"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 22 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: resoconto dell'assemblea del 19 febbraio


Centrale di Somplago, timori anche per la fauna ittica

TRASAGHIS. I comitati contrari all'ampliamento della centrale di Somplago tengono viva l'attenzione sul progetto presentato da Edipower e nella serata di venerdì, organizzata al centro sociale di Alesso, hanno voluto approfondire ulteriormente l'impatto che l'opera avrà sulla Val del Lago e in particolare le conseguenze che questa potrebbe avere sulla fauna ittica. All'incontro, organizzato dal “Comitato per la difesa e sviluppo della Val del Lago” e dal “Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento”, erano presenti il delegato dell'Ente tutela pesca Adriano Leoni (in rappresentanza del presidente Loris Saldan) e Giuseppe Moro, biologo dell'ente regionale. Gli esperti hanno spiegato i motivi per cui è arrivato il secco “no” al progetto. Le oscillazioni dell'acqua sfavorirebbero di fatto la deposizione delle uova e lo sviluppo delle stesse specie. Proprio per queste ragioni l'Ente aveva già avanzato specifiche richieste per compensare i rischi: dal mantenimento degli habitat, allo sviluppo degli ambienti di riparo nei canneti, oltre alla riapertura del “Tai dal Lac”, un tempo uno degli emissari più importanti del lago che, in questo caso, potrebbe risultare determinante per la sopravvivenza delle specie. All'assemblea ha partecipato anche l'assessore regionale alle risorse agricole, naturali, forestali e montagna, Claudio Violino (Ln), il dottor Franceschino Barazzutti del Comitato tutela acque, il consigliere regionale Enore Picco (Ln). Quest'ultimo, dopo aver ringraziato tutto il gemonese per la solidarietà manifestata verso la Val del Lago ha annunciato nuovi incontri d'approfondimento. «Dopodiché – ha detto Picco – il compito dei comitati può ritenersi concluso. Abbiamo fatto informazione, colmando le lacune degli amministratori dei paesi coinvolti nel progetto, facendoci promotori di una raccolta firme che ha già “sapore” di una consultazione popolare. Se poi i sindaci vogliono distruggere il territorio lo facciano pure ma se ne assumano le responsabilità». Nel suo intervento l'assessore regionale Violino, cui il Comitato della Val del Lago ha chiesto di farsi portavoce dei dubbi delle popolazione presso la presidenza della Regione ha detto: «La Val del Lago appartiene innanzitutto alla gente che la abita. La popolazione locale va ascoltata e le decisioni non devono essere calate dall'alto. Non possiamo bloccare l'attività economica ma non possiamo nemmeno nascondere gli impatti che questi progetti hanno sul territorio».
Dario Venturini

venerdì 19 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: una nuova assemblea

Trasaghis, ampliamento centrale: confronto Ente tutela pesca-Lega

TRASAGHIS. Nuova assemblea pubblica ad Alesso. All’ordine del giorno, ancora una volta, l’ampliamento della centrale di Somplago. L’incontro fissato per venerdì 19 febbraio avrà inizio alle 19.45 e sarà utile per approfondire l’impatto dell’opera sul bacino naturale più grande della nostra regione e sull’intera Val del Lago. Al tavolo dei relatori si siederanno, Loris Saldan e Giuseppe Moro, rispettivamente presidente e biologo dell’Ente Tutela Pesca, che aveva già espresso parere contrario al progetto presentato da Edipower. Interverranno inoltre: Claudio Violino della Lega Nord, assessore regionale all’agricoltura, il consigliere regionale del Carroccio Enore Picco (consigliere regionale Lega Nord che più volte ha manifestato la contrarietà al progetto) e Franceschino Barazzutti del Comitato tutela acque. Alla serata parteciperanno anche gli iscritti al “Comitato per la difesa e sviluppo della Val del Lago” di Alesso e il “Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento”. Non è escluso che durante la serata i cittadini chiederanno ai sindaci dei Comuni interessati dal progetto di indire un referendum, come termometro ideale delle volontà dei cittadini anche in virtù delle oltre 8 mila firme raccolte nei mesi scorsi, contrarie al progetto, e consegnate in Regione. Dario Venturini

domenica 7 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: posizioni contrapposte

Centrale di Somplago, ancora polemiche tra amministratori ed ex

TRASAGHIS. Si riaccendono le polemiche tra ex e attuali amministratori sul progetto di ampliamento della centrale di Somplago presentato da Edipower. Nei giorni scorsi in una lettera inviata al nostro giornale, Dino Rabassi, ex amministratore di Trasaghis, è intervenuto in risposta alle recenti dichiarazioni di Augusto Picco (sindaco attuale) e Gianluigi Colomba (sindaco di Bordano), i quali avevano espresso perplessità in merito all'ipotesi di una consultazione popolare nei Paesi interessati dal progetto come termometro definitivo sulla volontà o meno da parte della popolazione locale di accettare l'opera. «I referendum – aveva detto il primo cittadino di Trasaghis – si fanno su temi vincolanti ma in questo caso il parere dei Comuni interessati non è affatto vincolante, anzi, il Ministero sin dall'inizio chiedeva ai Comuni solamente un apporto collaborativo e perciò nemmeno un parere vero e proprio». Dall'altra parte l'ex sindaco, nella lettera pubblicata nella posta dei lettori, ricordava come lo statuto del Comune, all’articolo 69 comma 1, citi: «Sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale, al fine di sollecitare manifestazioni di volontà che devono trovare sintesi nell’azione amministrativa». «Pur avendo fatto poco per Trasaghis in qualità di sindaco – ha aggiunto Rabassi – come ebbe a sostenere Augusto Picco, tra le poche cose da me attuate, guarda il caso, vi sono anche la proposta e l’approvazione dello Statuto comunale tuttora vigente per cui, conoscendone i contenuti, vorrei ricordagli che l’indizione del referendum è prevista per tutte le attività amministrative, fatte salve solo quelle in materia di tributi locali e tariffarie». Non si è fatta attendere l'immediata replica del sindaco, Augusto Picco. «Come dice lo stesso Rabassi – ha sottolineato Picco – che di fatto dimostra di conoscere molto bene lo statuto comunale, sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale. In questo caso però la competenza è ministeriale e, ai Comuni, veniva chiesto come detto più volte, solamente un apporto collaborativo». « Se poi i cittadini vogliono attivarsi per un referendum rispetteremo la loro volontà anche se, come detto, non ci sembra necessario ricorrere alla consultazione popolare, anche in virtù delle firme raccolte dal Comitato per lo sviluppo e difesa della Val Del Lago consegnate alla Regione cui spetta il compito fare analisi più approfondite in materia».
Dario Venturini

martedì 2 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Rabassi su un possibile referendum

Il referendum è possibile, "Messaggero Veneto", 01 febbraio 2010

Nulla ormai ci sorprende sulla questione del Lago di Cavazzo o dei 3 Comuni! Dopo i silenzi sul potenziamento della centrale di Somplago, le mancate valutazioni sulla tutela ambientale e i pareri favorevoli espressi dai locali amministratori e basati soltanto sul progetto Edipower ora, di punto in bianco, i sindaci rifiutano ai cittadini anche la possibilità di ricorrere allo strumento referendario. Dopo tutte le riunioni, silenzi, presunti esperti, viaggi a Edolo eccetera, i sindaci di Bordano e Trasaghis se ne escono con un articolo ove testualmente affermano due cose. Ai Comuni è stato chiesto solo un apporto collaborativo e non vincolante, per cui il tema non è materia referendaria e, comunque, il tempo per fare ciò sarebbe scaduto nel luglio scorso. Poi, forse nel tentativo di scaricare il proprio barile di responsabilità, demandano alla Regione il compito di fare un’analisi più approfondita del progetto non disponendo di idonei mezzi tecnici. Al sindaco di Bordano, che non ha espresso nemmeno un parere ai sensi della legge regionale 43/1990, risponderanno i suoi cittadini, mentre a quello di Trasaghis accodatosi al parere favorevole espresso dal suo predecessore nel 2008, rammento invece che l’articolo 69 comma 1 dello Statuto cita: «Sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale, al fine di sollecitare manifestazioni di volontà che devono trovare sintesi nell’azione amministrativa»; poi al comma 3: «Possono essere indetti solo dopo che siano state esperite senza successo o le istanze o le petizioni o le proposte, secondo le modalità negli articoli precedenti». Pur avendo fatto poco per Trasaghis in qualità di sindaco, come ebbe a sostenere Augusto Picco, tra le poche cose da me attuate, guarda il caso, vi sono anche la proposta e l’approvazione dello Statuto comunale tuttora vigente per cui, conoscendone i contenuti, vorrei ricordagli che l’indizione del referendum è prevista per tutte le attività amministrative, fatte salve solo quelle in materia di tributi locali e tariffarie, come cita il comma 2 dell’articolo 69. Stendo un velo pietoso sull’articolo 6 dello Statuto che, sul patrimonio naturale, storico e artistico, imporrebbe alle Amministrazioni la loro difesa e conservazione per il godimento da parte della comunità È quindi oltremodo scorretto dire ai cittadini che lo strumento referendario è precluso sul tema di che trattasi, anche trattandosi di un parere non vincolante, ma pur previsto dalla legge. Sappiamo bene quello che era chiesto ai Comuni, ma non vedo cosa ci sia di più importante, moralmente e politicamente vincolante per un amministratore che saper ascoltare il parere dei suoi cittadini prima di esprimere, “motu proprio” e a qualsiasi livello, un parere su lavori che incideranno non poco sul futuro dell’intera comunità. In una delle riunioni del Comitato per la difesa del lago in Alesso, ebbi ad affermare che in Trasaghis la democrazia era stata violentata dal silenzio degli amministratori. Alla luce delle ultime esternazioni sindacali posso affermare che la democrazia, dal greco démos cràtos: “potere o governo del popolo”, continua a essere lesa e ormai, il termine, possa tranquillamente declinarsi in politburo cràtos: “potere dell’ufficio politico”! Di antica e sovietica memoria.
Dino Rabassi già sindaco Trasaghis

