"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 17 giugno 2010

Dibattito sul Lago: ok dal Ministero? Lo dice il Gazzettino



Un nostro lettore ci fa giustamente notare che la notizia della approvazione del progetto di potenziamento della centrale era già apparsa sul Gazzettino del 16 giugno. Va bene, gliene diamo atto. I punti in discussione posti mantengono però, ci pare, la loro validità.
(Alesso&dintorni)

Fondamentale passo avanti nell’iter del progetto di potenziamento della centrale di Somplago

Mercoledì 16 Giugno 2010, Il Gazzettino
Fondamentale passo avanti nell’iter del progetto di potenziamento della centrale di Somplago. Il Ministero dell’ambiente, infatti, ha dato il suo okay in merito alla Valutazione di impatto ambientale per quel che attiene il raddoppio.
Adesso la palla passa alla Regione Fvg per il passo conclusivo dell’Autorizzazione unica. Dovrà essere convocata la conferenza dei servizi, organismo che, con ogni probabilità, si esprimerà sul progetto entro fine anno. Il progetto di potenziamento di Edipower prevede l’ampliamento dell’impianto esistente attraverso la realizzazione di una seconda galleria di adduzione in pressione per l’alimentazione di 2 nuovi gruppi reversibili, ciascuno da 57,4 Mw in generazione e di 57 Mw in pompaggio.
Negli anni Cinquanta, durante i lavori di costruzione dell’impianto di Cavazzo, la Sade aveva già realizzato alcune di queste opere tra cui parte dei tratti della galleria di derivazione, il pozzo piezometrico, la vasca di espansione, la camera delle valvole, parte del pozzo per l’alloggio delle condotte forzate, una galleria di scarico adeguata alla portata di 5 macchine, parte dei vani di alloggio per i 2 gruppi addizionali, i vani dei trasformatori e i percorsi per i cavi ad alta tensione. Edipower andrà a terminare i tratti mancanti, sfruttando quindi l’esistente, attraverso un piano che mira a far entrare in funzione le due nuove turbine entro il 2012.
Paola Treppo

Dibattito sul Lago: il parere di D. Rabassi


CAVAZZO- (pt)«Dopo battaglie in difesa del lago e migliaia di firme raccolte contro l’ennesimo sopruso, ecco di colpo la notizia che è alla firma del Ministero dell’ambiente il parere positivo sui lavori di potenziamento della centrale di Somplago». Dino Rabassi del Comitato a difesa del lago parla di “strane sensazioni, tattica silente ma ben definita a tutti i livelli fatta di studiati ritardi, ancor più studiate e mirate informazioni alla popolazione; il rifiuto dei sindaci a revocare pareri a suo tempo dati, l’iniziale rifiuto a prescindere su qualsiasi altra valutazione tecnica che non fosse targata Edipower. Le tardive e recenti deliberazioni comunali con cui si chiedeva quasi timidamente alla Regione ulteriori studi, il continuo rimpallo delle responsabilità tra sindaci e Regione, già ci avevano fatto presagire un colpo del genere”.
( IL GAZZETTINO Giovedì 17 Giugno 2010)

Dibattito sul lago: ok al raddoppio della centrale da parte del Ministero?


Il Messaggero Veneto di oggi dà la notizia che "dopo il parere positivo sulla valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente per il potenziamento della Centrale di Somplago ora si attende solamente il via libera da parte della Regione per il passo conclusivo dell'autorizzazione unica e la conferenza dei servizi".

Di seguito, una dichiarazione di Franceschino Barazzutti che "auspica un fronte comune con gli amministratori locali" ed una, "molto più critica" di Dino Rabassi contro i sindaci di Trasaghis e Bordano.


Ora, dando per scontato che di questo si discuterà parecchio nei prossimi giorni, anticipiamo una modesta riflessione metodologica:

1) se il Ministero dell'Ambiente ha davvero espresso un parere favorevole al potenziamento della centrale, NON SAREBBE STATA QUESTA LA NOTIZIA PRINCIPALE DA RIPORTARE SULLA STAMPA?

2) (se come sopra), NON CI SI SAREBBE POTUTI ASPETTARE UN TEMPESTIVO COMUNICATO UFFICIALE DA PARTE DEI SINDACI?

3) (se come sopra), NON SAREBBE STATO OPPORTUNO CHE I COMITATI AVESSERO ESPRESSO UN PARERE UNITARIO CONGIUNTO?


"Mala tempora currunt", direbbe qualcuno.


(Alesso&dintorni)

mercoledì 16 giugno 2010

Dibattito sul Lago: la Regione risponde ma non finanzia il nuovo studio

Centrale di Somplago: braccio di ferro fra Comuni e Regione

TRASAGHIS. E’ braccio di ferro tra sindaci e Regione sul nodo dell’ampliamento della centrale elettrica di Somplago. Dopo l’interrogazione del consigliere Della Mea (Pd) all’assessore De Anna circa la richiesta di Trasaghis e Cavazzo Carnico di un esame approfondito del progetto e del suo impatto ambientale, c’è stata la risposta della giunta regionele. Circa la possibilità di formare una commissione di tecnici con costi a carico della regione De Anna ha fatto sapere che «in ogni caso, allo stato attuale il capitolato assegnato alla procedura di Via per tali finalità, non dispone di risorse finanziarie da impegnare e da utilizzare per l'anno in corso».«Si ritiene altresì utile precisare – continua De Anna – che nella documentazione fornita dalla proponente risulta che il progetto permette di conseguire i risultati attesi dall'esercizio di un impianto di pompaggio mediante soli interventi di ampliamento di una centrale esistente, senza necessità di nuove derivazioni, dighe, bacini o centrali». La risposta che l'assessore De Anna ha dato all’interrogazione presentata dal consigliere Della Mea non ha soddisfatto in maniera esauriente sindaci di Trasaghis e di Bordano, Augusto Picco e Gianluigi Colomba che si attendevano un atteggiamento più collaborativi visto la rilevanza della problematica legata all’intervento in oggetto. «Infatti – hanno detto i sindaci – pur comprendendo che l’amministrazione regionale non disponga delle risorse finanziarie per attivare collaborazioni scientifiche con organismi specializzati e quindi per incaricare esperti qualificati per eseguire gli approfondimenti richiesti, noi sindaci riteniamo che potrebbe tranquillamente essere nominato un gruppo di lavoro composto da esperti qualificati dipendenti dell’Amministrazione Regionale». «Se lo studio non dovesse essere affidato a terzi dalla Regione – puntualizza Colomba – saranno i nostri Comuni a doversene occuparsene». Dario Venturini

lunedì 14 giugno 2010

Dibattito sul Lago: interrogazioni in Regione


Centrale di Somplago. Della Mea interroga Tondo

da: Messaggero Veneto — 13 giugno 2010


Il consigliere regionale del Pd Sandro Della Mea ha rivolto un’interrogazione alla giunta Tondo per sapere se intenda aderire alla richiesta dei comuni di Trasaghis, Cavazzo Carnico e Bordano e dei tanti comitati spontanei di cittadini sorti a sostegno del progetto, che, con un documento approvato dai loro Consigli comunali, chiedono "in via collaborativa alla Regione di svolgere un approfondito esame del progetto di potenziamento della centrale elettrica di Somplago e delle sue ricadute ambientali". La questione riprende, per altro, i pareri già espressi da Erpa e da Ente Tutela Pesca che hanno riscontrato specifici elementi di criticità sotto il profilo ambientale, e per questo la Giunta nel settembre 2009 ha già stabilito di non esprimere il parere di compatibilità ambientale e di segnalare le carenze evidenziate al ministero per l'Ambiente, a cui compete la valutazione di impatto ambientale. A fronte a queste considerazioni, il consigliere Della Mea auspica che la giunta regionale "prenda in considerazione le richieste formulate dai comuni e che commissioni a tecnici esperti la predisposizione delle verifiche necessarie per valutare gli effetti del potenziamento della centrale che potrebbero provocare significative alterazioni ambientali in un sito di interesse regionale, di particolare importanza dal punto di vista naturalistico, con riferimento specifico all'area del lago di Cavazzo". (g.g.)

domenica 13 giugno 2010

Parco eolico a Trasaghis: pericolo per i grifoni?


La prevista realizzazione di un parco eolico a Trasaghis (nella zona delle "Gravatas" vicino al Tagliamento) ha suscitato le perplessità del WWF, preoccupato per le possibili conseguenze ai grifoni che nidificano nella zona della riserva del lago di Cornino.



