ambientale e i pareri favorevoli espressi dai locali amministratori e basati soltanto sul progetto Edipower ora, di punto in bianco, i sindaci rifiutano ai cittadini anche la possibilità di ricorrere allo strumento referendario. Dopo tutte le riunioni, silenzi, presunti esperti, viaggi a Edolo eccetera, i sindaci di Bordano e Trasaghis se ne escono con un articolo ove testualmente affermano due cose. Ai Comuni è stato chiesto solo un apporto collaborativo e non vincolante, per cui il tema non è materia referendaria e, comunque, il tempo per fare ciò sarebbe scaduto nel luglio scorso. Poi, forse nel tentativo di scaricare il proprio barile di responsabilità, demandano alla Regione il compito di fare un’analisi più approfondita del progetto non disponendo di idonei mezzi tecnici. Al sindaco di Bordano, che non ha espresso nemmeno un parere ai sensi della legge regionale 43/1990, risponderanno i suoi cittadini, mentre a quello di Trasaghis accodatosi al parere favorevole espresso dal suo predecessore nel 2008, rammento invece che l’articolo 69 comma 1 dello Statuto cita: «Sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale, al fine di sollecitare manifestazioni di volontà che devono trovare sintesi nell’azione amministrativa»; poi al comma 3: «Possono essere indetti solo dopo che siano state esperite senza successo o le istanze o le petizioni o le proposte, secondo le modalità negli articoli precedenti». Pur avendo fatto poco per Trasaghis in qualità di sindaco, come ebbe a sostenere Augusto Picco, tra le poche cose da me attuate, guarda il caso, vi sono anche la proposta e l’approvazione dello Statuto comunale tuttora vigente per cui, conoscendone i contenuti, vorrei ricordagli che l’indizione del referendum è prevista per tutte le attività amministrative, fatte salve solo quelle in materia di tributi locali e tariffarie, come cita il comma 2 dell’articolo 69. Stendo un velo pietoso sull’articolo 6 dello Statuto che, sul patrimonio naturale, storico e artistico, imporrebbe alle Amministrazioni la loro difesa e conservazione per il godimento da parte della comunità È quindi oltremodo scorretto dire ai cittadini che lo strumento referendario è precluso sul tema di che trattasi, anche trattandosi di un parere non vincolante, ma pur previsto dalla legge. Sappiamo bene quello che era chiesto ai Comuni, ma non vedo cosa ci sia di più importante, moralmente e politicamente vincolante per un amministratore che saper ascoltare il parere dei suoi cittadini prima di esprimere, “motu proprio” e a qualsiasi livello, un parere su lavori che incideranno non poco sul futuro dell’intera comunità. In una delle riunioni del Comitato per la difesa del lago in Alesso, ebbi ad affermare che in Trasaghis la democrazia era stata violentata dal silenzio degli amministratori. Alla luce delle ultime esternazioni sindacali posso affermare che la democrazia, dal greco démos cràtos: “potere o governo del popolo”, continua a essere lesa e ormai, il termine, possa tranquillamente declinarsi in politburo cràtos: “potere dell’ufficio politico”! Di antica e sovietica memoria.
Dino Rabassi già sindaco Trasaghis

martedì 26 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: si discute su un possibile referendum









Un referendum popolare sul progetto Edipower

Una proposta alle tre Amministrazioni rivierasche. Perché non affidare l’ultima parola sul progetto Edipower agli abitanti della Val del Lago con un referendum popolare? Una scelta di democrazia e trasparenza, che vincolerebbe sia gli amministratori sia gli amministrati, ponendo fine alla diatriba.

Claudio Polano Gemona

(Messaggero Veneto — 23 gennaio 2010)


