"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

domenica 23 maggio 2010

Dibattito sul Lago: il parere di C. Polano


Finalmente il buon senso

da: Messaggero Veneto — 22 maggio 2010

Dopo fiumi d’inchiostro e di parole, finalmente sulla vicenda del ventilato potenziamento della centrale Edipower di Somplago trovano spazio la logica e il buonsenso. Dopo più di un anno di incontri conoscitivi, perlopiù promossi dai Comitati che si oppongono a questo devastante progetto, (che se posto in essere trasformerebbe il Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo in un semplice serbatoio a uso e consumo di Edipower), anche le tre amministrazioni comunali rivierasche di Bordano, Cavazzo e Trasaghis, pur con diverse sfumature, finalmente fanno propria la proposta dei Comitati di chiedere alla Regione l’affidamento di uno specifico studio del progetto Edipower a un gruppo di qualificati specialisti, per la valutazione del suo reale impatto ambientale, sulle possibili alternative, opzione zero compresa, nonché la costruzione di un modello idraulico in scala dell’opera, per rendere chiaramente visibili le ricadute del progetto sul lago. A questo punto si può considerare vinta la guerra? No di certo, poiché adesso dovrà esprimersi la Regione (il tavolo tecnico sul Tagliamento è un buon inizio), ora chiamata in causa, e soprattutto dovremo vigilare affinché il gruppo di esperti sia veramente tale e che al suo interno siano rappresentati anche qualificati biologi, visto il pesantissimo impatto del progetto sull’intero ecosistema lacuale. Impatto negativo che l’Ente tutela pesca ha già evidenziato da tempo nel suo studio, presentato anche pubblicamente e che a tutt’oggi rimane un punto fermo e non contestabile del progetto in questione. Un saliscendi continuo di livello, con pesanti effetti negativi sulla fauna del lago, che vive e si riproduce perlopiù sottoriva, una sostanziale omotermia fra gli strati profondi e superficiali delle acque del lago, continuamente rimescolate tra Cavazzo e Verzegnis e un aumento dei limi in sospensione sono solo i principali effetti sul Lago. E qui per il momento mi fermo, in attesa dei prossimi sviluppi della vicenda.
Claudio Polano, Gemona

sabato 22 maggio 2010

Dibattito sul Lago: richiesta di ulteriori analisi



Centrale, sono richiesti nuovi studi

TRASAGHIS. Nuovi studi sul progetto di potenziamento della centrale di Somplago vengono richiesti dall’ingegner Dino Franzil e dai geologi Roberto Cella e Dario Tosoni, incaricati nelle scorse settimane dal Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago – Alesso e dal Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento di studiare il progetto presentato da Edipower per l’ampliamento della centrale idroelettrica. Le criticità evidenziate da questo gruppo di studiosi sono già stati presentati recentemente in un’assemblea pubblica. «Il progetto di potenziamento della centrale – spiega l’ingegner Dino Franzil – prevede l’installazione di due nuove turbine che si aggiungeranno alle tre esistenti e la costruzione di una nuova galleria di adduzione parallela a quella esistente. Le portate turbinabili dopo il potenziamento (fino a 110 metri cubi al secondo) unite ai volumi modesti dei laghi di Verzegnis e dei Tre Comuni comporteranno con molta probabilità oscillazioni di livello dei laghi ben più ampie rispetto a quelle previste in sede di progetto (9 metri per il bacino di Verzegnis e di 1 metro per il lago dei Tre Comuni). La movimentazione giornaliera di grandi quantità d’acqua produrrà inoltre un incremento di torbidità delle acque ed il conseguente aumento della velocità di riempimento del lago dei Tre Comuni, la cui profondità media è di soli 12 metri, senza contare gli enormi danni a carico della fauna ittica che l’intorbidimento delle acque può provocare». Queste però non sono le uniche problematiche evidenziate dagli esperti contattati dai Comitati; a preoccupare infatti sono sopratutto le condizioni di stabilità del pendio dove sarà depositato il materiale di scavo della nuova galleria di adduzione e la possibile interferenza tra questa e le sorgenti del Rio Vat da cui attingono gli acquedotti degli abitati di Mena, Bordano e Interneppo. «L’acqua che alimenta queste sorgenti – puntualizzano i geologi Roberto Cella e Dario Tosoni – non è infatti di origine superficiale ma è legata alla presenza di un circuito carsico profondo, che la galleria in progetto potrebbe intercettare e drenare, lasciando così le sorgenti all’asciutto. Da non sottovalutare, infine, il problema della stabilità delle sponde dei laghi di Verzegnis e dei Tre Comuni, fortemente sollecitate dalle variazioni giornaliere del livello dell’acqua previste nel progetto di potenziamento».
Dario Venturini

domenica 16 maggio 2010

Dibattito sul Lago : il Comune chiede alla Regione un nuovo studio



Il Consiglio comunale di Trasaghis, accogliendo anche il contenuto di una mozione presentata dalla minoranza, ha deliberato all'unanimità, nella seduta del 28 aprile, di " interessare il Presidente della Giunta Regionale F.V.G. e l'Assessore Regionale F.V.G. all'Ambiente ed ai Lavori Pubblici affinché incarichino - al di là della procedura di VIA - un gruppo di qualificati specialisti per un autonomo ed approfondito esame del progetto proposto dalla Soc. Edipower, dei reali impatti ambientali degli interventi e delle possibili alternative al fine di rendere chiare e visibili a tutti le conseguenze del progetto sul territorio ed in particolare sul bacino di Verzegnis, sul Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni e la sua valle, sull'asta del Tagliamento e nello stesso tempo disporre di tutti gli elementi certi per assumere decisioni fondate, responsabili e condivise".
Nella delibera si fa anche riferimento ai costi preventivati dell'operazione: "Considerato che il progetto ha un'importanza che va ben oltre gli interessi di questo Comune, è necessario che il gruppo di esperti venga incaricato dalla Regione F.V.G. con la copertura dei relativi costi a carico della Società proponente Edipower, così come previsto dall'art. 4 della L.R. 43/1990".

venerdì 7 maggio 2010

A 34 anni dal terremoto


E sono 34! Fa sempre impressione (e ogni volta di più) sentire gli esperti di statistica dirci che più della metà della popolazione del Comune di Trasaghis è nata dopo il 1976, non ha cioè alcuna percezione di come e cosa possa essere stato il paese "prima" e cosa abbia rappresentato il terremoto.

Ai (sempre di meno) "reduci" dell'«ante 1976» sia consentito allora di rivolgere un commosso ricordo a quanti ci hanno lasciato quella dannata sera.

Ci sia altresì lecito riandare al 7 maggio quando, superati la paura e il buio, ci si rese veramente conto di quel che era successo e da quando, concretamente, nacque la sfida: «lo rimetteremo in piedi, questo amato-odiato paisàt!».

L'esito della sfida è risultato, in gran parte, vincente. Ma tanto di noi, e tanto del nostro, si è perso, lungo questo cammino di 34 anni.

martedì 4 maggio 2010

Leo Zanier ad Alesso, tra emigrazione ed identità



Anche "l'emigrant delessàn" (e, implicitamente, ogni emigrante friulano, ogni emigrante) ha il monumento che ne ricorda il sacrificio: quella valigia scolpita sulla pietra che, da domenica 2 maggio, sulla piazza di Alesso, è "testimone muto" di quelle vicende.

All'inaugurazione hanno parlato, sotto diversi, complementari aspetti, Renato Stefanutti per gli organizzatori, il sindaco Augusto Picco, il parroco don Gjulio Ziraldo, il sindacalista Franco Colautti, F. Della Schiava in rappresentanza delle associazioni degli emigranti e il poeta Leonardo Zanier, a sottolineare i molteplici aspetti dell'emigrazione, dal rafforzamento (e dalla contemporanea relatività) del concetto di identità, ai tanti dubbi che si aprono al giorno d'oggi quando si parla di "migranti" e di "accoglienza".

sabato 1 maggio 2010

Alesso, domenica l'inaugurazione del monumento all'emigrante



Domenica 2 Maggio 2010, in piazza I maggio ad Alesso, è prevista l'inaugurazione del Monumento al Lavoratore Emigrante. L'iniziativa si avvale del patrocinio del Comune di Trasaghis e della Pro Loco di Alesso; l'organizzazione tecnica è stata seguita da Renato Stefanutti. Il monumento, realizzato dall'artista Adriano Del Negro di Qualso, vuole emblematicamente ricordare la figura dell'emigrante che, storicamente, non ha avuto altra possibilità che quella di essere "libar di … scognî lâ", con la valigia e gli attrezzi da lavoro al seguito.