martedì 26 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: si discute su un possibile referendum









Un referendum popolare sul progetto Edipower

Una proposta alle tre Amministrazioni rivierasche. Perché non affidare l’ultima parola sul progetto Edipower agli abitanti della Val del Lago con un referendum popolare? Una scelta di democrazia e trasparenza, che vincolerebbe sia gli amministratori sia gli amministrati, ponendo fine alla diatriba.

Claudio Polano Gemona

(Messaggero Veneto — 23 gennaio 2010)


Centrale di Somplago: i sindaci respingono l’ipotesi di referendum

TRASAGHIS. I sindaci di Trasaghis e Bordano respingono l'ipotesi di un referendum popolare sull'ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, chiesta da alcuni cittadini anche in virtù delle quasi 9 mila firme raccolte dal Comitato di difesa e sviluppo della Val del Lago. «Sono perplesso – ha detto il sindaco di Bordano Colomba – in merito alla proposta di una consultazione popolare, per diversi motivi. Innanzitutto va ricordato che ai Comuni il Ministero chiedeva un apporto collaborativo e non un parere vincolante. Inoltre, l'iter per avviare tale procedura richiederebbe molto tempo e il termine stabilito per inoltrare questo apporto collaborativo è già scaduto lo scorso luglio». «L'ultima parola – ha aggiunto Colomba – non spetta certo ai Comuni interessati dal progetto presentato da Edipower bensì alla Regione e al Ministero, tant'è che le firme raccolte dal Comitato per la difesa della Val del Lago sono state depositate direttamente in sede regionale, affinché se ne tenga conto per la Valutazione d’impatto ambientale, e in sede di conferenza dei servizi». Ed è proprio alla Regione secondo il sindaco di Bordano Colomba «che sicuramente dispone di un ampio numero di tecnici qualificati, diversamente dai comuni che possono contare solamente sull'apporto di qualche impiegato, che spetta il compito di fare analisi più approfondite». Della stessa opinione anche il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco. «I referendum si fanno su temi vincolanti ma in questo caso il parere dei Comuni interessati non è affatto vincolante». (d.v.)

(Messaggero Veneto — 24 gennaio 2010)

domenica 24 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: raffronto con Edolo


Sindaci e un esperto in visita alla centrale elettrica di Edolo

BORDANO. I sindaci di Bordano Gianluigi Colomba e di Trasaghis Augusto Picco, assieme al professor Piero Pinamonti dell'Università di Udine, nei giorni scorsi hanno visitato la centrale Enel di Edolo in provincia di Brescia, per raccogliere alcuni elementi tecnici cruciali in previsione della conferenza dei servizi che sarà indetta per l'esame del progetto presentato da Edipower, per l'ampliamento della centrale di Somplago. « Trattasi – fa sapere il sindaco di Bordano – della più importante centrale idroelettrica d’Italia e tra le principali d’Europa della potenza di mille megawatt, ben 8 volte più grande della centrale di Somplago MW (megawatt). E come appunto la stessa centrale di Somplago se verrà realizzato il progetto presentato dalla Società Edipower, di cui si è recentemente molto parlato, la centrale di Edolo è dotata di impianto di pompaggio con il quale da un bacino di valle della capacità di quasi un milione e mezzo di metri cubi si provvede al trasferimento ai bacini di monte dell’acqua utilizzata per la produzione di energia elettrica nelle ore di maggiore richiesta »


LAGO DI CAVAZZO Nessun paragone con quello di Edolo

(Messaggero Veneto — 23 gennaio 2010)

Gli occhi sono nuovamente puntati sulla sorte del lago di Cavazzo. La recente visita compiuta dalle Amministrazioni di Bordano e Trasaghis al lago di Edolo sembra una foglia di fico per nascondere il loro “placet” a Edipower, confermando i timori di chi ha a cuore la sopravvivenza del più grande lago naturale della regione. Non ci sono punti d’incontro fra i due laghi, in quanto quello di Edolo ha le sponde cementificate ed è nient’altro che un grosso catino, riempito e svuotato alla bisogna da chi lo gestisce per produrre elettricità. Altra cosa è il nostro lago che, seppur non in forma smagliante, se passasse il progetto Edipower diventerebbe definitivamente un semplice contenitore d’acqua spesso fangosa e non già il complesso ecosistema attuale. Il problema di fondo di questo progetto di ulteriore sfruttamento del lago non è di natura tecnica, come si vorrebbe far credere, ma bensì ambientale. E da questo orecchio le amministrazioni comunali rivierasche, nonostante riunioni e prese di posizione qualificate (esempio quella dell’Ente tutela pesca del Fvg, che cassa senza mezzi termini il progetto), proprio non ci sentono. Far girare giornalmente su e giù per i due laghi (Verzegnis e Cavazzo) un milione e mezzo di metri cubi d’acqua sconvolgerebbe definitivamente il già precario equilibrio termico del Lago di Cavazzo. I sedimenti limosi depositati sul fondo dei due laghi sarebbero in perenne movimento, rendendo torbida l’acqua e i continui innalzamenti e abbassamenti di livello impediranno a buona parte della fauna ittica una normale attività vitale e di riproduzione. Inoltre, come si possa pretendere un’offerta turistica con queste condizioni ambientali (acque gelide e fangose), proprio non si capisce. Ora l’ultima parola spetta alla Regione, dove è arrivata la petizione, che con quasi 9.000 firme chiede di cassare questo devastante progetto, che se posto in essere ci farebbe perdere il lago che conosciamo, frequentiamo e amiamo.

Claudio Polano, Gemona

sabato 16 gennaio 2010

Affettuoso ricordo dei Cinema di Alesso, dal "Libertà" allo "Stelle":



E' stato presentato venerdì 15 gennaio, alle 20.30, nella sala dell'ex asilo, proprio sul luogo ove sorgeva il cinema, il video "Il cine a Dalès", espressamente dedicato alle esperienze del cinema ad Alesso.
Ogni paese ha infatti, nella memoria collettiva, un proprio "nuovo cinema Paradiso" dove, come nel film di Giuseppe Tornatore, premiato con l'Oscar, accanto e mediante la ricostruzione delle vicende di una sala cinematografica, è possibile giungere alla definizione di tanti tasselli di microstoria locale.
Ad Alesso c'è stato, nell'immediato dopo guerra, il cinema 'Libertà' e poi, dalla metà degli anni '50 sino al terremoto, il cinema 'Stelle'.
A quei cinema, al clima di quegli anni si rifà il video realizzato da Dino Ariis della Nn-media, col patrocinio del Comune di Trasaghis, il contributo del Centro di Documentazione sul Territorio e la collaborazione della Parrocchia di Alesso. Il video, intitolato "Il cine a Dalès. Una cjalada sul mont", ricostruisce le vicende dei cinema attraverso la rievocazione di quelle esperienze da parte di Zuan Cucchiaro (dalle prime esperienze pionieristiche degli anni '30 alle vicende del 'Libertà', indice del clima positivo instaurato alla fine della guerra, sino all'avvio della gestione Savoca con il cinema 'Stelle'), la testimonianza di quanti vi parteciparono come operatori (Viso Picco e Bruno Zilli), il ricordo di quanti vi partecipavano come spettatori (fra i tanti, Fanny Cucchiaro e Tonino Cucchiaro) per chiudere con l'intervento di Francesco Pazzaglia, che ha contribuito a recuperare e sistemare, dopo il terremoto, la macchina di proiezione.
Dopo il saluto del sindaco di Trasaghis Augusto Picco, l'introduzione è stata curata da Antonio Cucchiaro e Francesco Pazzaglia per la Parrocchia e da Pieri Stefanutti per il Centro di Documentazione. Una sala stracolma e applausi a scena aperta hanno accolto questo singolare "recupero della memoria" di una esperienza cara a tanti alessani.

sabato 9 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: il parere di "Ladins dal Friûl"

Lât di Cjavaç: pe Edipower al sarès in regule!

