
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
lunedì 22 febbraio 2010
Dibattito sul Lago: resoconto dell'assemblea del 19 febbraio

venerdì 19 febbraio 2010
Dibattito sul Lago: una nuova assemblea
Trasaghis, ampliamento centrale: confronto Ente tutela pesca-Lega
da: Messaggero Veneto — 18 febbraio 2010
domenica 7 febbraio 2010
Dibattito sul Lago: posizioni contrapposte
Centrale di Somplago, ancora polemiche tra amministratori ed ex
Messaggero Veneto — 06 febbraio 2010
martedì 2 febbraio 2010
Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Rabassi su un possibile referendum
martedì 26 gennaio 2010
Dibattito sul Lago: si discute su un possibile referendum

Un referendum popolare sul progetto Edipower
Una proposta alle tre Amministrazioni rivierasche. Perché non affidare l’ultima parola sul progetto Edipower agli abitanti della Val del Lago con un referendum popolare? Una scelta di democrazia e trasparenza, che vincolerebbe sia gli amministratori sia gli amministrati, ponendo fine alla diatriba.
Claudio Polano Gemona
(Messaggero Veneto — 23 gennaio 2010)
Centrale di Somplago: i sindaci respingono l’ipotesi di referendum
TRASAGHIS. I sindaci di Trasaghis e Bordano respingono l'ipotesi di un referendum popolare sull'ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, chiesta da alcuni cittadini anche in virtù delle quasi 9 mila firme raccolte dal Comitato di difesa e sviluppo della Val del Lago. «Sono perplesso – ha detto il sindaco di Bordano Colomba – in merito alla proposta di una consultazione popolare, per diversi motivi. Innanzitutto va ricordato che ai Comuni il Ministero chiedeva un apporto collaborativo e non un parere vincolante. Inoltre, l'iter per avviare tale procedura richiederebbe molto tempo e il termine stabilito per inoltrare questo apporto collaborativo è già scaduto lo scorso luglio». «L'ultima parola – ha aggiunto Colomba – non spetta certo ai Comuni interessati dal progetto presentato da Edipower bensì alla Regione e al Ministero, tant'è che le firme raccolte dal Comitato per la difesa della Val del Lago sono state depositate direttamente in sede regionale, affinché se ne tenga conto per la Valutazione d’impatto ambientale, e in sede di conferenza dei servizi». Ed è proprio alla Regione secondo il sindaco di Bordano Colomba «che sicuramente dispone di un ampio numero di tecnici qualificati, diversamente dai comuni che possono contare solamente sull'apporto di qualche impiegato, che spetta il compito di fare analisi più approfondite». Della stessa opinione anche il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco. «I referendum si fanno su temi vincolanti ma in questo caso il parere dei Comuni interessati non è affatto vincolante». (d.v.)
(Messaggero Veneto — 24 gennaio 2010)
domenica 24 gennaio 2010
Dibattito sul Lago: raffronto con Edolo