Il programma prevede:

Ore 18.30 Piazza I° Maggio:
Cerimonia ufficiale di inaugurazione Benedizione del Monumento da parte del Parroco Don Giulio Ziraldo
Interverranno:
Augusto Picco, Sindaco di Trasaghis

Franco Colautti,
Rappresentante Sindacale dei Lavoratori "Alto Friuli

Leonardo Zanier,
Poeta, Sindacalista e Storico dell'Emigrazione Friulana

Dario Zampa,
Consigliere dell'Ente Friuli nel Mondo di Udine


Hanno fornito sostegno all' iniziativa anche il Gruppo A.N.A. di Alesso, La S.P.S. Val del Lago di Alesso, la Ditta Copetti Spa di Gemona, la Ditta Centro Edile di Trasaghis

venerdì 30 aprile 2010

Dibattito sul Lago: nuova assemblea ad Alesso



II Comitato per la difesa e sviluppo del lago
e

Il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento


Invitano i cittadini e gli amministratori
della Val del Lago all'

INCONTRO DIBATTITO
sul potenziamento della centrale di Somplago
Venerdì 30 aprile 2010, ore 20,30
presso il Centro sociale di Alesso

All'incontro relazioneranno:


i geologi dott. Roberto CELLA e dott. Dario TOSONI sul tema:
"Criticità geologiche sul progetto di potenziamento della centrale di Somplago"


l'ing. Dino FRANZIL sul tema:
"Potenziamento, della centrale di Somplago: Ingegneria industriale o semplice speculazione?
(Un esempio di come, lucrando sulla diversità dei prezzi dell'energia, l'ingegneria industriale si unisce all'ingegno speculativo di chi vuole "fare soldi senza alcuna considerazione dell'ambiente)

Si tratta, riferiscono i proponenti, di

"Un contributo dei Comitati per approfondire la conoscenza su un progetto che:
consuma più energia di quanta ne produce;
si basa solo sulla differenza di prezzo del Kw tra giorno e notte (quanto durerà?);
sacrifica definitivamente il lago e l'ambiente sull'altare del profitto degli azionisti di Edipower"

lunedì 26 aprile 2010

A 65 anni dal bombardamento di Alesso


Il 26 aprile ricorre il 65° anniversario del bombardamento di Alesso, attuato da una squadriglia alleata per colpire l'insediamento cosacco. L'azione venne compiuta - come è stato accertato dalle ricerche di Michele D'Aronco - da una squadriglia del 14th Fighter Group della Army Air Force (composta da 16 velivoli P-38j Lightning) decollata dalla base di Triolo (Foggia).

Per ricordare l'avvenimento, che ha segnato la storia di più di una generazione, riproponiamo una memoria di Zuan Cucchiaro:



Chel 26 di avrîl dal '45

A son passâts tancj agns, ma par chei che a an vivût di persona chei moments, al è como che al fos cumò.
A erin forsi las dîs di buinora e tanta int di Dalès a era inta campagna a meti sorc o a picâ patatas. I cosacs, che cualchi mes indeur a na lassavin svizinasi la int che a era sfolada a Somblâc, a Voncedas e Vasinas, forsi a vevin capît che a stava par finî dut, par lôr, e a si erin unin musulîts e a lassavin jentrâ intal paîs. Fint inche volta, chei che a erin a Somblac, par la a comprâ il pan a Voncedas, a scognevin passâ ju pa campagna. I cosacs, oramai, a na crodevin pui a dutas las balas che a ur contavin i todescs, su la "vittoria finale" di Hitler e su la nova patria, il Kosakenland.
Inche dì dal 26 di avrîl, a son capitats una sdruma di "Mosquito" merecans e a an scomençat a samenâ ancja lôr (ma bombas, e no patatas). La int a veva capît che oramai a era cuestion di zornadas e, dopo siet mes che a si era a tor pal mont, al sameava massa biel podê tornâ a cjasa. Ma chei 4-5 bulos che a an mandât a bombardâ, a an ruvinât dut. Figurâsi, fa bombardâ Dalès, nancja che al fos stat un puart di mar, una polvariera o un scalo merci! La colpa dal paîs a era che di vê tas cjasas i cosacs: alora, bombardantlu - secont l'inteligjença di chel capo, bulo e plen di supierbia, cul fazzolet tal cuel - se a si bombardava il pais i "mongui" a saressin scjampâts. Ma i merecans a na savevin nancja che al esistes Dalès: al sares bastât spietâ cualchi dì e i rus a saressin lâts via di bessoi. A si veva pur spietât siet mes...
E cussì a son tacadas a plovi bombas, su pas cjasas dal Taiz e di Ceto, e dopo, ju par Pidiberi, in chês da Cacjara e di Gjenio; in plaça ta cjasa dal Fari da Pici, tal borc dal Gjenio tas cjasas da Paulina, di Ninz e di Dolfo, su par Nariu tas cjasas da Lopa e di Pieressut, tal borc da Paula tas cjasas di Toninuta, dal Podar e da Lagjent e dopo ancja in Centas, inta val di Cjarendon e par deur da cjasa di Marion ju pa Cisa dal Vuarp. E cussì, cjasas sbregadas e pui di 60 muarts tra oms, feminas e fruts cosacs: in grazia di chei "esperti di strategia militare", tantas fameas, tornadas dongja, a an cjatat la cjasa intun grum. Sarâe davêr colpa di chel bulo, che al à insistût par che a si bombardàs il pais? Di sigûr al è che, cuant che al à provât a presentâsi in plaça, a vuera finida, la int a lu à fat cori a panets, fint ju par da Roia, e al è passat unavôra di timp prin che al ves il coragjo di puartâ ancjmò la musa a Dalès!


(Zuan Cucchiaro - Dalès Un Timp Par Vivi n.41, luglio 2003, rid.)

mercoledì 21 aprile 2010

Dibattito sul Lago: un articolo uscito su "Il Diari"

Su "Il Diari" del 7 ottobre 2009 era uscito un interessante articolo, par furlan, utile a definire i termini del dibattito in corso; si ritiene utile riproporlo anche in questa sede.






giovedì 15 aprile 2010

Dibattito sul Lago: due Comuni concordano sulla necessità di un nuovo studio


I sindaci: centrale, sì allo studio

da: Messaggero Veneto — 13 aprile 2010

I sindaci di Trasaghis e Bordano, rispettivamente Augusto Picco e Gianluigi Colomba, riprendendo le posizioni dei consiglieri di maggioranza di Cavazzo, sono d'accordo, al di là della procedura di Via, nel formalizzare una richiesta alla Regione affinché quest'ultima affidi a un gruppo di qualificati specialisti un approfondito esame del progetto di Edipower, dei suoi reali impatti ambientali, delle possibili alternative, opzione zero compresa, nonché la costruzione di un modellino idraulico in scala di funzionamento in modo da rendere chiari e visibili a tutti le conseguenze del progetto sul territorio. Operazione che, tornando a Cavazzo invece, era rimasta indigesta al sindaco, Dario Iuri, che aveva addirittura minacciato le dimissioni. "Ben vengano – dichiarano unisono Picco e Colomba – gli approfondimenti della Regione, tanto più con copertura dei relativi costi a carico della proponente, come prevede l'art.4 della L.R 43/1990 al fine di valutare le ricadute dell'opera. Questa richiesta, lo ricordiamo, era già stata formulata da noi più volte anche attraverso la stampa. Se questa proposta non dovesse trovare accoglimento, costringerebbe i nostri Comuni a commissionare tale studio a terzi . Nel caso in cui invece andasse a buon fine, ci permetterebbe di risparmiare risorse finanziarie che potrebbero essere destinate ad altri progetti". "E' da tempo – continuano i due sindaci – che sollecitiamo un intervento alla Regione anche perchè il Lago dei Tre Comuni ha rilevanza regionale e non solo. Le nostre posizioni sono sempre state chiare: siamo favorevoli al progetto solamente nel caso in cui non dovessero emergere criticità per il territorio, in caso contrario saremo i primi a rivalutare la nostra posizione segnalandola in sede di conferenza di servizi. Attendiamo perciò che la Regione affidi a una struttura terza lo studio delle conseguenze del progetto in particolare sul bacino di Verzegnis, sul Lago dei Tre Comuni, sulla valle e sull'asta del Tagliamento". (D.V.)