Cjavaç - Il dopleament de centrâl idroeletriche Edipower di Somplât di Cjavaç nol presente aspiets di incompatibilitât ambientâl, anzit, ducj i studis e lis ricercjis fatis inte fase denant la presentazion dal iter par otignî chest dopleament a àn dât di viodi che il progjet al è compatibil cul ambient: a dî dut chest e je, naturalmentri, la stesse Edipower che il mês di Dicembar stât in doi incuintris publics davuelts a Cjavaç e Verzegnis e à tornât a confermâ lis sôs posizions. I incuintris a jerin stâts organizâts dai sindics dai doi comuns plui diretementri interessâts dal progjet, o sei Iuri e Sulli. Inmò lis cunvignis a àn viodût la partecipazion dal diretôr dai progjets di Edipower, Giuseppe Monteforte, dal responsabil idroeletric Roberto Gianatti, dal maiorent pe provincie di Udin de societât, Salvatore Marchese e dal professôr Gabriele Borsani docent di Ecologjie al Politecnic di Milan. Cuintri part a jerin i rapresentants de Legheambient regjonâl Zorç Cavallo e Marc Lepre.

O ricuardìn, par chei cence memorie, che la Edipower e je une societât privade pe produzion e distribuzion di energjie a control di capitai soredut lombarts, che a un ciert pont e à comprât lis centrâl idroeletrichis de Cjargne dal Enel, che prime lis veve compradis de Sade, che par realizâlis e veve in pratiche savoltât l’ambient de vals cjargnelis, cence che chenti no si rivàs a otignî dibot nuie: al è evident che ce che al tire il B.I.M. a son dome cagneris, vadì caritât pelose. Al ven di domandâsi parcè chescj implants no ju à comprâts la nestre Regjon, come che la Provincie autonome di Bolzan/Bozen e à comprât i implants dismetûts dal Enel, cun vantaç concrets pes industriis, pal artesanât e pal cumierç dal Sud Tirôl. Cussì almancul daspò i dams o varessin cuistât cualchi vantaç: e invezit nuie. Anzit, a vuelin jemplânus ancje di eletrodots par ogni dontri.

Chescj a son fats e no cjacaris di ostarie! Che cumò la Edipower e intindi completâ la opare di sfrutament des risorsis idrichis de mont furlane, al è naturâl, al è tal ordin di compuartament di une sane societât privade che e cîr di incressi il so patrimoni e i siei vuadagns. Che lôr a vegnin a contânus che nol cambie nuie e che dut al è compatibil e in regule al è ancje tant normâl. E sarès biele che nus contassin il contrari. Ma intant il lât di Cjavaç al è simpri plui in agunie, e chel di Verzegnis nol po nancje jessi plui clamât lât co si è ridot a une poce che e cambie continuementri di livel. A disin che si varà cualchi “contropartita”. Po ancje stai che e sedi vere. Ma po stai ancje che e vadi a finîle come la liende de Sade-Enel. E chestis “contropartite” bastarano a fâ front ae pierdite di imagjine che dal pont di viste turistic si varà di paiâ? Restant sul concret: cetancj gnûfs puescj di lavôr puartaraial in Cjargne chest dopleament de centrâl?

Dut câs la sensazion che si à su la piel e je chê che il sfrutament colonialist dal ambient e des risorsis naturâls cjargnelis al è cetant dûr di murî! Magari cussì no! (red).

(da: http://www.ladinsdalfriul.eu/ n. 1, zenâr 2010 )

venerdì 8 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Franzil




Riconoscimento riparatore


da: Messaggero Veneto — 07 gennaio 2010



Friulani, collaborate alla salvezza del nostro lago! Non permettete che scompaia a causa delle speculazioni private stimolate dalle centinaia di milioni di euro che lo Stato può regalare attraverso i certificati verdi ossia le sovvenzioni per gli impianti a energie rinnovabili. A Somplago, di Cavazzo, vi è una grossa centrale idroelettrica che capta l’acqua del lago di Verzegnis e la scarica nel lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, sin dagli anni 50. Ha reso miliardi alla costruttrice Sade e per ultimo alla milanese Edipower. Questa, non contenta, vorrebbero potenziarla mediante il rimando dell’acqua al lago di Verzegnis nelle ore notturne, quando cioè la corrente costa poco perché meno richiesta. Il tutto avverrebbe, naturalmente, senza che alcuno si preoccupi minimamente né della gente né delle ricadute negative sull’ambiente, bensì ignorando anche i danni che l’impianto ha già provocato in più di mezzo secolo anche con l’appoggio di amministrazioni ottuse, disinformate, presuntuose e dispotiche. Il lago è stato biologicamente distrutto dal saliscendi del livello e dal deposito di una trentina di metri di fango portato attraverso la centrale. Prima era fiorente fonte di vita e sostentamento per la popolazione del circondario. Doveroso è un cenno storico su questa terra di emigranti: rassegnati, tenaci, fortemente radicati alle origini, che si sono fatti onore disperdendosi per l’Europa e non solo... La Grande guerra portò miseria nera e disgrazie. La seconda guerra mondiale uccise oltre cinquanta innocenti con l’eccidio di Avasinis, l’incendio di Interneppo e Bordano. Alesso fu bombardato vigliaccamente dagli inglesi poiché non vi erano più cosacchi! Seguì la pace che portò la devastazione della poca misera campagna di Alesso, con il passaggio dell’oleodotto e dell’autostrada. Naturalmente per il progresso dell’Italia. Il terremoto del ’76 aggiunse la sua parte a questa terra martoriata. Solo da questo disastro la gente ebbe un contributo; per tutto il resto, nessuno vide mai un quattrino! Orbene mi sorge una domanda: vogliamo solo parlare di democrazia e di equità, perché va di moda, oppure vogliamo averla veramente, praticarla e migliorarla? Allora, basta ipocrisia, sia dato a ognuno il suo. Per questo motivo invoco enti, uffici e autorità locali, regionali, nazionali e tutti i responsabili a non concedere mai l’esecuzione di opere d’interesse unilaterale e di anteporre sempre il bene per la comunità. Questo territorio ha già pagato a caro prezzo la storia e lo sviluppo economico italiano, ora ha diritto a un riconoscimento riparatore. La problematica insorta offre un’occasione da non mancare, poiché se è vero che abbiamo bisogno di energia, è anche giusto che tutti contribuiscano e non venga prodotta a danno di "pochi" per l’utile di molti, ossia dell’Edipower e degli italiani. Quindi è necessario che chi può provvedere provveda! A contributo di tutto ciò, ritengo che la soluzione tecnica di conciliazione per l’annosa diatriba lago-energia-ambiente possa essere la seguente: 1) Il lago deve ritornare tranquillo e naturale come un tempo; 2) occorre costruire una condotta stagna che porti l’acqua dalla centrale fin oltre l’emissario del lago; 3) bisogna realizzare una "vasca" opportuna, o bacino autonomo, nei pressi della centrale, senza travasi nel lago, adatta a far invertire il flusso idrico per rimandarlo a monte; 4) il bacino d’inversione, tutto artificiale o solo in parte, deve essere collegato con lo scarico a mezzo di una paratìa per regolare il deflusso a seconda delle necessità. Ritengo che sia questa una concreta soluzione di compromesso e non una fantasia, come qualcuno può malignare. Non ha alcun senso scaricare l’acqua nel lago, da cui se ne esce, è meglio accumulare l’acqua di riutilizzo delle ore di convenienza. Da questa riserva programmata, l’acqua può essere rimandata a monte o con l’energia di esubero, in certe ore, oppure con quella proveniente dall’esterno. Naturalmente l’operazione di riciclaggio conviene nelle ore di minor richiesta di energia e di notte, ossia quando la corrente costa meno. Si tratta di ottimizzare il funzionamento globale dell’impianto. La gente non si lasci incantare, prima sono da fare le opere a valle, poi quelle a monte. Occorre molta cautela! Soltanto in questo modo si può potenziare la centrale, ristabilire il livello delle acque, non inquinare e rigenerare l’ambiente. Di qui può rinascere la vita lacustre e ripartire il turismo. Realizzando queste opere tutta la valle potrà avere almeno un parziale risarcimento dei danni subiti in passato. Mi auguro che tutto ciò sia recepito, diversamente i nostri figli si ritroveranno un bel canale circondato da sabbie mobili al posto del lago. Dio voglia che ciò non succeda e si smuovano, invece, le coscienze al fine di operare nel miglior modo affinché questa terra possa rinascere non solo con giusto riconoscimento per la gente ma anche con la conseguente rivalutazione della democrazia.