Sindaci e un esperto in visita alla centrale elettrica di Edolo
(Messaggero Veneto — 17 gennaio 2010)
BORDANO. I sindaci di Bordano Gianluigi Colomba e di Trasaghis Augusto Picco, assieme al professor Piero Pinamonti dell'Università di Udine, nei giorni scorsi hanno visitato la centrale Enel di Edolo in provincia di Brescia, per raccogliere alcuni elementi tecnici cruciali in previsione della conferenza dei servizi che sarà indetta per l'esame del progetto presentato da Edipower, per l'ampliamento della centrale di Somplago. « Trattasi – fa sapere il sindaco di Bordano – della più importante centrale idroelettrica d’Italia e tra le principali d’Europa della potenza di mille megawatt, ben 8 volte più grande della centrale di Somplago MW (megawatt). E come appunto la stessa centrale di Somplago se verrà realizzato il progetto presentato dalla Società Edipower, di cui si è recentemente molto parlato, la centrale di Edolo è dotata di impianto di pompaggio con il quale da un bacino di valle della capacità di quasi un milione e mezzo di metri cubi si provvede al trasferimento ai bacini di monte dell’acqua utilizzata per la produzione di energia elettrica nelle ore di maggiore richiesta »
LAGO DI CAVAZZO Nessun paragone con quello di Edolo
(Messaggero Veneto — 23 gennaio 2010)
Gli occhi sono nuovamente puntati sulla sorte del lago di Cavazzo. La recente visita compiuta dalle Amministrazioni di Bordano e Trasaghis al lago di Edolo sembra una foglia di fico per nascondere il loro “placet” a Edipower, confermando i timori di chi ha a cuore la sopravvivenza del più grande lago naturale della regione. Non ci sono punti d’incontro fra i due laghi, in quanto quello di Edolo ha le sponde cementificate ed è nient’altro che un grosso catino, riempito e svuotato alla bisogna da chi lo gestisce per produrre elettricità. Altra cosa è il nostro lago che, seppur non in forma smagliante, se passasse il progetto Edipower diventerebbe definitivamente un semplice contenitore d’acqua spesso fangosa e non già il complesso ecosistema attuale. Il problema di fondo di questo progetto di ulteriore sfruttamento del lago non è di natura tecnica, come si vorrebbe far credere, ma bensì ambientale. E da questo orecchio le amministrazioni comunali rivierasche, nonostante riunioni e prese di posizione qualificate (esempio quella dell’Ente tutela pesca del Fvg, che cassa senza mezzi termini il progetto), proprio non ci sentono. Far girare giornalmente su e giù per i due laghi (Verzegnis e Cavazzo) un milione e mezzo di metri cubi d’acqua sconvolgerebbe definitivamente il già precario equilibrio termico del Lago di Cavazzo. I sedimenti limosi depositati sul fondo dei due laghi sarebbero in perenne movimento, rendendo torbida l’acqua e i continui innalzamenti e abbassamenti di livello impediranno a buona parte della fauna ittica una normale attività vitale e di riproduzione. Inoltre, come si possa pretendere un’offerta turistica con queste condizioni ambientali (acque gelide e fangose), proprio non si capisce. Ora l’ultima parola spetta alla Regione, dove è arrivata la petizione, che con quasi 9.000 firme chiede di cassare questo devastante progetto, che se posto in essere ci farebbe perdere il lago che conosciamo, frequentiamo e amiamo.Claudio Polano, Gemona
sabato 16 gennaio 2010
Affettuoso ricordo dei Cinema di Alesso, dal "Libertà" allo "Stelle":