lunedì 12 aprile 2010

Dibattito sul Lago: una riflessione di P. Stefanutti ed E. Vidoni


Sul lago di Cavazzo (o dei Tre Comuni) si discute animatamente, da almeno un anno, a proposito del progetto presentato da Edipower per il raddoppio della funzionalità della centrale di Somplago. È in atto una discussione che vede spesso contrapposte le amministrazioni comunali con i comitati sorti spontaneamente a difesa del lago, con le forze politiche spesso divise tra loro e la popolazione in buona parte disorientata. Certo che, a proposito del lago, solo da settembre 2008 a marzo 2010 è uscita sulla stampa almeno una settantina di articoli sull’argomento; di più sono nati siti di documentazione (come http://lagofriuli2.altervista.org ), blog che registrano le discussioni in atto (come http://cjalcor.blogspot.com/ ), addirittura gruppi su Facebook (per esempio “Giro giro lago” o “Quelli che ad Alesso”). C’è dunque un “bisogno” reale e concreto di informazione, cui si attinge attraverso i canali tradizionali e non solo e da cui consegue, come abbiamo anche cercato di sottolineare sul Messaggero lo scorso 19 settembre, che «sarebbe un peccato disperdere la domanda di partecipazione popolare». La discussione ha comunque visto fasi di contrapposizione dura, anche sul piano personale, soprattutto tra amministratori ed ex amministratori, con alcuni contributi per una riflessione etica attorno al problema avanzati soprattutto da Remo Brunetti e Luigi Stefanutti. La situazione sembra attualmente in stallo, in attesa dei pareri della Regione, con la popolazione incerta sulla percezione degli sviluppi. Nel dubbio, anziché dare spazio all’ipotesi di referendum (un problema mal posto, che rischia di richiamare le scontate antitesi del “Volete burro o cannoni”), c’è piuttosto da salutare positivamente la proposta emersa dai comitati e da un’interrogazione in consiglio regionale presentata dai consiglieri regionali della Sinistra Arcobaleno Kocijancic, Antonaz e Pustetto per chiedere l’affidamento a uno studio “terzo” del progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. Bisognerebbe però fare un ulteriore salto di qualità. Un nuovo progetto non dovrebbe limitarsi soltanto a stabilire se la proposta di Edipower è compatibile con l’ambiente ma anche effettuare un’analisi precisa di quelle che sono le condizioni del lago dopo cinquant’anni di funzionamento della centrale ed elaborare conseguentemente una proposta generale per il futuro. Questo perché va tenuto conto che il lago, se certamente non è quella strana entità a proposito della quale fu chiesto a fine Ottocento all’ingegner Marioni di Forni di preparare un progetto per prosciugarlo, non è nemmeno più quell’angolo romantico immortalato dalle cartoline di Bujatti e così bene descritto dalla penna di Arturo Manzano negli anni 50 (il lago, con i suoi cieli lieti e tristi, con la sua acqua ocra, verde, blu, argento o d’oro, con i suoi pioppi, lecci, querce, castagni, roveri, arbusti, fichi, con i suoi tappeti d’erba medica, con la sua luce fastosa e soffice dell’estate, cristallina e arida dell’inverno, con le sue ombre piene di sorrisi arcani, con i suoi orizzonti pieni di silenzi. Tutto il lago con quel suo che di virginale, con le sue antiche leggende che sembrano quasi affiorare da questo continuo gioco del chiaro e dello scuro, da questo continuo affacciarsi del vero e del sognato)! Cinquant’anni di funzionamento della centrale hanno portato una serie di gravi conseguenze elencate, per esempio, ancora nel 1977, dal gruppo “Val Manaria”: 1) notevole abbassamento della temperatura delle acque (inquinamento termico); 2) forte depauperamento del patrimonio ittico e fenomeni involutivi per la flora acquatica; 3) scomparsa del “gradiente termico” con conseguente uniformizzazione della temperatura a quote diverse; 4) eliminazione della “termostasi lacustre”, cioè dell’effetto equilibratore e moderatore attuato dal lago in precedenza sul clima; 5) consistente apporto di materiale solido in sospensione e deposito dello stesso sul fondo; 6) otturamento delle polle sotterranee di alimentazione del lago; 7) impaludamento progressivo delle rive nord e sud; 8) forte riduzione della superficie lacustre; 9) notevoli oscillazioni del livello dell’acqua; 10) erosioni delle rive; 11) formazioni di correnti e vortici; 12) ripercussioni negative sull’agricoltura, la pesca e il turismo. Si tratta dunque di un lago (qualcuno l’ha definito ormai un fiume, dal momento che l’apporto degli immissari naturali risulta minimo e l’acqua in transito è soprattutto quella proveniente dalla centrale) profondamente ferito, che negli ultimi anni ha faticosamente cercato di risollevarsi (grazie agli investimenti sostenuti in primo luogo dal Comune di Trasaghis) attraverso interventi di miglioramento ambientale e di promozione turistica. Un nuovo progetto dovrebbe quindi dire come poter intervenire su un lago ferito, trovando un giusto equilibrio tra le esigenze della produzione energetica, quelle della salvaguardia naturalistica, quelle della promozione turistico-culturale. In questo senso è forse opportuno rifarsi alle proposte di rinaturalizzazione avanzate dall’ingegner Pillinini (anche sul Messaggero del 10 ottobre) e allo spirito della proposta avanzata su questo giornale dal signor Dino Franzil lo scorso 7 gennaio. Va da sé che attorno a un tavolo per la definizione di un progetto per il futuro del lago dovrebbero sedere, con spirito costruttivo, amministratori e rappresentanti dei comitati.

Pieri Stefanutti - Elena Vidoni, Alesso

sabato 10 aprile 2010

Dibattito sul Lago: discussioni a Cavazzo


Comune sull'orlo della crisi per colpa della centrale

da: Messaggero Veneto — 09 aprile 2010


CAVAZZO. Aria di crisi in consiglio comunale a Cavazzo Carnico: sei consiglieri di maggioranza propongono un ordine del giorno, il sindaco si rifiuta di discuterlo minacciando le dimissioni. Sei consiglieri hanno infatti chiesto al sindaco Dario Iuri di intervenire al presidente della giunta regionale e all’assessore regionale all’Ambiente e lavori pubblici affinchè affidino, al di là della procedura di Via, a un gruppo di qualificati specialisti di chiara fama un autonomo approfondito esame del progetto di Edipower spa, dei suoi reali impatti ambientali, delle possibili alternative, opzione zero compresa, nonché la costruzione di un veritiero modello idraulico in scala di funzionamento del progetto in modo da rendere chiare e visibili a tutti le reali conseguenze del progetto sul territorio e in particolare sul bacino di Verzegnis, sul lago di Cavazzo e la sua valle, sull’asta del Tagliamento; e nello stesso tempo disporre di tutti gli elementi certi per assumere decisioni fondate, responsabili e condivise. Un’operazione che sembra indigesta al sindaco, che così si trova a contrapporsi con sei membri della propria lista. Nel paese, infatti, non esiste la minoranza in quanto alle elezioni si è proposto una solo schieramento. I sei consiglieri hanno rilevato come il progetto proposto da Edipower sia di notevoli dimensioni e "andrebbe a incidere fortemente e definitivamente nei secoli futuri sul territorio di questo comune, sul lago di Cavazzo, sull’intera Valle del Lago e sull’asta del Tagliamento a valle dello scarico del lago stesso". Pare quindi logico, "rilevato che la stessa Edipower è stata finora la fonte unica, di parte in causa e quindi interessata, a cui sono stati attinti gli elementi informativi finora a disposizione di questo consiglio comunale nonché del tecnico assistente questo comune" che oltre alla valutazione di impatto ambientale, questo progetto "debba essere sottoposto a un minuzioso, ampio e approfondito esame in tutti i suoi aspetti da parte di un gruppo di esperti di chiara fama che, quale soggetto terzo e indipendente, esprima una valutazione sul progetto, sul suo impatto sul territorio, sulle alternative attraverso l’ elaborazione di un modello idraulico in scala del funzionamento del progetto in modo da disporre di dati chiari e certi per assumere decisioni fondate e responsabili verso le popolazioni interessate e le future generazioni". Per questo i sei consiglieri ritengono necessario che un gruppo di esperti "sia incaricato dalla Regione, con copertura dei relativi costi a carico della proponente Edipower spa, come prevede l’art. 4 della L.R. 43/1990" a valutare le ricadute dell’opera". Una soluzione che pare inopportuna al primo cittadino che avrebbe minacciato, qualora i consiglieri non desistessero dalla loro proposta, di rassegnare le proprie dimissioni da sindaco. ( g.g. )

venerdì 9 aprile 2010

Dibattito sul Lago: confronto tra minoranza e sindaco di Trasaghis


Sulle pagine del Notiziario Comunale di Trasaghis (n. 1/2010) confronto tra il gruppo di minoranza ed il sindaco a proposito del progetto di raddoppio della centrale.


Il gruppo "In Comune" ha scritto:



QUESTIONE LAGO: NO ALL’AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE
Uno dei primi problemi che abbiamo affrontato è stato quello del progetto per il raddoppio della centrale di Somplago. Già il precedente Consiglio Comunale nella seduta del 04/08/2008 aveva espresso un voto favorevole sulla proposta della ditta Edipower.
Il progetto prevede la costruzione di una nuova galleria di adduzione e l’installazione di due nuovi gruppi reversibili che porterebbero la potenza produttiva da 156 MW a 270 MW. Affinché questo progetto sia autorizzato è necessario che la Regione esprima un proprio parere positivo in merito alla valutazione di impatto ambientale, a tale riguardo la Legge Regionale n. 43 del 07/09/01990 stabilisce tra l’altro che la popolazione debba essere informata sui progetti e le problematiche che potrebbero derivare da queste opere.
Considerato che né la passata amministrazione Comunale né quella attuale avevano provveduto ad informare la popolazione e nel frattempo avevano adottato atti esprimendo in due circostanze pareri favorevoli alla realizzazione dell’opera, abbiamo presentato una interrogazione al Sindaco affinché ci chiarisca le motivazione di questo silenzio che escludeva la popolazione da qualsiasi possibilità di esprimere le proprie considerazioni su un argomento cosi delicato. Abbiamo chiesto inoltre che la questione venga portata all’attenzione del Consiglio Comunale per un confronto sereno e costruttivo.
Nel frattempo si sono svolti due incontri pubblici sull’argomento a cui hanno partecipato esponenti politici regionali e locali, rappresentanti di associazioni ambientaliste, imprenditori, e cittadini. Importante è stato l’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente Elio De Anna che ha ribadito l’importanza dei pareri espressi dai sindaci dei comuni interessati nell’ambito del procedimento regionale di Valutazione dell’impatto ambientale.
Anche diversi cittadini sono intervenuti nel dibattito esprimendo perplessità e mettendo in evidenza diverse problematiche sull’aspetto ambientale del progetto Edipower: la temperatura dell’acqua scenderebbe ancora, la continua variazione di livello porterebbe ad una erosione delle sponde e ad un ulteriore degrado dell’habitat lacustre, inoltre i fanghi depositati sui fondali e provenienti dal bacino di Verzegnis verrebbero continuamente movimentati dalle correnti di pompaggio e ricaduta dell’acqua.
Alla luce di questo dibattito abbiamo collaborato con il Comitato per la difesa e lo sviluppo del Lago e ci siamo impegnati a raccogliere sottoscrizioni per una petizione che verrà inviata al Ministero dell’ambiente, alla Regione Fvg e ai sindaci della Valle del Lago affinché questi enti assumano decisioni condivise con la popolazione.
Nel Consiglio Comunale svoltosi in data 27/11/2009 su questo argomento il nostro capogruppo Giorgio Rodaro è così intervento "Siamo sicuri che questa Amministrazione non voglia essere ricordata dalle generazioni future come l’amministrazione che ha acconsentito a deturpare l’amenità di questa valle. Il nostro consiglio è di rivedere le proprie posizioni accogliendo quanto abbiamo richiesto nella nostra interrogazione ovvero revocare le delibere assunte in merito dimostrando il vostro interesse verso un fiorente sviluppo turistico e ambientale della Valle del Lago e non verso la crescita economica di una società privata i cui singoli soci forse nemmeno conoscono la bellezza di questa valle ma il cui unico scopo è dividere i tornaconti d’impresa nulla interessandosi dell’ambiente, del turismo e di noi tutti cittadini che popoliamo queste terre".