Dino Franzil - Tarcento

giovedì 7 gennaio 2010

Dibattito sul Lago: attese nuove valutazioni tecniche




Trasaghis, sulla centrale il Comune aspetta le perizie

TRASAGHIS. «Se ci dovesse essere da parte di qualche tecnico qualificato un parere negativo in merito all’ampliamento della centrale di Somplago, il Comune di Trasaghis non darà il suo assenso al progetto». Parole di Augusto Picco, sindaco di Trasaghis che recentemente ha annunciato anche l’intenzione di indire una nuova assemblea pubblica che dovrebbe svolgersi ad Alesso verso fine mese. L’opera, lo ricordiamo, prevede l’installazione, nella già esistente centrale idroelettrica di Somplago, di due gruppi reversibili (per una potenza complessiva di circa 124 MW) e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km) in affiancamento a quella già esistente, al fine di permettere il pompaggio dell’acqua tra il Lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. Nel frattempo l’amministrazione ha dato incarico a diversi tecnici, tra questi anche alcuni esperti dell’Università di Udine, di approfondire e studiare il progetto per esprimere in seguito un parere che sarà tenuto in considerazione. «Il Comune di Trasaghis – ha puntualizzato il sindaco – non ha mai avuto, sin dall’inizio, una posizione preconcetta ed è proprio per questo motivo che siamo intenzionati a sentire gli esperti. Le oltre 8 mila firme raccolte dal comitato per la difesa e lo sviluppo della Val del Lago, contrario al progetto presentato da Edipower, sono segno tangibile di un dialogo democratico che sta interessando il nostro territorio, ma la valutazione finale per la realizzazione o meno del progetto deve passare sopratutto attraverso la consultazione di tecnici ed esperti». Alcune perplessità in merito al progetto le aveva comunque espresse anche la Commissione Locale del Paesaggio che aveva evidenziato «la possibilità di un elevato aumento dell’erosione spondale a causa della variazioni di livello inserite nel progetto». Forti contrarietà rispetto ad alcuni aspetti ambientali sono stati evidenziati anche da Legambiente, mentre un secco “no” al progetto è arrivato dall'Ente Tutela Pesca.

Dario Venturini


venerdì 1 gennaio 2010

Ancora una volta, in piazza coi coscritti


Chissà cos'è che ancora una volta ti riporta in piazza, a mezzanotte del 31 dicembre, a far festa assieme ai coscritti? Sarà il commovente incedere degli ottantenni, o il fresco schiamazzo dei ventenni?

Fattosta che ogni volta ci si chiede cos'ha di speciale questa festa, perchè e come mai riesca a mantenersi viva e vitale, come riesca (senza pubblicità, ma con un fitto passaparola) a far arrivare ogni volta sempre più gente, i cui volti sono dapprima sconcertati, poi dubbiosi, infine presi dalla magia della not dai coscrits... e ogni volta ci si ritrova a dire "Fantats, tegnîla dura chesta fiesta, che a è una das rôbas che a dàn savôr al paîs"!


martedì 29 dicembre 2009

Il rapporto della gente col Lago nelle foto del Lunari di Dalès

Un appuntamento ormai tradizionale è quello che si rinnova ogni fine dicembre, con l’uscita del calendario “Lunari di Dalès”, che è dedicato ogni anno alla documentazione fotografica su aspetti caratteristici della storia e delle tradizioni di Alesso. L’edizione di quest’anno si intitola “Vi dal Lâc” e vuole presentare un viaggio ideale nel rapporto che si è creato, negli anni, tra la gente di Alesso ed il Lago. Si tratta di un rapporto complesso, che ha origini molto antiche e che un tempo aveva connotazioni soprattutto economiche (parecchie famiglie vivevano del pesce pescato e non poche seguivano con attenzione le periodiche espansioni per poter regolare l'attività agricola….). Gran parte dell'interesse e dell'attenzione andava però anche al Lago come occasione di divertimento: dalle evoluzioni sulla superficie gelata d'inverno ai bagni ed alle escursioni in barca d'estate. Tutto viene documentato con foto, cartoline d'epoca e testi, sino a presentare delle autentiche curiosità. Quanti, per esempio, al giorno d'oggi, conoscono il pistoc? Si tratta di un bastone sagomato costruito dai ragazzi di Alesso che veniva utilizzato per muoversi sul lago gelato. E chi potrebbe pensare che il primo stabilimento turistico sul lago, negli anni '20, venisse definito "stazione climatica"? Il calendario documenta dunque il legame tra la gente di Alesso e quello che è stato definito sempre e solo "il Lâc".

Il Lunari è stato redatto da un gruppo redazionale ormai affiatato, che ha già curato, negli anni scorsi, l’edizione di 18 numeri: Zuan Cucchiaro, Luigi Stefanutti, Pieri Stefanutti, Decio Tomat, Elena Vidoni e don Giulio Ziraldo. Rilevante è, come sempre, la partecipazione della popolazione, chiamata a collaborare nella raccolta di fotografie (una cinquantina quelle pubblicate sul Lunari) e informazioni.

Edito dalla Parrocchia di Alesso col contributo del Comune di Trasaghis e la collaborazione del Centro di Documentazione sul Territorio, il Lunari, stampato dalla Graphis di Fagagna, sarà presentato mercoledì 30 dicembre, alle 20.30, nel Centro Servizi di Alesso, dopo di che sarà in distribuzione nei principali esercizi pubblici del paese. Il calendario sarà presente anche alla rassegna itinerante dei "Lunaris fats in Cjargne" che si terrà in gennaio a Bordano.

giovedì 24 dicembre 2009

BUON NATALE AD ALESSO, bon Nadâl ai Dalessàns


I blogger di "Alesso e dintorni"

Dibattito sul Lago: l'opinione del presidente Tondo


Consegnate le 8mila firme. Tondo: vigilerò sul futuro del lago

da: Il Gazzettino, Giovedì 24 Dicembre 2009

CAVAZZO CARNICO (d.z.) "Ricevo con attenzione queste firme e vigilerò puntualmente anche su questa vicenda perché ritengo necessaria la salvaguardia del lago, patrimonio ambientale di tutta la Regione". Renzo Tondo ha accolto così ieri a Tolmezzo una rappresentanza del Comitato per la salvaguardia dei laghi di Cavazzo e Verzegnis che gli ha consegnato le 8656 firme raccolte per fermare il progetto proposto da Edipower, firme già fatte pervenire in settimana al presidente del consiglio Edouard Ballaman. La delegazione, composta dal consigliere regionale Enore Picco e da Franceschino Barazzutti, ha fatto notare come attualmente il progetto sia a Roma presso il Ministero competente in attesa della Via regionale, il cui iter è momentaneamente sospeso. Il progetto ha già il parere favorevole di alcuni comuni "ai quali - rileva il comitato - sono state promesse compensazioni economiche. Ma se ci sono compensazioni, significa che c'è un danno!".

martedì 22 dicembre 2009

Dibattito sul Lago: l'opinione di L. Stefanutti



Si deve credere in un futuro migliore


Da: Messaggero Veneto — 20 dicembre 2009 pagina 19


Quello che sta succedendo nella Val del Lago non è solo una difficile prova di dialogo democratico. In gioco c’è anche dell’altro! Negli incontri pubblici sull’ipotesi di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, è apparso infatti evidente che i primi a essere a rischio sono i rapporti: quelli di amicizia pluriennale tra persone che a lungo hanno condiviso percorsi di vita, ma che ora si ritrovano schierate, chissà perché, su posizioni contrapposte. Quello che proprio non serve è essere divisi di fronte a chi sostiene il progetto: Edipower Spa. In questa situazione la Spa può rallegrarsi; la gente si è divisa e ciò le consentirà di avere spianata la via per la realizzazione, indolore, dei suoi ambiziosi progetti e avere così il suo guadagno. Purtroppo in questo pesa anche la convinzione, di parte degli amministratori comunali, che il lago sia irrimediabilmente perso, da molti anni ormai. Il loro ragionamento quindi è giustificato, anzi dovuto, visto che ormai credono che tutto sia perduto! Questo è un atto di presunzione inaccettabile. Se non siamo noi (compresi i nostri amministratori) a credere in un futuro migliore, come possiamo pretendere che lo credano i nostri figli? Se diamo di noi questa immagine rinunciataria tarpiamo anche i sogni delle future generazioni, perché non li abituiamo a pensare positivo e costruttivo, a reagire alle avversità, confidando nelle loro qualità. Tanto è tutto inutile! La sensazione attuale è che per molti dei nostri amministratori sia estremamente difficile concepire un contraddittorio e ancora di più un "ripensamento riflessivo". Quasi che essere "Uomini" voglia solo dire avere certezze assolute e immodificabili nel tempo. Forse la vera intelligenza, invece, è proprio quella di avere, sempre, dei provvidenziali dubbi! Con queste riflessioni pubbliche non mi permetto certo di dare "lezioni" ad alcuno, ma vorrei solo stimolare amici e conoscenti a riflettere sulle conseguenze estreme di atteggiamenti e azioni che mi risultano incomprensibili e non solo perché non sono mai stato un amministratore di ente locale. Quest’occasione è unica per ricompattare le risorse umane disponibili, considerato che non ci sono dubbi da dove provenga l’attacco all’integrità di un territorio. Solo una cecità (temporanea si spera!) non consente di vedere il risveglio delle intelligenze che si sta realizzando, però, se non si coglie l’assist, si rischia un vero tracollo. Se l’atteggiamento rimarrà quello di non ascoltare la gente (non la intendo come un’esortazione populista), poi non ci si potrà lamentare per l’isolamento (che non sarà mai dorato) e per lo spopolamento della montagna e di un territorio che ha già dato molto al presunto progresso.
Luigi Stefanutti - Alesso