«Desta una certa preoccupazione la proposta di realizzazione di un "parco eolico" nel comune di Trasaghis in considerazione della vicinanza della Riserva naturale del Lago di Cornino e del SIC "Valle del medio Tagliamento", in particolare in relazione al Progetto di reintroduzione del Grifone nell’area. La criticità dell’intervento nei confronti di questa, come di altre, specie è peraltro evidenziata dalla stessa V.I.A., che sottolinea i pericoli legati alla potenziale perdita di soggetti, che appare peraltro molto probabile considerata la frequenza e le quote di volo rilevate nell’area. Le pale eoliche rappresentano uno dei maggiori fattori di mortalità e il grifone risulta, in numerosi studi, una delle specie più colpite, se non espressamente quella che subisce le maggiori perdite.L’importanza della popolazione di grifone è elevatissima dal punto di vista naturalistico, ecologico e in relazione al turismo naturalistico di tutta l’area e dei Paesi limitrofi. Si tratta dell’unica popolazione nidificante sull’intera catena alpina, che ha assunto un ruolo strategico sempre maggiore per le colonie di grifoni della Croazia e per gli uccelli che trascorrono il periodo estivo sulle Alpi italiane, austriache e slovene. I comuni interessati (Forgaria nel Friuli e Trasaghis) e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia investono molto, da oltre 20 anni, sull’area protetta e su questo progetto, riconosciuto come importante elemento di qualificazione ambientale e di valorizzazione della Riserva naturale, del Medio Tagliamento e delle aree prealpine, nonché elemento di connessione con altri Paesi e Parchi nazionali che ha consentito di accedere a finanziamenti comunitari grazie a specifici Progetti Interreg Italia-Austria.La conservazione del grifone ha quindi un importante significato a livello internazionale e un incremento della mortalità in questa popolazione avrebbe gravi ripercussioni anche negli altri Paesi citati, che hanno investito e investono molto su questa importante presenza.
L’elevata pericolosità degli impianti in quest’area è legata alla vicinanza del sito di alimentazione della Riserva e delle pareti di nidificazione; le aree rocciose vicine vengono, inoltre, spesso utilizzate quali posatoi. In svariate situazioni, soprattutto in periodi legati a condizioni meteorologiche non favorevoli e alla presenza di giovani da poco involati nell’area, il rischio di collisione risulta molto elevato. Le pale eoliche rappresentano attualmente uno dei maggiori pericoli per gli uccelli e in particolare per i grandi planatori come gli avvoltoi. Considerata la localizzazione dell’area proposta per la realizzazione dell’impianto, l’iniziativa assume un impatto eccessivo sulla mortalità delle colonie vicine e appare quindi incompatibile con le finalità della Riserva naturale del Lago di Cornino e con i suoi progetti, vanificando l’impegno regionale ed europeo per la conservazione di questa specie.L’impianto desta inoltre molte preoccupazioni per l’interferenza con la popolazione di Gufo reale, nidificante nell’area».
(Il Friuli, 7 giugno 2010)


A questo proposito il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, ha chiesto alla Regione un monitoraggio più ampio e osservazioni tecniche approfondite per quanto riguarda l’intera area su cui insisterà il parco eolico in considerazione della vicinanza della Riserva naturale del Lago di Cornino e del Sito di interesse comunitario "Valle del medio Tagliamento", in particolare in relazione al Progetto di reintroduzione del grifone nell’area.


"È vero come dice il Wwf – spiega il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco – che la criticità dell’intervento nei confronti di questa o di altre specie viene evidenziata nella procedura di Via, però è anche vero, stando sempre al documento, che il passaggio sotto i 100 metri di grifoni o di altri uccelli nella zona è molto limitato". "Certo è – continua Picco – che nessuno vuole mettere in pericolo l’intero ecosistema in un Sic finanziato da anni dalla Regione e questa non solo è la volontà del Comune di Trasaghis ma anche della ditta privata che vorrebbe realizzare il progetto". "Bisogna capire – riprende il sindaco di Trasaghis – se il progetto del parco eolico può coesistere nella nostra area industriale; prima di mettere in soffitta un importante progetto sulle energie rinnovabili come quello del "parco eolico", bisogna prima fare tutta una serie di approfondimenti che competono alla Regione". Attualmente oltre alla procedura di Via è in atto anche un’altra procedura, la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) che stabilirà se può essere inserito il parco nella zona industriale di Trasaghis. "Si tenga presente però – continua Picco – che questo sarebbe il primo parco eolico in Regione in grado di portare tornaconti a livello economico e di immagine".

(da: "Messaggero Veneto", 10 giugno 2010)
Per la risoluzione del Congresso di ornitologia tenutasi a Sabaudia il 17 ottobre 2009 e dove è stato denunciato il pericolo rappresentato dalle pale eoliche per l'avifauna, vedi ambientalismodirazza.blogspot.com/

lunedì 7 giugno 2010

Dibattito sul Lago: una foto impressionante


Il "Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago" ha diffuso un volantino con una foto scattata nel 1998 e documentante l'entità degli scarichi della centrale nel lago.

Con l'attuazione del progetto Edipower di potenziamento della centrale, sostiene il Comitato, "l'acqua del lago di Cavazzo sarà costantemente una brodaglia e il suo livello varierà continuamente. Addio al suo colore azzurro. Addio lago, col tempo sarà riempito dal fango".