Gianni Toffoletto, Flavia Di Daniel, Daniele Costantini, Daniele Rossi, Giorgio Rodaro


Il sindaco ha replicato:



Nel ringraziare la minoranza per il contributo portato alla discussione di tematiche inerenti l'intero Comune, penso sia opportuno far conoscere alla popolazione la posizione dell'Amministrazione comunale in merito alle tematiche che sono state evidenziate sia per mezzo delle interrogazioni presentate in Consiglio sia attraverso lo strumento informativo del Notiziario comunale.


Centrale
Il Comune di Trasaghis ha, in questa vicenda, tenuto un comportamento sempre corretto e serio a tutela del lago e dei cittadini di Trasaghis.
Nel merito ha pubblicato sul primo bollettino comunale in uscita dopo aver ricevuto la notizia, la richiesta di Edipower con uno stralcio del progetto e appena avuti i dovuti approfondimenti ha organizzato una serata informativa per tutta la popolazione.
La questione è difficile e delicata e va affrontata con serietà. Il comune, in base al progetto presentato ed alle integrazioni richieste dal Ministero in seguito alle prime segnalazioni dei Comuni, ha espresso un parere favorevole imponendo nel contempo precise e vincolanti condizioni affinché il parere fosse ritenuto tale.
L’amministrazione si è altresì impegnata ad approfondire gli argomenti ritenuti più critici, contattando un esperto di questo tipo di impianti.


Prescrizioni a tutela del lago e dei propri concittadini.
Da notare le recenti aperture dei comitati contrari alla realizzazione del progetto che in una recente dichiarazione dell’ex sindaco Dino Rabassi dicono: "non siamo contrari a prescindere al progetto, ma vogliamo che gli aspetti carenti vengano approfonditi".
Si tratta di una posizione completamente diversa dal no secco finora espresso, che è certamente apprezzabile in quanto di fatto riconosce che il modo giusto di gestire la problematica è quello di tutelare innanzitutto il lago ed il suo ambiente e, se ciò è possibile, permettere la realizzazione del progetto. Posizione questa tenuta fin dall’inizio dai Comuni.


Augusto Picco

domenica 4 aprile 2010

Buina Pasca



Buina Pasca a ducj i dalessàns e a chei che a vegnin a lei chest blog.

Un'ata Pasca, cui problemas di simpri e la sperança di ganbiâ e comedâsi (par chei che a crodin al è ancja chel un segno dal resurî).

Fâ Pasca, intun paîs, al ûl dî ancja stâ deûr ai segnos da tradizion e, culì di nô, ai ulîfs, a procession di vinars sant, as fujaças benedidas in glesia.

Un benvignût ai fruts che a tachin a svisinâsi a chest mût di vivi.

Un ricuart a chei che a nus compagnavin in procession e che a na son pui cun nô.

Un auguri, fuart, a ducj, par judâsi a cressi, un cu l'ati.



giovedì 1 aprile 2010

Dibattito sul Lago: quei volantini contestati



Volantinaggio al convegno, arrivano i Cc

GEMONA. Non è piaciuta l’intrusione dei comitati per la difesa del lago, ieri, al convegno “Gli impianti idro-elettrici con accumulo mediante pompaggio” organizzato dal Comune di Bordano, dalla Scuola dell'energia del lago dei Tre comuni e dal Dipartimento di Energetica e macchine dell'Università di Udine nell'aula magna dell'Isis R. D'Aronco, dove alcuni esponenti dei comitati hanno distribuito volantini anche agli studenti partecipanti. Ieri infatti, durante il convegno scientifico, alcuni rappresentanti del comitato per la difesa e lo sviluppo del lago di Alesso e del comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento, stando alle testimonianze, hanno distribuito volantini all'interno e all'esterno dei locali scolastici. Secondo quanto riportato nel volantino, dietro al convegno di ieri sarebbe nascosta «un’iniziativa che ha lo scopo ben poco scientifico di “dare una mano” al progetto di potenziamento mediante pompaggio della centrale di Somplago». Il preside dell'Istituto Giuseppe Santoro, una volta accortosi dell'accaduto, ha subito informato i Carabinieri, intervenuti sul posto per compiere le necessarie verifiche. «Ci siamo accorti – dichiara Maurizio Maci, vicepreside del D'Aronco – che delle persone distribuivano volantini senza autorizzazione all'interno e all'esterno della scuola ai nostri studenti. Siccome il convegno aveva una natura scientifica ben definita e perciò non aveva nulla a che vedere direttamente con l'ampliamento della centrale di Somplago, abbiamo ravveduto nel volantinaggio un chiaro gesto di strumentalizzazione politica». Lo scopo del convegno però, cui hanno preso parte diversi amministratori del comprensorio, oltre a esperti dell'ateneo friulano, era quello di approfondire in generale gli impianti idroelettrici con accumulo mediante pompaggio, dato che a oggi rimane l'unica tecnologia disponibile per l'accumulo di energia su larga scala, legata all'utilizzo della fonte rinnovabile. Nessun riferimento esplicito perciò, a Somplago. «È nell'interesse della scuola pubblica – fa eco il preside Giuseppe Santoro – organizzare convegni di questo tipo in cui gli studenti, grazie all'intervento di numerosi esperti possano approfondire tematiche di alto valore. La scuola si occupa di educazione e di formazione dello studente, senza nessun tipo di logica di schieramento». Dello stesso avviso il vicesindaco di Gemona Roberto Revelant che condanna l'accaduto: «E' una polemica strumentale fuori luogo che non ha nulla a che vedere con il convegno». «Non era semplicemente la sede giusta – conclude Colomba, sindaco di Bordano – dove manifestare la propria contrarietà al progetto di Edipower».
Dario Venturini

Volantini al convegno, Barazzutti replica

BORDANO. «Organizzare un convegno sugli impianti idroelettrici con accumulo mediante pompaggio col chiaro scopo di mettere in evidenza gli aspetti positivi di questa tecnologia, in un momento in cui non si fa altro che discutere sull'ampliamento della centrale di Somplago, è come parlare di corde in casa di un impiccato». La metafora, in tutta la sua particolarità, serve a Franceschino Barazzutti del comitato per la tutela delle acque del bacino montano per spiegare come non poteva sfuggire ai gruppi di cittadini che si battono per la salvaguardia del lago il collegamento tra il recente convegno organizzato dal Comune di Bordano (favorevole al progetto di Edipower) e l'ampliamento della centrale di Somplago (in cui è previsto l'accumulo di energia attraverso pompaggio). «Dove vivono il preside e il vicepreside dell'Isis D'Aronco – si chiede Barazzutti –? Non si sono forse accorti che a qualche chilometro dalla sede del loro istituto da oltre un anno, proprio su questo argomento, è in atto un'aspra dialettica tra gli amministratori del territorio e i comitati per la difesa del Lago dei Tre Comuni?» «E' normale che i Comitati perciò si siano organizzati per produrre e distribuire pacificamente un volantino che voleva evidenziare come secondo loro il convegno aveva lo scopo “di dare una mano” al progetto di potenziamento mediante pompaggio della centrale di Somplago». Barazzutti rivendica la libertà di pensiero e sulla distribuzione del volantino puntualizza: «I volontari sono entrati sì all'interno della scuola ma per consegnare il volantino solamente nelle mani del sindaco di Bordano, il quale, dopo l'arrivo dei Carabinieri ha invitato gli stessi a seguire il dibattito all'interno dei locali scolastici. Gli altri volantini sono stati consegnati all'esterno della struttura. Al convegno c'era solo una tesi e una voce sul tema ed è per questo che i Comitati si sono attivati producendo il volantino. Inoltre, gli avvisi del convegno pubblico erano stati affissi un po' ovunque, perciò di fatto la riunione, seppur scientifica, era pubblica e soggetta a qualsiasi tipo di manifestazione». «Il vice sindaco di Gemona – conclude Barazutti – dovrebbe pronunciarsi ed interessarsi di più dal canto suo alla difesa del lago che è patrimonio di tutti i gemonesi».
(d.v.)

sabato 27 marzo 2010

Dibattito sul Lago: da Cacitti a Rabassi



Centrale idroelettrica, tirata in ballo la Regione


Il Gazzettino, Giovedì 18 Marzo 2010 (d.z.)


"Se potessi decidere io sul futuro potenziamento della Centrale idroelettrica di Somplago, verificherei immediatamente la possibilità di poter coinvolgere direttamente anche la Regione nella realizzazione dell’opera. Questo permetterebbe comunque la realizzazione di un progetto valido sotto il profilo energetico e creerebbe la possibilità di un ritorno ancor maggiore per l’intero territorio e per i suoi cittadini". La posizione controcorrente arriva dal consigliere regionale del Pdl, Luigi Cacitti, che nei giorni scorsi ha incontrato i sindaci di Cavazzo Carnico, Dario Iuri, e di Verzegnis, Luciano Sulli, per alcuni approfondimenti in merito al progetto presentato da Edipower alla Regione. "Ho ritenuto utile organizzare questo incontro - spiega Cacitti - per ottenere da parte dei due amministratori locali le informazioni in maniera diretta e precisa. Ritengo di poter esprimere un pensiero positivo non tanto per i contenuti prettamente tecnici del progetto ma soprattutto per l’approccio adottato in fase di analisi e di studio. Già il fatto che le opere verranno realizzate tutte nel sottosuolo in parallelo alle condotte esistenti e che il prelievo ora previsto verrà limitato, la dice lunga sulla bontà delle scelte adottate. Su questo progetto qualcuno si già attivato in varie forme per contrastarne la realizzazione, probabilmente paventando situazioni e risultati catastrofici, spesso dimenticando che il vero depauperamento della montagna – conclude Cacitti - è già avvenuto anni fa, quando elettrodotti, gasdotti, oleodotti ed altre infrastrutture sono passate sul nostro territorio senza pagar dazio".