martedì 15 dicembre 2009

Dibattito sul Lago: il parere dell'ex sindaco Rabassi



Dal progetto Edipower nessun vantaggio

(Messaggero Veneto — 12 dicembre 2009 pagina 19)


Il 4 e il 5 dicembre scorsi i cittadini di Cavazzo Carnico e Verzegnis sono stati chiamati in assemblea per l’illustrazione del progetto Edipower: questa volta alla presenza di alti esponenti della Spa stessa. Dopo quella del 12 ottobre di Alesso, che interessava i cittadini di Trasaghis e Bordano, siamo giunti alla terza esposizione del progetto senza che alcun tecnico, con esperienza ambientale e geologica, fosse incaricato dai Comuni per esaminare il progetto sotto questo punto di vista. A parte i rappresentanti di Legambiente, Cavallo e Lepre, che si sono prodigati nell’esporre i loro forti dubbi sulla realizzazione dell’opera con indubbia competenza e a cui va il nostro ringraziamento per la partecipazione, il solo esperto delle amministrazioni incaricato di approfondire lo studio del progetto è stato l’ingegner Facchin, laureato in ingegneria meccanica e, secondo quanto affermato dagli stessi amministratori, esperto in idraulica applicata allo sfruttamento delle acque per la produzione elettrica (leggasi turbine, termine usato dai sindaci). Nonostante le nostre sollecitazioni, nessun’amministrazione ha avuto alcun dubbio o ripensamento, ribadendo costantemente il parere sostanzialmente favorevole ai lavori. È strano questo comportamento, perché ripensando al lamento delle amministrazioni prive di fondi, a norma dell’articolo 4 comma 3 della Legge regionale 43/1990 l’eventuale costo delle attività di esame e di pubblica informazione sarebbero state, e sono, a completo carico del proponente la realizzazione dell’opera: a Edipower sarà risparmiato pure questo disturbo. Nell’ultima riunione di Verzegnis, inoltre, il tanto sbandierato aumento occupazionale si ridurrà, come pubblicamente ammesso dalla stessa Edipower, alla mera occupazione edile peraltro altamente specializzata e relativa ai soli lavori di costruzione, stante che la stessa ha già in carico il personale utile e sufficiente alla gestione, presente e futura, dell’impianto. Alla richiesta dei cittadini di conoscere l’ammontare delle compensazioni (in pratica vedere cammello e poi pagare), debbo ammettere che i responsabili Edipower si sono dimostrati più realisti dei nostri re, confessando che tali interventi si limiteranno a quello che il loro budget aziendale consente. Vale a dire piccoli lavori di miglioria, tra cui: manutenzione di sentieri, pubblicazione di libri, sostegni a feste locali, fontanelle eccetera. Premettendo la ferma contrarietà all’intervento, a una mia domanda provocatoria su una compensazione sulla fornitura di elettricità da concedere alle aziende che s’installassero nei comuni danneggiati e tale da consentire uno spontaneo aumento occupazionale, poco ci mancava che questi signori si mettessero a ridere sonoramente. Ai vari sindaci vorrei inoltre ribadire che le attuali norme legislative dovrebbero essere rese note ai cittadini non soltanto per la parte inerente ai doveri degli amministratori nell’essere propositivi sulle necessità energetiche nazionali, ma anche per quella dei diritti del popolo a essere compiutamente informato e, nel nostro caso, soprattutto su quanto richiama l’articolo 144 del Decreto legge 162/2006, che è il più esplicativo circa il corretto uso e la tutela delle risorse idriche che così cita: «Tutte le acque superficiali e sotterranee ancorché estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato. Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata e utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi uso è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future di fruire di un integro patrimonio ambientale. La disciplina degli usi delle acque è finalizzata alla loro realizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il rinnovo delle risorse, di non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la piscicoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici. Gli usi diversi dal consumo umano sono consentiti nei limiti nei quali le risorse idriche siano sufficienti e a condizione che ne pregiudichino la qualità. Le acque termali, minerali e per uso geotermico sono disciplinate da norme specifiche, nel rispetto del riparto delle competenze costituzionalmente determinato». Orbene: dopo l’onesta ammissione della dirigenza Edipower nel ribadire che la loro è una società per azioni privata, il cui scopo principale è, oltre a mantenere un bilancio attivo, quello di garantire il massimo ricavo per gli azionisti; dopo la pubblica esibizione delle foto scattate al fondo del bacino dall’Ambiesta, nelle quali si possono ammirare le centinaia di migliaia di metri cubo di fango depositate e in procinto di defluire allegramente verso il lago di Cavazzo; avendo appurato che in sole 8 ore nel lago di Cavazzo sarebbero riversati 3.168.000 mc di acqua gelida; che in altre 8 ore 1.267.200 mc di acqua sarebbe ripompata a Verzegnis e mc 1.900.800 uscire dal canale di scarico creando un notevole rimescolamento con effetto torrentizio; che, come ammesso dagli stessi dirigenti Edipower, stante che il canale di deflusso del lago è tarato su 66 mc/sec, le quote di massimo e minimo invaso nel Lago di Cavazzo difficilmente potrebbero mantenersi in alcuni casi, soprattutto nei periodi di piovosità eccezionale, come da noi spesso accade, determinando una forte erosione spondale; che la temperatura delle acque rimescolate in continuazione salirebbero solo nella media tra lo strato idrico iniziale e quello di fondo, con un’ovvia e forte diminuzione di quelle superficiali che in luglio-agosto dagli attuali 16,5/17° scenderebbero a 13,5/14°; che quello che rimane della fauna ittica e della flora sarebbe del tutto compromesso interessando, fra l’altro, anche quella del torrente Leale e del Tagliamento; che vi è pure, da pochi e semplici calcoli elementari e stanti le prove già in essere da mesi sul canale di scarico del lago, la concreta possibilità che il surplus idrico possa nascondere anche la captazione delle acque a fini irrigui con ulteriori guadagni per Edipower; che inoltre, ma celato abilmente, oltre ai sopra citati guadagni, vi siano anche quelli derivanti dai certificati verdi sulle fonti rinnovabili, mai ammessi da Edipower, ma che pure rientrano nei suoi progetti d’impresa come meglio si può appurare dal suo stesso sito informatico; ciò detto, non sembra a tutti voi che questa popolazione abbia già dato a sufficienza per le necessità nazionali. Signori amministratori, possibile che qualche dubbio non emerga dalle vostre coriacee e ostinate convinzioni e vi spinga a rivedere gli atti da voi assunti, anche alla luce delle sospensiva per maggior approfondimento da parte della Regione? Vorrei inoltre che fosse definitivamente accettato che il nostro comitato è sorto spontaneamente, non per senili nostalgie di vecchi amministratori e proprio perché è mancato il dialogo tra amministratori e cittadini, raccogliendo, con una quindicina di persone e in breve tempo, oltre 8.000 firme che saranno a supporto, tra breve, di una petizione agli enti interessati. Tra questi ovviamente anche al sindaco di Cavazzo, il quale non ha mancato di criticare il nostro modo di raccogliere adesioni, reo, secondo lui, di averlo fatto addirittura anche nelle mense della Fantoni e in altre aziende di Osoppo. Forse egli però dimentica che queste ditte da decenni danno il pane a centinaia di nostri concittadini, che sono state create, fatte crescere e dirette da friulani resistendo con noi durante il terremoto, non certo da Edipower che, come tanti stranieri del passato, cercano solo di trarre dalla nostra terra i propri tornaconti, non certo quelli della madre Patria né ancor meno i nostri. Il tutto detto da un cittadino che, pur rispettandoli, mai ha aderito a movimenti verdi e si chiede anche che cosa pensi la politica regionale e in particolare il vostro partito di riferimento del problema in essere.