sabato 5 giugno 2010

Dibattito sul Lago: le argomentazioni di D. Franzil


Alcuni punti fermi sul riciclaggio idrico

da: Messaggero Veneto — 04 giugno 2010

Stanco di sentire eresie speculative che offendono la scienza e danneggiano cittadini e ambiente, ho deciso di illustrare qual è la verità sul "riciclaggio idrico" finalizzato alla produzione di energia elettrica. I riciclaggio è una soluzione tecnica che consiste nel pompare l’acqua da un bacino inferiore a uno superiore per poi farla ricadere sulle turbine idrauliche e produrre energia elettrica. Preciso subito che il riciclaggio è un sistema improprio e non dovrebbe essere annoverato fra le fonti di energia rinnovabile, perché non è tale in quanto necessita di corrente elettrica "sporca" proveniente dalle centrali termoelettriche, che usano combustibili fossili. Per questo motivo non dovrebbe usufruire nemmeno dei contributi statali che invece arrivano a mezzo dei certificati verdi, grazie a un’iniqua legge energetica. Inoltre, non è tollerabile l’affermazione udita in varie sedi: "Il riciclaggio è un sistema idraulico tecnicamente valido e non inquinante"! Primo: se fosse valido, non avrebbe una perdita minima di sistema pari al 40%, comprovata anche dal bilancio energetico. Secondo: il "non inquinante", la ritengo un’affermazione, a dir poco, falsa. Infatti le turbopompe sono azionate da corrente elettrica e l’energia necessaria non può provenire da impianti idraulici, perché, altrimenti, la perdita sarebbe totale, in quanto non esiste il moto perpetuo, e l’operazione ridicola. Nel caso della centrale di Somplago, fatti quattro conti sulla base delle dichiarazioni sul risparmio energetico e sui tabulati delle emissioni citati nella relazione tecnica dell’azienda, si deduce che per produrre 353 Gwh/a di energia elettrica "sporca", necessari alle pompe, si consumano 81.500.000 metri cubi di metano nelle centrali a gas e le centrali a carbone emettono 271.000 tonnellate di CO2. Ma sulla base di studi accreditati italiani e americani, valutando conseguenze e provenienze dei due elementi citati, risulta che, oltre al metano, occorre acquistare anche 365.000 tonnellate di carbone la cui combustione emette in atmosfera oltre 6 miliardi di mc di fumi contenenti circa 500.000 tonnellate d’inquinanti vari: circa il 95% CO2, responsabile dell’effetto serra, composti di SO2 - NOX producenti particolato Pm10, nanopolveri cancerogene, benzene, formaldeide, ammoniaca, metano e restano da smaltire 15.000 tonnellate di ceneri. Tutto questo, secondo certi "illuminati", non sarebbe inquinamento! Ora, ho il dovere di sottolineare che per questa strada andiamo contro il protocollo di Kyoto, il quale ci impone di ridurre l’inquinamento di circa il 7% entro il 2012, altrimenti il contribuente "Pantalone" dovrà pagare 5 miliardi di euro l’anno! Vista la crisi, niente di meglio! Tutto questo per produrre circa 1/1.200 del fabbisogno energetico italiano, cioè ben poca cosa, se rapportato al danno globale che ne consegue. Indigna sentir proclamare: "Il riciclaggio migliora le forniture elettriche e non danneggia l’ambiente, anzi, lo stabilizza e quindi lo migliora"! Orbene, che possa migliorare il servizio, non ci piove, ma si ricordi che vi sono anche le fonti rinnovabili che possono fare altrettanto senza inquinare. Dire che il riciclaggio non danneggia l’ambiente è veramente da spudorati. La verità è che l’idrodinamica del "pompaggio e ritorno" necessita della movimentazione di grandi volumi d’acqua associati a forti escursioni di livelli nei bacini. Tornando al lago dei 3 Comuni, entrerebbero in gioco non meno di 3,2 milioni di mc/giorno, che sarebbero associati a un saliscendi di livello idrico di oltre 25 metri nel bacino Ambiesta, sempre sulla base dei dati desunti. Invece, nel lago dei 3 Comuni, si produrrebbe un’escursione giornaliera di 2,5 m con un incremento di 1,25 m al di sopra del livello massimo finora gestito. Ambiesta sarebbe svuotato in otto ore con una portata di 111 mc/secondo e il pelo d’acqua scenderebbe a circa 3,5 m/ora, aumentando del 70% l’attuale velocità di svuotamento. Il lago, invece, con 5 turbine in azione, subirebbe un rimescolamento totale del suo volume di 14.450.000 mc a una velocità ben 3,3 volte maggiore di quella attuale, cioè in soli tre giorni! Tutti questi sistemi energetici, dovunque realizzati, presentano problemi ambientali simili che risultano sempre e comunque dannosi per la gente e per l’ambiente. Anche nei nostri bacini le grandi escursioni idriche portano al dissesto idrogeologico con frane, smottamenti ed erosioni delle sponde, con formazione di gran quantità di fanghi a causa del rimescolamento e del dilavamento continuo delle coste. In genere, i fanghi finiscono a valle accelerando l’intasamento del bacino fino a rendere inservibile il riciclaggio, che nel contempo ha provocato disastri. La vita e il microclima cambiano. Con il riciclaggio il lago dei 3 Comuni, come la valle, subirebbe un sensibile raffreddamento. Basandosi su studi precedenti e sull’entità del rimescolamento idrico, si può affermare che la temperatura massima dell’acqua non supererebbe i 10-12°, quindi il lago diverrebbe di tipo alpino con nessuna possibilità di balneazione, aumento della pericolosità e grave danno alle infrastrutture e ai servizi esistenti. In breve, la vita lacustre scomparirebbe, impedita nella riproduzione dal saliscendi idrico, dalla bassa temperatura e dalle trasformazioni biochimiche e alimentari dell’acqua. L’escursione di 2,5 m del pelo d’acqua creerebbe una battigia di oltre 500.000 mq da cui esalerebbero gas nocivi, maleodoranti, a causa della putrefazione di organismi animali e vegetali impossibilitati ad ambientarsi. Un tempo il lago era più profondo, sul fondo pare vi sia più di una quindicina di metri di fango in base a quanto dichiarato da ricercatori sommozzatori una ventina d’anni or sono. Comunque sia, un eventuale riciclaggio con un riflusso di oltre 40 mc/secondo nel bacino dell’Ambiesta, farebbe passare il sistema a regime turbolento per cui l’acqua sarebbe ancora più sporca. Dalle mie valutazioni basterebbe meno di mezzo grammo per litro, ossia acqua d’un beige chiaro, per depositare ben 800 mc/giorno di fango, e fare scomparire il lago in 50 anni! A questo punto rimarrebbe solo un canale di acqua torbida circondato da sabbie mobili e canneto su un territorio di oltre un milione di metri quadrati di bagnasciuga inospitale dal quale esalerebbero gas puzzolenti e nocivi derivanti da continua putrefazioni. Tutto ciò andrebbe a scapito della vivibilità di tutta la valle e non solo delle abitazioni viciniori. Spero e mi auguro che tutto ciò faccia meditare. Per equità, devo anche dire che le aziende hanno diritto a sfruttare le opportunità finanziarie, che sono loro offerte da una legge fatta in loro favore. Ritengo quanto detto un contributo sociale, poiché l’indifferenza del cittadino è dannosa. Chiudo con un invito a tutte le autorità, con a capo l’egregio nostro presidente Tondo, a non trascurare queste mie considerazioni, ma a farle diventare motivo di riflessione prima di decidere la scomparsa del nostro lago dei 3 Comuni, divenuto a rischio a causa del maledetto dio denaro. Ultimo monito, dall’ambiente pianeta. Disponiamo solo dell’1% di acqua potabile. Il 30% della popolazione subisce desertificazione e carenza idrica. I ghiacciai si ritirano e in Asia si costruiscono bacini di riserva. La popolazione mondiale aumenta e il fabbisogno di acqua potabile cresce esponenzialmente. Fra breve vi saranno emigrazioni e guerre per il bere, già vi sono i sentori. Stiamo ben attenti a non distruggere ciò che per i nostri nipoti potrebbe essere fonte di sopravvivenza! Meditate, lettori, meditate.

Dino Franzil - Tarcento

giovedì 3 giugno 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di T. De Cecco


Lago. Il valore del territorio

da: Messaggero Veneto — 01 giugno 2010


Il Friuli si è risollevato dal terremoto, ha saputo trovare lo scatto d’orgoglio per ricostruire mattone su mattone i paesi distrutti, tanto da essere portato a esempio ovunque. I nostri nonni e i nostri padri, non con false promesse, non puntando su guadagni improbabili ma con i fatti e con dignità ci hanno insegnato che è possibile riscattarsi da un passato di emarginazione, emigrazione e povertà rimboccandosi le maniche e rimanendo tenacemente legati a questa terra, a questo territorio, a questa valle e a questo lago. Possibile che noi figli e nipoti non siamo in grado di sfoderare altrettanto orgoglio? Possibile che siamo talmente apatici e passivi da acconsentire che il lago e il nostro territorio siano irrimediabilmente compromessi dal progetto di ampliamento della centrale di Somplago senza battere ciglio? Il nostro territorio vale per noi così poco da ritenere che non valga neanche la pena informarsi per comprendere quali conseguenze ne deriveranno? Se la generazione che ci ha preceduto è stata capace di risorgere dalle macerie, la nostra si distinguerà per aver acconsentito a ridurre in macerie il maggior lago naturale regionale che molti ci invidiano, ma che non siamo capaci di tutelare? La nostra generazione si distinguerà per averlo lasciato in mani di chi lo rovinerà definitivamente invece di valorizzarlo con un adeguato progetto mirato allo sviluppo del turismo naturalistico? Consideriamo la difesa del lago, dell’Ambiesta e di Verzegnis una battaglia persa pur avendo ancora a disposizione tempo e modo per impedire che il nostro territorio venga di nuovo messo sottosopra? Cosa possiamo aspettarci dal "forest" se noi, per primi, abbiamo già rinunciato a far valere i nostri diritti? Mi auguro che la frase "Il lac e la so val a ringracin e no dismentein" non compaia dopo che ne è stata decretata la fine.
Tiziana De Cecco Trasaghis

mercoledì 2 giugno 2010

Dibattito sul Lago: interrogazione del consigliere Della Mea


CAVAZZO

Sollecitate verifiche ambientali
sul raddoppio della centrale

CAVAZZO CARNICO -(d.z.) «La giunta regionale commissioni le opportune verifiche ambientali sul progetto di raddoppio della centrale idroelettrica di Somplago». A chiederlo il consigliere regionale del Pd Sandro Della Mea che ha formulato un'interrogazione in consiglio regionale per sapere se l’esecutivo Tondo intenda aderire o meno alla richiesta dei Comuni di Trasaghis, Cavazzo Carnico e Bordano (e anche dei comitati spontanei di cittadini) che, con un documento approvato dai loro consigli comunali, chiedono in via collaborativa alla Regione di svolgere un approfondito esame del progetto Edipower e delle sue ricadute ambientali. La questione riprende, per altro, i pareri già espressi da Erpa e da Ente Tutela Pesca che hanno riscontrato specifici elementi di criticità sotto il profilo ambientale, e per questo la giunta nel settembre 2009 ha già stabilito di non esprimere il parere di compatibilità ambientale e di segnalare le carenze evidenziate al ministero per l'Ambiente, a cui compete la valutazione di impatto ambientale.
(Il Gazzettino, Mercoledì 2 Giugno 2010)

domenica 30 maggio 2010

Tornano i cosacchi sulla piazza di Alesso


Una delegazione di discendenti dei cosacchi, all’interno di un viaggio tra il Friuli, la Carnia e l’Austria, ha fatto tappa ad Alesso nel pomeriggio di giovedì 27 maggio. Il paese di Alesso, infatti, durante l’occupazione cosacca del 1944 – 45 era diventata la capitale del Circondario dei cosacchi del Don ed era stata ribattezzata Novocerkassk. La delegazione era composta da Dimitri Kovalev e Nikolay Anokhin (dell’etnia dei cosacchi del Terek) e da Nikolay Sviridov ( dei cosacchi del Kuban).
Gli ospiti, arrivati grazie alla segnalazione del dottor Antonio Dessy, sono stati ricevuti dal sindaco Augusto Picco, da diversi amministratori (tra i quali l’assessore Elena Rodaro e l’ex sindaco Ivo Del Negro), dal presidente dell’Afds Renato Stefanutti e da diverse persone, inizialmente stupite dai costumi tipici della cultura cosacca. Pieri Stefanutti, del Centro di Documentazione sul Territorio, ha illustrato sinteticamente le vicende dell’occupazione cosacca nel 1944-1945 e del triste fenomeno dello sfollamento imposto alla popolazione civile. Gli ospiti, attraverso la preziosa opera di traduzione di Franceschino Barazzutti, hanno ringraziato per l’accoglienza, ripromettendosi di far conoscere in Russia le caratteristiche del rapporto tra i cosacchi ed il Friuli, un episodio praticamente sconosciuto.
Dopo aver osservato, sulla piazza, la targa che ricorda l'occupazione cosacca, i tre cosacchi hanno fatto visita alla chiesa (dove sono conservate quattro pale, un dipinto ed un'icona risalenti al periodo cosacco).