Centrale di Somplago: i sindaci respingono l’ipotesi di referendum

TRASAGHIS. I sindaci di Trasaghis e Bordano respingono l'ipotesi di un referendum popolare sull'ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, chiesta da alcuni cittadini anche in virtù delle quasi 9 mila firme raccolte dal Comitato di difesa e sviluppo della Val del Lago. «Sono perplesso – ha detto il sindaco di Bordano Colomba – in merito alla proposta di una consultazione popolare, per diversi motivi. Innanzitutto va ricordato che ai Comuni il Ministero chiedeva un apporto collaborativo e non un parere vincolante. Inoltre, l'iter per avviare tale procedura richiederebbe molto tempo e il termine stabilito per inoltrare questo apporto collaborativo è già scaduto lo scorso luglio». «L'ultima parola – ha aggiunto Colomba – non spetta certo ai Comuni interessati dal progetto presentato da Edipower bensì alla Regione e al Ministero, tant'è che le firme raccolte dal Comitato per la difesa della Val del Lago sono state depositate direttamente in sede regionale, affinché se ne tenga conto per la Valutazione d’impatto ambientale, e in sede di conferenza dei servizi». Ed è proprio alla Regione secondo il sindaco di Bordano Colomba «che sicuramente dispone di un ampio numero di tecnici qualificati, diversamente dai comuni che possono contare solamente sull'apporto di qualche impiegato, che spetta il compito di fare analisi più approfondite». Della stessa opinione anche il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco. «I referendum si fanno su temi vincolanti ma in questo caso il parere dei Comuni interessati non è affatto vincolante». (d.v.)

(Messaggero Veneto — 24 gennaio 2010)

domenica 24 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: raffronto con Edolo


Sindaci e un esperto in visita alla centrale elettrica di Edolo

BORDANO. I sindaci di Bordano Gianluigi Colomba e di Trasaghis Augusto Picco, assieme al professor Piero Pinamonti dell'Università di Udine, nei giorni scorsi hanno visitato la centrale Enel di Edolo in provincia di Brescia, per raccogliere alcuni elementi tecnici cruciali in previsione della conferenza dei servizi che sarà indetta per l'esame del progetto presentato da Edipower, per l'ampliamento della centrale di Somplago. « Trattasi – fa sapere il sindaco di Bordano – della più importante centrale idroelettrica d’Italia e tra le principali d’Europa della potenza di mille megawatt, ben 8 volte più grande della centrale di Somplago MW (megawatt). E come appunto la stessa centrale di Somplago se verrà realizzato il progetto presentato dalla Società Edipower, di cui si è recentemente molto parlato, la centrale di Edolo è dotata di impianto di pompaggio con il quale da un bacino di valle della capacità di quasi un milione e mezzo di metri cubi si provvede al trasferimento ai bacini di monte dell’acqua utilizzata per la produzione di energia elettrica nelle ore di maggiore richiesta »


LAGO DI CAVAZZO Nessun paragone con quello di Edolo

(Messaggero Veneto — 23 gennaio 2010)

Gli occhi sono nuovamente puntati sulla sorte del lago di Cavazzo. La recente visita compiuta dalle Amministrazioni di Bordano e Trasaghis al lago di Edolo sembra una foglia di fico per nascondere il loro “placet” a Edipower, confermando i timori di chi ha a cuore la sopravvivenza del più grande lago naturale della regione. Non ci sono punti d’incontro fra i due laghi, in quanto quello di Edolo ha le sponde cementificate ed è nient’altro che un grosso catino, riempito e svuotato alla bisogna da chi lo gestisce per produrre elettricità. Altra cosa è il nostro lago che, seppur non in forma smagliante, se passasse il progetto Edipower diventerebbe definitivamente un semplice contenitore d’acqua spesso fangosa e non già il complesso ecosistema attuale. Il problema di fondo di questo progetto di ulteriore sfruttamento del lago non è di natura tecnica, come si vorrebbe far credere, ma bensì ambientale. E da questo orecchio le amministrazioni comunali rivierasche, nonostante riunioni e prese di posizione qualificate (esempio quella dell’Ente tutela pesca del Fvg, che cassa senza mezzi termini il progetto), proprio non ci sentono. Far girare giornalmente su e giù per i due laghi (Verzegnis e Cavazzo) un milione e mezzo di metri cubi d’acqua sconvolgerebbe definitivamente il già precario equilibrio termico del Lago di Cavazzo. I sedimenti limosi depositati sul fondo dei due laghi sarebbero in perenne movimento, rendendo torbida l’acqua e i continui innalzamenti e abbassamenti di livello impediranno a buona parte della fauna ittica una normale attività vitale e di riproduzione. Inoltre, come si possa pretendere un’offerta turistica con queste condizioni ambientali (acque gelide e fangose), proprio non si capisce. Ora l’ultima parola spetta alla Regione, dove è arrivata la petizione, che con quasi 9.000 firme chiede di cassare questo devastante progetto, che se posto in essere ci farebbe perdere il lago che conosciamo, frequentiamo e amiamo.