Dino Rabassi già sindaco di Trasaghis

lunedì 14 dicembre 2009

Dibattito sul Lago: resoconto delle assemblee di Cavazzo e Verzegnis


Munitisi di indagini geologiche, idrogeologiche e biologiche i vertici della Edipower hanno illustrato e giustificato venerdì 11 sera a Cavazzo Carnico e sabato sera a Verzegnis davanti ad una nutrita platea di cittadini, le loro “buone intenzioni” in merito al progetto di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago che, come ha spiegato Giuseppe Monteforte, direttore Progetti Edipower, “è compatibile con l’ambiente, non prevede alcuna modifica delle concessioni di derivazione e quindi non comporta alcun incremento dell’acqua attualmente utilizzata dalla centrale, né alcuna variazione dei livelli attuali massimi e minimi nei laghi di Cavazzo e Verzegnis”. All’incontro organizzato dai primi cittadini dei due comuni Dario Iuri e Luciano Sulli, erano presenti anche Giorgio Cavallo, Presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia ed il professor Gabriele Borsani, docente di Ecologia presso il Politecnico di Milano.
“Prima di avviare l’iter autorizzativo per l’ampliamento della Centrale Edipower ha fatto realizzare una serie di studi da enti specializzati di primaria importanza, per analizzare l’impatto del progetto sul territorio – ha dichiarato Monteforte – che trae spunto e ragion d’essere dalle politiche comunitarie e nazionali volte alla riduzione delle emissioni di gas serra mediante l’incentivazione, la valorizzazione e l’ottimizzazione della produzione da fonti rinnovabili”. L’iniziativa lo ricordiamo, prevede l’ampliamento dell’impianto mediante l’installazione di due gruppi reversibili per una potenza complessiva di circa 124 MW e la realizzazione di una seconda galleria (lunga 8,5 km), in affiancamento alla galleria esistente, al fine di permettere il pompaggio dell’acqua tra il lago di Cavazzo e il serbatoio di Ambiesta. L’istallazione dei due nuovi gruppi reversibili consentirà, a parità di acqua utilizzata, un aumento della produzione e della potenza nelle ore di maggior richiesta, con una diminuzione della produzione da fonte termoelettrica fossile. L’ampliamento di Somplago, costituisce secondo Edipower, “il naturale completamento dell’impianto, già stato previsto al momento della costruzione della centrale negli anni ’50 e comporterà circa 25-30 mesi di attività, a partire dall’ottenimento delle autorizzazioni, con l’impiego di 60 addetti nella fase di picco e un investimento pari a circa 100 milioni di euro, con rilevanti ricadute positive sull’indotto locale”. "La nuova configurazione della centrale di Somplago contribuirà "all’incremento e valorizzazione della produzione da fonte rinnovabile e alla sicurezza dell’intero sistema elettrico nazionale e del Friuli Venezia Giulia incrementando l’efficienza delle macchine e la potenza complessiva disponibile nelle ore di punta. In base a ciò, l’intervento, è stato inoltre incluso nell’Accordo di Programma siglato con il Ministero dell’Ambiente in quanto apporterà con un rilevante contributo in termini di riduzione delle emissioni di CO2".

venerdì 11 dicembre 2009

Dibattito sul Lago: conclusa la raccolta di firme contro il progetto Edipower

Centrale di Somplago, 9 mila no:"Rovina il lago e il territorio"



di Domenico Pecile


Cresce e si diffonde a macchia d’olio la protesta contro la realizzazione dell’ampliamento della centrale idroelettrica a Somplago, sul lago di Cavazzo. Sono già quasi novemila le firme raccolte nei quattro comuni interessati dal mega-impianto: Cavazzo, Trasaghis, Bordano, Verzegnis. E oggi, alle 11, nella sala Pasolini del palazzo della Regione, a Udine, i Comitati per la difesa del lago e del Tagliamento hanno indetto una conferenza stampa nel corso della quale presenteranno la petizione popolare "La difesa del lago di Cavazzo e di Verzegnis". Per il Comitato, la realizzazione dell’impianto rappresenterebbe il "de profundis" del lago e dell’intera zona.I fatti. Edipower, società proprietaria della centrale idroelettrica di Somplago, ha presentato un progetto di ampliamento per il potenziamento della stessa centrale di Somplago. Il piano prevede, tra l’altro, la costruzione dal bacino di Verzegnis a Somplago di una seconda galleria (lunga 8,5 chilometri) in pressione e l’installazione, accanto alle tre già in esercizio, di due nuove turbine reversibili, che producono energia di giorno, mentre di notte pompano nel bacino di Verzegnis la stessa acqua accumulata di giorno nel lago di Cavazzo. La portata d’acqua raddoppierebbe, passando dagli attuali 66 a 110 metri cubi il secondo e la variazione di livello del lago potrebbe arrivare a 2,50 metri, rischiando così – sostengono i Comitati – di "fare più danni di un terremoto" per l’accumulo di fanghi provenienti dall’invaso di Verzegnis e per le oscillazioni quotidiane del livello dell’acqua che impedirebbero ogni altra attività, comprese quelle sportive. È chiaro – sostengono i Comitati – che lo scarico dal bacino di Verzegnis nel lago di Cavazzo e il pompaggio da quest’ultimo provocano una continua movimentazione di enormi masse d’acqua. "La continua oscillazione del livello e la movimentazione delle acque avranno allora un risultato certo: non ci sarà più pace per il lago". I Comuni interessati, tuttavia, hanno dato parere favorevole. "Ma questo – sottolinea il Comitato – in cambio di indennizzi. E non è un caso che le popolazioni non stiano seguendo le decisioni dei loro consigli comunali". Ma l’ultima parola spetta alla Regione Friuli Venezia Giulia. Che al momento ha sospeso il suo parere e chiesto alcuni approfondimenti alla ditta Edipower. Ma serve anche il parere della Via (Valutazione di impatto ambientale) nazionale. Proprio per questo tutta la documentazione relativa alla vicenda (compresa la petizione con le oltre 8 mila firme) sarà inviata la prossima settimana dai Comitati al ministero competente. Ma ci sono anche altri risvolti.Resta il fatto che la centrale sarebbe destinata a essere una mega-realizzazione dal costo preventivato di circa 100 milioni di euro. Franceschino Barazzutti, presidente del Comitato della tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento, si spinge oltre. E spiega: "Secondo i conti effettuati da Legambiente del Friuli Venezia Giulia, grazie alla produzione di energia, alle incentivazioni e ai cosiddetti "certificati verdi", Edipower dovrebbe ricavare circa 600 milioni di euro in 15 anni di validità dei certificati verdi. Visti i costi di gestione, riteniamo che l’u tile possa aggirarsi tra i 400 e i 450 milioni. Dunque, un grande business". Barazzutti aggiunge di dirsi "stupefatto che un presidente carnico come Renzo Tondo, che conosce bene le problematiche delle derivazioni idroelettriche, non faccia un ragionamento non soltanto sotto l’aspetto ambientale, ma anche per l’ammontare di queste cifre". Insomma, secondo i Comitati e lo stesso Barazzutti "la Regione dovrebbe mettere il naso nel piano industriale di questo progetto". Anche perché – chiosa Barazzutti – "si tratta di soldi che sono destinati a uscire dal Fvg per finire alle municipalizzate lombarde tramite l’A2A, a quelle svizzere tramite l’Alpiq, a Torino e Genova mediante Iride e in Francia grazie l’Edison che controlla il 50% della Edipower".
Risvolti economici. Soldi. Ma per adesso il nodo principale è il futuro del lago di Cavazzo e del suo territorio. Dunque, tutto ruota per ora attorno al problema dei fanghi. Quelli che l’invaso di Verzegnis riceve da gran parte dei fiumi limacciosi della zona durante le precipitazioni più abbondanti. Nel bacino di Verzegnis ci sono metri e metri di fanghi depositati che saranno movimentati quando l’acqua sarà pompata a pressione da Somplago e sarà poi fatta turbinare di nuovo a Somplago. Secondo il consigliere regionale della Lega Nord, Enore Picco, in prima fila nella battaglia dei Comitati "per ottenere il disco verde della Via è stato seguito un iter molto strano, escludendo dalle consultazioni i Comuni del territorio e soggetti che avrebbero dovuto essere interpellati". Senza contare – insistono i Comitati – che "una centrale delle dimensioni prospettate da Edipower annienterebbe le potenzialità naturalistiche e turistiche del lago di Cavazzo, che viceversa andrebbero valorizzate da un apposito piano che ponga il lago in sistema con le particolari presenze storico-culturali e ambientali del territorio: Venzone, Gemona, forte di Osoppo, Casa delle farfalle, il pianoro del monte San Simeone, la fortezza di Monte Festa, la pieve di Cesclans, la zona del leccio, la riserva naturale del lago di Cornino, il pianoro del Mont di Prât, le valli dei torrenti Palâr e Leale".Non possiamo desertificare la montagna nel nome del progresso avallando – concludono i Comitati – progetti che rovinano il territorio e, contestualmente, non offrono nulla dal punto di vista economico né aprono nuovi varchi sul fronte dell’occupazione".