Avendo ritenuto estremamente significativo il caso di Alesso, i tre cosacchi, di ritorno da un raduno tenutosi nella zona di Lienz, in Austria, sono tornati nel Comune di Trasaghis , accompagnati dall' Atamano Nikolaj Eremitchev, la suprema autorità cosacca dei cosacchi del Kuban. L’appuntamento, sempre sulla piazza di Alesso, si è rinnovato domenica 30, alla presenza degli amministratori locali e di numerose persone, tra le quali tanti diretti testimoni del periodo dell'occupazione cosacca.

domenica 23 maggio 2010

Dibattito sul Lago: il parere di C. Polano


Finalmente il buon senso

da: Messaggero Veneto — 22 maggio 2010

Dopo fiumi d’inchiostro e di parole, finalmente sulla vicenda del ventilato potenziamento della centrale Edipower di Somplago trovano spazio la logica e il buonsenso. Dopo più di un anno di incontri conoscitivi, perlopiù promossi dai Comitati che si oppongono a questo devastante progetto, (che se posto in essere trasformerebbe il Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo in un semplice serbatoio a uso e consumo di Edipower), anche le tre amministrazioni comunali rivierasche di Bordano, Cavazzo e Trasaghis, pur con diverse sfumature, finalmente fanno propria la proposta dei Comitati di chiedere alla Regione l’affidamento di uno specifico studio del progetto Edipower a un gruppo di qualificati specialisti, per la valutazione del suo reale impatto ambientale, sulle possibili alternative, opzione zero compresa, nonché la costruzione di un modello idraulico in scala dell’opera, per rendere chiaramente visibili le ricadute del progetto sul lago. A questo punto si può considerare vinta la guerra? No di certo, poiché adesso dovrà esprimersi la Regione (il tavolo tecnico sul Tagliamento è un buon inizio), ora chiamata in causa, e soprattutto dovremo vigilare affinché il gruppo di esperti sia veramente tale e che al suo interno siano rappresentati anche qualificati biologi, visto il pesantissimo impatto del progetto sull’intero ecosistema lacuale. Impatto negativo che l’Ente tutela pesca ha già evidenziato da tempo nel suo studio, presentato anche pubblicamente e che a tutt’oggi rimane un punto fermo e non contestabile del progetto in questione. Un saliscendi continuo di livello, con pesanti effetti negativi sulla fauna del lago, che vive e si riproduce perlopiù sottoriva, una sostanziale omotermia fra gli strati profondi e superficiali delle acque del lago, continuamente rimescolate tra Cavazzo e Verzegnis e un aumento dei limi in sospensione sono solo i principali effetti sul Lago. E qui per il momento mi fermo, in attesa dei prossimi sviluppi della vicenda.
Claudio Polano, Gemona

sabato 22 maggio 2010

Dibattito sul Lago: richiesta di ulteriori analisi



Centrale, sono richiesti nuovi studi

TRASAGHIS. Nuovi studi sul progetto di potenziamento della centrale di Somplago vengono richiesti dall’ingegner Dino Franzil e dai geologi Roberto Cella e Dario Tosoni, incaricati nelle scorse settimane dal Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago – Alesso e dal Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento di studiare il progetto presentato da Edipower per l’ampliamento della centrale idroelettrica. Le criticità evidenziate da questo gruppo di studiosi sono già stati presentati recentemente in un’assemblea pubblica. «Il progetto di potenziamento della centrale – spiega l’ingegner Dino Franzil – prevede l’installazione di due nuove turbine che si aggiungeranno alle tre esistenti e la costruzione di una nuova galleria di adduzione parallela a quella esistente. Le portate turbinabili dopo il potenziamento (fino a 110 metri cubi al secondo) unite ai volumi modesti dei laghi di Verzegnis e dei Tre Comuni comporteranno con molta probabilità oscillazioni di livello dei laghi ben più ampie rispetto a quelle previste in sede di progetto (9 metri per il bacino di Verzegnis e di 1 metro per il lago dei Tre Comuni). La movimentazione giornaliera di grandi quantità d’acqua produrrà inoltre un incremento di torbidità delle acque ed il conseguente aumento della velocità di riempimento del lago dei Tre Comuni, la cui profondità media è di soli 12 metri, senza contare gli enormi danni a carico della fauna ittica che l’intorbidimento delle acque può provocare». Queste però non sono le uniche problematiche evidenziate dagli esperti contattati dai Comitati; a preoccupare infatti sono sopratutto le condizioni di stabilità del pendio dove sarà depositato il materiale di scavo della nuova galleria di adduzione e la possibile interferenza tra questa e le sorgenti del Rio Vat da cui attingono gli acquedotti degli abitati di Mena, Bordano e Interneppo. «L’acqua che alimenta queste sorgenti – puntualizzano i geologi Roberto Cella e Dario Tosoni – non è infatti di origine superficiale ma è legata alla presenza di un circuito carsico profondo, che la galleria in progetto potrebbe intercettare e drenare, lasciando così le sorgenti all’asciutto. Da non sottovalutare, infine, il problema della stabilità delle sponde dei laghi di Verzegnis e dei Tre Comuni, fortemente sollecitate dalle variazioni giornaliere del livello dell’acqua previste nel progetto di potenziamento».
Dario Venturini

domenica 16 maggio 2010

Dibattito sul Lago : il Comune chiede alla Regione un nuovo studio



Il Consiglio comunale di Trasaghis, accogliendo anche il contenuto di una mozione presentata dalla minoranza, ha deliberato all'unanimità, nella seduta del 28 aprile, di " interessare il Presidente della Giunta Regionale F.V.G. e l'Assessore Regionale F.V.G. all'Ambiente ed ai Lavori Pubblici affinché incarichino - al di là della procedura di VIA - un gruppo di qualificati specialisti per un autonomo ed approfondito esame del progetto proposto dalla Soc. Edipower, dei reali impatti ambientali degli interventi e delle possibili alternative al fine di rendere chiare e visibili a tutti le conseguenze del progetto sul territorio ed in particolare sul bacino di Verzegnis, sul Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni e la sua valle, sull'asta del Tagliamento e nello stesso tempo disporre di tutti gli elementi certi per assumere decisioni fondate, responsabili e condivise".
Nella delibera si fa anche riferimento ai costi preventivati dell'operazione: "Considerato che il progetto ha un'importanza che va ben oltre gli interessi di questo Comune, è necessario che il gruppo di esperti venga incaricato dalla Regione F.V.G. con la copertura dei relativi costi a carico della Società proponente Edipower, così come previsto dall'art. 4 della L.R. 43/1990".

venerdì 7 maggio 2010

A 34 anni dal terremoto


E sono 34! Fa sempre impressione (e ogni volta di più) sentire gli esperti di statistica dirci che più della metà della popolazione del Comune di Trasaghis è nata dopo il 1976, non ha cioè alcuna percezione di come e cosa possa essere stato il paese "prima" e cosa abbia rappresentato il terremoto.

Ai (sempre di meno) "reduci" dell'«ante 1976» sia consentito allora di rivolgere un commosso ricordo a quanti ci hanno lasciato quella dannata sera.

Ci sia altresì lecito riandare al 7 maggio quando, superati la paura e il buio, ci si rese veramente conto di quel che era successo e da quando, concretamente, nacque la sfida: «lo rimetteremo in piedi, questo amato-odiato paisàt!».

L'esito della sfida è risultato, in gran parte, vincente. Ma tanto di noi, e tanto del nostro, si è perso, lungo questo cammino di 34 anni.

martedì 4 maggio 2010

Leo Zanier ad Alesso, tra emigrazione ed identità



Anche "l'emigrant delessàn" (e, implicitamente, ogni emigrante friulano, ogni emigrante) ha il monumento che ne ricorda il sacrificio: quella valigia scolpita sulla pietra che, da domenica 2 maggio, sulla piazza di Alesso, è "testimone muto" di quelle vicende.