L’interesse e la comunità


Messaggero Veneto — 26 marzo 2010


Premetto di non voler difendere l’operato della Regione capace di farlo da sola, ma ai sindaci di Verzegnis, Cavazzo, Trasaghis e Bordano, viste le loro affermazioni sull’articolo del 16 marzo sul lago, vorrei ricordare che, se fosse dipeso solo dai loro pareri espressi con incomprensibile leggerezza, oggi Edipower avrebbe già messo le sue lucrose mani sul lago. Purtroppo questo pensiero traspare tuttora, dato che il sindaco di Verzegnis Sulli riafferma che l’opera non deturperà il territorio più di quanto non lo sia già oggi. Inoltre il sindaco di Cavazzo, volando un pochino troppo alto, ironizza sul perché Roma la pensi diversamente dalla Regione circa l’utilità dell’opera pur trattandosi della stessa maggioranza politica, dimenticando forse di chiedersi cosa ne pensi la minoranza regionale che, nei dibattiti pubblici, finora si è limitata a difendere strenuamente l’operato di sindaci, guarda caso, appartenenti direttamente o indirettamente allo stesso schieramento. Permane anche la curiosità di sapere quali siano gli affidatari di studi approfonditi nominati dai sindaci di Trasaghis e Bordano: studiosi tuttora a noi sconosciuti, pure speranzosi di non trovarci di fronte ai soliti esperti di turbine. Di confortante emerge che finalmente, forse, i sindaci si sono convinti dell’utilità di dover approfondire gli studi e sentire, pur delegando a ciò la Regione, anche il parere del popolo bue. Ma mi faccino il piacere, diceva il grande Totò! Ora non mi si venga a dire che sono il solito polemico; non mi dica qualche sindaco, come già fece quello di Cavazzo, che io debbo criticare solo l’operato del mio sindaco: e dico mio perché, pur non avendolo votato, ne rispetto la persona e la carica che ricopre. Basta con queste manfrine e non si sentano gli unti del Signore! Finalmente, insieme, senza aspettare inviti o tappeti rossi, siano capaci di mettersi a capo di un serio e democratico dibattito con tutta la gente su un tema d’interesse vitale, sia per le nostre valli sia per l’intero Friuli. Egregio signor sindaco Sulli, come direttamente ebbi a dirle, i lavori Edipower mi rammentano la costruzione di un wc dove la vaschetta è Verzegnis, il water il lago di Cavazzo e la rete fognaria ciò che resterebbe della Val del Lago e del Tagliamento: il nome di quello che verrebbe trascinato e decantato a valle lo lascio alla vostra fervida immaginazione. Su questo odoroso tema inviterei a soffermarsi anche il consigliere regionale Pdl Cacitti, dato che più lontano dal suo paesello anche lui sembra vedere e sentire solo ciò che vuole. Un intervento del genere non può essere affrontato con leggerezza e divisioni, ma con la compartecipazione della gente, di tutte le forze politiche regionali e confortato da studi approfonditi che mettano al riparo un bene che appartiene a tutti noi da sgradevoli sorprese. Pecunia non olet, dicevano i latini. Ma, se questo va bene per Edipower, certamente non vale per noi che in questo eventuale e futuro water dovremmo pur vivere. Un sanitario che puzzerà, ma non certamente per i soldi, che prenderebbero altre e "foreste" strade.
Dino Rabassi - Trasaghis

Dibattito sul Lago: l'opinione di D. Franzil e quella di R. Brunetti


Democrazia personalizzata


Messaggero Veneto — 22 marzo 2010


Oggi è diventato quasi di moda parlare di inquinamento e di necessità di salvaguardare l’ambiente, ma in realtà non si fa molto e si continua, invece, ad assistere a fatti di "democrazia personalizzata", per la quale ognuno tende a gestire le cose a suo piacimento e convenienza. Bersani ha liberalizzato il mercato dell’energia e tutti sostengono il libero mercato, come toccasana: purtroppo, oggi, nessuno lo vede come una sventura, tranne coloro i quali non riescono ad arrivare a fine mese. La Edipower milanese, che gestisce la centrale idroelettrica di Somplago, è una multinazionale legata a soggetti finanziari e industriali, italiani ed esteri, quali Unicredit, Edison e altri. Essa desidera potenziare la centrale, col pericolo di danneggiare ulteriormente l’idrografia della Carnia, e a tal fine ha richiesto la concessione per scavare una nuova condotta di ben otto chilometri nelle montagne. Tramite questa, intende realizzare il "riciclaggio" dell’acqua, cosa innaturale, dal lago di Cavazzo o dei Tre Comuni al lago artificiale di Ambiesta-Verzegnis. L’energia per il pompaggio la prenderà dalle centrali nucleari o da quelle termiche a combustibile fossile, entrambe altamente inquinanti per l’ambiente e dannose alla salute della gente. Si può dire che, tecnicamente, l’operazione è un assurdo, economicamente però l’azienda troverà il modo di guadagnarci sopra. La prima risorsa saranno i contratti di compravendita: acquistare energia "sporca" di notte a basso costo e, con la stessa acqua, produrre meno energia per venderla a caro prezzo, di giorno. Come se non bastasse, l’ormai vecchia legge a sostegno delle fonti energetiche rinnovabili offre sostegno con i "certificati verdi" a coloro i quali operano per ripulire il pianeta. Purtroppo questa legge non è ancora stata modificata e concede regalie, con strane discutibili motivazioni, anche a industrie altamente inquinanti fatta passare come "assimilate" alle fonti naturali. Sono cose, a dir poco, assurde. Il guaio è che paga sempre lui: Pantalone! L’Edipower pare possa ricevere ben 500 milioni di euro, però se andiamo a buon senso non dovrebbe averne più il diritto perché per ottenere energia pulita ricorre all’energia sporca e quindi dov’è la logica? Ognuno tragga le sue conclusioni, resta solo da esclamare: "libera nos Domine" dall’ingordigia causata da dio denaro e dal mercato libero! Ritornando al problema specifico del nostro lago: farlo scomparire rapidamente con il fango portato dal "riciclaggio" oppure lasciarlo vivere e magari curarlo? Al lago Ambiesta, causare il disfacimento erosivo delle rive per colpa del saliscendi continuo dell’acqua oppure conservare l’ambiente paesaggistico? Siamo a un bivio, ma è un dilemma solamente per i politici! La gente ha le idee chiare: approvare l’ampliamento significa danneggiare tutto e tutti, tranne l’azienda richiedente! Non può neppure concepire che possa ricevere sovvenzioni con lo scopo di realizzare un riciclaggio, energicamente sporco, che alla fine provocherà la distruzione ambientale su tutto il bacino e magari la rovina del sistema idrico. I Comuni e la Regione, specialmente, hanno titolo per opporsi e negare ogni concessione, ma sono titubanti e giustamente si spera lo facciano per approfondire il problema in modo obiettivo. La popolazione però, dopo tanti dibattiti e contestazioni, intende ribadire che non accetterà più vessazioni e servitù oltre a quelle già subite in passato e anzi pretende riparazione ai mali. Non tollererà speculazione alcuna, né di locali, né di estranei. Vuole e intende che il lago ritorni come un tempo e che sia rispettato l’ambiente, avendo già dato fin troppo all’Italia e subìto per essa. Inoltre, per le strade, si dice: se qualcuno ha intenzione di cambiare, in peggio ancora, la nostra vita, non faccia cosa fatta, venga avanti a dimostrare con fatti concreti, e non con relazioni partigiane, come stanno le cose, chi avrà vantaggi, chi soccomberà e perché! Poi, si tireranno le somme e le conseguenze. Questa, che riporto, è la voce della gente. Stiamo attenti, oggi di trogloditi ne sono rimasti ben pochi! Che sia tutto da rifare, come diceva l’amato Bartali, o sia tutto da moralizzare in questa società in declino dove il dio denaro pare la faccia sempre più da padrone... Ad meliora, l’ambasciatore ringrazia i lettori.
Dino Franzil - Tarcento