E' stato presentato venerdì 15 gennaio, alle 20.30, nella sala dell'ex asilo, proprio sul luogo ove sorgeva il cinema, il video "Il cine a Dalès", espressamente dedicato alle esperienze del cinema ad Alesso.
Ogni paese ha infatti, nella memoria collettiva, un proprio "nuovo cinema Paradiso" dove, come nel film di Giuseppe Tornatore, premiato con l'Oscar, accanto e mediante la ricostruzione delle vicende di una sala cinematografica, è possibile giungere alla definizione di tanti tasselli di microstoria locale.
Ad Alesso c'è stato, nell'immediato dopo guerra, il cinema 'Libertà' e poi, dalla metà degli anni '50 sino al terremoto, il cinema 'Stelle'.
A quei cinema, al clima di quegli anni si rifà il video realizzato da Dino Ariis della Nn-media, col patrocinio del Comune di Trasaghis, il contributo del Centro di Documentazione sul Territorio e la collaborazione della Parrocchia di Alesso. Il video, intitolato "Il cine a Dalès. Una cjalada sul mont", ricostruisce le vicende dei cinema attraverso la rievocazione di quelle esperienze da parte di Zuan Cucchiaro (dalle prime esperienze pionieristiche degli anni '30 alle vicende del 'Libertà', indice del clima positivo instaurato alla fine della guerra, sino all'avvio della gestione Savoca con il cinema 'Stelle'), la testimonianza di quanti vi parteciparono come operatori (Viso Picco e Bruno Zilli), il ricordo di quanti vi partecipavano come spettatori (fra i tanti, Fanny Cucchiaro e Tonino Cucchiaro) per chiudere con l'intervento di Francesco Pazzaglia, che ha contribuito a recuperare e sistemare, dopo il terremoto, la macchina di proiezione.
Dopo il saluto del sindaco di Trasaghis Augusto Picco, l'introduzione è stata curata da Antonio Cucchiaro e Francesco Pazzaglia per la Parrocchia e da Pieri Stefanutti per il Centro di Documentazione. Una sala stracolma e applausi a scena aperta hanno accolto questo singolare "recupero della memoria" di una esperienza cara a tanti alessani.
sabato 9 gennaio 2010
Dibattito sul Lago: il parere di "Ladins dal Friûl"
Lât di Cjavaç: pe Edipower al sarès in regule!
Cjavaç - Il dopleament de centrâl idroeletriche Edipower di Somplât di Cjavaç nol presente aspiets di incompatibilitât ambientâl, anzit, ducj i studis e lis ricercjis fatis inte fase denant la presentazion dal iter par otignî chest dopleament a àn dât di viodi che il progjet al è compatibil cul ambient: a dî dut chest e je, naturalmentri, la stesse Edipower che il mês di Dicembar stât in doi incuintris publics davuelts a Cjavaç e Verzegnis e à tornât a confermâ lis sôs posizions. I incuintris a jerin stâts organizâts dai sindics dai doi comuns plui diretementri interessâts dal progjet, o sei Iuri e Sulli. Inmò lis cunvignis a àn viodût la partecipazion dal diretôr dai progjets di Edipower, Giuseppe Monteforte, dal responsabil idroeletric Roberto Gianatti, dal maiorent pe provincie di Udin de societât, Salvatore Marchese e dal professôr Gabriele Borsani docent di Ecologjie al Politecnic di Milan. Cuintri part a jerin i rapresentants de Legheambient regjonâl Zorç Cavallo e Marc Lepre.
O ricuardìn, par chei cence memorie, che la Edipower e je une societât privade pe produzion e distribuzion di energjie a control di capitai soredut lombarts, che a un ciert pont e à comprât lis centrâl idroeletrichis de Cjargne dal Enel, che prime lis veve compradis de Sade, che par realizâlis e veve in pratiche savoltât l’ambient de vals cjargnelis, cence che chenti no si rivàs a otignî dibot nuie: al è evident che ce che al tire il B.I.M. a son dome cagneris, vadì caritât pelose. Al ven di domandâsi parcè chescj implants no ju à comprâts la nestre Regjon, come che la Provincie autonome di Bolzan/Bozen e à comprât i implants dismetûts dal Enel, cun vantaç concrets pes industriis, pal artesanât e pal cumierç dal Sud Tirôl. Cussì almancul daspò i dams o varessin cuistât cualchi vantaç: e invezit nuie. Anzit, a vuelin jemplânus ancje di eletrodots par ogni dontri.
Chescj a son fats e no cjacaris di ostarie! Che cumò la Edipower e intindi completâ la opare di sfrutament des risorsis idrichis de mont furlane, al è naturâl, al è tal ordin di compuartament di une sane societât privade che e cîr di incressi il so patrimoni e i siei vuadagns. Che lôr a vegnin a contânus che nol cambie nuie e che dut al è compatibil e in regule al è ancje tant normâl. E sarès biele che nus contassin il contrari. Ma intant il lât di Cjavaç al è simpri plui in agunie, e chel di Verzegnis nol po nancje jessi plui clamât lât co si è ridot a une poce che e cambie continuementri di livel. A disin che si varà cualchi “contropartita”. Po ancje stai che e sedi vere. Ma po stai ancje che e vadi a finîle come la liende de Sade-Enel. E chestis “contropartite” bastarano a fâ front ae pierdite di imagjine che dal pont di viste turistic si varà di paiâ? Restant sul concret: cetancj gnûfs puescj di lavôr puartaraial in Cjargne chest dopleament de centrâl?
Dut câs la sensazion che si à su la piel e je chê che il sfrutament colonialist dal ambient e des risorsis naturâls cjargnelis al è cetant dûr di murî! Magari cussì no! (red).
(da: http://www.ladinsdalfriul.eu/ n. 1, zenâr 2010 )
venerdì 8 gennaio 2010
Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Franzil
Riconoscimento riparatore
da: Messaggero Veneto — 07 gennaio 2010
Friulani, collaborate alla salvezza del nostro lago! Non permettete che scompaia a causa delle speculazioni private stimolate dalle centinaia di milioni di euro che lo Stato può regalare attraverso i certificati verdi ossia le sovvenzioni per gli impianti a energie rinnovabili. A Somplago, di Cavazzo, vi è una grossa centrale idroelettrica che capta l’acqua del lago di Verzegnis e la scarica nel lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, sin dagli anni 50. Ha reso miliardi alla costruttrice Sade e per ultimo alla milanese Edipower. Questa, non contenta, vorrebbero potenziarla mediante il rimando dell’acqua al lago di Verzegnis nelle ore notturne, quando cioè la corrente costa poco perché meno richiesta. Il tutto avverrebbe, naturalmente, senza che alcuno si preoccupi minimamente né della gente né delle ricadute negative sull’ambiente, bensì ignorando anche i danni che l’impianto ha già provocato in più di mezzo secolo anche con l’appoggio di amministrazioni ottuse, disinformate, presuntuose e dispotiche. Il lago è stato biologicamente distrutto dal saliscendi del livello e dal deposito di una trentina di metri di fango portato attraverso la centrale. Prima era fiorente fonte di vita e sostentamento per la popolazione del circondario. Doveroso è un cenno storico su questa terra di emigranti: rassegnati, tenaci, fortemente radicati alle origini, che si sono fatti onore disperdendosi per l’Europa e non solo... La Grande guerra portò miseria nera e disgrazie. La seconda guerra mondiale uccise oltre cinquanta innocenti con l’eccidio di Avasinis, l’incendio di Interneppo e Bordano. Alesso fu bombardato vigliaccamente dagli inglesi poiché non vi erano più cosacchi! Seguì la pace che portò la devastazione della poca misera campagna di Alesso, con il passaggio dell’oleodotto e dell’autostrada. Naturalmente per il progresso dell’Italia. Il terremoto del ’76 aggiunse la sua parte a questa terra martoriata. Solo da questo disastro la gente ebbe un contributo; per tutto il resto, nessuno vide mai un quattrino! Orbene mi sorge una domanda: vogliamo solo parlare di democrazia e di equità, perché va di moda, oppure vogliamo averla veramente, praticarla e migliorarla? Allora, basta ipocrisia, sia dato a ognuno il suo. Per questo motivo invoco enti, uffici e autorità locali, regionali, nazionali e tutti i responsabili a non concedere mai l’esecuzione di opere d’interesse unilaterale e di anteporre sempre il bene per la comunità. Questo territorio ha già pagato a caro prezzo la storia e lo sviluppo economico italiano, ora ha diritto a un riconoscimento riparatore. La problematica insorta offre un’occasione da non mancare, poiché se è vero che abbiamo bisogno di energia, è anche giusto che tutti contribuiscano e non venga prodotta a danno di "pochi" per l’utile di molti, ossia dell’Edipower e degli italiani. Quindi è necessario che chi può provvedere provveda! A contributo di tutto ciò, ritengo che la soluzione tecnica di conciliazione per l’annosa diatriba lago-energia-ambiente possa essere la seguente: 1) Il lago deve ritornare tranquillo e naturale come un tempo; 2) occorre costruire una condotta stagna che porti l’acqua dalla centrale fin oltre l’emissario del lago; 3) bisogna realizzare una "vasca" opportuna, o bacino autonomo, nei pressi della centrale, senza travasi nel lago, adatta a far invertire il flusso idrico per rimandarlo a monte; 4) il bacino d’inversione, tutto artificiale o solo in parte, deve essere collegato con lo scarico a mezzo di una paratìa per regolare il deflusso a seconda delle necessità. Ritengo che sia questa una concreta soluzione di compromesso e non una fantasia, come qualcuno può malignare. Non ha alcun senso scaricare l’acqua nel lago, da cui se ne esce, è meglio accumulare l’acqua di riutilizzo delle ore di convenienza. Da questa riserva programmata, l’acqua può essere rimandata a monte o con l’energia di esubero, in certe ore, oppure con quella proveniente dall’esterno. Naturalmente l’operazione di riciclaggio conviene nelle ore di minor richiesta di energia e di notte, ossia quando la corrente costa meno. Si tratta di ottimizzare il funzionamento globale dell’impianto. La gente non si lasci incantare, prima sono da fare le opere a valle, poi quelle a monte. Occorre molta cautela! Soltanto in questo modo si può potenziare la centrale, ristabilire il livello delle acque, non inquinare e rigenerare l’ambiente. Di qui può rinascere la vita lacustre e ripartire il turismo. Realizzando queste opere tutta la valle potrà avere almeno un parziale risarcimento dei danni subiti in passato. Mi auguro che tutto ciò sia recepito, diversamente i nostri figli si ritroveranno un bel canale circondato da sabbie mobili al posto del lago. Dio voglia che ciò non succeda e si smuovano, invece, le coscienze al fine di operare nel miglior modo affinché questa terra possa rinascere non solo con giusto riconoscimento per la gente ma anche con la conseguente rivalutazione della democrazia.
Dino Franzil - Tarcento
giovedì 7 gennaio 2010
Dibattito sul Lago: attese nuove valutazioni tecniche