(Messaggero Veneto, 11 dicembre 2009)

martedì 8 dicembre 2009

Dibattito sul Lago: il parere di V. Rabassi


Il lago di Cavazzo e l’etica politica. “Libertà è partecipazione...”.
Ma per il lago di Cavazzo è tutta un’altra storia.




“Libertà è partecipazione...” cantava Giorgio Gaber. Se fosse ancora vivo il signor G., sarebbe da chiedergli se trasparenza, informazione, partecipazione e condivisione siano di “sinistra” o di “destra” . Sono in molti (anche senza sforzarsi a imitare il signor G.) a chiedersi se esista ancora un’etica nella politica e se per appartenere a un partito servano ancora certi ideali e certi valori o se ormai tutto questo sia passato in secondo piano, superato. A chiederselo sono anche i cittadini della val del Lago, traditi dal voto favorevole delle loro amministrazioni comunali all’ampliamento della centrale di Somplago, amareggiati per il mancato coinvolgimento, stupiti e delusi dall’atteggiamento e dai silenzi delle stesse. Il quesito nasce dalla convinzione che la partecipazione attiva della popolazione nell’amministrazione di un Comune costituisca uno straordinario esercizio di democrazia. Trasparenza, informazione e condivisione sono poi principi guida fondamentali soprattutto quando le scelte divengono importanti. In questi casi, più che mai, superare le frammentazioni e attivare la forza del “fare insieme” per avere più peso e capacità contrattuale diventano strategici e qualificanti. Tutto sommato, trasparenza, informazione e condivisione si possono tradurre semplicemente in buona politica (nel caso a cui mi riferisco ci sta anche “intelligente”). Si dice che questi argomenti siano di “sinistra”, ossia siano più propri a persone e movimenti di sinistra e alle amministrazioni di sinistra. Ma non sempre è così. L’eccezione (mi auguro che la regola sia confermata) la forniscono i sindaci dei Comuni della val del Lago (Cavazzo, Bordano, Trasaghis) unitamente al sindaco del Comune di Verzegnis, tutti di sinistra o vicini alla sinistra. Questi sindaci non si pongono minimamente il problema di vivere l’impegno politico, come dice il codice etico del loro partito (il Pd), «con responsabilità, di confrontarsi e di dare conto del proprio operato» né di sostenere «un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezza di espressione» o tanto meno di impegnarsi «a condurre il confronto con volontà d’intesa», o infine di favorire «la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione democratica nelle forme più inclusive». Costoro si mostrano come figure di altri tempi, si sentono padroni delle cose e delle persone. Pieni della delega ricevuta con il voto, come se il tempo e le esperienze passate non avessero lasciato traccia e insegnamento; dispongono anche per gli altri, non motivano le scelte fatte e non rispondono alle domande che da più parti vengono poste. È evidente e indiscutibile che chi ha responsabilità di amministrare deve prendere delle decisioni. Ma chi prende le decisioni senza coinvolgere anche gli altri (coloro che li hanno votati come coloro che non l’hanno fatto), senza conoscere cosa ne pensano, senza condividere le scelte e motivarle, allora non esercita la democrazia. E quando non si fa democrazia, non ci sono garanzie dell’inviolabilità dei diritti, del rispetto degli impegni presi. Ben lungi dal voler insegnare, vorrei concludere con un suggerimento e un invito a tutti i consiglieri comunali di Bordano, Cavazzo, Trasaghis e Verzegnis che dovranno avvalorare le scelte fatte dai propri sindaci. Il suggerimento è solo quello di sperimentare una mentalità aperta per ascoltare, approfondire, valutare e decidere insieme: questo potrà condurre a risultati vincenti. Sull’ampliamento della centrale di Somplago è necessario decidere su dati e analisi, non su opinioni personali o di pochi individui. L’invito è quello di far proprie le domande rivolte dai comitati, che di seguito riporto, rimaste da tanto tempo senza risposta e di interpellare i propri sindaci. 1) Se il progetto di ampliamento della centrale di Somplago non provoca danni al lago, come affermano la società Edipower e i sindaci, perché si chiedono «mitigazioni ambientali» e «compensazioni»? 2) Sono stati fatti degli studi e delle ricerche sulla qualità e sulla quantità di fango che si sono depositate nel lago di Verzegnis, in 50 anni, e se lo stesso finirà nel lago di Cavazzo per effetto delle correnti generate sul fondo dall’afflusso delle acque captate dal fiume Tagliamento e ripompate da valle? 3) Come mai nell’assemblea del 12 ottobre scorso, organizzata dalle amministrazioni di Trasaghis e Bordano, il tecnico di fiducia dei Comuni non ha esposto alcuna osservazione sul progetto, ma ha semplicemente proceduto a illustrarlo, come se si trattasse di un tecnico incaricato dalla società Edipower? 4) Con il comportamento tenuto fino a oggi, i sindaci e le amministrazioni comunali non corrono il rischio di essere usate dalla società Edipower contro il territorio e la loro gente? 5) Per quali motivi si è trattato con la società Edipower per oltre un anno senza informare la popolazione sul progetto? 6) Nelle delibere dei Comuni di approvazione del progetto si legge che in caso di mancata osservanza del limite fissato per le escursioni, in 1 metro per il lago di Cavazzo e in 9 metri per il lago di Verzegnis, verranno definite apposite clausole di salvaguardia da inserire in un successivo accordo. Non vi sembra che da ciò derivi la possibilità di superare i livelli citati e che il lago venga venduto un tanto a spanna? 7) Secondo la logica adottata delle “mitigazioni ambientali” e delle “compensazioni”, qual è il valore in euro che viene attribuito al lago? 8) Per quali motivazioni il Comune di Trasaghis, senza disporre degli elaborati di progetto, ha espresso parere favorevole già il 4 luglio 2008? 9) A quanto ammontano le “compensazioni” concordate con la società Edipower per ciascun Comune? 10) Le amministrazioni comunali sono a conoscenza che a fronte di un finanziamento di 100 milioni di euro la società Edipower ricaverà un utile di circa 500 milioni di euro in 15 anni? Mi auguro che i consiglieri partecipino e decidano in autonomia di giudizio. “Libertà è partecipazione...”, partecipazione è democrazia.
Valentino Rabassi già assessore comunale di Trasaghis

(dal "Messaggero veneto" del 7 dicembre 2009)

domenica 6 dicembre 2009

Alesso 8 dicembre: tradizionale mercatino di solidarietà




Ad Alesso, nel Centro Servizi di via Libertà (vicino al Centro Studi) sarà aperto anche quest’anno un mercatino di dolci ed oggetti natalizi allestito da volontari in collaborazione con la Parrocchia di Alesso; le offerte raccolte saranno interamente devolute in beneficenza, per emergenze locali e per aiutare i 400 bambini senza famiglia ospiti dell’Asilo di Minas Novas in Brasile, una struttura che si regge grazie all’impegno di una religiosa italiana, suor Annamaria Ortelli.


Il mercatino è aperto :
MARTEDI' 8 DICEMBRE DALLE 10 alle 21


Gli organizzatori auspicano si approfitti dell'occasione per acquistare dei doni di Natale originali e fatti a mano e, nello stesso tempo, aiutando persone che vivono in difficoltà.

mercoledì 2 dicembre 2009

Dibattito sul Lago: novità da Cavazzo e Verzegnis


Assemblee pubbliche a Cavazzo e Verzegnis, per un dibattito aperto sulla centrale di Somplago

E' stato fissato dalle Amministrazioni comunali un appuntamento per venerdì 4 dicembre a Cavazzo e sabato 5 dicembre a Verzegnis, entrambi alle ore 20 nei rispettivi Municipi.