All'inaugurazione hanno parlato, sotto diversi, complementari aspetti, Renato Stefanutti per gli organizzatori, il sindaco Augusto Picco, il parroco don Gjulio Ziraldo, il sindacalista Franco Colautti, F. Della Schiava in rappresentanza delle associazioni degli emigranti e il poeta Leonardo Zanier, a sottolineare i molteplici aspetti dell'emigrazione, dal rafforzamento (e dalla contemporanea relatività) del concetto di identità, ai tanti dubbi che si aprono al giorno d'oggi quando si parla di "migranti" e di "accoglienza".

sabato 1 maggio 2010

Alesso, domenica l'inaugurazione del monumento all'emigrante



Domenica 2 Maggio 2010, in piazza I maggio ad Alesso, è prevista l'inaugurazione del Monumento al Lavoratore Emigrante. L'iniziativa si avvale del patrocinio del Comune di Trasaghis e della Pro Loco di Alesso; l'organizzazione tecnica è stata seguita da Renato Stefanutti. Il monumento, realizzato dall'artista Adriano Del Negro di Qualso, vuole emblematicamente ricordare la figura dell'emigrante che, storicamente, non ha avuto altra possibilità che quella di essere "libar di … scognî lâ", con la valigia e gli attrezzi da lavoro al seguito.

Il programma prevede:

Ore 18.30 Piazza I° Maggio:
Cerimonia ufficiale di inaugurazione Benedizione del Monumento da parte del Parroco Don Giulio Ziraldo
Interverranno:
Augusto Picco, Sindaco di Trasaghis

Franco Colautti,
Rappresentante Sindacale dei Lavoratori "Alto Friuli

Leonardo Zanier,
Poeta, Sindacalista e Storico dell'Emigrazione Friulana

Dario Zampa,
Consigliere dell'Ente Friuli nel Mondo di Udine


Hanno fornito sostegno all' iniziativa anche il Gruppo A.N.A. di Alesso, La S.P.S. Val del Lago di Alesso, la Ditta Copetti Spa di Gemona, la Ditta Centro Edile di Trasaghis

venerdì 30 aprile 2010

Dibattito sul Lago: nuova assemblea ad Alesso



II Comitato per la difesa e sviluppo del lago
e

Il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento


Invitano i cittadini e gli amministratori
della Val del Lago all'

INCONTRO DIBATTITO
sul potenziamento della centrale di Somplago
Venerdì 30 aprile 2010, ore 20,30
presso il Centro sociale di Alesso

All'incontro relazioneranno:


i geologi dott. Roberto CELLA e dott. Dario TOSONI sul tema:
"Criticità geologiche sul progetto di potenziamento della centrale di Somplago"


l'ing. Dino FRANZIL sul tema:
"Potenziamento, della centrale di Somplago: Ingegneria industriale o semplice speculazione?
(Un esempio di come, lucrando sulla diversità dei prezzi dell'energia, l'ingegneria industriale si unisce all'ingegno speculativo di chi vuole "fare soldi senza alcuna considerazione dell'ambiente)

Si tratta, riferiscono i proponenti, di

"Un contributo dei Comitati per approfondire la conoscenza su un progetto che:
consuma più energia di quanta ne produce;
si basa solo sulla differenza di prezzo del Kw tra giorno e notte (quanto durerà?);
sacrifica definitivamente il lago e l'ambiente sull'altare del profitto degli azionisti di Edipower"

lunedì 26 aprile 2010

A 65 anni dal bombardamento di Alesso


Il 26 aprile ricorre il 65° anniversario del bombardamento di Alesso, attuato da una squadriglia alleata per colpire l'insediamento cosacco. L'azione venne compiuta - come è stato accertato dalle ricerche di Michele D'Aronco - da una squadriglia del 14th Fighter Group della Army Air Force (composta da 16 velivoli P-38j Lightning) decollata dalla base di Triolo (Foggia).

Per ricordare l'avvenimento, che ha segnato la storia di più di una generazione, riproponiamo una memoria di Zuan Cucchiaro:



Chel 26 di avrîl dal '45

A son passâts tancj agns, ma par chei che a an vivût di persona chei moments, al è como che al fos cumò.
A erin forsi las dîs di buinora e tanta int di Dalès a era inta campagna a meti sorc o a picâ patatas. I cosacs, che cualchi mes indeur a na lassavin svizinasi la int che a era sfolada a Somblâc, a Voncedas e Vasinas, forsi a vevin capît che a stava par finî dut, par lôr, e a si erin unin musulîts e a lassavin jentrâ intal paîs. Fint inche volta, chei che a erin a Somblac, par la a comprâ il pan a Voncedas, a scognevin passâ ju pa campagna. I cosacs, oramai, a na crodevin pui a dutas las balas che a ur contavin i todescs, su la "vittoria finale" di Hitler e su la nova patria, il Kosakenland.
Inche dì dal 26 di avrîl, a son capitats una sdruma di "Mosquito" merecans e a an scomençat a samenâ ancja lôr (ma bombas, e no patatas). La int a veva capît che oramai a era cuestion di zornadas e, dopo siet mes che a si era a tor pal mont, al sameava massa biel podê tornâ a cjasa. Ma chei 4-5 bulos che a an mandât a bombardâ, a an ruvinât dut. Figurâsi, fa bombardâ Dalès, nancja che al fos stat un puart di mar, una polvariera o un scalo merci! La colpa dal paîs a era che di vê tas cjasas i cosacs: alora, bombardantlu - secont l'inteligjença di chel capo, bulo e plen di supierbia, cul fazzolet tal cuel - se a si bombardava il pais i "mongui" a saressin scjampâts. Ma i merecans a na savevin nancja che al esistes Dalès: al sares bastât spietâ cualchi dì e i rus a saressin lâts via di bessoi. A si veva pur spietât siet mes...
E cussì a son tacadas a plovi bombas, su pas cjasas dal Taiz e di Ceto, e dopo, ju par Pidiberi, in chês da Cacjara e di Gjenio; in plaça ta cjasa dal Fari da Pici, tal borc dal Gjenio tas cjasas da Paulina, di Ninz e di Dolfo, su par Nariu tas cjasas da Lopa e di Pieressut, tal borc da Paula tas cjasas di Toninuta, dal Podar e da Lagjent e dopo ancja in Centas, inta val di Cjarendon e par deur da cjasa di Marion ju pa Cisa dal Vuarp. E cussì, cjasas sbregadas e pui di 60 muarts tra oms, feminas e fruts cosacs: in grazia di chei "esperti di strategia militare", tantas fameas, tornadas dongja, a an cjatat la cjasa intun grum. Sarâe davêr colpa di chel bulo, che al à insistût par che a si bombardàs il pais? Di sigûr al è che, cuant che al à provât a presentâsi in plaça, a vuera finida, la int a lu à fat cori a panets, fint ju par da Roia, e al è passat unavôra di timp prin che al ves il coragjo di puartâ ancjmò la musa a Dalès!


(Zuan Cucchiaro - Dalès Un Timp Par Vivi n.41, luglio 2003, rid.)

mercoledì 21 aprile 2010

Dibattito sul Lago: un articolo uscito su "Il Diari"

Su "Il Diari" del 7 ottobre 2009 era uscito un interessante articolo, par furlan, utile a definire i termini del dibattito in corso; si ritiene utile riproporlo anche in questa sede.






giovedì 15 aprile 2010

Dibattito sul Lago: due Comuni concordano sulla necessità di un nuovo studio


I sindaci: centrale, sì allo studio

da: Messaggero Veneto — 13 aprile 2010

I sindaci di Trasaghis e Bordano, rispettivamente Augusto Picco e Gianluigi Colomba, riprendendo le posizioni dei consiglieri di maggioranza di Cavazzo, sono d'accordo, al di là della procedura di Via, nel formalizzare una richiesta alla Regione affinché quest'ultima affidi a un gruppo di qualificati specialisti un approfondito esame del progetto di Edipower, dei suoi reali impatti ambientali, delle possibili alternative, opzione zero compresa, nonché la costruzione di un modellino idraulico in scala di funzionamento in modo da rendere chiari e visibili a tutti le conseguenze del progetto sul territorio. Operazione che, tornando a Cavazzo invece, era rimasta indigesta al sindaco, Dario Iuri, che aveva addirittura minacciato le dimissioni. "Ben vengano – dichiarano unisono Picco e Colomba – gli approfondimenti della Regione, tanto più con copertura dei relativi costi a carico della proponente, come prevede l'art.4 della L.R 43/1990 al fine di valutare le ricadute dell'opera. Questa richiesta, lo ricordiamo, era già stata formulata da noi più volte anche attraverso la stampa. Se questa proposta non dovesse trovare accoglimento, costringerebbe i nostri Comuni a commissionare tale studio a terzi . Nel caso in cui invece andasse a buon fine, ci permetterebbe di risparmiare risorse finanziarie che potrebbero essere destinate ad altri progetti". "E' da tempo – continuano i due sindaci – che sollecitiamo un intervento alla Regione anche perchè il Lago dei Tre Comuni ha rilevanza regionale e non solo. Le nostre posizioni sono sempre state chiare: siamo favorevoli al progetto solamente nel caso in cui non dovessero emergere criticità per il territorio, in caso contrario saremo i primi a rivalutare la nostra posizione segnalandola in sede di conferenza di servizi. Attendiamo perciò che la Regione affidi a una struttura terza lo studio delle conseguenze del progetto in particolare sul bacino di Verzegnis, sul Lago dei Tre Comuni, sulla valle e sull'asta del Tagliamento". (D.V.)