Trasaghis, sulla centrale il Comune aspetta le perizie
da: Messaggero Veneto — 06 gennaio 2010
TRASAGHIS. «Se ci dovesse essere da parte di qualche tecnico qualificato un parere negativo in merito all’ampliamento della centrale di Somplago, il Comune di Trasaghis non darà il suo assenso al progetto». Parole di Augusto Picco, sindaco di Trasaghis che recentemente ha annunciato anche l’intenzione di indire una nuova assemblea pubblica che dovrebbe svolgersi ad Alesso verso fine mese. L’opera, lo ricordiamo, prevede l’installazione, nella già esistente centrale idroelettrica di Somplago, di due gruppi reversibili (per una potenza complessiva di circa 124 MW) e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km) in affiancamento a quella già esistente, al fine di permettere il pompaggio dell’acqua tra il Lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. Nel frattempo l’amministrazione ha dato incarico a diversi tecnici, tra questi anche alcuni esperti dell’Università di Udine, di approfondire e studiare il progetto per esprimere in seguito un parere che sarà tenuto in considerazione. «Il Comune di Trasaghis – ha puntualizzato il sindaco – non ha mai avuto, sin dall’inizio, una posizione preconcetta ed è proprio per questo motivo che siamo intenzionati a sentire gli esperti. Le oltre 8 mila firme raccolte dal comitato per la difesa e lo sviluppo della Val del Lago, contrario al progetto presentato da Edipower, sono segno tangibile di un dialogo democratico che sta interessando il nostro territorio, ma la valutazione finale per la realizzazione o meno del progetto deve passare sopratutto attraverso la consultazione di tecnici ed esperti». Alcune perplessità in merito al progetto le aveva comunque espresse anche la Commissione Locale del Paesaggio che aveva evidenziato «la possibilità di un elevato aumento dell’erosione spondale a causa della variazioni di livello inserite nel progetto». Forti contrarietà rispetto ad alcuni aspetti ambientali sono stati evidenziati anche da Legambiente, mentre un secco “no” al progetto è arrivato dall'Ente Tutela Pesca.
Dario Venturini
venerdì 1 gennaio 2010
Ancora una volta, in piazza coi coscritti