Nel corso degli incontri, verrà illustrato il progetto presentato da Edipower per il potenziamento della centrale e la posizione dei Comuni. Ne seguirà un dibattito che vedrà protagonisti i sindaci, i funzionari Edipower e i rappresentanti di Legambiente. Faranno da moderatori Francesco Brollo e Giulio Magrini.

lunedì 30 novembre 2009

Lago: indagine sulla proliferazione delle alghe

Alghe nel lago: indagini dell' Arpa





(dal Messaggero Veneto del 29 novembre 2009)

TRASAGHIS. Sentiti i pareri di alcuni esperti sia regionali che nazionali, l’Arpa ha comunicato nei giorni scorsi al Comune i risultati del sopraluogo al Lago dei Tre Comuni effettuato lo scorso agosto, in merito alla presenza di alghe segnalata da molti cittadini. Secondo l’ente la macroalga presente sul Lago dei Tre Comuni sarebbe tipica dei laghi simili al bacino più grande naturale presente nella nostra Regione, ma per confermare le cause scatenanti di un così importante sviluppo, gli esperti si riservano di condurre ulteriori indagini. «L’abnorme sviluppo della popolazione macroalgare – si legge nella nota inviata al Comune – osservato nel corso del sopraluogo, con talli che raggiungevano anche quasi i tre metri di altezza fino a giungere in superficie, può essere imputabile a diverse cause sia meteoclimatiche dovute a lunghi periodi caratterizzati da elevata irradianza al fondo, sia ecologiche causate dalla diminuzione della comunità ittica erbivora autoctona tipica dell’ambiente lacustre. In base all’ecologia della specie, si esclude una correlazione tra la crescita anomala e possibili fenomeni di eutrofizzazione del corpo idrico». Dall’analisi tassonomica del campione biologico è stata riconosciuta la specie “Chara rudis”, alga tipica macrofita profonda lacustre. «Sulla questione il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, va cauto:« Innanzitutto – ha detto il primo cittadino – prendiamo atto che a quanto pare tutto rientra nella norma. Attendiamo anche gli ulteriori approfondimenti che l'Arpa intende fare, dopodichè vedremo se e come sarà possibile limitarne la proliferazione ».

Dario Venturini

lunedì 23 novembre 2009

Dibattito sul Lago: a Cjavaç a disin ....


Une multinazionâl, cuatri comuns e un lâc

Cualchi an indaûr, in Bolivia, lis multinazionâls a èrin rivadis a jessi paronis su dutis lis aghis di chê republiche. A gjavàvin vie l’âghe dai flums par vuadagnâ cul cumierç da corint e a fasèvin pajâ unevôre cjare l’âghe di bevi. E no paronavin dome su pes aghis, ma ancje sul petroli e sul gâs. Ma une biele dì i Bolivians si son dismots e àn fat cori chestis multinazionâls, . Tornâts a jessi parons des lôr risorsis, i bolivians a stabilìrin che l’âghe a veve di tornâ a jessi di ducj, e che, tanche ben di ducj, no podeve jessi né comprade né vendude. Anzit, a lis piçulis comunitâts, che a erin stadis chês plui talpassadis des multinazionâls, ur vignì lassât par simpri il dirit di doprâ lis aghis dai lôrs teritoris. Magari cussìno, l’Italie no è la Bolivie, o miôr a sta deventant cemût che a ere la Bolivie prin de rivoluzion. Chenti l’âghe a è sì formalmenti di ducj, ma il Stât al cêt ai privâts il dirit di doprâle e di fâ centrâls come chê che a è stade fate da Sade tal cincuantevot a Somplât, sujant i rius e i flums di miege Cjargne, e che vuei la multinazionâl Edipower a vûl ingrandî. Tes cjasis e tes ostariis dai nestris paîs si discor dibot dome di chest progjet:"Astu savût che Edipower a pensa di meti su dôs gnovas turbinas par pompâ su, cun tuna gnova galaria, l’âga dal lâc di Cjavàç tal chel di Verzegnas par sfrutâ plui voltis la stesse âga?"."Ai savût, a son fûr cul cjâf, ma sàno a ce dams che si va incuintra cun chescj lavôrs?"."S’impensaiso che a Cesclans cuant che an fata chealtra galaria l’âga dal fontanon a è calada?"."No nus lassaran migo cence âghe di bevi nô e Bordan?". "E il paltan? Veiso pensât al paltan ch’al è vignût ju in ducj chescj agns, e che cumò cun dôs galariis al vignarà jù ancjemò di plui?"."E dut chest massedament continuo di aga, 9 metros di variazion di livel a Vergegnas e 1 metro e passa tal lâc di Cjavàç?". "Veiso idèe da fuarce che an 110 metros cubos al secont?"."Chest al è il colp di gracie pal lâc". " A mi l’ingignîr mi a spiegât che l’aga cussì a sarà ancjemò plui freida, ben cuatri grâts di mancul". "Astu firmade la petizion?"."Sì, gjavant chei che a lavòrin par Edipower e chei che a son ta aministrazion comunâl, a àn firmât ducj". Dut câs Edipower a fat i siei conts e ancje se il cost des vôris al è stimât tra i novante e cent milions di euros, a calcole di vuadagnâ 500 milions di euros in 15 agns. Simpri però che la vôre a vegni fate, parcè che lis resistencis a di chest progjet a son tantis. Ducj però a son convints che se chest progjet al larà in puart, al savoltarà dal dut il lâc. E se al è stât un timp là che lis aministrazions comunâls si pisclàvin pal so non , cun chestis oparis il lâc, dopo vei pierdudis lis sôs cualitâts, al pierdarà ancje chel. Nol sarà plui il lâc di Cjavàç o dai trei comuns, ma dome la grande poce di Edipower.

Remo Brunetti

venerdì 20 novembre 2009

Dibattito sul lago: un parere da Interneppo


Non deve diventare questione di cortile


Volevo riprendere il pensiero del signor Nevio Candolini per esprimere, in merito alla questione lago, il mio punto di vista. Apprezzo sinceramente l’appello all’unione di intenti per salvare il lago e condivido totalmente il senso di emergenza che Candolini sa rappresentare quando fa riferimento alla situazione venutasi a creare a proposito della sopravvivenza del Lago di Cavazzo o dei tre Comuni anche se, a onor del vero, debbo dissentire circa lo scontro tra vecchi e nuovi amministratori. Il concreto pericolo, infatti, è che tutto il discorso sul lago sia ridotto a una questione di cortile, rischiando di sviare l’attenzione della gente e dell’opinione pubblica da un problema serissimo (la minaccia di definitiva devastazione del lago) a uno artificioso (le sterili beghe tra vecchi e nuovi amministratori). Pur comprendendo come sia facile cadere in questo equivoco, debbo però aggiungere che qui non si tratta né di campagna elettorale (le amministrazioni comunali di Cavazzo e Trasaghis sono state elette la scorsa primavera e quella di Bordano soltanto due anni fa) e nemmeno di desiderio di rivalsa da parte di ipotetici sconfitti, stante che nessuno di coloro i quali si sta impegnando in questa battaglia nemmeno si è candidato alle elezioni. Non voglio annoiare chi legge riproponendo quanto è già stato sin qui detto sull’argomento (chi è intervenuto prima di me ha esposto fin troppo chiaramente tutte le ragioni per cui è giusto sostenere questa iniziativa), ma qui si tratta di chi vuole o non vuole salvare il lago e, purtroppo per noi cittadini, le tre amministrazioni rivierasche sono tutte propense a far attuare all’Edipower il suo progetto. Moltissimi abitanti dei tre comuni, invece, come lei, signor Candolini, e come me, ritengono di dovervisi opporre in quanto pensano – parafrasando uno spot pubblicitario televisivo – che non tutto si può comprare e, per quante «compensazioni e mitigazioni» possa Edipower mettere sull’altro piatto della bilancia, il resto non si possa acquistare nemmeno con mastercard. Non si tratta di briciole o soldoni; deve passare l’idea che non tutto può avere un prezzo, non tutto può essere oggetto di mercificazione. Va da sé che gli attuali amministratori sono stati più volte invitati – anche pubblicamente – a unirsi alla causa pro lago, ma nessuno di essi ha inteso raccogliere l’invito, forse perché interpretato come un passo indietro (che se anche così fosse rappresenterebbe un atto di grande onestà intellettuale) rispetto alle decisioni formalmente già assunte o forse per chissà quale altro motivo. In ogni caso, vedendo come ormai stanno le cose, dubito che potremo contare sul loro supporto che, ripeto, qualora ci fosse, sarebbe assolutamente prezioso, auspicabile e benvenuto. Quindi chi vuole difendere il lago da questo ennesimo possente attacco (qualcuno l’ha definito Davide contro Golia stanti gli interessi in campo) troverà porte aperte da ogni parte arrivi, purché semplicemente lo voglia. E questo vale soprattutto per gli amministratori, nuovi o vecchi (come me) che siano, proprio per scongiurare come giustamente lei dice, signor Candolini, le inevitabili ripercussioni – ancor prima che sull’ambiente – sul già debole tessuto sociale delle nostre comunità.

Valter Stefanutti ,già vicesindaco del Comune di Bordano - Interneppo


(Dal Messaggero Veneto del 18 novembre 2009)