I cittadini sono contrari


Messaggero Veneto — 26 marzo 2010


Ho letto le dichiarazioni del sindaco di Cavazzo Carnico comparse su questo giornale e vorrei completarle dicendo che a essere contraria all’opera proposta da Edipower non è soltanto una forza politica che fa parte della maggioranza regionale, ma la stragrande maggioranza dei suoi amministrati. Infatti molti cittadini del comune di Cavazzo Carnico hanno sottoscritto la petizione dei comitati e non soltanto per esprimere le proprie perplessità e le proprie contrarietà, ma anche per criticare chi ha preso decisioni importanti senza consultare la popolazione se non a cose fatte.
Remo Brunetti- Cavazzo Carnico

sabato 20 marzo 2010

Dibattito sul Lago: presa di posizione dei sindaci


Somplago, parlano i sindaci


TRASAGHIS. Da una parte ci sono i Comitati, che punzecchiano i sindaci dei quattro paesi coinvolti nel progetto presentato da Edipower per l'assenteismo agli incontri di approfondimento svoltisi sul territorio cui si aggiunge l'accusa, rivolta sempre agli amministratori, di poca trasparenza e di voler “svendere” l'intera Val del Lago alla proponente in cambio di qualche compensazione e, contemporaneamente, di voler scaricare la responsabilità sulla Regione. Dall'altra, i sindaci di Trasaghis, Bordano, Cavazzo e Verzegnis che, dal canto loro, ognuno con il proprio distinguo, cercano compatti di respingere le accuse, rilanciando le proprie posizioni in attesa del Via che deve rilasciare la Regione, prima della conferenza dei servizi. «Siamo ben disposti – dicono Gianluigi Colomba e Augusto Picco, sindaci di Bordano e Trasaghis – ad ascoltare le proposte e le opinioni dei comitati spontanei che si sono formati sul territorio ma siamo infastiditi dai continui atteggiamenti di strumentalizzazione da parte di alcuni esponenti dell'attuale maggioranza di governo regionale e dei loro ripetuti attacchi istituzionali». «La Regione – continuano – dica la sua in modo definitivo e si faccia promotrice, viste anche le possibilità economiche, di studi di approfondimento. A oggi non ha fissato nemmeno un incontro informale con noi. Non sappiamo quale sia esattamente il numero dei nostri concittadini che hanno sottoscritto la petizione, perché le firme contro l'opera sono state consegnate giustamente in Regione visto che il lago ha rilevanza regionale, perciò l'interlocutore primario, che tra l'altro deve rilasciare il Via, rimane proprio l'ente regionale, cui secondo noi spetta anche il compito di indire o meno, su richiesta dei cittadini, una consultazione popolare. Dal canto nostro abbiamo affidato a esperti studi d'approfondimento, e se dovessero rilevare criticità saremo i primi a rivalutare la nostra posizione segnalandola in sede di conferenza di servizi». «Il territorio – spiega Luciano Sulli Sindaco di Verzegnis – se l'opera dovesse andare in porto non sarà deturpato più di quanto lo è già oggi». Al primo cittadino di Verzegnis fa eco Dario Iuri, sindaco di Cavazzo: «La cosa ridicola è che la contrarietà al progetto provenga dalle forze che governano la Regione, che sono poi le stesse che definiscono il progetto, a livelli più alti, un'opera strategica». (d.v.)

mercoledì 17 marzo 2010

Dibattito sul Lago: lettera aperta al presidente Tondo


Stop all'atteggiamento di coloniale sudditanza


da: Messaggero Veneto — 13 marzo 2010


Lettera aperta a Tondo


Egregio signor Presidente, mi permetto di inviarLe questa lettera aperta in considerazione della lunga presenza Sua e mia nella vita sociale, politica e istituzionale della Carnia, su posizioni politiche differenti, ma con rapporti improntati alla correttezza e al rispetto reciproco. A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 sul Friuli terremotato era calato un progetto di notevole rilevanza territoriale: quello della diga di Pinzano. A proporlo era la Regione per contenere le piene del Tagliamento e dare sicurezza a Latisana e alla Bassa Friulana. La forte incidenza di tale progetto sul territorio spaccò il Friuli: il Latisanese lo sostenne, mentre i Comuni di Forgaria, Pinzano, Vito d’Asio, le Comunità Montane e la loro popolazione lo avversarono, dando vita a un acceso dibattito che investì le istituzioni, le forze politiche, le organizzazioni di categoria e l’intera società friulana. Lei certamente ricorda quel dibattito e la grande assemblea sul piazzale della Lima a Flagogna in cui alla fine del suo intervento il sindaco Cedolini fu colpito da malore e, ricoverato in ospedale, morì due giorni dopo, avendo difeso la sua terra e la sua gente. Si chiederà perché richiami quel progetto e quegli avvenimenti a 30 anni di distanza. Lo faccio nella convinzione che quella esperienza possa essere utile per assumere decisioni ben ponderate su un progetto attuale di altrettanta importanza territoriale: quello di Edipower Spa di potenziamento della centrale di Somplago mediante pompaggio. Quel progetto e quell’esperienza possono essere utili non solo perché avevano per oggetto lo stesso bene particolare "acqua", come lo ha il progetto Edipower, ma in particolare per il metodo con cui quel progetto fu gestito dalla Regione. Di fronte alle perplessità e alle opposizioni sollevate dalla proposta diga, l’allora presidente Antonio Comelli e l’allora assessore ai lavori pubblici Adriano Biasutti non insistettero nel considerare oro colato il progetto proposto dalla Regione, cioè da loro stessi, non offrirono "contropartite" ai Comuni interessati, ma ebbero il buon senso, da buoni democristiani, di accettare e favorire un confronto che ne verificasse la fondatezza, le possibili varianti e alternative, opzione zero compresa. Con questo scopo fu costituita una apposita "Commissione per l’esame della situazione idrogeologica del bacino del Fiume Tagliamento", presieduta dal prof. Giuseppe Machne, ordinario di idraulica dell’Università di Trieste, e di cui facevano parte, tra gli altri, docenti di idraulica del Politecnico di Milano, dell’Università di Padova, tecnici dell’assessorato dei Lavori Pubblici, il rappresentante della Regione Veneto, liberi professionisti tra cui l’ing. Aprilis per i Comuni dell’Arzino e l’ing. Foramitti per i Comuni di Latisana e della Bassa Friulana. La Commissione presentò un primo rapporto nel febbraio 1981, il rapporto finale nel dicembre 1982. Nel gennaio 1983 l’ing. Aprilis presentò una propria relazione di minoranza e l’ing. Foramitti un proprio rapporto finale. Ma la Regione andò oltre i rapporti di verifica del progetto e commissionò un modello idraulico tridimensionale in scala che riproduceva al vero il funzionamento del progetto, acquisendo così tutti gli elementi per una decisione ponderata sulla realizzazione o meno della diga. Così operarono, saggiamente, i governanti regionali della tanto vituperata "prima repubblica". E allora, Signor Presidente, io mi auguro che Lei adotti il metodo e l’esempio dei Suoi predecessori di allora Comelli e Biasutti e ponga fine a questo atteggiamento di coloniale sudditanza che considera oro colato tutto ciò che ci propina Edipower Spa circa il suo progetto. Progetto per importanza e ricadute pari a quello della diga di Pinzano e a quello attuale della terza corsia dell’autostrada. Non basta chiedere spiegazioni sul progetto Edipower alla stessa Edipower, la quale non può smentire se stessa e non può che dare spiegazioni confermanti il proprio progetto. Come i citati suoi predecessori, Lei ha tutti i poteri per affidare ad una commissione di qualificati specialisti del settore un autonomo studio del progetto, dei suoi reali impatti ambientali, delle alternative, opzione zero compresa. Ciò al di là della normale procedura di Via. Per rendere chiari e visibili gli impatti del progetto sul bacino di Verzegnis, sul lago di Cavazzo e la sua valle, sull’asta del Tagliamento, Lei ha tutti i poteri per commissionare la costruzione di un veritiero modello idraulico di funzionamento del progetto sì da rendere chiare e visibili a tutti le reali conseguenze dello stesso e avere tutti gli elementi per assumere una decisione fondata. E’ solo questione di volontà politica! Infatti, i costi di tali studi sarebbero a carico della proponente Edipower spa così come previsto dall’articolo 4 della Lr 43/1990. Il lago di Cavazzo, il più grande lago della regione, merita di essere preservato e migliorato per quanto ancora abbia mantenuto di naturale nonostante gli scriteriati interventi della Sade, dell’oleodotto e dell’autostrada. I sacrifici non devono cadere sempre sullo stesso territorio! E’ inaccettabile che si chieda un ulteriore sacrificio alla Val del Lago per favorire il progetto Edipower di pura speculazione finanziaria sul costo del kilowattora nelle differenti fasce orarie e che nel complesso consuma più energia (da combustibili) di quanta ne produca. Mi auguro che Lei, signor Presidente, voglia volare alto – perché ne ha le capacità e la possibilità – nonostante il volo basso degli amministratori locali che, attratti dal richiamo delle "compensazioni", sono finiti nella rete di Edipower e quindi in gabbia, diventandone i portavoce in loco. C’è da chiedersi come mai il Comune di Trasaghis abbia espresso un preventivo parere positivo appena un mese dopo aver ricevuto il progetto. ChiedendoLe di costituire un’apposita commissione di esperti indipendenti e di chiara fama per l’esame del progetto Edipower, del suo impatto, delle possibili alternative nonchè l’elaborazione di un modello idraulico di funzionamento del progetto, Le chiedo di compiere un atto che è normale nei paesi civili su progetti di grandi opere e che Comelli e Biasutti compirono in tempi di minore sensibilità ambientale. Un atto che faccia capire al potentato Edipower che il Friuli, ricostruito con tanta fatica, non è in vendita, né è una colonia in cui esercitare contemporaneamente le blandizie di non definite "compensazioni", interessate opere di beneficenza, promesse assunzioni mirate, pressioni politiche ai vari livelli, allo scopo di attuare un progetto speculativo che porta la ricchezza delle nostre acque a Milano nelle tasche dei noti azionisti di Edipower, lasciando sul territorio una vittima certa: il lago di Cavazzo e la sua valle. Quello che Le chiedo, signor Presidente, è un atto di dignità.
Franceschino Barazzutti già sindaco di Cavazzo Carnico

sabato 13 marzo 2010

Dibattito sul Lago: richiesto un nuovo progetto


«La Regione faccia esaminare il progetto Edipower»