martedì 29 dicembre 2009
Il rapporto della gente col Lago nelle foto del Lunari di Dalès

Un appuntamento ormai tradizionale è quello che si rinnova ogni fine dicembre, con l’uscita del calendario “Lunari di Dalès”, che è dedicato ogni anno alla documentazione fotografica su aspetti caratteristici della storia e delle tradizioni di Alesso. L’edizione di quest’anno si intitola “Vi dal Lâc” e vuole presentare un viaggio ideale nel rapporto che si è creato, negli anni, tra la gente di Alesso ed il Lago. Si tratta di un rapporto complesso, che ha origini molto antiche e che un tempo aveva connotazioni soprattutto economiche (parecchie famiglie vivevano del pesce pescato e non poche seguivano con attenzione le periodiche espansioni per poter regolare l'attività agricola….). Gran parte dell'interesse e dell'attenzione andava però anche al Lago come occasione di divertimento: dalle evoluzioni sulla superficie gelata d'inverno ai bagni ed alle escursioni in barca d'estate. Tutto viene documentato con foto, cartoline d'epoca e testi, sino a presentare delle autentiche curiosità. Quanti, per esempio, al giorno d'oggi, conoscono il pistoc? Si tratta di un bastone sagomato costruito dai ragazzi di Alesso che veniva utilizzato per muoversi sul lago gelato. E chi potrebbe pensare che il primo stabilimento turistico sul lago, negli anni '20, venisse definito "stazione climatica"? Il calendario documenta dunque il legame tra la gente di Alesso e quello che è stato definito sempre e solo "il Lâc".
Il Lunari è stato redatto da un gruppo redazionale ormai affiatato, che ha già curato, negli anni scorsi, l’edizione di 18 numeri: Zuan Cucchiaro, Luigi Stefanutti, Pieri Stefanutti, Decio Tomat, Elena Vidoni e don Giulio Ziraldo. Rilevante è, come sempre, la partecipazione della popolazione, chiamata a collaborare nella raccolta di fotografie (una cinquantina quelle pubblicate sul Lunari) e informazioni.
Edito dalla Parrocchia di Alesso col contributo del Comune di Trasaghis e la collaborazione del Centro di Documentazione sul Territorio, il Lunari, stampato dalla Graphis di Fagagna, sarà presentato mercoledì 30 dicembre, alle 20.30, nel Centro Servizi di Alesso, dopo di che sarà in distribuzione nei principali esercizi pubblici del paese. Il calendario sarà presente anche alla rassegna itinerante dei "Lunaris fats in Cjargne" che si terrà in gennaio a Bordano.
giovedì 24 dicembre 2009
Dibattito sul Lago: l'opinione del presidente Tondo