Claudio Polano, Gemona

sabato 16 gennaio 2010

Affettuoso ricordo dei Cinema di Alesso, dal "Libertà" allo "Stelle":



E' stato presentato venerdì 15 gennaio, alle 20.30, nella sala dell'ex asilo, proprio sul luogo ove sorgeva il cinema, il video "Il cine a Dalès", espressamente dedicato alle esperienze del cinema ad Alesso.
Ogni paese ha infatti, nella memoria collettiva, un proprio "nuovo cinema Paradiso" dove, come nel film di Giuseppe Tornatore, premiato con l'Oscar, accanto e mediante la ricostruzione delle vicende di una sala cinematografica, è possibile giungere alla definizione di tanti tasselli di microstoria locale.
Ad Alesso c'è stato, nell'immediato dopo guerra, il cinema 'Libertà' e poi, dalla metà degli anni '50 sino al terremoto, il cinema 'Stelle'.
A quei cinema, al clima di quegli anni si rifà il video realizzato da Dino Ariis della Nn-media, col patrocinio del Comune di Trasaghis, il contributo del Centro di Documentazione sul Territorio e la collaborazione della Parrocchia di Alesso. Il video, intitolato "Il cine a Dalès. Una cjalada sul mont", ricostruisce le vicende dei cinema attraverso la rievocazione di quelle esperienze da parte di Zuan Cucchiaro (dalle prime esperienze pionieristiche degli anni '30 alle vicende del 'Libertà', indice del clima positivo instaurato alla fine della guerra, sino all'avvio della gestione Savoca con il cinema 'Stelle'), la testimonianza di quanti vi parteciparono come operatori (Viso Picco e Bruno Zilli), il ricordo di quanti vi partecipavano come spettatori (fra i tanti, Fanny Cucchiaro e Tonino Cucchiaro) per chiudere con l'intervento di Francesco Pazzaglia, che ha contribuito a recuperare e sistemare, dopo il terremoto, la macchina di proiezione.
Dopo il saluto del sindaco di Trasaghis Augusto Picco, l'introduzione è stata curata da Antonio Cucchiaro e Francesco Pazzaglia per la Parrocchia e da Pieri Stefanutti per il Centro di Documentazione. Una sala stracolma e applausi a scena aperta hanno accolto questo singolare "recupero della memoria" di una esperienza cara a tanti alessani.

sabato 9 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: il parere di "Ladins dal Friûl"

Lât di Cjavaç: pe Edipower al sarès in regule!

Cjavaç - Il dopleament de centrâl idroeletriche Edipower di Somplât di Cjavaç nol presente aspiets di incompatibilitât ambientâl, anzit, ducj i studis e lis ricercjis fatis inte fase denant la presentazion dal iter par otignî chest dopleament a àn dât di viodi che il progjet al è compatibil cul ambient: a dî dut chest e je, naturalmentri, la stesse Edipower che il mês di Dicembar stât in doi incuintris publics davuelts a Cjavaç e Verzegnis e à tornât a confermâ lis sôs posizions. I incuintris a jerin stâts organizâts dai sindics dai doi comuns plui diretementri interessâts dal progjet, o sei Iuri e Sulli. Inmò lis cunvignis a àn viodût la partecipazion dal diretôr dai progjets di Edipower, Giuseppe Monteforte, dal responsabil idroeletric Roberto Gianatti, dal maiorent pe provincie di Udin de societât, Salvatore Marchese e dal professôr Gabriele Borsani docent di Ecologjie al Politecnic di Milan. Cuintri part a jerin i rapresentants de Legheambient regjonâl Zorç Cavallo e Marc Lepre.