lunedì 12 aprile 2010

Dibattito sul Lago: una riflessione di P. Stefanutti ed E. Vidoni


Sul lago di Cavazzo (o dei Tre Comuni) si discute animatamente, da almeno un anno, a proposito del progetto presentato da Edipower per il raddoppio della funzionalità della centrale di Somplago. È in atto una discussione che vede spesso contrapposte le amministrazioni comunali con i comitati sorti spontaneamente a difesa del lago, con le forze politiche spesso divise tra loro e la popolazione in buona parte disorientata. Certo che, a proposito del lago, solo da settembre 2008 a marzo 2010 è uscita sulla stampa almeno una settantina di articoli sull’argomento; di più sono nati siti di documentazione (come http://lagofriuli2.altervista.org ), blog che registrano le discussioni in atto (come http://cjalcor.blogspot.com/ ), addirittura gruppi su Facebook (per esempio “Giro giro lago” o “Quelli che ad Alesso”). C’è dunque un “bisogno” reale e concreto di informazione, cui si attinge attraverso i canali tradizionali e non solo e da cui consegue, come abbiamo anche cercato di sottolineare sul Messaggero lo scorso 19 settembre, che «sarebbe un peccato disperdere la domanda di partecipazione popolare». La discussione ha comunque visto fasi di contrapposizione dura, anche sul piano personale, soprattutto tra amministratori ed ex amministratori, con alcuni contributi per una riflessione etica attorno al problema avanzati soprattutto da Remo Brunetti e Luigi Stefanutti. La situazione sembra attualmente in stallo, in attesa dei pareri della Regione, con la popolazione incerta sulla percezione degli sviluppi. Nel dubbio, anziché dare spazio all’ipotesi di referendum (un problema mal posto, che rischia di richiamare le scontate antitesi del “Volete burro o cannoni”), c’è piuttosto da salutare positivamente la proposta emersa dai comitati e da un’interrogazione in consiglio regionale presentata dai consiglieri regionali della Sinistra Arcobaleno Kocijancic, Antonaz e Pustetto per chiedere l’affidamento a uno studio “terzo” del progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. Bisognerebbe però fare un ulteriore salto di qualità. Un nuovo progetto non dovrebbe limitarsi soltanto a stabilire se la proposta di Edipower è compatibile con l’ambiente ma anche effettuare un’analisi precisa di quelle che sono le condizioni del lago dopo cinquant’anni di funzionamento della centrale ed elaborare conseguentemente una proposta generale per il futuro. Questo perché va tenuto conto che il lago, se certamente non è quella strana entità a proposito della quale fu chiesto a fine Ottocento all’ingegner Marioni di Forni di preparare un progetto per prosciugarlo, non è nemmeno più quell’angolo romantico immortalato dalle cartoline di Bujatti e così bene descritto dalla penna di Arturo Manzano negli anni 50 (il lago, con i suoi cieli lieti e tristi, con la sua acqua ocra, verde, blu, argento o d’oro, con i suoi pioppi, lecci, querce, castagni, roveri, arbusti, fichi, con i suoi tappeti d’erba medica, con la sua luce fastosa e soffice dell’estate, cristallina e arida dell’inverno, con le sue ombre piene di sorrisi arcani, con i suoi orizzonti pieni di silenzi. Tutto il lago con quel suo che di virginale, con le sue antiche leggende che sembrano quasi affiorare da questo continuo gioco del chiaro e dello scuro, da questo continuo affacciarsi del vero e del sognato)! Cinquant’anni di funzionamento della centrale hanno portato una serie di gravi conseguenze elencate, per esempio, ancora nel 1977, dal gruppo “Val Manaria”: 1) notevole abbassamento della temperatura delle acque (inquinamento termico); 2) forte depauperamento del patrimonio ittico e fenomeni involutivi per la flora acquatica; 3) scomparsa del “gradiente termico” con conseguente uniformizzazione della temperatura a quote diverse; 4) eliminazione della “termostasi lacustre”, cioè dell’effetto equilibratore e moderatore attuato dal lago in precedenza sul clima; 5) consistente apporto di materiale solido in sospensione e deposito dello stesso sul fondo; 6) otturamento delle polle sotterranee di alimentazione del lago; 7) impaludamento progressivo delle rive nord e sud; 8) forte riduzione della superficie lacustre; 9) notevoli oscillazioni del livello dell’acqua; 10) erosioni delle rive; 11) formazioni di correnti e vortici; 12) ripercussioni negative sull’agricoltura, la pesca e il turismo. Si tratta dunque di un lago (qualcuno l’ha definito ormai un fiume, dal momento che l’apporto degli immissari naturali risulta minimo e l’acqua in transito è soprattutto quella proveniente dalla centrale) profondamente ferito, che negli ultimi anni ha faticosamente cercato di risollevarsi (grazie agli investimenti sostenuti in primo luogo dal Comune di Trasaghis) attraverso interventi di miglioramento ambientale e di promozione turistica. Un nuovo progetto dovrebbe quindi dire come poter intervenire su un lago ferito, trovando un giusto equilibrio tra le esigenze della produzione energetica, quelle della salvaguardia naturalistica, quelle della promozione turistico-culturale. In questo senso è forse opportuno rifarsi alle proposte di rinaturalizzazione avanzate dall’ingegner Pillinini (anche sul Messaggero del 10 ottobre) e allo spirito della proposta avanzata su questo giornale dal signor Dino Franzil lo scorso 7 gennaio. Va da sé che attorno a un tavolo per la definizione di un progetto per il futuro del lago dovrebbero sedere, con spirito costruttivo, amministratori e rappresentanti dei comitati.

Pieri Stefanutti - Elena Vidoni, Alesso

sabato 10 aprile 2010

Dibattito sul Lago: discussioni a Cavazzo


Comune sull'orlo della crisi per colpa della centrale

da: Messaggero Veneto — 09 aprile 2010


CAVAZZO. Aria di crisi in consiglio comunale a Cavazzo Carnico: sei consiglieri di maggioranza propongono un ordine del giorno, il sindaco si rifiuta di discuterlo minacciando le dimissioni. Sei consiglieri hanno infatti chiesto al sindaco Dario Iuri di intervenire al presidente della giunta regionale e all’assessore regionale all’Ambiente e lavori pubblici affinchè affidino, al di là della procedura di Via, a un gruppo di qualificati specialisti di chiara fama un autonomo approfondito esame del progetto di Edipower spa, dei suoi reali impatti ambientali, delle possibili alternative, opzione zero compresa, nonché la costruzione di un veritiero modello idraulico in scala di funzionamento del progetto in modo da rendere chiare e visibili a tutti le reali conseguenze del progetto sul territorio e in particolare sul bacino di Verzegnis, sul lago di Cavazzo e la sua valle, sull’asta del Tagliamento; e nello stesso tempo disporre di tutti gli elementi certi per assumere decisioni fondate, responsabili e condivise. Un’operazione che sembra indigesta al sindaco, che così si trova a contrapporsi con sei membri della propria lista. Nel paese, infatti, non esiste la minoranza in quanto alle elezioni si è proposto una solo schieramento. I sei consiglieri hanno rilevato come il progetto proposto da Edipower sia di notevoli dimensioni e "andrebbe a incidere fortemente e definitivamente nei secoli futuri sul territorio di questo comune, sul lago di Cavazzo, sull’intera Valle del Lago e sull’asta del Tagliamento a valle dello scarico del lago stesso". Pare quindi logico, "rilevato che la stessa Edipower è stata finora la fonte unica, di parte in causa e quindi interessata, a cui sono stati attinti gli elementi informativi finora a disposizione di questo consiglio comunale nonché del tecnico assistente questo comune" che oltre alla valutazione di impatto ambientale, questo progetto "debba essere sottoposto a un minuzioso, ampio e approfondito esame in tutti i suoi aspetti da parte di un gruppo di esperti di chiara fama che, quale soggetto terzo e indipendente, esprima una valutazione sul progetto, sul suo impatto sul territorio, sulle alternative attraverso l’ elaborazione di un modello idraulico in scala del funzionamento del progetto in modo da disporre di dati chiari e certi per assumere decisioni fondate e responsabili verso le popolazioni interessate e le future generazioni". Per questo i sei consiglieri ritengono necessario che un gruppo di esperti "sia incaricato dalla Regione, con copertura dei relativi costi a carico della proponente Edipower spa, come prevede l’art. 4 della L.R. 43/1990" a valutare le ricadute dell’opera". Una soluzione che pare inopportuna al primo cittadino che avrebbe minacciato, qualora i consiglieri non desistessero dalla loro proposta, di rassegnare le proprie dimissioni da sindaco. ( g.g. )

venerdì 9 aprile 2010

Dibattito sul Lago: confronto tra minoranza e sindaco di Trasaghis


Sulle pagine del Notiziario Comunale di Trasaghis (n. 1/2010) confronto tra il gruppo di minoranza ed il sindaco a proposito del progetto di raddoppio della centrale.