martedì 22 dicembre 2009
Dibattito sul Lago: l'opinione di L. Stefanutti

Si deve credere in un futuro migliore
Da: Messaggero Veneto — 20 dicembre 2009 pagina 19
Quello che sta succedendo nella Val del Lago non è solo una difficile prova di dialogo democratico. In gioco c’è anche dell’altro! Negli incontri pubblici sull’ipotesi di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, è apparso infatti evidente che i primi a essere a rischio sono i rapporti: quelli di amicizia pluriennale tra persone che a lungo hanno condiviso percorsi di vita, ma che ora si ritrovano schierate, chissà perché, su posizioni contrapposte. Quello che proprio non serve è essere divisi di fronte a chi sostiene il progetto: Edipower Spa. In questa situazione la Spa può rallegrarsi; la gente si è divisa e ciò le consentirà di avere spianata la via per la realizzazione, indolore, dei suoi ambiziosi progetti e avere così il suo guadagno. Purtroppo in questo pesa anche la convinzione, di parte degli amministratori comunali, che il lago sia irrimediabilmente perso, da molti anni ormai. Il loro ragionamento quindi è giustificato, anzi dovuto, visto che ormai credono che tutto sia perduto! Questo è un atto di presunzione inaccettabile. Se non siamo noi (compresi i nostri amministratori) a credere in un futuro migliore, come possiamo pretendere che lo credano i nostri figli? Se diamo di noi questa immagine rinunciataria tarpiamo anche i sogni delle future generazioni, perché non li abituiamo a pensare positivo e costruttivo, a reagire alle avversità, confidando nelle loro qualità. Tanto è tutto inutile! La sensazione attuale è che per molti dei nostri amministratori sia estremamente difficile concepire un contraddittorio e ancora di più un "ripensamento riflessivo". Quasi che essere "Uomini" voglia solo dire avere certezze assolute e immodificabili nel tempo. Forse la vera intelligenza, invece, è proprio quella di avere, sempre, dei provvidenziali dubbi! Con queste riflessioni pubbliche non mi permetto certo di dare "lezioni" ad alcuno, ma vorrei solo stimolare amici e conoscenti a riflettere sulle conseguenze estreme di atteggiamenti e azioni che mi risultano incomprensibili e non solo perché non sono mai stato un amministratore di ente locale. Quest’occasione è unica per ricompattare le risorse umane disponibili, considerato che non ci sono dubbi da dove provenga l’attacco all’integrità di un territorio. Solo una cecità (temporanea si spera!) non consente di vedere il risveglio delle intelligenze che si sta realizzando, però, se non si coglie l’assist, si rischia un vero tracollo. Se l’atteggiamento rimarrà quello di non ascoltare la gente (non la intendo come un’esortazione populista), poi non ci si potrà lamentare per l’isolamento (che non sarà mai dorato) e per lo spopolamento della montagna e di un territorio che ha già dato molto al presunto progresso.
martedì 15 dicembre 2009
Dibattito sul Lago: il parere dell'ex sindaco Rabassi

lunedì 14 dicembre 2009
Dibattito sul Lago: resoconto delle assemblee di Cavazzo e Verzegnis