O ricuardìn, par chei cence memorie, che la Edipower e je une societât privade pe produzion e distribuzion di energjie a control di capitai soredut lombarts, che a un ciert pont e à comprât lis centrâl idroeletrichis de Cjargne dal Enel, che prime lis veve compradis de Sade, che par realizâlis e veve in pratiche savoltât l’ambient de vals cjargnelis, cence che chenti no si rivàs a otignî dibot nuie: al è evident che ce che al tire il B.I.M. a son dome cagneris, vadì caritât pelose. Al ven di domandâsi parcè chescj implants no ju à comprâts la nestre Regjon, come che la Provincie autonome di Bolzan/Bozen e à comprât i implants dismetûts dal Enel, cun vantaç concrets pes industriis, pal artesanât e pal cumierç dal Sud Tirôl. Cussì almancul daspò i dams o varessin cuistât cualchi vantaç: e invezit nuie. Anzit, a vuelin jemplânus ancje di eletrodots par ogni dontri.

Chescj a son fats e no cjacaris di ostarie! Che cumò la Edipower e intindi completâ la opare di sfrutament des risorsis idrichis de mont furlane, al è naturâl, al è tal ordin di compuartament di une sane societât privade che e cîr di incressi il so patrimoni e i siei vuadagns. Che lôr a vegnin a contânus che nol cambie nuie e che dut al è compatibil e in regule al è ancje tant normâl. E sarès biele che nus contassin il contrari. Ma intant il lât di Cjavaç al è simpri plui in agunie, e chel di Verzegnis nol po nancje jessi plui clamât lât co si è ridot a une poce che e cambie continuementri di livel. A disin che si varà cualchi “contropartita”. Po ancje stai che e sedi vere. Ma po stai ancje che e vadi a finîle come la liende de Sade-Enel. E chestis “contropartite” bastarano a fâ front ae pierdite di imagjine che dal pont di viste turistic si varà di paiâ? Restant sul concret: cetancj gnûfs puescj di lavôr puartaraial in Cjargne chest dopleament de centrâl?

Dut câs la sensazion che si à su la piel e je chê che il sfrutament colonialist dal ambient e des risorsis naturâls cjargnelis al è cetant dûr di murî! Magari cussì no! (red).

(da: http://www.ladinsdalfriul.eu/ n. 1, zenâr 2010 )