UDINE. Un appello al governatore Renzo Tondo affinchè la Regione affidi a una struttura specializzata, con costi a carico della proponente Edipower Spa, come prevede la stessa legge regionale 43/90, un approfondito esame critico del progetto sull'ampliamento della centrale di Somplago e delle sue ricadute ambientali, cui si aggiunge la richiesta agli amministratori locali di indire una consultazione popolare. Questo quanto chiesto dai comitati per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento e per la difesa e sviluppo della Val del Lago, riuniti ieri in sala Kugy a Udine, nel palazzo della Regione di via Sabbadini. «Rivolgiamo un appello al presidente carnico Renzo Tondo – ha detto Franceschino Barazzutti del comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento – affinchè si adotti il criterio virtuoso utilizzato agli inizi degli anni '70 quando la stessa Regione propose il progetto per lo sbarramento a Pinzano per la difesa della bassa friulana dagli eventi di piena. Progetto ritirato dalla stessa Regione in seguito agli studi effettuati. Anche in questo caso, come allora fecero il presidente Biasutti e l'assessore ai lavori pubblici Comelli, si deve incaricare dei professionisti altamente specializzati per verificare le ricadute dell'opera sull'intera Val del Lago, sul lago stesso ma anche sul Tagliamento». Presto, come annunciato dal consigliere regionale Enore Picco, ma anche dai già sindaci di Trasaghis Dino Rabassi e Loredano Tomat, sarà organizzata una nuova assemblea pubblica dove saranno invitate a partecipare e a esporsi tutte le forze politiche: «Così che queste – puntualizza Barazzutti – dicano la loro sul progetto e si assumano le responsabilità davanti ai loro elettori». «Non siamo contrari a prescindere – ha detto Dino Rabassi – all'opera, però vogliamo che gli aspetti tecnici, molto carenti allo stato attuale, vengano approfonditi a carico della stessa proponente. La legge in questo senso parla chiaro: sono previsti oltre 400 mila euro per ulteriori verifiche». «Inoltre – ha detto Rabassi – l'opera è in contrasto con la legge regionale 152 del 2006, perciò mi auguro che chi di dovere intervenga». Nessuno ha verificato se ci sono delle alternative all'opera. Deve essere chiaro che se l'ampliamento dovesse essere realizzato, la scelta sarà definitiva e irrevocabile».
Dario Venturini

venerdì 12 marzo 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di C.Polano per l'E.T.P.


EDIPOWER: No anche dall’Etp al progetto

da: Messaggero Veneto, 6 marzo 2010


Anche l’Ente tutela pesca del Fvg, nel corso di una recente serata ad Alesso, tramite il suo biologo, ha bocciato pubblicamente e ufficialmente il progetto Edipower. Le diverse osservazioni al piano, alla presenza di un pubblico numeroso e attento (mancavano chissà perché gli amministratori della val del Lago), hanno riguardato l’impatto negativo che lo stesso avrebbe sulle comunità acquatiche del nostro lago, già pesantemente ridotte in specie e quantità, dopo l’avvio della centrale di Somplago nel 1959. Un’attività che ha trasformato il bacino da temperato caldo a freddo. Primo punto negativo evidenziato nella relazione è stata la variazione di livello che potrebbe essere di 1 metro secondo Edipower o più secondo il comitato. Comunque questa forte oscillazione diminuirebbe drasticamente la disponibilità di habitat riproduttivi e di svezzamento per tutte le specie sottoriparie. In ogni caso, a mio parere, il lago non dovrebbe mai scendere anche oggi, sotto il livello 194,50 (quota Sade), per mantenere un livello minimo nel canneto di Alesso, abitato prevalentemente da popolazioni ciprinicole, nonché loro ambiente riproduttivo. Fra l’altro, un’oscillazione giornaliera di livello (oggi settimanale) sfavorirebbe sia la deposizione delle uova sia il loro sviluppo e la sopravvivenza degli stadi giovanili dei pesci. E nello studio di impatto ambientale di Edipower tali aspetti non sono approfonditi in modo sufficiente, riguardo agli effetti del progetto sulla fauna acquatica. Inoltre, a causa del trasferimento continuo di ingenti masse d’acqua dal lago di Cavazzo a quello di Verzegnis e viceversa, scenderebbe notevolmente anche la temperatura delle stesse, già oggi molto bassa. Nel contempo aumenterebbe la torbidità, dovuta a questo continuo rimescolamento di acque e limo depositato sul fondo dei due bacini. Inoltre sarebbe prevista una diminuzione dei livelli del fitoplancton, già oggi talmente bassi da sfavorire chiaramente la comunità planctonica e le specie ittiche a essa legate. La maggiore disponibilità di detrito organico fine, considerato come effetto positivo del progetto, sarebbe annullata dalla diminuzione degli organismi filtratori e raccoglitori, per i quali è necessaria l’esistenza di fasce sottoriparie stabilmente allagate. Il biologo ha ritenuto quindi che le popolazioni ittiche più svantaggiate sarebbero quelle di carpa, tinca, persico reale, sanguinerola (già in forte calo), alborella e spinarello. In conclusione, l’Etp, sotto il profilo ambientale, ha dato un giustificato e scientifico parere negativo a questa ipotesi progettuale. Personalmente sollecito invece i politici e gli amministratori della val del Lago a pensare a ulteriori progetti di valorizzazione del lago, quali per esempio la riapertura del “taj dal lac”, l’antico emissario oggi chiuso, che metteva in comunicazione il bacino lacustre con il Tagliamento, permettendo così la risalita di numerose specie ittiche, in particolare dell’anguilla. Oppure il rimodellamento del canneto di Alesso, con serpentine e piccoli laghetti, dove l’acqua potrebbe riscaldarsi e quindi favorire la vita e soprattutto la riproduzione dei Ciprinidi, che necessitano per questo di temperature più elevate rispetto ai Salmonidi.
Claudio Polano Gemona

venerdì 5 marzo 2010

Dibattito sul Lago: l'opinione di Luigi Stefanutti


VAL DEL LAGO Le decisioni e la sostenibilità

da: Messaggero Veneto — 03 marzo 2010

"La devastazione dello spazio vitale naturale distrugge non soltanto l’ambiente esterno nel quale viviamo ma anche, nell’intimo dell’uomo, ogni rispetto per la bellezza e per la grandezza della creazione che lo sovrasta". Parole dell’etologo Konrad Lorenz! Questa affermazione si può adattare all’attuale situazione della Val del Lago? Io penso di sì! Non è stato sufficiente, infatti, aprire un dibattito serrato perché, per una pacifica e fruttifera convivenza, necessitano la buona volontà e la convinzione che la "verità" deve essere costruita sul consenso. Così, nonostante le forti prese di posizione della gente (un vero e proprio tsunami considerati gli strascichi astiosi emersi), gli amministratori (ma anche gli ex amministratori) dei nostri Comuni continuano imperterriti per la propria strada. È un "déjà-vu"! Una lotta per ritagliarsi un piccolo spazio di visibilità, una lotta, forse, solo per garantirsi la propria rielezione! Tutto questo mi avvilisce e mi mortifica come cittadino. Ma anche mi preoccupa. Non ci sono più nemmeno la preoccupazione e la necessità, per questi "politici di periferia", di "cavalcare" almeno l’onda. Tanto, e pare sia proprio questa la convinzione, la "gente" dimentica e presto. Questo vale sia per chi difende sia per chi attacca le scelte di fare del nostro lago solo una grande centrale elettrica. Così non c’è ascolto, non c’è un vero confronto e ognuno si arrocca sulle proprie posizioni. Tanto, prima o poi, lo tsunami passerà. Forse tutto ciò fa parte della "particolare cultura" di una certa classe di amministratori locali: qualche clientela, qualche cementificazione, qualche "passerella" proiettata verso il nulla, tanto per dire che l’ambiente è nel loro cuore, il patrocinio su qualche pubblicazione e il gioco parrebbe fatto! E quello che la gente può dare, per contribuire a scelte utili e qualificanti per il proprio futuro, non serve. Cogli l’attimo fuggente, pare solo questa la parola d’ordine di questi amministratori! Il resto: non serve! È una partita di scacchi, fatta da giocatori che forse a scacchi non sanno nemmeno giocare: ciascuno "elenca" la propria "lista" di cose fatte, ciascuno si richiama al "senso di responsabilità" e al proprio diritto (divino?, umano?) di decidere in perfetta solitudine, ciascuno illustra, con dovizia di particolari, le "pecche" dei propri avversari (così taceranno una volta per tutte!), ma quale sia stato il "loro" reale contributo allo sviluppo di un territorio, che altri ci invidiano, non lo dicono. Come non spiegano il "perché" non debba essere la gente a esprimersi e a decidere sul proprio futuro, tanto la gente si è già espressa: con il voto ogni 5 anni, e, per 5 anni, i problemi e le loro soluzioni non sono più "competenza" della gente. Se ne riparlerà, nella prossima campagna elettorale! Credo che questo "metodo", trentennale per la mia esperienza, un effetto l’abbia sortito: allontanarci dalla "cosa pubblica"! Tanto "fasin e disfin dut lor", è questa l’amara conclusione del popolo escluso! E così si prendono le decisioni, decisioni sul nostro futuro, decisioni sul nostro territorio, decisioni su come dobbiamo vivere noi e i nostri figli. Tanto "decidere così" è poco faticoso (non occorre pensare!) e anche poco rischioso: si rischia solo di passare da "maggioranza a minoranza" in un Comune, o di essere "pensionati", ma sempre con l’orgoglio di dire "io c’ero"! E i danni dell’assenza di un progetto serio, e la privazione, per generazioni, di una prospettiva, e la disillusione, la stanchezza e la sfiducia della gente, e il "poco interesse" dei giovani sul tutte queste cose? Solo piccoli incidenti di percorso, per questi nostri amministratori. Solo gli ingenui e gli sprovveduti, pare che sia proprio questa la loro convinzione, credono che queste cose siano importanti! Chi amministra, invece, il mondo lo conosce, sa come gira. Gira tanto per tornare sempre al solito punto di partenza! Tutto questo è un "costo sostenibile" per una comunità? Ai posteri l’ardua sentenza! E così, per scopi personali o di "clan", perdendo il contatto con la realtà in cui si è immersi, ma che non ci si preoccupa di conoscere (tanto non serve per "fini elettorali"!), si continua imperterriti, usando la gente quando serve, usando il potere quando la gente non serve. Un comportamento di una "classe dirigente" forse non proprio esemplare per i nostri giovani e per i nostri ragazzi"! Ma io, in fondo in fondo, sono ottimista e credo che (le parole non sono mie, ma di Enrico Berlinguer)... "noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo a servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una "prova" che può riempire degnamente una vita". Ma io appartengo alla categoria degli ingenui e degli sprovveduti!