Il gruppo "In Comune" ha scritto:



QUESTIONE LAGO: NO ALL’AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE
Uno dei primi problemi che abbiamo affrontato è stato quello del progetto per il raddoppio della centrale di Somplago. Già il precedente Consiglio Comunale nella seduta del 04/08/2008 aveva espresso un voto favorevole sulla proposta della ditta Edipower.
Il progetto prevede la costruzione di una nuova galleria di adduzione e l’installazione di due nuovi gruppi reversibili che porterebbero la potenza produttiva da 156 MW a 270 MW. Affinché questo progetto sia autorizzato è necessario che la Regione esprima un proprio parere positivo in merito alla valutazione di impatto ambientale, a tale riguardo la Legge Regionale n. 43 del 07/09/01990 stabilisce tra l’altro che la popolazione debba essere informata sui progetti e le problematiche che potrebbero derivare da queste opere.
Considerato che né la passata amministrazione Comunale né quella attuale avevano provveduto ad informare la popolazione e nel frattempo avevano adottato atti esprimendo in due circostanze pareri favorevoli alla realizzazione dell’opera, abbiamo presentato una interrogazione al Sindaco affinché ci chiarisca le motivazione di questo silenzio che escludeva la popolazione da qualsiasi possibilità di esprimere le proprie considerazioni su un argomento cosi delicato. Abbiamo chiesto inoltre che la questione venga portata all’attenzione del Consiglio Comunale per un confronto sereno e costruttivo.
Nel frattempo si sono svolti due incontri pubblici sull’argomento a cui hanno partecipato esponenti politici regionali e locali, rappresentanti di associazioni ambientaliste, imprenditori, e cittadini. Importante è stato l’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente Elio De Anna che ha ribadito l’importanza dei pareri espressi dai sindaci dei comuni interessati nell’ambito del procedimento regionale di Valutazione dell’impatto ambientale.
Anche diversi cittadini sono intervenuti nel dibattito esprimendo perplessità e mettendo in evidenza diverse problematiche sull’aspetto ambientale del progetto Edipower: la temperatura dell’acqua scenderebbe ancora, la continua variazione di livello porterebbe ad una erosione delle sponde e ad un ulteriore degrado dell’habitat lacustre, inoltre i fanghi depositati sui fondali e provenienti dal bacino di Verzegnis verrebbero continuamente movimentati dalle correnti di pompaggio e ricaduta dell’acqua.
Alla luce di questo dibattito abbiamo collaborato con il Comitato per la difesa e lo sviluppo del Lago e ci siamo impegnati a raccogliere sottoscrizioni per una petizione che verrà inviata al Ministero dell’ambiente, alla Regione Fvg e ai sindaci della Valle del Lago affinché questi enti assumano decisioni condivise con la popolazione.
Nel Consiglio Comunale svoltosi in data 27/11/2009 su questo argomento il nostro capogruppo Giorgio Rodaro è così intervento "Siamo sicuri che questa Amministrazione non voglia essere ricordata dalle generazioni future come l’amministrazione che ha acconsentito a deturpare l’amenità di questa valle. Il nostro consiglio è di rivedere le proprie posizioni accogliendo quanto abbiamo richiesto nella nostra interrogazione ovvero revocare le delibere assunte in merito dimostrando il vostro interesse verso un fiorente sviluppo turistico e ambientale della Valle del Lago e non verso la crescita economica di una società privata i cui singoli soci forse nemmeno conoscono la bellezza di questa valle ma il cui unico scopo è dividere i tornaconti d’impresa nulla interessandosi dell’ambiente, del turismo e di noi tutti cittadini che popoliamo queste terre".

Gianni Toffoletto, Flavia Di Daniel, Daniele Costantini, Daniele Rossi, Giorgio Rodaro


Il sindaco ha replicato:



Nel ringraziare la minoranza per il contributo portato alla discussione di tematiche inerenti l'intero Comune, penso sia opportuno far conoscere alla popolazione la posizione dell'Amministrazione comunale in merito alle tematiche che sono state evidenziate sia per mezzo delle interrogazioni presentate in Consiglio sia attraverso lo strumento informativo del Notiziario comunale.


Centrale
Il Comune di Trasaghis ha, in questa vicenda, tenuto un comportamento sempre corretto e serio a tutela del lago e dei cittadini di Trasaghis.
Nel merito ha pubblicato sul primo bollettino comunale in uscita dopo aver ricevuto la notizia, la richiesta di Edipower con uno stralcio del progetto e appena avuti i dovuti approfondimenti ha organizzato una serata informativa per tutta la popolazione.
La questione è difficile e delicata e va affrontata con serietà. Il comune, in base al progetto presentato ed alle integrazioni richieste dal Ministero in seguito alle prime segnalazioni dei Comuni, ha espresso un parere favorevole imponendo nel contempo precise e vincolanti condizioni affinché il parere fosse ritenuto tale.
L’amministrazione si è altresì impegnata ad approfondire gli argomenti ritenuti più critici, contattando un esperto di questo tipo di impianti.


Prescrizioni a tutela del lago e dei propri concittadini.
Da notare le recenti aperture dei comitati contrari alla realizzazione del progetto che in una recente dichiarazione dell’ex sindaco Dino Rabassi dicono: "non siamo contrari a prescindere al progetto, ma vogliamo che gli aspetti carenti vengano approfonditi".
Si tratta di una posizione completamente diversa dal no secco finora espresso, che è certamente apprezzabile in quanto di fatto riconosce che il modo giusto di gestire la problematica è quello di tutelare innanzitutto il lago ed il suo ambiente e, se ciò è possibile, permettere la realizzazione del progetto. Posizione questa tenuta fin dall’inizio dai Comuni.


Augusto Picco

domenica 4 aprile 2010

Buina Pasca



Buina Pasca a ducj i dalessàns e a chei che a vegnin a lei chest blog.

Un'ata Pasca, cui problemas di simpri e la sperança di ganbiâ e comedâsi (par chei che a crodin al è ancja chel un segno dal resurî).

Fâ Pasca, intun paîs, al ûl dî ancja stâ deûr ai segnos da tradizion e, culì di nô, ai ulîfs, a procession di vinars sant, as fujaças benedidas in glesia.

Un benvignût ai fruts che a tachin a svisinâsi a chest mût di vivi.

Un ricuart a chei che a nus compagnavin in procession e che a na son pui cun nô.

Un auguri, fuart, a ducj, par judâsi a cressi, un cu l'ati.



giovedì 1 aprile 2010

Dibattito sul Lago: quei volantini contestati



Volantinaggio al convegno, arrivano i Cc

GEMONA. Non è piaciuta l’intrusione dei comitati per la difesa del lago, ieri, al convegno “Gli impianti idro-elettrici con accumulo mediante pompaggio” organizzato dal Comune di Bordano, dalla Scuola dell'energia del lago dei Tre comuni e dal Dipartimento di Energetica e macchine dell'Università di Udine nell'aula magna dell'Isis R. D'Aronco, dove alcuni esponenti dei comitati hanno distribuito volantini anche agli studenti partecipanti. Ieri infatti, durante il convegno scientifico, alcuni rappresentanti del comitato per la difesa e lo sviluppo del lago di Alesso e del comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento, stando alle testimonianze, hanno distribuito volantini all'interno e all'esterno dei locali scolastici. Secondo quanto riportato nel volantino, dietro al convegno di ieri sarebbe nascosta «un’iniziativa che ha lo scopo ben poco scientifico di “dare una mano” al progetto di potenziamento mediante pompaggio della centrale di Somplago». Il preside dell'Istituto Giuseppe Santoro, una volta accortosi dell'accaduto, ha subito informato i Carabinieri, intervenuti sul posto per compiere le necessarie verifiche. «Ci siamo accorti – dichiara Maurizio Maci, vicepreside del D'Aronco – che delle persone distribuivano volantini senza autorizzazione all'interno e all'esterno della scuola ai nostri studenti. Siccome il convegno aveva una natura scientifica ben definita e perciò non aveva nulla a che vedere direttamente con l'ampliamento della centrale di Somplago, abbiamo ravveduto nel volantinaggio un chiaro gesto di strumentalizzazione politica». Lo scopo del convegno però, cui hanno preso parte diversi amministratori del comprensorio, oltre a esperti dell'ateneo friulano, era quello di approfondire in generale gli impianti idroelettrici con accumulo mediante pompaggio, dato che a oggi rimane l'unica tecnologia disponibile per l'accumulo di energia su larga scala, legata all'utilizzo della fonte rinnovabile. Nessun riferimento esplicito perciò, a Somplago. «È nell'interesse della scuola pubblica – fa eco il preside Giuseppe Santoro – organizzare convegni di questo tipo in cui gli studenti, grazie all'intervento di numerosi esperti possano approfondire tematiche di alto valore. La scuola si occupa di educazione e di formazione dello studente, senza nessun tipo di logica di schieramento». Dello stesso avviso il vicesindaco di Gemona Roberto Revelant che condanna l'accaduto: «E' una polemica strumentale fuori luogo che non ha nulla a che vedere con il convegno». «Non era semplicemente la sede giusta – conclude Colomba, sindaco di Bordano – dove manifestare la propria contrarietà al progetto di Edipower».
Dario Venturini