venerdì 8 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Franzil




Riconoscimento riparatore


da: Messaggero Veneto — 07 gennaio 2010



Friulani, collaborate alla salvezza del nostro lago! Non permettete che scompaia a causa delle speculazioni private stimolate dalle centinaia di milioni di euro che lo Stato può regalare attraverso i certificati verdi ossia le sovvenzioni per gli impianti a energie rinnovabili. A Somplago, di Cavazzo, vi è una grossa centrale idroelettrica che capta l’acqua del lago di Verzegnis e la scarica nel lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, sin dagli anni 50. Ha reso miliardi alla costruttrice Sade e per ultimo alla milanese Edipower. Questa, non contenta, vorrebbero potenziarla mediante il rimando dell’acqua al lago di Verzegnis nelle ore notturne, quando cioè la corrente costa poco perché meno richiesta. Il tutto avverrebbe, naturalmente, senza che alcuno si preoccupi minimamente né della gente né delle ricadute negative sull’ambiente, bensì ignorando anche i danni che l’impianto ha già provocato in più di mezzo secolo anche con l’appoggio di amministrazioni ottuse, disinformate, presuntuose e dispotiche. Il lago è stato biologicamente distrutto dal saliscendi del livello e dal deposito di una trentina di metri di fango portato attraverso la centrale. Prima era fiorente fonte di vita e sostentamento per la popolazione del circondario. Doveroso è un cenno storico su questa terra di emigranti: rassegnati, tenaci, fortemente radicati alle origini, che si sono fatti onore disperdendosi per l’Europa e non solo... La Grande guerra portò miseria nera e disgrazie. La seconda guerra mondiale uccise oltre cinquanta innocenti con l’eccidio di Avasinis, l’incendio di Interneppo e Bordano. Alesso fu bombardato vigliaccamente dagli inglesi poiché non vi erano più cosacchi! Seguì la pace che portò la devastazione della poca misera campagna di Alesso, con il passaggio dell’oleodotto e dell’autostrada. Naturalmente per il progresso dell’Italia. Il terremoto del ’76 aggiunse la sua parte a questa terra martoriata. Solo da questo disastro la gente ebbe un contributo; per tutto il resto, nessuno vide mai un quattrino! Orbene mi sorge una domanda: vogliamo solo parlare di democrazia e di equità, perché va di moda, oppure vogliamo averla veramente, praticarla e migliorarla? Allora, basta ipocrisia, sia dato a ognuno il suo. Per questo motivo invoco enti, uffici e autorità locali, regionali, nazionali e tutti i responsabili a non concedere mai l’esecuzione di opere d’interesse unilaterale e di anteporre sempre il bene per la comunità. Questo territorio ha già pagato a caro prezzo la storia e lo sviluppo economico italiano, ora ha diritto a un riconoscimento riparatore. La problematica insorta offre un’occasione da non mancare, poiché se è vero che abbiamo bisogno di energia, è anche giusto che tutti contribuiscano e non venga prodotta a danno di "pochi" per l’utile di molti, ossia dell’Edipower e degli italiani. Quindi è necessario che chi può provvedere provveda! A contributo di tutto ciò, ritengo che la soluzione tecnica di conciliazione per l’annosa diatriba lago-energia-ambiente possa essere la seguente: 1) Il lago deve ritornare tranquillo e naturale come un tempo; 2) occorre costruire una condotta stagna che porti l’acqua dalla centrale fin oltre l’emissario del lago; 3) bisogna realizzare una "vasca" opportuna, o bacino autonomo, nei pressi della centrale, senza travasi nel lago, adatta a far invertire il flusso idrico per rimandarlo a monte; 4) il bacino d’inversione, tutto artificiale o solo in parte, deve essere collegato con lo scarico a mezzo di una paratìa per regolare il deflusso a seconda delle necessità. Ritengo che sia questa una concreta soluzione di compromesso e non una fantasia, come qualcuno può malignare. Non ha alcun senso scaricare l’acqua nel lago, da cui se ne esce, è meglio accumulare l’acqua di riutilizzo delle ore di convenienza. Da questa riserva programmata, l’acqua può essere rimandata a monte o con l’energia di esubero, in certe ore, oppure con quella proveniente dall’esterno. Naturalmente l’operazione di riciclaggio conviene nelle ore di minor richiesta di energia e di notte, ossia quando la corrente costa meno. Si tratta di ottimizzare il funzionamento globale dell’impianto. La gente non si lasci incantare, prima sono da fare le opere a valle, poi quelle a monte. Occorre molta cautela! Soltanto in questo modo si può potenziare la centrale, ristabilire il livello delle acque, non inquinare e rigenerare l’ambiente. Di qui può rinascere la vita lacustre e ripartire il turismo. Realizzando queste opere tutta la valle potrà avere almeno un parziale risarcimento dei danni subiti in passato. Mi auguro che tutto ciò sia recepito, diversamente i nostri figli si ritroveranno un bel canale circondato da sabbie mobili al posto del lago. Dio voglia che ciò non succeda e si smuovano, invece, le coscienze al fine di operare nel miglior modo affinché questa terra possa rinascere non solo con giusto riconoscimento per la gente ma anche con la conseguente rivalutazione della democrazia.


Dino Franzil - Tarcento

giovedì 7 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: attese nuove valutazioni tecniche




Trasaghis, sulla centrale il Comune aspetta le perizie

TRASAGHIS. «Se ci dovesse essere da parte di qualche tecnico qualificato un parere negativo in merito all’ampliamento della centrale di Somplago, il Comune di Trasaghis non darà il suo assenso al progetto». Parole di Augusto Picco, sindaco di Trasaghis che recentemente ha annunciato anche l’intenzione di indire una nuova assemblea pubblica che dovrebbe svolgersi ad Alesso verso fine mese. L’opera, lo ricordiamo, prevede l’installazione, nella già esistente centrale idroelettrica di Somplago, di due gruppi reversibili (per una potenza complessiva di circa 124 MW) e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km) in affiancamento a quella già esistente, al fine di permettere il pompaggio dell’acqua tra il Lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. Nel frattempo l’amministrazione ha dato incarico a diversi tecnici, tra questi anche alcuni esperti dell’Università di Udine, di approfondire e studiare il progetto per esprimere in seguito un parere che sarà tenuto in considerazione. «Il Comune di Trasaghis – ha puntualizzato il sindaco – non ha mai avuto, sin dall’inizio, una posizione preconcetta ed è proprio per questo motivo che siamo intenzionati a sentire gli esperti. Le oltre 8 mila firme raccolte dal comitato per la difesa e lo sviluppo della Val del Lago, contrario al progetto presentato da Edipower, sono segno tangibile di un dialogo democratico che sta interessando il nostro territorio, ma la valutazione finale per la realizzazione o meno del progetto deve passare sopratutto attraverso la consultazione di tecnici ed esperti». Alcune perplessità in merito al progetto le aveva comunque espresse anche la Commissione Locale del Paesaggio che aveva evidenziato «la possibilità di un elevato aumento dell’erosione spondale a causa della variazioni di livello inserite nel progetto». Forti contrarietà rispetto ad alcuni aspetti ambientali sono stati evidenziati anche da Legambiente, mentre un secco “no” al progetto è arrivato dall'Ente Tutela Pesca.