Luigi Stefanutti - Alesso

giovedì 4 marzo 2010

Preoccupazione per la chiusura della Leader Pumps di Trasaghis

Trasaghis, Leader Pumps verso la chiusura

di Dario Venturini (da www.altofriuli.com )

Lo stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps, l'azienda che produce pompe meccaniche nella zona industriale del paese pedemontano, chiuderà. Per i 67 operai intanto, si profila la cassa integrazione.
La Regione, l'Amministrazione comunale di Trasaghis, l'Rsu e i sindacati fanno quadrato attorno gli operai dello stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps sui quali si addensano sempre più le nubi di un'imminente chiusura dell'ultima linea produttiva rimasta a Trasaghis e che a giorni dovrebbe essere trasferita a Bientina dove a sede la società. A breve perciò i 67 operai che negli scorsi mesi avevano manifestato affinchè la fabbrica che produce pompe per l'acqua non chiudesse, potrebbero trovarsi di fatto senza un lavoro. La decisione dei vertici aziendali è stata comunicata nel tardo pomeriggio di martedì alle Rsu e all'assessore alle attività produttive Luca Ciriani che ha accolto la notizia, come del resto anche il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, con sgomento e rammarico. Uniti, hanno accusato i dirigenti della Leader Pumps di poca trasparenza in merito alle scelte aziendali. Con l'inizio del nuovo anno infatti, sembrava che la situazione evolvesse in positivo, sino a martedì pomeriggio. « La decisione unilaterale della Leader Pumps di chiudere lo stabilimento di Trasaghis – ha detto l'assessore regionale Ciriani – è grave. A loro avevamo proposto diverse ipotesi di rilancio, ed entro maggio, avremo dovuto analizzare i segnali di mercato ma questo accordo è stato disatteso e, ad oggi, rimane solamente la decisione dei vertici aziendali che ci pongono di fronte ad un fatto compiuto ». Sulla stessa lunghezza d'onda il Sindaco di Trasaghis, Augusto Picco: « L'azienda non rispettando i patti di collaborazione per i quali ci eravamo accordati ha dato un chiaro segno di poca trasparenza. Ora a rimetterci, come spesso succede in questi casi, sono gli operai dello stabilimento. A loro e alle loro famiglie piena solidarietà ». E se da una parte la Regione assicura di attivare tutte le procedure necessarie relative agli ammortizzatori sociali, cercando di reimbastire comunque un dialogo con la società, dall'altra parte il Comune, come annunciato dallo stesso Sindaco Augusto Picco, cercherà fin da subito nuovi imprenditori in grado di riassorbire gli operai che rimarranno senza lavoro. Ciriani e Picco concordano sulla necessità di stringere legami con le aziende che vengono ad insediarsi sul territorio, garantendo sostegni ma anche garanzie industriali e occupazionali.

Preoccupazione per la chiusura della Leader Pumps di Trasaghis

Trasaghis, Leader Pumps verso la chiusura

di Dario Venturini (da www.altofriuli.com )

Lo stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps, l'azienda che produce pompe meccaniche nella zona industriale del paese pedemontano, chiuderà. Per i 67 operai intanto, si profila la cassa integrazione.
La Regione, l'Amministrazione comunale di Trasaghis, l'Rsu e i sindacati fanno quadrato attorno gli operai dello stabilimento di Trasaghis della Leader Pumps sui quali si addensano sempre più le nubi di un'imminente chiusura dell'ultima linea produttiva rimasta a Trasaghis e che a giorni dovrebbe essere trasferita a Bientina dove a sede la società. A breve perciò i 67 operai che negli scorsi mesi avevano manifestato affinchè la fabbrica che produce pompe per l'acqua non chiudesse, potrebbero trovarsi di fatto senza un lavoro. La decisione dei vertici aziendali è stata comunicata nel tardo pomeriggio di martedì alle Rsu e all'assessore alle attività produttive Luca Ciriani che ha accolto la notizia, come del resto anche il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, con sgomento e rammarico. Uniti, hanno accusato i dirigenti della Leader Pumps di poca trasparenza in merito alle scelte aziendali. Con l'inizio del nuovo anno infatti, sembrava che la situazione evolvesse in positivo, sino a martedì pomeriggio. « La decisione unilaterale della Leader Pumps di chiudere lo stabilimento di Trasaghis – ha detto l'assessore regionale Ciriani – è grave. A loro avevamo proposto diverse ipotesi di rilancio, ed entro maggio, avremo dovuto analizzare i segnali di mercato ma questo accordo è stato disatteso e, ad oggi, rimane solamente la decisione dei vertici aziendali che ci pongono di fronte ad un fatto compiuto ». Sulla stessa lunghezza d'onda il Sindaco di Trasaghis, Augusto Picco: « L'azienda non rispettando i patti di collaborazione per i quali ci eravamo accordati ha dato un chiaro segno di poca trasparenza. Ora a rimetterci, come spesso succede in questi casi, sono gli operai dello stabilimento. A loro e alle loro famiglie piena solidarietà ». E se da una parte la Regione assicura di attivare tutte le procedure necessarie relative agli ammortizzatori sociali, cercando di reimbastire comunque un dialogo con la società, dall'altra parte il Comune, come annunciato dallo stesso Sindaco Augusto Picco, cercherà fin da subito nuovi imprenditori in grado di riassorbire gli operai che rimarranno senza lavoro. Ciriani e Picco concordano sulla necessità di stringere legami con le aziende che vengono ad insediarsi sul territorio, garantendo sostegni ma anche garanzie industriali e occupazionali.

giovedì 25 febbraio 2010

Dibattito sul Lago: aspettando il parere della Regione


Il sindaco sollecita la Regione sulla centrale

Messaggero Veneto — 23 febbraio 2010

«La Regione prenda il coraggio a due mani e decida sul da farsi». Così il sindaco di Trasaghis Augusto Picco sull'ampliamento della centrale di Somplago. «Recentemente – ha aggiunto il primo cittadino – sono stati invitati ad Alesso due assessori regionali di competenza, e a breve, come annunciato durante l'assemblea di venerdì scorso tenutasi nel centro sociale di Alesso, c'è l'intenzione da parte dei Comitati di invitare anche il presidente Tondo. Ben vengano questi confronti o serate di approfondimento con la popolazione, ma la sensazione e che, i massimi esponenti regionali non si espongano mai in maniera chiara e netta. Sono favorevoli o contrari alla realizzazione dell'impianto? Perché nessuno dice qual è la posizione della Regione in merito al progetto presentato da Edipower?». Per ora di ufficiale c'è solo che la giunta regionale aveva deliberato di non poter esprimere nell'ambito della procedura di Via (Valutazione Impatto Ambientale) un parere di compatibilità ambientale, questo perché nella documentazione progettuale presentata da Edipower non risulta chiaramente evidenziata l'assenza di pericoli, anche solo potenziali, per lo stesso ambiente. La Regione ha evidenziato alcune carenze progettuali che sono state prontamente segnalate al ministero dell'ambiente. «La Regione dopo questa presa di posizione come si sta muovendo – si chiede Picco –, ha contattato dei tecnici o come intende agire nell'imminente futuro?». Dario Venturini



Ampliamento della centrale: il Comitato attacca i sindaci che sono favorevoli

Messaggero Veneto — 24 febbraio 2010

TRASAGHIS. Ampliamento della centrale di Somplago: interviene il Comitato che “punzecchia” il primo cittadino. «Siamo lieti di registrare il favore espresso dal sindaco di Trasaghis sulle assemblee pubbliche da noi proposte in merito alle quali, egli, non ha partecipato scoraggiando anche la presenza dei suoi concittadini - spiega il Comitato - . Non sarà che gli stessi sentimenti favorevoli alle iniziative del comitato li provi anche l’ex sindaco Del Negro, convinto assertore e primo sottoscrittore della bontà dell’intervento Edipower? Peccato che questo apprezzamento ai nostri pubblici dibattiti, se sincero e non strumentale, arrivi fuori tempo, cioè non contempli, tuttora, alcun ripensamento al parere positivo di competenza già da loro dato senza tante fastidiose pubblicità. Notiamo inoltre un maldestro tentativo di scaricare il proprio barile di responsabilità alla Regione, competente ad esprimere un parere sul progetto dopo aver sentiti i Comuni. Meno male che la Regione non ha seguito i metodi più che sbrigativi dei sindaci locali, altrimenti le ruspe sarebbero già al lavoro, con grande soddisfazione di Edipower e dei primi cittadini».