Volantini al convegno, Barazzutti replica

BORDANO. «Organizzare un convegno sugli impianti idroelettrici con accumulo mediante pompaggio col chiaro scopo di mettere in evidenza gli aspetti positivi di questa tecnologia, in un momento in cui non si fa altro che discutere sull'ampliamento della centrale di Somplago, è come parlare di corde in casa di un impiccato». La metafora, in tutta la sua particolarità, serve a Franceschino Barazzutti del comitato per la tutela delle acque del bacino montano per spiegare come non poteva sfuggire ai gruppi di cittadini che si battono per la salvaguardia del lago il collegamento tra il recente convegno organizzato dal Comune di Bordano (favorevole al progetto di Edipower) e l'ampliamento della centrale di Somplago (in cui è previsto l'accumulo di energia attraverso pompaggio). «Dove vivono il preside e il vicepreside dell'Isis D'Aronco – si chiede Barazzutti –? Non si sono forse accorti che a qualche chilometro dalla sede del loro istituto da oltre un anno, proprio su questo argomento, è in atto un'aspra dialettica tra gli amministratori del territorio e i comitati per la difesa del Lago dei Tre Comuni?» «E' normale che i Comitati perciò si siano organizzati per produrre e distribuire pacificamente un volantino che voleva evidenziare come secondo loro il convegno aveva lo scopo “di dare una mano” al progetto di potenziamento mediante pompaggio della centrale di Somplago». Barazzutti rivendica la libertà di pensiero e sulla distribuzione del volantino puntualizza: «I volontari sono entrati sì all'interno della scuola ma per consegnare il volantino solamente nelle mani del sindaco di Bordano, il quale, dopo l'arrivo dei Carabinieri ha invitato gli stessi a seguire il dibattito all'interno dei locali scolastici. Gli altri volantini sono stati consegnati all'esterno della struttura. Al convegno c'era solo una tesi e una voce sul tema ed è per questo che i Comitati si sono attivati producendo il volantino. Inoltre, gli avvisi del convegno pubblico erano stati affissi un po' ovunque, perciò di fatto la riunione, seppur scientifica, era pubblica e soggetta a qualsiasi tipo di manifestazione». «Il vice sindaco di Gemona – conclude Barazutti – dovrebbe pronunciarsi ed interessarsi di più dal canto suo alla difesa del lago che è patrimonio di tutti i gemonesi».
(d.v.)

sabato 27 marzo 2010

Dibattito sul Lago: da Cacitti a Rabassi



Centrale idroelettrica, tirata in ballo la Regione


Il Gazzettino, Giovedì 18 Marzo 2010 (d.z.)


"Se potessi decidere io sul futuro potenziamento della Centrale idroelettrica di Somplago, verificherei immediatamente la possibilità di poter coinvolgere direttamente anche la Regione nella realizzazione dell’opera. Questo permetterebbe comunque la realizzazione di un progetto valido sotto il profilo energetico e creerebbe la possibilità di un ritorno ancor maggiore per l’intero territorio e per i suoi cittadini". La posizione controcorrente arriva dal consigliere regionale del Pdl, Luigi Cacitti, che nei giorni scorsi ha incontrato i sindaci di Cavazzo Carnico, Dario Iuri, e di Verzegnis, Luciano Sulli, per alcuni approfondimenti in merito al progetto presentato da Edipower alla Regione. "Ho ritenuto utile organizzare questo incontro - spiega Cacitti - per ottenere da parte dei due amministratori locali le informazioni in maniera diretta e precisa. Ritengo di poter esprimere un pensiero positivo non tanto per i contenuti prettamente tecnici del progetto ma soprattutto per l’approccio adottato in fase di analisi e di studio. Già il fatto che le opere verranno realizzate tutte nel sottosuolo in parallelo alle condotte esistenti e che il prelievo ora previsto verrà limitato, la dice lunga sulla bontà delle scelte adottate. Su questo progetto qualcuno si già attivato in varie forme per contrastarne la realizzazione, probabilmente paventando situazioni e risultati catastrofici, spesso dimenticando che il vero depauperamento della montagna – conclude Cacitti - è già avvenuto anni fa, quando elettrodotti, gasdotti, oleodotti ed altre infrastrutture sono passate sul nostro territorio senza pagar dazio".




L’interesse e la comunità


Messaggero Veneto — 26 marzo 2010


Premetto di non voler difendere l’operato della Regione capace di farlo da sola, ma ai sindaci di Verzegnis, Cavazzo, Trasaghis e Bordano, viste le loro affermazioni sull’articolo del 16 marzo sul lago, vorrei ricordare che, se fosse dipeso solo dai loro pareri espressi con incomprensibile leggerezza, oggi Edipower avrebbe già messo le sue lucrose mani sul lago. Purtroppo questo pensiero traspare tuttora, dato che il sindaco di Verzegnis Sulli riafferma che l’opera non deturperà il territorio più di quanto non lo sia già oggi. Inoltre il sindaco di Cavazzo, volando un pochino troppo alto, ironizza sul perché Roma la pensi diversamente dalla Regione circa l’utilità dell’opera pur trattandosi della stessa maggioranza politica, dimenticando forse di chiedersi cosa ne pensi la minoranza regionale che, nei dibattiti pubblici, finora si è limitata a difendere strenuamente l’operato di sindaci, guarda caso, appartenenti direttamente o indirettamente allo stesso schieramento. Permane anche la curiosità di sapere quali siano gli affidatari di studi approfonditi nominati dai sindaci di Trasaghis e Bordano: studiosi tuttora a noi sconosciuti, pure speranzosi di non trovarci di fronte ai soliti esperti di turbine. Di confortante emerge che finalmente, forse, i sindaci si sono convinti dell’utilità di dover approfondire gli studi e sentire, pur delegando a ciò la Regione, anche il parere del popolo bue. Ma mi faccino il piacere, diceva il grande Totò! Ora non mi si venga a dire che sono il solito polemico; non mi dica qualche sindaco, come già fece quello di Cavazzo, che io debbo criticare solo l’operato del mio sindaco: e dico mio perché, pur non avendolo votato, ne rispetto la persona e la carica che ricopre. Basta con queste manfrine e non si sentano gli unti del Signore! Finalmente, insieme, senza aspettare inviti o tappeti rossi, siano capaci di mettersi a capo di un serio e democratico dibattito con tutta la gente su un tema d’interesse vitale, sia per le nostre valli sia per l’intero Friuli. Egregio signor sindaco Sulli, come direttamente ebbi a dirle, i lavori Edipower mi rammentano la costruzione di un wc dove la vaschetta è Verzegnis, il water il lago di Cavazzo e la rete fognaria ciò che resterebbe della Val del Lago e del Tagliamento: il nome di quello che verrebbe trascinato e decantato a valle lo lascio alla vostra fervida immaginazione. Su questo odoroso tema inviterei a soffermarsi anche il consigliere regionale Pdl Cacitti, dato che più lontano dal suo paesello anche lui sembra vedere e sentire solo ciò che vuole. Un intervento del genere non può essere affrontato con leggerezza e divisioni, ma con la compartecipazione della gente, di tutte le forze politiche regionali e confortato da studi approfonditi che mettano al riparo un bene che appartiene a tutti noi da sgradevoli sorprese. Pecunia non olet, dicevano i latini. Ma, se questo va bene per Edipower, certamente non vale per noi che in questo eventuale e futuro water dovremmo pur vivere. Un sanitario che puzzerà, ma non certamente per i soldi, che prenderebbero altre e "foreste" strade.
Dino Rabassi - Trasaghis