Dario Venturini


venerdì 1 gennaio 2010

Ancora una volta, in piazza coi coscritti


Chissà cos'è che ancora una volta ti riporta in piazza, a mezzanotte del 31 dicembre, a far festa assieme ai coscritti? Sarà il commovente incedere degli ottantenni, o il fresco schiamazzo dei ventenni?

Fattosta che ogni volta ci si chiede cos'ha di speciale questa festa, perchè e come mai riesca a mantenersi viva e vitale, come riesca (senza pubblicità, ma con un fitto passaparola) a far arrivare ogni volta sempre più gente, i cui volti sono dapprima sconcertati, poi dubbiosi, infine presi dalla magia della not dai coscrits... e ogni volta ci si ritrova a dire "Fantats, tegnîla dura chesta fiesta, che a è una das rôbas che a dàn savôr al paîs"!


martedì 29 dicembre 2009

Il rapporto della gente col Lago nelle foto del Lunari di Dalès

Un appuntamento ormai tradizionale è quello che si rinnova ogni fine dicembre, con l’uscita del calendario “Lunari di Dalès”, che è dedicato ogni anno alla documentazione fotografica su aspetti caratteristici della storia e delle tradizioni di Alesso. L’edizione di quest’anno si intitola “Vi dal Lâc” e vuole presentare un viaggio ideale nel rapporto che si è creato, negli anni, tra la gente di Alesso ed il Lago. Si tratta di un rapporto complesso, che ha origini molto antiche e che un tempo aveva connotazioni soprattutto economiche (parecchie famiglie vivevano del pesce pescato e non poche seguivano con attenzione le periodiche espansioni per poter regolare l'attività agricola….). Gran parte dell'interesse e dell'attenzione andava però anche al Lago come occasione di divertimento: dalle evoluzioni sulla superficie gelata d'inverno ai bagni ed alle escursioni in barca d'estate. Tutto viene documentato con foto, cartoline d'epoca e testi, sino a presentare delle autentiche curiosità. Quanti, per esempio, al giorno d'oggi, conoscono il pistoc? Si tratta di un bastone sagomato costruito dai ragazzi di Alesso che veniva utilizzato per muoversi sul lago gelato. E chi potrebbe pensare che il primo stabilimento turistico sul lago, negli anni '20, venisse definito "stazione climatica"? Il calendario documenta dunque il legame tra la gente di Alesso e quello che è stato definito sempre e solo "il Lâc".

Il Lunari è stato redatto da un gruppo redazionale ormai affiatato, che ha già curato, negli anni scorsi, l’edizione di 18 numeri: Zuan Cucchiaro, Luigi Stefanutti, Pieri Stefanutti, Decio Tomat, Elena Vidoni e don Giulio Ziraldo. Rilevante è, come sempre, la partecipazione della popolazione, chiamata a collaborare nella raccolta di fotografie (una cinquantina quelle pubblicate sul Lunari) e informazioni.