“Prima di avviare l’iter autorizzativo per l’ampliamento della Centrale Edipower ha fatto realizzare una serie di studi da enti specializzati di primaria importanza, per analizzare l’impatto del progetto sul territorio – ha dichiarato Monteforte – che trae spunto e ragion d’essere dalle politiche comunitarie e nazionali volte alla riduzione delle emissioni di gas serra mediante l’incentivazione, la valorizzazione e l’ottimizzazione della produzione da fonti rinnovabili”. L’iniziativa lo ricordiamo, prevede l’ampliamento dell’impianto mediante l’installazione di due gruppi reversibili per una potenza complessiva di circa 124 MW e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km), in affiancamento alla galleria esistente, al fine di permettere il pompaggio dell’acqua tra il lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. L’istallazione dei due nuovi gruppi reversibili consentirà, a parità di acqua utilizzata, un aumento della produzione e della potenza nelle ore di maggior richiesta, con una diminuzione della produzione da fonte termoelettrica fossile. L’ampliamento di Somplago, costituisce secondo Edipower, “il naturale completamento dell’impianto, già stato previsto al momento della costruzione della centrale negli anni ’50 e comporterà circa 25-30 mesi di attività, a partire dall’ottenimento delle autorizzazioni, con l’impiego di 60 addetti nella fase di picco e un investimento pari a circa 100 milioni di euro, con rilevanti ricadute positive sull’indotto locale”. "La nuova configurazione della centrale di Somplago contribuirà "all’incremento e valorizzazione della produzione da fonte rinnovabile e alla sicurezza dell’intero sistema elettrico nazionale e del Friuli Venezia Giulia incrementando l’efficienza delle macchine e la potenza complessiva disponibile nelle ore di punta. In base a ciò, l’intervento, è stato inoltre incluso nell’Accordo di Programma siglato con il Ministero dell’Ambiente in quanto apporterà con un rilevante contributo in termini di riduzione delle emissioni di CO2".
venerdì 11 dicembre 2009
Dibattito sul Lago: conclusa la raccolta di firme contro il progetto Edipower

di Domenico Pecile
Risvolti economici. Soldi. Ma per adesso il nodo principale è il futuro del lago di Cavazzo e del suo territorio. Dunque, tutto ruota per ora attorno al problema dei fanghi. Quelli che l’invaso di Verzegnis riceve da gran parte dei fiumi limacciosi della zona durante le precipitazioni più abbondanti. Nel bacino di Verzegnis ci sono metri e metri di fanghi depositati che saranno movimentati quando l’acqua sarà pompata a pressione da Somplago e sarà poi fatta turbinare di nuovo a Somplago. Secondo il consigliere regionale della Lega Nord, Enore Picco, in prima fila nella battaglia dei Comitati "per ottenere il disco verde della Via è stato seguito un iter molto strano, escludendo dalle consultazioni i Comuni del territorio e soggetti che avrebbero dovuto essere interpellati". Senza contare – insistono i Comitati – che "una centrale delle dimensioni prospettate da Edipower annienterebbe le potenzialità naturalistiche e turistiche del lago di Cavazzo, che viceversa andrebbero valorizzate da un apposito piano che ponga il lago in sistema con le particolari presenze storico-culturali e ambientali del territorio: Venzone, Gemona, forte di Osoppo, Casa delle farfalle, il pianoro del monte San Simeone, la fortezza di Monte Festa, la pieve di Cesclans, la zona del leccio, la riserva naturale del lago di Cornino, il pianoro del Mont di Prât, le valli dei torrenti Palâr e Leale".Non possiamo desertificare la montagna nel nome del progresso avallando – concludono i Comitati – progetti che rovinano il territorio e, contestualmente, non offrono nulla dal punto di vista economico né aprono nuovi varchi sul fronte dell’occupazione".
(Messaggero Veneto, 11 dicembre 2009)
martedì 8 dicembre 2009
Dibattito sul Lago: il parere di V. Rabassi

Il lago di Cavazzo e l’etica politica. “Libertà è partecipazione...”.
domenica 6 dicembre 2009
Alesso 8 dicembre: tradizionale mercatino di solidarietà

MARTEDI' 8 DICEMBRE DALLE 10 alle 21
mercoledì 2 dicembre 2009
Dibattito sul Lago: novità da Cavazzo e Verzegnis

lunedì 30 novembre 2009
Lago: indagine sulla proliferazione delle alghe

lunedì 23 novembre 2009
Dibattito sul Lago: a Cjavaç a disin ....

venerdì 20 novembre 2009
Dibattito sul lago: un parere da Interneppo