Edito dalla Parrocchia di Alesso col contributo del Comune di Trasaghis e la collaborazione del Centro di Documentazione sul Territorio, il Lunari, stampato dalla Graphis di Fagagna, sarà presentato mercoledì 30 dicembre, alle 20.30, nel Centro Servizi di Alesso, dopo di che sarà in distribuzione nei principali esercizi pubblici del paese. Il calendario sarà presente anche alla rassegna itinerante dei "Lunaris fats in Cjargne" che si terrà in gennaio a Bordano.

giovedì 24 dicembre 2009

BUON NATALE AD ALESSO, bon Nadâl ai Dalessàns


I blogger di "Alesso e dintorni"

Dibattito sul Lago: l'opinione del presidente Tondo


Consegnate le 8mila firme. Tondo: vigilerò sul futuro del lago

da: Il Gazzettino, Giovedì 24 Dicembre 2009

CAVAZZO CARNICO (d.z.) "Ricevo con attenzione queste firme e vigilerò puntualmente anche su questa vicenda perché ritengo necessaria la salvaguardia del lago, patrimonio ambientale di tutta la Regione". Renzo Tondo ha accolto così ieri a Tolmezzo una rappresentanza del Comitato per la salvaguardia dei laghi di Cavazzo e Verzegnis che gli ha consegnato le 8656 firme raccolte per fermare il progetto proposto da Edipower, firme già fatte pervenire in settimana al presidente del consiglio Edouard Ballaman. La delegazione, composta dal consigliere regionale Enore Picco e da Franceschino Barazzutti, ha fatto notare come attualmente il progetto sia a Roma presso il Ministero competente in attesa della Via regionale, il cui iter è momentaneamente sospeso. Il progetto ha già il parere favorevole di alcuni comuni "ai quali - rileva il comitato - sono state promesse compensazioni economiche. Ma se ci sono compensazioni, significa che c'è un danno!".

martedì 22 dicembre 2009

Dibattito sul Lago: l'opinione di L. Stefanutti



Si deve credere in un futuro migliore


Da: Messaggero Veneto — 20 dicembre 2009 pagina 19


Quello che sta succedendo nella Val del Lago non è solo una difficile prova di dialogo democratico. In gioco c’è anche dell’altro! Negli incontri pubblici sull’ipotesi di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, è apparso infatti evidente che i primi a essere a rischio sono i rapporti: quelli di amicizia pluriennale tra persone che a lungo hanno condiviso percorsi di vita, ma che ora si ritrovano schierate, chissà perché, su posizioni contrapposte. Quello che proprio non serve è essere divisi di fronte a chi sostiene il progetto: Edipower Spa. In questa situazione la Spa può rallegrarsi; la gente si è divisa e ciò le consentirà di avere spianata la via per la realizzazione, indolore, dei suoi ambiziosi progetti e avere così il suo guadagno. Purtroppo in questo pesa anche la convinzione, di parte degli amministratori comunali, che il lago sia irrimediabilmente perso, da molti anni ormai. Il loro ragionamento quindi è giustificato, anzi dovuto, visto che ormai credono che tutto sia perduto! Questo è un atto di presunzione inaccettabile. Se non siamo noi (compresi i nostri amministratori) a credere in un futuro migliore, come possiamo pretendere che lo credano i nostri figli? Se diamo di noi questa immagine rinunciataria tarpiamo anche i sogni delle future generazioni, perché non li abituiamo a pensare positivo e costruttivo, a reagire alle avversità, confidando nelle loro qualità. Tanto è tutto inutile! La sensazione attuale è che per molti dei nostri amministratori sia estremamente difficile concepire un contraddittorio e ancora di più un "ripensamento riflessivo". Quasi che essere "Uomini" voglia solo dire avere certezze assolute e immodificabili nel tempo. Forse la vera intelligenza, invece, è proprio quella di avere, sempre, dei provvidenziali dubbi! Con queste riflessioni pubbliche non mi permetto certo di dare "lezioni" ad alcuno, ma vorrei solo stimolare amici e conoscenti a riflettere sulle conseguenze estreme di atteggiamenti e azioni che mi risultano incomprensibili e non solo perché non sono mai stato un amministratore di ente locale. Quest’occasione è unica per ricompattare le risorse umane disponibili, considerato che non ci sono dubbi da dove provenga l’attacco all’integrità di un territorio. Solo una cecità (temporanea si spera!) non consente di vedere il risveglio delle intelligenze che si sta realizzando, però, se non si coglie l’assist, si rischia un vero tracollo. Se l’atteggiamento rimarrà quello di non ascoltare la gente (non la intendo come un’esortazione populista), poi non ci si potrà lamentare per l’isolamento (che non sarà mai dorato) e per lo spopolamento della montagna e di un territorio che ha già dato molto al presunto progresso.
Luigi Stefanutti - Alesso